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Ospedale Colleferro: il Comune risponda su questione giuridica ed etica

  • Scritto da  Gabriella Collacchi e Ina Camilli

logocomitatodifesaospedalecolleferro 350 260Replichiamo doverosamente al Sindaco e all’Assessore alla Sanità del Comune di Colleferro sul piano sia giuridico, replica che non aiuta chi è ricoverato o il personale che copre tutti i turni, sia etico per dare ai cittadini una risposta alle tante necessità dell’ospedale L.P. Delfino. Dobbiamo insieme superare le polemiche e combattere uniti questa logorante battaglia per riportare l’ospedale allo stesso livello qualitativo raggiunto prima del 2015.

Sul piano giuridico, secondo le cronache del tempo, solo la grande mobilitazione dei cittadini di Colleferro, Gavignano, Segni, Montelanico, Piglio, Paliano, Gorga, Valmontone, Carpineto Romano, Serrone, Anagni e Artena ha persuaso i Sindaci che le proteste di piazza del luglio 2015 sarebbero cessate se i Comuni avessero impugnato davanti al Presidente della Repubblica, Mattarella, l’Atto aziendale della ASL e della Regione Lazio, che aveva disposto il trasferimento dei reparti di Ginecologia, Ostetricia, Pediatria e Neonatologia dell’ospedale di Colleferro.

Avuta la certezza del loro trasferimento a Palestrina la cittadinanza del comprensorio ha iniziato una lunga e serrata battaglia per convincere i Sindaci che il ricorso al TAR del Lazio era un “atto dovuto”. Un vero braccio di ferro ha “convinto” i Sindaci ad adire le vie legali e subito si sono costituiti ad adiuvandum il Comitato residenti Colleferro e il gruppo Consulta le Donne (9.12.2015) in difesa dei diritti dei cittadini e per rafforzare le ragioni dei Sindaci, come risulta dall’Atto di intervento al TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO III SEZ. Q - R.G. 13283/2015 – CC e dalla prima Ordinanza del TAR del 16 dicembre 2015, N. 05643/2015 REG. PROV.CAU.
Non risponde al vero che la loro costituzione risale solo al “marzo del 2018”, come dimostrano, ribadiamo, l’Atto di intervento e l’Ordinanza, ossia atti legali pubblici, a riprova di quanto dichiarato.

Il Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale ha sempre fatto sentire in modo forte l’interesse e la volontà di difendere l’ospedale di Colleferro, nei cui confronti Regione e Asl hanno continuato indisturbati un’opera di costante riduzione dei servizi sanitari, senza che i Sindaci mettessero in campo le iniziative proclamate nei loro comunicati.
Alla carenza di personale, sottoposto a turni stressanti, alla mobilità passiva e ai costi della migrazione dei pazienti fa da contraltare un ospedale ristrutturato, nuovo, praticamente vuoto!

Oltre a non rispettare gli impegni presi, le informazioni dei Sindaci ai cittadini sono state sporadiche e lacunose, come lamentato nel comunicato del Comitato del 28 novembre 2017, a riprova che un resoconto esauriente non “è sempre stato fatto”. Quello che ha fatto l’Amministrazione colleferrina è stato continuare a non incontrare il Comitato, rifiuto che equivale a non voler rendere conto alla cittadinanza della reale situazione dell’ospedale.
Sulla mancata o tardiva opposizione al TAR del Comitato, va però rammentato al Comune di Colleferro – Sindaco e vice Sindaco con delega assessorile alla Sanità - che nel 2015, anno del ricorso, il Comitato non si era formalmente costituito con i suoi organi interni, cosa che infatti avverrà l’anno dopo, il 22 giugno 2016.

Resta da chiedersi, dopo 4 anni, dov’è la "reale svolta di governo comunale e cittadino. Siamo certi che il Patto dei Sindaci può rivoluzionare le politiche locali dei nostri Comuni", come promesso a novembre 2015!

Intendiamo precisare una volta per tutte che all'interno del Comitato trovano spazio cittadini di Colleferro e dei Paesi vicini interessati in prima persona alla difesa del diritto alla salute che non vedono tutelato in modo appropriato dalle Amministrazioni comunali.
Mentre il Sindaco e il suo vice assumono informazioni più precise sull’attività e sui componenti del Comitato, quest’ultimo ha aperto un dialogo attraverso due incontri con la Direzione generale, prima e con la Direzione sanitaria dopo.

Negli incontri sono stati illustrati tutti i problemi e dal Sindaco e dal suo vice aspettiamo una risposta per riportare:

- la Radiologia a struttura complessa, come era prima. I medici del turno di notte che erano in servizio all’ospedale di Colleferro sono stati spostati su quello di Tivoli
- il Laboratorio analisi a laboratorio di base, come disposto da ben 2 decreti del Commissario ad Acta della Regione
- gli Ambulatori alla piena funzionalità per tutte le specialità e ridurre i tempi di attesa, che sono stimati nell’ordine di mesi
- i posti-letto nei reparti, come previsto dal decreto regionale n. 80/2010 e che ora sono ridotti a circa il 60% del totale
- i letti nei reparti, che sono stati “spogliati” di reti e arredi
- il Centro prelievi, che è stato tolto dall’ospedale per eseguire dei lavori e poi non è stato più ripristinato
- le 4 Sale operatorie a pieno regime, perché ora ne funziona una e talvolta due
- Medici e Infermieri nell’ospedale per coprire le vacanze dovute a pensionamenti e trasferimenti. La mancanza di personale è la carenza più grave in assoluto perché per alcune branche chirurgiche non si coprono i turni notturni e festivi e i malati vengono dirottati negli ospedali romani
- nel Piano lasciato vuoto dall’Ostetricia allestire la UOC di Neurologia come previsto dall’Atto aziendale.

Sulla richiesta del Comitato di far valutare ad un soggetto terzo le relazioni prodotte dalla Regione e dalla Asl Rm 5 nel procedimento al Consiglio di Stato apprendiamo con soddisfazione che il punto è oggetto di valutazione da parte dell’Amministrazione comunale.

Restano un monito per ciascuno di noi le parole del Sindaco Sanna subito dopo la sua elezione: “Avremo bisogno di tutti per governare la nostra città” e “Dimostreremo di essere all’altezza di questo compito solo se in ogni momento del domani di questa città ci sarà la collaborazione ed il sostegno di ognuno di voi perché tutti siamo parte di questo grande sogno anche chi non ci ha capito. Anche chi ci ha combattuto.”

Colleferro, 28 aprile 2019

Gabriella Collacchi, Portavoce e Ina Camilli, Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale

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