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Verso la riapertura delle scuole

Ultima notte prima dell’apertura

riapertura delle scuole e normative 380 mindi Serena Galella - Come descrivere questa notte? “Ha da passà ‘a nuttata!” direbbe Eduardo. E passerà.
Come? Quando? Nel frattempo si riapre, la liberazione dai propri figli per i genitori è voluta a qualsiasi condizione. Il problema è che non sembra si siano trovate delle vere soluzioni in questi mesi e così si va in trincea. Ci si sente come in attesa di qualcosa di straordinario e ingestibile. Ci si arma, perché non si sa mai, di mascherine, schermi e magari mi compro pure un bel separatore personale da apporre sulla cattedra (€50,00), così quando urlo non sputacchio in faccia a nessuno.

Provo a pensare ai nomi dei miei nuovi alunni e sprofondo nella depressione solo pensando che i nomi saranno circa 200 tra alunni e colleghi, forse più e conoscendomi da 55 anni, so quanto mi sia difficile memorizzare i nomi a differenza dei volti, che non scorderò mai. Associare quel nome a quel volto… questo il problema.

La certezza unica di questo anno scolastico alle porte è che tra sei mesi ancora li confonderò e quindi riprenderli per farli stare distanti (primo compito dell’insegnante dell’anno scolastico 2020/21) sarà difficilissimo. Li chiamerò con i colori dei vestiti e delle magliette… o felpe? Qui useranno le felpe… o la mimetica?

Già, perché certezze non ce ne sono e sarà tutto all’impronta. Io sono allenata, anni di teatro di strada mi hanno forgiata e sonoSerenaGalella 350 min capace a trasformare tutto… ma quanto mi stanca! Non ho più l’età e per questo uno pensa a un lavoro meno rischioso della trampoliera… invece… la precarietà vissuta dagli insegnanti è la più logorante tra i lavoratori. Dite che esagero? Naaaaa… Io l’ho provata. Se vuoi insegnare devi aspettare, non puoi prendere altri impegni e restare a disposizione della famosa chiamata alla quale devi rispondere subito e presentarti all’istante, altrimenti se ti spettava il posto lo perdi. Quindi, o hai le spalle coperte o ti arrangi e fai un altro lavoro, o te lo inventi, come ho fatto io.

E adesso? Si va a scuola!!! Si incontra il mondo che in questi mesi è rimasto fuori, si conoscerà questa nuova realtà e ci si augura di non rimetterci le penne, perché io lotto per la sopravvivenza da quando avevo sei mesi di vita e mi sarei anche stancata. Ne ho piene le tasche e non di soldi, perché lo stipendio è quello che è e le spese sono triplicate per tutto. Ve ne siete accorti? Dalla parrucchiera alla spesa. Tutto nel silenzio totale, dopo due mesi di chiusura in qualche modo si doveva recuperare. “E io pago…”

E così dopo aver passato tutto il periodo del lockdown solissima e tutta l’estate senza mai uscire di sera, e senza andare in ristoranti o altri luoghi di aggregazione, aver visto solo i congiunti più prossimi e due o tre amici cari e fidati (non dei negazionisti, per intenderci) mi troverò al centro del vortice e centro del mondo: LA SQUOLA!

Sarà fantastico, non vedo l’ora… ha da passà ‘a nuttata!
Auguro tutto il meglio a noi, alunni, insegnanti e tutto il personale scolastico, per questo incredibile anno che ci aspetta.

N. B.: l'intuizione era giusta, porteranno le felpine.

Sabaudia, 31.08.2020

 

 

 

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Pubblicato in Insegnanti, L'arte trovata per caso
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