fbpx

Che accade a Cuba?

OPINIONI DEI LETTORI

di Francesco Mattone
celerini 350 minHo un patto indissolubile con Cuba nella buona e cattiva sorte. In questi giorni e' difficile comunicare, il non sapere accresce in tutti le apprensioni.

Molta Gente e' scesa in piazza in questi giorni, perché e' stanca ed esasperata per le troppe cose che non vanno. Come darle torto? Il Popolo Cubano e' tenace, non si piange addosso, e' capace di trovare soluzioni dove altri si sarebbero arresi.

Ho un lungo passato in Italia di manifestazióni. Non so quante volte sonó sceso in piazza a difesa di diritti, per lotte di lavoro e studentesche, contro 'porcherie' che avvenivano nel mondo. La cosa non fu indolore, causà vittime, in decenni di lotte, centinaia.

Spesso, oltre le Forze di Polizia, il nemico piu infido e pericoloso era interno, PROVOCATORI E INFILTRATI. Quelli che volevano che andasse 'tutto in vacca', quelli che volevano vanificare la protesta, quelli che provocavano perché intervenisse la polizia con durezza, quelli che la será il Tg potesse diré "estremisti, violenti, sovversivi che rompono le vetrine incendiano le macchine".

Cí sonó centinaia di migliaia Cubani in piazza, tra questi i PROVOCATORI prezzolati, mercenari che incitano allá violenza, che vogliono che si arrivi allo scontro fisico, che scorra "sangre", sé di un ragazzotto anche meglio. Sicuro questi non amano il Popolo Cubano, sono pedine di una strategia della tensione. Chi sono i burattinai che muovono i fili? Sonó esterni e interni a Cuba-

Solo un ignorante, ossia che ignora, puo pensare che quelli a 200 miglia dalla costa non siano coinvolti, utilizzano lo scontento per il loro interesse. Attenzione, pero, e' probabile che cí siano burattinai interni al Potere che è tutt'altro che un monolite. Cuba deve decídere il suo futuro, ci sono conflitti interni, tra riformismo e conservazione, c'è chi gode di privilegi acquisiti e non li vuole perdere. Non importa che scorra sangre cubano, anzi forse e' necessario (per qualcuno ndr).

Un atteggiamento intelligente del Potere non e' mettersi contro la piazza, né mettere Cubani contro Cubani, capire le ragioni di milioni, individuare, isolare e reprimere i provocatori.

Forse oggi mancano il cervello e i 'coglioni' di Fidel.

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Clicky

 

 

 

Leggi tutto...

Cuba, un esempio nella lotta al Covid 19

Dal Mondo

Impietoso confronto con gli Stati Uniti: 52.400 casi per milione di abitanti contro gli 854 di Cuba. Morti per milione di abitanti sono 948 negli USA e appena 12 sull’isola.

di Antonella Necci
Miguel Diaz Canel 350 minIntervenendo all’Assemblea Nazionale, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha sottolineato come l’esempio della lotta di Cuba al covid rompa i paradigmi del neoliberismo, mentre il ministro della Sanità, José Ángel Portal Miranda, ha affermato che la pandemia è una conseguenza dei fenomeni globali sottostanti.

Nel pieno di una importante ristrutturazione economica che dovrebbe portare il Paese a superare le distorsioni esistenti, Cuba non cessa di mostrare al mondo il proprio esempio nella lotta al Covid-19. Gli ultimi dati ufficiali hanno ratificato il sorpasso del piccolo Belize nei confronti della maggiore delle isole caraibiche nel numero di casi positivi al Covid-19, nonostante la repubblica centroamericana conti appena 400.000 abitanti contro gli 11.3 milioni di Cuba. Ancora più impietoso è il confronto con gli Stati Uniti, che al momento contano 52.400 casi per milione di abitanti contro gli 854 di Cuba, mentre i morti per milione di abitanti sono 948 negli USA e appena dodici sull’isola.

Il Paese ha affrontato con successo ed in maniera esemplare il Covid-19, sulla base di tutto l’apprendimento ottenuto in questa battaglia, ha commentato il presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez di fronte all’Assemblea Nazionale de L’Avana. Il leader cubano ha spiegato che quello che accade a Cuba rompe i paradigmi del neoliberismo, modello che si è rivelato del tutto fallimentare di fronte all’emergenza pandemica globale, e certamente meno efficace di quello portato avanti dai Paesi socialisti.
Il neoliberismo – ha sottolineato ancora Díaz-Canel – nega il ruolo dello Stato e del governo. Noi abbiamo avuto successo, tra l’altro, perché Governo e Stato, con il Partito in primo piano, sono riusciti a integrare quel sistema per sconfiggere la pandemia. Pertanto, è dimostrato che il ruolo dello Stato e del governo, che è dovuto al loro popolo, è essenziale per risolvere fenomeni complessi come una malattia di impatto globale.
In molti Paesi, ha affermato ancora il presidente cubano “le leggi del mercato continuano a predominare, nonostante si tratti di un problema umano, sanitario e sociale. E dove decide il mercato non ci sono soluzioni. Da noi la soluzione non è stata cercata mettendo al centro il mercato, qui il cittadino cubano è stato messo al centro di tutte le attenzioni. Il neoliberismo – ha continuato – agisce egoisticamente di fronte alla pandemia; a Cuba ha prevalso l’unità e la solidarietà tra le persone e abbiamo anche condiviso le nostre conoscenze con il mondo e l’aiuto del nostro personale sanitario".

Come noto, persino alcune delle economie capitalistiche più avanzate del pianeta hanno fatto ricorso al sostegno delle brigate mediche cubane, che non hanno fatto mancare il proprio sostegno neppure ai Paesi che generalmente sono più ostili nei confronti dell’isola.

Proprio di recente, tra l’altro, una brigata medica cubana ha raggiunto l’Honduras, Paese governato dal filostatunitense Juan Orlando Hernández, che però nel momento del bisogno si è rivolto a L’Avana: la prima volta, ad aprile, proprio per fronteggiare l’epidemia da Covid-19; la seconda, in seguito ai disastri causati dal passaggio degli uragani Eta e Iota. In totale, quest’anno l’assistenza umanitaria cubana ha raggiunto 38 stati con la partecipazione di più di 3.800 operatori sanitari, che hanno curato più di 550.900 persone.

Alle parole del presidente hanno fatto seguito quelle del ministro della Sanità, José Ángel Portal Miranda, che ha aperto il proprio discorso citando Fidel Castro: La scienza al servizio dell’uomo, la scienza al servizio della giustizia, ha sviluppato forze molto più potenti di quelle che la scienza ha sviluppato al servizio dello sfruttamento.

Oltre alla preparazione dimostrata da Cuba nello gestire l’emergenza, Portal Miranda ha sottolineato alcuni aspetti più generali che dimostrano le vulnerabilità del sistema economico e sociale secondo il quale è organizzata la maggioranza dei Paesi del mondo: Il Covid-19 non è un evento isolato. È una conseguenza dei fenomeni globali sottostanti. Tra questi, il deterioramento dell’ambiente, l’esplosione demografica, l’accelerato invecchiamento demografico e un modello di consumo insostenibile a livello globale, ha affermato il ministro. Questi e altri fattori hanno aperto la strada che ha portato il mondo a una nuova pandemia, anch’essa prevista da decenni.
Non possiamo dire con certezza se in questo periodo l’esperienza devastante del Covid-19 sia stata sufficiente per far capire all’umanità che siamo dipendenti gli uni dagli altri quanto vulnerabili. Ma ha mostrato l’urgenza di ridurre i divari di disuguaglianza esistenti in tutti i settori. Uno di questi, essenziale, è rendere la salute universale una realtà e non una chimera, ha continuato il titolare del ministero della Sanità (MINSAP).

Portal Miranda ha ancora sottolineato come Cuba abbia ottenuto risultati lusinghieri nella lotta al Covid-19 e possa vantare statistiche invidiabili pur essendo un piccolo Paese in via di sviluppo, con risorse limitate e sotto gli effetti del blocco che il governo degli Stati Uniti ha imposto alla nazione per quasi 60 anni.
Le conseguenze di questo assedio economico, commerciale e finanziario sono state molto più evidenti nel bel mezzo della pandemia e hanno avuto un notevole impatto sul sistema sanitario. Tuttavia, Cuba ha ottenuto risultati favorevoli nel confronto con COVID-19. Questi sono stati possibili grazie alla volontà politica dello Stato e del governo cubano, e al gigantesco lavoro che la nostra Rivoluzione, nella costruzione di una società socialista, ha sviluppato nel campo dell’educazione, della salute e della scienza, ponendo l’essere umano come prima priorità.

Il Covid-19, dunque, altro non è che il fattore che ha definitivamente messo a nudo, anche per i suoi più ideologizzati cantori ditirambici, il fallimento del modello neoliberista, causa di miseria e diseguaglianza e non in grado di affrontare l’emergenza sanitaria mettendo al centro l’uomo. Al contrario, i Paesi socialisti come Cuba e il Vietnam, pur potendo contare su risorse decisamente meno ingenti, hanno saputo dare la priorità agli esseri umani, potendo disporre di governi che non eseguono cadavericamente il volere dei mercati.

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Fidel Castro, il futuro di Cuba libera e i Papi

FidelCastro PapaBergoglio 350 250di Elia Fiorillo - Quando giri per Cuba la sensazione che provi, che io ho provato, è di un ritorno al passato, un blocco della modernità che comunque ha fatto il suo corso anche se indirizzata, costretta a percorrere vie antiche ed anacronistiche. Al di là dei sempre presenti cartelli che inneggiano alla rivoluzione ed al suo lider maximo, serio avvertimento a lasciar perdere le favole relative al “nuovo che avanza”, i segnali che legano Cuba al resto del mondo sono tanti. Esploderanno dopo la morte di Fidel Castro? E’ molto probabile. Con Fidel, uomo simbolo della rivoluzione cubana contro il regime di Fulgencio Batista e fondatore della Repubblica di Cuba, si chiude un’epoca. Non è un caso che all’annuncio del suo trapasso c’è chi ha esultato, tutti i dissidenti rifugiati in America che hanno sempre contestato il totalitarismo del Comandante. Ma c’è chi ha ricordato con nostalgia i tempi del sodalizio con Che Guevara, eppoi la vittoria sugli esuli cubani, appoggiati dagli Stati Uniti, dopo il fallito sbarco nella baia dei Porci. E, ancora, la “democrazia popolare apartitica” tanto predicata – la pratica è un’altra cosa - da tutta la famiglia Castro. Una democrazia, secondo alcuni, familiare.

Nel 2018 l’attuale presidente del Consiglio di stato di Cuba, Raùl Castro, ha comunicato che lascerà l’incarico. Ma pare che non abbia alcuna intenzione di abbandonare la carica di Segretario del partito comunista di Cuba, ereditata, unitamente a quella di presidente del Consiglio, dal fratello quando questi nel 2008 si dimise per ragioni di salute. Da quale malattia fosse stato colpito il mitico Fidel non si è mai saputo. Discrezione o paura di ledere l’immagine di un personaggio mitico? Le leggende non si sporcano con dettagli di second’ordine.

Quando giri per Cuba t’accorgi che l’economia dell’isola si basa unicamente sul turismo e sull’agricoltura, in particolare sulla produzione della canna da zucchero e banane. E si nota che l’economia non gira come il regime vorrebbe. Troppa miseria che registri appena esci dalla capitale. Vitale per l’isola è il disgelo con gli Stati Uniti cominciato poco tempo fa. Barack Obama nell’incontro con Raùl Castro, in occasione della sua visita a Cuba, parlò "dell'inizio di un giorno nuovo" nelle relazioni tra Cuba e Stati Uniti. Raùl Castro, a sua volta, riconobbe ad Obama il merito di aver riavvicinato i due Paesi, ma chiede l’immediata "revoca totale dell'embargo", una decisione che il Congresso americano tarda a prendere per la mancanza dei diritti civili nell’isola e che con l’avvento del presidente Trump, specialmente dopo le sue dichiarazioni dopo la morte di Fidel, sembra lontanissima. Certo, Fidel avrà storto il naso a quella stretta di mano tra il fratello e Obama. Ma i tempi cambiano e non c’è più la Russia che foraggia Cuba in tutti i modi possibili, proprio perché vede in essa, e nel suo leader, l’immagine significativa di uno smacco perpetuo che una piccolissima realtà riesce ad imporre alla grande America. In trentadue anni si calcola che la Russia abbia fatto arrivare nelle casse cubane ben cento miliardi di dollari.

Mai come allora il mondo rischiò il conflitto nucleare. Era l’anno 1962 e alla Casa Bianca c’era John Fitzgerald Kennedy. Nikita Sergeevič Chruščёv decise di utilizzare Cuba come trampolino di lancio dei suoi missili con testata nucleare. Una micidiale forza d’urto contro l’emisfero occidentale. La mediazione di papa Roncalli, Giovanni XXIII, riuscì a evitare il peggio. La Russia ritirò i missili in cambio della promessa di non invasione dell'isola da parte degli americani e del ritiro dei missili installati nelle basi di Turchia e Italia - Basilicata e Puglia - avvenuta dopo circa sei mesi.

La cosa che colpisce quando visiti le città cubane sono le tante chiese cattoliche, costantemente affollate durante le cerimonie. Anche per la forte presenza di cristiani sull’isola si spiega l’attenzione che i papi hanno avuto verso l’isola caraibica. Hanno visitato Cuba, e Fidel Castro, papa Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e, ultimamente, papa Francesco. Prima di congedarsi papa Bergoglio dice a Fidel: “Qualche volta regalami un Padre nostro”. E Fidel Castro subito risponde a Francesco: “Ci penserò”. Ora avrà tutto il tempo per farlo, non dovrà più occuparsi della Rivoluzione. E’ papa Bergoglio, invece, l’attuale mitico rivoluzionario.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici