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Il rientro a scuola non è stato tanto normale

 Covid 19 e Scuola

 Una mamma: 2 figli, uno alla secondaria e uno all'università

di Rossana Germani
covid 19 a scuola 370 minRiporto la mia esperienza, che è il punto di vista di una mamma di un ragazzino della scuola secondaria di primo grado (la vecchia scuola media).

La scuola, in ottemperanza alle regole imposte dai DPCM, per regolare la convivenza degli alunni in classe, ha reso più flessibili gli orari d'ingresso e di uscita in modo che i ragazzi avessero un grande lasso di tempo per entrare e che la loro uscita fosse scaglionata per classi.

Tutto è stato pensato in funzione della prevenzione.
In classe, i professori tentano di far rispettare tutte le regole in materia di prevenzione; una di queste è tenere le finestre aperte per garantire il ricambio di aria, ma vivono comunque in un costante stato di paura. Un colpo di tosse, un naso soffiato ed ecco che la lezione non va avanti. Se un bambino mostra sintomi anche di un lieve malessere viene accompagnato nella sala "positivi" per garantire la sicurezza di tutti; a vigilare c'è la collaboratrice scolastica che attende la citofonata del genitore o chi per lui, chiamato a casa per recarsi a scuola a riprendere l’alunno. Ma capita che per un po' di tosse si debba stare a casa per troppi giorni, magari per una forma parainfluenzale non curata tempestivamente. E a quel punto senti forte la responsabilità di far sottoporre tuo figlio a un tampone, provocando altre assenze.

Nelle relazioni tra i bambini, poi, si instaura un rapporto “delicato e strano “, mentre molti si attengono alle regole, altri, quasi a dispetto, le violano. Questo genera inevitabilmente uno stato di conflittualità.
Ma la tensione non si registra solo tra i ragazzi, anche i genitori ne sono vittime. E così, quel gruppo WhatsApp "mamme di classe" creato da anni ufficialmente solo per le comunicazioni della rappresentante di classe e usato un tempo quasi esclusivamente per il buongiorno, per gli auguri, per le ricette e, perché no, anche per le battutine un po' piccanti - e già, non solo gli uomini le fanno - è diventato ora un gruppo di scambio di informazioni e addirittura di qualche screzio. Tutto ciò scaturisce sempre da divergenze di opinioni rispetto le misure di prevenzione e può capitare di imbattersi in incomprensioni, antipatie e scontri verbali. E il virus è sempre lì ad osservarci e a cercare la falla per insinuarsi. Spero vivamente che ognuno segua le raccomandazioni, i divieti e gli obblighi.

Ma io sono anche mamma di un ragazzo universitario, e la differenza la percepisco direttamente. Mio figlio resta a casa e segue, le rare volte che si svolgono, le lezioni a distanza. La sua è una facoltà che impone una frequenza è necessaria: le materie scientifiche, come la matematica, la fisica non sono certo opinabili e necessitano di spiegazioni ed esperimenti. La sua università ha optato per le lezioni in presenza solo per le matricole, per cui lui, lavorando esclusivamente da casa non ha opportunità di confronto coi suoi colleghi. Ma sono certa che se la caverà, perché è un ragazzo in gamba.

La pandemia non ha cambiato solo le nostre abitudini, ha cambiato anche il nostro modo di rapportarci con gli altri: siamo tutti più guardinghi ma anche più attenti, si spera. Niente più contatti. Stentiamo a riconoscerci con le mascherine, ci guardiamo negli occhi e ci sorridiamo con gli occhi a distanza ma ci sentiamo anche tutti più vicini sapendo di affrontare un unico nemico che riusciremo a sconfiggere solo se tutti seguiamo le regole e le raccomandazioni che ci vengono date.

Con il nuovo DPCM del 25 ottobre, in vigore dal 26, le restrizioni si fanno sempre più ferree e si sta continuando a preferire ed aumentare la didattica a distanza oltre che per le università anche per le “scuole superiori” per limitare gli assembramenti soprattutto dovuti agli spostamenti che tali scuole rendono necessari.

Continua, invece, in presenza, la didattica per la scuola primaria e secondaria di primo grado. Non so se sia un bene o un male. Io avrei preferito la DAD, perché temo che sia soltanto rimandata al successivo DPCM forse proprio già a fine novembre ma spero vivamente di sbagliarmi e che la curva epidemiologica scenda. Nella speranza di vedere scendere quei numeri, mi attengo alle nuove regole appena date sperando che tutti lo facciano, usando molto più che la “diligenza del buon padre di famiglia”.

 

 

 

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