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Primo maggio 2019 per un'Europa sociale del lavoro

lavoro protesta disoccupazione h260 mindi Donato Galeone - La Giornata di Liberazione Nazionale – il 25 aprile dell'Italia – non è passata e non passa per la democrazia italiana, perché è anche giornata vicina al 1°Maggio dei Lavoratori.

E nel 2019 dovrebbero essere due giornate e due date per un “messaggio unitario impegnativo civile e politico” - verso la terza giornata del 26 maggio prossimo - per la “ricostruzione di una Europa dai volti diversi e da una identità plurale democratica”.

Una Europa che deve rispettare le culture europee per farle convivere nel segno della unificante solidarietà sociale - quali premesse fondanti del Trattato di Roma 1957 - nel convenire e praticare “una armonizzazione delle condizioni di vita e di lavoro”.

E il 27 marzo 2017 - sempre a Roma in Campidoglio e dopo 60 anni - i 27 Stati membri dell'Unione Europea dichiaravano che “ insieme siamo determinanti ad affrontare le sfide di un mondo in rapido mutamento e a offrire ai nostri cittadini sicurezza e nuove opportunità, con una istituzione pubblica in grado di produrre un insieme di beni e servizi sociali fondamentale nel quadro di una economia solidale”.

Il 26 aprile 2019 – a Bruxelles – la Confederazione Europea Sindacale (CES) che rappresenta milioni di lavoratori europei, con CGILCISL-UIL, hanno richiamato il contesto storico europeo che ho appena sintetizzato e, pubblicamente, manifestato e dichiarato che “ oggi l'Europa politica, sociale e contrattuale è l'unico sbocco per orientare in senso progressivo le grandi transazioni in atto, per stabilizzare e pacificare il contesto internazionale, con il garantire alle persone che lavorano sia dignità che tutele e diritti”. “Certamente – hanno sottolineato i sindacati del lavoratori – vi è un cammino da fare: ripartire, con un percorso verso l'integrazione, da rinvigorire, partendo dalle elezioni europee del prossimo maggio 2019”.

Quale Europa

Un'Europa - si disse due anni fa in Campidoglio - che dovrebbe poggiare su quattro pilastri portanti la costruzione degli Stati Uniti d'Europa, avviata nel 1957:
• un'Europa sicura, con una politica migratoria efficace, responsabile e sostenibile, oltre che determinata nel combattere il terrorismo e la criminalità organizzata;
• un'Europa sostenibile, che generi crescita e occupazione attraverso investimenti;
• un'Europa sociale, che favorisca il progresso economico sociale e che tenga in conto la diversità dei sistemi nazionali e del ruolo fondamentale delle parti sociali, lottando contro la disoccupazione, le discriminazioni e le povertà;
• un'Europa forte e pacifica nel mondo, che tenda a promuovere con le diversità culturali, sia stabilità che prosperità, nel suo immediato vicinato ad Est e a Sud ma, anche, in Medio Oriente, in tutta l'Africa e nel mondo.

Una Europa sociale con crescita e lavoro

Sui quattro pilastri - peraltro già conosciuti - mirando verso la “inclusione sociale con la istruzione e la formazione migliore per un lavoro, preservando i patrimoni culturali e promuovendo i valori delle diversità” si deve ristrutturare e mettere a nuovo la costruzione della casa comune degli europei, anche, con l'impegno primario del Parlamento che rinnoveremo il 26 maggio 2019.
Una ristrutturazione necessaria e adeguata per rispondere - quale “Europa Sociale con crescita e Lavoro” - perché non può morire, anzi, deve “assolutamente curarsi ricostituendosi”.
Deve essere l'Europa che mette al centro il LAVORO, lo SVILUPPO, la OCCUPABILTA' e la SICUREZZA SOCIALE dei cittadini europei nella sua voluta casa comune.

Pur rilevando che l'Unione Europea ha garantito la pace alle tre ultime generazioni, riemergono e ritornano rigurgiti erronei di “nazionalismi” che vanno combattuti, con il superarli non solo nell'idea di isolamento comunitario dei cittadini ma, innanzitutto, nella concretezza giornaliera con la disponibilità di “fondi o ammortizzatori sociali straordinari” per fronteggiare la estesa disoccupazione e la occupazione giovanile nei tempi di “transizione” verso la domanda di collocamento a lavoro vero.

Ugualmente e ragionevolmente, peraltro, va respinto ogni attacco sia interno che esterno – propagandato anche in questi giorni – con eccessi non compiutamente lungimiranti verso “sovranità nazionali” profittando del disagio sociale diffuso tra le persone e individuando nell'Europa - strumentalmente - “tutto il malessere sociale” e ignorando - volutamente - ogni documentazione e osservazione decennale, su Italia fanalino sociale di coda in Europa, conosciute e rese pubbliche - dal 2008 al 2017 - anche da me richiamate, in sintesi due settimane fa su questo stesso giornale.

Roma, 29 aprile 2019

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

 

 

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Voto 2019. Veroli: M5S e le firme per la lista

M5S logo minIl Movimento 5 Stelle di Veroli ringrazia tutti i cittadini verolani che ieri hanno partecipato alla raccolta firme per la presentazione della lista alle prossime elezioni amministrative, ringraziamo i nostri concittadini soprattutto per il calore dimostratoci in tutta la giornata e per la fiducia espressa nei nostri confronti, ben oltre le nostre previsioni ed aspettative, questo a dimostrazione che in tutti questi anni siamo riusciti attraverso la nostra presenza costante sul territorio ed il nostro lavoro a conquistarci la loro stima e fiducia, per questo, anche durante la giornata di raccolta firme abbiamo ritenuto opportuno continuare a raccogliere le molteplici criticità territoriali derivanti dalle varie frazioni del territorio verolano continuandone a studiare anche le possibili soluzioni, infine i cittadini hanno avuto sin da subito la possibilità di confrontarsi con tutta la squadra del Movimento 5 Stelle verolano, tenendo sempre bene a mente che: soltanto uniti insieme a tutti i cittadini possiamo fare il bene di Veroli.

Un grazie di cuore a tutti dal Movimento 5 Stelle di Veroli
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Veroli. Verso il voto 2019

veroli comune 350 260di Maria Giulia Cretaro - A Veroli si voterà per le amministrative il 26 Maggio, lo stesso giorno in cui gli elettori italiani si pronunceranno sul nuovo establishment del Parlamento europeo.
Per il comune ernico una nuova sfida dunque, come di fatto lo è ogni appuntamento elettorale. A differenza di cinque anni fa, quando erano stati in sei a contendersi la carica di primo cittadino, attualmente i candidati si fermano a tre.

Sul numero ufficiale di liste civiche che sosterranno i candidati bisognerà attendere l'ufficializzazione dei programmi, ad oggi solo nomi sporadici che iniziano a palesare il loro sostegno all'uno o all'altro. Per ora l'elemento di novità è il ritorno al supporto dei partiti . Mentre nel 2014, solo l'attuale Senatore della Lega Gianfranco Rufa aveva riportato l'appoggio di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Alleanza Nazionale, il 2019 verolano si profila come un ritorno al simbolo, da destra a sinistra, e la corsa dei 5 stelle. Questi ultimi hanno rintracciato in Fabrizio Cretaro, nella vita tecnico di neurofisiopatologia e attivista nel movimento da più di 4 anni, la figura più adatta per la rappresentanza in Comune, in un meet up tenutosi lo scorso dicembre. Di certo un'esperienza nuova per i pentastellati che a Veroli, per quanto concerne la politica locale, non hanno mai avuto un riscontro. Perché se il il voto nazionale esprime un malessere diffuso, quello delle amministrative definisce un rapporto diretto e concreto che si riconosce nella persona. Due mesi per vedere dunque se la partita nel comune ernico desterà i risultati attesi.

La proposta della coalizione di centrodestra è il professor Marco Bussagli, verolano d'adozione, pronto a contendersi il posto di primo cittadino con il sindaco uscente, Simone Cretaro.
Il suo nome non è certo sconosciuto al proscenium verolano, suo è stato l'Assessorato alla Cultura durante il primo mandato D'onorio. Storico dell'arte di spiccata levatura, sceglie di candidarsi con il sostegno di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia; un'indubbia sterzata politica, vista la sua precedente collaborazione con il centro sinistra.
I meriti accademici ed il prestigio di Bussagli hanno probabilmente fatto gola a quell'ala politica orfana a Veroli di figure di riferimento, tanto da ottenere il beneplacito dei coordinamenti. Sintomo di questo, l'assenza di opposizione nel corrente mandato, specialmente dopo il salto di qualità dell'On. Rufa: cinque anni di consigli comunali poveri di proposte divergenti dalla maggioranza e di dialogo politico. E se la politica si nutre di confronto, a Veroli negli ultimi tempi è mancato, almeno in Sala Consiliare.
A tentare la riconferma come primo cittadino, quello uscente, l'Avv. Simone Cretaro, che si presenta con l'appoggio del Partito Democratico. Una candidatura annunciata ma non scontata, che porta con sé il continuum del lavoro già avviato. I cinque anni guidati dal giovane avvocato hanno visto una ripresa del comune sotto molteplici aspetti: uno su tutti, l'attenzione particolare verso la cultura, spunto attrattivo per la comunità. Progetti e dati sostenuti dalla situazione finanziaria del comune; uno dei pochi della Provincia con bilancio stabile e con un'importante capacità d'indebitamento.
Un lavoro di giunta che ha traghettato Veroli verso un percorso di crescita di certo solo all'inizio.

Questo è l'impegno che toccherà indistintamente i tre candidati: valorizzare le risorse già in atto e riqualificare il territorio nella sua interezza.
Oltre al centro storico, gli amministratori futuri dovranno tener conto di una popolazione di oltre 20mila abitanti, spalmata su numerose frazioni, distanti tra loro geograficamente e con esigenze diverse.
Essere il sindaco di tutti, spot elettorale tra i più sdoganati, è per Veroli realtà imprescindibile. Mentre Porta Romana è la via d'accesso per sempre più turisti, zone periferiche ma densamente abitate attendono ancora una rete fognaria operativa. Il commercio, concentrato tra il Giglio di Veroli e Casamari, ha abbandonato da tempo il centro storico, stentando a ripartire fatta eccezione per poche storiche attività.

Studiare delle misure appropriate per ogni realtà partendo dalle richieste dei cittadini; intercettare le necessità di un intero paese e tentare di condurlo ad una condizione omogenea è l'impegno concreto che va ben oltre quello elettorale. Redigere un programma appropriato conta, la sua attuabile realizzazione molto di più.
Dal 26 Aprile si aprirà dunque la campagna, da lì un mese intenso per raggiungere ogni cittadino e far comprendere passo dopo passo le azioni pensate per un comune tanto particolare.
L'appuntamento verolano può essere un'occasione per recuperare, seppur in una piccola realtà, un dialogo politico funzionale. Via i personalismi da vessilli partitici e spazio al miglioramento di un territorio seguendo il confronto. Ci sono tutti i presupposti perché questa possa essere una tornata elettorale consapevole, con programmi reali e candidati credibili, con lo scopo univoco di porsi al servizio della comunità.

 

 

 

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2019: anno caldo per un cambio di passo del governo

illavoroprimaditutto 350 250 mindi Donato Galeone* - Il 2019 diventerà un “anno caldo” se non ci sarà un “cambiamento di rotta” sui temi della “crescita del lavoro”.

E' stato detto e ripetuto dalla CGIL-CISL-UIL negli ultimi mesi del 2018, esaminando le proposte di bilancio 2019 del Governo - “compresso dall'esame parlamentare” - ma, da fine anno 2018, è legge dello Stato italiano.

Su un “cambiamento di rotta” - scrive e annuncia il Segretario Generale della CISL, Annamaria Furlan - che nelle prossime settimane la CISL non sarà ferma ma si mobiliterà insieme alla CGIL e UIL, in autonomia dalla politica, con una grande manifestazione nazionale per sollecitare un “cambio di passo” nella linea di questo Governo.

Con il messaggio di fine anno il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato, ancora, che “la mancanza di lavoro che si mantiene a livelli intollerabili, con l'alto debito pubblico che penalizza lo Stato e i cittadini, pone una pesante ipoteca sul futuro dei giovani” mentre le crisi aziendali numerose - al tavolo dei Ministeri Sviluppo Economico e Lavoro - hanno colpito migliaia di lavoratori e famiglie di cittadini che attendono le “promesse della politica nella concretezza operativa credibile” - constatando che nel 2019 - la programmazione di scarsi investimenti pubblici e privati non potrà creare lavoro.

Proprio su queste priorità - il Capo dello Stato - che ha dovuto sottoscrivere la “legge di bilancio in termini utili a evitare l'esercizio provvisorio, pur se approvata in via definitiva dal Parlamento soltanto in poche ore “– egli ha anche detto che “ora soltanto un lavoro approfondito, tenace, coerente e lungimirante - che richiede competenza - costa fatiche e impegno”.

Ecco, chiaramente, come partire dalla prima e grave emergenza sociale che è “il lavoro” con la “capacità del nostro sistema produttivo che si è ridotta sia nelle imprese che nei settori avanzati” – osserva il Capo dello Stato – e, conseguentemente, il fulcro del confronto sui contenuti della legge di bilancio “ compresso dall'esame parlamentare” richiede – adesso – una attenta verifica proprio nei contenuti del provvedimento – peraltro – sollecitata dalla CGIL,CISL,UIL con l'apertura - ricorda la CISL - di un “dialogo sulla base di un impegno assunto dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il Sindacato dei lavoratori”.

Si tratta di capire e condividere anche con i “corpi intermedi della società democratica” i cambiamenti economici e sociali, proprio nei momenti difficili e complessi, per la crescita dei redditi con il lavoro, l'erogazione dei servizi collettivi e le prestazioni sociali.

Nel concreto si tratta di definire con il Governo un “percorso o patto per i lavoro” come ripetutamente indicato dai sindacati dei lavoratori e le parti sociali, rendendo vantaggiosi le assunzioni dei giovani a tempo indeterminato e orientando verso politiche attive praticabili, con la formazione adeguata e mirata all'occupazione vera domandata dalle imprese, congiunta, al sostegno della scuola, della ricerca scientifica e applicata nel contesto delle innovazioni tecnologiche del terzo millennio nella dimensione europea.

Nell'immediato, per favorire e stimolare i consumi interni, appare necessario quanto prioritario - con il ridurre le aliquote fiscali sui redditi dei lavoratori e pensionati - contrastare la pressione fiscale a livello locale in quanto penalizza prevalentemente, sempre, lavoratori e pensionati con le loro famiglie.

Il 2019 potrà essere meno caldo – variabile dipendente – dai risultai del confronto o dialogo tra CGIL,CISL,UIL e parti sociali con il Governo.

Sarà un confronto politico e pratico sulla condivisione aperta della “questione sociale e del lavoro” che merita appunto di “sentirci comunità che significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri” come richiamati, responsabilmente, dal nostro Presidente della Repubblica con il suo messaggio del il 31 dicembre 2018.

*già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Roma, 3 gennaio 2019

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Gli auguri di Vertenza Frusinate Disoccupati uniti

disoccupati presidio 27dic18 350 260 minGrazie a chi ci è stato vicino. Abbiamo ottenuto una boccata d’ossigeno il 28 dicembre con una prima decisione attuativa dell’accordo del 28 febbraio ’18 grazie ad un impegno fra Cgil, Cisl, Uil e Ugl con la Regione Lazio.

11 mesi, sono stati inspiegabilmente lunghi per i disoccupati che attendevano la proroga della mobilità concordata e, molto pesanti, per non aver potuto riscuotere nemmeno un euro per otto mesi di fila. Ci siamo sentiti inascoltati e dimenticati, ma non da tutti
Non siamo stati soli. Orecchie aperte e attente ci hanno ascoltato, se abbiamo potuto resistere lo dobbiamo anche a loro.

In particolare, il Presidente della Provincia Antonio Pompeo ci ha permesso di comunicare fra di noi e con le istituzioni ospitandoci più volte nei locali dell’Amministrazione provinciale, fino a consentirci un lungo presidio giorno e notte per dodici giorni di fila fino all’annuncio che sin dalle prime settimane del 2019 ripretenderemo a poter mantenere le nostre famiglie, a fare in esse la nostra doverosa parte. Abbiamo condiviso questi locali fra la fraterna vicinanza di tutti gli impiegati della Provincia e di questa li ringraziamo.

Non solo. Nel comportamento delle forze dell'ordine verso di noi abbiamo trovato una condotta democratica. Corretta, ma anche con tanta comprensione che ci ha fatto capire che anche loro ritenevano giuste le nostre richieste. Non era una protesta capricciosa. Si faceva capire e si è fatta capire. Grazie a tutte le forze dell’ordine, dal reparto Digos ai Carabinieri ed alla Guardie provinciali.

Grazie a quegli organi d'informazione che insieme alle cronache fedeli ai fatti, ci hanno fatto sentire la loro vicinanza.

Un grazie ai sindaci che sono venuti a testimoniare il loro sostegno come quelli di Ceccano, Acuto, Pofi e Ceprano

Grazie a tutti quei cittadini che hanno voluto portarci la loro testimonianza di solidarietà con semplici doni per aiutarci a resistere di giorno e di notte.

Non tutto è risolto, ma confidiamo che sapremo farci capire anche nel prossimo 2019 che per tutti speriamo sia un anno di soddisfazioni e decisamente con meno contraddizioni e incomprensioni degli ultimi 11 mesi che ci lasciamo alle spalle.

Noi vogliamo lavorare. Il prossimo obiettivo dovrà essere l'esercizio del "diritto al lavoro" con investimenti certi e programmati congiunti alla riqualificazione adeguata, di giovani e meno giovani, mirata alla collocazione in veri posti di occupazione retribuita, come prevedono i contratti. Vogliamo sperare di fare questa strada con i sindacati che ci hanno sostenuto Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Buon 2019 a tutti

Vertenza Frusinate. Disoccupati uniti

 

 

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I terribili interrogativi sulla finanziaria 2019

conte tria 350 260 mindi Valentino Bettinelli - Era un governo deciso ad imporre i propri standard, quello italiano. Eppure il costo della manovra economica risulta salatissimo per il Paese: tagli, aumenti delle tasse e investimenti per la crescita congelati.

Tornano da Bruxelles il Premier Conte ed il Ministro Tria con un documento, la cui fiducia al Senato è prevista per oggi, che conserva i provvedimenti bandiera dei due partiti di governo, rinunciando però a un bel corpo di soluzioni di sviluppo per l’Italia. L’esecutivo del “tiriamo dritto”, del “non arretreremo di un solo centimetro” torna in Parlamento con una finanziaria sostanzialmente rivista e corretta dalla Commissione Europea.

Il differenziale tra deficit e PIL, inizialmente previsto “irrevocabilmente” a soglia 2,4%, scende a quota 2,04%. Numerini secondo molti, ma cifre e decimali che costano al Paese una cifra come 10 miliardi di euro in meno per la spesa pubblica, quindi opere infrastrutturali, investimenti per il miglioramento e la crescita di beni e servizi.

Tra i tagli più clamorosi spicca quello all’ente infortunistico dell’INAIL. E si può notare una clausola di salvaguardia, per il biennio 2020-21, che rischia di imporre l’aumento dell’IVA al 26,5%. Due dettagli non di poco conto, visto che andranno ad incidere direttamente sulle tasche degli italiani, dipendenti e commercianti, ai quali verrà applicato un ulteriore salasso fiscale.
Oggi la giornata al Senato sarà lunga e probabilmente densa di discussioni. Ma ancora una volta, su uno snodo fondamentale come la votazione di un maxi emendamento alla legge di bilancio, il governo gialloverde si rifugia dietro lo scudo del voto di fiducia. Numeri sicuramente dalla parte dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, che però rischia, in piena linea con i governi precedenti, di abbattere completamente il dibattito parlamentare, causando gravi problemi ad un Paese che ad oggi è fermo in una situazione di ristagno istituzionale.

Di nuovo l’Italia si trova a discutere di una manovra di bilancio guidata dai ferrei dettami della Troika. La procedura d’infrazione è stata scongiurata; la Commissione, ancora una volta, ha imposto le sue volontà e l’Avvocato del Popolo Giuseppe Conte ha patteggiato uno sconto di pena. La condanna all’oblio per il nostro Paese però, purtroppo, resta.

 

 

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