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Quanto è difficile essere comunità!

L’illusione di esserci uniti contro il nemico comune

PresidenteConte 350 mindi Maria Giulia Cretato - Il bel paese: un meraviglioso coacervo di controsensi. Giuseppe Conte è stato il presidente di tutti per i 5 minuti dei discorsi a luci soffuse. In molti prima della comparsa serale a reti unificate, focalizzavano a mozzichi il suo ruolo, confusi tra vinti e vincitori di un governo traballante.

Siamo stati patriottici per il tempo di una serie Netflix e delle pulizie di primavera. L'idillio nazional popolare è già finito. Perchè c'eravamo tanto amati ora torniamo ad essere italiani. Critiche alla mano, pamphlet di stereotipi e una buona dose di retorica. Abbiamo avuto l’illusione di esserci uniti contro il nemico comune, fronte compatto per affrontare un'emergenza inaudita, la più profonda dal secondo dopoguerra.

Non conosceremo la fame o la privazione assoluta, questo è sicuro, saremo solo “costretti" ad attendere sull'argine il fermo della paura. Ora però tremiamo, e non sappiamo cosa aspettarci il secondo successivo. Le rassicuranti parole del Premier trattengono solo qualche momento alcuni interrogativi aprendone altri, appesi al filo del andrà tutto bene ma non sappiamo minimamente come. Un epitaffio lunghissimo sarà il corredo della fine del coronavirus.

Come lo scriveremo? Siamo stati negazionisti di fatti lontani, abbiamo rimescolato il passato, riscritto drammi, creato altre verità per decenni. Domani sarà forse diverso per questa fase virgolettata nel tempo? Sapremo leggerla con la lucida consapevolezza della storia che è stata, degli errori commessi, dei successi e non con quello che abbiamo dedotto? Forse no.
Ognuno aggiungerà il suo brandello di memoria, testimoni di una tragedia collettiva che ricorderemo sì, ma con una consapevolezza sbiadita. Sarà un’ evanescente percezione, perché abbiamo una straordinaria abilità: dimenticare il passato rimpastandolo. Storici improvvisati ed inconsapevoli di momenti vissuti come specchi angolari, tronfi di autorità autoincoronata e di competenze inesistenti.

Stiamo sfidando la paura con la forza incontrastata della scienza, citando Gaber, forse l’unica arma reale ed efficace non solo di fronte ad una attacco alla salute, ma anche contro l’inettitudine della mente. Tra chi viola le restrizioni, chi le giudica, chi chiede chiarezza laddove tutto è scritto, torna così l’abitudine al lamento becero e al mancato rispetto delle regole per il puro gusto dell’opposizione.

Era il momento per non decretare vincitori, il momento per erigersi almeno per un soffio a Nazione. Ma abbiamo mancato il momento. Il silenzio elettorale si è tramutato in un brusio di soluzioni vendute per il bene comune ma macchiato dalla futura spunta sulla scheda elettorale, solo per adesso rimandata. Dopotutto l'iniziale silenzio politico è cortesia, dopodiché si tramuta in lusso di difficile concessione. Perché il quotidiano torna, perché la Politica non dorme mai (per fortuna), perché le risposte alla paura sono uno straordinario veicolo di consenso.

Un grande colossale errore ci siamo buttati addosso: non rispettare le ferite che già portavamo, illudendoci di essere uniti al di là di tutto. Dovemo brandire le nostre differenze, renderle potenza scongiurando così il conto finale. La percezione del reale dove è finita? Le difficoltà di ieri le pensiamo forse accantonate? Torneranno lasciandoci inermi, più forti e sommate ad altre che non faranno sconti. Un’economia in ginocchio, una società seppellita, un intero paese da costruire nonostante i muri siano rimasti in piedi ma la vita, quella sì che è crollata.

L’Italia non chiama solo oggi, grida da anni e abbiamo finto di non udire l’appello. Ora siamo eredi di quella abissale sordità, altro scotto sulla tragedia. Perché siamo fatti così, adesso come ieri. L’egoismo sarà ancora il nostro virus.

Saremo tramontana senza zefiro, usciremo dalla buriana con i detriti addosso, le ossa rotte, ognuno con il proprio cerino in mano.

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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