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Parlarsi addosso di Covid 19

Covid 19 e Opinioni

Un bailamme di voci che frastorna

convivereconilcovid19 400 mindi Ivano Alteri
Immagino uno scienziato curvo sui suoi strumenti, intento a sminuzzare pazientemente in mille parti un certo fenomeno, passo dopo passo, millimetro dopo millimetro, senza saltarne uno, giorno dopo giorno, anno dopo anno, passando di frustrazione in frustrazione, fino a quando un giorno finalmente ha un’intuizione, emersa chissà come dai meandri della sua mente, e allora corre a rivedere tutti i suoi minuziosissimi appunti su quanto ha già verificato, ritrovandovi con incontenibile emozione già qualche riscontro. Gioia, entusiasmo, euforia. D’istinto gli verrebbe di gridare “Eureka!”, ma tace, non è ancora certo, e non ne parla con nessuno.

Ma proprio con nessuno non si può, non si deve; non solo perché se non ne parlasse schiatterebbe, ma soprattutto perché da solo impiegherebbe decenni per fare tutte le verifiche necessarie ad avere certezza della sua intuizione. E allora immagino questo scienziato passare le sue notti a scrivere una lunga e dettagliatissima relazione in cui descrive con pedanteria la sua ipotesi, in tutti i suoi minimi passaggi, supportandola con argomenti, prove e riscontri; e, dopo settimane di lavoro extra e gratuito, con le occhiaie fino al mento lo vedo inviare questa relazione ai suoi pari, in tutta umiltà, chiedendo loro un parere, altri riscontri, un aiuto a procedere celermente a degli approfondimenti ulteriori. Telefonate, scambi d’email, elaborazioni, invio dati, esperimenti e ancora esperimenti, polemiche, invidie tra scienziati… Tutto tra scienziati.

Invece poi esco dalla mia fantasia a fare due passi fuori, nel mondo reale, e al posto del mio scienziato immaginario vedo vanesi in cerca di notorietà, presenzialisti televisivi irrispettosi l’uno dell’altro, prezzolati disposti a qualsiasi affermazione utile al prezzolante, irresponsabili del tutto indifferenti alle conseguenze delle proprie affermazioni, tutti intenti a ricavarsi qualche attimo di celebrità, come se la pandemia fosse un red carpet.

E allora, ecco il grande ricercatore che sproloquia di mascherine su facebook, affermando che non servono a niente, perché lui, e lui solo, le mascherine le conosce bene, avendole studiate per anni e sa con certezza che, comunque, qualcosina la lasciano sempre entrare, perché purtroppo bisogna sempre respirare… ma senza considerare che nessuno, ma proprio nessuno, ha mai detto che la sola mascherina basti a preservare dal virus e che occorra invece anche il distanziamento fisico, non toccarsi il viso, un’igiene costante delle mani… e che solo tutto l’insieme dei comportamenti può preservare dal virus, ma sono in una buona percentuale dei casi, dice la scienza.

E allora ecco il grande luminare, illuminato dai riflettori di un suo grande cliente, urlare al mondo “il virus è morto!”, salvo poi essere costretto dopo mesi a ricoverare, prima, un altro suo bizzarro cliente nel frattempo ammalatosi di prostatite ai polmoni, e poi il suo stesso cliente illuminante, che però si vanta della sua eccellentissima tempra, per aver vinto coraggiosamente la sua ennesima battaglia campale proprio contro quel ferocissimo virus… morto.

E allora ecco il rinomatissimo, eccellentissimo, celebratissimo Prof Vattelappesca cinguettare su twitter (su twitter, mica fichi secchi!) che il governo non ha una strategia scientifica contro il covid. Chiedo: ha provveduto ad informarne i suoi colleghi del Comitato Scientifico che supporta il governo?

E allora ecco una biologa, famosissima nel suo condominio ma con ambizioni che già raggiungono l’isolato, dichiarare "urbi et orbi" che il vaccino non servirà a niente e che il governo deve smetterla di ingannare gli italiani. E i francesi? E i tedeschi? E gli americani? E gli esquimesi?

(Poi ci sarebbero anche i giornalisti che corrono a riportare la cosiddetta notizia, ma questo è un altro discorso)

Questo è lo spettacolo penoso che sta dando di sé la scienza in un momento già tragico di suo, proprio quando dovrebbe udirsi, ed essere ascoltata, la sola voce dell’Autorità. E pensare che ambirebbe ad essere il nuovo culto del futuro… E allora le cose sono due: o la mia immaginazione è del tutto fallace e fuori dal mondo, e ci può sicuramente stare; oppure aveva ragione il compianto professor Carlo M. Cipolla quando ha enunciato la sua Seconda Legge Fondamentale della Stupidità umana, questa sì scientifica alla luce dei fatti riscontrati: “La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa”.

Frosinone 23 ottobre 2020

 

 

 

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