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Dalla Open Arms: la paura più grande

OpenArms emiliomorenatti 400 mindi Nadeia De Gasperis - La paura più grande è quella di trovare dei bambini morti, è facile che accada in 10 cm di acqua, quando ormai, storditi dalle esalazioni dei motori, così ammassati su un “barchino” o gommone, i genitori o compagni di viaggio non riescono a tenerli svegli. La paura è più grande quando troviamo persone vive, un paradosso che solo l’esperienza può spiegare, convincerle a farsi salvare, non ti allungano una mano, si lasciano morire, scambiandoci per libici, i libici che vengono sempre avvisati per primi, proprio dalle nostre coste e con le loro imbarcazioni che vanno a 40 nodi orari, rispetto le nostre che riescono a portare al massimo i 12, non c’è gara.

Questo e molto altro è stato trasmesso, non solo dal video ma dalle parole del fotoreporter Valerio Nicolosi*. Un appuntamento organizzato a Sora dall’associazione Rise Hub che da anni lavora per l’inclusione e con la collaborazione del Collettivo Storie d’amare, associazione sorana di più recente formazione.

Una anteprima del docufilm di Nicolosi per le cittadine/i di Sora. Si tratta di un documentario di 60 minuti che narra i destini che si incrociano lungo le frontiere del Vecchio Continente. Per la realizzazione del progetto è stata attivata una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso. L’autore sostiene di aver ricevuto due proposte di produzione ma per un progetto di questa natura non si può “contrattare”, nasce e deve rimanere indipendente.

Nicolosi è uno dei due operatori della stampa a cui è concesso di salire a bordo della Open Arms, ha avuto esperienze anche con Mediterranea e Sea Watch ma Open Arms è e rimane la sua famiglia, come lui stesso la definisce.
È stato a bordo anche un mese intero, per un anno è sceso e salito dall’imbarcazione. Quando sei sopra, racconta, se c’è bisogno di salvare ti rimbocchi le maniche, non puoi dare priorità alle riprese, e come sostiene lo skipper della nave, non esistono eroi che salvano, esiste un equipaggio dove ogni elemento è fondamentale, dal primo soccorritore al cuoco.

È accaduto di arrivare contemporaneamente alle imbarcazioni libiche, di essere stati anche minacciati con le armi, in quel caso si può contare sulle forze armate del territorio di riferimento, negli altri casi è una corsa contro il tempo, a volte combattuta con l’astuzia.
“mi sento un privilegiato” sostiene Nicolosi, per quello che ho potuto fare, una volta ho preso un ragazzo per i capelli, voleva lasciarsi annegare, convinto che fossi un libico, i miei tratti somatici non mi aiutavano quanto quelli di un mio compagno, biondo e alto, che riusciva a convincere prima di essere un europeo.

Cosa si può fare da terra?
Si deve sostenere le ONG e raccontare la verità, lavorare a cambiare il linguaggio quando di parla di migranti e migrazioni, che non sono l’emergenza, sono ormai un fatto consolidato che va affrontato come tale.
Il dialogo con le cittadine/i ha seguito la proiezione del film, moderato dalla giornalista Faticante, dopo un silenzio eloquente e lacrime agli occhi, occhi lucidi. Sono bastati pochi minuti di film per muovere sentimenti contrastanti, di rabbia, impotenza, desiderio di riscatto, vicinanza.

*Valerio Nicolosi è Filmmaker Freelance presso Associated Press

 

 

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“Welcome to Italy” scopre profitti illeciti per accoglienza e richiedenti asilo

LucaFrusone in Parlamento 350 260«Un ringraziamento per l'importante operazione “Welcome to Italy” va agli inquirenti, agli uomini della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile della Polizia di Stato che stanno facendo luce su un presunto sistema dedito a trarre profitti illeciti dall’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati» dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone. «Da membro della Commissione Schengen - prosegue Frusone - visitai alcune delle realtà indagate, sottoponendo le criticità a chi di dovere. Adesso tra i nomi degli esponenti politici della provincia di Frosinone coinvolti nell'inchiesta ritroviamo esponenti politici di centrodestra e di centrosinistra. Mi auguro che possano chiarire le loro posizioni. È da notare che sui flussi migratori, come su altre questioni, assistiamo troppo spesso ad uno scontro pseudo-ideologico che in realtà serve a nascondere le responsabilità che hanno avuto centrodestra e centrosinistra nell'affrontare il fenomeno. Non è la prima volta che alcuni esponenti dei partiti, la cui agenda politica si basa quasi esclusivamente sulla questione dell'immigrazione, alla fine ci speculano sopra (vedi il caso Salvati prima in Forza Italia e poi in Fratelli d'Italia). È indispensabile dunque soffermarsi sulla trasparenza e sul rispetto delle regole che è mancato e che stiamo cercando di ripristinare».

«Salvini e Meloni, che dicono di voler fare le battaglie per gli italiani e poi ripropongono con Berlusconi il vecchio centrodestra, protagonista della mala gestio dei migranti, dimostrano che il loro obiettivo è fare solo propaganda sul tema» conclude il deputato pentastellato.

 

 

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Buon compleanno a Mediterranea

foto compleanno Mediterranea 350 mindi Nadeia De Gasperis - Qualche giorno fa Mediterranea ha festeggiato il suo primo compleanno a San Lorenzo, Roma. Lo ha fatto a terra, anche perché la sua imbarcazione era bloccata, lo ha fatto con una formula che ricorda una serata tra amici, quelli di sempre e quelli incrociati sul proprio destino, che si raccontano tra la pena di un ricordo doloroso e un sorriso complice, le storie di mare e di terra che hanno “salvato” nella memoria di questo primo anno di lavoro. La piattaforma in questo tempo ha imbarcato e anche un po’ scampato a un altro destino, tante realtà, da quelle studentesche, universitarie, ai progetti letterari come quello pensato da Sandro Veronesi, che un giorno ha scritto a Saviano “noi dobbiamo portare i nostri corpi e i nostri cuori e le nostre voci su quelle navi".

Ecco allora che la Bonvicini ci ha raccontato la sua esperienza con CORPO TESTA E CUORE sulla nave Alex come tra le più edificanti della sua vita. Più timidamente si è aggiunta la testimonianza di due giovanissime ragazze di Ostia che insegnano ad andar per mare, con la loro scuola di vela “inclusiva” ai disabili, ex carcerati minorili e agli altri giovanissimi “marinai”. Con la loro discreta e giovane saggezza passano la parola a un “marinaio” figlio di pescatori, che ci ricorda la sovranità di un capitano nelle acque territoriali, quando il sacrosanto diritto a salvare coincide perfettamente con un dovere profondo di umanità per una legge non scritta e anche sancita che si tramanda di padre in figlio.

È la volta dei due giornalisti di Repubblica, iniziati all’avventura di Mediterranea da Mario Calabresi quando “questa sconosciuta” non aveva ancora forma e faceva ancora un po’ acqua da tutte le parti. Non sono più scesi da allora, racconta Mensurati, tra ricordi divertenti e dolorosi, mentre ammonisce di informarsi sempre, anche quando nutriamo il benché minimo dubbio, per essere “equipaggiati” a smontare le false informazioni, perché le nostre ragioni siano più forti di qualsiasi strumentali interpretazione della realtà.

Poi rivolge una domanda insidiosa a un membro dell’equipaggio, Francesca, chiedendole se piattaforme come mediterranea non sia poi un FULL FACTOR (fattore di spinta) per i migranti. Parafrasando la risposta di Francesca “nessuno metterebbe suo figlio in mare se non fosse più sicuro della terra”.

Poi c’era la società civile, quella che lavora con i piedi per terra a sostenere la causa di Mediterranea, Don Mattia che è salito a bordo e si dice sicuro di essere stato “evangelizzato” dall’equipaggio di Mediterranea che gli ha insegnato come il Vangelo possa farsi parola con la pratica concreta dei principi di umanità. C’era Aspagorà da Sora, che racconta l’altra faccia della Chiesa, quella che si volta, con l’aneddoto di cronaca, l’omelia del prete razzista, che ha fatto il giro del mondo, c’è una associazione romana, che racconta la frustrazione di aver sostenuto un progetto di rinascita per i paesi terremotati e aver scoperto poi in quelle stesse persone un senso forte di negazione dell’accoglienza.

In collegamento Skype la portavoce della Sea Watch, Giorgia Linardi, ci restituisce un quadro geo politico della attuale situazione dei Paesi di partenza. Tutti sembrano essere d’accordo sul fatto che il nuovo governo non abbia mostrato segni di cambiamento e che forse una politica non vocata all’accoglienza, quando non è urlata, come quella di Salvini, è perfino più pericolosa. E, subdula. A questo proposito, ricordano che il decreto sicurezza è ancora lì in tutta la sua pericolosità.

Buon compleanno a Mediterranea che in questa serata di autocoscienza ci hai fatto tornare a casa più consapevoli e più piccoli, in confronto al mare nero che hai attraversato, ma con tanta voglia di crescere.

 

 

 

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One, nisciun centomila, 8 settembre

Incusione RiseHub

L’Associazione Rise Hub, in collaborazione con ViviCasalvieri e il Collettivo Storie D’Amare, Vi invita a partecipare alla seconda edizione del Festival dell’Inclusione in Valle di Comino, quest’anno intitolato ONE, Nisciun e Centomila, che si terrà Domenica 8 Settembre dalle 18:00 a Posta Fibreno in via Carpello (area tra il bar Elfo del Lago e lo Smile Pub).

Questa seconda edizione sarà dedicata al Viaggio, un tema antico e peculiare per il nostro territorio e la nostra Storia che affronteremo grazie alle testimonianze dirette di storie di Emigrazione, di Immigrazione e di Restanza.

Tra gli ospiti avremo l’onore di avere la scrittrice Chiara Ingrao, che attraverso il suo ultimo libro Migrante per sempre fornirà al pubblico strumenti di riflessione sul perché sia importante e necessario parlare e raccontare di migrazione.

Parteciperà inoltre Cesare Erario, fondatore e curatore del Museo Académie Vitti, un gioiello della nostra Valle e storia unica al mondo di emigrazione, coraggio e resilienza.

L’evento sarà accompagnato da mostre fotografiche, musica dal vivo e cibo. Nella speranza di potervi accogliere nella splendida atmosfera del Lago di Posta Fibreno, cogliamo l’occasione per inviarvi cordiali saluti.

 

Rise Hub, Collettivo Storie d'Amare, ViviCasalvieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Comunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di Sora

comunitàsolidali 350 minComunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di SORA Un parroco a cui piace vincere facile e che per preferisce seguire la scia del momento fatta di divisione e rancore.

Comunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di SORA Un parroco che a cui piace vincere facile per guadagnarsi un po' di notorietà e che per preferisce seguire la scia del momento fatta di divisione e rancore.

Proprio nei giorni in cui la Chiesa ricorda uno dei suoi santi più venerati, San Rocco, come simbolo di carità ed esempio di solidarietà umana, e nel momento in cui Papa Francesco richiama la comunità cattolica all'accoglienza perché agli occhi di Dio nessuno è straniero, udiamo da un pulpito parole per noi inascoltabili.
È molto singolare che da quel pulpito siano venute parole di divisione, di contrasto. Quasi di odio.

In una comunità dove già l'arrivo di cinque migranti ha scatenato la raccolta di 300 firme, usare parole così divisive da parte di un rappresentante della Chiesa significa soffiare sul fuoco dell'intolleranza, ed in qualche modo legittimarla, trovando giustificazioni al razzismo e alla xenofobia.

Comunità solidali ricorda invece il grande impegno della Chiesa cattolica verso l'accoglienza e l'integrazione dei migranti, attraverso la Caritas, ma anche attraverso molte altre associazioni e parrocchie, impegno che non distoglie di certo l'attenzione dalle "nostre" povertà.

Può un Parroco usare parole come quelle pronunciate ? Può un Parroco non assumersi la responsabilità dei messaggi xenofobi che a centinaia stanno facendo da eco a quell'omelia?

Lo chiederemo anche a Papa Francesco.

Intanto chiediamo alla Chiesa di Sora e della nostra provincia, per il tramite dei suoi Vescovi di non essere indifferente a quanto accaduto ma di condannare fermamente le parole di odio utilizzate a Sora per fomentare l'intolleranza nei confronti del diverso.

E alla stessa Chiesa chiediamo se si riconosce in quella di Don Donato o in quella di Matteo, 35 "Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato"

Comunità Solidali
Mob. 3478780003

https://www.facebook.com/comunitasolidalifr/

https://comunitasolidalifr.wordpress.com/

 

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Sora. Aspagorà replica all'invettiva di Don Donato Piacentini

  • Pubblicato in da Sora

Aspagorà siamotuttisullastessabarca 350 minAspagorà è un gruppo eterogeneo, di laici, cattolici, osservanti, atei, musulmani, agnostici, eppure il nostro manifesto si apre con una frase mutuata dal Vangelo “ama il prossimo tuo come te stesso” perché siamo convinti che alcuni precetti cristiani siano universali.

Non molti giorni fa abbiamo accolto l’appello del parroco siciliano, per manifestare la nostra vicinanza ai migranti, ostaggio di politiche razziste e xenofobe su una imbarcazione a largo di Lampedusa, lo abbiamo fatto davanti al sagrato di una chiesa, riconoscendolo come luogo simbolo di carità e misericordia. Ora in pochi secondi ecco che l’ormai famoso parroco sorano distrugge il lavoro di tante persone che lavorano strenuamente ogni giorno per praticare e predicare l’accoglienza. Lo fa con parole forti, di una gravità inaudita che sfiorano addirittura il negazionismo “quali torture!?” si chiede e chiede alla folla che un po’ plaude un po’ rimane basita. Che sia una raccolta di firme contro i migranti, una accusa infondata di violenza a diffamarli è sì fatto grave, che sia un ministro della Repubblica che brandisce un rosario e un crocifisso da un palco vomitando veleno, è fatto gravissimo ma mai quanto le parole di un uomo, ministro di Dio che ha totalmente frainteso il senso della sua vocazione. Travestito da pecora il lupo ha approfittato del gregge già in balìa a un clima di odio che ha reso la nostra città un “paesotto” retrogrado e bigotto, finito in un battito di tastiera ai dis-onori della cronaca. Quale “pastore di anime” proprio in occasione dei festeggiamenti del santo simbolo della “carità” ha sputato odio, con la responsabilità di chi si fa guida spirituale e morale, rappresentando inoltre ben tre parrocchie della diocesi di riferimento.

Ci auguriamo che in quella occasione non ci fosse nessuno dei nostri amici migranti ad ascoltarlo, visto che spesso alcuni di loro, cattolici, sono abituati a seguire le omelie delle nostre parrocchie. Ciò sarebbe per noi motivo di forte disagio e vergogna, lo stesso che ci auguriamo provino i nostri concittadini e le autorità ecclesiastiche del territorio che a questo proposito dovrebbero, con fermezza, denunciare le parole del parroco, con una azione esemplare che scoraggi chiunque voglia fraintendere ancora il messaggio del Vangelo, nonché quello del Pontefice, a farlo.

Sora, 17 agosto 2019

Ufficio stampa Aspagorà

 

 

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Non devono sorprenderci per accoglierli

MamoudouGassama 350 mindi Nadeia De Gasperis - A Parigi Mamoudou Gassama, giovane immigrato maliano senza documenti, salva in maniera eroica, calandosi da un balcone, un bimbo intrappolato in casa da un incendio. Lo hanno soprannominato spiderman, forse perché è così difficile ricordare il nome di un eroe quando ha i caratteri arabi!

Nel Paese di santi e navigatori è facile diventare eroi, anche da stranieri, ma esigiamo una prova in più di temerarietà. Un ragazzo immigrato, in pieno centro cittadino a Napoli, salva una donna dalle aggressioni di un rapinatore, mettendolo in fuga. Davanti all’Eurospin di Tor Vergata uno dei ragazzi che si carica delle nostre buste strabordanti della spesa in cambio di qualche spicciolo e qualche smorfia di accondiscendenza, sventa il furto a danno di una anziana signora. Insomma, sono piene le cronache, e potrebbero esserlo di più, di questi episodi ma non hanno un nome questi ragazzi, mai, o quasi, e qualche volta, come nel caso del ragazzo immigrato che nel Fucino, nel bel mezzo di un evento di piena, salva una famiglia, mentre i soccorsi dei vigili del fuoco stentavano a intervenire per la difficoltà della situazione. Eppure, il ragazzo non esita a tuffarsi nel fiume e salvarli, per poi scappare perché è senza permesso di soggiorno. I giornali titolano “caccia all’immigrato senza permesso di soggiorno” e come sottotitolo il dettaglio del suo atto di coraggio. Non ha un permesso di soggiorno, figuriamoci se possa meritare un nome.

Allora oggi vogliamo raccontare che Samuel, ragazzo nigeriano, che risiede in un centro di accoglienza di Isola del Liri, ha trovato sull’autobus un iphone. Recuperato lo ha portato alla donna che mi ha raccontato la storia, Maria Laura, operatrice del centro, pregandola di comporre l’ultimo numero e raggiungere la persona che aveva smarrito il suo apparecchio. La proprietaria, in poco tempo è stata rintracciata e ha raggiunto il centro di accoglienza per recuperare il suo iphone. Si è sentita di dover ringraziare il giovane ragazzo nigeriano portandogli in dono un cesto di fragole.

Spero che un giorno non saremo più costretti a raccontare quello che per questi ragazzi immagino sia naturale e ovvio, quello che è dettato dalla loro indole senza sensazionalismi o bisogno di riconoscenza o ricompensi.
Con la stessa naturalezza, spero tanto, saremo un giorno in grado di aspettarci da loro qualsiasi cosa di buono ci si possa aspettare da un ragazzo che affida al mare nero la propria vita in cambio di una speranza di salvezza, spinto solo dalla forza del desiderio di un mondo migliore.

Un giorno, spero, ci ritroveremo a non sorprenderci più a raccontare tutto questo per convincerci che i nostri fratelli sono nostri fratelli e le nostre sorelle sono nostre sorelle, per il semplice fatto di essere nati tutti sotto lo stesso cielo, che non giudica, almeno senza averci prima visti alle prove con la vita, la nostra e quella degli altri.

 

 

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Migranti. Accordo tra la Prefettura di Latina e il Comune di Cori

Maria Rosa Trio Mauro De Lillis 350 260 mindi Marco Castaldi - Ricollocazione temporanea dei migranti pontini. Accordo tra la Prefettura di Latina e il Comune di Cori

L’ente lepino si è reso disponibile ad accogliere fino a 40 persone per un periodo massimo di 60 giorni. Il Sindaco Mauro De Lillis: “Questa misura pro tempore legata alla contingenza rientra negli impegni reciprocamente assunti in materia e nel rispetto dei limiti stabiliti a livello nazionale e locale”.

A seguito delle recenti vicende che hanno riguardato la gestione da parte degli affidatari di alcuni centri di accoglienza straordinaria dislocati nel territorio pontino, il Comune di Cori ha confermato tramite lettera scritta alla Prefettura di Latina la propria disponibilità, nell’ambito degli accordi di ricollocazione temporanea, ad ospitare presso la Casa per Ferie Madonna del Soccorso un numero di migranti compreso tre le 30 e le 40 persone, fino alla riattivazione delle strutture interessate e comunque per un periodo massimo stabilito non superiore ai 60 giorni.

La missiva indirizzata in questi giorni all’Ufficio Territoriale del Governo ha fatto seguito ai precedenti colloqui intercorsi al Palazzo del Governo tra il Prefetto Maria Rosa Trio, affiancata dal suo vice Antonio Quarto, e il Sindaco Mauro De Lillis, accompagnato dall’Assessore alle Politiche Sociali Chiara Cochi e dalla Responsabile dei Servizi Sociali Roberta Berrè. L’intesa tra le parti è stata successivamente ratificata dalla Giunta Municipale corese, previo consenso della Provincia Italiana Ordine degli Scalzi della SS. Trinità, titolare del ricovero individuato.

Come spiega il primo cittadino – “Si è tenuto conto delle direttive ministeriali per la ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e rifugiati all’interno dei C.A.S. ubicati in tutti i comuni e tra gli enti come il nostro aderenti alla rete SPRAR, in linea con lo spirito di solidarietà e collaborazione inter-istituzionale, al fine a dare alla questione migrazione una soluzione umanitaria condivisa. In ogni caso questa misura pro tempore legata alla contingenza rientra a pieno titolo negli impegni reciprocamente assunti in materia e rispetta i limiti stabiliti a livello nazionale e locale”.

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Il senso della telefonata di Mattarella a Conte

mattarella salvini 350 mindi Elia Fiorillo - Il difficile compito di Sergio Mattarella
La sua parola d'ordine è "discrezione". Lo è sempre stata. È questione di carattere e, si sa, "il carattere è il destino di una persona". Quella telefonata al Capo del governo l'ha fatta perché proprio non ne poteva fare a meno. A parte che si "giocava" con la vita e la dignità del "prossimo". Ma in ballo c'era ben altro. C'era la credibilità dello Stato, l'autonomia della magistratura, il buon senso. Ma come si fa a bloccare l'entrata in un porto italiano di una nave militare del nostro Paese? Ma come si fa a pretendere lo sbarco degli emigranti ammanettati senza il doveroso intervento della magistratura?

La risposta è una: pubblicità. Per alcuni esponenti politici nostrani la politica non è più la "gestione della polis", ma è solo "propaganda'" che condiziona ed "indirizza" il consenso. Tutto viene fatto in tale direzione, costi quel che costi, sempre che i sondaggi elettorali aumentino. È questo ciò che conta. E il bene dei cittadini? Tutto si fa per loro, ovviamente. Per quello che loro "percepiscono", al di là dell'effettiva efficacia dei provvedimenti. E quando certi fenomeni preoccupano, o possono preoccupare la pubblica opinione, invece di spiegare, chiarire, informare, si cavalca la paura. Si soffia sul fuoco perché ciò porta consensi. E da questo punto di vista l'ex padano, ex secessionista, Matteo Salvini è un maestro. Comunque è riuscito a far lievitare i consensi al suo partito dal 17 al 30 per cento. Con questi risultati è pronto a veleggiare in Europa, per fondare il partito sovranista di un'Europa... divisa.

Sergio Mattarella ha composto il numero di Palazzo Chigi e ha telefonato al suo inquilino, legittimo fino ad un certo punto. È stato messo là dai due comandanti-contendenti, Salvini e Di Maio, proprio perché non potevano farne a meno. Ma chi decide e interpreta il contratto di governo sono loro due e basta.

"Caro presidente del Consiglio dei ministri", avrà esordito il Capo dello Stato, "forse sarebbe il caso che tu intervenissi per sbloccare una situazione che ha del preoccupante..." No, sicuramente non gli avrà detto che avrebbe lui dovuto già prendere l'iniziativa per risolvere una vicenda, che se non fosse tragica, sul piano realistico non potrebbe non essere considerata comica. Che poteva fare il presidente del Consiglio? Certo, telefonare a Salvini per informarlo, ma poi decidere l'apertura dei porti a quella nave, facendo fare alla magistratura la sua parte.

La risposta di Salvini è stereotipata. Nessuna polemica. Lui resta sulle sue posizioni, sono altri che hanno "ceduto". Anche sull'intervento di Mattarella bocca cucita, ma pare che la telefonata del presidente della Repubblica, che doveva rimanere riservata, è trapelata proprio dal Viminale. Il messaggio del ministro dell'Interno, in questo caso come pure negli altri, è semplice e chiaro: "Io ci provo in tutti i modi a rendere l'Italia libera dai migranti, sono altri che si muovono in senso contrario".

Da parte sua Giggino Di Maio, al di là della "facciata" tutta rose e fiori del "contratto di governo", mal sopporta il collega vice presidente del Consiglio. Lui, Matteo, con la storia degli emigrati ha fatto "bingo", aumentando i consensi elettorali oltre qualsiasi congettura. Insieme a Berlusconi ed alla signora Meloni il trio supera nelle previsioni il 40 per cento dei voti alle prossime tornate elettorali. Gigino, invece, nei sondaggi è in calo e non può sperare in un’alleanza con il Partito Democratico per fare il grande salto della quaglia. Eppoi i suoi cavalli di battaglia, il decreto "dignità" e la fine dei “vitalizi” ai parlamentari, non hanno funzionato come lui avrebbe voluto. Che il ministro del Lavoro, e vice presidente del Consiglio, vari un decreto che dovrebbe rilanciare l'occupazione mentre, secondo alcune fonti pubbliche - Inps e ministero del Lavoro -, farà perdere ben 8.000 posti di lavoro all'anno, è un'assurdità. Ai voglia a dire, come fa Di Maio, che sono bugie e che il presidente dell’Inps e qualche traditore in casa hanno giocato sporco. In questa triste vicenda si vede tutta l’approssimazione e l’inesperienza di chi ritiene di rappresentare il governo del cambiamento. Un po’ di suggerimenti dettati dalla grande esperienza passata potrebbe aiutare Giggino, anche a difendersi dal Matteo padano. Potrebbe farsi consigliare dall’esperto napoletano di lungo corso, ex onorevole, Paolo Cirino Pomicino, ad esempio.

 

 

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Cori. Porte aperte all'accoglienza

Porte Aperte a Cori h260 mindi Marco Castaldi - Mercoledì 20 Giugno, dalle ore 16:30, giornata dedicata all’Accoglienza, Protezione, Promozione e Integrazione dei migranti presenti sul territorio.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa anche dall’ONU e dal Ministero dell’Interno, mercoledì 20 Giugno, a Giulianello (Cori, LT), presso il Centro socio culturale “Il Ponte” (via della Stazione), si terrà l’iniziativa dedicata all’accoglienza, protezione, promozione e integrazione dei migranti presenti in paese, “Porte Aperte”, organizzata dall’Amministrazione comunale, per la quale interverranno, il Sindaco Mauro De Lillis e l’Ass.re alle Politiche Sociali Chiara Cochi, le Delegate Chiara D’Elia, Elisa Massotti e Sabrina Pistilli, insieme alle realtà locali impegnate nel settore: le coop. Karibu e Il Quadrifoglio, le Onlus Il Circo della Farfalla e La Casa del Sole, le APS Futuro Digitale e Polygonal, le ass. cult. Arcadia e La Stazione.

Si svolgeranno laboratori di cucina “Impariamo a cucinare un piatto tipico”, con degustazione finale di quanto realizzato, e letture animante con giochi interattivi per bambini “Cosa mangiano i bimbi del mondo”. Si parlerà di “Flussi, rotte e persone” e verranno illustrati i progetti in materia realizzati sul territorio: i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) della Prefettura per maggiorenni in attesa di asilo politico e protezione umanitaria; le Case di Accoglienza per minori stranieri non accompagnati; lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) per nuclei familiari. Verrà presentato al pubblico il video sul fenomeno migrazione e integrazione a Cori e Giulianello realizzato dal team Senape Production.

 

 

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