fbpx
Menu
A+ A A-

Colleferro, chiusura discarica: assemblea cittadina di Rifiutiamoli

discaricaColleferro 350 minda Il movimento Rifiutiamoli - Convocazione assemblea cittadina di Rifiutiamoli su chiusura discarica e progetto del compound. 

Sabato 11 gennaio nella sala dell’Auditorium della città di Colleferro Fabbrica della musica'' il movimento di Rifiutiamoli convoca una assemblea aperta ai cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco in occasione della chiusura della discarica di Colle Fagiolara, prevista per il 15 gennaio e sula proposta apertura di un compound di post-trattamento dei rifiuti da parte della società Lazio Ambiente.

L’assemblea si svolgerà all’auditorium poiché esso rappresenta un passo importante per la rinascita del quartiere Scalo. Rinascita che passa anche per la chiusura degli inceneritori di Colle Sughero -ottenuta dalla lotta di Rifiutiamoli con la partecipazione di cittadini ed amministratori- a cui si è aggiunta la creazione della biblioteca di Oltre il Ponte alla scuola elementare Flora Barchiesi.

Giovedì mattina 16 gennaio saremo con gli amministratori e gli studenti dell’IPIA a festeggiare la chiusura della discarica.
La chiusura della discarica di Colle Fagiolara è decretata in modo definitivo dall’ordinanza di novembre del presidente Zingaretti che la sposta al 15 gennaio in seguito alle chiusure dell’impianto seguite alla tragica morte dell’operaio Giuseppe Sinibaldi. Ciò accade nonostante le reiterate richieste da parte della sindaca di Roma Virginia Raggi affinché si continuasse ad utilizzare per almeno un anno Colle Fagiolara.
Siamo in piena improvvisazione nella ricerca di nuovi siti destinati ad ospitare la discarica di servizio per la città metropolitana di Roma, mentre le proteste nei siti prescelti si organizzano presto e bene. Anni di mancata pianificazione e innovazione del ciclo di gestione dei rifiuti non si superano in poco tempo, tanto meno il mancato coinvolgimento dei cittadini in ogni territorio della regione.

Il progetto del compound è figlio del medesimo stato di cose, soffre della medesima improvvisazione. Ciò risulta dalle dichiarazioni del presidente di Lazio Ambiente, Daniele Fortini. Le tonnellate passano da 500 mila a 220 mila. L’impianto lo dovrebbe fare realizzare Lazio Ambiente, anzi forse lo realizzerà AMA, se acquisterà Lazio Ambiente il cui valore verrebbe rimpinguato dal progetto del compound o meglio valore costituito dal solo progetto del compound, poiché nulla resta alla società da gestire con la chiusura della discarica di Colle Fagiolara, mentre incombe l’intervento della Corte dei Conti sulla regione per il mancato realizzo degli inceneritori.

Secondo Fortini, a gennaio il bando per il progetto, entro maggio il progetto definitivo, il cui valore -dice Fortini- permetterà di mettere sul mercato Lazio Ambiente, da offrire in pasto ad AMA.
Una situazione ingarbugliata che dovrebbe mettere d’accordo la regione proprietaria di Lazio Ambiente con il comune di Roma proprietario di AMA, mentre Cerroni osserva interessato.

Sabato 11 gennaio vogliamo riprendere la discussione avviata nella scorsa assemblea svolta in sala Konver, durante la quale avevamo previsto di indire una manifestazione nel momento in cui sembrava incerta la chiusura della discarica di fronte le pressioni della sindaca Raggi.
Come dice il presidente Fortini, Roma produce un milione di tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati, quindi ci sarà bisogno di altri impianti come il compound in questione. Questa constatazione serve a ribadire la necessità di non affrontare isolati, territorio per territorio l’insediamento dei prossimi impianti.

Sabato 11 gennaio quindi ci ritroviamo per ragionare sul futuro dell’impiantistica regionale, con l’obiettivo di approfondire ed allargare i legami tra associazioni, comitati ed anche amministrazioni che nei diversi territori si muovono per una radicale innovazione della gestione del ciclo dei rifiuti.
Nella sigla Rifiutiamoli si riconoscono tutti coloro che hanno realizzato la mobilitazione continua dal ‘lotto luglio’ 2017.
Rifiutiamoli ha realizzato le più ampie mobilitazioni per la difesa della salute e dell’ambiente, con lo stesso spirito unitario lavoriamo alla creazione di un movimento coordinato su scala regionale.

4 gennaio 2020 Il movimento Rifiutiamoli

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Discarica Colleferro, ricognizione di Rifiutiamoli

discaricaColleferro 350 minNota Stampa Rifiutiamoli - Vista da dentro una discarica di rifiuti ti conferma il pensiero di quanto possa essere stupido l’essere umano, incapace di risolvere problemi complessi da lui stesso creati con soluzioni che aggravano il problema.
Una delegazione del presidio Rifiutiamoli è entrata all’interno della discarica di Colleferro accompagnata dall’Amministratore Unico di Lazio Ambiente SpA, Daniele Fortini, dal Sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Colleferro, Giulio Calamita.

Le montagne artificiali di rifiuti hanno definitivamente deturpato, lasciando un marchio indelebile sul paesaggio, che non potrà mai essere più ricostruito come all’origine.
La visita è stata l’occasione per un confronto con Fortini, Gli sono state rivolte domande sia di carattere tecnico che economico a cui l’AU di Lazio Ambiente non si è sottratto: ne valutiamo le risposte con la competenza di chi conosce molto bene tutto ciò che gira intorno ad un sacchetto di immondizia.

Impatto odorigeno ossia la puzza

Sull’impatto odorigeno ci ha spiegato che può succedere che il carico di alcuni di camion - provenienti dagli impianti di TMB, nella fattispecie Rocca Cencia, Malagrotta 1 e 2, Rida Ambiente, SAF- non abbia completamente chiuso il ciclo della biostabilizzazione del rifiuto, come avevamo già ipotizzato. Questa risposta però non ci ha convinti del tutto. In pratica secondo lui è naturale che in una situazione continuamente in bilico come quella dei rifiuti nel Lazio, qualcosa possa scappare, inoltre questo residuo dell’indifferenziato trattato nei TMB rientrerebbe- anche in condizioni di contenuto di umidità superiore al previsto- nei codici CER che descrivono il prodotto da conferire, quindi lo si accetta e ci affretta a ricoprirlo di terra , detto in estrema sintesi. Certo non accade tutti i giorni a tutte le ore, ma quando accade l’impatto è molto pesante, come testimoniano gli studenti dell’IPIA, la causa quindi non può essere un singolo camion. La stagione calda si approssima, non sarà accettabile il ripetersi di questa situazione, dovuta alla fretta con cui lavorano gli impianti di trattamento dell’indifferenziato, costretti ad accelerare i tempi a causa della quantità crescente di rifiuto conferito. Si dovrà risalire la catena sino all’origine del malfunzionamento. Durante il giro perimetrale della discarica in alcuni punti abbiamo avvertito il malessere derivante dall’impatto odorigeno, il resto poi lo fanno i venti.

Quantità conferite

Attualmente dopo un periodo iniziale di assestamento in seguito allo spostamento dei tralicci, si è giunti ad un conferimento di rifiuti giornaliero di circa 1.000 tonnellate, un’enormità tradotta in circa 40 camion al giorno. L’AU ci ha confermato il fatto che gran parte di queste 1000 tonnellate proviene da impianti che trattano rifiuti della città di Roma. La discarica di Colleferro è accompagnata nel funzionamento dalla discarica di Viterbo e da quella di Civitavecchia. Quella di Roccasecca della MAD è in attesa della sentenza del Consiglio di Stato del 21 maggio sulla sopraelevazione autorizzata dal Ministero dell’Ambiente, il che la riporterebbe in auge per un periodo massimo di 14 mesi. Quella di Albano con un residuale di circa 560.000 tonnellate, di proprietà di Cerroni resta, per ora, sequestrata dalla magistratura.

La chiusura

Confermata più volte da Fortini la chiusura alla coltivazione del 31 dicembre 2019, nel frattempo si procede con le fasi iniziali del capping della parte vecchia, quella già chiusa come lotto 12/13 anni fa. Il progetto relativo verrà presentato a breve alla regione Lazio, Piantumazione con alberi ad alto fusto e piante con capacità fito-depurative, un palliativo come lo sono i nebulizzatori per smorzare l’effetto odorigeno, ma d’altronde come ripetuto più volte dall’AU “questa è una discarica”. Con una portata tale di conferimenti a pieno regime come si prevede per i prossimi mesi, si apre anche il sabato e la domenica mattina, poco ci manca che si giunga al riempimento totale della volumetria residua. Nel caso non fosse così si potrà provvedere utilizzando terra, almeno così ci è stato detto, per raggiungere l’ormai famosa conformazione “a panettone”.

I controlli e la sorveglianza

La discarica di Colleferro è continuamente sotto l’attenzione dell’ARPA, che sta intervenendo anche più volte la settimana, della Forestale, del NOE. Per quanto riguarda la sicurezza della discarica è garantita da sistemi di videosorveglianza interni collegati alla sala di controllo degli inceneritori; tra l’altro si sta pensando di utilizzare personale degli inceneritori per il compito di guardania in discarica che attualmente occupa 18 addetti divisi per tre turni.

L’impianto di percolato e biogas

La discarica è dotata di un nuovo impianto di raccolta e trattamento del percolato che sembrerebbe funzioni al meglio con scarico direttamente in fogna o possibile riutilizzo dell’acqua in uscita per altri scopi.Rifiutiamoli logo 350 min
Sull’impianto terminale di captazione del biogas meglio stendere un velo pietoso. A prescindere dal fatto che dopo 7 anni di salita della produzione di biogas in una discarica, la curva scende vertiginosamente per inertizzazione completa del rifiuto, ma lo stesso prodotto oggi è condotto verso le apparecchiature che dovrebbero tramutarlo in energia elettrica, il residuo alla fine si trasforma in emissioni attraverso la combustione in torcia, in quanto la qualità/quantità di metano presente non e sufficiente ad azionare il sistema di produzione di energia elettrica. L’AU ci ha detto che si sta pensando di acquistare un motore più piccolo. Non ha dato una risposta precisa circa il personale, se dotato di corsi specifici sul funzionamento del settore produzione elettrica da biogas.

Post mortem

Sul post mortem giunge la conferma che i soldi ci sono e verranno garantiti dalla regione Lazio, per la prima fase in modo importante, poi a cadenza annuale. Nel frattempo sarà – impropriamente - la regione a dover sopperire alla sparizione dei fondi che dovevano essere accantonati dalle precedenti gestioni, tra l’altro sembra che anche Lazio Ambiente SpA non abbia provveduto all’accantonamento, cosa che invece sta facendo ora da quando sono ripresi i conferimenti da ottobre 2018. La sopraelevazione di 7 metri con tutta probabilità verrà riportata nell’invaso che si è creato dallo spostamento dei tralicci dopo la chiusura del 31 dicembre e a step controllati per non creare disagi.

Il futuro

Scambio di battute anche sull’impiantistica regionale ossia il compound da 500.000 tonnellate previsto a Colleferro dalla linee guida del piano rifiuti, nei cui confronti abbiamo ribadito più volte la nostra radicale contrarietà, su cui l’AU non ha insistito.
Fortini ci ha anche detto che Roma Capitale ha presentato 13 proposte progettuali di impiantistica alla regione Lazio che presumibilmente entreranno nel piano rifiuti, ma resterebbe sempre il nodo di una discarica di servizio. Lo stesso dovrebbe valere per le altre province qualora ne fossero sprovviste.
La verità è che dopo il periodo necessario alla sua elaborazione ed approvazione in sede regionale, dovranno passare circa sei mesi per la procedura di VAS, prima che il piano regionale entri in vigore, infine ci dovrà essere il tempo necessario alla realizzazione degli impianti previsti dal piano. Nel frattempo dopo anni di rimpalli tra amministrazione capitolina e regionale, la situazione è diventata più che disastrosa e si può quindi prevedere un periodo ancora lungo di cosiddetta emergenza.

In questo contesto la cosa peggiore che può accadere è la ‘guerra tra poveri’, tra le diverse situazioni coinvolte a vario titolo in una gestione priva di sbocchi immediatamente positivi -se non una attenta riduzione del danno- situazione in cui la città di Roma scarica le sue inefficienze sull’area metropolitana ed il resto della regione.

Dobbiamo essere capaci di condurre una dura battaglia comune per imporre la realizzazione nel più breve tempo possibile, con tutte le risorse necessarie, di una gestione e di una struttura impiantistica non più fondate su TMB-discariche ed inceneritori.

Colleferro, 20.04.2019

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici