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Ruby, il silenzio di lorsignori

CRONACHE&COMMENTI

La nostra democrazia è come il pesce del proverbio...inizia a puzzare dalla testa

di Aldo Pirone
Ruby il silenzio di lorsignori minSi è discusso molto in questi anni sul declino della nostra democrazia che, guarda caso, ha coinciso con quello della sinistra. Inevitabilmente questo declino, nato sul terreno economico-sociale, si è riflesso non meccanicamente nell’ambito delle sovrastrutture culturali, ideali e politiche in un intreccio indissolubile. Non è stato un processo lineare ma ondivago, dove l’onda negativa che veniva dopo era sempre più alta.

Quando ero un giovane militante comunista mi capitava quasi quotidianamente di discutere animatamente e contestare le posizioni dei gruppuscoli extraparlamentari a sinistra del Pci perché, dicevano, che quella che vigeva in Italia era una “democrazia borghese” sancita da una Costituzione della stessa natura. Poi la storia si è incaricata di dimostrare quanto fossero astratte e ideologistiche quelle posizioni, avulse dalla realtà e quanto molti di quei “rivoluzionari” si siano poi accucciati nelle greppie loro offerte generosamente dalla borghesia di cui erano i rampolli. Tanti altri, i più, invece, divennero quadri e militanti del movimento operaio e sindacale portando in esso, dismessi gli ideologismi, energie fresche e una ventata di rinnovamento.

Parliamo di un’epoca in cui nel Parlamento sedeva una forte rappresentanza, comunista e socialista e anche cattolica, delle classi popolari e di una democrazia fortemente partecipata attraverso movimenti e lotte sociali e culturali che innervavano quelle trincee e casematte della società civile di cui ci aveva parlato Gramsci. Non era la perfezione, che nelle umane cose non esiste, ma certo non era l’avvilimento attuale. Oggi molti dei contestatori di allora rimpiangono quella democrazia e hanno eletto, giustamente, la Costituzione – che fu il frutto non borghese di una lotta popolare e della Resistenza partigiana - a emblema di una democrazia in gran parte da riconquistare nel suo quotidiano esplicarsi materiale.

Se si guarda alle odierne Istituzioni parlamentari rappresentative, ci si accorge come esse, per effetto del processo involutivo all’inizio accennato, siano state in vario modo occupate da tanti avventizi politicamente mediocri e da una media borghesia degli affari e delle professioni che rendono, in un certo senso, giustificato parlare oggi di “democrazia borghese”. Questo cammino inverso rispetto al “trentennio glorioso”, ha avuto momenti particolarmente pietosi e scandalosi nel nostro “parlamento imborghesito”. Il decennale di uno dei momenti più bassi è ricorso qualche giorno fa nell’indifferenza generale. Più che comprensibile quello degli interessati Berlusconi & c., assai meno quello dei maître à penser di lorsignori sempre pronti a eviscerare i mali populistici della nostra democrazia. Mi riferisco a quando la Camera dei deputati votò a maggioranza che Berlusconi credeva veramente che la marocchina Ruby rubacuori fosse la nipote dell’egiziano Mubarak. Da quel fatto di malcostume riguardante un Presidente del Consiglio, ne sono nati diversi procedimenti giudiziari a carico dell’ex cavaliere di Arcore, oggi omaggiato come fosse un capo di stato e non un pregiudicato “delinquente abituale” ed evasore fiscale il cui pedigree giudiziario è più lungo dell’Enciclopedia Britannica.

Il silenzio degli intellettuali di corte di lorsignori sul decennale di Ruby nipote di Mubarak ci dice che la nostra democrazia è come il pesce del proverbio popolare: inizia a puzzare sempre dalla testa.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

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