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Odio in rete e responsabilità individuali

  • Scritto da  Tania Castelli

 Aggressività in rete: cos'è e come si contrasta?

aggressivitàinrete mindi Tania Castelli - Sentiamo parlare spesso di “privacy”, “porn revenge”, “cyber bullismo”, insieme ad un’altra espressione anglofona: “online hate speech”. Ma di cosa si tratta e come contrastarli?

La “privacy” è il diritto alla riservatezza dei dati sensibili e della sfera privata individuale. Il Regolamento Europeo 679 del 2016 (o GDPR - General Data Protection Regulation) che ha portato a nuove norme per la protezione dei dati, è stato recepito dal legislatore italiano con il decreto legge 101 del 2018, in cui viene modificato il testo del Codice Privacy definendo più ampi ambiti di applicazione.

Il “porn revenge” consiste nella diffusione illecita per vendetta di immagini e video sessualmente espliciti, girati con o senza il consenso dei protagonisti e diffusi contro la loro volontà oppure a loro insaputa.
La “gogna mediatica è l’esposizione al pubblico disprezzo mediante cyber bullismo, violazione della privacy ed in alcuni casi anche porn revenge.
Tristemente famoso è il caso di Tiziana Cantone che, vittima di tutti questi reati, si è suicidata nel 2016. In seguito alla tragedia la madre, Maria Rosaria Giglio, ha intrapreso la campagna di sensibilizzazione che ha portato all’approvazione del “codice rosso” ovvero della legge n.69 del 2019, in cui l’articolo 10 introduce questo reato, regolamentato dagli articoli 612 bis e ter del Codice Penale.
Il “cyber bullismo” è in una forma di persecuzione con messaggi di odio, insulti e diffamazioni dalle gravi conseguenze psicologiche, fino all’istigazione al suicidio.
L’“online hate speech” si espleta in quell’insieme di comportamenti, atteggiamenti e gesti di odio e che incitano alla violenza ed alla discriminazione verso terzi e può includere alcuni o tutti i reati sopra esposti.

Quest’ultimo è diventato anche una delle strategie di propaganda di certi personaggi politici dediti all’uso dei social media con messaggi di odio e mistificazione della realtà strumentali alle proprie esigenze elettorali.
Fra i tanti deprecabili casi ormai noti, possiamo citare quello commesso nel 2016 durante un comizio a Soncino (CR) dal leader della Lega che, indicando una bambola gonfiabile (“casualmente” comparsa sul palco) la identificò come la “sosia” dell'allora presidente della Camera, Laura Boldrini, dando inizio ad una campagna d’odio sessista nei suoi confronti.
O ancora il penoso spettacolo televisivo da lui offerto nella nota “citofonata” a casa di un minorenne in cui lo accusava ingiustamente di essere uno spacciatore, collegando implicitamente l’accusa alla sua origine etnica.

Per capire meglio questi preoccupanti fenomeni ci viene in soccorso il parere che l’Avvocata Cathy La Torre, politicamente e professionalmente impegnata nel patrocinio di questo tipo di vittime, ha fornito nell’intervista pubblicata sul n.4 del CiesseMagazine:

«esistono studi dell’Agenzia Fondamentale per i Diritti Umani dell’Unione Europea (FRA) e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) secondo cui esiste un nesso fra il fenomeno del hate speech istituzionale e l’odio on line agito dalle persone cosiddette comuni. Ovvero fra il linguaggio di odio utilizzato da chi ha un folto seguito come ad esempio personaggi politici o che rivestono ruoli istituzionali, giornalisti, commentatori, opinionisti, social media influencer etc., ed il fatto che il pubblico e gli utenti del web possano sentirsi legittimati a fare altrettanto».

Insieme all’Associazione Pensare Sociale ed al progetto #Odiare Ti Costa, l’Avvocata La Torre è impegnata in importanti iniziative di educazione digitale, informazione all’uso consapevole del web mediante “webinar” ed “workshop” (seminari in rete ed incontri di sensibilizzazione) oltre che in azioni legali per i risarcimenti alle vittime di odio on line.

Nella medesima intervista indica alcuni degli strumenti legislativi a livello europeo mediante i quali, insieme a quelli nazionali, possiamo difenderci e contrastare questi crimini:

«per i Paesi membri della Comunità Europea esistono particolari Direttive come la n.2073 oppure il Decreto Legislativo 215 del 2003, le quali specificamente combattono la discriminazione in base all’origine etnica e alla razza (definizione utilizzata dalla Legge) in un ambito di applicazione molto ampio, oltre all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) per segnalare le discriminazioni razziali cui si viene in contatto siano essi individuali o commessi da gruppi ai danni di singoli o gruppi di persone ed anche perpetrati da figure istituzionali e politiche».

A parere di chi scrive un importante mezzo di contrasto, oltre a quelli fin qui citati, è sicuramente l’impegno nella sensibilizzazione e nell’educazione al senso civile da parte di tutte le parti sociali dalle istituzioni pubbliche alla scuola, dalla famiglia ai gestori delle piattaforme social, dai singoli individui ai mezzi di informazione.

Per quanto il timore di una condanna civile o penale possa essere un deterrente, infatti, il senso etico individuale può salvare molte vite prima che queste vengano travolte dall’odio.

 

L'Avv. Cathy La TorreCathyLaTorre 370 min

Cathy La Torre è una nota Avvocata specializzata in Diritto Antidiscriminatorio, Tutela della Privacy e Diritto delle Nuove Tecnologie, premiata a Bruxell nel dicembre del 2019 col prestigioso The Good Lobby Awards quale miglior professionista pro bono per il suo impegno a difesa dei diritti civili (in particolare della comunità LGBTQ), co-fondatrice del CESD (Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione), collaboratrice del MIT (Movimento Identità Transessuale), fondatrice del primo Sportello Legale per i diritti delle persone LGBTQI in Italia, co-fondatrice del GayLex, (associazione di professionisti per la tutela dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans) e dello studio legale Wild Side Human First e co-fondatrice della campagna #Odiare Ti Costa (promossa dall’associazione “Pensare Sociale”) mediante la quale si fornisce supporto legale alle vittime di odio on line e si attua una forte sensibilizzazione circa il fenomeno.
E' stata candidata alle elezioni a Sindaca del comune di Bologna.

Pubblicato nel n° 4 del CiesseMagazine per Sardine Creative
Tania Castelli fa parte della redazione di CiesseMagazine

 

 

 

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