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Dobbiamo smetterla di amare Papa Francesco

papafrancesco stringemani 350 260 mindi Ivano Alteri - Papa Francesco è in gravi difficoltà: alcuni tra coloro che si definiscono cattolici lo odiano, letteralmente. E una delle ragioni di questo odio, per quanto possa sembrare folle, siamo proprio noi che invece lo amiamo; perché noi siamo i “comunisti”. E quei cattolici, i “comunisti” non li possono proprio vedere; con loro non vogliono avere niente a che fare, neanche in fatto d’amore per il loro stesso Papa. Insomma, noi “comunisti” dovremmo smetterla di magnificare Papa Francesco, se vogliamo evitare che sia odiato per colpa nostra. Sarebbe invece il caso di iniziare a denigrarlo un po’, come gratuito gesto d’amore. Proviamo, da “comunisti”.

Papa Francesco, accusato dai suoi detrattori cattolici di essere egli stesso un “comunista”, nega di esserlo. Tuttavia, i suoi pensieri e le sue parole, gli strumenti di analisi che usa nelle sue riflessioni sono di chiara impronta marxista; tanto che in molti, compreso chi scrive, si aspettavano da lui l’enciclica “Beati i poveri”. Ma lui sapeva che ad attenderlo a questo varco ci sarebbero stati anche i suoi nemici interni, che non avrebbero certo plaudito all’iniziativa; ed allora, meglio prendere una via traversa e optare per la “Laudato si’”, che consente di proporre le stesse analisi e giungere alle stesse conclusioni (essendo quella ecologica tra le maggiori contraddizioni del capitalismo nel presente periodo storico), ma dietro la maschera dell’ecologismo, della difesa della natura e del pianeta: inattaccabile.

Ma in questo capolavoro tattico-strategico di Papa Francesco si cela, tuttavia, un’ingiustizia cosmica: coloro che quelle idee hanno professato e professano da anni (appunto i “comunisti”) subendo la feroce ostilità altrui, compresa la scomunica da parte della stessa Chiesa Cattolica, ne escono mortificati, deprivati delle proprie ragioni, in persistenza di condanna, nonostante le ragioni per cui sono stati condannati ora siano divenute le idee forza di colui che ha condannato. O, per dire meglio: loro, i “comunisti”, per quelle idee sono stati condannati inappellabilmente dalla Chiesa; la Chiesa, che ha emesso la condanna sulla base di esse, ora le usa per ri-vivificare sé stessa, per di più in persistenza di condanna. Insomma, la Chiesa può, i “comunisti” no. Si potrebbe dire: assoluzione (della Chiesa-giudice) e delitto (dei “comunisti”-imputati), lo stesso movente…

Non dovrebbe, Papa Francesco, riconoscere la profonda ingiustizia di quella condanna inflitta indiscriminatamente a tutti i “comunisti”? Non avrebbero, i “comunisti”, il sacro diritto di veder riconosciuta esplicitamente la propria innocenza da Papa Francesco, già da lui riconosciuta implicitamente?
Inoltre, è corretto, è lecito, è moralmente accettabile usare i pensieri, le parole, gli argomenti di qualcuno misconoscendogliene la paternità? È corretto, è lecito, è moralmente accettabile usare i pensieri, le parole, gli argomenti di qualcuno dopo averlo nientemeno che “scomunicato” per quegli stessi pensieri, parole e argomenti, e senza sentire la stridente contraddizione? È corretto, è lecito...

Ma mentre procediamo in questo nostro volenteroso intento di attaccare e denigrare Papa Francesco e la sua Chiesa ci rendiamo conto che lui potrebbe fondatamente stroncarci ogni ragionamento, ritorcendo contro di noi le stesse accuse: siete stati voi “comunisti” ad usurpare alla Chiesa Cattolica, e con quale sprezzo!, la rappresentanza degli “ultimi”; voi “comunisti” a non riconoscere alla Chiesa la “maternità” di quei pensieri, parole e argomenti; a non riconoscere che senza quel sistema di valori, la scienza marxista e voi “comunisti” non avreste mai potuto avere l’efficacia storica che invece avete avuto in difesa degli ultimi. Dovreste essere voi “comunisti” a scusarvi con la Chiesa Cattolica e il Cristianesimo; e a ringraziarci, anzi, per aver gettato, noi!, il seme dell’amore per gli ultimi tra i solchi della storia degli uomini…

E allora ci accorgiamo che, nonostante tutte le nostre buone intenzioni di denigrare Papa Francesco, non riusciamo a farlo fino in fondo; forse perché continuiamo ad amarlo e a preoccuparci di non farlo odiare dagli altri. Per riuscire a denigrarlo davvero, e per convincere quei certi cattolici a smetterla di odiarlo, forse dovremmo compiere il passo successivo: imparare a denigrarlo odiandolo profondamente. Ma se lo odiassimo profondamente allo scopo di farlo amare dagli altri, ci chiediamo, non sarebbe anche questo un gratuito gesto d’amore? Non ne usciamo…

Frosinone 14 dicembre 2019

 

 

 

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