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Unità, identità, visione: cosa serve al Pd

  • Scritto da  Romeo Fionda

OPINIONI. Partiti

Sono giorni difficili anche per la politica e per il PD

di Romeo Fionda
BANDIERE PD 350 260Sono giorni molto complicati, difficili. Stiamo vivendo la gestione dell'emergenza Covid che sta colpendo di nuovo, molto duramente tutto il nostro territorio. L'incidenza delle varianti si fa sentire e sta anche cambiando volto a questa pandemia. Pesano le difficoltà delle persone, delle famiglie, degli adolescenti, delle persone con disabilità, di chi lavora e di chi ha perso il lavoro perché precario, di chi sta tentando di tenere con mille difficoltà le serrande ancora alzate.

Sono giorni difficili anche per la politica, per il PD.
Credo sia utile provare a fare insieme un ragionamento insieme su quello che è accaduto e sta accadendo:
•La formazione del governo Draghi con una maggioranza larghissima segue ad una sostanziale dichiarazione di fallimento della politica da parte del Presidente Mattarella che ha scompaginato tutti gli equilibri pre-esistenti e rischia di cambiare profondamente anche il PD.
•Zingaretti si è dimesso da qualche giorno. Voglio anche ringraziare Zingaretti per il lavoro svolto e per aver guidato il PD , in una fase difficile per l'Italia, con coerenza e spirito unitario, facendolo tornare a vincere e rompendo l'isolamento politico che lo aveva marginalizzato. Un lavoro importante svolto in pochi mesi.
•Abbiamo un nuovo segretario: Enrico Letta. Un politico di grande levatura internazionale che ha fatto subito chiarezza su come intende muoversi nel Partito, senza “ipocrisie”. Una grande battaglia per lo Ius soli, che significa per noi tutti: diritti, costituzione, lavoro, società, uguaglianza, dignità e umanità.

Su questo il Partito Democratico sfiderà il governo Draghi e le forze politiche che lo sostengono. Per andare avanti servirà un partito rinnovato nelle forme e nelle regole, ha detto il nuovo segretario. Per battersi contro il correntismo al nostro interno e contro il trasformismo in Parlamento, per la piena attuazione dell’art. 49 della carta costituzionale. Allo stesso tempo, ha chiarito, bisognerà consolidare il profilo dei valori, con la battaglia delle idee, con lo studio e la militanza. Per rendere davvero la nostra comunità libera e inclusiva verso chi è escluso per ragioni sociali, di genere, culturali e anagrafiche. Anzitutto le donne e i giovani.

Non si parte quindi da zero, anche se la situazione é difficile. Credo che Letta sia la figura giusta per rilanciare questo percorso ma penso che non abbia la bacchetta magica. Da solo potrà fare delle cose ma non tutto. Soprattutto al PD serve darsi un'identità chiara, coerente con i nostri valori.
Un'identità che non si fonda però astrattamente solo su valori enunciati ma su scelte di campo da praticare.
La crisi del PD è anche la crisi del campo progressista, e sicuramente chiarisce definitivamente il bivio a cui ci troviamo. Un bivio che non può essere affrontato soltanto con l’ennesimo cambio di segretario.

Ha ragione Provenzano, "Capisco Zingaretti. Malato un Pd che vive solo per il potere, in ogni caso dobbiamo cambiare tutto e ora. L'identità va ricostruita su lavoro, sanità, fisco per uscire dalla ztl" .
Occorre a questo punto ricostruire il presente e il futuro su delle basi che siano finalmente diverse:
1. Transizione ecologica;
2. Lavoro di qualità;
3. Contrasto alle diseguaglianze sociali, territoriali, quelle di genere e anche quelle generazionali.
La transizione ecologica ci offre opportunità senza precedenti: possiamo dare del lavoro di qualità, facendo risparmiare alle famiglie e riducendo al contempo le emissioni così nocive per l'ambiente, per la nostra salute. Possiamo fare ciò attraverso l'efficientamento energetico delle strutture pubbliche e private, la manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio in prevenzione anziché intervenire sempre dopo l'emergenza, attraverso l'economia circolare e l’uso delle energie rinnovabili che oggi costano meno delle fonti fossili.

Per quanto riguarda il terzo punto è essenziale dare risposte a chi oggi sta pagando, di nuovo, maggiormente questa crisi, cioè le donne e i giovani, che secondo i dati dell'ISTAT sono stati colpiti di più dagli effetti della crisi sanitaria in termini di posti di lavoro persi, anche perché hanno ereditato una situazione già compromessa dall’onda d’urto della crisi economica iniziata nel 2007.

L’Italia è un “paese rugoso”, come scrive Fabrizio Barca, e quindi non possiamo immaginare, né a Roma né a Cassino, di cercare di costruire delle risposte che vadano bene per tutto il territorio.
Diventa basilare la gestione di risorse senza precedenti che arrivano con il Next Generation, oltre 200 miliardi da investire bene e in fretta per ricostruire il Paese su basi nuove. Avviamo, anche noi, una discussione larga, aperta, che vada oltre il PD, che in qualche modo possa focalizzarsi su questi temi, che riguardano i problemi concreti della vita delle persone, perché altrimenti il dibattito politico, oggi così asfissiante, non lo capisce nessuno, e con un paese che soffre così tanto, invece, avremo tante cose da dire: sulla sanità, sulla scuola pubblica, sui beni comuni, sulla crisi climatica, sulle politiche sociali e su come creare lavoro dignitoso.

Allora mi chiedo, se non sia questo, per quanto così caotico e drammatico, il momento buono per immaginare un cambiamento e per raggiungere l'obiettivo, ma sono essenziali una discussione e un confronto largo dentro e fuori del PD.
Una discussione che in qualche modo possa focalizzarsi su questi temi che riguardano i problemi concreti della vita delle persone, perché altrimenti il dibattito politico non lo capirebbe nessuno.
Non servono a niente grandi contenitori come i partiti, così pieni di contraddizioni se non sanno indicare una direzione chiara e dire parole coerenti.
Vale per il PD, per il M5S, ma anche per la sinistra, per gli ecologisti.
In questa fase è necessario mettere insieme una rete che trasversalmente unisca chi nelle diverse forze sociali e politiche condivide questa stessa visione del futuro, che pone al centro la giustizia ambientale, la giustizia sociale, il tema della parità, il lavoro di qualità.

Una rete in cui ognuno metta in gioco la propria sensibilità e la propria identità.
Ripartiamo da qui perché se iniziamo con la domanda sbagliata difficilmente ne usciremo con una risposta giusta.
Se iniziamo a chiederci quale partito, oppure quale atteggiamento verso il governo e con chi lo guida è migliore, temo, che resteremo divisi dagli steccati del ceto politico e non riusciremo a ridiscutere con quelle forze, soprattutto più giovani, che si stanno muovendo, tra cui le mobilitazioni sociali e le esperienze migliori anche nel terzo settore. Abbiamo bisogno di questa aria fresca, credo, per ricostruire una visione condivisa e soltanto così potremmo riavvicinare le nostre posizioni, riaggregarci attorno a questa comune visione e a valori che siano davvero condivisi.

Servono proposte coraggiose, ci servono persone credibili per ricostruire l'intero campo su basi diverse.
Un campo che parli il linguaggio del futuro in grado di interpretare le nuove sfide e dare risposte ai bisogni concreti delle nostre comunità, per scrivere una storia che sia davvero diversa altrimenti temo che con gli schemi del passato non riusciremo a dare risposte a queste nuove urgentissime sfide.

Lunedì 15 marzo 2021

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