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I disoccupati e l'Assessore Di Berardino: rabbia e mani legate

assembleadiVertFrusinate 7ott19 350 mindi Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - Per i disoccupati di Vertenza Frusinate, le battaglie possono durare mesi senza novità, mesi di richieste alle istituzioni senza svolta. Il pressing costante però, permette di non perdere il contatto e soprattutto di non abbandonare la causa.

Lunedì 7 Ottobre, a più di un mese dalla trasmissione delle domande in Regione, nuovo appuntamento in Provincia alla Corte di Antonio Pompeo, ancora una volta assente in assemblea, con la partecipazione dell'Assessore regionale al Lavoro (e non solo) Claudio Di Berardino, ormai habitué di incursioni in ciociaria. Direttamente dalla Regione, Nazzareno Pilozzi, in rappresentanza della presidenza del consiglio alla Pisana. Per la parte politica, arrivati ad assemblea inoltrata, l'Onorevole Luca Frusone e il consigliere regionale Loreto Marcelli.

Accorsa anche una delegazione reatina di disoccupati, in rappresentanza degli oltre 400 facente parti della stessa area di crisi complessa. Presenti le sigle sindacali, di cui si fa portavoce il segretario CGIL Anselmo Briganti. “Abbiamo convocato l’assemblea di oggi per avere la parola della Regione Lazio, presente oggi nella figura dell’Assessore Claudio Di Berardino. Abbiamo invitato anche i parlamentari del territorio, ma in sala non vedo nessuno”. Il punto offerto dal segretario Briganti continua nel merito di fondi e determine. “Per inviare le pratiche abbiamo dovuto attendere la scadenza del 31 agosto. In base ai conti effettuati sui risparmi delle casse integrazione, dovremmo riuscire a scavalcare il 2019, agganciando gli ammortizzatori per il 2020. In vista della prossima legge di bilancio, ci stiamo muovendo per ottenere il rifinanziamento delle mobilità”. Anche le politiche attive protagoniste, di nuovo, dell’intervento di Briganti che ricorda come “la Regione abbia stanziato dei fondi per l’avvio. È anche ora di mettere in campo progetti per accompagnare molti over 58 verso il pensionamento”.


Gino Rossi, baluardo di Vertenza presente anche con la gamba sinistra completamente ingessata, apre il suo intervento con un minuto di silenzio in memoria di Fabrizio Greco, morto nello stabilimento FCA la scorsa settimana.
La vera domanda da cui muove è sempre e solo una: quando verranno stanziati i fondi per coprire la mobilità in deroga. diberardino vertfrus 7ott19 min
Attorno a questo perno, ruotano tutta un'altra serie di interrogativi. Il complesso iter burocratico ha troppo spesso legittimato i ritardi. Ad oggi non si conosce "il destino" delle determine presentate ai sindacati. Sono state trasmesse al Ministero di competenza? Da lì, sono state trasferite all'INPS nazionale e di conseguenza a quello locale? Senza questi passaggi l'erogazione non può essere avviata lasciando ancora scoperte le ultime 8 mensilità non retribuite.


Vista la platea più che mai gremita, l'Assessore non poteva esimersi dal chiarire puntualmente i quesiti venuti a galla.

"Come Regione, lo scorso anno in tempo di manovra di bilancio, avevamo richiesto uno stanziamento di 35 milioni di euro; ne sono stati concessi 10 di meno, abbiamo dunque dovuto fare i conti con una minore disponibilità. A fine Agosto, termine ultimo come stabilito dall'accordo quadro, abbiamo ricevuto 1255 istanze di cui 900 per Frosinone. Subito è avvenuta la trasmissione al Ministero in data 4 settembre, per quanto riguarda la mobilità in scadenza al 21 di Novembre, ottenendo il parere favorevole arrivato il 18 Settembre da parte del Governo.
Nel frattempo, in considerazione del poco afflusso delle domande ricevute, al netto dei pensionamenti, abbiamo portato avanti delle proiezioni fiscali per scavalcare la data di novembre e agganciare la nuova annualità.
Per questo il 26 Settembre abbiamo comunicato al Ministero, che le risorse disponibili potranno finanziare il sussidio fino al 2 Gennaio 2020. Adesso attendiamo questa seconda risposta, e appena arriverà ci sarà la trasmissione all'INPS, visto che le domande sono già in fase di lavorazione.
Oltre al processo amministrativo, era fondamentale avere un riscontro con le associazioni datoriali, tenutosi il 12 Settembre. Non posso negarvi la scarsa predisposizione a reinserire seppur parzialmente i disoccupati, ma su questo, in accordo con il Sindacato, continueremo ad insistere".

La prospettiva è dunque positiva per la risoluzione di meccanismi tecnici, ma purtroppo presuppone una ulteriore attesa per l'erogazione economica. Per questo Di Berardino ha garantito una comunicazione costante, anche a cadenza settimanale, di quanto sta accadendo. Il doppio iter introdotto dalla Regione tarderà ulteriormente il pagamento: da un lato la volontà di agganciare la prossima annualità dall'altra l'impossibilità di ottemperare celermente alle istanze. Il tentativo portato avanti con l'accordo del 5 Giugno era quello di superare il sistema delle finestre e sanare le differenze tra i vari pagamenti. Tuttavia, questo espediente si è rivelato lacunoso a causa della scarsità di risorse, come emerso dall'intervento dello stesso Di Berardino. Il malumore non tarda a manifestarsi anche rumorosamente. Se questi adeguamenti di percorso fossero stati comunicati a luglio e non oggi, a ottobre, sarebbero stati meno deludenti ricevendo ben altra comprensione ed accoglienza.
Ma mentre L'Assessore si è dimostrato preciso su l'excursus burocratico, a domanda diretta riguardo i 53 milioni stanziati per la bonifica della Valle del Sacco, un silenzio denso anche di imbarazzo ed evidentemente condito da poca conoscenza del tema e soprattutto nulla ha detto se queste somme saranno incluse per lo svolgimento di politiche attive verso il reimpiego lavorativo dei disoccupati.

Gli animi surriscaldati dei tanti presenti in assemblea non si sono placati né convinti, confusi da tanti tecnicismi e poche rassicurazioni reali. La domanda è semplice, come si può vivere, anzi meglio sopravvivere senza un reddito da ormai più di otto mesi?
Tanti ghirigori comunicativi e passaggi in puro politichese, che poco si confanno ad una situazione emergenziale per chi non ha respiro da troppo tempo. Occorre una svolta di comportamenti con un sindacato che deve tornare ad essere più parte sociale che istituzionale ed una politica capace di leggere e interpretare le necessità della popolazione. Oggi sembra orba.

Frosinone 7 ottobre 19

 

 

 

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