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Tredici consigli per chi lascia il PD

Scissione PD 260hRosa Fioravante, dirigente di Sinistra Italiana, Rosa Fioravante. 26 anni, in passato si é occupata di esteri ed Europa per Giovani Democratici, di mobilità studentesca e valutazione per la Rete Universitaria Nazionale; è stata Project Manager per IUSY e attualmente si occupa del rapporto fra Globalizzazione di mercato e Democrazia.
Ha scritto per “largine.it” un interessante “guida” per chi esce dal PD sulla base, anche, della sua porececedente esperienza nei Giovani Democratici. Si tratta di tredici suggerimenti che noi vogliamo riportare uno alla volta su UNOeTRE.it

1. Stop agli insulti: quelli lasciateli al mondo di Renzi
1. Vietare gli insulti personali, mettere da parte le amarezze del divorzio, alzare l’asticella della politica
Inutile far finta di niente: i media e parte dell’opinione pubblica sostengono che la scissione si stia consumando su questioni di “calendario” e regolamenti. Una mitologia che aiuta Renzi e lo stato maggiore del Partito Democratico a demonizzare i fuoriusciti e a non affrontare le loro sconfitte storiche: dal fallimento del Jobs Act che ha portato deflazione salariale alla vittoria del NO al referendum costituzionale sul quale si è spaccato il paese sulla Carta che dovrebbe unirlo, passando per una riforma della pubblica amministrazione giudicata incostituzionale, la sconfitta alle amministrative, una legge elettorale cestinata e molto altro. Si vuole dare l’immagine di una scissione operata su vicende di palazzo che non hanno a che fare con i problemi delle persone comuni che invece potrebbero cercare da una nuova forza di sinistra risposte alle loro istanze. Le regole in politica sono importanti e le formalità sono spesso sostanza: la forzatura sul congresso che diventa invece che un momento di confronto su programmi diversi e ambiziosi una mera procedura di incoronazione di un capo è inaccettabile, lo sarebbe in qualunque partito. Tuttavia la spoliticizzazione della maggioranza delle persone fa sì che le questioni procedurali siano difficilmente comprese nella loro pregnanza dai cittadini disattenti alle pratiche politico partitiche. Esplicitate la necessità di rifondare un’alleanza sociale su basi programmatiche e ideologiche differenti da quelle del renzismo, una parte consistente di italiani e italiane chiede proprio questo.

 
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