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La rabbia? Ripensiamo noi stessi

  • Scritto da  Arianna Rossi

ipastidelcapitano mindi Arianna Rossi - Salvini siamo noi!
Nell’ultimo anno il popolo italiano ha intrapreso una battaglia contro il ministro degli interni Matteo Salvini.
"ELETTO DAL POPOLO ITALIANO. VOTATO DAL POPOLO ITALIANO".

Nei post su Facebook, su Instagram viene paragonato a Mussolini, l’Italia sembra essere tornata al ventennio fascista, l’aumento della violenza nel nostro paese sembra essere tutta colpa di Salvini.
Siamo tornati ad usare parole che avevamo eliminato dal nostro vocabolario, parole come “fascisti”, “antifascisti” “squadristi”. Abbiamo permesso alla violenza e all’odio di dividerci e siamo arrivati ad una guerra civile combattuta nello stesso momento in cui la si vive.
Ci siamo dimenticati di cosa voglia dire davvero stato, di cosa significhi davvero comunità, di cosa debba essere la politica.

La felicità di Aristotele che poteva essere raggiunta solamente in comunione con gli altri perché l’uomo per definizione è un animale POLITICO e SOCIALE, raggiunta solamente grazie alla politica che indirizza tutte le conoscenze al raggiungimento del bene, si è trasformata in DIVERSITA’, diversità dall’altro, diversità dall’uomo stesso.
E cosa succede ad un essere umano che si sente in diritto di proclamarsi diverso da un altro essere umano? Diventa animale APOLITICO e ASOCIALE.

Ma è davvero colpa di Matteo Salvini?
E’ vero le sue parole sono ridicole e i suoi post sono inammissibili per un ministro ma il caro “Matteo Mussolini” non sta facendo altro che governare un popolo di pecore trasformatisi in lupi solo adesso.
Perché adesso va di moda riempirsi la bocca di parole come diritti umanitari, il motto degli italiani è diventato “aprite le frontiere!”, addirittura vengono organizzati dei flash mob pro emigranti.
Ok benissimo.

Siamo ancora un popolo apparentemente retto dalla democrazia quindi questa indignazione è più che giustificata e legittima ma prima dove eravamo? Fino ad ora dove siamo stati?
In tutti questi anni in cui uno dietro l’altro i capi di stato ci hanno preso in giro e manipolato a loro piacimento dove eravamo?
Cosa ci ha portato a rivolgerci ad una persona come Matteo Salvini?

E’ una nostra responsabilità.
Non è Salvini il responsabile dei corpi morti nel mar Mediterraneo, ma siamo noi.
Non è Salvini il responsabile degli insulti omofobi o della violenza. ma siamo noi.

L’odio che l’italiano prova nei confronti dello straniero non è stato creato dal nulla ma c’era già, come un demiurgo che non aspettava altro che qualcuno lo plasmasse, che gli desse una qualche forma e quel qualcuno siamo noi. Artefici dell’aspetto più ignobile che le nostre mani potessero realizzare, quello fatto di DIVISIONE e DIVERSITA’.
ADESSO il popolo italiano ha ricordato di avere una voce per urlare, per ribellarsi, per farsi sentire, ma ora potrebbe essere troppo tardi perché è necessario bruciare per poter seminare di nuovo e il nostro fuoco è stato appena appiccato.
Siamo un popolo di disinformati, che si fa bello usando paroloni di cui non conosce il significato.

Il nostro ministro degli interni ha solo trovato il modo giusto per manipolare un’arma che noi stessi gli abbiamo messo tra le mani ecco perchè ci piace tanto. Ecco perchè prende sempre più consensi ogni giorno che passa.
Perchè per la prima volta il cittadino italiano riesce ad identificarsi con un esponente politico che lo rappresenta davvero, un uomo che usa un vocabolario scritto e stampato dal suo popolo. Un popolo arrabbiato, furioso, calpestato per anni, scavalcato dai vari governi tecnici e che ora ha trovato in questa voce l’unico modo per essere ascoltato.
Siamo davvero un popolo di pecore disinformate, la storia non ci ha insegnato niente.

Nel 1918 quando la prima guerra mondiale ebbe fine l’Italia ne uscì devastata, non furono solamente gli accordi politici ad essere violati ma gli ideali stessi ad essere delusi. Coloro che erano partiti per difendere la patria, il tricolore italiano per il quale erano pronti a MORIRE sono tornati stravolti da qualcosa che non si aspettavano, in un’Italia più divisa che mai.
La delusione.

La leva emotiva necessaria al fascismo per fare presa, indispensabile a Mussolini per presentarsi agli italiani come la soluzione a tutti i problemi…oggi 2019 la storia si ripete ed oggi alziamo la voce solo dopo aver tirato il dado ed essere stati muti per anni.
Salvini piace agli italiani è così e basta.

L’italiano è arrabbiato, è stanco delle continue prese in giro del governo susseguitesi per 10 anni, vuole un uomo del popolo al comando e lui è l’uomo del popolo.
I post pubblicati su Instagram in cui si abbuffa di cibo, in cui mostra cosa sta facendo anziché “governare” non li pubblica perché è idiota o perché non ha altro da fare.
Sono i suoi piatti di pasta a permettere l’IDENTIFICAZIONE del popolo italiano con colui che hanno scelto per rappresentarlo.
Sono le sue parole di scherno e umiliazione contro i migranti ad aumentare gli applausi durante i suoi comizi per le piazze.
Con i porti chiusi gli italiani si sentono finalmente al sicuro.
Un leader politico deve dare voce ai pensieri del popolo? Salvini lo sta facendo.

Non è lui a dover cambiare, ma i nostri PENSIERI.
Non sono le sue parole a scatenare l’odio, esse GIUSTIFICANO solamente qualcosa che c’è sempre stato.
La domanda da porsi non è: “Chi abbiamo votato per rappresentarci?” ma “Chi e cosa rappresenta colui che abbiamo votato?”.

 

 

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