fbpx
Menu
A+ A A-

Per Willy e Maria Paola

Analisi, Opinioni, Dibattiti e ... Proposte

Oggi per la solidarietà e la convivenza civile occorre una nuova semina

Willy Monteiro Duarte 350 mindi Ignazio Mazzoli.
A 14 giorni dall’omicidio di WilIy Monteiro Duarte fare alcune riflessioni obbliga a ricordare: La rissa; 2. La furia omicida; 3. Il movente: il soccorso ad un amico; 4. I testimoni; 5. Le arti marziali; 6. il “calcio all’addome di Willy”. Tralascio i punti da chiarire, per ora.

Abbiamo tante informazioni: la famiglia di Willy si era trasferita da Capo Verde in Italia una trentina di anni fa, da 17 si era stabilita a Paliano (Frosinone). Milena, la sorella, e Willy sono nati in Italia, a Roma. “Sognava di diventare come Totti”. Lavorava come aiuto cuoco all’Hotel degli Amici di Artena. Sabato sera intorno a mezzanotte e trenta Willy aveva salutato come al solito Mustafà, il portiere di notte, era andato a casa a cambiarsi d’abiti, aveva salutato la mamma ed era passato a prendere i suoi tre amici per fare serata nei locali della movida di Colleferro, a due passi da largo Oberdan dove è stato ucciso, massacrato di botte per avere difeso un ex compagno di scuola durante una lite.

Ci sono stati i funerali nella città di Paliano e il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, era presente. Ha dato ancora una volta una lezione di umanità e di stile indicando da che parte stare. Il Sindaco Domenico Alfieri ha fatto di tutto per far sentire la città unita e calorosamente vicina alla famiglia della giovane vittima.
Il Sindaco di Colleferro, impegnato in campagna elettorale, ha promesso di intitolare a Willy in parco.
Non poco. Ma, basta?

Due balordi dalla muscolatura ipertrofica e dalla vita poco chiara, in pieno centro cittadino di un grande comune laziale come Colleferro spadroneggiano e brutalizzano e uccidono, senza freno alcuno, senza impedimenti, senza ostacoli di sorta e,…e le Istituzioni ed i partiti non si chiedono perché?
Quali sono le cause? Perché ci si può sentire impuniti? Perché manca qualsiasi solidarietà verso la vittima o le vittime? Perché qualcuno filma le scene della violenza e della morte e poi non le mette subito a disposizione delle indagini di sua spontanea volontà?
È in atto un circuito perverso di curiosità, di paura e di vigliaccheria ad agire? Innescato da cosa e da chi?
Abbiamo letto anche sul nostro giornale delle reazioni.

Serena Galella a conclusione del suo articolo Vite Spezzate, sconsolata scrive «Oggi il bel paese è finito e anche la politica. L'odio e la violenza sono la conseguenza di quello che ascoltiamo, vediamo e siamo costretti a subire quotidianamente e si sono insinuati nel profondo della società, anche dove non ci aspetteremmo mai».

Antonio Nalli, in un coraggioso commento da Ceccano che gli ha procurato reazioni di destra scomposte e aggressive, si rivolge ai suoi concittadini così: «A Ceccano un'intera generazione di genitori che ora sproloquia sui social sui fatti di Colleferro, non si pone interrogativi sulle frequentazioni e sulle idee politiche che serpeggiano tra i loro figli, ai quali consente di bazzicare "covi" che la Legge Scelba e Mancino vietano espressamente».

Ancor più nel merito entra Marco Onofrio, scrittore, augurandosi «Che da questa brutta storia emerga, per Willy Monteiro, così come a suo tempo per Stefano Cucchi, un messaggio etico fondamentale: in questo Paese chi sbaglia paga, chiunque sia, senza “se” e senza “ma”. Ritiene, però, impossibile non porsi alcune domande che sorgono spontanee, dal cuore stesso dei fatti. 1) il pestaggio è avvenuto a pochi passi dalla caserma dei Carabinieri: perché i militari non sono intervenuti prontamente? perché non si sono accorti di quanto stava accadendo? perché nessuno li ha avvertiti? 2) perché la gente non ha applicato il principio del “pueblo unido”? dove erano e che cosa hanno fatto o, meglio, hanno omesso di fare coloro che hanno visto e che ora stanno testimoniando? i quattro “coatti” avrebbero continuato a infierire su Willy dinanzi al rischio concreto di essere linciati, linciati sì, da una massa compatta di cittadini, donne comprese?»

La gente tace. Perché? È terrorizzata e non ha fiducia nelle leggi e nelle istituzioni. E perché si usa spesso la frase “non voglio strumentalizzare”? Mi sembra pretestuosamente senza senso. Capire, interpretare sono dei fini non degli strumenti.

In questo contesto l’informazione ha un ruolo fondamentale, a partire dalla scelta del punto di osservazione dei fatti. Non è in discussione l’obiettività dell’accaduto, che va raccontato in maniera essenziale e dettagliata, ma l’obbligo di ricercare glimaria paola gaglione 350 min argomenti del perché un fatto è accaduto e il chi sono i suoi autori, da cui sgorga il quesito da porre a chi di dovere, in modo che intervenga perché l’orrore non si ripeta? E’, questo, un dovere a cui non si può sfuggire.

Mi si ripropone l’indignazione dolorosa di Mariella Fanfarillo di fronte all’uccisione di Maria Paola Gagliano a Caivano per mano di suo fratello «Non voglio entrare nella narrazione dei drammatici fatti (non sono riuscita neanche a leggere tutti gli articoli); voglio puntare il dito e urlare il mio dolore in faccia ai tanti che ritengo responsabili morali di un tragico epilogo che avrebbe potuto riguardare qualunque ragazza o ragazzo trans. Perché, se è vero che l'esecutore materiale ha un'identità precisa, è altrettanto vero che molti sono i mandanti morali di un omicidio il cui movente è soltanto l'odio verso l'altro diverso da sé».
Non aggiungo altre citazioni. Noi in Redazione abbiamo ricevuto un comunicato del M5S del Lazio ed una di ItaliaViva di Sora. Abbiamo visto una video dichiarazione di Mauro Buschini Presidente del Consiglio Regionale laziale e poi? Stop. Ma né negli scritti e neppure nel video c’ è un qualche riferimento a ciò che tormenta l’animo dei cittadini.

La Magistratura ha dimostrato con i fatti di assolvere al suo dovere. Aspetteremo che la “giustizia faccia il suo corso”.
Questo è scelta doverosa. Ma può bastare che la Magistratura faccia il suo dovere? Quella che in maniera confusa e confusionaria chiamano la “Politica” deve assolvere ai suoi compiti. I partiti in primo luogo non possono stare ad aspettare che escano le sentenze. Devono dirci cosa intendono fare.
Ci sono alcune questioni da affrontare subito, senza più rinvii.

La paura. Come si combatte la paura? Costruire l’unità contro la violenza. Creare il clima che isola e condanna i praticanti dell’arroganza e della forza fisica. Incoraggiare le persone a manifestare il loro sdegno contro la violenza omicida, come sarà stasera Roma, in nome di Willy.
Le notti di Colleferro, dicono in città, appartengono a ragazzi come i Bianchi, boxe estrema, arti marziali più qualche additivo di alcol o stupefacenti. Fra viale Bruno Buozzi e largo Santa Caterina, ci sono i segni di una scombinata movida.
Un testimone, in un'intervista al Messaggero, ha affermato: «Gabriele Bianchi ha sferrato a Willy un calcione all'addome che l'ha fatto cadere a terra e non lo ha fatto più respirare, poi tutti, lui, il fratello più piccolo Marco, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, l'hanno colpito ancora. Senza pietà».

In queste due notizie di cronaca ci sono questioni che riguardano la “Politica” quella vera. La prima, garantire la serena convivenza dei cittadini: di chi è la responsabilità delle notti di Colleferro? Caro Sindaco, non basta mica intitolare a Willy il parco dove è stato ucciso! Forse c’è dell’altro da fare insieme a Polizia e Carabinieri, tutti i giorni, anche se si è in campagna elettorale?

La seconda: Il “calcione all’addome” non è un calcio qualsiasi, è un colpo che richiede l’elevazione di chi lo sferra. È un calcio di chi fa arti marziali, quindi è un'arma. Così come lo è il pugno di un pugile praticante e tale la legge italiana lo considera. Il pugile può usare pugni solo sul ring e con i guantoni.

Allora vogliamo adeguare la legislazione da applicare ai centri di addestramento alle arti marziali? Queste palestre operino in maniera anche di educare. Con arte marziale (a partire dal Mixed Martial Arts, quella praticata dai fratelli Bianchi) si intende un insieme di pratiche fisiche e mentali legate al combattimento. Originariamente utilizzate per aumentare le possibilità di vittoria del guerriero in battaglia. Oggi sono una forma di percorso di miglioramento individuale e di attività fisica completa oltre che per difesa personale. Le arti marziali sono di origine in gran parte asiatica e in genere considerano il confronto fisico giustificabile solo come mezzo di difesa. Cioè deve esistere un'aggressione. Molte di loro risultano connesse con la religione e la spiritualità, includono nel loro insegnamento anche pratiche di medicina tradizionale. Arti nobili? Qui ed ora sono armi per la criminalità. Occorrono regole e leggi. E, tanta educazione.

Raccontare le vittime, non solo. Si devono raccontare i carnefici perché questo significa far conoscere le idee che drogano e deformano le menti.
Quello di Willy è un omicidio volontario – dicono i giudici di Velletri - aggravato da futili motivi. La giustizia giudica e punisce l'individuo. La battaglia politica vaccina, fa crescere la coscienza di tutti crea la consapevolezza e la civiltà dei popoli. Crea le basi della solidarietà, impedisce di rifugiarsi nell'omertà e soprattutto spinge a rifiutare la ricerca di conventicole e covi dove rifugiarsi.
La coscienza democratica che la Costituzione ispira si è formata e diffusa così. Oggi occorre una nuova semina.

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Torna in alto

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici