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Covid 19. Riaprono le scuole. Il parere di una insegnante

 "in quasi tutte le scuole durante l’estate si è lavorato per consentire la riapertura a settembre.."

 Schema di sicurezza a scuola 350 minIn vista della ormai prossima riapertura della scuola, Rossana Germani, collaboratrice di UNOeTRE.it, ha intervistato l'insegnante di una scuola primaria di Roma, Emilia Angotzi, per avere una visione dalla parte di chi lavora per il futuro del nostro Paese.

Come vede la riapertura della scuola? Crede che sia un'azione necessaria e responsabile nonostante i contagi stiano tornando ad aumentare?
“La riapertura della scuola appare necessaria per la valenza educativa che essa riveste nella società. Purtroppo per l’atteggiamento egoistico di alcune persone ora si rischia che non possa essere garantita la sicurezza degli alunni, dei docenti e di tutti i lavoratori della scuola”.

Pensa che le misure di distanziamento e i banchi monoposto siano sufficienti a garantire una scuola sicura?
“Non può essere garantita la sicurezza totale perché la scuola non è un ambiente asettico, ma in quasi tutte le scuole durante l’estate si è lavorato alacremente per consentire la riapertura a settembre, il distanziamento ed i banchi monoposto sono solo una minima parte delle misure da adottare secondo i protocolli anti Covid 19”.

Quali misure di prevenzione ed adattamento sono state adottate dalla sua scuola?
“Nella mia scuola già da luglio la nostra DS (dirigente scolastica) ha convocato il personale docente, anche se in ferie, per una ridistribuzione degli spazi della scuola in base alla numerosità dei vari gruppi classe. Sono stati eliminati tutti gli arredi ingombranti ed obsoleti per consentire il distanziamento tra i banchi monoposto (senza rotelle), sono stati collocati degli erogatori di disinfettante in vari punti, sono stati sistemati gli spazi esterni per consentire l’ingresso e l’uscita dei bambini in maniera scaglionata. È stato stilato un protocollo con le misure di contenimento e di prevenzione del Sars-CoV-2, il personale scolastico ha seguito i corsi di formazione con il Responsabile della sicurezza di Istituto ed è stato dotato dei DPI (dispositivi di protezione individuali). Negli ultimi giorni prima della riapertura si procederà alla sanificazione degli ambienti”.

Come pensate di riuscire a gestire il distanziamento e l'uso regolare delle mascherine nei bambini più piccoli? Sarà necessaria la collaborazione responsabile dei genitori, immagino?
“Per i bambini dell’infanzia e delle classi prime non sarà facile mantenere il distanziamento dai loro compagni o dalla maestra, occorre senza dubbio la collaborazione dei genitori che devono prepararli ad un nuovo modo di stare a scuola. Le insegnanti durante il periodo dell’accoglienza faranno delle attività mirate al rispetto del regolamento”.

I bambini con DSA (disturbi specifici di apprendimento), BES (bisogni educativi speciali) e, in generale, tutti i DVA (diversamente abili), quanto saranno in grado di sopportare queste misure di prevenzione? Come pensate di agire con loro?
“Per i bambini DVA, DSA o BES si cercherà di avere particolare cura, anche perché alcuni di loro non riusciranno o non potranno indossare la mascherina o mantenere il distanziamento. Le insegnanti di sostegno saranno dotate di ulteriori DPI”.

Qual è lo stato d'animo di un un'insegnante che si ritroverà a gestire una situazione cosi diversa da quello che sarebbe il suo vero lavoro cioè insegnare? Che ripercussioni avrà tutto questo sulla didattica? Avrete, immagino, già fatto modifiche al vostro usuale metodo di insegnamento: tutte le attività, i lavori di gruppo non potranno più essere fatti come prima. Sarà un metodo di ripiego o innovativo?
“Tra le insegnanti c’è molta preoccupazione e ansia nel dover gestire tutta questa situazione ed effettivamente c’è il pericolo che venga tolto molto tempo alla didattica. Non ci sarà spazio per progetti o per i lavori di gruppo nella modalità in cui sono stati svolti finora, occorrerà avere un approccio interdisciplinare ai vari argomenti e comunque bisognerà lavorare alla progettazione di una didattica digitale integrata (DDI), una metodologia didattica innovativa che affiancherà la didattica in presenza come da indicazioni ministeriali e che proseguirà oltre il periodo di emergenza sanitaria”.

Come si è trovata ad affrontare la DAD? I suoi alunni come l'hanno vissuta?
“Nel momento in cui le scuole sono state chiuse, dopo qualche giorno di studio delle varie piattaforme, ho chiesto l’autorizzazione alla mia DS di poter aprire una classroom di Google dal 6 marzo con il mio account personale, in seguito l’Istituto si è accreditato con GSuite e sono state aperte classroom per ciascun gruppo classe. Fortunatamente ho avuto subito la collaborazione della rappresentante dei genitori e di tutte le famiglie per partire da subito con la DAD. Avendo dimestichezza con il computer non ho avuto grosse difficoltà con la didattica, la difficoltà maggiore è stata quella di far entrare nella DAD tutte le docenti del team , mi sono subito resa disponibile a fare loro da tutor e questo ha reso possibile che a fine anno ci sia stato il contributo di tutte con grande soddisfazione delle famiglie.
I miei alunni hanno affrontato la DAD in modo molto positivo, anche perché il legame con loro non si è mai interrotto, essendo una seconda elementare abbiamo puntato più su video lezioni asincrone e incontri di vicinanza in modalità sincrona. Anche a distanza ci sono stati vari momenti emozionanti”.

Crede che la DAD sia da utilizzare solo in situazioni di pericolo epidemiologico o si potrebbe pensare ad un cambiamento valido ed alternativo di "fare scuola" anche in un futuro tranquillo quando ci saremo lasciati alle spalle questo virus?
“Con la DAD ho avuto modo di sperimentare varie app e tools per la didattica digitale che se opportunamente utilizzati rappresentano un’enorme risorsa per le docenti. Mi auguro che le insegnanti più restie al digitale riescano a trarre vantaggio da una didattica più innovativa per poter restare al passo con gli studenti”.

 

Emilia Angotzi, insegnante I.C. Roma.
Rossana Germani fa parte della redazione di CiesseMagazine e per essa cura anche la rubrica di cultura, libri e poesia.

 

 

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