fbpx Clicky
Menu
A+ A A-

La ferrovia Roma-Cassino-Napoli ha una sua storia

ponte ferroviario ricostruito dagli alleati durante la II guerra mondiale 350 260di Gianluca Coluzzi - La ferrovia Roma-Cassino-Napoli (linea 90), quella utilizzata da tanti lavoratori e studenti del nostro territorio, è stata ripetutamente colpita durante il secondo conflitto mondiale, riportando significativi danni.
Come si è proceduto alla ricostruzione di questa linea? Mano a mano che l'avanzata alleata procedeva verso Roma i genieri provvedevano al ripristino della linea a partire dal suo tratto meridionale. Le distruzioni a livello ferroviario erano complete nell'area di Cassino, dove i combattimenti furono più intensi. Parte di questa linea era stata riconvertita a strada per veicoli da parte degli Alleati, come nel tratto tra Mignano e Cassino. 53 ponti su 59 furono distrutti o danneggiati così come 4 tunnel su 5.
La sezione Napoli-Cancello, di 22 km, fu riparata nell'ottobre del '43 dalla 161 Railway Construction Company.
La sezione Cancello-Mignano (72 km) fu ripristinata tra l'ottobre del '43 e il febbraio del '44.
Il tratto finale tra Mignano e Roma (155 km) venne riparato da diverse unità.
Grande impegno richiese la ricostruzione dei vari ponti colpiti, danneggiati o distrutti, come nel caso del ponte sul Liri di Isoletta. La ricostruzione di questa struttura avvenne grazie all'opera della già citata 161 Railway Construction Company. I lavori cominciarono il 9 di giugno, per essere ultimati il 21 luglio del '44. i treni cominciarono a transitare già dal 2 di luglio
Il ponte al km. 117.31, a nord di Roccasecca, fu ricostruito dalla 160 Railway Construction Company dal primo al 24 giugno del '44.
Il ponte tra Ferentino e Morolo, al km. 75,92, venne riedificato dalla 10 Railway Construction Company. I lavori si svolsero tra l'8 e il 30 giugno '44.
L'opera di ricostruzione del ponte, al km. 65,867 tra Sgurgola e Anagni, vide coinvolta la medesima compagnia. Anche il periodo in cui si svolsero i lavori, dall'8 al 30 giugno '44, è praticamente lo stesso del caso precedente
Il primo treno proveniente da Napoli via Cassino entrò a Roma il 2 luglio del '44. Questo avvenimento ebbe anche risonanza sulla stampa.
Lavori aggiuntivi di mantenimento e rinforzo su questa linea furono eseguiti anche nell'autunno del '44.
Le notizie riportate in questa nota sono state riprese dal testo Railway reconstruction Italy 1943-1946, pubblicato dai Royal Engineers nel 1946 e stampato da Tipo-Litografia Ferrovie dello Stato, Roma, sempre nel 1946.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

Restituire Cassino ai suoi cittadini e alla storia

fiaccolata Cassino 16gen15 350 260Sara Battisti (PD): Riconsegnare Cassino ai cittadini e alla storia

Una città importante per ognuno di noi, per la nostra provincia e per la storia del nostro paese, una città che ha saputo reagire e tornare a vivere dopo i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, una città solidale e della speranza non può essere lasciata in mano alla criminalità organizzata. A seguito dei fatti di cronaca che si sono verificati la scorsa settimana, Cassino ha paura. La migliore risposta a chi pensa di intimidire un territorio e di prenderne possesso, piccoli criminali o mafie infiltrate da tempo, è la presenza attiva e viva della cittadinanza, non solo cassinate ma di tutta la Provincia di Frosinone. E' compito della politica e delle Istituzioni agire e porre un argine al crimine che dilaga: per questo invito i deputati, i senatori, i consiglieri regionali a farsi promotori, assieme all'Amministrazione Comunale di Cassino, di un tavolo con il Prefetto per verificare lo stato dell'arte e le misure da adottare per rendere sicura la città e bandire l'illegalità diffusa.
Un plauso a CGIL, CISL, UIL, UGL per aver promosso la fiaccolata "per illuminare il futuro, per spegnere l'illegalità" che si terrà venerdì alle ore 17.30. Aderisco con convinzione per combattere assieme la prepotenza e l'arroganza di chi gioca sulle debolezze che la crisi economica e sociale ha prodotto nel nostro territorio ed invito le militanti e i militanti del Partito Democratico a testimoniare la nostra solidarietà alla città di Cassino.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

La farmacia di Ferentino. Una storia senza lieto fine. Grazie Sindaco

MMaddalena 350 260di Marco Maddalena* - Il Sindaco Antonio Pompeo e l'Assessore Franco Martini non solo privano la città di un patrimonio comunale, come un servizio farmaceutico pubblico, ma hanno anche la faccia tosta di affermare che tutto questo è stato fatto nell'interesse collettivo e arrivano ad affermare che la vendita è un'operazione che aumenterà la disponibilità finanziaria dell'ente.
L' interesse pubblico in base alla legge é l'accertamento delle responsabilità, di fronte a perdite annue di 200 mila euro e debiti di oltre 3 milioni di euro, come prevede il codice civile in particole di fronte a incongruenze accertate nella gestione delle farmacie.
La verità è tutt'altra e citando Pasolini "Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili". La vendita è figlia di un mancato controllo del socio di maggioranza, il Comune di Ferentino, che in circa 10 anni ha chiuso completamente gli occhi sulla gestione della società "Farmacie di Ferentino", lasciando mano libera al socio privato di minoranza nella gestione completa della stessa ed i risultati negativi sono evidenti.
La vendita di un bene svalutato dalla cattiva gestione non servirà nemmeno a ricoprire i debiti e a recuperare le ingenti perdite. Piuttosto che "esultare ", il sindaco Pompeo e il suo "fido" Martini dovrebbero chiedere scusa a tutta la città che sta pagando da anni i loro mancati controlli sulla società partecipata.
Non si vuole raccontare la realtà e si vogliono nascondere le gravi responsabilità nella gestione.
Le farmacie comunali quando erano interamente pubbliche avevano un utile medio annuo di oltre 200mila euro con un valore di 1 milione di euro. Una situazione positiva ma all'allora amministrazione Fiorletta non bastava e decise nel 2005 di cedere il 49% di proprietà comunale al farmacista interno senza gara pubblica (!) e riconoscendo allo stesso ben due membri nel consiglio di amministrazione su tre (!). Il risultato con questi presupposti era prevedibile, infatti, dopo la
scelta di cedere il 49%, la Società Farmacie ha avuto una perdita media annua di circa 200 mila euro, ovvero una perdita in 5 anni che si aggira ad un 1 milione di euro. Con un patrimonio netto negativo di 294 mila euro.
La vendita senza valutare ulteriori ipotesi ha provocato un ennesimo danno alle casse comunali.
Al contrario si doveva intervenire in primis alla verifica dell''azione di responsabilità per recuperare sia le somme perse e sia per riavere la quota del 49% ceduta nel 2005.
In seguito, si potevano, valutare altre ipotesi più convenienti, quali ad esempio la cessione di un solo ramo di azienda, così da mantenere almeno una farmacia pubblica comunale.
E' significativa la bocciatura di un mio emendamento alla proposta di delibera, nel quale ho proposto che almeno la perdita del 2013 venisse compensata con la rinuncia del compenso da parte del sindaco e della sua giunta. Un emendamento di buon senso che oltre al mio sostegno ha avuto quello di Marco Valeri e di ben 4 consiglieri di maggioranza: Lucia Di Torrice, Giancarlo Lanzi, Maurizio Berretta e Gianni Bernardini.
Vista la situazione gravissima dal punto di vista economico della società Farmacie di Ferentino, il Sindaco Pompeo e l'assessore Martini devono spiegare anche i motivi, per cui in una situazione così drammatica della Società Farmacie, il socio privato invece di voler vendere anche esso le proprie quote, arriva addirittura a "pretendere" un diritto di prelazione (!). Non si riesce a capire perché il Comune ci rimette economicamente vendendo e invece il privato sembra non subire i riflessi delle perdite e dei debiti (!).

Chi in consiglio ha votato per la vendita per un mero atto di fede alla "maggioranza" si è accollato una grande responsabilità avvallando un'operazione che presenta molte zone d'ombra.
*Marco Maddalena, Capogruppo consiliare di "Sinistra Ecologia Libertà" Ferentino

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

1° Maggio a Isola del Liri. Storia tra politica e sindacalismo

1maggio isoladelliri egidiopaolucciLa storia illustre del 1° Maggio a Isola del Liri, tra politica e sindacalismo - nel libro del Prof. Egidio Paolucci presentato il 25 aprile 2014

 Sintesi dell'intervento di Donato Galeone
(ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale Cisl Lazio)

Premetto che sollecitato da me, non casualmente ma volutamente, lo scorso anno in Piazza Boncompagni e dopo le ultra decennali Festa del Lavoro promosse a Isola del Liri dalla CGIL-CISL-UIL, il Prof. Egidio Paolucci ha voluto che i contenuti del suo libro "PRIMO MAGGIO a ISOLA DEL LIRI , una storia illustre tra politica e sindacalismo" fossero da me sintetizzati e commentati in un luogo di lavoro storico di Isola del Liri: le ex cartiere Boimond.

Ed oggi - 25 apri 2014 - con il libro di Egidio celebriamo il 70 ° anniversario, quale Festa di Liberazione del nostro Paese dal fascismo, con la ricostruita democrazia repubblicana fondata sul lavoro.

Ed ecco che mi avvio a sfogliare le oltre centoventi pagine del libro, frutto della ricerca storica di un paio di secoli fa.

Ricerca storica che è definita da Egidio "opera plurale" per le collaborazioni fornitegli. Mi permetto commentare - immediatamente - che la condivisione del pluralismo comunitario che è sociale, politico e sindacale rappresenta - sempre - "una unità di azione collettiva". Anche la scrittura di un libro che si propone è, comunque, il risultato di un'autentica azione socializzante, verso altri, di democrazia partecipata.

Quindi, un grazie a Egidio, per aver accolto la mia proposta di un anno fa ed a quanti hanno offerto collaborazioni e documenti per rendere completa e motivata, al mondo del lavoro, una pubblicazione storica per Isola del Liri - luogo del racconto della "storia illustre tra politica e sindacalismo" per "l'importanza che questa Città ha avuto ed ha tuttora per il movimento sindacale in Provincia di Frosinone e nel Lazio" come richiamato, nella prefazione al libro, da Pietro Maceroni, Segretario Generale Ust-Cisl di Frosinone.

Egidio, sin dal primo capitolo, evidenzia tanto le "considerevoli condizioni dei lavoratori" nella seconda metà del' 800 quanto gli effetti che il capitalismo industriale che si manifesta solidalmente anche con la decisa reazione, nel 1852 ,degli "Oppressi Lavorieri di Arpino".
Quel "manifesto"che ha commosso l'Autore del libro, ci richiama storicamente il contesto politico, socio-economico e culturale – non solo locale - della cosiddetta "rivoluzione industriale".
Quella svolta epocale della seconda metà del'800, la rivoluzione industriale, scardina l'ordine sociale
E mentre la "questione operaia" veniva argomentata da Leone XIII con la "Rerum Novarum del 1891" - già la rivendicazione delle "otto ore di lavoro" al Congresso della "Prima Internazionale" del settembre 1866 a Ginevra ed a Parigi, nel 1889, con la "Seconda Internazionale Socialista" - si accettava e si riconosceva universalmente - la Organizzazione del Movimento Operaio Internazionale e si assumeva la decisione, nel suo suo stesso Congresso del 1889, di dichiarare il "1° Maggio il giorno della manifestazione internazionale del lavoro".

Se il 10 novembre 1901 si costituisce a Isola del Liri la "Lega di Resistenza degli Operai Cartai" già era attiva e partecipata nella stessa Isola del Liri - sin dal 1862-63 - la "Società Operaia di Mutuo Soccorso" come è documentato, nel libro, sia da Ettore Gabriele che da Enzio Bartolomucci. Storicamente è il Partito Socialista Italiano - Sezione di Isola del Liri - che promuove e organizza la "FESTA DEL 1° MAGGIO 1905" quale "simbolo di pace e di fratellanza fra i lavoratori di tutto il mondo". L'iniziativa è condivisa dalle Sezioni Socialiste di Sora, Arpino e San Donato Val di Comino – che si ritrovano, tutti, nel corteo fino in contrada San Domenico, come da "PROGRAMMA DELLA FESTA" reso pubblico col manifesto originale trascritto nelle pagine 32-33 del libro.

Nel secondo capitolo, siamo ancora all'inizio del novecento, emerge "il vero protagonista" dell'affermazione del Movimento Operaio e del Partito Socialista sia a Isola del Liri che nella Media Valle del Liri, con l'attività politica e sindacale di Vincenzo Giovannone - Sindaco di Isola del Liri a 77 anni.
Persona che fu avversata dai massimalisti socialcomunisti e con epilogo anche drammatico e contraddittorio sulla vicenda politica dello stesso Vincenzo Giovannone, che rinvio a leggere in tutto il secondo capitolo del libro.

Ma all'inizio del 900, come ci è sufficientemente noto e fino all'avvento del fascismo (1922), le iniziative sindacali e sociali furono promosse, prevalentemente, nei territori agricoli conosciute e definite "LEGHE Bianche e Rosse".
Le prime confederate nella CIL - Confederazione Italiana Lavoro (sostenuta dai Popolari) e le seconde confederate nella CGL - Confederazione Generale Lavoro (sostenute dai Socialisti) guidate, dal' On. Achille Grandi e dal' On. Ludovico D'Aragona.

Questa tipologia di associazionismo, avviato nelle campagne ed oltre - come documentato nel 1901 anche con la costituzione della Lega di Resistenza degli Operai Cartai di Isola del Liri - pur orientato alla ricerca di contenuti propositivi condivisi e di momenti unitari di azione sindacale, riemergeva e prevaleva - ripetutamente - una primordiale e concorrenziale "egemonia politica esterna partitica" sia sullo stesso movimento dei contadini e sia sugli operai che volta a volta creavano antagonismi strumentali e sistematiche contrapposizioni e non tendevano, invece, a favorire quell'autonomia associativa per l'unità sindacale dei contadini e dei lavoratori.

Pur con ritardo – in quegli anni - fu rilevato dallo stesso On.le D'Aragona, Segretario Generale della CGL, quanto "la unità di azione tra le due Confederazioni avrebbe potuto bloccare, nel 1922, l'avanzata del Sindacato fascista".
Anche lo stesso Segretario Generale della CIL, On.le Grandi, dichiarava al 7° Congresso, convocato a Verona il 12-14 febbraio1925, che il mezzo più idoneo per combattere l'offensiva fascista fosse "la unità sindacale nell'autonomia e nella libertà" per rafforzare l'azione della classe lavoratrice. Questi rilievi e dichiarazioni dei sindacalisti storici, non riportate da Egidio, ma che completano il secondo capitolo, con le "lotte operaie all'inizio del novecento" furono presentati e argomentati anche dalla stampa di quel tempo (Corriere della Sera del gennaio 1922) che auspicava la unità sindacale dei lavoratori alla vigilia dell'avvento fascista.

Ecco perché mi permetto di aggiungerli a questo capitolo del libro, quale integrativa osservazione improvvida nella storia dei Partiti del primo ventennio del'900 che non sempre sono circostanziati e sufficientemente evidenziati.

E penso, quindi, di non essere solo io a immaginarlo che - se avesse preso corpo un "accordo politico tra Popolari e Socialisti" - la rotta politica della storia italiana forse sarebbe cambiata - nel nostro Paese - col segno della democrazia politica e non dei totalitarismi nazionali.

Dopo il ventennio fascista e la soppressione, in Italia, della FESTA DEL LAVORO che rinasce (capitolo quarto del libro) con "il Secondo dopoguerra e l'egemonia politico-sindacale del PCI e della Camera del Lavoro" anche ad Isola del Liri, sufficientemente e storicamente argomentati nelle pagine 45-48 e poi riprese nelle pagine 55-63 del libro.

Si possono approfondire, convenire e discutere tutte quelle tematiche politiche e sindacali dell'epoca storica sia del primo che del secondo dopoguerra .

Ma leggendo il libro, siamo al 1944, e con il "Patto di Roma" sono chiaramente circostanziate e condivise le basi fondanti di volontà politiche di Partito tra la "dirigenza democristiana, socialista e comunista" che, con la CGIL, offrono un Sindacato unitario "per" i lavoratori e non la libertà associativa - poi scritta nella Costituzione - di costruire, in piena autonomia politica e dirigenziale di rappresentanza, un Sindacato unitario "dei" lavoratori. Anche perché la prima competizione democratica elettorale politica del 1948, tra i più rappresentativi Partiti del dopoguerra - funzionalmente coincidenti con i promotori del Patto Sindacale di Roma del 1944 - la DC, il PSI ed il PCI, i cui due ultimi Partiti associati in un Fronte Popolare - risultarono non suffragati - nelle competizione elettorale del 18 aprile 1948 - contro la DC - che sarà impegnata dal voto popolare della maggioranza degli elettori italiani nella guida politica del Governo nazionale.

Questi collateralismi o rapporti subordinati – Sindacati e Partiti - dal 1945 al 1948 - coinvolgeranno l'esperienza sindacale storica nella CGIL che fu di indubbia riverberazione e filiazione dei Partiti e, conseguentemente, fu subalterna nei rapporti tanto nell'attivismo politico territoriale nazionale e locale quanto nelle condivisioni internazionali, tra i due blocchi - distinti e distanti - del secondo dopoguerra. Quei blocchi mondiali – tanto a guida sovietica che a guida americana – riemergevano con i rispettivi sistemi economici e politici dell'epoca, entro cui un qualificato strumento di organizzazione sociale del lavoro il - Sindacato dei Lavoratori unitario e democratico doveva, quale libera associazione, "conquistarsi uno spazio politico di autonomia" nella rappresentanza diretta dei lavoratori.

Ed ecco, quindi, la risposta adeguata e motivata della scelta politica congressuale, democratica, con la costituzione di una Libera CGIL del 1948 e poi con la nascita della CISL Provinciale di Frosinone a Isola del Liri il 30 aprile 1950, prevalentemente di ispirazione cristiana-cattolica, non confessionale ma tanto rispettosa delle convinzioni politiche e religiose dei propri associati quanto democratica e aperta a tutti lavoratori.
Non fu immediatamente captato il valore democratico della scelta politica di un "sindacalismo nuovo" e neppure ci stupisce leggere a pagina 58 del libro nel richiamato "Studio ambientale sociologico-politico di Isola del Liri" - prodotto negli anni '60 dallo stesso Egidio Paolucci - che racconta il come "in Isola Liri l'anemica Libera CGIL si trasformò immediatamente in CISL ...e rimase lungamente inattiva e inefficace nella realtà industriale isolana". Ed, ancora, a pagina 63 del libro sulla Festa del Lavoro - 1° Maggio a Isola del Liri - Egidio chiudendo il suo elaborato "Studio ambientale sociologico-politico" - storicizzando l'evento del primo giorno di maggio - attesta che "nell'immediato dopoguerra, per l'assenza nella cittadina delle altre forze politiche e sindacali, la Festa del Lavoro fu monopolizzata dai socialcomunisti, che ne fecero una forte manifestazione propagandistica di partito". E fino agli '60 egli conferma che "la Festa del Lavoro a Isola del Liri resta ancora oggi appannaggio del partito comunista e della camera del lavoro, che la sfruttano abilmente come strumento propagandistico di grande efficacia".

Ecco il "come e il perché "anche la Festa del Lavoro del 1968 venne celebrata dalla CISL a Fiuggi, presente Bruno Storti, con la rappresentanza sindacale di un migliaio di lavoratori laziali, come documentano le foto alle pagine 94-95 e la raccolta di altre foto del "come e il perché" veniva celebrato 1° Maggio a Isola del Liri, anno 1962 e anni precedenti.

Ad Isola del Liri - storicamente - si continuava a festeggiare la giornata della Festa dei Lavoratori - volutamente e strumentalmente divisa - dalle stesse associazioni confederali sindacali dei lavoratori, assumendo e diffondendo motivazioni prevalentemente ideologiche di partito sulla stessa Festa Internazionale del Lavoro - rifiutata dal fascismo - come già ampiamente argomentato da Egidio Paolucci nel libro e che non era condivisa dal sindacalismo democratico della CISL in costante crescita organizzativa anche nella Provincia di Frosinone.

E fu la CISL Provinciale da me diretta negli anni'70 - già nata a Isola del Liri nel 1950 – guidata nel comprensorio di zona dal giovane Gianfranco Casali, che propose di riaffermare i contenuti veri della Festa del Lavoro da celebrare il 1° Maggio a Isola del Liri, unitariamente dalla CGIL-CISL-UIL, col sostegno attivo di un Comitato Sindacale promotore e con l'invito a partecipare rivolto a tutte le rappresentanze politiche democratiche e istituzionali della Provincia di Frosinone.

Le mie riflessioni conclusive sul libro, sinteticamente osservate, in parte commentate, prevalentemente correlate alla ricerca sul 1° Maggio, da me richiesta al Prof. Egidio Paolucci lo scorso anno, potrebbero contribuire nella promozione e attivazione di un confronto, certamente più approfondito, su una impegnata ricerca storica politica e sindacale di un paio di secoli fa.

Queste riflessioni sul libro sono certamente molto più vicine ai giovani, nel 2014, dopo i 70 anni dalla ricostituzione associata dei lavoratori nella CGIL del 1944 e che, liberamente, in questi ultimi decenni hanno rafforzato le adesioni alla CISL, sindacato democratico.

Organizzazione Sindacale per lavoratori già proposta - allora - dalle correnti dei Partiti per reazione alla corporativa esperienza fascista ma che si ripropone libera e democratica - oggi - tra il pluralismo della CGIL-CISL-UIL con l'attivazione di un confronto attuariale più adeguato e incisivo nell'azione sindacale per il lavoro, ricercato, non precario ma contrattato e partecipato. Oggi io penso che, partendo dal 1° Maggio di Isola del Liri, è essenziale evidenziare, non tanto e non solo storicamente, quanto riaffermare il valore del riconquistato spazio politico nella pratica dell'azione sindacale plurale e autonoma della CGIL-CISL-UIL.
Che è e non potrà non caratterizzarsi - sempre di più - quale Organizzazione Sindacale Democratica di Lavoratori, nella sua composita rappresentanza autoregolata tanto nei luoghi di lavoro, per condividere e condizionare i rapporti di lavoro, contrattati e partecipati, quanto per il confronto propositivo con le istituzioni a tutti i livelli, nella nostra società democratica, che ancora e solo formalmente in Costituzione, è fondata sul lavoro.

Con il prossimo 1° Maggio 2014, dallo spazio politico unitario, rappresentato dall'azione sindacale territoriale e comprensoriale da sviluppare: nell'area di Isola del Liri - Sora; nell'area Sud di Cassino - Pontecorvo e con l'attuazione dell'accordo di programma per lo sviluppo dell'area Nord di Frosinone-Anagni-Fiuggi – io penso - che potrà favorirci anche la rilettura storica del libro del Prof. Egidio Paolucci per impegnarci, più convinti, nella partecipazione sociale e sindacale.

Perché il passato, pur lontano ma vicina ai fatti dei nostri giorni, fa riemergere volta a volta la precarietà vera del lavoro – nella sua scarsa dignità personale e famigliare - che sollecita una rinnovata azione unitaria, da consolidare tra CGIL-CISL-UIL, nei contenuti propositivi a soggetti giuridici diversi da quelli ed altri conosciuti nel secolo scorso, che necessitano e richiederanno più estesi e universali sostegni del Sindacato dei Lavoratori in piena loro autonomia e democrazia politica verso almeno tre fondamentali azioni condivise e non scritte nel libro ma che mi permetto richiamare:

1- nella concezione del sindacato plurale unitario e democratico, quale libera associazione di lavoratori rappresentativo nel rapporto contrattuale e relazionale nei luoghi di lavoro;
2- nel rapporto del sindacato, così rappresentato, con il quadro politico;
3- nel suo rapporto, quindi, con la scelte di politica sociale e con il sistema economico.

Donato Galeone – ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Isola del Liri, 25 aprile 2014

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...

1° Maggio a Isola del Liri. Una storia illustre tra politica e sindacalismo

Libro di Egidio PaolucciEgidio Paolucci, Il 1° Maggio a ISOLA del LIRI. Una storia illustre tra politica e sindacalismo - Patrocinio CISL . Prefazione di Pietro Maceroni.
Il Libro sarà presentato il 25 aprile alle ore 17 presso l'Auditorium 'Emilio Boimond' della BPF a Isola del Liri Sup. – S. Domenico. La Relazione fondamentale sarà tenuta da Donato Galeone, ex Segr. Gen. CISL. Seguiranno gli interventi di Pietro Maceroni, Seg. Gen. CISL di Frosinone, e di Enzio Bartolomucci, ex Sindaco di Isola del Liri. Dopo gli eventuali interventi liberi dal pubblico, l'Autore chiuderà la Manifestazione, che avrà la conduzione della Dr.ssa Alessandra Romano della CISL – Scuola, con sue rflessioni di sintesi e di approfondimento
Il Saggio storico, dopo una esplicativa Nota Gratulatoria, la Prefazione di Pietro Maceroni e l'Introduzione, affronta in quattro densi capitoli, con ampia e preziosa documentazione, la secolare lotta dei Lavoratori per conquistare giustizia, libertà, dignità del Lavoro. Affrancandosi dalle miserevoli condizioni semiservili della società feudale e dal pauperismo di una stentata economia agro-pastoral-fluviale. L'immagine del frontespizio del Libro rappresenta tale processo storico, avvalendosi dell'Opera pittorica di Pellizza da Volpedo ' Il QUARTO STATO'.
Opportunamente nella PREFAZIONE si ricorda che ' Isola del Liri è anche il luogo dove nel 1950, con lo slogan: pane, pace e libertà è nata la CISL Provinciale di Frosinone, per queste ragioni e per tenere viva l'importanza che questa città ha avuto ed ha tuttora per il movimento sindacale in Provincia di Frosinone e nel Lazio, illustrata dal Prof. Egidio Paolucci, dove le conquiste dei Padri ieri, sono patrimonio e garanzia per i figli oggi, CGIL – CISL e UIL continuano a tenere viva una Festa, non logorata dal tempo, ma sostanza e vivido esempio di come il lavoro sia oggi come ieri il volano per l'elevazione sociale, l'emancipazione e lo strumento di speranza e libertà, non merce ma valore '.
Il Libro si conclude con un' Appendice in cui si riportano ' Pagine antologiche di N. Cellupica, D. Verdone, N. Pisani, A. Barbati, M. Carlino, E. Paolucci sulla tematica sempre coinvolgente: Il fiume e le cascate tra storia poesia arte.'

21 APRILE 2014

Alla raccolta delle immagini della Presentazione

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...

Parlare di storia guardando al futuro

Giovani generazionidi Ignazio Mazzoli - Ci sono alcuni libri ed alcune circostanze che spingono a rovistare nella memoria. Nella propria memoria. "Lotte politiche e sociali nel Lazio Meridionale" e "Partiti e Società nel Lazio Meridionale" di Ermisio Mazzocchi svolgono egregiamente questo compito. Coprono mezzo secolo, circa, dal 1945 alla fine del '900. Ed anche "C'era una volta la dc" di Tommaso Baris racconta un analogo periodo. Entrambi indagano nelle vicende politiche della provincia di Frosinone.

Sento di dover essere molto grato ad Ermisio Mazzocchi e a Tommaso Baris per avere realizzato una operazione culturale ed editoriale che applicando il metodo della ricerca documentale più attenta hanno analizzato le vicende politiche di un'area territoriale circoscritta, ma inquadrata costantemente nel contesto nazionale delle vicende dei partiti e delle loro scelte. Considero questo, un lavoro prezioso e senza precedenti che consente di identificarci ed illumina anche noi come protagonisti di una stagione ed affida all'indagine storico-culturale di chi ci seguirà, come abbiamo vissuto la nostra stagione d'impegni sociali ed economici. Entrambi gli autori parlano dell'intero quadro dei partiti italiani presenti in Parlamento e nelle altre Assemblee elettive.

«La formazione del partito non è pienamente compiuta. I dirigenti sono obbligati a ricercare nuove strade per acquisire una salda connotazione politica e una più robusta organizzazione. Il partito comunista di Frosinone, ancora gracile nonostante gli sforzi compiuti, deve affrontare con decisione l'impostazione di un rapporto saldo con la società» Scrive Mazzocchi nel suo primo volume "Lotte politiche e sociali nel Lazio Meridionale" parlando del Pci. «Sul fronte della Dc - scrive Baris - la funzione di baluardo anticomunista (della Dc) le garantì una capacità d'attrazione in grado di far passare in secondo piano i suoi limiti organizzativi e i diversi orientamenti interni» Poche righe e la mente è spinta a fare confronti con l'oggi, perché in queste poche righe ci sono due capisaldi: le idee guida e la presenza organizzata. La «salda connotazione» politica (in difesa dei lavoratori e delle classi più deboli per il Pci e il baluardo anticomunista per la DC) e l'attenzione per la «presenza organizzata»

Chiesa, lo stato, i partiti, il sindacato. Cosa si contesta ai partiti? Soprattutto che non assumono decisioni utili alla società.

Oggi i partiti senza un proprio radicamento vorrebbero utilizzare i corpi organizzati (da altri) a loro piacimento a cominciare dallo Stato. Vogliono avere la Chiesa al proprio fianco..., o anche i sindacati o alcuni di essi. E via cercando serbatoi di consenso. Vale la pena di fare qualche confronto.

Nei due libri si ritrovano spesso cronache documentate di come la Prefettura di Frosinone si occupava d'intervenire nella vita della Dc su pressioni di Andreotti o anche di altri leader, (certo è una manifestazione di utilizzo improprio dei corpi dello stato) che sopperisce all'assenza di un regime di vita interna organizzata, ma è cosa ben diversa dalla Protezione civile ideata da Bertolaso e Berlusconi, anche se pur sempre negativa . Quella "Protezione civile" è privatizzazione dello Stato. Ma anche il rapporto con la Chiesa è diverso. La Dc cerca di stare "in sintonia con il sentimento religioso del suo elettorato", ma non ricordo strumentalizzazioni brutali delle posizioni d'oltretevere contro la doverosa laicità dello stato. Mi sento di affermare che la Dc ha manifestato una laicità che tutto il centrodestra italiano dal 1994 ad oggi non ha mai avuto il coraggio di avere.

Credo che questa dote alla Dc si debba riconoscere anche nel referendum a difesa della legge sul divorzio, nonostante Fanfani, in ogni caso le va riconosciuta al momento dell'approvazione di quella legge.

Perché oggi non è più così?

Il declino dei partiti è sotto gli occhi di tutti. La loro credibilità è a livelli molto bassi.Partiti e Società, il libro di Ermisio MazzocchiPartiti e Società, il libro di Ermisio Mazzocchi Sono considerati la più grave manifestazione di cattivo esempio. Si sostiene che tutto ciò è la conseguenza della pessima legge elettorale che va sotto il nome di porcellum. Certo una legge che impedisce la selezione degli eletti da parte degli elettori, castra pesantemente la rappresentatività di un partito e nei suoi eletti e nella inamovibilità dei suoi dirigenti. Ma non basta a spiegare cosa sta succedendo: Il porcellum è la conseguenza di una scelta più a monte. L'attacco sistematico ai partiti come li abbiamo conosciuti nel secondo '900, come li leggiamo nei libri di Mazzocchi e Baris, sono stati strumenti della rinascita postbellica e dello sviluppo del Paese sino alla realizzazione del welfare italiano negli anni '70.

Usciamo da un ventennio che ha decomposto il tessuto sociale del nostro Paese, ne ha sradicato le radici culturali e ha imposto una scala valoriale disgregante. Il centrosinistra e il Pd non sono stati in grado di interpretare questa trasformazione ad alcun livello, di rappresentare un elemento né percepito, né per alcuni versi reale, non dico alternativo, ma nemmeno di opposizione a questo processo. Anzi, a ben vedere, i correntismi interni, nel modo in cui si osservano nel Pd, non sono altro che una degenerazione del personalismo berlusconiano che, in qualcuno, si spinge fino all'assecondare le aspettative alla ricerca del proprio consenso, senza una valutazione concreta dei contenuti, che è tipico della destra populista. Io credo, dunque, che non vi sia molta differenza, concettualmente, tra un partito personale come il PdL e i microcosmi rappresentati dalle correnti del Pd.

E' chiaro che in questo modo non c'è alcuna possibilità di costruire uno spazio politico alternativo, che imposti una riforma coerente del sistema democratico e di sviluppo e che, dunque, si rivolga concretamente al Paese, perché la contrapposizione non avviene sul piano del confronto delle idee migliori, ma sui personalismi dati dal consenso interno. Un partito composto in questo modo perde la sua funzione di mediazione, perde la sua funzione di rappresentanza, perde la sua capacità di elaborazione e di formazione e diventa inutile.

Una domanda: che significa eleggere il proprio segretario con primarie aperte?

Significa aver inventato una variabile complicata di regime assembleare che rappresenta tutti e nessuno. Quello che sta succedendo è il più pericoloso tentativo di snaturamento del sistema democratico italiano che da un lato vede l'attacco, non ai partiti genericamente intesi, ma ai partiti di massa, con gli iscritti nelle sedi territoriali impegnati nell'attività di elaborazione e diffusione degli orientamenti politici definiti dai loro organi dirigenti. Non si vuole più la militanza attiva. E, dall'altro lato il tentativo costante di cambiare la Costituzione, nonostante le ripetute dichiarazioni di fedeltà.

Che cos'è ad esempio l'ipotesi del semipresidenzialismo alla francese?

Il semipresenzialismo o il presenzialismo non sono un emendamento alla Costituzione. Sono un'altra Costituzione perché quella attuale prevede che la nostra sia una repubblica parlamentare. Ed è cosa ben diversa.

Questo attacco viene da dentro e da fuori. Basta leggere un report della banca d'affari statunitense, JP- Morgan, considerata dal governo Usa responsabile della crisi dei subprime, che così si esprime: "I sistemi politici dei paesi europei del Sud e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano caratteristiche inadatte a favorire l'integrazione. C'è forte influenza delle idee socialiste". E cita, tra gli aspetti problematici, la tutela garantita ai diritti dei lavoratori.

I partiti e la Fiat – I partiti e l'industrializzazione

C'era una volta la DC: il libro di Tommaso BarisC'era una volta la DC: il libro di Tommaso Baris«La presenza della Fiat incide decisamente nel tessuto sociale ed economico, ma non riesce a produrre un sistema imprenditoriale stabile e innovativo...» «...il Pci si rende conto che la "questione Fiat" è interamente gestita dalla Dc» (...) «Il principale artefice della costituzione del Fiat a Piedimonte S. Germano, Giulio Andreotti, rivendica il proprio impegno...» (...) «La Federazione del Pci, resasi conto del disorientamento e della scarsa reattività politica di questa area, interviene con un'azione massiccia per ricondurre il partito all'unità sui temi della fabbrica e quelli della società: casa, scuola, istituzione di asili nido, trasporti, ospedali, aumento dei prezzi, diritti dei lavoratori, rispetto delle regole per l'assunzione alla Fiat» C'è in questo note il segno evidente di una dialettica vitale fra partiti, fra iniziative, fra posizioni, si contrastano, muovono la situazione, modificano il quadro di riferimento, creano situazioni di movimento. Tutto ciò oggi è assente. C'erano comunque idee certamente diverse, ma che si confrontavano su quale e come dovesse essere l'industrializzazione. E di questo si parlava nelle sedi istituzionali, di partito ed anche fra la gente.Partiti e Società

Chi sa con precisione oggi cosa sia il riconoscimento di Area di crisi industriale complessa per la provincia di Frosinone?

Forse ci sarà fra qualche giorno. I sindacati hanno avanzato questa richiesta circa un anno fa. Silenzio. L'associazione PerAlternativadicentrosinistra ripetutamente l'ha riproposta e c'è mancato poco che venisse derisa per questa sua insistenza. Oggi questo riconoscimento sta per essere deciso e chi ne parla? In una fase di crisi gravissima come l'attuale con 100.000 disoccupati l'Area di crisi industriale complessa è una grande opportunità in termini di nuovi finanziamenti per una nuova politica industriale, anche di conversione di alcuni settori e l'introduzione di moderne e modernissime produzioni di green economy. Questo intervento nasce dalla grave e terribile vicenda della Videocon, ma s'irradierà per una gran parte del territorio frusinate, anche se non tutto. Chi ne parla? Chi si muove? Chi propone cosa fare?

La domanda da porsi oggi è: chi in sede politica rappresenta l'interesse pubblico e comunitario, della comunità, cioè, in modo che tutti i poteri siano piegati al principio di "utilità generale" e svolgano una "funzione sociale"?

E' evidente che se manca un soggetto politico che si proponga tali finalità, il disegno di un modello alternativo resta solo un castello in aria. Ammesso che il sindacato faccia fino in fondo la sua parte in piena autonomia, rispondendo ai lavoratori, non può però decidere, ha bisogno di un interlocutore che trasformi rivendicazioni e lotte in proposte di legge e in atti conseguenti sull'occupazione, contro la precarietà, sulle politiche industriali. Se questo soggetto manca bisogna esigere che si dia vita ad un partito rappresentativo delle lavoratrici e dei lavoratori, libero e autonomo, popolare e di massa. Non bisogna inventare niente, basta volerlo. In una stagione di congressi. Una riflessione su questo ventennio dovrebbe bastare a riconoscere gli errori, chiamarli con il proprio nome, ma anche attribuirli a qualcuno che certamente li ha commessi. Certe discussioni e certi protagonisti degli stessi sembrano oggi più impegnati a dare un colpo di spugna che essere disponibili ad un vero, nuovo inizio. Questo sarebbe trasformismo della peggior specie e assai pericoloso.

Come siamo arrivati a quest'oggi?

Nel periodo che va dalla fine degli anni '70 agli anni '90 è sfuggita la giusta valutazione e interpretazione di come si andava modificando il sistema capitalistico che sotto la spinta dei teorici americani come Milton Friedman e dei governi di Ronald Regan e della Margaret Thatcher si apprestavano a portare il più potente e duro attacco ai diritti conquistati nella seconda metà del 1900 dalle masse dei lavoratori, dei più poveri e dei diseredati. I lavoratori e i più deboli sono rimasti indifesi ed ingannati (pensate alla scemenza di prendersi la partita Iva per guardare con fiducia al futuro).

La seconda responsabilità è tutta nella politica italiana e delle forze politiche che non portarono a compimento il lavoro iniziato con la creazione del welfare, consolidando quelle conquiste. Il compromesso storico mancato ovvero il cambiamento interrotto.

Le larghe intese si sperimentano anche qui da noi. Non sono certamente il compromesso storico, ma sono certamente l'apertura di un dialogo fra tutti i partiti del centrosinistra ed il Pci tenuto costantemente e tenacemente fuori da accordi e aree di governo.

Nel 1975-78 ci sono già i segni di difficoltà economiche. Infatti nel documento che promuove la politica delle "larghe intese" in provincia, si afferma che «la nuova impostazione programmatica trae origine dall'accentuata gravità della crisi economica e sociale che esige risposte concrete...» La prima "larga intesa" si produce nel capoluogo a Frosinone. Fu firmata il 6 dicembre 1975.

Dice Mazzocchi «simbolicamente rappresenta l'apertura di una nuova epoca, anche se permane una pregiudiziale nei confronti del Partito comunista». Questa pregiudiziale produsse «un lungo logoramento delle posizioni politiche che blocca qualsiasi prospettiva tesa a creare le alleanze necessarie e a dare stabilità al governo (della Provincia ndr)» Due congressi uno della Dc il 2 maggio 1981 preceduto da quello del Psi nel marzo dello stesso anno, rappresentarono il tempo dell'attesa senza speranza di novità. Si arrivò ad una giunta con il Pci, ma senza DC, ferma sulle sue posizioni. Il fallimento di questa C'era una volta la Dcesperienza era segnato. «Nello scenario della storia politica di questa provincia (...) rappresenta un periodo che ha inciso nella vita dei partiti» poi seguirà una lenta trasformazione che si concluderà con la scomparsa dei partiti tradizionali.

Chissà se quella esperienza fosse stata vissuta diversamente dalla Dc cosa sarebbe successo? Chi può dirlo?

Guardo all'oggi avendo negli occhi le immagini di coloro che cambiarono il nostro Paese tanti anni fa. Di recente ho visto un bel film-documento del 1949 sceneggiato da Mario Alicata e diretto da Carlo Lizzani, intitolato "Nel Mezzogiorno c'è qualcosa di nuovo". Mi ha colpito per la presenza di un soggetto indispensabile, in ogni epoca, al cambiamento ed al progresso. Cos'è che potrebbe contare e pesare ancora oggi? Larghe, sterminate masse che scendono sulla ribalta della società e della politica per conquistare i propri diritti. Dove sono oggi queste folle per difendersi, per riappropriasi dei loro diritti ed estenderli per sè e per i propri figli? Generare e guidare i movimenti consente di avere un grande potere negoziale alla società ed ai partiti che vogliono fare il proprio dovere.

Di questo si è parlato a S. Donato Valcomino il 13 luglio 2013 durante la presentazione del libro di Ermisio Mazzocchi "Partiti e Spocietà nel Lazio Meridionale". Hanno partecipato alla discussione: Sen. Lino Diana, On. Gianfranco Schietroma, Avv. Cesare natalizio ed l'autore di queste note. Ha diretto e coordinato l'incontro Stefano Di Scanno, direttore del quotidiano "L'Inchiesta": Ermisio Mazzocchi, Autore del libro "Politica e Sociatà nerl Lazio Meridionale" ha aperto il dibattito e l'ha concluso.

 

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro.

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...

Storia

aerei apacheVideo testimonianze che corredano ricostruzione storiche di avvenimenti accaduti nei  Comuni del territorio del Frusinate.

 

 

 

 

 

Storia

 

 

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

 

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Sostieni il nostro lavoro.

 

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

 

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...

Laurette, storia di migrazione, d'arte e d'amore

Matisse- -Lorette-à-la-tasse-de-café-1917-091x148di Fausta L'Insognata Dumano - Loreta Arpino, modella ciociara, è entrata nell'arte con il nome altisonante di Laurette. Il pittore Henry Matisse l'ha consacrata con questo nome. Lo scrittore Arbasino....."Laurette, la modella meridionale con le ciocche come anguille" Correva l'anno 1916, prima guerra mondiale, lei si guadagnava la vita a Parigi, trentenne, bella, capelli neri corvino,,....migrante.
La storia dei migranti, quando i migranti erano gli italiani. Lei era partita con la solita valigia di cartone, per sfuggire alla miseria insieme a sua sorella Rosa, più giovane di lei, ma già vedova.
A Parigi incontra Matisse, che è attraversato da una tempesta di dubbi, alla ricerca di un nuovo stile. Laurette rappresenta la rivoluzione, anche il suo matrimonio vacilla con l'arrivo della femme italienne, così verrà narrata Laurette, alias Loreta.Laurette - Loreta Arpino vista da MatisseLaurette - Loreta Arpino vista da Matisse
Si contano almeno cinquanta opere in cui la femme venne immortalata. Laurette - Loreta Arpino vista da Matisse
Laurette - Loreta Arpino vista da Matisse
Due opere non furono mai vendute, restarono gelosamente nell'atelier del pittore. Oggi sono "Laurette in a green robe" al Metropolitan di New York, l'altra "Laurette with coffe cup" al Museo di arte moderna di Parigi.
Il loro rapporto fu molto intenso e durò diversi mesi, delle fonti sostengono che la loro intesa sia durata fino alla fine, tanto da morire entrambi lo stesso anno, a distanza di un mese lei dopo di lui.....
Matisse aveva 48 anni, quando incontrò Laurette, per i suoi restanti 40 anni Matisse dipinse la donna, come soggetto assoluto. Anche la sorella Rosa entrò nelle tele di Matisse, ma questa è un'altra storia di cui parleremo.
Ah! chi avrebbe pensato che questo viaggiare nella storia dei migranti di oggi,avrebbe aperto questo filone sulle migrazioni del passato con l'arte come protagonista.

 

 

 

 

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro.

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici