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Una nuova Europa invoca solidarietà

  • Scritto da  Francesco De Brocco

UE bandiere mindi Francesco Del Brocco - Nel 2018 saranno passati settant'anni dalla riunione ricordata come “Congresso dell’Europa” che all’Aja diede un impulso fondamentale all’avvio di integrazione europea, come progetto innovativo di pace, benessere e scambio interculturale.
Quali tra i valori propugnati dai protagonisti di allora mantengono ancora oggi una validità tale da dover essere difesi e rilanciati?
Essere o non essere cittadino Europeo è questo il dilemma!
Movimento Federalista Europeo

Tutti i testi fondamentali dell'Unione Europea, dal trattato di Lisbona alla Carta dei diritti fondamentali, assegnano all'Unione il compito di realizzare un modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista sia ambientale sia sociale.
Ed è proprio da queste due realtà che dovremmo ripartire tutti assieme perché andando avanti così con questa condizione di stazionamento dei mercati a causa della crisi che si ha in Italia.
Noi giovani generazione dobbiamo impegnarci a ridare un nome e una faccia a questo grande corpo che fin da quando è stato creato aveva come pensiero quello di riunire sotto lo stesso tetto più stati. Innanzitutto bisogna porre le basi affinchè gli stati membri si aiutino a vicenda in modo concreto, soprattutto qualora vi fossero squilibri.

Soltanto un'unione compatta ed effettiva permetterà l'assorbimento della crisi senza conseguenze troppo gravi. I vari stati dovrebbero accorrere immediatamente in aiuto di un altro più in crisi per evitare il completo fallimento di tale paese che provocherebbe danni all'intera comunità europea, cioè salvare uno per salvare tutti.

Anche se questo attualmente non avviene bisogna impegnarci per ricreare una solidarietà fra gli stati membri anche sull’argomento immigrazione perché attualmente per via di guerre civili e terrorismo si assiste a scenari come quelli nel Mediterraneo e attraverso i Balcani e da parte dell’Europa si assiste a scenari come in Bulgaria e Austria che alzano immensi muri senza fine composti da filo spinato in modo da sbarrare il passaggio a questi poveri individui che senza colpa sono dovuti emigrare dai loro paesi di origine per dare almeno una chance di vita migliore a proprio e se questo è Europa allora si può pensare di non essere certamente cittadini europei ma lo stesso trattamento più o meno in grandi linee riguarda anche l’Italia si perché secondo la Svizzera il cittadino italiano viene definito come un topo che va li per rubare il lavoro agli svizzeri, tutto perché c’è un problema di fondo il popolo ha fame e non riesce neppure la pagnotta di pane per mangiare quindi emigra in altri paesi più ricchi come Gran Bretagna e Germania come fecero più di duecento anni fa i nostri che affrontavano viaggi lunghi e anche pericolosi sapevano che erano sempre una migliore condizione.
In conclusione quello che pensò ottant’anni fa, circa, Altiero Spinelli era quello di essere tutti di una stessa nazione ed avere tutti gli stessi diritti e lo stesso passaporto fondato su i rapporti umani e non sulle banche.Una nuova Europa invoxa solidarietà

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