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In Sicilia SI nel Lazio NO. Perché?

vertfrus 350 260Agenda per i disoccupati

Luigi Carlini: Dopo l'assemblea del giorno 11/02/2020 e il Sit-in sotto la prefettura il giorno 14 /02/2020 il sindacato ci aveva assicurato che ci avrebbe portato a Roma sotto la Regione Lazio a manifestare  e il Presidente della Provincia di Frosinone ha dichiarato che una delegazione di Vertenza frusinate poteva partecipare all'incontro con l'assessore, (INCONTRO FORTEMENTE SOLLECITATO DA NOI DI VERTENZA FRUSINATE) purtroppo non sono state mantenute  le promesse, cosa c'è da nascondere? 

- Forse vi dobbiamo ricordare perché siamo nati, qualcuno di voi aveva affermato nel 2016 che la mobilità non esisteva più?

- Vi dobbiamo ricordare anche che il 9 maggio 2017 quando Vertenza è stata ricevuta al Ministero ed anche il sindacato era stato invitato ed invece non si presentò?

- Ancora un fatto, il 2 ottobre 2019 mentre facevamo il volantinaggio a Veroli abbiamo incontrato l'assessore al lavoro del Lazio Claudio Di Berardino e alla specifica domanda "assessore, noi vogliamo essere trattati come tutte le aree di crisi complessa d'Italia, ossia 12 mesi di mobilità per tutti," in riferimento ai mesi persi, lui rimase perplesso, si girò verso le segretarie al suo fianco per capire se quello che dicevamo era vero e le segretarie lo confermarono.

Vertenza Frusinate ha mandato questo promemoria  al sindacato in occasione dell'incontro con l'assessore al lavoro Il giorno 21/02/2020: Dichiarazione di Di Berardino

Claudio Di Berardino rilasciò il 12 dicembre 2019: «In merito alle aree di crisi industriale complessa, c’è inoltre la necessità di prevedere un loro rifinanziamento per il 2020 introducendo un emendamento alla Legge di Bilancio che consenta il sostegno agli ammortizzatori sociali nelle Aree di crisi complessa, nonché a disporre di risorse sufficienti per la mobilità in deroga per 12 mesi».
Vertenza Frusinate prontamente scrisse all'assessore Di Berardino ricordandogli i mesi da recuperare per tutti, sia nel 2018, che nel 2019. S'è persa la memoria di tutto questo?

In Sicilia è tutt'altro suono, Si faccia come in Sicilia

REGIONE SICILIA: “No a decurtazione della mobilità in deroga nell’area di crisi complessa”. E, i sindacati, il 28 gennaio 2020, chiedono il decreto al ministero. I sindacati spingono affinché il ministero emetta un decreto di deroga alla decurtazione degli importi per la mobilità in deroga.

Così chiediamo anche noi, qui in provinciadi Frosinone


Vertenza Frusinate

 

 

 

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Fondi mobilità in deroga 2020, se ne parlerà il 21 febbraio

vertfrus 350 260Agenda per i disoccupati

Luigi Carlini: Provincia di Frosinone. Mobilità in deroga, la mancanza di fondi in un vertice in Regione.
Queste sono le dichiarazioni del presidente della Provincia di Frosinone.

Dell’inadeguatezza dei fondi stanziati per soddisfare i pagamenti dei lavoratori della mobilità in deroga 2020 se ne parlerà in Regione Lazio il prossimo 21 febbraio.
E’ il risultato finora raggiunto dai disoccupati interessati, Comitato Vertenza Frosinone, da due giorni in assemblea “dietro le porte” delle istituzioni per sollecitare la presa in carico del problema.

E alla fine, il presidente dell’Amministrazione Provinciale Pompeo ha comunicato che venerdì prossimo alle 10, nella sede dell’assessorato regionale al lavoro si terrà un vertice con una delegazione degli interessati e i Sindacati.

A non far dormire sonni tranquilli ai disoccupati rientranti nell’Area di Crisi Industriale Complessa, è lo stanziamento finanziario del governo, 10 milioni di euro per tutte le aree complesse di Lazio, Sardegna e Sicilia.

Troppo pochi, visto che, per quanto riguarda l’Area di Crisi Complessa di Frosinone il denaro coprirebbe più o meno un quadrimestre del 2020.

Si spera, quindi, che nella prossima Finanziaria vengano previste altre somme e che anche la Regione Lazio faccia la sua parte per arrivare almeno fino al 31 dicembre 2020.

Vertenza Frusinate

 

 

 

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Le Pensioni nel 2020

pensioni minime aumentano 2 ridimensionato min«L’indicizzazione delle pensioni è da tempo oggetto di restrizione da parte del Governo: gli Esecutivi che si sono susseguiti in questi anni, infatti, hanno in più di un’occasione previsto un sistema meno vantaggioso per i pensionati riducendo il tasso di indicizzazione per gli assegni superiori ad un determinato importo.

Se si vanno a considerare i blocchi operati negli ultimi 9 anni, infatti, ne risulta che su una pensione di circa 1.500,00€ lordi mensili non sono stati riconosciuti circa 74,03€ al mese. Moltiplicato su tredici mensilità l’anno ne risulta che al pensionato non sono stati riconosciuti più di 1.000,00€, poco meno di quanto spettante da cedolino. Peggio ancora è andato a chi ha una pensione di 1.900,00€ lordi mensili: più di 1.300,00€ l’anno in meno negli ultimi 9 anni, una situazione su cui i sindacati non sono più disposti a tacere.

E considerando che il blocco della rivalutazione, come anticipato, andrà avanti almeno fino al 2021, il potere d’acquisto continuerà a diminuire. Ecco perché ha avuto luogo un incontro tra sindacati e Ministero del Lavoro con il quale si cercherà di trovare un accordo per il dopo 2021, quando - secondo le parti sociali - pensioni e variazioni dell’indice dei prezzi dovranno proseguire parallelamente. (Antonio Cosenza da money.it)»

Ad oggi la situazione prevede questa rivalutazione delle pensioni 2020 secondo i dati ufficiali INPS.

L'INPS chiarisce le modalità di applicazione delle rivalutazioni 2020 per le pensioni di dipendenti e autonomi
12 dicembre 2019
Con la circolare 147 del 2019, l’INPS fornisce dettagli e chiarimenti sulla rivalutazione definitiva delle pensioni erogate nel 2019 e sulla rivalutazione che verrà applicata sui trattamenti pensionistici nel corso del prossimo anno. Si tratta di una circolare esplicativa, che in qualche modo “accompagna” il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dello scorso 15 novembre.

Confermate le percentuali di rivalutazione del 2019, fissate definitivamente all’1,9%. Si tratta dello tesso valore stabilito lo scorso anno dal Ministero e, quindi, non ci sarà alcun conguaglio di fine anno a favore dei pensionati. Le notizie più interessanti, però, riguardano le percentuali di rivalutazione del 2020 e le modalità con le quali verrà applicata alle varie fasce di reddito.

Qual è la percentuale di rivalutazione delle pensioni 2020?

L’Istituto di previdenza conferma che la percentuale di rivalutazione delle pensioni 2020 è dello 0,4% rispetto ai valori medi 2019. Come sempre, nel corso dell’anno verrà effettuata una valutazione se la percentuale calcolata è congrua con l’aumento del costo della vita e, nel caso, verrà effettuato un conguaglio.

Come verrà applicata la percentuale di rivalutazione alle pensioni nel 2020?

Nella circolare INPS vengono specificate le modalità con le quali la rivalutazione verrà applicata alle varie fasce di reddito individuate dallo stesso Istituto di previdenza. Innanzitutto, l’INPS individua in 515,07 euro l’importo minimo della pensione lavoratori dipendenti e autonomi per il 2020. Si tratta di un valore molto importante, perché utilizzato per calcolare le modalità di applicazione della rivalutazione.

In particolare, nel 2020 le pensioni erogate dall’INPS saranno rivalutate nella maniera che segue:

• 100% della rivalutazione per i trattamenti pensionistici dal valore pari o inferiore a tre volte il minimo del 2020;
• 97% della rivalutazione (0,36%) per i trattamenti pensionistici dal valore pari o inferiore a quattro volte il minimo del 2020;
• 77% della rivalutazione (0,308%) per i trattamenti pensionistici dal valore pari o inferiore a cinque volte il minimo del 2020;
• 52% della rivalutazione (0,208%) per i trattamenti pensionistici dal valore pari o inferiore a sei volte il minimo del 2020;
• 47% della rivalutazione (0,188%) per i trattamenti pensionistici dal valore pari o inferiore a otto volte il minimo del 2020;
• 45% della rivalutazione (0,18%) per i trattamenti pensionistici dal valore pari o inferiore a nove volte il minimo del 2020;
• 40% della rivalutazione (0,16%) per i trattamenti pensionistici il cui valore è superiore a nove volte il minimo del 2020.

Quando saranno pagate le pensioni nel 2020?

Nella stessa circolare sono specificate anche le date di pagamento delle pensioni nel 2020. La data può variare a seconda che l’accredito venga fatto su conto corrente postale o bancario.

• Gennaio 2020: venerdì 3;
• Febbraio 2020: sabato 1° per accredito su conto postale, lunedì 3 per accredito su conto bancario;
• Marzo 2020: lunedì 2;
• Aprile 2020: mercoledì 1°;
• Maggio 2020: sabato 2 per accredito su conto postale, lunedì 4 per accredito su conto bancario;
• Giugno 2020: lunedì 1°;
• Luglio: mercoledì 1°;
• Agosto: sabato 1° per accredito su conto postale, lunedì 3 per accredito su conto bancario;
• Settembre: martedì 1°;
• Ottobre: giovedì 1°;
• Novembre: lunedì 1°;
• Dicembre: martedì 1°.

Ecco i mini-aumenti e altre novità del 2020.

Rivalutazione piena fino a 1.539 euro
L’aumento dello 0,4% scatterà per le pensioni di importo fino a 1.539,03 euro lordi mensili.
Pensione di vecchiaia a 67 anni nel 2021, l'età non sale.
Pensioni, tredicesima più ricca con il bonus di fine anno.
Riscatto laurea agevolato.

 

 

 

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Disoccupati cosa ci aspetta nel 2020?

assembleadiVertFrusinate 7ott19 350 minLuigi Carlini - Anno nuovo, nuovi improrogabili impegni.
Noi disoccupati di Vertenza Frusinate abbiamo maturato nelle lotte affrontate e per quelle ancora da affrontare, la consapevolezza di metterci in gioco, come sempre, con la nostra faccia.
D’altronde non abbiamo altre alternative. Ripartiamo perciò dalle Dichiarazioni che l'assessore al lavoro del Lazio, Claudio Di Berardino rilasciò il 12 dicembre 2019: «In merito alle aree di crisi industriale complessa, c’è inoltre la necessità di prevedere un loro rifinanziamento per il 2020, introducendo un emendamento alla Legge di Bilancio che consenta il sostegno agli ammortizzatori sociali nelle Aree di crisi complessa, nonché a disporre di risorse sufficienti per la mobilità in deroga per 12 mesi».

Vertenza Frusinate prontamente ha scritto all'assessore Di Berardino ricordandogli i mesi da recuperare per tutti, sia nel 2018, che nel 2019 perché oltre al denaro perso, mancano anche i contributi figurativi che in questo periodo sono molto importanti per tante persone perché potrebbero consentire loro di valorizzare i calcoli e condizioni ai fini della pensione.

Ci sono, inoltre, da acquisire certezza circa i finanziamenti che nella Legge finanziaria 2020 sono previsti per le Aree di crisi industriale complessa. Dalla lettura della Gazzetta ufficiale si intuisce che il governo ha fatto lo spacchettamento delle aree di crisi complesse. Lazio, Sardegna e Sicilia stanziando circa 10 milioni di euro. Tutto qui? Non è molto, ma se è poco come vanno utilizzati? Perché le istituzioni e i sindacati, se hanno notizie precise del denaro stanziato non ci mettono a conoscenza di quello che realmente sarà disponibile?

C'è la necessità, intanto, di un nuovo accordo quadro che comprenda i 12 mesi di deroga più i mesi persi individualmente da molti disoccupati. Questo si deve fare nel più breve tempo possibile perché ci siamo stufati di aspettare mesi e mesi prima che ci danno questa miseria di mobilità. Abbiamo anche delle proposte da fare a tutte le istituzioni, presidente della Provincia, politici, sindacato. A questo proposito vale la pena rammentare a tutti noi disoccupati, quanto accadde nel 2015. Vertenza Frusinate venne a sapere che a Livorno e Piombino c'era uno strumento molto importante per i disoccupati che avevano perso il lavoro, messo a disposizione dal governo e si chiamava "Area di crisi complessa". Durante un consiglio provinciale Vertenza Frusinate propose ai presenti e a tutte le istituzioni questo strumento utile per il territorio; ci sono voluti molti passaggi prima che ci dichiarassero area di crisi industriale complessa.

Dopo circa due anni di continue battaglie e assemblee permanenti, che ci sembrarono eterni, finalmente ottenemmo questo riconoscimento del nostro territorio. Anche parte della provincia di Frosinone fu dichiarata ”Area di crisi complessa" e a luglio 2016 arrivò la prima proroga della mobilità per quelli che avevano meno di 50 anni. Questo riconoscimento al nostro territorio permise, poi, il 9 maggio 2017 che fosse approvata la proroga della mobilità per gli altri disoccupati. Adesso come allora da Livorno e Piombino, c'è un ulteriore novità per le aree di crisi complessa come la nostra.

Il 6 dicembre 2019 è stato approvato un ordine del giorno che impegna il governo italiano ad istituire una Zona Economica Speciale ZES. L’istituzione di Zone Economiche Speciali (ZES) appaiono quanto mai opportune per permettere l’adozione di regimi fiscali e tariffari adeguati anche a quelle aree del paese che richiedono un rilancio economico e produttivo, su questo ulteriore strumento, con la serietà dovuta e l'impegno di tutti noi, ci si può lavorare sopra e utilizzarlo come abbiamo fatto nel 2015 con l'area di crisi complessa.
Abbiamo prontamente scritto all'assessore Di Berardino di questa novità, la zona ZES (zona economica speciale) chiedendogli se anche noi possiamo usufruire di questo strumento. Ad oggi non abbiamo avuto risposte.
Forse si tratta di studiare una rielaborazione di questo strumento (già bocciato più volte) che renda utilizzabili le agevolazioni della ZES non solo nelle zone colpite da calamità naturale, ma anche in quelle caratterizzate da perdurante condizione di disagio sociale e da carenza di occupazione, nonché da desertificazione industriale.

La nostra storia sembra destinata ripetersi.

Vorrei sempre ricordarvi che se la nostra area di crisi complessa non è attrattiva e virtuosa, dipende maggiormente dai disoccupati che non fanno abbastanza nel chiedere alle istituzioni TUTTE di svolgere il proprio lavoro, ossia proteggere il proprio territorio e non il proprio orticello.

La delusione che ci procura la mancanza di ogni iniziativa per l’avvio delle cosiddette “POLITICHE ATTIVE” è angosciante perché ci priva di ogni prospettiva futura. Ci lascia in un limbo senza speranza.

Si dice sempre che di denaro per le politiche attive ce n'è tantissimo, ma ora non è questa la sede per ripetere l’ennesimo elenco. Quello che manca è una volontà politica che diventi irreversibile iniziativa che pensi e progetti un futuro per il proprio territorio.

Crediamo che non esista un territorio in Italia più dimenticato e se volete più tradito dai suoi eletti come il frusinate. Non é una bestemmia, è la constatazione della mancanza di guida e di cura in cui vivono i cittadini di questa provincia. Basterebbe impegnarsi seriamente per i problemi reali cominciando dalla bonifica della Valle del Sacco, a partire dai 53 milioni di euro a disposizione del territorio e si creerebbero tantissimi posti di lavoro.

Altrove ci si muove diversamente: sono in arrivo 150 milioni di euro in 2 anni, i primi 50 milioni già nel 2020, per le aree di crisi complessa di Taranto, lo prevede un emendamento dei relatori alla manovra corretto da un subemendamento M5S. Previsti anche 100 milioni l’anno per due anni per le agevolazioni per l’attrazione degli investimenti privati sul Mezzogiorno, questi finanziamenti erano dell'area di crisi complessa di Torino, sono stati spostati nell'area di Taranto, perché la politica locale e tutte le istituzioni hanno fatto squadra.

Risulta rifinanziato il Bonus assunzione Sud manovra 2020, (questo bonus è stato conquistato da Vertenza Frusinate quando c'era l'assessore al lavoro Lucia Valente) nel 2017 quando fummo ricevuti in regione: 8060 euro di sgravio per ogni nuova assunzione di disoccupati a tempo indeterminato, anche nel 2020 nelle Regioni: Molise, Campania, Calabria, Abbruzzo, Sicilia, Puglia e Sardegna, ma nel Lazio non si hanno notizie se ancora ancora esiste di questo bonus, avranno spostato pure questo oppure no?

Che fine hanno fatto questi provvedimenti?

L’Italia continua ad essere uno dei maggiori finanziatori del bilancio dell’Unione Europea ma non è in grado di ottenere e spendere adeguatamente le risorse comunitarie, nel 2018 l’Italia ha complessivamente versato nelle casse di Bruxelles la somma di 17 miliardi (con il +23,1 per cento rispetto all’anno precedente), mentre dall’Unione abbiamo ricevuto in totale nel 2018 la somma di 10,1 miliardi. 7 miliardi di euro sono rimasti nelle casse della comunità europea, possibile che i politici del territorio non sono capaci di intercettare quel denaro proveniente dalla comunità europea per la green economy?

Quando noi "TUTTI" riusciremo a capire che, agendo insieme, siamo come un vento potente che riesce a direzionare le bandiere, qualsiasi tipo di colore esse siano, allora saremo molto avanti....

Quando ognuno di noi penserà con la propria testa, abbandonerà l'egoismo, si dedicherà un po' agli altri meno fortunati, uscirà dalle "gabbie mentali" della solita politica e soprattutto non delegherà più nessuno e ci metterà la faccia, saremo molto avanti...

Quando riusciremo a capire che, anche se una persona lavora, non c'è la fa a vivere dignitosamente perché la ricchezza non è distribuita equamente? Sono decenni che è in atto una crescente diseguaglianza sociale, quasi tutta la ricchezza prodotta è andata soltanto al 10% del popolo, mentre il resto e anche la classe media continuano ad arrancare...

 

 

 

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Patron Trotta: “Spero che il 2020 sia l’anno del Ceccano”

Bucciarelli Ianotta 350 minTommaso Cappella, Ufficio stampa Ceccano calcio 1920 - La cena di Natale consumata presso il ristorante “Santina” a Castro dei Volsci, è stata anche l’occasione, oltre che presentare la maglia celebrativa e la lotteria dei cento anni dalla costituzione del Ceccano calcio 1920, anche per tracciare un bilancio di fine anno con il presidente Thomas Iannotta. “Il 2019 è stato un anno molto bello e positivo per i colori rossoblù - sono le sue prime parole – Intanto perché ha coinciso con la splendida vittoria del girone H del campionato di Prima categoria che ci ha consentito di approdare in Promozione, una categoria che più compete al Ceccano, anche se ha conosciuto palcoscenici importanti come la serie D. Ora, nell’immediato, sarà fondamentale mantenere questa categoria, anche se sono convinto che ci riusciremo”.

Il girone di andata sta per concludersi. I risultati sin qui conseguiti non si sono rivelati in linea con il reale valore della squadra?

“Secondo me il Ceccano, in alcune situazioni fuori casa, non ha avuto dalla sua quella buona dose di fortuna che ogni squadra dovrebbe avere. Al 'Popolla' invece ha concesso molto poco e ha fornito prestazioni all’altezza. Per questo sono convinto che, prima o poi, questo trend negativo esterno finirà. In questa finestra autunnale abbiano anche provveduto ad ingaggiare tre di giocatori che potranno rinforzare la rosa e dare una mano per risalire in classifica”.

Il 2020 sarà l’anno delle celebrazioni per il centenario. Lei quindi passerà alla storia come il presidente del centenario. Un motivo in più per essere al vertice di questa gloriosa società?

“Non può non farmi piacere passare alla storia come presidente del centenario. Mi auguro vi sia una grande partecipazione. La dirigenza sta organizzando l’evento, curandolo nei minimi dettagli. Oltre alla maglia celebrativa e alla lotteria, prevediamo anche il coinvolgimento di tante vecchie glorie e inviteremo formazioni giovanili di squadre con cui abbiamo ottimi rapporti. Senza dimenticare il sociale e la solidarietà. Per questo un ruolo fondamentale lo avrà l’associazione 'Altre…Menti' con cui abbiano un protocollo d’intesa volto alla raccolta fondi per aiutare i ragazzi autistici. Questo è un settore fondamentale che tutte le squadre dovrebbero sviluppare”.

Cosa si augura per il futuro?

“Intanto tanta serenità per tutti – conclude il presidente Iannotta – Non posso però non rivolgere ancora una volta l’invito alle istituzioni e agli operatori economici affinché ci siano sempre vicini. Il loro apporto e sostegno è fondamentale perché la squadra di calcio è patrimonio di tutta la città e va aiutata e sostenuta sempre. Infine il mio augurio più sincero va ai nostri meravigliosi tifosi. A loro dico di credere e incitare sempre il Ceccano perché, sono convinto, nel prossimo futuro, possiamo prenderci insieme belle soddisfazioni. Intanto auguro a tutti un felice e prosperoso 2020”.

 

 

 

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Finanziaria 2020 e attese dei disoccupati

vertenzaFrus 18nov19 350 mindi Valentino Bettinelli - Nuova assemblea per il comitato dei disoccupati di Vertenza Frusinate. Come sempre, ad ospitare gli ex lavoratori dell’area di crisi complessa il Salone di Rappresentanza della Provincia di Frosinone. A nome delle parti sociali Anselmo Briganti e Dario D’arcangelis (CGIL) e Pasquale Legnante (CISL).

Al centro della questione, il tema dei fondi necessari per il rifinanziamento degli ammortizzatori nella prossima manovra economica.

Ad aprire il solito Gino Rossi, stoicamente presente nonostante l’infortunio fisico. “Dopo l’incontro con Di Berardino ancora non abbiamo riscontri dai tavoli con sindaci e associazioni datoriali promessi dall’assessore. Le altre regioni sono decisamente più avanti sul tema delle politiche attive”. Rossi continua richiamando le tante parole della politica sui territori con difficoltà e problematiche. “La nostra provincia ha tutti i problemi relativi al lavoro, ma per noi soluzioni non ci sono”. A preoccupare Gino Rossi e tutti i disoccupati l'incognita sul rifinanziamento per il prossimo anno. “Di Berardino disse che la Regione si sarebbe attivata per intercettare sul DEF le clausole di rifinanziamento per il 2020. Le aree di crisi complessa sono cresciute, arrivando a 20 in tutta Italia, creando dunque la necessità di maggiori fondi”.

A portare il suo contributo anche il segretario regionale del PCI, Oreste Della Posta. “Abbiamo avuto un incontro con Claudio Di Berardino per chiarire le questioni drammatiche del nostro territorio. Abbiamo proposto la rivoluzione copernicana per la gestione dei Centri per l’impiego. Riguardo le aree di crisi complessa abbiamo capito che i fondi per il rifinanziamento degli ammortizzatori sono scarsi, se non assenti”. Il segretario Della Posta propone “di andare dai deputati affinché nelle commissioni si impegnino a sostenere il finanziamento delle mobilità in deroga. È il primo passo per vincere questa battaglia. Abbiamo proposto anche una svolta politica, tornando ad avvicinarsi ai più deboli, recuperando fondi da soldi spesi per Nato o missioni all’estero”.

Anche Luigi Carlini partecipa alla discussione. “Come al solito tutti gli invitati politici hanno disertato il nostro incontro, tranne il segretario Della Posta. Altre aree di crisi complessa si stanno già preparando al percepimento di nuove deroghe, mentre nella nostra regione ancora non vengono chiuse le vecchie pratiche. La differenza è la squadra che non c’è tra istituzioni, politica e sindacati. Da noi questa squadra a difesa del territorio manca”.

Anselmo Briganti, a nome delle sigle sindacali, ha parlato per fare chiarezza sulle questioni della mobilità in deroga. “Bisogna parlare con franchezza del tema, prendendo in considerazione il percorso fatto e le carte in ballo. Nella proposta di finanziaria che è in Parlamento c’è la volontà di rifinanziare gli ammortizzatori. È chiaro che è necessario un reperimento di fondi, ma il Sindacato non è un’entità astratta in questa vicenda. Il lavoro che ha permesso il pagamento delle mobilità in tutta Italia, è partito proprio dalle battaglie partite dal nostro territorio”. Briganti continua nel merito. “È necessario capire quanti soldi servono, visti i nuovi numeri della platea, dovuti a pensionamenti o nuovi inserimenti al lavoro. Le regioni avranno a breve in incontro con il governo per fare le dovute valutazioni sulle risorse da mettere in campo. Siamo pronti anche a chiedere delucidazioni urgenti all’Inps riguardo i pagamenti ancora da saldare”.

Continuano i dubbi, dunque, per i disoccupati ciociari, a pochi giorni dalla chiusura dell’anno. L’approvazione della finanziaria è sempre più vicina, ma di certezze sul rifinanziamento per la mobilità in deroga ancora nulla.
Non si può ragionare solo su freddi dati, senza prendere in considerazione le condizioni di chi vive da mesi senza reddito, e che rischia di restare escluso dal lavoro e anche dalla sopravvivenza economica.

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Ceccano 2020

Ceccano 2020 Comunicato - Sono trascorsi altri quattro anni, la legislatura volge al termine e Ceccano è sempre più stretto nella morsa della sua perenne crisi economica,occupazionale ed ambientale, fonte di profondo disagio sociale. Se da un lato riconosciamo che le origini di questa crisi sono lontane e talvolta indipendenti dalla realtà locale, dall'altro possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che in questo periodo si è pesantemente aggravata,causa l'immobilismo e la pochezza dell'attuale amministrazione. La mancanza, anche solo della prospettiva, di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale di questa giunta è alla base del suo fallimento. Il "nè Destra nè Sinistra ma per la gente" alla fine si è rivelato solo propaganda, tanto è vero che oggi si dichiara e si sente orgogliosamente più vicina a Fratelli d'italia ed alle idee sovraniste. Nelle intenzioni dichiara di rappresentare il nuovo, ma nei fatti dimostra di essere nostalgica di vecchie logiche politiche. Sono stati quattro anni di improvvisazione, ambiguità e confusione politica, accompagnati da continue lotte interne contraddistinte da uscite, nuove entrate e rientrate, da dimissioni minacciate e poi ritirate che alla fine hanno prodotto il nulla e forse un bilancio fuori controllo.

E' un dato di fatto che la popolazione tutta e le famiglie che la compongono hanno ulteriormente perso fiducia e certezze, che i giovani continuano a vedersi sfuggire qualsiasi prospettiva di costruire un futuro.In questo particolare contesto e sentendoci corresponsabili dello sviluppo del nostro paese, noi di "Ceccano 2020" abbiamo deciso che è il momento di impegnarsi attivamente per un rinnovamento della politica locale, sopratutto per la costruzione di un diverso modo di amministrare. Un politica rivolta all'interesse comune che aiuti a rasserenare la nostra convivenza civile. Punto di partenza è la condivisione del valore dell'uguaglianza, come principio politico e fattore di aggregazione, da cui poi far discendere il riconoscimento dell'universalità dei diritti politici, civili e sociali; la garanzia di una società laica e multiculturale e non ultimo il presupposto fondamentale alla solidarietà. Abbiamo deciso di aderire e partecipare al progetto "Piattaforma Civica" per la rigenerazione di un grande paese.

Gruppo “Ceccano 2020”
Coordinatori:
Mario Spinelli
Egidio Pizzuti

 

 

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L'Opes vicina a chi ha bisogno, obiettivo Tokio 2020

 EliseoFerrante 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Tra le tante iniziative che sta portando avanti l'Opes provinciale presieduta da Massimetto Armellini, c'è anche il Comitato Italiano Paralimpico-Cip Lazio. In particolare tanti ragazzi disabili svolgono attività calcistica e vengono seguiti da tecnici specializzati presso la struttura di Corso Lazio messa loro a disposizione dall'Opes stessa. Naturalmente tutto questo è possibile grazie anche all'impegno e al lavoro che sta portando avanti Eliseo Ferrante, delegato provinciale del Comitato Italiano Paralimpico-Cip Lazio e da anni in prima linea per creare un vera e propria rete che racchiuda tante discipline sportive. Proprio con lui quindi si fa il punto della situazione in vista dell'avvio di tutta l'attività, in particolare presso l'impianto di Corso Lazio. “Da anni ci stiamo battendo per una vera e propria integrazione che possa vedere impegnati i nostri iscritti nelle varie attività sportive e non solo – esordisce Eliseo Ferrante – In particolare stiamo coinvolgendo varie strutture e amministrazione pubbliche e private per creare un vero e proprio movimento sportivo paralimpico provinciale. Debbo dire comunque con grande soddisfazione che stiamo ottenendo risultati importanti e risposte concrete da parte di molti addetti ai lavori che operano nello sport e non solo. Ci auguriamo che tanti altri si facciano avanti per dare una mano concreta”.

Quali discipline sono maggiormente praticate in provincia di Frosinone?

"La parte del leone naturalmente la fa l'atletica leggera. Ma anche il calcio sta decisamente prendendo piede, come anche le arti marziali e difesa personale, oltre al nuoto. Proprio per questo vorrei ringraziare i gestori della piscina ex Euroclub per la loro collaborazione e disponibilità. La disciplina che per ora si sta decisamente espandendo è lo showdown, praticato dai non vedenti e ipovedenti. Abbiamo molti iscritti destinati ad aumentare nei prossimi mesi"

Particolare attenzione quindi anche al calcio, grazie proprio alla disponibilità concreta dell'Opes?

“Quello con l'organizzazione provinciale presieduta da Massimetto Armellini è un rapporto speciale. Quando gli abbiamo proposto l'attività per i nostri iscritti non ci ha pensato due volte. Si è messo a disposizione immediatamente ed ha concesso l'utilizzo, ogni sabato, dell'impianto di Corso Lazio. Vorrei quindi ringraziarlo pubblicamente, al pari del Frosinone calcio che sta portando avanti tante altre iniziative che ci riguardano. I ragazzi sono seguiti da istruttori qualificati come Laura Tallini, Gerardo Chiappini e Andrea Citarelli”

I vostri progetti e obiettivi futuri?

“Intanto il nostro obiettivo principale è quello di portare qualche nostro atleta alle Paralimpiadi di Tokio 2020. Ma soprattutto chiediamo una maggiore e costante collaborazione con le strutture e i centri sportivi perché si sentano sempre più coinvolti nella pratica sportiva per i disabili. E sin da adesso vogliamo ringraziare tutti, in particolare e soprattutto l'Opes provinciale”.

*giornalista volontario in pensione

 

 

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