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Salute o profitto?

  • Scritto da  Luigi De Matteo

CITTADINANZA ATTIVA FROSINONE. Associazioni 

Le critiche di Cittadinanza Attiva a Legambiente

di Luigi De Matteo*
Cittadinanzattiva minIl convegno Salute o Profitto, svoltosi il 5 febbraio presso la Sala Teatro della Asl di Frosinone, nonostante l’assenza di rappresentanti delle amministrazioni cittadine e provinciali, che come al solito hanno preferito disertare il confronto piuttosto che misurarsi con i cittadini organizzati sulla tematica che interessa l’intera provincia, è andato più che bene. Tanti gli interventi, tante le tematiche emerse e tanti suggerimenti le suggestioni per arricchire discussioni ed iniziative future.

I biodigestori, al di là dei diversi punti di vista, sono stati tema ed occasione di discussione sul futuro economico ambientale e sociale della nostra comunità. Se solo fossero fatti d’altra pasta i decisori politici nostrani, avremmo, come comunità intendo, fatto un salto di qualità notevole, ma quando si tratta di gestire, si fa per dire, denaro pubblico i “prenditori” escono fuori … “al naturale”. E che dire dei Sindacati? Niente! Se non che hanno confermato da che parte stanno. E dunque a noi tocca e specialmente ora, nel post pandemia, rimboccarci le maniche e rimettere in piazza la discussione sullo sviluppo economico e sociale delle nostre comunità e del nostro territorio.

Come è emerso al convegno, i temi da affrontare sono seri e di rilevanza strategica. Giuste le conclusioni di Notarcola sulla necessità di un prossimo aggiornamento preceduto da una mobilitazione capillare che raggiunga ogni comunità della provincia. Non basta un singolo convegno o un grido di protesta per dirimere l’intreccio tematico che è venuto fuori con l’annuncio dei finanziamenti per impianti di trattamento dei rifiuti organici.

Tanto più che c’è stato tra gli interventi chi inneggiando all’interesse d’impresa, e degli im…prenditori, ha sviluppato con voce angelica un discorso che, crediamo, bene sintetizza il punto di vista di una parte importante della nostra comunità … e con cui dobbiamo fare i conti.

Il riferimento è all’intervento del rappresentante di LegaAmbiente Frosinone Spinelli caratterizzato da una lunga premessa che ha collocato le successive affermazioni nel campo della logica di impresa.
A riascoltare con attenzione le sue parole si capisce che è un militante da lunga pezza di Legambiente, come altrettanto bene si capisce che per quanto mortificato e pieno di dubbi, è “costretto” a riconoscere che, ora come ora, la legge del profitto domina questa società e se non si garantisce il profitto agli imprenditori questi non investono. Una logica ferrea, in apparenza, che ha sostenuto poi un attacco a tutto tondo ai rappresentanti dei movimenti ambientalisti cittadini e delle assemblee territoriali di TDM e Cittadinattiva. E contro chi lo accusava di essere lontano dalle posizioni regionali e nazionali di Legambiente ha esplicitamente voluto sacrificare l’unità del movimento sull’altare del profitto.

Insomma, per dirla chiaro e tondo, il nostro leader ambientalista frusinate pur non potendo nascondere le critiche all’odierno sistema capitalistico e all’operato storico dei prenditori frusinati, ha provato a far diventare premessa filosofica ontologica, che informa cioè il sapere della nostra vita passata, presente e futura, la vulgata che da anni si ripete e si pratica nella nostra provincia: gli investimenti industriali in terra di Ciociaria non sempre hanno portato cose buone ma hanno sempre assicurato posti di lavoro.

Peccato per lui che oramai da qualche anno Unidustria Frosinone ha condiviso le autocritiche di Stirpe sui danni provocati dal processo di industrializzazione sostenuto dalla Cassa per il Mezzogiorno e realizzato dai nostri im…prenditori: hanno si creato posti di lavoro ma hanno distrutto il sistema produttivo agricolo, inquinato le aree fertili, avvelenato il fiume Sacco e tutta la valle da questo attraversata, distruggendo l’eco sistema e minando la salute di intere famiglie delle comunità frusinate. Risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che inducono i cittadini attivi e critici ad esser più guardinghi ogni qual volta su Frosinone e provincia si sente il canto delle sirene che annunciano sviluppo e occupazione.

Noi non dimentichiamo, inoltre, che in nome di quei principi chi doveva esercitare controlli sulla nocività di certi processi produttivi ha omesso di farlo, per non interrompere la tanto decantata accumulazione originaria ciociara per garantire occupazione.
Ora si contano i danni ed a farlo purtroppo sono gli sempre gli stessi, quelli, cioè, sulla cui pelle alla fin fine si costruisce la ricchezza per pochi e la povertà e mala sanità per i tanti.

La pandemia ha messo in evidenza la divisione fra ricchi e poveri, ed è venuto fuori anche in questa occasione, che le contraddizioni fra capitalisti e classi subalterne non sono immagini letterarie o filosofiche. Esse attraversano ogni istante del nostro quotidiano e se abbassiamo la guardia rischiamo la vita, oltre a contribuire alla desertificazione del nostro pianeta.
Chi ha partecipato al convegno, chi l’ha organizzato, chi è intervenuto può condividere, forse in parte o per nulla queste affermazioni, ma di una cosa possiamo essere certi che sono uniti dal desiderio di non ripercorrere gli errori del passato. L’esperienza ci insegna che ogni ipotesi di sviluppo, da qualsiasi settore dell’economia provenga, deve mostrarsi capace di misurarsi con l’intera comunità. Non possiamo continuare a rischiare, come sta accadendo sotto i nostri occhi allarmati, che venga realizzato quanto la pandemia ha messo in evidenza: in nome dell’uscita della crisi economica, per metterci al pari con i processi di globalizzazione in atto si doveva risparmiare, rivedere i costi dello stato e … tagliare sui posti di lavoro in sanità, nella scuola e nella pubblica amministrazione.

Siamo preoccupati e lo affermiamo con decisione. Ieri hanno, dal nulla, accumulato ricchezze e capitali oggi vogliono fare il salto verso la globalizzazione fidando su denaro pubblico, libertà di licenziare e speculazione … anche sui rifiuti.

In fin dei conti cosa si chiede? Si chiede solo di voler capire di più sul come, nel concreto, e senza danni alla salute delle nostre comunità possano essere realizzati quei progetti, ed insieme che venga resa concreta la partecipazione al governo strategico del territorio da parte dei rappresentanti della società civile e della cittadinanza attiva.

*Luigi De Matteo
Coordinatore Cittadinanza Attiva Frosinone

 

 

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