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Il Parlamento si occuperà della protesta dei somministrati di Amazon

 

VERTENZE, Dlgs 81 del 2015

Art. 31.Somministrazione di lavoro a tempo indeterminato e determinato

Comitato manifestazione ex lavoratori somministrati Adecco/Amazon Finalmente qualcuno ha portato all’attenzione del Parlamento la somministrati minquestione dei contratti di somministrazione dei lavoratori svantaggiati utilizzati da Amazon, legata alla particolarità dell’articolo 31, comma 2 del decreto legislativo 81 del 2015, che ne permette l’utilizzo precario illimitato. Si tratta di un emendamento di modifica dell’articolo di legge suddetto, presentato nel decreto Sostegni bis, articolo 49 e 49-bis, in materia di lavoro somministrato, dal gruppo PD della Camera, a nome dei deputati Cantone Carla, Viscomi, Mura, Gribaudo, Lacarra e Lepri, in cui si chiede la soppressione del terzo periodo del comma 2, quello che appunto prevede l’utilizzo illimitato dei lavoratori svantaggiati, sostituendolo con un nuovo periodo che prevede anche in questo caso un tetto di utilizzo fino al 50%. Cosa comporterebbe tale cambiamento? Nello specifico, esamineremo le possibili conseguenze solo per Amazon e non per ulteriori aziende di cui al momento non conosciamo i contratti lavorativi esistenti. Nella norma attuale l’utilizzo di somministrazione a tempo determinato prevede un tetto massimo del 30% rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato dell’azienda e consente un uso illimitato della somministrazione nel caso dei lavoratori svantaggiati e delle altre tipologie di lavoratori previste, cosa che Amazon ha sfruttato per usufruire proprio del precariato usa e getta di migliaia di lavoratori svantaggiati esclusi dal tetto e appositamente selezionati dalle agenzie per il lavoro. La nuova modifica lascia intatto il tetto del 30% o meno, se previsto dal contratto, ma consente l’utilizzo dei lavoratori svantaggiati fino comunque a un limite del 50%. Attualmente Amazon, non solo nei cosiddetti periodi di picco, ma in tutti i periodi dell’anno si serve di personale somministrato a tempo determinato con percentuali ben al di sopra del 50% (per il magazzino di Colleferro si stima adesso una percentuale sopra al 200%, mentre nel periodo del dicembre scorso le percentuali superavano addirittura il 1000%). Come reagirebbe Amazon davanti a una simile modifica che gli imporrebbe di poter usufruire solo fino al 50% di lavoratori somministrati a tempo determinato rispetto ai propri dipendenti a tempo indeterminato? Al di là di ulteriori escamotage trovati dall’azienda, l’ipotesi più ottimistica potrebbe lasciar supporre l’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato effettuabile da Amazon, dato che finora ha basato la sua forza lavoro soprattutto sul personale somministrato a tempo determinato, e quindi si troverebbe improvvisamente costretta ad aumentare i propri dipendenti stabili pur mantenendo una percentuale di lavoratori somministrati a tempo determinato molto inferiore a quanto ha fatto e fa adesso. Nelle note negative, bisogna purtroppo dire che la modifica di legge abbassa evidentemente il numero di somministrati precari usa e getta di cui può fornirsi l’azienda, ma non incide in alcun modo sul turnover esasperato a cui ricorre Amazon, con contratti da 1 a 3 mesi e con ricambi continui di nuovo personale somministrato precario in sostituzione di quelli mandati via dopo pochi mesi. Quindi, sì, è effettivamente un passo in avanti, ma non completamente risolutivo del problema del precariato dentro Amazon. Di seguito si elencano il comma 2 della legge attuale e la versione modificata dall’emendamento (in rosso la parte soppressa e in blu quella eventualmente sostituita dall’emendamento):

Comma 2 attuale
Salva diversa previsione dei contratti collettivi applicati dall'utilizzatore e fermo restando il limite disposto dall'articolo 23, il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l'utilizzatore al 1° gennaio dell'anno di stipulazione dei predetti contratti, con arrotondamento del decimale all'unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5. Nel caso di inizio dell'attività nel corso dell'anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento della stipulazione del contratto di somministrazione di lavoro. E' in ogni caso esente da limiti quantitativi la somministrazione a tempo determinato di lavoratori di cui all'articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, di soggetti disoccupati che godono da almeno sei mesi di trattamenti di disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali e di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati ai sensi dei numeri 4) e 99) dell'articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, come individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Nuovo Comma 2 (modificato dall’emendamento)
Salva diversa previsione dei contratti collettivi applicati dall'utilizzatore e fermo restando il limite disposto dall'articolo 23, il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l'utilizzatore al 1° gennaio dell'anno di stipulazione dei predetti contratti, con arrotondamento del decimale all'unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5. Nel caso di inizio dell'attività nel corso dell'anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento della stipulazione del contratto di somministrazione di lavoro. Detti limiti quantitativi possono essere superati nel caso di utilizzo di somministrazione a tempo determinato di lavoratori di cui all'articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, di soggetti disoccupati che godono da almeno sei mesi di trattamenti di disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali e di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati ai sensi dei numeri 4) e 99) dell'articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, come individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, comunque non oltre la percentuale del 50 per cento.

 

Comitato manifestazione
ex lavoratori somministrati
Adecco/Amazon di Colleferro
(, tel. 3294742806)

 

 

 

 

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USB: "Sosteniamo i lavoratori Amazon"

USB. Sindacati

L'occasione di rilancio si è rivelata ben altro. L’intero territorio si schieri fattivamente a sostegno della vertenza

usb350 260AI CITTADINI, ALLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI, POLITICHE, SINDACALI, ALLE ASSOCIAZIONI E AI COMITATI DEL TERRITORIO
Quando, a Colleferro (RM), è arrivata la notizia dell’apertura del nuovo Hub Amazon, questa è stata presentata come un’occasione di rilancio, in grado di generare un notevole incremento di posti di lavoro.

I fatti, però, si sono rivelati ben altri.
Infatti, le accurate ed estenuanti selezioni - durate mesi - cui sono stati sottoposti gli aspiranti lavoratori, per essere giudicati “degni” di accedere nei capannoni della multinazionale che per logo ha un sorriso, si sono risolte quasi esclusivamente in contratti di somministrazione a termine, stipulati con l’agenzia ADECCO.

Quando questi contratti sono scaduti, senza nessuna spiegazione, senza alcuna plausibile motivazione, semplicemente non sono stati rinnovati e sono stati sostituiti con contratti stipulati con altri aspiranti e fiduciosi lavoratori.
Insomma, quel sorriso si è rivelato il ghigno di chi lucra, fa guadagni stratosferici sfruttando senza ritegno chi lavora per lui.
In questo girone dantesco in meno di un anno sono già finiti circa duemila persone, accuratamente scelte tra le categorie giudicate svantaggiate ed in particolare con un fardello di disoccupazione lungo.
Questo non è avvenuto per una sorta di politica sociale, ma per aggirare i limiti previsti dalla legge, che stabilisce come il personale somministrato possa essere, al massimo, il 30% del totale dei lavoratori assunti.
Questo limite può essere superato assumendo – come fa Amazon – lavoratori svantaggiati, ma, certamente, non per rovesciarne il senso e le proporzioni.

Quando i lavoratori somministrati rappresentano l’80% della forza lavoro e quelli assunti direttamente da Amazon un misero 20% la realtà supera la più fervida fantasia.
Lunedì 10 maggio un primo gruppo di questi “ex lavoratori” AMAZON ha deciso di non accettare passivamente tutto questo ed ha organizzato dei presidi, prima dinanzi all’Hub Amazon, poi di fronte agli uffici di Colleferro dell’Adecco e, infine, davanti al palazzo comunale di Colleferro.

A questa iniziativa era presente l’USB, che ha ricevuto dai lavoratori il mandato per organizzare il proseguo della vertenza.
Ora, questo appello nasce dalla consapevolezza che non può essere la sola determinazione dei lavoratori ad ottenere che questa multinazionale modifichi la propria politica ed è necessario che l’intero territorio si schieri fattivamente a sostegno della vertenza, in modo che la regione Lazio, prima, ed il ministero, poi, istituiscano un tavolo con cui porre Amazon di fronte alle proprie responsabilità.

Una vertenza che riguarda, non solo i lavoratori già esclusi, ma anche coloro che in questo momento vengono spremuti comeUsb slang 350 min limoni nella remota speranza, non di essere stabilizzati, ma di avere almeno una proroga del contratto di somministrazione.
Infatti, le “promesse” che Amazon ha fatto, “disturbata” dalla protesta degli ex lavoratori, se rispettate – ma non c’è alcuna certezza neanche su questo -, porterebbero alla stabilizzazione di una quota ridicola di coloro che sono oggi al lavoro nell’Hub di Colleferro.

Facciamo, dunque, appello ai cittadini, alle organizzazioni sociali, politiche, sindacali, alle associazioni ed ai comitati del territorio, perché facciano sentire la propria voce, a cominciare dalla partecipazione all’Assemblea che si terrà mercoledì 26 maggio a Colleferro, in piazza Italia alle ore 16.00, in contemporanea con l’incontro nell’Aula del Consiglio Comunale cui sono stati invitati i sindaci dei Comuni del bacino, il Presidente della Regione Lazio e l’assessore al lavoro della regione Lazio.

 

 

 

 

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L’importanza di chiamarsi Enrico

CRONACHE&COMMENTI

La riunificazione della sinistra è inseparabile dalla sua rifondazione

di Aldo Pirone
ScioperoAmazon 350 minOggi scioperano per la prima volta i lavoratori di Amazon. Quarantamila persone fra driver, magazzinieri e altri addetti. Non sono tanti, ma rappresentano uno spezzone importante della new economy e dei nuovi lavori che essa produce. Contemporaneamente stamane su “La Stampa” di Torino Enrico Letta, intervistato da Stefano Tamburini, tra tante altre cose dice qual è uno degli obiettivi fondamentali del suo Pd: “Vogliamo unire la sinistra e lavorare a un discorso comune con i Cinque stelle”. Qualcuno si chiederà quale nesso possa esserci fra le due cose. C’è, eccome! Vediamo perché.

Per la prima volta, se non erro – non l’aveva fatto nel discorso di investitura - il neoeletto segretario del Pd parla di “unire la sinistra” per un’alleanza più vasta. E qui bisogna intanto distinguere e diradare un po’ di confusione che molte volte si fa. Un conto è la sinistra e un conto è un più vasto fronte progressista. Il campo della sinistra è assai frastagliato non solo a livello politico ma anche a livello dell’ampio associazionismo di sinistra e progressista, laico e cattolico, presente nella società civile. Un fronte progressista largo che vada anche oltre se stesso se necessario, raccogliendo come alleate forze centriste e moderate nella sfida con la destra nazionalista e xenofoba, non può coagularsi senza avere dentro di sé come motore propulsivo un grande partito della sinistra. Plurale ed ecologista quanto si voglia, ma di sinistra. E un partito di sinistra ha nel lavoro, anzi, per non essere equivoci, nei lavoratori e nelle lavoratrici il suo fondamento principale. Su questo tema Enrico Letta e il suo Pd risultano, a dir poco, insufficienti. I dem lo sono fin dalla nascita. L’equivoco strutturale del Pd è che dentro di sé non solo ha orientamenti di sinistra ma anche liberal democratici per nulla secondari. Letta intende rompere questo equivoco? Non basta parlare di giovani e donne, di ecologia e ius soli ecc. Tutte cose sacrosante, per carità, ma sul precariato che proposte concrete fa qui e ora?

I lavoratori di Amazon sono solo un piccolo segmento, ma significativo, dell’attuale mondo dei lavoratori. La rivoluzione tecnologica con la sua permanente progressione ha cambiato e cambia questo mondo. Rispetto all’era fordista della concentrazione operaia in grandi fabbriche tutto è mutato e il treno del lavoro si è di molto allungato. Va dai lavoratori dei vagoni di testa che hanno a che fare con l’intelligenza artificiale a quelli nei vagoni successivi che sono continuamente sottoposti, negli uffici e nelle aziende pubbliche e private, agli effetti della rivoluzione tecnologica e robotica. Insieme ad essi vi sono poi nuovi mestieri e professioni che nascono dal rivolgimento tecnologico che attraversa tutta la filiera dei lavori della new economy: Amazon per esempio. Poi vengono quelli che rimangono confinati nei lavori a bassa qualifica fino ai raccoglitori stagionali nelle campagne. Accanto a tutti costoro i lavoratori e le lavoratrici precari, sia ad alta che bassa qualifica, un vero e proprio nuovo proletariato senza certezze per il domani e con scarsi diritti, sottoposto quotidianamente a ogni ricatto e a ogni sopruso padronale. Stanno tutti nei vagoni di coda. Che cosa direbbe a tutti costoro un partito nuovo della e di sinistra? Come intenderebbe organizzarli nel paese? Come assumerebbe i loro problemi e quali proposte concrete avanzerebbe per risolverli? Per esempio: vanno bene le 48 forme di rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato? Vogliamo dargli una sforbiciatina?

La riunificazione della sinistra è inseparabile dalla sua rifondazione e quest’ultima non è separabile da una nuova forma organizzativa che includa organicamente nel soggetto politico la rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici insieme a tutte le altre forze dell’associazionismo di sinistra. Quando si parla di sinistra plurale di solito, ci si riferisce a orientamenti e sensibilità politiche diverse, mai al pluralismo sociale di lavoratori e lavoratrici dipendenti che essa dovrebbe organicamente rappresentare riunificandoli a livello politico. Certo nella società attuale i lavoratori dipendenti non sono l’alfa e l’omega di un moderno partito di sinistra. Per la verità, nei fatti non lo erano manco nel Pci. Ma da qui a non essere nulla o quasi, ce ne corre. Perché questo è successo – esplicitamente con Renzi - quando al posto di Di Vittorio e di Buozzi si sono messi Marchionne e Agnelli.

Letta confida di aver particolarmente gradito un augurio. “Un compagno di una vecchia sezione del Pci mi ha detto: ‘Ricordati che ti chiami Enrico’ “. Ma per ricordarlo bene oggi Letta dovrebbe andare a un presidio dei lavoratori di Amazon a dare la sua solidarietà.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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Amazon Colleferro si comunica

Amazon comunica Amazon Colleferro

Il centro di distribuzione Amazon di Colleferro è ufficialmente operativo

amazonfoto 1 390 minIl nuovo sito logistico situato a Colleferro, nella città metropolitana di Roma, rappresenta il sesto centro di distribuzione aperto da Amazon in Italia e oggi ha stoccato il suo primo prodotto, una confezione di capsule per caffè.

Nel nuovo sito Amazon creerà 500 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato entro tre anni dall’apertura.

Roma, 5 ottobre 2020 – Da oggi il nuovo centro di distribuzione Amazon di Colleferro, nella città metropolitana di Roma, è ufficialmente operativo. Il magazzino rappresenta il sesto centro di distribuzione aperto da Amazon in Italia e si unisce ai siti di Castel San Giovanni (PC), Passo Corese (RI), Vercelli, Torrazza Piemonte (TO) e Castelguglielmo-San Bellino (RO), quest’ultimo inaugurato lo scorso 21 settembre. Con il lancio di questo nuovo centro di distribuzione, insieme a quello situato in provincia di Rovigo, Amazon ha investito ulteriori 140 milioni di euro in Italia, che si vanno ad aggiungere ai 5.8 miliardi già investiti nel Paese a partire dal suo arrivo nel 2010. All’interno del sito, l’azienda creerà 500 posti di lavoro a tempo indeterminato entro tre anni dall’apertura.

Il nuovo centro di distribuzione ha stoccato oggi il suo primo prodotto: una confezione di capsule per caffè.

Con questa nuova apertura, Amazon espande ulteriormente la sua rete logistica per far fronte alla domanda crescente di ordini da parte dei clienti, ampliare l’offerta di prodotti e supportare al meglio le piccole e medie imprese che vendono su Amazon.it e si appoggiano al servizio “Logistica di Amazon”. Quest’ultimo permette alle aziende che ne usufruiscono di affidare ad Amazon la gestione degli ordini.

“A dieci anni dall’arrivo di Amazon in Italia, siamo felici di iniziare questa avventura nel nuovo centro di distribuzione di Colleferro che si accinge ad entrare a far parte della nostra rete logistica nel Paese. A partire da oggi potremo contare su un nuovo magazzino all’avanguardia che ci aiuterà a continuare a fornire il miglior servizio possibile ai nostri clienti” ha commentato Stefano Perego, Vice Presidente Amazon Operations per l’Europa. “Continueremo a lavorare a stretto contatto con le autorità locali, assicurandoci di servire al meglio i clienti e, al tempo stesso, di tutelare la salute dei nostri dipendenti come fatto sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria che abbiamo affrontato nei mesi scorsi e che non si è ancora conclusa. Abbiamo inoltre implementato proattivamente numerose misure e modificato oltre 150 processi per salvaguardare la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti: abbiamo incrementato la pulizia di tutti i siti, introdotto il distanziamento di due metri, richiesto ai corrieri di restare a distanza dai clienti durante le consegne. Solo in Italia abbiamo ordinato 131 milioni di unità di disinfettante per mani, 14.8 milioni di paia di guanti, 5 milioni di mascherine, visiere protettive e altre protezioni per naso e bocca, e 12.7 milioni di confezioni di salviette disinfettanti. Per maggiori informazioni in merito a tutte le misure che abbiamo implementato nella nostra rete logistica, vi invitiamo a consultare il sito web dedicato”.

Il centro di distribuzione è una struttura sostenibile, che integra sistemi per il risparmio energetico riducendo l’impronta ambientale grazie a ridotti livelli di emissioni. In fase di costruzione sono stati applicati principi di sostenibilità e soluzioni all’avanguardia in questa direzione, come l’installazione di pannelli solari per una potenza totale installata di 2 MW, sistemi per la riduzione

dei consumi energetici, luci a LED per l’illuminazione, un impianto per il raffreddamento e il riscaldamento degli ambienti con recupero di energia, fornitura di acqua calda senza l’utilizzo di gas metano, serramenti e materiali per le coperture che favoriscono l’isolamento termico.
L’intero edificio è gestito dal BMS, un sistema che permette una gestione intelligente dell’utilizzo e della manutenzioneAmazon carrelli 360 min dell’immobile. L’edificio è stato costruito con l’obiettivo di conseguire la certificazione BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method), ottenendo la valutazione “Very Good”. Per preservare l’equilibrio e la biodiversità del territorio, saranno realizzate aree verdi e spazi alberati adeguatamente progettati nell’armonia dell’insieme. È inoltre in corso di definizione un progetto all’interno delle aree verdi per l’insediamento di una decina di asini finalizzati a attività di pet therapy rivolte ai dipendenti e a tutta la comunità. Inoltre, sarà creato un frutteto con diverse specie locali.

“Accogliamo positivamente la scelta di Amazon di continuare a investire in Italia. Questa nuova ulteriore apertura conferma la capacità del nostro Paese, e in questo caso del Lazio, di attrarre importanti investimenti per creare condizioni positive per lo sviluppo e la crescita del territorio” ha dichiarato Francesca Puglisi, Sottosegretaria di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. "Oltre al positivo impatto economico - ha sottolineato la Sottosegretaria - siamo consapevoli che Amazon è un partner strategico non solo per gli importanti risvolti occupazionali sul territorio e per il contributo che darà al sistema delle pmi locali, ma anche perché ci consente di cogliere le opportunità di un settore oggi fondamentale come quello dell’e-commerce”.

“L’apertura di questo nuovo centro logistico di Amazon conferma il Lazio come polo competitivo per le aziende e per lo sviluppo. La Regione è impegnata con programmi specifici per riaccendere i motori del sistema economico e per attrarre nuove imprese che portano lavoro e nuove opportunità di crescita nei nostri territori” – ha dichiarato Daniele Leodori, Vice Presidente della Regione Lazio. “Gli investimenti di miliardi che sono in campo hanno come priorità migliorare le reti sia digitali che di collegamenti, ma anche la lotta alla burocrazia per chi fa impresa. Benvenuto, dunque, ad Amazon, con l’auspicio che l’insediamento di Colleferro sarà un altro hub di rilancio per nuova occupazione e per un indotto che farà crescere l’area della Capitale e il Lazio”.

“Sono lieto di poter dare ufficialmente il benevenuto ad Amazon nella nostra Colleferro e sono felice che un’azienda di questo calibro abbia scelto il nostro territorio per insediare un nuovo, importante e innovativo hub logistico. Un investimento quello di Amazon che si è concretizzato rapidamente dopo la scelta di chiudere la discarica e che, sono certo, altrettano rapidamente potrà garantire un nuovo slancio in termini occupazionali e di indotto alla nostra comunità e alle aree circostanti, colpite da tempo da una profonda crisi economica, ambientale e sociale” - ha dichiarato Pierluigi Sanna, Sindaco di Colleferro. “Vorrei anche sottolineare che questo progetto rientra pienamente nel nostro impegno di incoraggiare stabilmenti produttivi che oltre a portare benessere economico e sociale, rispettano l’ambiente, sono compatibili con il nostro territorio e ci consentono di mantenere nel tempo la nostra identità di comunità operaia e operosa”.

“La collaborazione tra territorio, amministrazioni, investitore e operatore ha funzionato pienamente: grazie alla fiducia tra gli attori, il rispetto delle regole sanitaria, la determinazione di tutti, siamo riusciti a portare a termine una delle operazioni industriali più ambiziose degli ultimi anni in Italia” – ha dichiarato Eric Veroni, General Manager di Vailog.

Amazon è da sempre molto attenta alle comunità in cui opera. Attraverso i suoi programmi a sostegno della comunità, vengono supportate le scuole, gli ospedali e le associazioni no profit locali sulla base delle segnalazioni ricevute dalla comunità stessa e dai propri dipendenti. In occasione dell’apertura di questo centro di distribuzione, è stato avviato un nuovo progetto rivolto alle Scuole Media L. Da Vinci e G. Mazzini di Colleferro per sostenere lo sviluppo delle competenze digitali di insegnanti e studenti, sempre più importanti nel mondo del lavoro di oggi. Il progetto prevede la possibilità per alcuni docenti di partecipare a un corso di formazione online di quattro ore dedicato al Creative Coding Toolkit di Amazon, una piattaforma pensata per insegnare ai più giovani, in modo facile e intuitivo, gli elementi essenziali del linguaggio di programmazione informatica. Ragazzi e insegnanti potranno così lavorare insieme, in classe o a distanza, allo sviluppo e alla creazione di progetti digitali in diverse discipline, dalla matematica all’arte, dalla scienza alla storia.

Nel Lazio, lo stabilimento si aggiunge ai centri logistici Amazon già presenti, in cui l’azienda ha creato oltre 1.400 posti di lavoroAmazon ambienti lavoro 5 360 min a tempo indeterminato: un centro di distribuzione a Passo Corese (RI), tre depositi di smistamento a Roma Magliana, Roma Settecamini e Pomezia (RM), e un centro di distribuzione urbano Prime Now a Roma. I salari dei dipendenti di Amazon sono tra più alti del settore della logistica e sono inclusi benefit come gli sconti per gli acquisti su Amazon.it e l’assicurazione medica. Amazon offre inoltre opportunità innovative ai propri dipendenti come il programma Career Choice, che copre per quattro anni fino al 95% dei costi della retta e dei libri per corsi di formazione scelti dal personale.

Investimenti in Italia
Dal suo arrivo in Italia nel 2010, Amazon ha investito oltre 5,8 miliardi di euro creando oltre 6.900 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato a cui si aggiungeranno altri 1.600 posti di lavoro entro la fine dell’anno, raggiungendo un totale di oltre 8.500 dipendenti impiegati in oltre 25 siti in tutto il Paese. Solo nel 2020, l’azienda ha annunciato l’apertura di due nuovi centri di distribuzione a Castelguglielmo/San Bellino (provincia di Rovigo) e Colleferro (provincia di Roma), mentre nel corso dei due anni precedenti Amazon ha aperto vari centri e depositi di smistamento in tutta la Penisola. Per servire i clienti Amazon Prime Now, l’azienda ha inoltre aperto due centri di distribuzione urbani a Milano e Roma.

Oltre agli investimenti effettuati nella rete logistica, nel 2013 Amazon ha inaugurato il Customer Service di Cagliari e gli uffici corporate di Milano che, nel 2017, sono stati trasferiti in un edificio di 17.500 metri quadri nel quartiere emergente di Porta Nuova. L’azienda ha inoltre aperto a Torino un centro di sviluppo per la ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterà la tecnologia utilizzata per l’assistente vocale Alexa.

Oltre ai nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato che l’azienda continua a creare, Amazon supporta imprenditori e chiunque intenda avviare un’attività in proprio, digitalizzare un’attività già esistente, oppure espandere il proprio business attraverso vari programmi: utilizzando il marketplace per la vendita o affidandosi alla rete logistica di Amazon per lo stoccaggio e la consegna dei prodotti con FBA (Fulfillment by Amazon – Logistica di Amazon). Le imprese italiane che vendono i propri prodotti su Amazon.it hanno creato oltre 25.000 posti di lavoro e nel 2019 hanno superato € 500 milioni in export.

 

Amazon
Amazon è guidata da quattro principi: ossessione per il cliente piuttosto che attenzione alla concorrenza, passione per l’innovazione, impegno per un’eccellenza operativa e visione a lungo termine. Le recensioni dei clienti, lo shopping 1-Click, le raccomandazioni personalizzate, Prime, Logistica di Amazon, AWS, Kindle Direct Publishing, Kindle, i tablet Fire, Fire TV, Amazon Echo e Alexa sono alcuni dei prodotti e dei servizi introdotti da Amazon. Per maggiori informazioni visitate: www.amazon.com/about e seguite @AmazonNewsItaly.

 

Amazon Press Office
Lifonti & Company
Michele Salandini Laura Bellisario Michela Madau
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Amazon. Il Centro di stoccaggio a Colleferro

 Amazon Colleferro con i nostri occhi

Work hard. Have fun. Make history: Lavora duro. Divertiti. Fai la storia.

di Ina Camilli
Amazon ambienti lavoro 6 con logo 370 minLunedì 5 ottobre 2020 Amazon ha inaugurato il suo Centro di stoccaggio a Colleferro e ha invitato la stampa a visitare il Polo logistico. Ovvi i motivi di questa apertura verso l’esterno da parte di una importante multinazionale del profitto, in contrasto con la chiusura ermetica del Comune ospitante, dove il dibattito pubblico, in aula consigliare e nelle piazze, non è mai cominciato.

Dalla primavera dello scorso anno, da Contrada Fontana degli Angeli, a pochi passi da colle Rampo, abbiamo seguito dall’esterno quello che avveniva: abbiamo visto arrivare la prima ruspa e uscire, oggi, l’ultima macchina di rappresentanza delle Istituzioni nazionali, regionali e locali.

Lunedì è stata la nostra prima volta dall’interno: non potevamo mancare e vogliamo raccontarla con l’intento di fornire su questa operazione “trasparenza” un punto di vista non solo su Amazon ma sul tormentato contesto sociopolitico.

Perché aprire a Colleferro, a fianco della discarica di colle Fagiolara, che era ed è aperta? Uno dei motivi è il casello autostradale Roma-Napoli – sicuramente da ampliare a breve – che dista dal Polo logistico circa 2 km e dall’aeroporto internazionale di Fiumicino poco più di mezz’ora.

L’ingresso in Amazon avviene percorrendo la via Palianese, dove è aperto un cantiere per la realizzazione di una nuova rotonda dedicata al traffico dell’hub. Una infrastruttura pubblica, un costo per la collettività, un “regalo” della politica per incoraggiare gli imprenditori ad investire.

Qui, in viale Perfumo si fronteggiano quattro realtà molto diversificate: la comunità scolastica dell’IPIA, con un piazzale eAmazon ambienti lavoro 5 360 min recinzioni che mostrano i segni del tempo, la discarica, dove si stanno eseguendo lavori per una possibile e probabile prosecuzione dell’attività, gli operatori economici dello SLOI-SLIM, che vivono di discrezione, e poi Amazon, l’eccesso, la vistosità, l’insegna gigantesca, i grandi spazi, tutto finalizzato al controllo minuto e al ritorno economico di ogni singoli movimento. Esattamente il contrario dell’estro, dell’improvvisazione, dell’ingegno e dell’arte di arrangiarsi tutta italiana.

L’inaugurazione del colosso non ha modificato i costumi e il livello di decoro locale: la strada si presenta indecorosa, un po' ovunque si vedono rifiuti e sporcizia. La strada non è stata pulita neanche per far bella figura con Jeff Bezos e con le Autorità presenti: un rappresentante del Governo, il Vicepresidente della Regione Lazio, Leodori, e il Sindaco di Colleferro Sanna, ognuno munito di forbici per il taglio del tricolore.

Alla rotonda in costruzione imbocchiamo viale Perfumo, che conduce ad Amazon: ampia, appena asfaltata, con una nuova segnaletica, perfetta. Possiamo immaginare di trovarci a Seattle. Poi un momento di esitazione quando entriamo nella prima curva, la traiettoria cambia in modo inaspettato, non è perfetta. L’azienda americana si trova pur sempre in Italia e ci sentiamo subito a casa.

L’attenzione vira sulla seconda rotatoria, con tanti addetti a dirigere il traffico, e sull’imponenza dei lunghi e degli alti capannoni costruiti dal cantiere Vailog su 51 ettari: l’espansione edilizia è stata di 115mila metri quadri coperti. Forse l’unico hub che ha portato a spianare un rilievo: colle Quartaccio da 269 metri slm è stato portato a zero.

Al suo posto c’è un enorme parcheggio di asfalto e decine di lamiere di macchine: a regime i posti auto sono 781, 14 per bus, 143 per camion e un’area per la sosta contemporanea di 26 Tir. Svettano due enormi cisterne, ben visibili, rifornite dal Comune di Colleferro e in parte riempite con acqua piovana.

Lasciamo il parcheggio e veniamo accolti con puntualità e professionalità. Poi, come di rito, seguono i controlli per il rilascio del badge, mascherina, gel, documenti di identità. Distanziamento, breve presentazione e inizio del tour.

In Amazon, ci dicono, non ci sono gerarchie tra lavoratori e dirigenti, non ci sono trattamenti diversi tra i vari livelli professionali. Tutto il contrario del tradizionale modello burocratico aziendale italiano, ma quello americano non è automaticamente sinonimo di rispetto e di uguaglianza tra lavoratori. Può anche essere un mezzo per rendere più accettabili i comandi e i controlli del supervisore.

Attualmente vi lavorano 200 addetti per diventare 500 entro tre anni, l’80% sarà selezionato, anche con il supporto di agenzie del lavoro, tra i residenti entro 20 km dall’hinterland, con contratto a tempo indeterminato.

Nessuna possibilità dunque per i lavoratori di vertenza Frusinate o comunque per la ciociaria, troppo lontane, occhio alle false promesse.

Qualche dubbio sorge per il fatto che la piattaforma vive di stagionalità, come il periodo natalizio, e questo potrebbeAmazon mensa 360 min incrementare il precariato a danno del lavoro indeterminato.

La sicurezza dei lavoratori è una priorità per Amazon: i vertici sanno che il “sistema” è molto criticato e non gode sempre di buona stampa, motivo per cui i giornalistici oggi si trovano qui.

Il primo locale che attraversiamo è la mensa aziendale (sembra piuttosto una mensa scolastica) e il costo rientra tra i benefit previsti dall’azienda.

Siamo accompagnati dal Direttore del sito, affabile e cordiale. Intorno c’è molto rumore, ovviamente non ci sono finestre, tutto è illuminato a giorno. Ci mostra i carrelli, i muletti, gli enormi scaffali ancora vuoti, dimensionati in base alla grandezza della merce; oggi ci sono solo confezioni di capsule per il caffè.

Vuole farci comprendere il funzionamento del magazzino e lo fa con precisione e puntualità. Ci tiene a sottolineare che la società ha investito 140 milioni di euro in un’ottica di sostenibilità ambientale. Probabilmente il concetto è tutto americano, perché la realizzazione di Amazon condiziona la biodiversità del vicino Parco naturale La Selva di Paliano. Per costruire l’hub è stato eliminato il rilievo tra colle Quartaccio e colle Rampo, sono scomparsi sotto il cemento il pozzo e la sorgente perenne. E’ stato ricoperto anche il laghetto artificiale, dove ora c’è un enorme piazzale, con un sottosuolo ricco di acqua.

Ci dicono che l’energia fotovoltaica contribuisce per il 20 per cento, non molto per una struttura che viene presentata come un esempio virtuoso di sostenibilità ambientale.

Sotto il profilo urbanistico lo sbancamento è avvenuto senza passare per la valutazione di impatto ambientale e la valutazione strategica ambientale ma con una semplice licenza edilizia comunale.

C’è un’enfasi non suffragata dai fatti sull’efficienza energetica, sulla sostenibilità ambientale, sulle prospettive occupazionali, sulla qualità dell’investimento e sul rilancio del territorio.

A Colleferro siamo passati dalla “combinata”, la tuta blu che negli anni ’60 indossavano gli operai della Snia-BPD, ai gilet gialli di Amazon, con una operazione spregiudicata e non ancorata a fattori storici ma dettata dallo spirito paternalistico e padronale (un esempio sono le donazioni, le giornate di volontariato, ecc.) con cui viene gestito il rapporto di lavoro e di sfruttamento delle risorse e del territorio.

Del nostro passato e della identità operaia si è impossessato, con una retorica puerile, la politica locale per restituire dignità aAmazon gilet gialli 2 380 min buon mercato ad una città che molto ha dato e molto ha pagato, senza una vera e approfondita analisi sociale di quel passato storico. La stessa Amministrazione comunale di Colleferro che con disinvoltura decreta la fine del parco La Selva di Paliano e contemporaneamente si erge a difesa del Castello vecchio cerca di nascondere il prezzo che la comunità paga – in termini ambientali, sanitari, di qualità della vita, di sostenibilità, di dignità del lavoro, di ricadute negative sul commercio e sul tessuto economico locale - con Amazon e con il potenziamento del Polo logistico.

L’unico suo vero obiettivo è evitare di dare spazio al conflitto ambientale e sfidare l’ultimo pilatro di resistenza di un comitato locale.

Il bisogno di lavoro di giovani e meno giovani viene politicamente utilizzato per rendere accettabile un sistema economico e un modello produttivo che spoglia il tessuto sociale: qui arriva l’eco di un colosso che paga l’Iva in misura ridotta, gode di benefici fiscali, sopporta minori oneri di urbanizzazione e si fa portatore, tramite le Amministrazioni comunali, di un falso progetto di valorizzazione del territorio. Quando avrà azzerato concorrenti e fornitori potrà decidere il prezzo di milioni di prodotti e scompariranno tanti posti di lavoro.

Un’ultima nota di stile e di etica professionale, che non è stata rispettata. L’Ufficio stampa di Amazon da Milano, di concerto con le Segreterie politiche da Roma, hanno gestito la visita istituzionale delle Autorità, escludendo proprio i giornalisti che quotidianamente sono nel territorio, riservando loro solo la visita del Centro, da decantare in versi lirici.

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Covid 19. Contagi all'Amazon di Passo Corese

  • Pubblicato in Partiti

Il contagio sul lavoro

dipendentiAmazon 350 minRieti. Fara Sabina. Alla Amazon di Passo Corese, siamo al secondo lavoratore positivo al covid-19. Giuste le denunce PCI.

Neppure due settimane fa, su sollecitazione e informazione di lavoratori della Amazon di Passo Corese, il PCI additava la drammatica realtà. Oggi, come dice il segretario della sezione comunista di Fara Sabina, Marco Sgavicchia: “Purtroppo e con dolore apprendiamo la notizia del secondo caso di positività al virus tra i lavoratori Amazon di Passo Corese. Nei giorni scorsi da più parti si erano levati, pressoché inascoltati, gli allarmi per una situazione di insita pericolosità.

Mentre ai cittadini veniva, giustamente, chiesto di rispettare le precauzioni di distanziamento e profilassi. Mentre i cittadini a migliaia, in tutto il territorio nazionale, venivano sanzionati, ancora giustamente, per non aver rispettato le predette disposizioni.

Mentre tutto ciò accadeva, per i lavoratori Amazon, queste precauzioni, questa giusta profilassi, non veniva applicata! O,Bandiera pci 350 260 almeno, non appieno! Tutto questo per il profitto! Tutto questo per prodotti all’ 80% non necessari! – conclude Marco Sgavicchia, ricordando che – intanto che nelle classifiche mondiali dei ricchi, il magnate Bezos viene “incoronato primo” per quantità di miliardi di dollari personali posseduti, qui, nella terrena realtà lavorativa cosa c’è? Tutto questo accade perché le grandi convinzioni, la grande verità, su cui si basa Amazon sono tre: – Profitto! – Profitto ovunque! – Profitto su chiunque! Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori Amazon ed il nostro incondizionato appoggio a tutte le organizzazioni sindacali che tuteleranno la salute e la sicurezza dei lavoratori Amazon.

Il PCI di Fara Sabina aveva denunciato nei giorni scorsi l’assenza di tutela sanitaria alla Amazon di Passo Corese. Ora siamo di fronte all’accaduto. Il segretario del PCI Marco Sgavicchia ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Apprendiamo con dispiacere e con rammarico che un lavoratore di Amazon Passo Corese è risultato positivo al virus. Nei giorni scorsi avevamo sollecitato l’aumento di precauzioni sanitarie perché dei lavoratori ci avevano denunciato le carenze di prevenzione e di profilassi all’interno dei posti di lavoro del colosso Amazon. Evidentemente la nostra voce è rimasta tristemente inascoltata. La ricerca del profitto ha avuto la meglio sulla tutela della salute dei lavoratori. La mancata fornitura ai lavoratori dei dispositivi di prevenzione individuali (guanti e mascherine) e la eccessiva promiscuità, sia nelle postazioni lavorative che nelle file per i servizi igienici e negli spazi destinati alla mensa, sono probabilmente le cause di questa prima positività. Lo avevamo denunciato, ma è servito a poco. Il PCI è una forza di opposizione a questo governo, ma non sfrutta i tristi eventi per operazioni di basso sciacallaggio. Facemmo notare la forte contraddizione tra le aspre misure prese contro chi si faceva una corsetta e la eccessiva leggerezza nella tutela dei lavoratori di Amazon. Facemmo notare che i prodotti distribuiti da Amazon, per circa l’ 80%, non possono essere considerati indispensabili. Le nostre considerazioni non si basano su fake news, atte a raccattare qualche voto. Esse sono la sincera e profonda vicinanza ai lavoratori, ai quali va tutta la nostra solidarietà. Ci auguriamo che vengano finalmente prese le massime precauzioni, almeno ora.”

 

Partito Comunista Italiano - Federazione di Rieti Sezione “Sergio Cecconi” di Fara in Sabina  - 10 aprile 2020

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Amazon di Passo Corese. Manca la sicurezza dei lavoratori

  • Pubblicato in Partiti

Partito Comunista Italiano. Sezione Sergio Cecconi di Fara Sabina (Rieti)

Amazon passocorese 400 minFara Sabina (Rieti). Amazon di Passo Corese. Il PCI denuncia mancata sicurezza sulla pelle dei lavoratori! Autorità intervengano immediatamente.

Un provvedimento sostanzialmente debole è stato assunto in queste ore dal Governo sulla questione salute dei lavoratori, in ore drammatiche che stanno avvolgendo l’Italia e non solo. Poiché non stiamo parlando di una semplice vertenza sindacale da sostenere per una lotta tra padronato e lavoratori, ma, di un diritto costituzionale – quello alla salute – che sta alla base e prima e al di là del rapporto di lavoro, i comunisti ritengono prioritario questa tema sopra ogni altro.

Per questo, Marco Sgavicchia, segretario della sezione PCI di Fara Sabina ha commentato quanto accade alla Amazon di Passo Corese: “Esprimiamo ferma condanna per la condizioni nelle quali versano i lavoratori di Amazon a Passo Corese! Infatti le attività lavorative in Amazon non sono in linea con le raccomandazioni emesse per fronteggiare l’attuale grave emergenza sanitaria. Si parla di mancata fornitura ai lavoratori di idonei mezzi di prevenzione, quali mascherine e guanti. Inoltre c’è da sottolineare la assoluta mancanza del rispetto delle distanze consigliate, sia nelle postazioni lavorative che nei luoghi deputati alle pause pranzo e ai servizi igienici. –Bandiera pci 350 260 quindi con nettezza, Sgavicchia conclude - Mai, ma soprattutto in questo momento, il profitto delle aziende deve essere realizzato sulla pelle dei lavoratori! Chiediamo alle autorità competenti di prendere i dovuti provvedimenti per ricordare ad Amazon che c’è una grande emergenza sanitaria e che vanno prese le giuste precauzioni sanitarie. Le attività lavorative di prima necessità, quali quelle relative ai beni alimentari e farmaceutici, vanno espletate con la massima prudenza. Le altre attività lavorative possono e debbono essere sospese! Il PCI di Fara Sabina esprime piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici Amazon!”.

Fara Sabina 15 marzo 2020

 

 

Modulo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus

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Sacco di pulci

Web Amazon

Web 350 mindi Stefano Balassone - Fleabag, (sacco di pulci) su Amazon Prime e giunta a tre stagioni, è una produzione BBC che, puntando agli smartphone dei giovani dai 16 ai 34 anni, appare solo in streaming. Protagonista Phoebe Waller-Bridge, una sorta di Litizzetto d’oltre Manica, carina quanto basta e pluripremiata commediografa.

Phoebe si spende, come tanti, in commerci precari, sesso variegato, taccheggio, approcci avventurosi, rapporti d’amore e d’odio fra parenti. Ma al di là della materia picaresca, il racconto è incisivo e il lato comico esplode grazie al costante ricorso al doppio piano di racconto. Intendiamo dire l’artificio per cui il protagonista si assenta per un momento dall’azione, volge lo sguardo in camera, vi fissa negli occhi e rivela i risvolti impliciti di quanto accade e, in Fleabag soprattutto, i suoi più intimi pensieri. Attraverso questi varchi lo spettatore viene trascinato dentro un universo di moventi, di non detti, di timori e obiettivi che generalmente non si confessano, se non sul divano della psicanalisi.

Accade così che le giovani spettatrici, impegnate a rompere il guscio dell’età ingrata, sentano nominare e, per così dire “normalizzare”, la propria materialità di intestini, ghiandole e vagine e si alleggeriscano di quanto celano a causa di timidezza o galateo.

Per contro, l’adolescente maschio ce lo immaginiamo stupito dalla rivelazione del backstage del femminile. Privilegio raro, cui si unisce la rassegna di modelli negativi del maschile, fragili o impettiti, ma tutti comunque un po’ ridicoli. Qui Phoebe si è tolta parecchi sassolini dalla scarpa, ma offrendo ai maschi qualcosa da imparare.

Da sottolineare che Fleabag, col suo linguaggio senza peli (ovunque), esibisce in Inghilterra le insegne del Servizio Pubblico pagato dagli abbonati, e con buone ragioni perché la tv commerciale mai rischierebbe di spingersi per prima oltre i confini del normale. Non ricordiamo traccia in Italia, sia Rai o altrove, di qualcosa anche lontanamente simile.

 

La Repubblica, Onda su onda, 25 febbraio 2020

 

Cronache Tv, Web, Film

 

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Arrivano i Quaderni d’Arte del Bardo su Amazon

donato di poce 350 260comunicato completo 180Arrivano i Quaderni d’Arte del Bardo su Amazon
Stefano Donno, già editore de I Quaderni del Bardo Edizioni e il suo autore Donato Di Poce danno vita ad un nuovo progetto editoriale attraverso una serie di approfondimenti sul mondo dell’arte con un piglio agevole non solo nella scrittura ma anche nella metodologia di ricerca e nell’ermeneutica della produzione artistica di movimenti, artisti, correnti che riguardano il patrimonio della storia dell’arte nazionale e internazionale. Un punto di vista altro che godrà dell’immediatezza e della totale e infinita reperibilità del lavoro di Donato Di Poce e che troverà sicuramente il suo palcoscenico internazionale proprio grazie agli ebook distribuiti in tutto il mondo da Amazon.

I primi cinque titoli sono Folon, Colnaghi, Bencini, “Il giovane di Mozia” e Mauro Rea: Icone Pop.
Il prossimo titolo in programma è “Taccuini d’Artista”. In una parola IMPERDIBILI!!! La formula ideata è molto semplice e fruibile da un pubblico eterogeneo su ogni piattaforma digitale. Gli ebook sono per il kindle amazon, ma si può scaricare sempre su Amazon un’applicazione gratuita e leggere gli ebook anche sugli smartphone Un testo critico di Donato Di Poce, una poesia dedicata all'artista e foto di Donato Di Poce delle opere riguardanti l’oggetto delle monografie. Poesia, critica d'Arte e poesia, tre linguaggi insieme per un approfondimento d'autore.
Donato Di Poce, (Nato a Sora - FR - nel 1958 ma residente dal 1982 a Milano ). Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Aforismi, Fotografo. Artista poliedrico ed ironico ma dotato di grande umanità, si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica con la pubblicazione di una collana di 5 portfolio dal titolo: TACCUINO BERLINESE -East Side Gallery , Félix Fénéon Edizioni, Ruvo di Puglia (BA), 2009 dedicata al muro di Berlino. In un suo celebre aforisma ha scritto:
“Il Poeta vede l'invisibile/Il Fotografo fornisce le prove”.

Donato Di Poce on line
www.donatodipoce.net

www.taccuinidartista.it cover Rea 300 min

www.creactivitybranding.it



Ecco i link
Il giovane di Mozia a cura di Donato Di Poce
https://www.amazon.it/giovane-Mozia-Donato-Poce-ebook/dp/B07H9FQ3JG/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1536825587&sr=1-1&keywords=stefano+donno

Ennio Bencini : nel paese dell’Anima a cura di Donato Di Poce
https://www.amazon.it/Ennio-Bencini-nel-paese-dellanima-ebook/dp/B07H3YY4YS/ref=sr_1_3?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1536825587&sr=1-3&keywords=stefano+donno


Folon : l’uomo invisibile a cura di Donato Di Poce
https://www.amazon.it/Folon-luomo-invisibile-Donato-Poce-ebook/dp/B07GZ3N8PV/ref=sr_1_15?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1536825587&sr=1-15&keywords=stefano+donno


Il Giovane di Mozia a cura di Donato Di Poce
https://www.amazon.it/giovane-Mozia-Donato-Poce-ebook/dp/B07H9FQ3JG/ref=sr_1_11?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1537177063&sr=1-11&keywords=stefano+donno

 

Ultima Novita – Mauro Rea : Icone Pop a cura di Donato Di Poce
Il furore CreAttivo e sperimentale di Mauro Rea, non smette di stupire e di regalarci nuove sorprese e rivelAzioni, e questa raccolta di piccoli capolavori (perlopiù polimaterici su legno di circa 20x 40), vere e proprie “Icone POP” finalmente in mostra, ne sono la testimonianza. In realtà si tratta di sedimentazioni e accumulazioni carsiche che nel tempo Rea ha sapientemente elaborato e accumulato come un alfabeto iconico raccolto dalla strada(lattine di Coca Cola schiacciate e sapientemente e Duchampianamente decontestualizzate), per diventare matrice e logos di una rinascita materica ed estetica. Chiariamo subito che l’utilizzo del banale quotidiano che opera Rea non è da ricondurre alla serialità filosofica e concettuale dei Brillo Box di Warhol, semmai allo stordimento esistenziale di Baquiat e alle contaminazioni ludiche di Haring. Mauro Rea: Icone Pop. E qui si evidenzia con forza e leggerezza, turbamento e grazia poetica, questo precoce maestro neo-futurista, neodada, neo-pop e patafisico che è Mauro Rea, con tutta la forza eversiva e sovversiva, lavica e incantatoria di un outsider che sceglie di rimanere libero e non inglobato dal sistema dell’Arte, come un ragazzo pasoliniano che ha attraversato tutti gli alfabeti dell’avanguardia, ma che rimane incantato dalla forza lavica della materia di Burri(plastiche bruciate), Mastroianni(cartoni polimaterici), Raushenberg (Assemblage oggettuale), Spoerri (etnosincretismi), Baj(eresia ludica e patafisica dei generali). (dalla intro di Donato Di Poce)
Photo by rawpixel on Unsplash

Info link
https://www.amazon.it/Mauro-Rea-Icone-Donato-Poce-ebook/dp/B07HD6S38S/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1537171309&sr=1-1&keywords=stefano+donno

 

iQdB edizioni di Stefano Donno (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 - 73107 Sannicola (LE)
Mail -
Info Link - http://www.iquadernidelbardoedizioni.it/

 

 

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Ma siamo liberi o è tutta un’illusione?

innamorati peynet 460 mindi Tiziano Ziroli - Pensavo ad alta voce… Ma in questo periodo storico siamo liberi o è tutta un’illusione?
Mi imbatto in una poesia che parla d'amore...ne voglio condividere alcune frasi...
"Trovati un uomo che ti ami. Un uomo che ti abbracci improvvisamente e ti baci spesso./Un uomo che ti aiuti nelle faccende domestiche e non perché tu glielo debba chiedere./Trovati un uomo che ti sorprenda: con una cena, un regalo inaspettato, un piccolo pensiero".

La poesia va avanti.... ma nella mia testa nasce una domanda... “Ma siamo liberi di innamorarci?”
in questo periodo storico dove oramai sopravvivere e diventato difficile, per colpa di una crisi economica che ha messo in ginocchio milioni di famiglie e di persone, mi nasce questo banale quesito...”ma siamo liberi di innamorarci?” Siamo liberi di poter assicurare a chi vogliamo bene un futuro migliore o almeno tranquillo?
Sempre pensando ad alta voce, penso di no, è tutto diventato più difficile, non possiamo piu assicurare a nessuno un futuro migliore, alle persone a cui vogliamo bene non riusciamo più a dare certezza di una vita migliore e non possiamo più garantire di poterci prendere cura di loro.
Mi viene in mente ciò che sta succedendo ad un mio caro amico...oramai separato da tempo, ha conosciuto una donna per la quale sta iniziando a provare un sentimento che forse non provava da tempo, il suo problema e che la sua situazione e come quella di milioni di italiani, è pieno di problemi e non ha la certezza di uno stipendio fisso, e pure prova un sentimento per questa donna...ma la sua domanda che mi fa spesso è ....ma come posso dare certezze, come posso dimostrare a lei che le voglio bene, se non posso neanche garantirmi una certezza economica per me stesso?...lui dice: posso darle affetto… posso darle amore...fedeltà... Ma come posso prendermi cura di lei se non ho la certezza economica per almeno regalarle un fiore...quindi...mi chiede "sono libero di innamorarmi?"...E la sua risposta è sempre...no, non sono più libero neanche di innamorarmi... mi hanno tolto anche la felicità di provare un bel sentimento come l'amore.
Si confida con me dicendomi ....le voglio bene e continuerò a volergliene, ma spero che trovi una persona che le dia le certezze che non posso darle io.

Ho voluto raccontare questa vicenda per cercare di far capire quanto questa crisi stia uccidendo le persone anche nel loro lato più intimo. Per cercare di far capire quanto oramai feriosca nel profondo l'animo umano.

La domanda ad alta voce continuo a farmela…”ma siamo liberi?” E la mia risposta è no... Se non siamo più liberi neanche di innamoraci vuol dire che non siamo più liberi, ma schiavi di un sistema che vuole renderci deboli e sottomessi.
Si. Penso che ci vogliano schiavi. Schiavi automatizzati. Che dire infatti del braccialetto elettronico di Amazon con gli impulsi cosiddetti “salva-lavoro-di-qualità”? Questi braccialetti ricordano quelli che si applicano ai detenuti per definire il territorio da non oltrepassare. Cosa sta accadendo nel mondo dell'e-commerce?
"..Amazon avrebbe ottenuto due brevetti per braccialetti che dovrebbero monitorare i movimenti dei suoi dipendenti. E' quanto si legge sul sito GeekWire che riferisce come per aumentare la produttività il colosso dell'e-commerce starebbe pensando di affidarsi a un braccialetto. Sarebbe in grado di emettere segnali radio o impulsi a ultrasuoni che, elaborati da una stazione ricevente, permetterebbero di verificare la posizione dei dipendenti rispetto all'inventario. Non solo..." INACCETTABILE questo disprezzo per la dignità dei propri simili.

Che vita sarebbe? Ne vogliamo parlare?

 
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