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Nota 388 del Miur: 100 insegnanti firmano la loro protesta

Reazioni alla nota 388

miur 350 mindi Antonella Necci - Qui di seguito gli esiti pratici alla lettera aperta ai sindacati in reazione alla nota 388 del Miur.

La prima forma di protesta giunge dai vertici gerarchici della scuola che, dopo aver eliminato il diritto all'istruzione per tutti, depauperando le competenze della classe docente, in tempi difficili ed incerti, continua l'opera repressiva tipica di una classe dirigente privilegiata.

Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura della Camera, non ha dubbi: “Trovo stupefacente la richiesta sindacale di ritirare la nota sulla didattica a distanza e di essere ricevuti dal ministro. In questo momento di emergenza nazionale tutti stanno facendo la propria parte. Le scuole autonome, i dirigenti, i docenti e il personale Ata sono in prima linea per garantire a bambini e ragazzi che la scuola continui a essere quella comunità votata ad un percorso educativo non solo nozionistico”.

La nota del 17 marzo, secondo Toccafondi, nel rispetto dell’autonomia scolastica e della libertà di insegnamento, fornisce “indicazioni per supportare chi ha meno dimestichezza con la didattica a distanza e per dare omogeneità e coerenza alle iniziative delle singole scuole”.

Un gruppo di dirigenti scolastici di diverse scuole d’Italia, tutte molte attive in percorsi di innovazione seguiti e monitorati dallo stesso Indire, ha sottoscritto un documento in cui chiamano in causa sia il comunicato dei sindacati del comparto sia quello dello Snadir.
“Noi dirigenti sindacali vorremmo farvi avere un messaggio semplice: vergognatevi, e abbiate la dignità di tacere”.
“La nota Bruschi – scrivono – fornisce linee guida di buon senso oltre che di impatto organizzativo e didattico, che aiuteranno le scuole a non lasciar indietro nessuno. E’ un documento di carattere pedagogico che dimostra un’attenzione specifica alla qualità del servizio di istruzione in condizioni di emergenza. Conferma che la scuola è per gli studenti”.
“È ora di smetterla di trincerarsi dietro il contratto – scrivono ancora i dirigenti – generando l’idea che si stia facendo volontariato nel portare avanti la didattica a distanza. Stiamo solo facendo il nostro lavoro. In questi giorni assistiamo al rientro in servizio di anziani medici in pensione e all’assunzione immediata di giovani appena laureati, che si mettono al servizio del Paese. C’è un esercito di personale della sanità in prima linea, che corre rischi abnormi, fino a sacrificare la propria salute e la vita”.
“Non ci sono dirigenti contro docenti – concludono – c’è la scuola. Tutta. Lavoriamo e stiamo zitti, invece di alzare la voce per fare retorica, disquisendo sui termini quali sospensione delle attività didattiche o chiusura delle scuole”

L’organizzazione di Antonello Giannelli(ANP) così commenta la reazione unitaria dei sindacati alla nota ministeriale in materia di didattica a distanza: “E’ tanto immediata ed automatica da evocare riflessi pavloviani, in un momento e in un contesto in cui sarebbero invece auspicabili atteggiamenti ben più meditati e consoni alla gravità del passaggio in cui ci troviamo”.
Usando toni più seri Anp sottolinea che la “pretesa” sindacale che la questione venga affrontata in sede di confronto fra le parti è del tutto infondata: “E’ poi contestabile l’assunto stesso da cui ci si muove: che si tratti di organizzazione del lavoro. No, qui si tratta della natura del lavoro, dei suoi obiettivi e dei suoi metodi. Qui è scontato che le lezioni non riprenderanno di fatto e, nella migliore delle ipotesi, prima di Pasqua: e sono in molti a pensare, magari senza dirlo, che più probabilmente si va a maggio o che forse, per quest’anno, le lezioni in classe sono pure finite”.

Anche se poi le stilettate continuano: “Di fronte a un tale scenario, che rischia di compromettere, con l’anno scolastico, anche il futuro di un’intera generazione di giovani, cosa ci sa dire il sindacato? Fermi tutti, dovete discuterne con noi! Tanto varrebbe aprire una vertenza con il virus in persona, che ha sconvolto unilateralmente l’organizzazione di tutto il mondo del lavoro senza confrontarsi con i sindacati”.

A quanto scritto dai 10 dirigenti scolastici, dal sottosegretario Toccafondi e dall' ANP (associazione nazionale presidi) ecco qui di seguito la risposta di 100 docenti. Quello che noterete, leggendo i loro nomi, è che la principale provincia di provenienza è Milano. Nessuno di Roma o di altre parti dell'Italia, ma proprio quelle aree più colpite dal coronavirus. Oltre che aree didatticamente più evolute rispetto al medioevo del centrosud. È quindi una protesta che vale la pena di ascoltare, perché ci fornisce il metro di conoscenza utile a far capire quanto sia stata svilita la nostra professione, quanto sia pericolosa una istruzione libera, quanto faccia paura la didattica a distanza effettuata da reali professionisti della scuola e non dal gregge di pecore che esiste nella classe docente.

Documento di 100 docenti italiani
Qui di seguito, pubblichiamo la lettera integrale dei 100 docenti di varie Regioni Italiane.

“La condizione di emergenza che ha portato alla chiusura delle scuole come atto di prevenzione e di riduzione del rischio non costituisce una sospensione della democrazia. Con la nota del MI riportante le 'Prime indicazioni operative per le attività didattiche a distanza' del 17/03/2020, il Capo dipartimento istruzione e formazione ha dettato in modo unilaterale norme che appartengono contrattualmente alla relazione tra organizzazioni dei lavoratori e amministrazione scolastica. Le OO.SS., che rappresentano centinaia di migliaia di lavoratori della scuola che liberamente hanno scelto di aderirvi, hanno giustamente protestato chiedendo al ministro di essere convocate”.

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“A seguito di questa richiesta, una decina di dirigenti scolastici ha pubblicato un documento dal titolo 'Lasciateci lavorare! La scuola non è dei sindacati, è degli studenti'. Una simile posizione, presa strumentalmente in nome degli studenti, non meriterebbe alcuna menzione se non si inserisse in un rigurgito reazionario che sta attraversando qua e là l’Europa. Da sempre, nei regimi totalitari le libere rappresentanze dei lavoratori sono state soppresse o zittite. Gli insegnanti, in questa situazione extra-ordinaria, si stanno adoperando per garantire ai loro alunni e ai loro studenti il diritto costituzionale allo studio. Lo stanno facendo con senso civico e deontologia professionale, consapevoli delle necessità che questa situazione inedita impone. Non solo, stanno supplendo con passione, abnegazione e responsabilità alla mancanza di qualsivoglia formazione diffusa relativa all’ estensione della didattica nello spazio digitale, mettendo a disposizione degli studenti, quindi della collettività, le proprie risorse personali, i propri device, le proprie connessioni”.

Guarda la nostra pagina sulla didattica a distanza

“Il contributo del Miur non può ridursi ad una nota estemporanea di un funzionario, che in modo perentorio interviene sull’organizzazione della didattica. Più utilmente avrebbero potuto essere condivisi suggerimenti realisticamente applicabili per superare le difficoltà che i docenti incontrano nelle loro proposte e che riguardano anzitutto il divario digitale che interessa molte famiglie e molte zone del Paese. Quella nota rivela l’ignoranza del contesto scolastico reale di un Palazzo distante dagli studenti, oltre che dagli insegnanti. Per questo motivo è necessario il dialogo con le OO.SS. rappresentative, perché quel contesto lo conoscono molto bene. Evidentemente a qualcuno, approfittando dell’emergenza, non sembra vero di provare ad affermare pratiche regressive e autoritarie, nascondendole dietro la retorica del 'lasciateci lavorare'."

“Vogliamo rassicurare questi dieci dirigenti scolastici, l’ANP e l’on. Toccafondi che nessuno impedisce loro di lavorare e che gli insegnanti sanno bene chi consente loro di farlo nel rispetto delle norme, del contratto, della dignità della loro funzione. Questi dieci dirigenti e i loro sponsor se ne facciano una ragione: la Costituzione è viva e vigente e loro, che l’hanno evocata strumentalmente, dovrebbero essere tenuti a conoscerla”.

 

Le firme del documento

Gli insegnanti: Valeria Ammenti, MI – Giuseppe Adamo, MI – Filomena Alicino, Brembate (BG) – Antonio Aventino, Brugherio (MB) – Mario Balsamo, MI – Angela Barbuto, (MI) – Alice Basili, MI – Roberto Bassi, Trezzano sul Naviglio (MI) – Francesca Bertonelli, MS – Ninfa Bono (MI) – Erika Brigatti, MB – Calogero Buscarino , MI – Sabrina Casabene, MI – Laura Cerrai, SP – Antonella Cerullo, (MI) – Anna Cipriani, MB – Pino Ciulu, OR – Pierangelo Clerico, SP – Francesco Coletta, Vetralla (VT) – Angelo Corigliano, MI – Alessio Cortiana, Buccinasco (MI) – Eliana Crupi, Buccinasco (MI) – Elena Cucca, NU – Fernando D’Alfonso, MI – Giovanni D’Andria, MI – Antonio Danelli, MI – Alessandra De Angelis, MI – Alessandro Degli Esposti, MI – Emma Del Nero, MS – Carmela Di Caprio, Buccinasco (MI) – Pasquale Di Filippo, MI – Stefano Di Pea, Brugherio (MB) – Gianni Dionisio, MI – Maria Domenica Di Patre, (NU) – Ilaria Donnianni, MI – Franco Falcini, LU – Giuseppe Favilla, BG – Filomena Ferruccio, Buccinasco (MI) – Rosa Fiocco, MI – Marina Fischer, Buccinasco, (MI) – Cristina Flore, OR – Gianfranca Frau, OR – Lucia Frizzi, MI – Rosanna Fronteddu, NU – Anna Maria Furia, MI – Alfio Gagliastro, (MI) – Vittoria Giannetti, Legnano (MI) – Pasquale Gigliotti, Buccinasco (MI) – Francesco Grillo, MB – Aldora Guarashi, MI – Monica Guizzetti, BG – Anna Ianni, MB – Angela Iurlaro, MI – Riccardo lazzari, MI – Domenico Mangione, MI – Francesco Marinucci, MI – Laura Mattioli (VT) – Massimo Maugeri (MI) – Gianfranco Meloni, NU – Elke Menconi, MS – Salvatore Mero, PZ – Sebastiano Mette, NU – Lucia Mezzanotte (MI) – Alessandra Miceli, SR – Gustavo Micheletti, LU – Maria Aurora Migliaccio, NU – Laura Milan, MI – Francesca Alessia Mirabella, MI – Maria Miriadi, MB – Savino Montrone, MI – Maria Antonietta Murrocu, NU – Tony Nicolosi, Serina (BG) – Massimo Oldrini, Sesto Calende (VA) – Antonietta Lia Panetta, PZ – Rita Patalacci, NU – Irina Pennestrì, MI – Antonello Perrotta, MI – Anna Pica, Buccinasco (MI) – David Pili, NU – Giovanni Pintore, NU – Nuccia Quartararo, Sciacca (AG) – Daniela Quecchia, Buccinasco (MI) – Benedetta Rosa Rapallini, MI – Miriam Ricciardo, Dalmine (BG) – Marzia Ristori, LU – Roberto Rosato, MI – Laura Rossi, Cigliano (VC) – Antonina Ruiu, NU – Manola Ruiu, NU – Lucia Sacco, MI – Adriana Scovino, (MI) – Valeria Serraino, MI – Ileana Simoncelli, Buccinasco (MI) – Federica Soldo, MI – Ivan Taurino, Pioltello (MI) – Angela Todisco, MI – Giuseppe Tranchese, MI – Laura Venuto, MI – Marco Viele, VA – Stefania Vola, Candelo (BI)

 

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