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Oleggio: serata per i “Bambini di Cassino” alla Villa Trolliet

Oleggio mariagraziaalemanni 350 260 minOleggio: una serata in ricordo dei “Bambini di Cassino” alla Villa Trolliet.
Si è svolta giovedì 10 maggio alle 21 la serata dedicata dal Museo Etnografico C.G.Fanchini di Oleggio ai “bambini di Cassino” ospiti della locale Villa Trolliet nel 1946.
All'incontro, organizzato, insieme al Museo, dalla Biblioteca Civica, dal Comune di Oleggio e dalla Sezione ANPI ovest Ticino e a cui era presente il vicesindaco Andrea Baldassini, hanno partecipato , insieme a Maria Grazia Alemanni, autrice della ricerca, il dott. Gianni Cerutti, Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza della provincia di Novara e la prof. Anna Cardano, storica.
M.Grazia Alemanni ha rievocato le vicende, sinora inedite e riscoperte grazie alle carte conservate presso l'Archivio dell'Istituto Golgi Redaelli di Milano, del gruppo di bambini del frusinate ospitati presso la villa Trolliet di Oleggio di proprietà, all'epoca, del Comune di Milano e di cui davano notizia A.Loffredi e L.Fabi nel loro libro, “L'infanzia salvata”.
Il dott. Cerutti ha poi inquadrato l'episodio nella storia del dopoguerra e del ruolo che vi ebbe il Partito Comunista.
Infine la prof. Cardano ha ricordato la situazione dell'Europa dopo i bombardamenti e la condizione dell'infanzia , attraverso l'esempio di due testi, “Il continente selvaggio” di Keith Lowe e “L'infanzia nelle guerre del Novecento” di Bruno Maida.

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1946: I “bambini di Cassino” alla Villa Trolliet di Oleggio

Oleggio 350 260Continua la ricerca di testimonianze sulla presenza dei bimbi frusinati opsitati in comuni del nord Italia come raccontato dal libro l'Infanzia salvata. Nord-Sud, un cuore solo. Questo nuovo ricordo a firma di di M. Grazia Alemanni così è giunto in redazione, presentato da Angelino Loffredi:
«Ignazio, capirai certamente l’importanza di questa notizia che ho sollecitato per poterla pubblicare su unoetre. La signora Alemanni da anni sta ricercando notizie ed ora ha quasi raggiunto lo scopo. Mi ha anche mandato l’elenco completo dei ragazzi ospiti a Oleggio (199) Le notizie riportato confermano e notevolmente allargano quando già scritto nel libro “L’infanzia salvata“ Solo che non so come dare continuità e con quali strumenti tale ricerca.
Angelino»
Seguitiamo a far conoscere il libro di Loffredi e di Lucia Fabi e favorendo l'impegnata ricerca di persone come come la signora Maria Grazia Alemanni che così scrive:
«Caro Angelino,
ci ho messo un po’ più del previsto, perché i documenti che ho dovuto analizzare erano veramente molti.
Ho cercato di fare una sintesi accettabile e ho trovato anche una fotografia della villa Trolliet oggi, dove è ospitato l’ENAIP, un centro professionale. Non ho scritto che ora appartiene al Comune di Oleggio, ma è una delle cose che ho tagliato.
Se ritieni utile puoi modificare il titolo.
In attesa di risentirci o vederci un carissimo saluto a te e a Lucia.
Grazia»

di Maria Grazia Alemanni - Una storia inedita.
Uno dei mille filoni della vicenda che vide nell’immediato dopoguerra la campagna di solidarietà verso i “bambini di Cassino”, organizzata dall’UDI e dal PCI è quello che conduce alla vicenda di Villa Trolliet a Oleggio, in provincia di Novara.
Vi furono ospitati circa (ci furono partenze e arrivi) 200 tra bambini e ragazzi, che erano partiti il 30 marzo del 1946 dalla stazione di Ceccano (FR), come sappiamo dal testo “L’infanzia salvata” di L. Fabi e A. Loffredi. Essi restarono nella colonia sino al 14 settembre dello stesso anno. Insieme ad essi, vi erano sicuramente altri bambini, destinati ad essere ospitati presso famiglie e istituzioni della Lombardia. Il Comitato di soccorso ai bambini del Cassinate di Milano, che si era riunito più volte nel febbraio dello stesso anno, come sappiamo dai verbali e dal carteggio conservati presso l’archivio dei Luoghi Pii Elemosinieri dell’ASP Golgi Redaelli di Milano ( ALPE) infatti, aveva deciso di soccorrere intanto 5000 bambini, inviando generi di prima necessità e indumenti direttamente nella zona così martoriata del frusinate, e in un secondo tempo di ospitare gruppi consistenti di bambini.

Il Commissario straordinario dell’Ente Comunale di Assistenza (ECA) era in quegli anni l’Avvocato Ezio Vigorelli, socialista e partigiano, promotore tra gli altri della Repubblica dell’Ossola. Vigorelli decise “un particolare gesto di solidarietà dettato dalla preoccupazione di salvare almeno i nostri bambini”, che consisteva nell’offrire l’ospitalità a 200 bambini del cassinate nella Villa Trolliet di Oleggio, una tenuta donata nel 1896 dal sig. Trolliet al Comune di Milano, che era utilizzata prima della guerra come colonia estiva per i minorenni assistiti dall’IDAM (Istituto di assistenza ai minorenni). “Nella colonia di Oleggio [...] - che per la sua situazione in località molto salubre, è particolarmente adatta a bambini gracili e bisognosi di cure – saranno ospitati 200 bambini dell'Italia centro-meridionale, dei quali l'Eca assumerà a totale proprio carico il mantenimento per sei mesi, salve le provvidenze ulteriori.”
"Sarà nostro compito spiegare ai bambini dell' Istituto Assistenza ai minorenni, il gesto di solidarietà verso i loro più infelici fratelli, che essi compiono privandosi per quest'anno del normale periodo di soggiorno fuori Milano.”
Oggi sappiamo che il 6 aprile, dopo un breve soggiorno a Milano (139 bambini furono ospitati presso la comunità di accoglienza della Scuole di Via Palmieri), il gruppo raggiunse Villa Trolliet a Oleggio. Dall’elenco compilato nel maggio successivo abbiamo appreso che si trattava di 123 maschi e 76 bambine, provenienti in maggioranza da Ceccano, da Castelliri e da Castrocielo, ma vi erano poi bambini di Atina, di Paliano, di Aquino, Pontecorvo, Strangolagalli e di altri comuni della provincia di Frosinone, due soli da Cassino. Contrariamente alle disposizioni date dal Comitato nazionale di Soccorso, vi era un gruppetto di adolescenti (10) e uno di bimbi piccoli, dai 3 ai 5 anni (13). Il rimanente gruppo era composto da bambini e ragazzi tra i 6 e i 13 anni.
All’inizio i bambini sono assistiti da personale religioso, ma nelle relazioni finali dei responsabili si parla solo di assistenti e istitutori. La vita nella colonia di quel numeroso ed eterogeneo insieme di ospiti non deve essere stata facile, come si evince dalle lettere e dai resoconti di chi, a vario titolo, ne era responsabile. Dopo poco tempo infatti scoppia un’epidemia di morbillo, che costringe al ricovero in ospedale di un bambino di 8 anni, Antonio Trimani. Ci sarà anche la varicella e qualche caso di pertosse. L’assistenza medica è fornita da un medico di Oleggio, il Dott. Frigé, ma il Comitato di Soccorso di Milano invierà il 21 maggio un pediatra, il dott. Carozzo. Altri ricoveri per forme respiratorie o complicanze sono registrati dal Giornale degli ammalati dell’Ospedale Maggiore di Novara per un totale sinora accertato di 9 bambini. Vengono segnalati anche numerosi casi di rachitismo, soprattutto nei bimbi più piccoli.
Il 7 maggio, in occasione del cambio di dirigente (a Radice subentra Rizzo), un responsabile dell’ECA, dott. Peroni, relaziona sulla vita nella colonia: apprendiamo così che le attività degli ospiti variano in relazione alla loro età: i più piccoli “convivono nella condizione di un asilo”. I più grandi “passano il loro tempo in ricreazione libera od organizzata dagli istitutori e dalle assistenti”. Il dott. Peroni prende in considerazione anche la possibilità di creare una vera e propria scuola, ma l’ipotesi viene scartata per la mancanza di personale specializzato. I bambini e i ragazzi vengono anche portati a fare passeggiate intorno alla villa: ed è in una di queste occasioni, il 23 maggio, che un bimbo di 8 anni, Giuseppe Cesario di Castrocielo, si schiaccia una mano contro un muro, perché l’autocarro su cui il gruppo era stato fatto salire per evitare un acquazzone, sbanda. Anche la vivacità dei ragazzini porta a qualche incidente: Umberto Manni, di 12 anni, si frattura una gamba cadendo in malo modo da una finestra dove era salito per recuperare una palla. Il direttore Rizzo in una lettera all’ECA del 13 giugno lamenta “la sfrenatezza e la vivacità di questi ragazzi, vissuti sempre in libertà e allo stato quasi primitivo”. I giovani ospiti, peraltro, intrattengono una corrispondenza con i genitori, alcuni dei quali il 25 maggio giungono ad Oleggio a visitare la colonia. Per qualcuno di loro si trattava di andare a riprendersi i figli: i fratelli Capraro, i Di Folco e i Longo, tutti provenienti da Aquino, tornano a casa con i genitori. Ma si registra anche il caso di un’adozione, avvenuta con il consenso del padre del bambino, da parte di una signora di Milano, Ada Morelli Carignani. Quando, il 14 settembre, il gruppo torna nel frusinate, c’è emozione da parte degli organizzatori. “Alla partenza, che è stata commovente, hanno anche presenziato anche il Sindaco e l’Assessore alla Beneficenza e all’Infanzia, sig.ra Barcellona”. E lo stesso segretario del Comitato di Soccorso di Frosinone, Tullio Pietrobono, in chiusura di una lettera inviata all’ECA il 24 settembre scrive: ”Vi esprimiamo perciò anche a nome dei piccoli beneficati le migliori espressioni di gratitudine e di simpatia”.

 
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