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Serve una vaccinazione di massa su base planetaria

SANITA', Voci dal territorio

La ragione sanitaria esige che tutti gli esseri umani siano vaccinati, ma con fiale autorizzate dalle istituzioni sanitarie e dai Governi.

di Alessandro Mazzoli
vaccinazione 350 minI vaccini rappresentano una svolta. ma ci vuole ancora pazienza

I vaccini sono una parte rilavante della soluzione alla pandemia da coronavirus che ha colpito il mondo intero da un anno a questa parte.
Se si guardano le precedenti pandemie che hanno investito l’umanità ci si rende conto che non è mai successo che si arrivasse così rapidamente all’elaborazione di più vaccini in grado di proteggere la popolazione. Le ricerche scientifiche e mediche sono state in grado, in poco tempo, di predisporre una risposta adeguata contemplando, contemporaneamente, una straordinaria innovazione nel modo di fare ricerca che segnerà la scienza nei prossimi decenni, forse per sempre.

Per le dimensioni della pandemia e per le stesse caratteristiche di questo coronavirus ora uno dei problemi più impellenti è la capacità produttiva su larga scala delle case farmaceutiche perché non sarà sufficiente un’unica somministrazione di massa per debellare la malattia. Quello che è certo, ad oggi, è che almeno per alcuni anni sarà necessario ripetere il vaccino ogni anno finchè non sarà ridotta drasticamente la diffusione del virus. I ritardi nella consegna delle fiale ai vari paesi dipende in buona misura da questo, ovvero dal bisogno di riorganizzare la produzione per corrispondere ad un fabbisogno così grande e per un periodo che si annuncia piuttosto lungo.

In realtà per fronteggiare questa “emergenza nell’emergenza” sarebbe importante dare risposta al problema dei brevetti delle case farmaceutiche che attualmente impediscono ad aziende diverse dalla casa madre di produrre i vaccini pur essendo in grado di farlo. Del resto, se serve una vaccinazione di massa su base planetaria, è indispensabile una produzione di massa che consenta di far arrivare il prodotto in tutti i paesi e a tutte le popolazioni. E quindi diventa essenziale trovare una soluzione al problema che vede in contrapposizione la titolarità dei brevetti, con la relativa titolarità della produzione, e la tutela della salute di tutti gli esseri umani. Questa è una delle questioni su cui il nostro paese è impegnato, sia in sede europea sia in ambito nazionale per selezionare quelle imprese che potrebbero garantire la produzione in Italia.

Stiamo parlando della campagna di vaccinazione più ampia e diffusa mai realizzata nella storia dell’uomo che richiederebbe una gestione a livello sovranazionale e globale e non semplicemente affidata agli accordi dei singoli paesi con le case farmaceutiche. Soprattutto perché, in questo secondo caso, si riproporranno tutte le disuguaglianze esistenti fra paesi ricchi e paesi poveri, fra est e ovest e fra nord e sud del mondo. Mentre la ragione sanitaria impone che a tutti gli esseri umani sia garantito il vaccino.

Questa è la ragione per cui è stata giusta la decisione della Commissione Europea di acquistare i vaccini per tutti ifiala di vaccino 350 min paesi dell’Unione e non lasciare i singoli Stati ad organizzarsi ognuno per se. Non è un fatto puramente organizzativo. E’ un elemento fondamentale di tenuta dell’Europa. Nel senso che il vaccino, e i vaccini, nel consentire di proteggere le persone e farle tornare alla “normalità” sono forse il principale fattore di ripresa economica. Il Paese o l’area del mondo che effettua prima la campagna vaccinale sull’intera popolazione sarà il Paese o l’area del mondo in grado di ripartire prima sul piano economico. Ecco perché tutto questo non può essere lasciato alla sola dinamica del mercato, ed ecco perché non possono aprirsi competizioni su questo punto all’interno dell’Europa.

La diffusione ancora alta dell’epidemia ha tra le conseguenze la formazione di varianti del virus delle quali bisogna necessariamente tenere conto nella predisposizione e nella validazione dei vaccini. Fino ad oggi i vaccini che sono stati autorizzati, Pfizer-BioNTech, AstraZeneca e Moderna, sono risultati efficaci anche nei confronti delle varianti ad oggi conosciute e rilevate, così come i vaccini in via di validazione, Jhonson & Jhonson, e quelli che saranno testati, come per esempio lo SputniK russo o il vaccino italiano promosso dalla Regione Lazio in collaborazione con lo Spallanzani, saranno verificati anche alla luce delle varianti. Gli stessi vaccini già validati sono sottoposti ad evoluzione. Per esempio il vaccino AstraZeneca, che era stato autorizzato per una popolazione compresa fra i 16 e i 55 anni, pochi giorni fa ha visto ampliare la platea prevedendo di arrivare fino ai 65 anni di età. Insomma, la vicenda vaccini non è ancora entrata a pieno regime non per ragioni di trasporto e consegna ma per problemi più di fondo la cui soluzione richiede ancora del tempo.

E’ chiaro che tutto questo produce incertezza nel momento in cui le informazioni si rincorrono e cambiano giorno dopo giorno. Fino a che non si saranno stabilizzati i sistemi produttivi, i luoghi della produzione e non sapremo quali e quanti vaccini sono validati e disponibili, continueremo a vivere in questa situazione e i piani vaccinali, nazionale e regionali, saranno soggetti ad aggiustamenti continui. E quindi è più che mai importante osservare le regole fondamentali per ridurre la diffusione del virus. Quelle che già conosciamo: uso delle mascherine, distanziamento e lavaggio frequente delle mani. Sapendo bene che, come paese, non possiamo più permetterci un lockdown generalizzato e che ciascuno, in ogni cosa che fa, deve tenere a mente che va salvaguardato un equilibrio delicatissimo tra le ragioni della salute e della vita e quelle del lavoro e dell’economia.

In ogni caso l’Italia ha dimostrato in questi primi due mesi che, se è in possesso delle dosi vaccinali, è in grado di somministrarle molto velocemente attraverso una buona organizzazione. Certo, nei prossimi mesi, quando è probabile che arrivino quantità più grandi di fiale, sarà necessaria una organizzazione molto più capillare e molto più diffusa sul territorio nazionale. Ma a questo ci si sta preparando.

Un’ultima considerazione. Questi primi mesi di campagna vaccinale stanno dimostrando una cosa importante e per niente scontata per una parte della società italiana e mondiale: i vaccini sono sicuri, efficaci e con scarsissimi effetti collaterali di lievissima entità. Se soltanto torniamo con la memoria a qualche anno fa quando si metteva in discussione il vaccino per i bambini contro il morbillo al punto da diventare un argomento divisivo tra la popolazione, si comprende quanto sia cambiata la percezione e la consapevolezza sul ruolo della scienza e della medicina nel giro di un solo anno. Purtroppo ci sono voluti milioni di morti nel mondo per tornare a pensare cose ragionevoli. Speriamo di non dimenticarlo più.

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