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2009-2019 nel racconto di Donato Galeone, sindacalista

d.galeone telefono 350 minScritti e interviste di Donato Galeone. Sindacalista della Cisl. Esperienze di vita vissuta da osservatore e dirigente militante

Presentazione

Stare sempre dalla parte dei lavoratori anche nel XXI secolo

Sono molto orgoglioso di presentare questa raccolta di articoli e interviste, 75 testi dal 2009 al 2019 che ci propongono una cronaca attenta realizzata da Donato Galeone, un osservatore della politica e delle lotte dei lavoratori che come leggerete si firma sempre “già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale della CISL Lazio”, ma che è stato ben di più nei tanti ruoli da lui svolti e facilmente rintracciabili nelle sue “testimonianze” e che ancora oggi gli fanno godere un prestigio che in molti gli riconoscono a cominciare da grandi numeri di lavoratori. E, non è poca cosa in un’epoca di grave crisi di credibilità e di fiducia.

Ho conosciuto Donato, un sindacalista, negli anni ’70 del secolo scorso, lui Segretario della Cisl provinciale ed io Segretario della federazione del Pci, entrambi del frusinate, nel pieno di una fase che vedeva la provincia di Frosinone investita da un processo d’industrializzazione che in mezzo a tante contraddizioni sembrava voler manifestare una ricerca di maturità da parte di imprese e nel dialogo fra le forze sociali.

Oggi siamo due persone avanti negli anni, (lui è un brillante e vivace ottantenne classe 1932), sempre convinti di dover stare dalla parte dei disagiati, dei più indifesi e di chi vive del proprio lavoro, lotta per nel difendere i diritti quelli conquistati e per raggiungerne di nuovi.
Allora albeggiavano grandi speranze di cambiamento, attraverso incontri e alleanze finalizzate a nuovi diritti e nuove opportunità. Il voto del ’76 sembrò incoraggiarle ma purtroppo precipitarono bel buio dell’assassinio di Aldo Moro tutt’ora coperto da omertà, silenzi, vere e proprie “menzogne” come le chiama il senatore Sergio Flamigni e sostanzialmente resta impunito. La storia virò per strade impervie e pericolose riprecipitando indietro i diritti sociali faticosamente conquistati nonostante l’abbaglio della globalizzazione e delle meraviglie del web illimitato.

Ma, proprio, in quegli anni (1970-75), si ricorda nella “raccolta”, «lo stato di grave disagio in cui versano moltissimi operai del comprensorio industriale o perché in Cassa Integrazione o addirittura senza stipendio da diversi mesi per la crisi che ha colpito le industrie della zona, con conseguenze gravi per intere famiglie ridotte alla fame». Ci furono mesi di lotte unitarie per il lavoro che videro la Chiesa unire la sua voce a quella dei Sindacati per sollecitare la conclusione delle vertenze in atto secondo i principi di equità e di giustizia cristiana. Galeone scrive questo ricordo, nel febbraio 2017 in occasione dell’incontro che i 3 Vescovi delle Diocesi del frusinate (Frosinone, Anagni e Sora-Cassino incontrano una delegazione di Vertenza Frusinate ad Anagni.La copertina della raccolta

All’inizio del 2020, ventesimo anno delle nostre pubblicazioni, riporto questo passo perché più di mille parole mette in luce la circostanza della decennale frequentazione fra l’autore della Raccolta e il giornale online UNOeTRE.it. Era l’anno 2014 quando

UNOeTRE.it e il quotidiano l’Inchiesta decisero di rompere un muro del silenzio. Quello innalzato intorno alla disoccupazione dilagante in provincia di Frosinone. 130.000 disoccupati su un totale di oltre 350.000 nel Lazio come denunciava la stessa amministrazione Provinciale di questo territorio.

Donato Galeone si è schierato in prima linea in quell’impegno. Non fu solo denuncia e predicazione. Ma si trattò di dare un’identità a questo esercito di dimenticati che si raccolsero spontaneamente sotto la sigla di “Vertenza Frusinate disoccupati uniti”. Trasferirli da una condizione di “invisibili” a protagonisti di progresso. All’inizio, in una fatica di Sisifo, si dovette dimostrare che esistevano, che non erano i pigri, i fannulloni che vivevano “a cassa integrazione infinita” come venivano descritti da più parti. Si trattò di far conoscere nel concreto chi erano, come vivevano nel disagio con i loro cari. Dovemmo raccontare che la mancanza di lavoro sfasciava intere famiglie sotto i colpi della difficoltà di sopravvivere. Dimostrammo che non erano nemmeno dei rissosi senza regole, ma che al contrario, ricercando dialogo con sindacati, partiti e Istituzioni, comprese quelle religiose, hanno dimostrato grande rispetto delle regole democratiche nella loro lotta spesso sbeffeggiata e dimenticata da chi al potere non interveniva. La riconquista di un lavoro certo, purtroppo, è ancora da raggiungere.
Basta leggere “Pensare al disoccupato come festeggia il natale 2019” per cogliere la presenza e il contributo di Donato Galeone su questo fronte di umanità sofferente per il quotidiano vivere assai mortificato.

Già in “Dieci anni di disagio sociale 2008-2018” scritto nell’aprile ’19 aveva ben descritto che “Nel concreto vissuto di ogni giorno si rileva, da tempo anche nel basso Lazio, che soltanto una parte di lavoratori ultracinquantenni ha raggiunto e superato ampiamente i livelli occupazionali del 2008, mentre per i più giovani la situazione resta critica ancora oggi.”
Non è compito di questa presentazione anticipare quanto i lettori troveranno nella “raccolta”, ma trovo opportuno indicare i filoni che costantemente si rintracciano in questo lavoro di Galeone che merita di avere il titolo “Stare dalla parte dei lavoratori nel XXI secolo”.

È tenace la continuità di convincimento che impegna Donato nel sostenere: “Per il lavoro ricostruire l’unità sindacale dei lavoratori”. Non fa mistero e non nasconde la sua soddisfazione per l’esito dell’ultimo Congresso Cgil che eleggendo Maurizio Landini a Segretario generale apre un “Orizzonte nuovo per l'unità sindacale”. Non rinunciando a ricordare che “Nei giorni 26-29 ottobre del 1970 con la prima Assemblea Unitaria dei Consigli Generali della CGIL-CISL-UIL a Firenze veniva deciso di realizzare l'unità sindacale e si assumeva l'impegno di riunire le strutture sindacali di ogni livello categoriale e territoriale coinvolgendo tutti i lavoratori”.
Non è nostalgia del passato, ma profondo convincimento che l’unità sindacale è indispensabile per le tutele dei lavoratori e la conquista di moderne condotte per acquisire i nuovi diritti che i cambiamenti impongono se si vuol rimanere e stare “dalla parte dei lavoratori”.

Nello scorrere i suoi articoli colpiscono le tante esperienze sindacali fatte da Donato Galeone. La formazione sindacale cominciata nel Centro Studi Cisl di Firenze e proseguita in tanti, momenti formativi compresi i vari Campi scuola gli ha consentito di essere sempre al passo con i tempi. Leggendolo si coglie la sua premura a mai tralasciare poco evidente l’intreccio in cui opera, fra problemi immediati e quotidiani su cui intervenire e l’impostazione delle scelte sindacali generali come si ricava dalla narrazione puntuale dei congressi della Cisl che si sono succeduti. Va sottolineato che a

differenza di altri nostri coetanei, Donato, non si limita a ricordare soltanto, i suoi scritti testimoniano costantemente che vive nell’oggi, con la voglia e l’impegno di intervenire nell’attualità. Ha il coraggio di guardare e operare nelle vicende quotidiane. Nessun rifugio cerca nelle rievocazioni, per quanto antagoniste ai disvalori di questa epoca, vuol dimostrare il coraggio di non temere vecchi e nuovicontraddittori.

Ripeto, non c’è mai predicazione nelle sue parole, ma invece c’è la ricerca della Speranza anche nei momenti di più affannose preoccupazioni, perché Donato è certo che c’è sempre un modo per intervenire senza mai fermarsi o arrendersi, così come non si stanca di ripetere, alle istituzionali sordità che necessita, senza alternative: “Creare posti di lavoro: subito…” con investimenti pubblici e privati nel Basso Lazio.

Neppure disdegnò, ne disdegna, le proposte di sostegno al disagio economico come quella del “Reddito di sopravvivenza fra un lavoro ed un altro che il 3 marzo 2017 “Vertenza Frusinate” proponeva per una legge d’iniziativa popolare, sottolineando con qualche richiamo e commento, l' «attualità della iniziativa di riproposizione del reddito minimo da parte della rappresentanza dei disoccupati ciociari alle rappresentanze politiche laziali, con il ripristinare - adeguandola dal 2009 al 2017 - la Legge Regionale Lazio n.4/2009 che prevedeva il “Reddito Minimo Garantito”. » In seguito, tornò sul tema in un brano dal titolo “Riflettendo sulle 10.706 domande di Reddito di cittadinanza” (le domande raccolte in provincia di Frosinone

Questi scritti che iniziano nel 2010 spaziano attraverso avvenimenti politici e sindacali, senza posa. Dall’adesione al PD all’attenzione costante e “militante”, direi, che rivolge ai congressi della Cisl si ricava il profilo di un sindacalista e politico “attento e prolifico”. Con orgoglio nel 2017 titola un suo brano “Il Sindacato del XXI secolo per una società inclusiva, per il lavoro e per la persona”. Per cogliere i segni dell’adeguamento e rinnovamento alle mutate condizioni della lotta sindacale.

Una nuova ventata d’impegno investe il lettore quando Donato Galeone porta in scena nei suoi scritti Papa Francesco. Lo stare dalla parte dei lavoratori ha un nuovo e vigoroso supporto.
Nell’Enciclica “Laudato Si” seppe leggere sin dall'inizio che c'erano due messaggi, uno per l'ambiente l'altro per l'uomo nel lavoro, voce fuori dal coro delle strumentalizzazioni che su molta stampa apparivano cercando di parlare solo di ambiente. In Papa Francesco lavoro, dignità del lavoro e tutele dell’ambiente sono inscindibili.
Io personalmente sono molto convinto della parola di Papa Bergoglio, del suo stare dalla parte dei più deboli, del disagio nel mondo, contro privilegi e contro sfruttamento dell’uomo e della natura.

Questo accomuna me e Donato, davvero assai. La frase del Papa Francesco che si trova in uno scritto della “raccolta” è come un manifesto: «Il Papa, rispondendo (alla domanda di un giovane ndr), ha detto che “tante volte una comunicazione rapida e leggera può diventare liquida, senza consistenza” e ha aggiunto “pensiamo all'economia liquida che toglie la concretezza e la cultura del lavoro”.»

Augurando buona lettura a tutti quelli che fin qui mi hanno letto chiudo con un una citazione di Donato che sottolinea l’importanza del potere negoziale di chi lavora. Egli è un convinto sostenitore della legittima valenza della protesta riconosciuta nella nostra Costituzione e così afferma: «Resta chiaro ed inequivocabile che, per me, le manifestazioni popolari di sostegno alle politiche dei cittadini e dei lavoratori - proposte dalle rappresentanze politiche e sociali nella dimensione nazionale ed europea - sono la base fondante di ogni paese democratico e vanno sostenute e difese, quale principio della democrazia partecipata sia odierna che futura, da legare assolutamente alla democrazia economica e sociale della stessa Unione Europea.»

Ignazio Mazzoli, direttore di UNOeTRe.it

Veroli 15 gennaio 2020

 

I testi all’indirizzo https://www.unoetre.it/radici/testimonianze/donato-galeone.html iniziano con il più recente per terminare con il primo scritto, mentre nella raccolta sul file .pdf da scaricare all'indirizzo .https://drive.google.com/open?id=1ayFMFe3UOycjC3Hvnwe5W_tk1NN4wvtJ sono pubblicati a partire dal più vecchio al più recente.

 

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