fbpx
Logo
Stampa questa pagina

Rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nelle scuole

Rsu 350 260 mindi Paola Bucciarelli - Il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie prova di democrazia per ricostruire una scuola come comunità educante.

Il 17, 18 e 19 aprile 2018 si terranno le elezioni per il rinnovo delle RSU.
RSU vuol dire Rappresentanza Sindacale Unitaria. È un organismo sindacale che esiste in ogni luogo di lavoro pubblico e privato ed è costituito da almeno tre persone elette da tutti i lavoratori iscritti e non iscritti al sindacato.
Sono state istituite con l'"Accordo Collettivo Quadro per la costituzione delle Rappresentanza Sindacali Unitarie per il personale dei comparti delle Pubbliche Amministrazioni e per la definizione del relativo Regolamento Elettorale" del 7 agosto 1998.
Nella scuola si votò per la prima volta dal 13 al 16 dicembre 2000. L’ultima volta, nel marzo del 2015, è stata introdotta un'importante novità: anche i lavoratori a tempo determinato hanno potuto votare ed essere eletti. Questo per iniziare a dare piena rappresentanza a tutti coloro che sono lavoratori precari.

La RSU si forma con le elezioni a cui debbono partecipare il 50% +1 degli elettori. In caso contrario la RSU non si costituisce e occorre indire nuove elezioni.
I componenti delle RSU sono eletti su liste del sindacato ma possono anche essere non iscritti a quel sindacato, in ogni caso gli eletti rappresentano tutti i lavoratori, non il sindacato nella cui lista sono stati eletti.
La RSU, dunque, tutela i lavoratori collettivamente. Sono uno strumento fondamentale per garantire i diritti fondamentali di lavoratrici e lavoratori, per assicurare la trasparenza nelle scelte e nella ridistribuzione delle risorse.
Queste poche informazioni servono per ricordare che la tutela e la dignità del lavoro passa non solo dalle norme del contratto nazionale, ma anche dalle decisioni che si prendono in ogni luogo di lavoro. Ciò soprattutto negli ultimi anni visto i pesanti e negativi interventi che ha subito tutto il mondo della scuola, dell’università e della ricerca.
Il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) nel pubblico impiego il 17, 18 e 19 aprile 2018 è una prova importante di democrazia. Sarà importante vedere la partecipazione al voto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Saranno un ulteriore segnale della società alla politica.

Questa tornata elettorale è importante perché le nuove RSU si misureranno con un nuovo contratto; riconquistato, non senza difficoltà, dopo 9 anni. Nove lunghissimi anni in cui è cambiata la vita nelle scuole.
Si sono trasformate le relazioni interne tra dirigenti e docenti. È cambiato il ruolo del docente. Il carattere comune a questi cambiamenti è l’individualismo e la competizione sfrenata degli uni contro gli altri: dirigenti contro insegnanti, docenti contro docenti, famiglie contro insegnanti. Ad avere la peggio sono stati i docenti: soli contro tutto e tutti. Isolati, schiacciati dal peso di un lavoro che ha perso la sua funzione originaria. Un lavoro diventato alienante: solo una mera prestazione individuale obbligatoria per un pezzo di salario.

Anche il sindacato risente dei processi di individualizzazione e del senso di smarrimento dei lavoratori.
Il sindacato sembra essere sempre più marginale e periferico, utile solo come tutela individuale o servizio di consulenza ma nulla più.
Questa deriva è stata cavalcata dalla politica che ha pensato che introducendo sanzioni disciplinari sempre più dure e dirigenti “sceriffi” o comunque con maggiori poteri, avrebbe risolto i problemi di gestione della scuola.

In questi quasi dieci anni di vacanza contrattuale c’è stata una caduta verticale della qualità delle relazioni nella scuola.
I gravi danni causati da tutti questi processi di individualizzazione, mercificazione e alienazione richiedono un gigantesco lavoro culturale e professionale cui rimettere mano.
A questo compito dovranno dedicarsi le RSU elette. Dovranno recuperare tutti gli spazi di partecipazione e contrattazione che il nuovo contratto offre arginando il potere unilaterale dei dirigenti.
Dovranno riprendere un confronto sindacale forte e che riapra un percorso di democrazia partecipativa.
I docenti devono tornare a decidere sui processi di organizzazione del lavoro e il sindacato deve contribuire a ricostruire tutto ciò. Il sindacato deve tentare, riappropriandosi fino in fondo dei singoli luoghi di lavoro, di proporre l’idea di una scuola come comunità educante.

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.