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Partite pregresse di AceaAto5: STOP

PER L'ACQUA PUBBLICA

#UTOPIABLU [E ORA? Come la mettiamo?] da Facebook

di Mario Antonellis
acquaprivatizzata 350 260Questa volta non si tratta di una sentenza di un giudice di pace, con tutto il rispetto del caso, ma di una sentenza emessa dalla suprema Corte di Cassazione.

Di cosa parliamo? Della ordinanza, di grande attualità e di notevole impatto, emessa dalla suddetta Cassazione, la n. 17959 del 23/06/2021. Quale il tema? Il dispositivo rileva l’illegittimità, delle “partite pregresse”, messe in bolletta dagli enti gestori del servizio idrico integrato e richieste retroattivamente all’utenza.

Perché è importante questa sentenza? Perché la problematica, è estremamente ricorrente avendo dato luogo a numerosissimi contenziosi in molti Ambiti Territoriali Ottimali. Infatti, dai più disparati angoli dell’Italia, gli utenti, contestano costantemente l’inserimento di tali voci di costo in bolletta, in modo considerato illegittimo oltre che conguagli retroattivi.

Un po' di storia. Nel 2013, al momento del trapasso dal metodo di calcolo delle tariffe idriche stabilito dalla legge Galli, ovvero dal cosiddetto Metodo Normalizzato al nuovo MTI (Metodo Tariffario Idrico), con il trasferimento delle competenze della definizione delle modalità di calcolo delle tariffe e del potere regolatorio ad una Autority Statale, l’allora AEEGSI, ora ARERA, si pose il problema di come gestire la fase di transizione.

In particolare fu la stessa Autority (delibera 643/2013) a permettere, in via eccezionale ai Gestori, il recupero di perdite di gestione antecedenti all’avvento del nuovo metodo con conguagli da spalmare, nei loro bilanci, negli anni, addirittura fino al 2022. Ovviamente, ciò non doveva incidere in alcun modo sulla revisione tariffaria degli anni antecedenti. Ovvero non si sarebbe dovuto scaricare in tariffa e quindi sull’utenza, oltretutto in modo retroattivo con i conguagli, costi che nulla avevano a che vedere con la qualità del servizio. In pratica, però, molti gestori coadiuvati purtroppo, in alcuni casi, anche dall’assenso delle stesse Autorità D’Ambito, e giocando sull’equivoco che le cosiddette “partite pregresse”, ovvero le perdite d’esercizio, erano generate dal cambio di normativa, piuttosto che da inefficienze interne, hanno caricato sull’utenza tali costi attraverso le tariffe.

Da allora dalle nostre parti e altrove i conguagli retroattivi sono diventati una costante. Ogni volta che tale procedura veniva contestata i GESTORI, compreso il nostro, si giustificavano facendo riferimento, in modo artificioso, alle determinazioni Autority. Addirittura si è arrivati al punto che alcune società di gestione, con il benestare delle rispettive Autorità d’Ambito, si sono spinte a utilizzare i riferimenti autorizzativi dell’AEEGSI per modificare e/o integrare, a loro favore, le Convenzioni di Gestione e finanche i contratti con l’utenza.

Ma a prescindere da ogni altra considerazione, perché è importante tale sentenza? Perché, ristabilisce il “DOGMA” generale della illegittimità dei conguagli retroattivi. E ORA? Come la mettiamo?

La domanda, per quello che ci riguarda, è rivolta ai vari esponenti della STO vecchi e nuovi, alla cabina di regia politica dell’ATO5 Frosinone e poi anche alla Magistratura, tenuto conto delle sentenze emesse e di quelle da emettere. Lo stesso interrogativo è valido, naturalmente, per gli altri Ambiti Territoriali Ottimali. A conclusione di questa disamina una semplice ma efficace considerazione sui conguagli retroattivi di cui sono state vittime le utenze, ora che, in modo esplicito, è pacifico che erano e sono ILLEGITTIMI. I costi dei conguagli dovrebbero essere il risultato di una semplice sommatoria dovuta alla moltiplicazione, per ogni annualità oggetto del conguaglio, del consumo reale per le tariffe effettive dello stesso periodo. Ma se, come succede da noi, i consumi sono solo presunti, perché mancano le letture, e le tariffe “gonfiate”, come verificato dalle indagini della procura, che cosa ha conguagliato ACEA? Quanti e quali i danni economici arrecati ai cittadini e quale è l’entità dei necessari risarcimenti? Mai come questa volta, possiamo dirlo ad alta voce, ABBIAMO AVUTO SEMPRE RAGIONE.

 

 

 

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