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Ilva di Patrica: ancora uno stallo ... irresponsabile

Disoccupati Ilva Patrica 350 mindi Valentino Bettinelli (video)- La questione dell’Ilva di Patrica vive l’ennesimo punto di stallo nella trattativa di vendita avviata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il 15 ottobre scadranno i termini per la conclusione del secondo bando d’acquisto del lotto di Patrica. Deadline prorogabile fino al termine del 2019, quando il terzo bando pubblico terminerà. Passato questo periodo, lo stabilimento di Patrica sarà soggetto a compravendita tramite trattativa privata, ipotesi assolutamente da scartare per permettere ai disoccupati di trovare una nuova speranza lavorativa.

Con l’approssimarsi del 15 ottobre, abbiamo incontrato un gruppo di ex lavoratori Ilva, sempre pronti a manifestare di fronte ai cancelli di quello che continua ad essere il “loro stabilimento”. A rappresentare le istanze degli operai, la voce di Nico Evangelista, storico rappresentante sindacale dell’azienda siderurgica. “Abbiamo bisogno di risposte concrete da parte di politica e sindacato, perché la questione Ilva è ormai paradossale.

C’è bisogno di volontà, affinché si arrivi ad una soluzione che permetta la reindustrializzazione di un sito strategico e il conseguente reintegro al lavoro, e dunque alla dignità, per noi disoccupati”. I metalmeccanici, fuori dall’occupazione dal 2014, sono parte integrante del comitato di Vertenza Frusinate e rientrano, dunque, nelle liste dei percettori di mobilità in deroga. la loro richiesta, però, è pressante in merito ad una nuova opportunità occupazionale, considerata anche l’età media che si aggira attorno ai 40-45 anni. In merito alla questione, Evangelista ribadisce come la loro vita lavorativa sia solo
“a metà del suo corso naturale. Una condizione che necessita dunque di lavoro e non di soli ammortizzatori sociali”.

Bisogna ricordare come il lotto di Patrica non sia stato inserito nel bando di vendita ai francesi di Arcelor-Mittal, restando in carico al MISE, che ha disposto successivamente un bando pubblico per l’acquisizione dello stabilimento dismesso. Il primo acquirente non aveva garanzie necessarie per concludere l’affare. Pare che adesso ci sia un imprenditore disponibile alla compravendita del lotto; ad ostacolare il processo il costo eccessivo imposto dal Ministero e le spese accessorie da affrontare per rimettere in stato di operatività una struttura in totale usura.

Nico Evangelista rincara la dose, puntando il dito sul concetto di bene pubblico. “L’Ilva di Patrica è una struttura che continua a danneggiare anche le casse dello Stato. Il MISE spende centinaia di migliaia di euro ogni anno per il pagamento di tributi, imposte ed utenze di energia elettrica e gas metano. Uno sperpero che potrebbe essere evitato se solo le istituzioni come Provincia e Regione, assieme a governo e sindacato, riuscissero a creare o favorire le condizioni per l’acquisto della fabbrica”.

Una trattativa estenuante per quei 15 disoccupati che, ancora oggi, non conoscono il loro destino. Ad amplificare la condizione di disagio, il costante silenzio delle parti sociali e di una classe dirigente locale assente, cieca e forse poco capace nella gestione delle crisi. I requisiti ci sono tutti: area di crisi complessa, fondi invitalia e possibile reperimento di contributi comunitari.

I rappresentanti del territorio ci sono ed è arrivato il momento che inizino a battere qualche colpo dai Palazzi del potere; d’altronde sono stati chiamati a rappresentare i cittadini, e non per curare i propri interessi personali.

 

Video-inervista a cura di Valentino Bettinelli

 

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