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Disoccupati in attesa dell'incontro Regione-Sindacati il 4 luglio

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GinoRossi 2 350 260Fra i disoccupati ed in particolare fra quelli che hanno perso la mobilità il 14 giugno scorso c’è attesa di conoscere gli esiti dell’incontro convocato per il 4 luglio prossimo a Roma fra Regione Lazio e Sindacati. Basta scorrere le pagine Facebook attraverso le quali comunicano per rendersi conto quanti siano gli interrogativi, ma anche le speranze di essere destinatari di qualche intervento che allevi le sofferenze.

Gino Rossi, di Vertenza Frusinate, ha cercato d’interpretare questi stati d’animo e ci ha rilasciato questa dichiarazione di "auspici".

 

«Il 4 luglio Cgil, Cisl, Uil e Ugl incontreranno di nuovo la Regione Lazio per definire gli interventi immediati necessari dopo la fine della mobilità per 1700 disoccupati ormai senza reddito insieme alle loro famiglie.
Stiamo seguendo con attenzione le iniziative sindacati-Regione Lazio augurandoci provvedimenti rapidi, utili e concreti. Dalle nostre parti si dice che “chi è stato mozzicato dalla serpa t’è paura della lancerta”, e poiché oggi abbiamo di fronte limitate iniziative d’emergenza fino ad oggi trascurate e conquistate dalla protesta con l’aiuto del Ministero della Lavoro, ci preme ricordare che i fondi per assicurare la proroga di 12 mesi della “mobilità” a chi l’ha persa nel 2017 non sono in alternativa allo sblocco dei fondi della CIG Straordinaria che sono fermi presso l’Inps.
I 19 milioni e 600 mila euro (primo emendamento Pilozzi) sono finalizzati alla proroga della mobilità pur condizionati da iniziative di politiche “attive” per il lavoro; altra e autonoma fonte di finanziamento, prevista nel secondo emendamento Pilozzi, deve garantire le misure, fino ad ora, ipotizzate sia per gli over 60 e sia quelle per chi è al di sotto di quell’età (non le ricordo perché note a tutti) d’intesa con Comuni e imprenditori.
Quindi, due interventi autonomi e non in conflitto fra di loro.
Neppure, però, due finanziamenti da far confluire in un’unica iniziativa che escluda la proroga della mobilità.
Se qualcuno alla Regione Lazio o fra le rappresentanze sindacali pensasse qualcosa di simile si deve sapere che sta compiendo un’ingiustizia o un sopruso soprattutto se questa scelta dovesse privilegiare esclusivamente il finanziamento dei corsi di formazione a danno delle famiglie di coloro che hanno perso la mobilità.
L’area di chi potrà e dovrà beneficiare dei corsi di formazione è ben più numerosa di quella rappresentata dai 1700 lavoratori rimasti il 14 giugno senza reddito.
I due emendamenti consentono misure utili per le due esigenze diverse. Non servono forzature.»

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