fbpx
Menu
A+ A A-

Scuola. Aspettando il rinnovo del contratto

rinnovo contratti aumento stipendio insegnanti 350 260 mindi Paola Bucciarelli - Qualche riflessione sulla scuola aspettando il rinnovo del contratto.

Il 9 novembre scorso si è aperta all’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) la trattativa per il rinnovo del contratto del settore “Istruzione e Ricerca”.
E’ la prima volta che si cerca di realizzare un contratto unico per tutti i lavoratori della conoscenza. Il presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini, ha illustrato ai sindacati gli obiettivi contenuti nel relativo Atto di indirizzo, poi il 13 novembre la contrattazione è entrata nel vivo.
L’apertura di questo negoziato è molto attesa. Sono 10 anni che si attende questo rinnovo sia nella parte salariale che in quella normativa: un’eternità!
Il CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) rappresenta lo strumento fondamentale per ridare un minimo di potere d’acquisto ai lavoratori della scuola, ma anche per recuperare quegli spazi di democrazia, partecipazione e collegialità e rimediare alle storture calate dall’alto con la legge 150 e soprattutto con la 107.

Le posizioni in campo

Il governo si pone tra i suoi obiettivi la valorizzazione degli aspetti specifici legati alla professionalità e la formazione del personale.
Sulla parte economica, invece, Palazzo Chigi è fermo sulla cifra di 85 euro lordi e la legge di bilancio, che ha iniziato ora il suo iter parlamentare, sembra confermare purtroppo questa posizione.
L’esecutivo non sembrerebbe intenzionato a cambiare idea neanche sulla destinazione dei fondi previsti dalla legge 107/2015 per il compenso accessorio dei docenti: 500 euro per l'aggiornamento, la cosiddetta “ Card docente”, e 200 milioni per la valorizzazione del merito, il cosiddetto “ bonus merito” .
La trattativa non sarà facile viste queste premesse, ma è un trattativa da fare per muovere un primo passo in direzione di un riallineamento degli stipendi sui valori europei che resta l’obiettivo su cui vanno messe in atto forme diverse di mobilitazione per rivendicare adeguate politiche di investimento.

Investimenti per combattere le disuguaglianze create dalla crisi

Servono soldi! Infatti, nonostante gli ultimi stanziamenti per l'Istruzione da parte del governo Renzi e l'aumento dei fondi europei, l'Italia resta in fondo all'elenco dei paesi Ue per spesa nel campo “ricerca e istruzione” in percentuale al Pil.
I tagli della riforma Gelmini del 2008 (otto miliardi di euro in meno in tre anni, dal 2009 al 2011) pesano come un macigno sulla scuola.
Nello stesso periodo di crisi, altri Stati aumentavano gli investimenti nella scuola che raggiungevano il 5,3 per cento del Pil. In Italia, si scendeva al 4 per cento. Il divario tra la spesa in istruzione e ricerca tra i paesi dell’UE e l’Italia ammonta ormai a 21 miliardi.
Bisogna invertire la rotta. Riportare la scuola al centro. Perché mai come oggi la scuola è chiamata a ridurre le disparità, perché siamo tornati a vivere le differenze del secondo dopo guerra (1 bambino su 8 vive in povertà assoluta).
Purtroppo, l’élite economica e finanziaria di questo Paese e gran parte del ceto politico ritiene che la scuola debba formare cittadini funzionali al lavoro. Si cerca di convincere l’opinione pubblica dell’idea che valorizzando le eccellenze si può arrivare al superamento delle disuguaglianze.
Si deve ripartire, invece, dalla missione della scuola: che è quella assegnatale dalla Costituzione ormai 70 anni fa.La scuola non deve pensare alla competizione, ma essere pubblica e gratuita.
Per la scuola ci vuole un progetto in cui le singole scuole si caratterizzino per innovazione didattica, apertura al territorio, cura della relazione educativa.

La formazione non può essere un bonus

Ora, per fare ciò, servono soldi per aumentare gli stipendi di chi ogni giorno si cura della crescita culturale dei giovani italiani e deve essere ricompensato con stipendi adeguati vista l’estrema importanza del suo lavoro.
Servono soldi per scuole sicure, con nuovi spazi e fornite di tutte le attrezzature necessarie.
Ancora non basta! Serve formare gli insegnanti, invece, la formazione dei professori è uno degli elementi rimasti al palo negli ultimi anni di riforme.
La legge 107 ha fissato l’obbligo di formazione e aggiornamento per i docenti, quindi da un diritto si è trasformato in un dovere. Essendo cambiata la natura di questo istituto bisogna che i relativi oneri vengano retribuiti.
Ora, se deve essere retribuita la formazione obbligatoria, ciò deve esserlo per tutti i docenti senza distinguere tra docenti a tempo indeterminato e tempo determinato.
Il paradosso della cosiddetta “buona scuola”, uno dei tanti, è proprio quello di non prevedere la formazione dei docenti precari.
Proprio i precari che avrebbero un diritto maggiore a formarsi vengono esclusi dal bonus dei 500 euro.
I precari la formazione devono pagarsela di tasca propria. Tanti precari lo fanno, spendono gran parte del loro stipendio, o i pochi risparmi, per continuare a formarsi. I motivi sono certamente la passione per il sapere, ma tante volte, soprattutto negli ultimi anni a causa dei sistemi di reclutamento congegnati dal ministero ( SISS, TFA, specializzazioni sul sostegno, non ultimo i 24 cfu per accedere ai concorsi), per accumulare punteggio nelle graduatorie e garantirsi più opportunità di lavorare. Ciò ha creato un mercato che svaluta in molti casi la professionalità docente visto la scarsa qualità delle offerte proposte.
E’ necessario che il contratto intervenga su questa materia, garantendo a tutto il personale della scuola la possibilità di formarsi, legando questa formazione ad enti ed istituzioni di comprovata qualità.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici