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Taranto e l'ora della Verità per il Ministro Cingolani

TARANTO E INQUINAMENTO

Il ministro dimostri se sta dalla parte della scienza o con chi inquina

genitori tarantini 390 minL'ora della verità è arrivata. E il ministro Cingolani dovrà fare una di quelle scelte on/off che non gli piacciono.
Perché il ministro dovrà scegliere?
1) La batteria 12 della cokeria è fuori norma e va fermata il 30 giugno 2021 per non aver rispettato le prescrizioni autorizzative.

2) Domani vi sarà la conferenza dei servizi per decidere il fermo di questa importante batteria, la più grande della cokeria ILVA.

3) Noi gli abbiamo appena inviato una PEC molto dettagliata che potremmo portare alla Procura della Repubblica.

4) Le evidenze scientifiche sono nette e indicano un rischio cancerogeno inaccettabile con l'autorizzazione del Ministero all'ILVA.

Adesso il ministro Cingolani deve decidere se sta dalla parte della scienza o se sta dalla parte di chi inquina.
Adesso il ministro deve scegliere se applicare la legge (e adempiere a ciò che la legge richiede, ossia il fermo dell'impianto pericoloso fuori norma) o propendere per una soluzione "creativa".
Nel frattempo prepariamo le carte da portare in Procura e fra queste c'è la nuova Valutazione Danno Sanitario che conferma un rischio sanitario inaccettabile ai livelli produttivi autorizzati dal Ministero.

IMPORTANTE LEGGERE IL COMUNICATO DAL LINK CHE SEGUE

Link comunicato https://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/48539.html
 
fonte Alessandro Marescotti <>;;
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Un messaggio per l'On. Enrico Letta

ASSOCIAZIONE GENITORI TARANTINI

Lettera aperta al sindaco di Taranto in occasione della visita dell'on. Letta.

 

bambini e acciaio 700 min

 

Buongiorno, Sindaco,

oggi per lei è una giornata impegnativa: il segretario del suo partito verrà a Taranto e lei lo accoglierà come la carica che riveste impone.

Anche noi avremmo voluto esserci, per strada, avremmo voluto esporre il messaggio che portiamo sempre nei nostri viaggi, per fare conoscere l’angoscia che i tarantini hanno vissuto e vivono tuttora: “Tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino”. Avremmo voluto che questo messaggio lo avesse letto, anche solo di passaggio l’onorevole Letta per fargli ricordare che anche lui, negli anni in cui era presidente del Consiglio, è stato sordo e cieco e non ha fatto nulla per tutelare la salute dei tarantini.

Purtroppo, la zona è interdetta a manifestazioni, anche se esclusivamente simboliche, anche se sono in difesa della salute dei nostri figli. In questo momento storico, dopo la sentenza del processo “ambiente svenduto” pensavamo che il popolo tarantino avesse almeno il diritto di protestare, e noi ci distinguiamo per le nostre iniziative sempre pacifiche, e portiamo con noi le foto dei nostri figli che chiamiamo “angeli”, nella speranza che sia davvero così, che in qualche posto più giusto, più a misura della loro innocenza, ci siano ancora e che attendano giustizia. Questa “interdizione” la viviamo come l’ennesima censura, come se nulla fosse cambiato. Infatti non lo è, le immagini dei fumi di giorno e di notte che emette quella fabbrica sono raccapriccianti, e oggi ancora più insopportabili alla luce della vergognosa inchiesta a carico dell’ex procuratore Capristo.

Tuttavia, non possiamo accettare che l’onorevole Letta se ne vada senza sapere quanto soffrono i cittadini di Taranto; e allora, visto che noi non potremo farlo, chiediamo a lei di parlargli di Ambra, una delle bambine che è morta di leucemia, di Miriam, di Benedetta, di Elio, di Alessandro, di Rebecca, di Alex, di Vincenzo, di Federica, e delle tante vittime di un “sistema” che per troppi anni ha offeso un diritto che sembrerebbe non valere per i tarantini: il diritto fondamentale alla salute. Non sappiamo di cosa discorrerete nelle ore che passerà con l’onorevole Letta, ma noi vorremmo che gli parlasse di quei bambini, di cosa sognavano per il loro futuro, di come erano belli, e di quanto è ingiusto che siano morti; gli dica che questo non deve accadere più e che non bastano le scuse per perdonare chi poteva fare e nulla ha fatto. Gli dica che quella fabbrica deve essere chiusa subito, smantellata, che tutta la zona deve essere bonificata in tempi brevi, come minima parte di risarcimento al popolo tarantino. Gli dica che in questa città dovrebbero arrivare le migliori e più moderne apparecchiature per l’individuazione e la prevenzione dei tumori e che il diritto ad avere cure adeguate deve diventare un mantra per le Istituzioni preposte alla salvaguardia della nostra salute.

Viviamo un’emergenza sanitaria che abbiamo sopportato per troppo tempo, è arrivato il momento che lo Stato si prenda carico dei feriti che questa guerra silenziosa ha prodotto.

Lei è il sindaco di Taranto, quindi sia per una volta la voce di coloro che voce non hanno mai avuto. Parli come un padre che ha le stesse nostre paure.

Grazie.

bambini e acciaio 700 min

Associazione Genitori tarantini e.t.s.

 

 

 

 

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Acciaierie d’Italia aprirà a Taranto una nuova fase?

Il Governo prova a disinnescare l'arroganza di Arcelor Mittal

Accordo Arcelor Mittal – invitalia

Ministero delleconomia e delle Finanze minSul dossier ex Ilva vanno registrate alcune novità che si sono determinate nella giornata di ieri e che rappresentano un significativo passo in avanti nell’intera vicenda.

E’ stato raggiunto l’accordo tra la multinazionale Arcelor Mittal ed Invitalia, società controllata dal Ministero dell’Economia, finalizzato alla costruzione di una partnership pubblico-privata per il rilancio del gruppo siderurgico che prenderà il nome di Acciaierie d’Italia Holding.

Si è giunti all’intesa con la sottoscrizione di un aumento di capitale pari a 400 milioni di euro da parte di Invitalia che diventa così socio con una partecipazione del 38% del capitale azionario e con il 50% dei diritti di voto. Sempre da parte di Invitalia ci sarà, entro maggio 2022, un secondo investimento nel capitale di ulteriori 680 milioni, il che porterà la partecipazione della società pubblica nel capitale del nuovo soggetto al 60%, mentre Arcelor Mittal dovrà investire fino a 70 milioni per conservare una partecipazione pari al 40% e il controllo congiunto sulla società.

Una nota di Arcelor Mittal spiega che Acciaierie d’Italia Holding “opererà in modo autonomo e avrà propri piani di finanziamento indipendenti da Arcelor Mittal”. Tutto questo però, in base all’accordo, è subordinato al verificarsi di determinate condizioni sospensive: “la modifica del piano ambientale in vigore per tenere conto delle modifiche del piano industriale; la revoca di tutti i sequestri penali riguardanti lo stabilimento di Taranto; l’assenza di misure restrittive nell’ambito dei procedimenti penali in cui Ilva è imputata nei confronti di Acciaierie d’Italia Holding o di sue società controllate”. Nel caso queste condizionalità non dovessero verificarsi Acciaierie d’Italia non sarebbe obbligata a perfezionare l’acquisto dei rami d’azienda di Ilva “e il capitale in essi investito verrebbe restituito”.

 

 

 

 

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Frusone, la Lega e le obbligazioni di Arcelor Mittal

  • Pubblicato in Partiti

LucaFrusone in Parlamento 350 260Dura polemica di Luca Frusone deputato del M5S vs la Lega

«Recentemente la Lega ha attaccato il MoVimento 5 Stelle sull’impossibilità di sostenere un governo comune, ma dagli sviluppi sul caso Ilva, che evidenzia la contraddizione di un partito, quale il Carroccio, che ha investito centinaia di migliaia di euro in obbligazioni di Arcelor Mittal, l’azienda proprietaria, comprendiamo l’imbarazzo leghista che urla in piazza “prima gli italiani”, ma pensa prima ai suoi interessi nelle multinazionali straniere» attacca il deputato M5S Luca Frusone.

«Il caso Ilva - spiega Frusone - ci ricorda bruttissime pagine in provincia di Frosinone con la questione della Videocon per cui gli indiani hanno depredato il territorio e sono scappati impunemente. Non vogliamo che accada nuovamente. La differenza rispetto a prima è che adesso c’è una forza politica che non si sottomette e vigila sul rispetto degli accordi tra le parti. Per la Lega è difficile comprendere questo ragionamento visto che hanno convenienze partitiche nelle multinazionali straniere e si calano le braghe verso qualsiasi “prenditore”, come nel caso dell’ex sottosegretario leghista Siri, che voleva inserire un emendamento per uno di questi in odor di mafia, e che fu estromesso giustamente dal precedente governo».

«Questi casi devono far aprire gli occhi alle persone: è facile utilizzare slogan nelle dirette facebook, più difficile governare in modo trasparente facendo il supremo interesse del Paese. Speriamo che questa vicenda indecorosa porti i colleghi della Lega a fare pulizia interna invece di puntare il dito contro il MoVimento 5 Stelle», conclude il deputato M5S Luca Frusone.

 

La Lega, sull'argomento ha affidato all'AdnKronos la seguente precisazione di cui riportiamo i brani più significativi.

«A quanto risulta all'AdnKronos, l'operazione finanziaria è stata fatta da Via Bellerio ("non da Salvini personalmente", spiega una fonte qualificata) ma, come emerge da documenti in possesso della AdnKronos, l'investimento è stato poi 'chiuso', dopo la vendita dei titoli, esattamente quattro anni fa.
Il 16 gennaio del 2015, infatti, tra i movimenti e flussi dei conti del partito di Salvini, risulta la vendita dei titoli (con la seguente 'descrizione' Arcelor 4.625% - 17eur) con tanto di codice internazionale dell'operazione (Isin).»

«"I bond da 300mila euro di ArcelorMittal sono stati acquistati dalla Lega Nord nel 2011 e presi in carico su un fondo titoli di Unicredit il 10 luglio 2013", spiega il deputato e tesoriere della Lega, Giulio Centemero, dopo le polemiche sui bond riconducibili alla Lega, che aggiunge: "In qualità di tesoriere della Lega dal settembre 2014, ho provveduto alla dismissione di tutti i titoli nel 2015 e in particolare quello in oggetto a gennaio. Tutta la gestione titoli è stata effettuata nel rispetto della legge sul finanziamento pubblico ai partiti (96/2012). E' tutto certificato nero su bianco"».

Lo stesso articolo annuncia: «In ogni caso, le querele sono già pronte».

 

 

 

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