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Discutere a sinistra: è possibile parlando di popolo e di bisogni?

sinistra 350 260di Ignazio Mazzoli - «Per me si va ne la città dolente,/per me si va ne l'etterno dolore,/per me si va tra la perduta gente./...Lasciate ogne speranza, voi ch' intrate. » (D. Alighieri Inferno Canto III, vv. 1-9) Questi versi aprono il canto nel quale Virgilio spiega a Dante che quello è il punto dove si deve lasciare ogni esitazione (sospetto) e titubanza...
Chi pensa a sinistra dovrebbe riflettere in sé questo stato d’animo dantesco. In una stagione di congressi fondativi e iniziative rigenerative (SI, PRC, PD, PCI e Possibile) dovrebbe essere chiaro che siamo ad un punto di non ritorno nel rispetto dei propri doveri e nella conoscenza vera della reale situazione che si dovrebbe saper fronteggiare.
Molte le speranze generate da alcuni capitani coraggiosi che hanno lasciato il PD Civati, Fassina e D’Attorre, e altri. Questa decisone ha reso evidente che il PD è “il problema”. Sia Possibile che Sinistra Italiana aprirono uno nuovo scenario perché nacquero su una idea politica precisa: essere alternativi al PD (d’altronde come Prc e Pci), sostanzialmente un partito di centro anche un po’ confuso. Oggi questa scelta fondante in Sinistra Italiana viene buttata alle ortiche da una parte di aderenti. “Smettiamola di attendere ciò che succede nel PD” mi pare sacrosanto. Non mi convince l’argomento che “qualcosa” si è mosso nel PD (D’Alema e...). In quel partito sta ripartendo un dibattito vero? Ben venga, se consentirà di parlare delle persone e dei loro problemi, delle soluzioni vere alle esigenze degli italiani e non degli eletti. Ma almeno ci si faccia una domanda: dove approderà? Chi vuole un organismo vivo che faccia una politica di sinistra, aspetti, dovrebbe concentrarsi ad avere proposte sul lavoro, la scuola, i diritti sociali ed economici e di conseguenza come vuole organizzarsi perché queste proposte diventino movimento di popolo, perché abbiano il potere necessario per tradursi in azione di riforma e diPossibile logo 350 260 cambiamenti.

C'è troppa esitazione e titubanza...

Non vedo tutto questo, almeno compiutamente e quello che in tal senso si muove è timido, ha ancora “troppa esitazione (sospetto) e titubanza...”. L’esempio viene dalla doppia assemblea precongressuale di Sinistra Italiana, una Frosinone e una a Ceccano. Basta leggere i due comunicati per capire che le differenze non sono di poco conto. Non è un problema di regole o di fair play. In uno si legge di lavoratori che sono stati al centro di tutti gli interventi e si è sottolineato che i cittadini stanno impoverendo e non soltanto chi è privo di reddito, ... si è detto che si deve mettere in agenda il reddito minimo garantito constatando che mentre impoveriscono i lavoratori, chi detiene capitali, diventa sempre più ricco. Nell’altro, bello di parole e di intenzioni si legge un ripiegamento acrimonioso “Non volevamo essere un partitino, lo siamo diventati. Non vogliamo ripetere esperienze già viste ma ci stiamo arrivando, consumando...”. Se tutti avessero scelto di stare nella stessa assemblea il cittadino avrebbe capito qualcosa di più? Forse. Ma da questi appuntamenti a dire che la Sinistra in provincia di Frosinone si muove ce ne passa. Certo ci sono delle volontà che vorrebbero fare qualcosa di nuovo, ci sono sforzi e anche sofferenze che meritano tanto rispetto, però se si vuole una sinistra forzSinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260a politica radicata e combattiva che sa bene quali sono gli interessi che deve difendere bisogna dirsi la verità. Fra questo protagonisti ci sono quelli che nel loro comune si battono tutti i giorni (per esempio Ferentino), ma anche aree intere dove non c’è segno di vita. Ogni tanto appaiono figure che si autodefiniscono di sinistra, ma poi fra i bisognosi e i senza lavoro non ce li vediamo. Al contrario abbiamo visto tanto impegno nelle elezioni farsa per il rinnovo del Consiglio provinciale pur di conquistare un seggio con i voti contrattati a destra. MI pare che oggi tutto ciò che ruota intorno alla maggioranza regionale non è sinistra. Se il rispetto delle decisioni di maggioranza prevale sull’ascolto del proprio territorio, questo prima o poi ti cancella inesorabilmente, eletti e non eletti. Chi non è capace di autonomia di giudizio e di coraggio delle proprie azioni non è proprio di sinistra. Nel serbatoio degli astenuti di sinistra gli ingenui da ingannare non sono rimasti in molti.

Non si può vivere con l’occhio solo alle elezioni

Polemiche a parte. Non si può vivere alla giornata e intendo che non si può vivere con l’occhio solo alle elezioni senza fare il proprio dovere tutti i giorni. Le famiglie in povertà assoluta, in Italia nel 2015, sono 1 milione e 582 mila e 4 milioni e 589 mila individui (numero più alto dal 2005), un minore su 10 (10,9 nel 2015) si trova in una situazione di povertà assoluta. Record di disoccupati nel Lazio: nel 2011 erano 210mila, oggi sono 348mila. Mai così male dagli bandiere pcdi 350 260anni ’90, crescono gli inattivi. Il dato peggiore è sui giovani: uno su due senza lavoro. Nel Lazio la paura di perdere lavoro fa 90. Questa Regione ha fallito.
In Italia e nel mondo le destre ce l’hanno chiaro a cosa andiamo incontro e ha le sue risposte (che si possono e io dico si debbono non condividere). Chi pensa a sinistra dovrebbe avere chiaro cosa fare. Occorre cambiare tante regole in UE e in Italia, non bisogna vergognarsi di dirlo, tanto meno bisogna avere paura. E soprattutto bisogna battersi insieme al nostro popolo per fare questo, per riconquistare fiducia. Il discredito che colpisce alcune forze politiche è enorme e si cerca di trasferirlo agli schieramenti (destra e sinistra non esistono più. Falso). Ma basta leggere tutti i giornali anche locali e mettere insieme scandalo dei rifiuti, incendio ex-VDC, tracotanza Acea, consentita, per capire che è impossibile concedere fiducia a chi ci governa e a che li fiancheggi o vorrebbe fiancheggiarli. Dire come stanno le cose, organizzarsi per rivendicare diritti e uguaglianza e su questa base trovare le alleanze e anche i compagni di strada possibili. Per fare tutto ciò però ci vuole molta coerenza e non cadere in lusinghe di scorciatoie che non esistono.
Bandiera pci 350 260“Trump non è il boia dell’ideologia trionfalista della libera impresa, bensì il medico legale al quale tocca ufficializzare una morte clandestina” (Podemos). Clandestina per l’ottusa ostinazione con cui le sinistre si ostinano a non prenderne atto. Questo è il mare aperto in cui navigare. La libera impresa come l’abbiamo conosciuta non c’è più, ci sono gigantesche multinazionali che pretendono il dominio con accordi come il TTIP che il governo Renzi avrebbe voluto approvare in fretta; altro che libera concorrenza, competizione esclusiva fra mostri giganteschi, soddisfazioni dei bisogni degli elettori-consumatori attraverso la chiusura delle frontiere, difesa ad oltranza del capitalismo imperialista. Ecco le risposte delle destre, sbagliate ma a sinistra si balbetta. Difendere acriticamente la globalizzazione e quindi l’austerità non produce nulla di buono. Globalizzazione sì, ma anche globalizzazione dei diritti sociali ed economici. Perché no ad una Internazionale del lavoro? Non si può continuare a stare a guardare questo massacro. Intanto facciamo come possiamo la nostra parte qui senza infilarci nel magma delle sigle e delle aspirazioni personali.

9 febbraio 2017

 
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