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A proposito di scuola e didattica a distanza

Insegnanti che parlano della scuola e della didattica a distanza nell'emergenza Covid 19

lopez 370 mindi Serena Galella - “Che bello insegnare! Lavorare solo 18 ore alla settimana e fare 3, dico 3 mesi di vacanze!!! Tanto tempo liberooooooooooo!!!!”
TUTTE CA … ATE! Banalità che sentiamo ripetere di continuo e ci saremmo anche stufati. Tutti luoghi comuni, la realtà è ben diversa.
Mai come in questo periodo i prof. hanno avuto l’occasione di dimostrare il contrario e cioè quante ore e con quanta dedizione facciano il proprio lavoro. Peccato non se ne sia accorto nessuno.
Chiuse le scuole per il Covid-19 le famiglie si sono ritrovate in casa con i propri pargoli, uno o due al massimo, e si sono accorte che senza la scuola non riescono a sopportarli neanche loro… noi invece dobbiamo confrontarci con 20 o più alunni in un’aula, spesso per nulla scolarizzati, senza rispetto ed educazione. Già, diciamo anche questo, le famiglie non sono più quelle di una volta ed educare i figli è diventato un optional, quindi, non tutti ma tanti non sentono alcun rispetto per l’autorità, che sia genitore o professore, quindi le relazioni sono, a dir poco, complicate.

Le famiglie sono il vero problema, o non esistono. I ragazzi sono spesso abbandonati a se stessi o sono iperprotetti e soffocati. Devono essere al massimo delle prestazioni, fare inglese, danza, calcio, sport e avere tutti voti alti a scuola. Tra le due cose non so quale sia peggio.
Un po’ di ascolto, no. E così ci ritroviamo tra i banchi, con chi sviene, chi piange, chi non ha il libro, chi lo lascia a scuola, tanto a casa che ne deve fare? Oltre ad essere dei bravi babysitter specializzati, siamo anche dei “niente male” psicologi, senza le famose “competenze” (parola magica scolastica…). E non vi dico che casino ora se si dovessero sentire male! Bisogna coinvolgere il responsabile della sicurezza (che se c’è è in classe a fare lezione) e se non è in sede le povere collaboratrici scolastiche (bidelle) non sanno dove mettere le mani… fogli, foglietti, dichiarazioni, norme, decreti, e tutto il possibile e l’impossibile. Un mal di testa? Devi chiamare l’ambulanza, perché se i genitori stanno ancora insieme, cosa rara, lavorano tutti e due e quindi a casa non c’è nessuno che può venirli a prendere. Se stanno male? Vanno a scuola, perché a casa da soli non ci possono stare e quindi tutto il casino che ne consegue oltre a passare a tutti quello che hanno, che in momenti come questo sarebbe il dramma collettivo.

E allora di cosa parliamo? Perché i ragazzi vengono a scuola? Per giocare! Certo perché a casa giocano con la play, vedono delle serie su Netflix, mica studiano… e così nella meravigliosa Didattica a Distanza (DaD) ci siamo trovati immersi h24 nel lavoro… noi, loro a giocare.

Carichi materiali interessanti, ti passi le serate davanti al pc per valutare cosa sia meglio sottoporre ai pargoli e loro se ne scatafottono! Non hanno visto nulla o molto poco e in pochi.

Allora assegniamo loro dei compiti, consegna con scadenza, tanto di titolo e la generazione tecnologica cosa fa? Se fanno il compito lo caricano capovolto, con la scadenza che gli pare a loro, o lo mettono dove hai chiesto il disegno al posto della tesina e viceversa, quando va bene.

Perché cari genitori dovete sapere che la scuola non è finita, è finita per i ragazzi ma non per noi. Stiamo ancora leggendo le loro originali tesine “copia e incolla” dove compaiono ancora i link che non si sono nemmeno degnati di rimuovere, tanto ci pensano i prof. E non tutti hanno consegnato… no. Ci stiamo anche sbracciando per coloro che non sono mai comparsi in video lezione e che non si sono degnati di consegnare alla scadenza neanche l’unico compito che dovevano fare per superare l’esame di licenza media.

Ma li ci ha pensato la ministra a darci una mano. Noi a digitalizzarci, aggiornarci, organizzarci, motivarli, tirali su di morale, quando tristi perché chiusi in casa e lei? Tutti promossi!!!! Che figata.
Io vorrei sapere che “kazzoo” hanno fatto due mesi chiusi dentro casa, per non fare neanche le video lezioni, dopo che la scuola ha dato ad ognuno di loro i pc o i tablet per aiutarli. Durante le vacanze pasquali le scuole hanno consegnato agli alunni tramite la protezione civile i propri computer, attivando fiduciari e collaboratori.

Ora questo è poco, potrei dirne ancora tante, ma tante e non finire più, ma una cosa va detta. Il MERITO in questo paese non si esprime se non per raccomandazione e i nostri alunni lo sanno bene. Se sei raccomandato puoi essere a capo di qualsiasi cosa senza essere competente, puoi fare anche il politico e il ministro. Se studi, puoi fare il prof, con uno stipendio che resta una miseria, sia che lavori tutto il giorno senza sosta, tra lezioni, correzioni, proposte di materiali, riunioni, valutazioni infinite (perché altrimenti come potremmo complicare tutto) e perdita conseguente della salute, sempre uno sfigato sei. E allora ti chiedono: perché studiare tanto?

Altra cosetta… vi ricordate l’importanza dell’ESEMPIO? Ecco è ancora valida, se date un buon esempio ai ragazzi sarà meglio di qualsiasi lezione o ramanzina.
Quindi la mia rabbia è rivolta sempre e solo verso il mondo degli adulti, perché loro ci guardano, ve ne siete accorti? E ci ascoltano pure!

Chiaramente va detto che non tutti i ragazzi si sono comportati nello stesso modo, ma chi non voleva fare, non ha fatto.
Ora vorrei sapere quale lavoratore, laureato, con vari corsi continui di aggiornamento e studi di ogni tipo, ha lavorato dalle 8 di mattina fino a sera e a volte anche notte davanti al computer seduto per oltre 13 ore al giorno durante e dopo il lockdown e per tutti gli esami? Lo vorrei sapere. E dico di più. Il prossimo che mi dice una delle banalità scritte a inizio sfogo (perché è chiaro che questo sia uno sfogo) reagisco in forma violenta, anche se di solito pratico gentilezza e sono pacifista. Chiaro?
Aggiungo anche un’altra cosa, di solito non scrivo parolacce, anche se ne dico parecchie, ma questa volta le lascio andare e sono poche, solo due.

DEDICO A TUTTI I COLLEGHI PROF., che si stanno ammazzando davanti un computer e che in 15 anni di scuola ho avuto modo di conoscere e posso dire che tutto sono meno che dei lavativi, che si fanno 1000 scrupoli per un voto in più o in meno e che passano tutto il tempo a rimuginare facendosi scrupoli di coscienza verso i propri alunni che amano (che forse da genitori non si fanno verso i proprio figli), questo “sfogo”, consapevole che io non faccio testo, ne’ come prof ne’ come genitore. W la DaD!
P.S.: la vignetta non so di chi sia, ma rende bene l'idea.

#scuola #didatticaadistanza #dad

 

 

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