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Emanuela Piroli e la situazione della scuola

Mancano totalmente informazioni sulla ripresa delle attività

EmanuelaPiroli 350 minLa scuola è stata la prima a chiudere per il Covid 19 e probabilmente sarà l’ultima a riaprire. Questione, quella della didattica scolastica, relegata in coda alla lista delle priorità.

Non c’è, ad oggi, alcuna informazione precisa relativa ai tempi, alle condizioni e alle modalità in cui si intende riprendere l’attività. Insegnanti, studenti e genitori, vivono alla giornata, facendo salti mortali, con tutti i limiti enormi della didattica a distanza, per cercare di ridurre i danni formativi conseguenti all’emergenza sanitaria. Una situazione che può reggere il colpo per qualche mese, ma che è impensabile protrarre oltre.

Lo dico da madre preoccupata, che si sta facendo carico, come tanti genitori, senza competenze specifiche, con tempi limitati e con grande difficoltà, dell’istruzione dei propri figli in ausilio alla didattica a distanza. Ma lo dico, anche, da persona che ha preso un impegno politico e civico, e che sente la responsabilità di palesare un problema serio e fondamentale per il futuro dei nostri ragazzi. Tutti i principali stati europei stanno programmando una riapertura graduale delle scuole già da maggio, consapevoli dell’importanza formativa, educativa e sociale. In Italia si temporeggia, si ragiona su una “possibile” apertura a settembre, sull’eventualità di alternanza tra didattica ordinaria e a distanza, senza ancora una pianificazione. Questo non è ammissibile. Si ha paura ad affrontare la situazione disastrosa che l’emergenza sanitaria ha palesato. Una fragilità estrema del nostro sistema scolastico, legata, principalmente ad alcuni fattori:

- Instabilità, dovuta alle continue riforme, una ogni anno.
- Sovraffollamento delle aule
- Scarsa sicurezza degli edifici, non solo in termini di edilizia, ma anche da un punto di vista igienico sanitario. Perdite di acqua, bagni impraticabili, umidità, mancanza dei presidi igienici, dai detergenti alla carta igienica.

Un disastro, una precarietà da sempre condannata, e da sempre sottovalutata dalle istituzioni. Come riaprire in queste condizioni? Come prevenire un altissimo rischio biologico? Così, piuttosto che stanziare risorse adeguate e pianificare in questi mesi fino a settembre interventi strutturali e igienici che possano consentire una riapertura in sicurezza, si preferisce non parlarne, rimandare il problema, e ripiegare sul proseguimento della didattica a distanza, che ha manifestato tutti i suoi enormi limiti e che non può sostituire la “normale” didattica. La mia è “una” voce, ma so che esprime una preoccupazione comune. Mi auguro che si prenda coscienza del grande problema e che si programmi l’azione, per il bene di tutti, studenti, insegnanti, famiglie, per il futuro. Non possiamo accettare che ci si adagi su soluzioni provvisorie e dannose.

Emanuela Piroli

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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E' ufficiale: Adriano Masi con Emanuela Piroli

Per Emanuela Piroli Sindaco

EmanuelaPiroli e AdrianoMasi Ceccano voto2020 350 minLa coalizione che sostiene la candidatura a sindaco della città di Ceccano di Emanuela Piroli si arricchisce con l’ingresso ufficiale di Adriano Masi, esponente da tempo attivo nel centrosinistra ceccanese.

“Ceccano è una città storicamente di sinistra e medaglia d'argento al merito civile” -dichiara Masi-, “è impensabile, dunque, che la destra continui a governarla. Anche per questo ho deciso di sostenere la candidatura a Sindaco di Emanuela Piroli, giovane e determinata leader del nuovo centrosinistra fabraterno”.

La scelta decisa di Adriano Masi ha solide motivazioni politico-amministrative. Sostiene, infatti, di “essere convinto che quella della coalizione di Emanuela Piroli sia la scelta migliore per Ceccano; si nota un gran bisogno di sinistra vera e di quel risveglio necessario, dopo che l'amministrazione di estrema destra guidata da Caligiore e Corsi ha paralizzato la città in questi anni”.

A convincere ulteriormente Adriano Masi le opinioni positive della cittadinanza nei confronti di Emanuela Piroli. “Noto con soddisfazione anche come la città stia rispondendo favorevolmente alla candidatura di Emanuela Piroli. Sono stato al fianco del senatore Compagnoni per decenni” -conclude Adriano Masi- “e voglio continuare a lottare per far sì che Ceccano torni ad essere governata dal centrosinistra”.

 

Ceccano voto 2020

 

 

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Democratici Progressisti per Ceccano con Emanuela Piroli

art1mdp 350 260Articolo 1 – LEU di Ceccano*, coerente con l’impegno assunto di contribuire alla riorganizzazione della sinistra politica a Ceccano, dopo una lunga e costruttiva serie di incontri con Partiti, Associazioni, cittadini democratici, di sinistra, laici, socialisti e cattolici, decide di partecipare alle prossime elezioni amministrative con una propria lista, denominata DEMOCRATICI PROGRESSISTI PER CECCANO, aperta a tutti i coloro che si riconoscono nei valori del lavoro, civili e sociali della nostra Costituzione.

DEMOCRATICI PROGRESSISTI PER CECCANO si schiera con la Candidata a Sindaco EMANUELA PIROLI, rappresentante della coalizione di Centro Sinistra presente sul territorio.

Art.1 – Leu, Un partito della sinistra democratica, impegnato alla costruzione di una nuova compagine politica di sinistra che metta al centro della propria azione la fine delle politiche neoliberiste, che hanno impoverito il paese, concentrando la ricchezza nelle mani di pochi privilegiati, penalizzando ceti medi, piccoli imprenditori e lavoratori autonomi, rendendo insicuro, precario, malpagato e sempre più spesso introvabile il lavoro. E’ una politica che assoggetta sempre più masse di popolo al “potere”. I valori del Centro Sinistra non si declamano a parole, si attuano con atti concreti ogni giorno: a difesa del lavoro in ogni sua forma; a difesa dei diritti; a difesa della dignità umana sempre. Art. 1- LEU al governo del Paese e della Regione, partecipe alle recenti competizioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria nelle coalizioni democratiche di Centro Sinistra è impegnato a Ceccano per favorire una scelta seria e consapevole fra le elettrici e gli elettori. E’ un confronto fra tre coalizioni.
L’estrema destra, uscente, frutto dell’unione politica di diversificate pulsioni retrive e reazionarie, che viene ricordata per i posacenere, le fioriere, le rotatorie e poco altro, che ci ricorda oggi la “messa in sicurezza delle scuole”, resa possibile grazie ai finanziamenti di Governi e Regione di Centro Sinistra. Una Amministrazione miseramente implosa sotto il peso delle sue contraddizioni politiche e delle lacerazioni di potere interne, dopo alcuni anni di crisi. Oggi si presenta per continuare quello che ha iniziato.

La destra moderata del già Presidente del Consiglio Comunale uscente che, impegnato fino alle Elezioni Europee del giugno 2019 a sostegno della destra, ha presentato una aggregazione di liste civiche giustificando il fatto con una vaga dichiarazione politica di presa di distanza dalla coalizione di destra. Dopo la presentazione di tale coalizione gli è arrivata l’adesione ufficiale del PSI di Ceccano (che aderisce col proprio simbolo) e dopo ulteriori quindici giorni anche quella del PD ceccanese. Deve ancora spiegare il candidato a Sindaco ex Presidente del Consiglio Comunale l’evoluzione politica ed ideale che lo ha portato dall’essere impegnato e convinto rappresentante della destra fino a dicembre, a divenire, nel mese di gennaio il rappresentante di una coalizione che i suoi alleati definiscono di centrosinistra, pur essendo a sostegno di una figura che è stata perno del centro destra locale fino allo scorso ottobre.

 

La coalizione che sostiene ,EMANUELA PIROLI, risulta essere l’unica a Ceccano a rappresentare il Centro-Sinistra. Lo dimostra lo sforzo programmatico volto a risolvere i problemi di Ceccano, del suo vasto territorio. Lo dimostrano le convinte adesioni dei partiti della Sinistra, di tanti cittadini democratici e quella di Articolo 1- LEU.

La candidata Emanuela Piroli è una proposta, che per il programma presentato e per le caratteristiche di impegno personale e professionale, di indipendenza politica di giudizio dimostrata, necessaria ad un miglioramento delle condizioni del lavoro e dei servizi, fondata sui valori costituzionali del rispetto della dignità umana, senza distinzioni di sesso, razza, etnia, genere, religione, pensiero né censo.

Articolo 1- LEU si impegnerà con le altre forze della coalizione affinché la stessa campagna elettorale sia occasione di crescita democratica per la città di Ceccano, perché prevalga la volontà di superare la rassegnazione e il voto sia occasione di limpida partecipazione popolare per la ripresa economica, sociale e culturale del Comune in un territorio più forte e consapevole.

 

Oriano Pizzuti, Presidente Circolo Ceccano; Gaetano Ambrosiano, Coordinatore Provinciale art.UNO

 

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Emanuela Piroli si è presentata

EmanuelaPrioliSindaco mindi Angelino Loffredi - Per Emanuela Piroli, candidata a sindaco di Ceccano non poteva andare meglio. Il giorno della sua investitura ha ottenuto infatti un significativo risultato: trovarsi in sintonia con le liste che la sostengono e con il vasto e variegato pubblico che l’ascoltava.

C’è stato qualcosa di nuovo in questo avvio di campagna elettorale: la speranza e la volontà di cambiare. Non c’è stata solo una buona regia a organizzare l’iniziativa: 7 interventi, brevi, sintetici non stancanti da parte dei portavoce e quello centrale della stessa Piroli, ma anche una complementarietà di argomenti esposti da Colombo Massa della Federazione dei Verdi, Antonella Spagnoli di Rifondazione Comunista, Andrea Querqui e Nicola Rondino di Cives, Ziroli dei Comunisti, Giamarco Capogna di Possibile e Francesco Ruggiero della Lega degli studenti.

Pur avvertendo che il programma ancora non è stato preparato, i vari interventi, evitando inutili ripetizioni, ne hanno anticipato alcuni punti salienti: lotta all’inquinamento idrico, atmosferico e ai male odori, informatizzazione dei servizi, beni comuni, Palazzetto dello sport, ricupero area ex Annunziata.

L’esperienza emiliano-romagnola forse ha rappresentato un buon insegnamento perché oltre ad aver individuato problemi e necessità dei cittadini, i toni durante tutta la manifestazione sono rimasti bassi e privi di rancore, non ci sono stati attacchi personali. Insomma la sensazione provata al termine di questo incontro è stata quella di avere a che fare con una forza ragionevole e tranquilla. La stessa Piroli ha evitato di abbandonarsi a facili promesse , consapevole certamente del disastro che troverà lasciatole dall’amministrazione di destra. E’ stata invece molto precisa nell’indicare i metodi attraverso i quali intende affrontare le questioni aperte: ascolto, trasparenza, partecipazione, vicinanza, vincere per cambiare, cambiare per affermare una nuova classe dirigente. Non ha dimenticato comunque di ricordare che se Caligiore ha ridotto Ceccano un dormitorio, privo di un tessuto economico, scettico verso tutte le Istituzioni rappresentative e indifferente verso l’associazionismo, Marco Corsi ne ha rappresentato per cinque anni l’uomo di fiducia e la stampella su cui si è appoggiato nei momenti più critici.

Non può essere trascurato nemmeno evidenziare la presenza dei rappresentanti di Articolo 1 con una Delegazione altamente rappresentativa (Del Brocco, Pizzuti, Catozi e Ambrosiano) che ha preferito assistere direttamente all’iniziativa per poter meglio valutare e scegliere nei prossimi giorni se partecipare e con chi a questa campagna elettorale.

Ceccano 1 Febbraio 2020

 

 

 

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Emanuela Piroli. È ufficiale la sua candidatura a Sindaco di Ceccano

e.piroli 2ritratto 350 260 minArriva la prima notizia politica del 2020 a Ceccano. A cinque mesi dall’appuntamento elettorale della prossima primavera, i gruppi partitici e civici del centrosinistra ufficializzano la propria candidatura alla carica di Sindaco della Città di Ceccano.

«Il processo di elaborazione del programma e di confronto ampio e articolato tra componenti politiche, partiti e realtà civiche del centrosinistra ceccanese, ha dato un primo importante risultato. Federazione dei Verdi Europei, Partito della Rifondazione Comunista, Possibile, Comunisti Italiani, Cives, in un percorso condiviso, hanno individuato in Emanuela Piroli il loro candidato a sindaco. Una scelta ponderata, che è il risultato della convergenza su un progetto politico-amministrativo, e su una personalità che è espressione e sintesi delle esigenze emerse. Emanuela non è un politico di professione, ma una militante politica per passione e per amore della sua città».

Anche la candidata stessa ha voluto rilasciare le sue prime dichiarazioni, estese attraverso il comunicato di presentazione della candidatura prodotto dai gruppi che la sosterranno nella corsa a Palazzo Antonelli.

«Sono onorata di rappresentare questa idea di amministrazione, soddisfatta che la scelta sia il frutto di una importante e produttiva discussione sul futuro della città e ringrazio chi ha riposto la propria fiducia nei miei confronti. La collegialità che ne è alla base, è un valore aggiunto, perché mi garantisce la collaborazione di una squadra che si è compattata intorno ad un obiettivo comune, che è Ceccano, il bene di Ceccano, il miglioramento della qualità di vita della città. Prima i contenuti, poi il nome. L’ambizione è dare una risposta ai tanti cittadini orfani di una rappresentanza politica di centro e di sinistra e/o delusi dalla attività delle precedenti amministrazioni. È una scelta, ci tengo a sottolineare, che parte dal “basso”, da Ceccano. Ci riconosciamo nei principi e nei valori del centrosinistra, in netta contrapposizione con gli ex né né né, che si sono subito palesati nella destra peggiore, condividendone tutte le scelte, inclusa la diffusione di fake news a mero scopo propagandistico. La priorità è invertire una tendenza che ha relegato in secondo piano gli interessi della città, a favore di interessi di partito e personalistici, trasformando Ceccano in un serbatoio di consensi per chi, poi, ha ignorato le esigenze primarie. Ci proponiamo di trasmettere quello scatto d’orgoglio nei cittadini, che li renda protagonisti di un cambiamento radicale. Ci proponiamo come l’unica vera alternativa ad una pessima gestione della cosa pubblica e ad una destra arrogante e inconcludente. Perseguendo il già iniziato processo di aggregazione, invitiamo tutte le realtà politiche e associative a condividere il nostro progetto, contribuendo alla realizzazione di un programma partecipato. Mi assumo, oggi, con gioia e determinazione, una grande responsabilità, mi sento pronta ad affrontare una battaglia dura, che non è solo elettorale, ma anche socio culturale, di valori e contro certi schemi vecchi e deteriorati che hanno ridotto Ceccano a estrema periferia della provincia, a città dormitorio, nonostante le grandi potenzialità, i tanti talenti, le risorse storiche e paesaggistiche. Bisogna opporsi alla rassegnazione, rimboccarsi le maniche e lavorare per un presente e un futuro migliori, per una città attrattiva, inclusiva e competitiva, in cui si voglia arrivare e non da cui si desideri scappare».

Il comunicato si conclude con un appuntamento che a breve giro di posta rivelerà le future iniziative della coalizione che supporterà Emanuela Piroli. «Ora si tratta di riempire di contenuti e di azioni un'agenda già fitta di temi e questioni da tempo irrisolti. Nelle prossime settimane sarà reso pubblico il cronogramma degli appuntamenti con gli elettori».

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La parola a Emanuela Piroli (PD)

  • Pubblicato in Partiti

e.piroli 2ritratto 350 260 minEmanuela Piroli intervistata da Stefano di Scanno, Direttore de L'Inchiesta quotidiano* - Il PD di Ceccano è sempre stato un riferimento per tutto il territorio e per lo stesso partito provinciale.
Ora sembra essere attraversato da forti turbolenze. Come giudica questa situazione?

Credo che dobbiamo essere molto realistici. Il PD di Ceccano ha subito un sconfitta e una contrazione della sua forza elettorale. Da qui occorre partire per capire cosa fare e dove vogliamo arrivare. Abbiamo fatto tutti uno sforzo per riorganizzare il partito. In modo unitario, con la condivisione di tutti e nel rispetto delle diverse sensibilità, sono stati eletti dall'assemblea degli iscritti un Comitato Direttivo e la sottoscritta come segretario. Il lavoro di ricostruzione è iniziato in quel momento e ho cercato di svolgere il mio compito con impegno e coerenza.

Oggi il PD a Ceccano, come altrove ha di fronte momenti significativi per il suo futuro. Come intende svolgere il suo ruolo?

Abbiamo alle porte le primarie per eleggere il segretario regionale, un congresso nazionale, le elezioni europee e quelle, a breve, del presidente dell'Amministrazione provinciale, per le quali va tutto il nostro sostegno, con i nostri consiglieri comunali, a Pompeo. Sono convinta che si debba svolgere un intenso lavoro per ridare una grande visibilità al PD e ai suoi contenuti politici. Non ultimo valorizzare il lavoro svolto dai nostri consiglieri regionali, Buschini e Battisti. Ma abbiamo altrettanto bisogno di un partito unito, per il quale intendo spendermi, come ho fatto fino a oggi.

Quali sarebbero questi atti concreti?

Il problema che avevamo era di rimettere in moto un partito fermo e privo di obiettivi. Per farlo occorreva sollecitare il coinvolgimento di tutti gli iscritti e in questi ultimi tempi intense sono state le riunioni della segreteria e allo stesso tempo dello stesso Direttivo, spesso faticosamente convocato, ma comunque con un confronto su questioni vitali per l'interesse dei cittadini. Due sono gli obiettivi, da un lato una opposizione all'attuale maggioranza, dall'altro ricostruire un fronte di alleanze in cui il PD è protagonista e forza indispensabile.

Quale sarebbe il progetto del PD?

Il PD deve rimuove le condizioni che lo hanno portato alla sconfitta nelle ultime elezioni amministrative dove il consenso è stato di 938 voti pari al 6,5%. Prioritario resta la costruzione di un campo di alleanza su la traccia indicata da Zingaretti per essere alternativi all'attuale maggioranza. Sono convinta che il PD a Ceccano non può rinunciare né al suo ruolo né alla sua identità. Deve essere il motore di alleanze, guardare a orizzonti molto più ampi del passato. Di intesa con la segreteria e dello stesso Direttivo, mi sono attivata, come è nei miei compiti, per le necessarie verifiche per uscire dalle macerie del 2015, dove le fratture e le divisioni apparivano insanabili. Il progetto è quello di presentare alle prossime scadenze amministrative una lista del PD con un suo simbolo, partecipe e protagonista di una coalizione ampia del centrosinistra.

Sembrerebbe che ci sia una fronda contestatrice nei suoi confronti?

Le differenze di opinione fanno parte del libero confronto che deve essere costruttivo e finalizzato a obiettivi precisi. Abbiamo un gravoso carico di responsabilità che richiedono senso di responsabilità, lealtà e franchezza nei rapporti. Con grande sforzo abbiamo messo in piedi un Direttivo del Circolo, luogo preposto per discutere, confrontarsi, rivolgere critiche. Non sempre questo è avvenuto e duole affermare che quanti sono critici nei miei confronti, hanno avuto pari responsabilità a quella mia, e qualcun altro ancora di più, avendo una postazione privilegiata come il consiglio comunale. Se critiche, pur legittime, ci dovevano essere, sarebbe stato corretto e rispettoso di tutti, riportarle al Direttivo e non annunciarle su le pagine di un giornale.

Molti hanno sottoscritto una nota di contestazione. La sua posizione?

Depotenziare la credibilità di un partito, non giova a nessuno. La consapevolezza che occorra ricostruire un rapporto con i cittadini per riconquistare la loro fiducia, richiederebbe un "serrare le fila", confrontarsi, ma essere compatti. Sono preoccupata perché si riapre un contenzioso che non sappiamo dove ci porta politicamente. Avrei preferito che quanti hanno sottoscritto quella nota, di cui non ho conoscenza diretta, io come gli altri della segreteria e del Direttivo, avessero partecipato sempre e tutti ai Direttivi convocati.
Ritengo che in questo critico momento per l'Italia e così come anche per la nostra Ceccano, si deve rilanciare l'iniziative del partito, facendo appello a tutte le nostre energie. A questo obiettivo, intendo, così come ho sempre fatto, attenermi con responsabilità e impegno.

*pubblicata su L'Inchiesta quotidiano il 20 ottobre 2018

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Come hanno salutato Angelo Compagnoni

Angelo CompagnoniUNOeTRE.it ha voluto raccogliere i saluti che la piazza dei suoi funerali ha ascoltato il 26 giugno 2018. Dolore, ammirazione, testimonianze di vita vissuta, rispetto per la sua opera e un grande affetto, quello che si prova per una persona popolare e amata, si ritrovano in questi messaggi che seguono.
In quell'occasione hanno parlato il Sindaco di Ceccano Roberto Caligione; Ignazio Mazzoli, Direttore di UNOeTRE.it; Jacopo Nannini, Coordinatore della Rete degli Studenti Medi della Provincia di Frosinone; Anselmo Briganti Segretario generale della Cgil di Frosinone e Latina; Alberto Giombetti della CIA Nazionale; Ettore Togneri, Pres. Cia Lazio; Emanuela Piroli, Segretaria del Circolo PD di Ceccano.
Qui ora pubblichiamo, per i nostri lettori,  il testo dei saluti nell'ordine in cui sono stati pronunciati, che ci hanno inviato il Sindaco di Ceccano, Jacopo Nannini, Ettore Togneri e la dottoressa Emanuela Piroli. I due che non ci sono ancora giunti, appena arriveranno, completeranno questa raccolta.
Sempre da qui, cliccando sui link che seguono si può accedere al saluto di Ignazio Mazzoli ed a quello di due giovani cronisti, Maria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli, che questo giornale pubblicò sin dal 27 giugno. Sono già in cantiere inziative per ricordarlo anche rendendo disponibili i materiali che documanetano il suo pensiero e il suo impegno, perchè l'operato di Compagnoni resti sempre presente anche alle nuove generazioni.  (completata una pagina per continuare a leggere torna qui e clicca sul titolino successivo)

  1. Il Sindaco
  2. Gli studenti
  3. La Cia naz.le
  4. PD Ceccano

Roberto Caligiore, Sindaco di Ceccano - «Per tributare l'ultimo saluto a una delle personalità più illustri che la nostra città abbia mai avuto mi è sembrato logico e opportuno concedere, per le esequie, Piazza Municipio, che è di sicuro il punto più importante e simbolico di quella che è la vita politica del nostro paese.È da Palazzo Antonelli ,che da sempre sembra proteggere e custodire la Piazza antistante, che il Senatore COMPAGNONE ha dato vita e portato a compimento alcune delle sue battaglie più importanti.Durante la cerimonia era davvero tangibile il dolore e il vuoto che la morte del senatore stava lasciando, non solo in coloro che avevano avuto modo di conoscerlo , sia da un punto di vista umano che politico, ma anche in coloro che di lui avevano solo sentito parlare per il lavoro svolto nei tanti anni instancabili di attività e per i tanti risultati raggiunti sempre e solo nell'interesse della cittadinanza. La Città di Ceccano perde un punto di riferimento importante; la mia attività politica non si è incrociata con la sua e di questo mi dispiaccio ma reputo un grande onore aver potuto tributare a lui l'ultimo saluto da Sindaco, parlando prima di coloro che lo avevano conosciuto, amato e che con lui avevano avuto la possibilità di confrontarsi e crescere.Le barriere e le divergenze politiche svaniscono davanti alla grandezza degli uomini, giungano alla famiglia e ai suoi cari tutti ancora una volta le condoglianze da parte di tutta l'Amministrazione Comunale della Città di Ceccano che lui ha contribuito in modo determinante a rendere grande.»

(continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Jacopo Nannini, Coordinatore Provinciale Rete degli Studenti Medi - «Mi sento in dovere come responsabile politico di un movimento studentesco, ma soprattutto come giovane impegnato in politica, a rendere omaggio alla grande figura del senatore Compagnoni. Non ho voluto dire “ultimo saluto”, perché le sue idee e il suo carisma nella difesa dei più deboli, devono essere le luci che illuminano il cammino di noi giovani nelle quotidiane battaglie politiche e sociali.
Nonostante la cecità del senatore fosse quasi totale negli ultimi tempi, l’acume della vista politica di Angelino Compagnoni offuscava la miopia di questa classe dirigente, che troppo spesso affronta le politiche giovanili con puro giovanilismo e superficialità.
Il senatore però ci ha insegnato anche l’importanza del territorio nella vita politica, come esso non sia un semplice collegio elettorale, ma un insieme di idee, persone e valori che vanno quotidianamente vissuti
per poter essere democraticamente rappresentati.
La rappresentanza dei contadini, degli operai, degli sfruttati e dei meno fortunati, era il perno dell’azione politica di Angelino Compagnoni, che cercava di compiere quello che è il fine più nobile e alto della sinistra e della democrazia: “portare avanti chi nasce indietro”, dare a tutti le stesse possibilità di realizzarsi umanamente nella società.
Infine mi ha colpito, in questo frangente politico in cui il moralismo (ma non la morale) di alcuni dirigenti sembra essere l’unico oggetto dibattimentale, un articolo che descriveva alcune regole prescritte
per i senatori e deputati di quella vecchia sinistra. Fra queste vi era una in cui il comitato centrale del vecchio Partito Comunista obbligava i parlamentari a viaggiare in treno per recarsi a Roma, cosi da dar loro modo di percepire i bisogni, le necessità, le opinioni della gente. Dunque è tremendamente attuale, in un momento in cui il divario fra politica e società sembra impressionante, la necessità di riavere la percezione del Paese reale e del territorio non per cavalcare e fomentare le paure, ma per capire tra la gente e con la gente come risolvere i problemi che originano questi timori.»

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Alberto Giombetti della CIA Nazionale, Responsabile del Gabinetto del Presidente - «Porto le condoglianze alla CIA di Frosinone, al figlio Giuseppe e a tutta la famiglia di Angelo Compagnoni da parte del Presidente Dino Scanavino e di tutta la CIA Nazionale.
Compagnoni è stato un dirigente contadino del ‘900 che sapeva interpretare il suo ruolo nella rappresentanza delle masse agricole e nelle istituzioni. Infatti è tra i fondatori della Alleanza dei Contadini, è parlamentare e Sindaco di Ceccano. Sapeva coniugare gli interessi di parte, cioè della rappresentanza degli interessi di categoria, con quelli generali nelle istituzioni democratiche.
Il superamento dei patti agrari arcaici è stata la battaglia della sua vita. Ha dato dignità alle persone. Attraverso il superamento della colonia e della mezzadria i contadini sono diventati imprenditori spesso di successo.
Inoltre, Angelo Compagnoni è anche stato Presidente nazionale dell’INAC, il Patronato della CIA. Anche in questo ruolo ha saputo interpretare e tutelare le persone dal punto di vista della assistenza e per una previdenza più giusta. Infatti si è speso nella battaglia per giuste pensioni ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri.
Ha contribuito, alla emancipazione di milioni di persone sul piano economico, culturale e sociale, insieme ad altri dirigenti del suo Partito di militanza PCI – PDS – DS e poi PD e a quelli delle organizzazioni sindacali CGIL e CIC-CIA.
Mi piace ricordare Angelo così, come il militante che in qualsiasi ruolo istituzionale e di rappresentanza era capace di dare risposte ai bisogni delle persone più deboli.
Grazie Angelo»

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Emanuela Piroli, Segretaria del Circolo PD di Ceccano - «Non era previsto che io oggi prendessi la parola, ma ci ho riflettuto e ho ritenuto fosse la cosa giusta, ho pensato che lui, il senatore Angelo Compagnoni, ne sarebbe stato contento. E in fondo glielo devo, per l’eredità meravigliosa che ci ha lasciato e per il rispetto che ha sempre nutrito nei confronti del suo partito. Così, ho l’onore di porgere l’ultimo saluto, mio e di tutto il circolo del PD di Ceccano, che guido da ottobre 2017, al senatore Angelo Compagnoni, all’”Onorevole Contadino”, anzi no, a zio Angelino, come l’ho sempre chiamato. Non ho avuto la fortuna, per motivi anagrafici, di vivere direttamente la sua attività politica e parlamentare, ma la sua storia, i racconti della sua vita, mi hanno accompagnato sempre e continueranno a farlo per sempre.
Chi era zio Angelino? Un uomo buono, onesto, corretto, coerente. Era un uomo di una intelligenza superiore alla media, moderno, lungimirante, che non ha vissuto di nostalgie, ma di presente proiettato al futuro, con un occhio a quel passato che l’ha visto protagonista. Tanto da sostenere con convinzione ogni passaggio del suo stesso partito, senza traumi. Maestro di tanti rappresentanti politici ed amministratori, presenti qui a salutarlo. Lui, sempre al fianco dei più deboli, dei contadini, fino a scendere nei campi con loro, in canottiera, in sostegno del loro sciopero. Dove lo immaginerei oggi zio Angelino? Sempre al fianco delle classi di lavoratori più disagiate, ad esempio al fianco dei precari dei call center, senza alcuna tutela, oppure al fianco dei braccianti neri sfruttati dai caporali, a difendere i loro diritti.
Con zio Angelino se ne va un pezzo di storia del nostro territorio, di Ceccano, un pezzo di storia bella, di battaglie, di solidarietà, quella solidarietà che sembra essersi persa ed aver ceduto il passo all’egoismo sociale e al personalismo, un pezzo di storia che ci rende orgogliosi.
Ripartiamo dal suo esempio positivo, dai suoi valori, dai suoi principi, che io sento miei, ma nello stesso tempo sento di non avere la sua forza, ed è proprio ciò che gli chiedo, di trasmettermi un po’ della sua forza. Raccontiamo ai nostri ragazzi di zio Angelino, di questo ceccanese determinato, “tignoso, che ha messo la sua vita a servizio della comunità attraverso la politica, affinché possano far tesoro dei suoi insegnamenti, e lottare per una società migliore, e soprattutto più giusta.
Buon Viaggio!»

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Emanuela Piroli e il 1° Maggio a Ceccano

EmanuelaPiroli 350 260 mindi Emanuela Piroli - Ceccano, 1 Maggio 2018. Un fiore e un pensiero ai caduti sul lavoro – Monumento in Piazza Vittorio Bachelet

Questo è diventato per me un appuntamento fisso da qualche anno. Lo ritengo un modo significativo, bello, di celebrare il 1 Maggio.
Sappiamo che la Festa del 1 Maggio viene introdotta per ribadire l’importanza delle battaglie fatte per la riduzione dell’orario di lavoro, per le otto ore lavorative.
Oggi il significato è diverso, perché è cambiato il mondo del lavoro, è cambiata l’industria, sono cambiate le categorie dei lavoratori e le problematiche. Oggi si ribadisce soprattutto la centralità del lavoro nella vita della democrazia, il diritto al lavoro, l’equità di trattamento, le pari opportunità.
Ed uno dei temi centrali, che è poi quello che caratterizza questo 1 Maggio, è la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Qualche numero. Dal primo gennaio 2018 ad oggi sono 220 i morti sui luoghi di lavoro, con un +10% rispetto al 30 aprile 2017, un + 20%rispetto a 10 anni fa. Crescono anche gli infortuni, + 1,3 % di denunce, ed è questo un dato sottostimato, in quanto non sempre si denunciano gli infortuni.

Cosa c’è alla base di questa situazione drammatica? Ho letto in proposito, mi sono documentata e le cause principali sembrano essere:
- Minore formazione dei lavoratori. Problema legato alla precarietà, si risparmia in formazione, il lavoratore precario è meno formato, il lavoratore meno formato è a maggior rischio di infortunio
- Invecchiamento delle macchine. L’età media delle macchine è la più alta negli ultimi 40 anni. Per fortuna il Governo ha avviato un piano di incentivi per il rinnovo del parco macchine.
- Controlli insufficienti. Contiamo in Italia circa 3500 persone addette ai controlli su 4,4 milioni di imprese, inoltre delle imprese controllate due su tre sono irregolari. Non si investe in prevenzione perché la possibilità di ricevere un controllo è remota.
- Piccole e medie imprese. L’83% degli incidenti si verifica in piccole e medie imprese, dove non si investe in prevenzione per risparmiare e per mancanza di cultura.
- Non denuncia degli infortuni all’Inail. Sempre più frequente questa abitudine. Non si denuncia per non far aumentare i premi assicurativi che l’imprenditore paga all’Inail.

Tutto questo va combattuto con politiche indirizzate, con la cultura, con la formazione già a partire dalle scuole, con una maggiore sensibilizzazione al rispetto delle normative.
Quindi, se oggi, in questo 1 Maggio 2018, la ripresa economica (+1,5% rispetto al 2016) con l’aumento degli occupati (tasso di occupazione pari al 58%), circa 23 milioni di occupati con un aumento dei lavoratori dipendenti e della occupazione femminile, è una buona notizia, i dati sulla sicurezza ci fanno rabbrividire.
E non si potrà festeggiare un 1 Maggio felice, finché la sicurezza sul lavoro non sarà una priorità.

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Sconfitta PD. La critica di Emanuela Piroli

  • Pubblicato in Partiti

partito democratico bandiera350 250di Emanuela Piroli, intervento nella direzione provinciale svolta il 12 aprile (già convocata per il 6 aprile) - Difficile aggiungere altro a quanto già ascoltato, ma provo in sintesi a esprimere la mia posizione.
Mi pare chiaro che tutti noi abbiamo avvertito la sconfitta del 4 marzo come qualcosa di tragico, brucia, fa male al cuore, pur se annunciata e pur non essendo la nostra prima sconfitta. (per leggere tutto, completata una pagina, torna qui in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

  1. Errori enormi
  2. Lavoro e disagio sociale dimenticati

Errori enormi

Si sa in politica si vince e si perde, e la particolare volubilità dell’opinione pubblica in questo periodo storico, ribalta i consensi con estrema velocità. L’analisi del voto va ormai avanti da un mese a tutti i livelli, ed è stato detto tutto. Chiaramente va contestualizzata in un quadro più ampio, internazionale, associata alla crisi delle socialdemocrazie in tutto il mondo.
Prevale l’autocritica e la consapevolezza di aver compiuto degli errori enormi in questi anni, soprattutto siamo apparsi come coloro che garantiscono le classi sociali più abbienti e lontani anni luce dalle realtà del disagio sociale ed economico che invece prevalgono nel nostro paese.
Direi che a questo punto, superata la fase analitica, sia necessario capire cosa fare, mettere in atto interventi seri, a partire dal nostro interno, per riappropriarci di un modo di fare politica più vicino alle esigenze vere del nostro popolo, e più idoneo ad una società liquida, in continuo cambiamento, a cui non siamo riusciti a dare risposte.
E forse avremmo dovuto farlo prima di arrivare a toccare il fondo. Di segnali ne abbiamo da anni, anche nella nostra provincia. Abbiamo perso città importanti, penso a Frosinone, alla mia Ceccano regalata alla destra dopo decenni di amministrazioni di centrosinistra, e poi a ruota Cassino, Sora. Tutti noi siamo responsabili di quanto è accaduto.
E ciò che ora è fondamentale, è impedire che veti, correnti, ambizioni personali e decisioni precostituite, ci impediscano di nuovo di metterci in discussione e di guardare la società per quello che è veramente. Questo ci porterebbe a scomparire.
Dobbiamo pretendere che si apra una discussione vera, una fase di confronto e collegialità tra tutte le anime, per ridisegnare gli assetti del partito, a livello nazionale, regionale, così come a livello provinciale. Fondamentale è cambiare il metodo e i criteri con cui si prendono le decisioni, nel segno di una unità del partito vera e non fittizia per accontentare l’uno o l’altro. Dobbiamo essere tutti protagonisti di questo processo e non accontentarci di essere osservatori.
Alla luce di quanto letto e ascoltato in merito alla riorganizzazione del partito a livello provinciale, credo sia necessaria una stabilità, quindi un segretario ed una segreteria legittimati al 100%. A tale proposito non ho trovato utile la discussione portata avanti sulla stampa in questi giorni, prematura a mio parere, e soprattutto in vista dell’attuale direzione, si poteva attendere e riportare le proprie posizioni prima in questa sede, e valutarle insieme.
È un modo di fare che danneggia la nostra immagine ulteriormente, ci fa passare per quelli perennemente presi da scontri interni e spartizione di ruoli.
Su come eleggere il nuovo segretario ci sono due possibilità, assemblea o congresso. Valutiamo quale sia più percorribile mettendo sulla bilancia, tempistica e prossimi appuntamenti elettorali. In entrambi i casi cerchiamo di puntare in alto, di investire in personalità forti e motivate che possano apportare un contributo positivo al processo di ricostruzione, o rigenerazione come qualcuno lo ha definito.
Chiusa questa parentesi, riprendo la mia analisi del voto, senza dilungarmi per non ripetere argomenti già ampiamente trattati. Mi soffermerò su alcuni aspetti a mio parere significativi.
Spendo due parole sulla questione dei circoli, avanzata in questi giorni. In modo, sicuramente provocatorio, è stata messa in dubbio la loro funzionalità, in quanto le forze politiche che hanno vinto non hanno circoli. Allora io, con altrettanto spirito provocatorio, vorrei ricordare a tutti voi, che queste forze politiche non solo non hanno i circoli, ma non hanno proprio niente.
Non hanno rappresentanti sul territorio, amministratori, funzionari politici, non hanno dirigenti in enti e consorzi, allora il problema sono i circoli? Pensate che senza circoli il voto di protesta si sposterebbe su di noi? Non credo proprio. Probabilmente vanno ripensati, ma non sminuiti, perché il loro ruolo è fondamentale, la base è la nostra forza più grande e anche in questa tornata elettorale, sono stati determinanti soprattutto lì dove ci sono amministrazioni avversarie.
Tant’è che lo stesso Mov. 5 Stelle si sta adesso organizzando in sedi, anche ad esempio a Ceccano, loro le aprono, noi le chiudiamo? (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Lavoro e disagio sociale dimenticati

Ora vorrei approfondire con voi il dato geografico del voto. Ho letto da qualche parte che il collegio più a sud vinto dal centrosinistra alla Camera è quello del quartiere ardeatino di Roma, per il Senato è quello gianicolense di Roma. Poi il nulla. Il sud compatto, con un voto in alcune zone di massa, vota i 5 stelle, vedendo in loro la speranza di un futuro migliore, quella speranza che noi non siamo riusciti a dare. La forza motrice di questo voto è sicuramente la protesta, ma è anche la voglia di cambiamento.
A nord l’espressione di questa esigenza di cambiare è il voto alla lega di Salvini, che ha approfittato della paura della gente per la criminalità e per il diverso, portando avanti una campagna elettorale basata su una nuova forma di razzismo, sulla non accoglienza, sul disprezzo per la dignità umana. Ecco contro di ciò dovremmo combattere sempre e non lasciarci condizionare.
Non è l’impopolarità su questi temi che dovrà spaventarci, ma quella sui temi di cui dovremmo riappropriarci, lavoro e sociale.
Un’Italia divisa in due, è la definizione più in voga in questo periodo, due facce della stessa nazione, accumunate però dalla protesta, dall’insofferenza, dall’egoismo sociale dilagante, dal disinteresse nell’approfondire le informazioni. E anche qui noi abbiamo peccato di difetto nella comunicazione, che riprenderò in seguito.
Se poi guardiamo le grandi città il centrosinistra vince nei centri storici, dove il PD arriva a toccare in alcuni casi il 40% e scompare nelle periferie. Ammetto di aver provato una sensazione di tristezza, di dispiacere, di aver avvertito forte il senso del fallimento, guardando Carta Bianca qualche sera fa. Un reportage a Milano, sulle elezioni politiche. Bene, nel capoluogo lombardo i residenti del centro, in via Montenapoleone, nei quartieri “alti”, della bella società, il PD sfiora il 40%, gli intervistati motivano il voto con la “paura di cambiare” con la volontà di garantirsi il proprio benessere. E allora mi chiedo cosa siamo diventati? Come siamo percepiti? Come un partito di garanzia? Un partito conservatore? Noi che abbiamo riformismo e progressismo bel nostro DNA? Questo è inaccettabile.
Di contro i residenti nelle periferie, dove il PD è sotto la media nazionale, riferiscono di essere stati abbandonati nel loro disagio sociale ed economico, nel degrado. E quelli a sinistra appaiono spocchiosi, presuntuosi, inconcludenti, distanti anni luce dalla realtà, una realtà che ha bisogno prima di ogni altra cosa, di lavoro, tutela, servizi e sicurezza. Una sinistra cieca e anche un po' zoppa. Biasimarli? Sono veramente tutti ignoranti e ingrati? Tutti accecati dall’invidia sociale? Non credo sia così.
Il secondo aspetto che ci tengo a puntualizzare è il difetto nella comunicazione. Non siamo stati al passo con i tempi, con il cambiamento radicale del modo di fare informazione, non siamo stati in grado di spiegare le cose fatte con un linguaggio semplice, immediato e con toni congrui. Abbiamo per lo più parlato con numeri, percentuali, grafici, roba per addetti ai lavori.
A differenza del movimento 5 stelle a cui va riconosciuta l’abilità di essersi fatti “voce della gente” fino a dare una forza grandissima alla demagogia, tanto da arrivare ad istituzionalizzare un voto di protesta.
E se è vero che i social hanno cambiato il modo di comunicare e di fare politica, noi non li abbiamo utilizzati nel modo migliore, è stata la nostra, una campagna elettorale tutta sulla difensiva.
E se è vero che il risultato elettorale è stato influenzato da false notizie e slogan, è anche vero, a mio parere, che tutto ciò non avrebbe avuto presa così facilmente su un popolo soddisfatto, felice, realizzato, protetto, fiducioso nel futuro.
Ricominciamo a parlare una lingua comprensibile, ad ascoltare, non sottovalutiamo l’insofferenza sociale in crescita, che abbrutisce, indispettisce e rende intolleranti. Prevale ormai da tempo insoddisfazione, rassegnazione e disperazione, stati d’animo che hanno trovato una speranza nel voto, permettetemi la forzatura, “rivoluzionario” del 4 marzo.
Smettiamola di trovare capri espiatori. La legge elettorale senz’altro ci ha penalizzato, ma non avremmo di certo vinto con una legge elettorale diversa e poi Renzi, anche io c’ho creduto, è uno dei primi responsabili del disastro, ma ricordiamoci che è comunque un nostro prodotto.
Ma non dimentichiamoci che siamo il PD, un grande partito, con grandissime risorse umane, con principi indiscutibili che dovremmo però rispolverare e su cui dovremmo basarci per reinventare un nuovo modello di socialdemocrazia. Il mio ottimismo, la fiducia verso un partito che è la mia casa, e la consapevolezza che i consensi possono ribaltarsi velocemente, mi impediscono di essere disfattista e di piangermi addosso. Dobbiamo puntare in alto, nei programmi e nella scelta della classe dirigente. Di persone di qualità, competenza e con passione per la politica, ne abbiamo da vendere. Non impantaniamoci in vecchi schemi, ormai chiaramente superati.
grazie


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Emanuela Piroli: il rispetto fra istituzioni è atto dovuto

partito democratico bandiera350 250di Emanuela Piroli, PD Ceccano - Nella mattinata del 27 maggio non c'è stato alcun applauso all'arrivo dell'assessore regionale Mauro Buschini presso la ASL di Ceccano, ma solo una dovuta e dignitosa accoglienza. Il sindaco Roberto Caligiore con la sua pietosa fuga ha distolto l'attenzione dal motivo vero dell'incontro, in quanto i giornali e l'opinione pubblica si sono concentrati su quanto è accaduto, a discapito dei cittadini, che sicuramente avrebbero preferito avere informazioni sul destino della nostra struttura sanitaria.

Tra istituzioni, anche se le bandiere che si sventolano hanno colore diverso, la forma è un atto dovuto, perché altrimenti si rischia l'isolamento, il rapporto e la collaborazione sono elementi necessari, ma questi principi di buona amministrazione sembrano proprio non essere presenti nel DNA di questa giunta comunale, che ha già perso molte occasioni di finanziamento. Loro priorità sono le fiere e i fiori, forse avrebbero dovuto costituire una società per l'organizzazione di eventi.

I problemi interni del PD non sono affar loro, anche perché stiamo dimostrando ora che sulle questioni di interesse per la cittadinanza, siamo in grado di ricompattarci e di intervenire in modo unitario. Non si creano scontri istituzionali su temi come la salute dei cittadini.

Per quanto riguarda l'appellativo usato in modo offensivo nei nostri riguardi, maggiordomi, dimenticano forse che maggiordomi lo sono stati loro a personaggi politici di dubbio spessore morale, tra l'altro indagati. Quindi da quale pulpito arriva la lezione morale! Colpiti da grave amnesia, hanno anche dimenticato che l'ospedale di Ceccano è stato chiuso dalla Giunta Polverini e che la Sanità della Regione Lazio è commissariata da anni per colpa della disastrosa gestione della Giunta guidata da Storace, loro referenti politici. Per fortuna la cittadinanza non dimentica e non si lascia prendere in giro! Si tratta di un maldestro tentativo di arrampicarsi sugli specchi! La passerella, che il sindaco dice di non amare, in realtà voleva farla da solo con i suoi, escludendo la Regione Lazio. Noi da parte nostra, eravamo presenti, non per una ricerca di visibilità, ma per un doveroso interesse verso la struttura, verso i ceccanesi e il territorio. Dopotutto non ci risulta che l'attuale giunta comunale abbia finora preso degli impegni concreti nei confronti della Sanità locale. Parlano poi di competenze! E quali sarebbero le competenze in materia di Sanità del Sindaco e dei tre consiglieri che lo seguivano il giorno 27 maggio? Con la sua partecipazione l'assessore Mauro Buschini ha dato un segno importante di interesse nei confronti della struttura sanitaria di Ceccano, le sue deleghe sono altre, ma questo che significa? È comunque un rappresentante regionale del nostro territorio, e probabilmente frequenta Ceccano da più tempo rispetto al sindaco stesso. Perchè tanto stupore riguardo la presenza dell'assessore, quando già annunciata da due giorni con comunicato ufficiale sul sito internet della ASL? E poi, i finanziamenti per la Casa della Salute, chi li ha ottenuti? Il sindaco Caligiore? Eh no, dobbiamo ringraziare il PD , la Regione Lazio e l'assessore Buschini che ha lavorato affinché ciò accadesse.

 
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