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Non abbassare la guardia dai tentativi di ribaltare la storia

Anche quest'anno tentativi di annacquare l’importanza del 25 aprile

Festa della Liberazionedi Valentino Bettinelli - Ogni anno, la settimana che precede la celebrazione del 25 aprile riserva un palcoscenico particolare per tutti quelli che tentano in ogni modo di annacquarne l’importanza.

A turno, gli esponenti della destra italiana tentano di inveire contro le celebrazioni della Liberazione, contro l’ANPI e contro i partigiani, troppo spesso definiti “codardi traditori della Patria”. Anche quest’anno, nonostante la pandemia in atto, le polemiche non sono mancate; se da un lato continuano ad esprimere il loro DNA fascista le varie forze extraparlamentari quali Casapound e Forza Nuova, non va diversamente per quei gruppi, di ultra destra e sovranisti, a pieno titolo nel cosiddetto arco Costituzionale. Tante le voci chiaramente nostalgiche del ventennio: da Salvini alla Meloni, fino ad arrivare addirittura ad Alessandra Mussolini, proprio lei, la nipote del fuggiasco sotto mentite spoglie tedesche.

Tra varie interpretazioni grottesche e tentativi di becero revisionismo, spicca la perla, per così dire, del Senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa. Non bastava oltraggiare la memoria della Resistenza Partigiana, ma l’illuminata mente del Senatore “patriota” ha partorito un’idea ancor più ardita, ovvero tentare di mischiare tutto in un calderone di nulla. Curioso come il buon La Russa abbia avanzato una proposta che avrebbe fatto sorridere se a pronuciarla fosse stato il suo storico imitatore Fiorello. Invece il Senatore ha proposto di celebrare, il 25 aprile, tutte le vittime di guerra; non pago di tale inventiva, ha pensato bene di intorbidire ulteriormente le acque, inserendo nel novero di tali caduti anche tutti i morti provocati dal Covid-19. Una mossa strategica vile e con un chiaro obiettivo di cancellare la memoria della lotta per la libertà, portata avanti dai Partigiani, contro un regime totalitario che per un ventennio ha gravato l’Italia del giogo della dittatura e della repressione del dissenso.

Speculare, inoltre, sulle migliaia di vittime causate dal Covid-19 traccia un ulteriore solco tra buonsenso e mera propaganda di stampo fascista. Ancora una volta la destra in Italia perde occasione di fare ammenda sugli errori del passato, continuando una battaglia contro i mulini a vento, per cercare di riscrivere la storia. C’è chi ha chiesto pieni poteri e chi non ha mai rinnegato la morale fascista. C’è chi prega la morte ai partigiani ancora in vita e chi vorrebbe cancellare l’ANPI.

Questo atteggiamento squadrista di una certa parte della politica italiana rafforza il bisogno di una corretta espressione dei valori della Resistenza. È necessario, oggi più che mai, portare avanti le battaglie che 75 anni fa portarono di nuovo la luce della democrazia nel nostro Paese, martoriato dal secondo conflitto mondiale e da venti anni di dittatura fascista.
È inaccettabile il tentativo di rendere vani tali sforzi da parte di chi vorrebbe una restaurazione del Regime. Oggi c’è bisogno di una unità di intenti che ci aiuti a sconfiggere ogni rigurgito fascista. Sono passati 75 anni da quel 25 aprile 1945, eppure loro sono ancora ben presenti in ogni strato sociale, con una forza in più: se per anni, infatti, erano relegati ad essere una voce fuori dal coro istituzionale, adesso hanno velleità di potere, in molte situazioni già conquistato.

La lotta va affrontata tutti insieme, con tutte le differenze che connotano le varie forze antifasciste in Italia. Per questo è utile ricordare un passaggio del compianto Presidente Sandro Pertini: “Io non sono credente, ma rispetto la fede dei credenti; io sono socialista, ma rispetto la fede politica degli altri e la discuto, polemizzo con loro, ma loro sono padroni di esprimere liberamente il pensiero. Il fascismo no, il fascismo lo combatto con altro animo: il fascismo non può essere considerato una fede politica; il fascismo è l’antitesi delle fedi politiche, il fascismo è in contrasto con le vere fedi politiche perché il fascismo opprimeva chi non la pensava come lui”.

Non sarà possibile scendere nelle piazze e celebrare la Festa della Liberazione dal nazifascismo come tutti gli anni, ma la nostra forza deve essere quella di unirci nonostante le difficoltà. L’epidemia da Covid-19 ci ha tolto la possibilità di manifestare in massa, ma non può togliere i valori che condividiamo e che rappresentano lo spirito della Carta Costituzionale.
Stiamo combattendo l’invasione del Coronavirus, ma non bisogna abbassare la guardia dai continui tentativi di ribaltamento della storia. La nostra Costituzione esprime, in tutti i suoi 139 articoli, quello che è il primo Articolo della nostra pacifica Democrazia, l’antifascismo.

Resistere, dunque, è più che mai un imperativo categorico, per dire tutti insieme che sarà andato tutto bene, dopo aver sconfitto il coronavirus e i neofascisti del terzo millennio. Perché il fiore del Partigiano sia sempre vivo e ci aiuti a cantare, come sempre, il canto della nostra Resistenza.

BELLA CIAO!!!

 

 

 

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Le Regioni possono abbassare prezzo farmaci se c'è equivalente più economico

medicinali 350 260 minImportante sentenza del Tribunale di Torino. Regioni possono abbassare prezzo farmaci se arriva un equivalente più economico. Ecco la sentenza
Il Tribunale torinese ha respinto il ricorso di Pfizer contro la Regione Piemonte che nel 2016 aveva adeguato il costo del farmaco etanercept fornito dalla multinazionale americana a quello del biosimilare arrivato nel frattempo sul mercato. Saitta: “La sentenza consente al sistema sanitario di contenere i costi senza intaccare in alcun modo la qualità delle cure e la libertà di scelta dei medici”. LA SENTENZA

07 GIU - Anche dopo l’aggiudicazione di una gara, non è illegittimo per le Regioni abbassare il prezzo di fornitura di un medicinale adeguandolo a quello di un farmaco equivalente (generico e biosimilari) che nel frattempo è giunto sul mercato.

È il contenuto di una sentenza emessa nei giorni scorsi dal Tribunale di Torino ha respinto il ricorso di un’azienda farmaceutica contro la Regione Piemonte.

Nello specifico, spiega la Regione in una nota, “la sentenza del Tribunale di Torino riguarda i farmaci contenenti il principio attivo Etanercept, utilizzato in ambito dermatologico e reumatologico. Scr [la società di committenza della Regione Piemonte, n.d.r.] aveva aggiudicato nel 2015 a Pzifer una gara d’appalto per la fornitura del farmaco Enbrel, ad un prezzo unitario di 209,68 euro”.

“Nell’ottobre del 2016 - continua la nota - la Regione Piemonte aveva comunicato alla casa farmaceutica – secondo quanto previsto dal capitolato della gara – l’adeguamento del costo unitario della fornitura al prezzo più basso di 157,25 euro, corrispondente al prezzo del nuovo farmaco biosimilare messo in commercio nel frattempo e disponibile nel ciclo distributivo (il biosimilare Benepali, prodotto dalla Biogen), in attesa di effettuare una nuova gara, poi aggiudicata nell’aprile 2017. In soli cinque mesi il risparmio ottenuto dalla Regione Piemonte è stato di quasi un milione di euro. Il Tribunale ha riconosciuto alla Regione di aver agito nell’interesse pubblico e ha respinto il ricorso”.

“Con questa sentenza è stato stabilito un principio importantissimo che può consentire al sistema sanitario di contenere in modo rilevante i costi senza intaccare in alcun modo la qualità delle cure e la libertà di scelta dei medici ma soltanto introducendo elementi di concorrenza nel mercato”, sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte e coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni Antonio Saitta.

“Come coordinatore degli assessori alla Sanità sono pronto a incontrare il nuovo ministro della Salute - aggiunge Saitta - per illustrarle questa nuova buona pratica in materia farmaceutica, riprendere il tema del payback e più in generale quello della spesa farmaceutica nel suo complesso, che deve essere affrontato continuando a garantire la qualità delle cure e a vantaggio del sistema sanitario pubblico, per il quale tutte le regioni sono impegnate”.

 

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