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L'ANPI dice "Priorità alla scuola":

 Manifestazione svolta il 25 giugno in 60 piazze italiane tra le quali Frosinone

Anpi 25giu20 mindi Rossana Germani* - "Priorità alla scuola": questo è lo slogan scelto per indire una manifestazione che si è tenuta il 25 giugno in 60 piazze italiane tra le quali il capoluogo ciociaro.
L'Anpi di Frosinone, insieme a Possibile e ad altre associazioni tra le quali la rete studentesca, Collettivo Ugualmente e 6000 sardine di Frosinone sono scese in piazza per aderire all'evento, per sostenere e rivendicare il diritto allo studio.
Alla manifestazione era presente anche Giovanni Morsillo, presidente del comitato provinciale dell'Anpi di Frosinone nonché Consigliere nazionale, al quale ho rivolto qualche domanda.

Perché l'ANPI è scesa in piazza oggi?

L’istruzione, e quindi la scuola, è uno dei cardini fondamentali su cui si basa l’idea di democrazia partecipata che connota la Costituzione italiana. Abbiamo inteso sostenere la piattaforma di lotta in difesa e per il miglioramento della scuola pubblica del comitato nazionale “Priorità alla scuola” perché riteniamo, non da oggi, che le volontà di forze presenti nella società di realizzare una scuola funzionale a modelli sociali ed economici stabiliti e non alla promozione ed allo sviluppo completo della personalità e della dignità umana, potrebbero trovare terreno fertile nella grave situazione (economica, sociale, culturale, istituzionale) determinata dalla pandemia.

Le vostre rivendicazioni tengono conto dell'emergenza Covid?

Come già detto, essa è senz’altro una situazione di gravità oggettiva che impone una riorganizzazione degli spazi e delle risorse a disposizione. Parliamo di risorse in senso lato, non solo finanziarie e di investimenti pur indispensabili, ma ad esempio di uso del tempo, dei mezzi tecnici, della qualità dei servizi che la scuola richiede per poter funzionare utilmente.
Questo, però, non può voler dire semplicemente rinunciare all’elemento sociale della frequenza scolastica, al continuo dibattito fra gli studenti e fra questi e i loro insegnanti, ad un apprendimento cioè non nozionistico e oltretutto limitato, ma orientato alla formazione e allo sviluppo degli strumenti critici che i giovani avranno a disposizione per tutta la vita a favore della capacità di compiere scelte consapevoli, critiche e responsabili.

Cosa vi aspettate che faccia il governo in due mesi?

Quello che ci aspettiamo è che ripristini, così come fatto o in via di compimento per altri settori della vita produttiva e sociale, le condizioni di esercizio del diritto all’istruzione – e di quello, speculare, all’insegnamento – in grado di ottenere risultati efficaci e soprattutto di educazione dei giovani alla società, non alla separazione ed all’individualismo.
Quello che temiamo, è che si possa cedere a politiche di aggiustamento, a logiche del meno peggio che ancora una volta facciano sembrare inevitabili condizioni di ridimensionamento della qualità e della stessa funzione della scuola pubblica.

Perché manifestare proprio quando è in corso la Conferenza Stato-Regioni riguardante la ripresa della scuola?

Perché piangere dopo che si sono fatte scelte sbagliate serve a poco. Non diciamo certo che le decisioni che prenderanno leAnpi 2 DDaD 390 min autorità debbano necessariamente essere negative; siamo però convinti che un contributo all’indirizzo di tali scelte vada offerto quando si è ancora in tempo ad evitare che accada, e questo è il senso del nostro impegno non soltanto in questa occasione.

Poche persone il piazza: qual è il motivo?

La manifestazione è stata realizzata con un impegno faticosissimo e frenetico dai dirigenti ed attivisti della nostra Sezione cittadina di Frosinone, in tre giorni scarsi. In questi giorni si è dovuto capire bene la piattaforma, dato che non siamo avvezzi ad aderire o sostenere obiettivi che non conosciamo a fondo, organizzare le pratiche autorizzative, attendere le concessioni e le condizioni di effettivo esercizio, Covid-19 imperante, preparare i comunicati, diffonderli e contattare i nostri abituali referenti in provincia. Il tutto durante un periodo ancora difficile per spostamenti, incontri e quant’altro. Il fatto che fossero presenti molte sigle e soprattutto studenti e studentesse, non era scontato. Detto questo, siamo consapevoli che dobbiamo fare di più. Per questo consideriamo quella piccola ma importante manifestazione come un avvio di iniziativa sulla quale stiamo chiamando a mobilitarsi non solo gli studenti e le loro famiglie, ma tutti gli attori della scuola ed i loro rappresentanti, a partire dagli insegnanti e dai loro sindacati.
Martedì 30 Giugno avremo un altro incontro territoriale con gli studenti del Cassinate, che si svolgerà presso la nostra sede di via Verdi (Parco Baden-Powell) a Cassino. E non sarà l’ultimo.

Quanto è vicina l'ANPI ai giovani e quanto i giovani all'ANPI? Ci sono giovani iscritti?

L’età media degli iscritti all’ANPI, nonostante sia possibile iscriversi solo ai maggiorenni, è molto bassa. Gli ultimi dati che abbiamo disponibili parlano di circa 40 anni, con differenze per territorio, genere, professione degli iscritti. Nella nostra provincia siamo ad una media di 36 anni, e la nostra attività si svolge e si rivolge verso i giovani per l’80%. Dobbiamo rilevare che la nostra intensa attività nelle scuole della provincia ci conforta di un interesse molto attento e positivo da parte degli studenti e delle studentesse. Negli anni scolastici precedenti l’attuale, ossia prima della pandemia, incontravamo stabilmente 3.500 / 4.000 studenti all’anno, di ogni tipo di scuola e di ogni ordine e grado.

Riusciranno i giovani a mantenere viva la memoria storica?GiovanniMorsillo 350 min

La società sta rapidamente dimenticando le sue origini e regredendo verso forme di individualismo e di egoismo, spesso indotte dalla frustrazione per l’incertezza economica e la perdita dei diritti fondamentali, processo accelerato da modelli di vita sempre più fondati su consumi effimeri e sulla trasgressione di tutte le regole in nome di una malintesa idea di libertà. Questo ovviamente favorisce concezioni isolazioniste nella stessa idea di nazione, ad esempio si ritorna a sostenere il nazionalismo (con quello che ha rappresentato in termini di tragedie mondiali solo pochi decenni fa nella nostra Europa) magari chiamandolo con pseudonimi ai limiti dell’umoristico quali sovranismo, localismo, ecc.
D’altro canto, proprio il nostro quotidiano rapporto con i giovani, e il fatto che loro ci cerchino e abbiano voglia di confrontarsi con noi, ci fa ritenere che la tensione morale, per quanto spesso inespressa perché irrisa dagli ambienti che frequentano, sia fortemente presente nei nuovi cittadini come domanda, come desiderio di cui si cerca la chiave di realizzazione.
Noi non pretendiamo certo di dare ai giovani le soluzioni, ma proprio perché ce lo chiedono loro, indichiamo la memoria, o per meglio dire la conoscenza, come metodo indispensabile per orientarsi. Conoscere il passato è indispensabile per comprendere il presente che da esso deriva e costruire il futuro che si desidera su basi solide di consapevolezza.
Siamo convinti che i giovani di oggi non siano affatto peggiori di quelli di ieri, tutt’altro! E siamo perciò fiduciosi che sapranno fare meglio di noi. Quello che possiamo fare, è metterci a loro disposizione, nelle forme e per l’uso che vorranno, visto che il mondo attende loro, non noi.

 

*Rossana Germani fa parte della redazione di CiesseMagazine e cura anche la rubrica di cultura, libri e poesia.
Intervista pubblicata da CiesseMagazine in data 30-06-2020

 

 

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