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UGL. Enzo Valente invita la politica frusinate all’unità

La politica frusinate si disunisce dietro battaglie territoriali e personalismi a scapito della concretezza

UGL logoellissi 350 min"La provincia di Frosinone in questo momento ha bisogno di condivisione, di unità d’intenti e non certamente di ingaggiare battaglie tra i territori. L’emergenza sanitaria ha devastato un’economia già in difficoltà e sta cambiando la società nel suo profondo. I nostri comportamenti, il nostro modo di fare economia sicuramente sarà rimodellato dopo quanto accaduto, i cittadini lo hanno capito ma, evidentemente, non la politica che continua ad agire alla vecchia maniera pensando più al proprio orticello che all’interesse generale”.

Il Segretario Generale dell’UGL Frosinone Enzo Valente chiede alla politica di fare squadra dopo le polemiche arrivate da più parti, in merito all’istituzione della fermata della Tav nel territorio frusinate: “Si è aperto uno scontro tra territori – spiega Valente – una rincorsa a chi la spara più grossa. Sembra che ogni politico abbia un proprio progetto, porti avanti studi di fattibilità per dimostrare che la propria area sia la migliore per fermare i treni Tav. A corredo di questo si stanno facendo raccolte firme che, sappiamo bene, rimarranno all’interno di un cassetto e non sortiranno effetto alcuno. Le debolezze politiche non si superano calando sul campo mezzi della 'Prima Repubblica' ma facendo proposte concrete. Gli esponenti che ci rappresentano all’interno dei palazzi di potere dovrebbero, semmai volessero rendersi utili, chiedere al governo una presa di posizione forte affinché le nostre industrie, a cominciare da quelle che ruotano attorno all’automotive, rafforzino la propria presenza sul territorio e in Italia, così come gli altri settori industriali fondamentali per il tessuto economico. L’invito è quello di lavorare, fare sistema e creare un progetto di sviluppo integrato per rilanciare l’economia. Agitare le piazze con raccolte firme inutili, è gettare polvere negli occhi della gente, illuderla e poi lasciarla con un pugno di mosche in mano. Stiamo affrontando un’emergenza senza precedenti che amplierà in modo esponenziale la platea di disoccupati e poveri, e la straordinarietà del momento non può non essere affrontata con la coesione e l’impegno di tutti.”. Valente si rivolge al Presidente della Provincia Antonio Pompeo e al Prefetto di Frosinone: “Sarebbe auspicabile un intervento dei due massimi rappresentanti del nostro territorio per riportare ordine nella politica frusinate. L’istituzione di una cabina di regia dove si lavori per creare una visione comune potrebbe essere la soluzione ideale per superare i territorialismi e lavorare in una direzione unica per il bene dell’intera provincia”.

 

 

 

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Enzo Valente (UGL) su CIGD e Ammortizzatori sociali in genere

Una dichiarazione di Enzo Valente

enzo valente ugl 350 minValente (UGL): “preoccupati per i tempi dell’erogazione della cig. il governo riveda la posizione sugli artigiani e la regione non dimentichi vertenza frusinate e area di crisi complessa”
“Siamo preoccupati per i tempi relativi all’erogazione della Cig e degli strumenti messi in campo dal Governo. Non vorremmo che le lungaggini burocratiche penalizzino oltremodo i lavoratori in questo periodo di emergenza sanitaria, sociale ed economica. Ad oggi ci sono già numerose famiglie senza sostegno al reddito”. Il Segretario Provinciale dell’UGL Frosinone Enzo Valente esprime dubbi e perplessità sull’iter deciso dal premier Conte per l’erogazione dell’ammortizzatore sociale: “Passare attraverso l’Inps con le modalità attuali significa perdere mesi – sottolinea Valente – tempo che le famiglie non possono permettersi certamente. Dipendenti delle aziende ma anche lavoratori indipendenti stanno esprimendo allarme e preoccupazione anche per i bonus, per questo auspichiamo che nel momento dell’emergenza venga pensato un percorso più veloce per la Cig e il resto dei provvedimenti di sostegno al lavoro e alle famiglie”. Preoccupazione che aumenta se si pensa che anche le grandi aziende del territorio ciociaro stanno accedendo al pagamento diretto da parte dell’Inps: “Molti degli stabilimenti più importanti della provincia hanno annunciato di ricorre all’istituto di previdenza sociale, ragione per la quale pensiamo che gli uffici saranno ancor più intasato rallentando ulteriormente l’iter. L’emergenza va affrontata con strumenti altrettanto emergenziali, senza vincoli, lacci e laccioli che la nostra burocrazia contempla al suo interno”. Da parte di Valente un pensiero anche agli artigiani del territorio: “Ad oggi, i lavoratori delle imprese artigiane che non sono in regola con i versamenti all’ente bilaterale non possono ricever gli aiuti, a mio avviso si tratta di un errore che la Regione Lazio deve correggere. Adesso è il momento di sostenere il tessuto produttivo dei territori, per il resto ci sarà tempo di affrontare tutte le questioni”. Per il Segretario UGL “nel momento in cui i lavoratori e le famiglie avranno la libertà di potersi di nuovo muovere sarà difficile governare i processi sociali. In questo quadro chiediamo alla Regione Lazio di non dimenticare i lavoratori di Vertenza Frusinate e dell’area di Crisi Complessa perché è da Gennaio che aspettiamo di ridefinire l’accordo per gli ammortizzatori sociali”.

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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Una dichiarazione di Enzo Valente (Ugl)

Attesa e grande attenzione per la firma dell’Accordo Programma per l’Area Crisi Complessa di Frosinone. Il sindacato ugl logoritiene sicuramente positivo la sottoscrizione del protocollo che arriva a conclusione di un percorso iniziato qualche anno fa attraverso il tavolo provinciale del lavoro, ma questa volta attende, al contrario di quanto accaduto per il passato, ricadute importanti per l’occupazione del territorio ciociaro: «Siamo contenti di aver raggiunto l’obiettivo – spiega il Segretario Provinciale UGL Enzo Valente – ma pretendiamo che stavolta ci siano i frutti sperati in termini d’occupazione. Non è la prima volta che il territorio porta a casa importanti accordi come quello che qualche anno fa aveva aperto alla speranza i cuori di migliaia di ex lavoratori Videocon per una ricollocazione nel mondo del lavoro. In realtà non sappiamo se le due aziende vincitrici del bando, nonostante l’accesso ai fondi messi a disposizione dell’accordo e le condizioni vantaggiose per le assunzioni, abbiano offerto una nuova pos- sibilità di impiego a qualcuno dei nostri disoccupati». I nuovi bandi che nasceranno dal nuovo Accordo di Programma devono essere differenti rispetto ai precedenti: «Erano inaccessibili alle piccole e medie imprese del no- stro territorio mentre i prossimi dovranno essere tarati per dare la possibilità alle aziende ciociare di partecipare».

 

fonte, L'Inchiesta quotidiano del 23 ottobre 2018

 

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Parla Enzo Valente dell'UGL invocando magistratura e commissari

ugl logoda L'Inchiesta del 18 ottobre 2017 Intervista a Enzo Valente

Segretario Valente, un mese fa Gino Rossi di Vertenza Frusinate polemizzò con la Regione Lazio per il mancato pagamento delle indennità di mobilità. Intervenne l’assessore Valente a smentirlo e, a dar man forte alla Regione, ci furono anche i segretari provinciali sindacali: ad oggi neppure un euro è stato e­rogato. Insomma, aveva ragione Rossi?

«Gino Rossi, forte dell’e­sperienza maturata prima con la lunga militanza nel sindacato e poi in Verten­za Frusinate, aveva preventivato quelle che era­no le lungaggini dovute alla burocrazia che, ancora una volta, vanifica gli sforzi e le conquiste di una difficile partita rivendicativa. Ci appellia­mo al ministero ed alla Regione, affinché faccia pressione, per sbloccare liter burocratico: troppe fa­miglie sono senza reddito e la situazione inizia a diventare davvero insostenibile. Oltre alla mobilità aspettiamo ancora risposte per quei lavoratori che erano stati esclusi da questo beneficio sulla mobilità in deroga 2016: oggi, pur avendo le carte in regola ed i requisiti a posto, a tutt’oggi l’Inps di Frosinone e lo sportello di Anagni non erogano l’indennità senza dare la risposta delle reali motivazioni».

Un vero rebus...

«Ma non finisce qui. Ricordiamo che la misura sull’area di crisi speciale, prevista nel 2016, conferma anche per il 2017 dodici mesi di cassa straordinaria in deroga per le aziende che hanno esaurito l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali ordinari. Delle 6 aziende ciociare - sulle 10-12 a livello nazionale - che hanno usufruito di questo strumento ad oggi nessuna ha ancora ottenuto il rimborso da parte dell’Inps per chi ha anticipato la provvidenza ai dipendenti. Maggiore è la beffa per i lavoratori di quelle aziende che, non avendo la possibilità dell’anticipo, dovevano percepire l’indennizzo diretto da parte dell’Inps. Inspiegabile che i funzionari dell’Inps, pur affermando che tutta la pratica è in regola, continuano a non pagare i lavoratori. Sarebbe proprio il caso che la magistratura chiarisse lo stato delle cose».

Ci sono poi tirocini aziendali e lavori utili...

«Come organizzazioni sindacali, oltre ad aver incontrato il mondo dell’associazionismo datoriale e i vertici della Camera di Commercio, abbiamo fatto un lavoro di preparazione di schede tecniche relative singolarmente a questi lavoratori e sono state messe a disposizione delle associazioni».

Funzionerà?

«Questa è una misura innovativa ma non è certo la soluzione al problema occupazionale della provincia. C’è necessità di grande attenzione a non drogare ulteriormente il mercato del lavoro della Ciociaria, già fiaccato dal precariato selvaggio e delle occupazioni in nero. Dobbiamo evitare che qual­che imprenditore spregiudicato possa approfittare di questa misura solo per utilizzare mano d’opera a costo zero. Insomma vanno bene i tirocini curriculanti per gli ex lavoratori ma a patto che ci sia una forte attenzione affinché ci sia uno sbocco occupazionale dopo il periodo di tirocinio. Si tratta di persone che hanno già sofferto abbastanza e che non meritano certo una presa in giro ulteriore».

La call per le manifestazioni di interesse delle aziende ad investire nell’area di crisi complessa sembra aver ottenuto risultati decisamente modesti. Che giudizio dà?

«E’ il caso che in provincia di Frosinone, soprattutto nell’area nord -sito di interesse nazionale - si provveda alla nomina di un commissario straordinario. Col compito della reale bonifica della valle del Sacco, libero da lacci e lacciuoli del consenso elettorale, ma anche determinato a sburocratizzare l’iter autorizzativo che oggi, in virtù dei vincoli relativi al Sin nazionale, ritardano o bloccano quasi completamente il mondo delle autorizzazioni e scoraggiano gli investimenti penalizzando sempre di più questo territorio. Questo non vuol dire che sia giusto spingere per autorizzare attività a sensibile impatto ambientale: perché sul fronte delle emissioni è chiaro a tutti come non si possa incidere ulteriormente sulla già preoccupante situazione esistente. Del resto, bisogna ricordarlo, ci sono tante imprese amiche dell’ambiente e non è giusto che anche queste paghino lo scotto per gli effetti generati da chi ha prodotto inquinamento».

Perché gli imprenditori sembrano non credere più in misure come area di crisi ed accordo di programma?

«Si è perso l’interesse per questi strumenti perché i tempi per beneficiare degli effetti positivi sono molto più lunghi e non corrispondono minimamente a quelli che sono i ritmi delle imprese spinte dall’urgenza di dare risposte immediate al mercato. Il vecchio accordo di programma è un esempio davvero emblematico: ancora oggi non si sa in quale cassetto del ministero o di Invitalia sia fermo. Ma, di sicuro, se quei finanziamenti per le 2/3 imprese che hanno aderito fossero stati vitali per la loro sopravvivenza o il prosieguo delle attività, ci troveremmo di fronte ad aziende chiuse da un pezzo. Ma per fortuna non era così».

Veniamo alla barzelletta dell’area Fca, dove politica e tavoli istituzionali non riescono ad accendere una fila di pali della pubblica illuminazione...

«Ha fatto bene il collega della Uilm Francesco Giangrande che, senza più fiducia nei tavoli e tavolinetti ella politica, si è rivolto alla magistratura. Gli diamo un plauso e dobbiamo prendere esempio da lui anche su altri aspetti. Ci avviciniamo al rinnovo del governo regionale e di quello del Paese e su questi temi chiederemo impegni forti e precisi ai prossimi candidati. C’è una corsa oggi da parte dei governanti e di chi ha governato a dire che tutto è stato fatto. Ma dai riscontri purtroppo risulta evidente che non è così, ad eccezione di misure straordinarie messe in campo per una piccola fetta di persone che non va a ristorare la massa di gente precipitata nella povertà in provincia. In termini reali è stato fatto poco e molto spesso le uniche cose a beneficio della collettività sono venute dalle aziende, senza l’aiuto del pubblico. Anzi, a volte, perfino osteggiate dal mondo della politica e delle istituzioni. La storia di Fca è emblematica: ha fatto tutto da sola. Come pure hanno fatto da sole le imprese dell’indotto che, per restare fornitrici del gruppo guidato da Marchionne, hanno messo mano al portafogli ed hanno investito».

 
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