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I desaparecidos

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 Opinioni sul voto

Renzi ha mandato una foto con Giani per significare che era ancora vivo...

di Aldo Pirone
votare 350 260I risultati del voto di ieri si prestano, come sempre, ad analisi approfondite. Tuttavia fa sempre premio l’impressione immediata che è data dagli exit poll e, ancor più, visti certi precedenti fallaci di quest’ultimi, dalle prime proiezioni sui voti effettivi. Sulla giostra dei risultati dominano le trasmissioni speciali della Tv, con tanto di “maratone” e maratoneti che commentano a sangue caldo i risultati, simili a quegli antichi aruspici che traevano le loro divinazioni sul futuro osservando le viscere degli animali sacrificati al dio di turno.

Ma vi sono altri inconfondibili segni che lo schermo rimanda sul chi ha vinto e chi ha perso la tenzone nelle urne. Di solito il vincitore è quello che appare più presto. Ieri, a battere sul tempo anche i governatori di centrosinistra dati in bilico alla vigilia, è stato Zingaretti. A cavallo della prima proiezione che dava vincente anche Emiliano in Puglia, dopo Giani in Toscana, si è precipitato a innalzare il suo segno di vittoria nel campo dove ancora si dibattevano le opposte schiere degli eserciti elettorali. Prima di lui, è stato Di Maio che, riassunte le vesti del capo politico del M5s, - ma il reggente non era Crimi? e il capo delegazione al governo non è Bonafede? – ha rivendicato per i grillini, com’era largamente prevedibile, la vittoria del Sì al referendum taglia parlamentari; anche per mettere la sordina alla débâcle del M5s nelle urne regionali.

A conferma dell’impressione di un risultato nel complesso positivo per il governo, cui il trio Salvini-Meloni-establishment di lor signori si era preparato per tagliargli il collo, è stata la scomparsa dei due dal piccolo schermo e l’eclissarsi dei rappresentanti massmediologici del terzo. Ai due Bibì e Bibò si è aggiunta anche la sparizione di capitan Cocoricò (Renzi) per il quale le urne, a mano a mano che sfornavano schede, divenivano sempre più funerarie. Tanto che appariva del tutto inappropriato il nome Italia Viva dato al suo partito e sempre più consono il suo opposto: Italia morta. A un certo punto qualcuno ha pensato di rivolgersi alla Sciarelli e al suo “Chi l’ha visto?” per rintracciare qualcuno dei desaparecidos. Il tentativo non è stato vano perché Renzi ha mandato una foto con Giani per significare che era ancora vivo e verso le otto di sera Salvini si è materializzato in Tv per farci sapere che la destra aveva vinto e il centrosinistra perso grazie alla conquista delle Marche. Ma, non sapendo nulla anche di quella Regione, ha raddoppiato a cinquanta gli anni di dominio dei “rossi” divenuti anche lì, per la verità, molto rosé negli ultimi lustri.

La Meloni, da parte sua, non ha perso occasione di mostrare urbi et orbi la sua incultura incostituzionale. Desaparecida anche lei dagli schermi Tv nelle ore post proiezioni, è riapparsa oggi per cantare vittoria e continuare ad attaccare Mattarella. Purtroppo avendo il suo sodale “bauscia” pronosticato uno tsunami nelle urne a favore del centrodestra che non c’è stato, è evidente che la cosa si sia ritorta anche contro di lei come un boomerang. Secondo Giorgia Meloni il Presidente dovrebbe sciogliere il Parlamento perché, ha detto, “esiste lo scioglimento delle Camere quando c'è troppa distanza tra palazzo e popolo”. Cosa che nella Costituzione non c’è scritta perché la nostra Carta fondamentale è stata fatta da persone serie che non l’hanno basata sui risultati delle elezioni locali, sulle sensazioni e men che meno sui sondaggi elettorali. La signora onorevole sa che se vuole andare alle elezioni anticipate ha una via maestra da percorrere: presentare una mozione di sfiducia al governo e farsela votare dalla maggioranza alla Camera o al Senato. Preferisce, a quanto pare, aggirare il Parlamento facendo un pressing inutile quanto vigliacco sul Presidente della Repubblica che le Camere non può e non vuole aggirare.
La Meloni pensa che la Costituzione sia “à la carte”, la sua.

 

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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