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Anagni. L’acqua: un bene per pochi

Municipio di AnagniMovimento cittatrepuntozero - La settimana scorsa si è molto parlato di San Bartolomeo e del problema con Acea. Ricordiamo brevemente la questione: la mancata regolarizzazione delle utenze idriche all’interno del Villaggio ha portato Acea Ato 5 ad inoltrare formale richiesta al Comune di Anagni per l’istallazione dei contatori; in caso di ulteriore inerzia da parte del Municipio, Acea aveva prospettato l’interruzione del flusso idrico su tutta la zona a partire dal giorno 30 settembre, cosa che non si è verificata...

Menomale, diciamo noi!! Il Villaggio è un quartiere popoloso, dove sono presenti circa 400 utenze tra cui una scuola e diverse attività commerciali, per non parlare di anziani e persone disabili, quindi ribadiamo...Menomale!! Eppure noi ci chiediamo: è possibile dover arrivare ad una tale minaccia per affrontare una questione così importante? Cosa ha fatto l’amministrazione in tutto questo tempo? Perché nell’ultima settimana il tutto è nuovamente ripiombato nel più assoluto silenzio? È dal 16 ottobre 2018 che il Sindaco doveva emettere un’ordinanza che non è mai stata neppure abbozzata. Ora che ci troviamo alla resa dei conti con Acea, i cittadini attendono risposte che non arrivano. Il Sindaco, nel frattempo, accoglie nel proprio ufficio ristrette delegazioni di presunti rappresentanti autoinvestitisi di tale carica e non viene a parlare con i propri concittadini che ancora brancolano nel buio. Cosa succederà?...Non si sa.

Quanti arretrati dovranno essere pagati? Nessuno lo sa!! Il Sindaco manda a dire (!!) di stare tranquilli, ma come diceva mia nonna: “Tranquillo... ha fatto una finaccia”!! Lunedì prossimo 7 ottobre 2019 ci sarà un incontro tra il Sindaco Daniele Natalia e una delegazione Acea: i cittadini hanno il diritto di sapere quali saranno le proposte dell’Amministrazione al gestore idrico perché il dovere di informazione è un caposaldo della democrazia.

A questo punto ci sorge un dubbio: non è che per caso si sta confondendo il principio di divisione del lavoro con una gestione privatistica della cosa pubblica? La responsabilità dei capi di fronte ai propri concittadini è un tratto fondamentale della democrazia reale e le persone, per poter valutare, hanno bisogno di trasparenza e di un costante flusso di informazioni poiché la pubblica amministrazione è prima di tutto un servizio. Noi come cittatrepuntozero chiediamo al Sindaco Natalia e all’Assessore Cicconi che, tra le altre, ha delega per i rapporti con il gestore idrico, di interfacciarsi direttamente con i propri concittadini e non, come sempre, tra pochi, nelle ristrette stanze del palazzo, altrimenti la cosa pubblica, così come l’acqua, continuerà ad essere un bene per pochi.

 

 

 

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Fratojanni contro la riscossione coattiva delle bollette Acea

acquapubblica 350 260UNOeTRE.it ha ricevuto oggi e quindi riporta, immediatamentem una importante interrogazione del Deputato Nicola Fratoianni, al Ministro dell'Economia e delle Finanze, perché si porceda al ritiro del decreto che autorizza la riscossione coatta delle bollette Acea e quindi anche all’annullamento dei suoi effetti.Interrogazione parlamentare su Acea Ato5

 

«Al Ministro dell'Economia e delle Finanze - Per sapere - premesso che:

nel 2016 ATO2 S.p.A e ACEA ATO5 S.p.A., chiedono e ottengono dal Ministro delle Finanze PADOAN l'autorizzazione alla riscossione coattiva, mediante ruolo, dei “potenziali crediti” vantati dalle citate partecipate dal Comune di Roma, nei confronti degli utenti del servizio idrico integrato;

la riscossione coattiva è stata resa possibile con il decreto 22 febbraio 2016, recante – “Autorizzazione alla riscossione coattiva tramite ruolo dei crediti della società ACEA ATO5 S.p.A. relativi alle tariffe del servizio idrico integrato”;

il decreto che consente ad ACEA ATO5 S.p.A la riscossione coattiva è stato emanato sulla base di quanto disposto dall’articolo 17 commi 3-bis e 3-ter del D.L. n.46/1999 In particolare il comma 3-bis recita: “Il Ministro dell'economia e delle finanze può autorizzare la riscossione coattiva mediante ruolo di specifiche tipologie di crediti delle società per azioni (a partecipazione pubblica), previa valutazione della rilevanza pubblica di tali crediti.”;

non appare chiaro quale sarebbe la rilevanza pubblica di crediti evanescenti, unilateralmente pretesi da ACEA verso utenti definiti “morosi” dal Gestore, ma che nella maggioranza dei casi, quando si sono potuti difendere in un tribunale hanno ottenuto sentenze positive in quanto il giudice ha stabilito che quei crediti erano inesigibili;

non è, altresì, chiaro per quale ragione i cittadini utenti della provincia di Frosinone, appartenenti all’ATO5, dovrebbero essere oggetto di un particolare trattamento a causa della maggioritaria partecipazione del Comune di Roma all’azionariato di ACEA S.p.A;

prima della emanazione del decreto del 22 febbraio 2016 l’ACEA per far valere le eventuali ragioni nei confronti dei cittadini utenti aveva una sola possibilità: quella di instaurare, in tribunale, una procedura ordinaria di ingiunzione di pagamento;

la procedura precedente il decreto 22 febbraio 2016, prevedeva che la dimostrazione il potenziale credito fosse in capo al Gestore; il Gestore, per poter incardinare la procedura doveva pagare metà del “contributo unificato” variabile a seconda del valore del credito; a sua volta il cittadino utente poteva fare opposizione pagando anch’egli metà del “contributo unificato”;

con il decreto 22 febbraio 2016, l’ACEA ha la facoltà di attivare una procedura straordinaria, con questa modalità ACEA ha di fatto il potere di certificare il potenziale credito richiesto, con il presupposto che esso è comunque esigibile; il gestore, per poter avviare la procedura non ha praticamente spese. Ovvero deve semplicemente comunicare l’atto di ingiunzione. Se riesce ad inoltrarlo verso utenti dotati di Pec il costo è nullo, mentre per posta il costo marginale è di 20 euro; a sua volta il cittadino per difendersi deve attivare un giudizio ordinario pagando il 100 per cento del “contributo unificato”;

quanto evidenziato fa comprendere bene lo squilibrio di trattamento, esercitato, contro i cittadini a vantaggio del Gestore. ACEA sta ora incalzando, con l’utilizzo, sistematico dell’azione coercitiva, i cittadini del frusinate ma ciò potrebbe estendersi anche ai cittadini di Roma e dintorni;

a detta dell’interrogante è necessario quindi tornare a modalità di difesa dei cittadini interessati attraverso un giudizio terzo di merito, in tribunale, che garantisca un confronto nel merito ma con l’Acea e i cittadini utenti messi su un piano tra pari:-

quali furono le motivazioni alla base della decisione di procedere alla emanazione decreto 22 febbraio 2016– “Autorizzazione alla riscossione coattiva tramite ruolo dei crediti della società ACEA ATO5 S.p.A. relativi alle tariffe del servizio idrico integrato”;

se non ritenga, tenuto conto delle criticità esposte in premesse, di svolgere un approfondimento anche al fine di procedere al ritiro del citato decreto e all’annullamento dei suoi effetti.

Fratoianni»

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Quello che un utente vorrebbe sapere da Acea

acquaprivatizzata 350 260La Lettera che UNOeTRE.it pubblica gli è stata inviata da un suo lettore, che pone un quesito ad ACEA dopo avere ricevuto l’ultima bolletta del mese di marzo in cui ha notato  ulteriori aumenti. Meriterebbe una risposta da ACEA?

La lettera inizia cosi:

“prendiamo in esame la mia bolletta del 23 marzo 2019 nella quale si evince che ho consumato 56 mc di acqua in 123 giorni.

Ora se prendiamo la tabella ACEA, quella ultima approvata dal consiglio dei Sindaci, i miei 56 mc di acqua mi vengono ripartiti in 19 mc nella fascia a tariffa agevolata;

17 mc a tariffa base; 18 mc a tariffa 1^ fascia; 2 mc a tariffa 2^ fascia

Per un costo totale di 81,28 €. Questo importo è riferito al solo consumo di acqua senza considerare la fognatura, la depurazione e quant’altro.

Secondo le mie considerazioni la ripartizione dovrebbe essere fatta secondo questo criterio:

1. La fascia agevolata va da 0 a 55 mc/anno, quindi il calcolo dovrebbe essere 55:365= 0,15 mc/ giorno che X 123 gg= 18,5 mc. Quindi a 56 mc consumati devono essere tolti 18,5 mc e conseguentemente il calcolo andrebbe fatto su 56-18,5= 37,5 mc restanti.

2. La fascia base va da 56 a 108 mc/anno, quindi i 37,5 mc restanti dal calcolo precedente, entrano in questa fascia. Ne restano quindi 56-18,5-37,5= 0. Conseguentemente dovrei pagare su due fasce: quella agevolata per 18,5 mc e su quella base per 37,5 mc, per un importo di 65,03 €.

Come si può notare la differenza è notevole da 81,28 € secondo la ripartizione ACEA a 65,03 € secondo la mia ripartizione. (16 euro e 31 centesimi in più che corrispondono a ben 32.620 delle vecchie lire o se si preferisce in quinto in più del dovuto o no? ndr)

Questo mio quesito mi piacerebbe rigirarlo all’ACEA chiedendogli quale modello matematico utilizza per l’attribuzione delle fasce. Su internet non ho trovato nulla che potesse chiarirmi il quesito”.

 

L'autore delle lettera è noto alla Redazione di UNOeTRE.it

 

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Tariffe Acea: in 8 anni aumenti smodati

acquapubblica 350 260di Angelino Loffredi - Acea Ato 5, croce senza delizia verso i cittadini ciociari, continua la sua campagna prevaricatrice senza incertezze ed esclusioni di colpi.

Già nel mese di dicembre 2017 sollevai una questione che non ha avuto alcuna risposta. Mettendo a confronto le tariffe pagate a Roma e nella nostra provincia, infatti, scrivevo ”anche se possono essere considerati gemelli i due ATO si comportano diversamente. Infatti per un consumo di 200 metri cubi nel Frusinate si pagano 684,53 euro mentre a Roma il costo è di 291,05 euro. La differenza si allarga molto di più se il consumo è di 300 metri cubi: nel Frusinate si pagano 1.270 euro mentre a Roma 516, 21. Ci troviamo dunque di fronte ad una eccezionale differenza”.

Chi ha seguito attentamente la campagna elettorale certamente avrà notato l’inconsistenza delle argomentazioni dei partiti in competizione attorno a questo argomento e più in generale al tema dei Beni Pubblici. Pur tuttavia credo sia necessario non demordere, insistere per far conoscere come la “spremitura del limone”, purtroppo sta procedendo.

Il mio amico Francesco Giglietti, persona scrupolosa e molto attenta alle evoluzioni delle tariffe, ha preparato uno schema riepilogativo degli aumenti tariffari negli ultimi otto anni che ho l’onore di rappresentare a chi legge ma anche a chi ha responsabilità politiche e amministrative.

 

ANDAMENTO COSTI SERVIZIO ACEA DAL MAGGIO 2010 A MARZO 2018

VOCE

14/05/2010

31/03/2018

Varia %

Tariffa agevolata € a mc

0,4431

0,549234

23,95

Tariffa base € a mc

0,7204

1,199278

66,47

Eccedenza 1^ Fascia € a mc

0,8888

2,35475

164,94

Eccedenza 2^ Fascia € a mc

1,1364

3,766949

231,48

Eccedenza 3^ Fascia € a mc

1,4336

5,24027

265,53

Servizio di Fognatura € a mc

0,0936

0,3155

237,07

Servizio di Depurazione € a mc

0,2751

0,95482

247,08

Questi aumenti dicono che un famiglia di 2 persone che mediamente consuma 56 metri cubi in 4 mesi, pari a 233 litri a persona al giorno, nel 2010 pagava 69 Euro mentre oggi, pur senza presenza di inflazione, ne paga 181.

Lascio a chi legge ogni commento !

 

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Il Tar da torto ad Acea

acquapubblica 2si 350 260Resta valida la deliberazione dei sindaci dell'Ato 5 che aveva decurtato le pretese tariffarie della multiutility imponendo penali, non riconoscendo costi per morosità ed efficientamenti.

da L'Inchiesta quotidiano - Finalmente per Acea sembra cambiare l'aria anche nella aule di giustizia, che fino a ieri erano terreno insidioso solamente per gli utenti, già spremuti e costretti a subire disservizi.
Un ricorso presentato dal gestore è stato invece respinto dal tribunale amministrativo per inammissibilità grazie ad una sentenza della sezione staccata di Latina pubblicata ieri. La multiutility romana aveva impugnato la deliberazione numero 6 del 13 dicembre 2016, con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'Ato 5 aveva approvato la proposta tariffaria del Servizio Idrico Integrato per il periodo regolatorio 2016-2019.

Il Tar ha sentenziato che ricorso è inammissibile perché "l'atto è di natura endoprocedimentale", quindi non definitivo, mentre l'ultima parola spetta all'Autorità per l'energia elettrica e il gas.
Il provvedimento oggetto di impugnativa, quindi, (predisposizione della tariffa) si inserisce in una sequenza procedimentale che deve essere conclusa con l'atto definitivo rappresentato dalla approvazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, come ribadito anche nella deliberazione n. 664/2015 Aeegsi al punto 7.4: "Entro i successivi 90 giorni, l'Autorità, salva la necessità di richiedere ulteriori integrazioni, approva le proposte tariffarie ai sensi dell'articolo 154, comma 4 del d.lgs. 152/06".
Immediato il commento di Mario Antonellis, portavoce del Coordinamento provin¬ciale Acqua Pubblica Frosinone: «Il Tar del Lazio dichiara inammissibile il ricorso proposto da Acea contro la deliberazione numero 6 del 13 dicembre 2016 approvata dai Sindaci nella famosa assemblea in cui fu votata la Risoluzione contrattuale... Questa delibera approvava la proposta di tariffa per il periodo regolatorio 2016-2019, e tutti i suoi allegati, non riconoscendo al gestore i maggiori costi per l'adeguamento degli standard, di qualità del servizio, ovvero i maggiori costi della presunta morosità e soprattutto comminava al gestore le penali relativamente al periodo 2014-2015. Bene hanno fatto i sindaci a costituirsi. Bene che Acea accetti il fatto che l'atteggiamento di rassegnazione e di completa sudditanza del popolo Ciociaro e dei suoi rappresentanti ormai si sta sgretolando».

Politicamente parlando, la sentenza di ieri rappresenta una vittoria del sindaco di Ceccano Roberto Caligiore e dei 21 primi cittadini che si sono affiancati alla sua azione. Gli avvocati Valerio Tallini (professore a contratto di diritto amministrativo presso l'università della Tuscia di Viterbo), Claudio Martino (tra i massimi esperti in materia di acque pubbliche) e Vincenzo Colalillo hanno difeso i seguenti 21 comuni: Cassino, Monte San Giovanni Campano, Alatri, Fiuggi, Ceccano, Torre Cajetani, Strangolagalli, Settefrati, Pofi, Pico, Guarcino, Coreno Ausonio, Castro dei Volsci Picinisco, S. Elia Fiumerapido, S. Giorgio a Liri, Alvito, Serrone, Roccasecca. I Comuni di Vallerotonda e San Vittore del Lazio risultano erroneamente non costituiti ma in realtà si sono entrambi costituiti in giudizio.

La figuraccia del Sindaco di Frosinone

Singolare e inattesa la figuraccia rimediata dal Comune di Frosinone, guidato dal sindaco Nicola Ottaviani che ha effettuato una costituzione tardiva in giudizio al di là della copiatura delle memorie degli altri 21 Comuni che, quindi, ne avrebbe potuto consentire l'immissione in giudizio se solo la tempistica fosse stata rispettata. La giunta comunale del capoluogo però si è riunita per deliberare solamente dopo la scadenza dei termini. L'Ato 5 era difeso dal professor Alfredo Contieri, ordinario di diritto amministrativo dell'Università di Cassino.

La famosa assemblea del 2016 che deliberò la risoluzione contrattuale (con delibera poi annullata dal Tar nelle scorse settimane: c'è attesa per l'impugnativa al Consiglio di Stato), aveva adottato precedentemente un provvedimento approvando «la proposta tariffaria del SII per il periodo regolatorio 2016-2019, nella parte in cui non accoglie le istanze motivate dal Gestore in ordine al ri-conoscimento dei maggiori costi per l'adeguamento agli standard di qualità del servizio (OpexQC) e dei maggiori costi di morosità, nonché laddove applica al Gestore le penali relative agli anni 2014-2015». Ma quella delibera era solo il, passaggio iniziale.

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Carenza idrica e disservizi d Acea. Sinistra Italiana interroga il Governo

Sinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260da Sinistra Italiana Frosinone - Sinistra Italiana presenta un’interrogazione parlamentare sula carenza idrica e sui disservizi del gestore privato.

La federazione provinciale di Sinistra Italina a seguito delle continue segnalazioni ricevute dai cittadini sulla carenza idrica e sui disservizi nella gestione idrica da parte di ACEA ATO 5 ha interpellato il proprio gruppo parlamentare e il Senatore Massimo Cervellini ha presentato un’interrogazione a risposta scritta (Atto n. 4-08158 del 03/10/2017) al Ministro dell'Ambiente sulla situazione della provincia di Frosinone.

Nel testo dell’interrogazione si riporta come molti cittadini residenti nella provincia di Frosinone lamentano la carenza o addirittura l’assenza della risorsa idrica nelle loro abitazioni, a causa del pessimo servizio gestito da ACEA ATO 5. Proprio nel periodo più caldo dell'anno questi cittadini si sono viste privare di un bene primario come l’acqua, a volte in modo improvviso senza una minima comunicazione e senza l’assistenza necessaria per avere acqua potabile con mezzi sostitutivi ad esempio autobotti e come la mancanza di acqua non avviene solo per fasce orarie ma anche per interi giorni e mesi, in particolare, nei Comuni di Anagni, Ferentino, Ceccano, Esperia, Paliano.

Nell’interrogazione si rileva, inoltre, che, nonostante , le prime piogge e l’abbassamento delle temperature, la situazione non è migliorata, e la Provincia di Frosinone si trova in piena emergenza sanitaria e sociale per quanto riguarda la drastica riduzione del flusso idrico da parte del gestore privato e come la questione sia stata , sollevata , anche in modo ufficiale dal segretario provinciale di Sinistra Italiana e consigliere Comunale di Ferentino, Marco Maddalena alla Segreteria Tecnica Operativa (STO) ATO 5 di organo di controllo, via PEC non ricevendo nessuna risposta

Tutto ciò continua ad avvenire, nonostante, che nel dicembre 2016, l’assemblea dei sindaci dell’ATO 5, a maggioranza, ha deliberato per la risoluzione contrattuale con ACEA ATO 5, ma il deliberato non è stato messo ancora in atto

L’ ACEA ATO 5 evoca la siccità come causa principale del disservizio, per celare le sue croniche inadempienze relativamente agli interventi e alle manutenzioni necessarie per migliorare il servizio e attenuare il livello delle dispersioni, si comprende appieno, come dimostrano i dati del Coordinamento Acqua Pubblica, quanta acqua, in tutti questi anni, è stata dispersa negli acquedotti, dal momento che, se la percentuale di perdite fosse stata contenuta entro limiti funzionali, l'acqua non sarebbe mancata ai cittadini

Pertanto il Senatore Massimo Cervellini, del gruppo di Sinistra Italiana, in relazione a quanto esposto, ha chiesto nell’interrogazione se i Ministri in indirizzo siano informati relativamente alle gravi criticità e se intendano intervenire per garantire l’accesso all’acqua duraturo alle popolazioni della provincia di Frosinone e se non ritengano opportuno assumere iniziative volte a rivedere complessivamente la gestione dei servizi idrici verso la ripubblicizzazione del servizio, come sancito dal referendum del 2011, alla luce delle criticità emerse, e non solamente nel caso della provincia di Frosinone, nei confronti della gestione privata.

Il senatore Massimo Cervellini sarà presente domenica 8 ottobre alla festa provinciale di Sinistra Italiana di Anagni

Di seguito il link con il testo integrale: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=1045378

Federazione provinciale di Sinistra Italiana - Segretario Provinciale di Sinistra Italiana, Marco Maddalena

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ACEA fino a quando vorrai abusare della nostra pazienza?

Acea 350 260 minProtesta dell'utente Dionisio Paglia - Acqua a singhiozzo quando c'è, poco clorata, con carica batterica sopra i limiti e quindi non potabile, a fronte di bollette salatissime. Fino a quando il gestore idrico vuole abusare della nostra pazienza? Ad Alvito la penuria idrica di quest'estate ha determinato lo svuotamento frequente dei serbatoi comunali, compromettendo la "clorazione" dell'acqua con conseguente aumento della carica batterica ed il Sindaco sulla scorta del referto della ASL ha dovuto emanare l'ordinanza per interdire l'uso strettamente alimentare del prezioso liquido. Anche se lavarsi i denti o farsi la doccia sapendo della presenza presunta nell'acqua di coliformi fecali non è una cosa entusiasmante.


Che fine ha fatto il sistema di disinfezione dell'acqua a raggi ultravioletti in dotazione ai nostri impianti comunali?
Se non funziona più o è in disuso, se ne può conoscere il motivo? ACEA lo sa?
E' stato installato in questi giorni in Piazza Umberto I (vicino ad un bagno chimico non funzionante) un serbatoio per l'acqua potabile, suppongo, con tre rubinetti: si prevedono allora tempi lunghi per il ripristino del normale flusso idrico?
Quando tornerà microbiologicamente pura la nostra acqua?
Quando si realizzeranno le fogne in località S. Maria a tutela della salubrità del sito di emungimento della nostra acqua potabile?
Visto che i tempi della "risoluzione contrattuale in itinere" sembrano allungarsi, quale sarà nelle more l'atteggiamento del gestore? Sarà più diligente o continuerà a collezionare negligenze?
L' UTENZA aspetta risposte e pure l'acqua (pura).

 
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Ceccano e Acea. Belligeranza armata, ma buoni propositi condivisi per il futuro

ceccano palazzo antonelli 350 253Antonio Ciotoli, segretario della sezione "Sandro Pertini" del PSI di Ceccano - Inaugurazione lavori di raddoppio dell'impianto di depurazione a Ceccano
A giudicare dalle reazioni e dalle foto del reportage sull'inaugurazione dei lavori per il raddoppio del depuratore di Via Gaeta, dalle false minacce di rescissione del contratto con ACEA alle strette di mano calorose per Caligiore il passo è stato breve.
Vedendo l'ultima bolletta ACEA arrivata in casa qualche settimana fa, avevamo avuto il sospetto che il gestore del servizio idrico a Ceccano fosse ancora ACEA e leggendo il giornale dell'altro giorno ne abbiamo avuto la conferma.

L'entusiasmo di Caligiore dimostrato all'inaugurazione dei lavori per il raddoppio dell'impianto ha sgombrato il campo da ogni dubbio. Non più, e anzi non mai, belligeranza armata contro ACEA, ma buoni propositi condivisi per il futuro.

A coloro che in buona fede hanno creduto alla battaglia dei manifesti della Destra contro il gestore idrico forse verrebbe anche da interrogarsi su questo palese cambio di passo.

Eppure tariffe, perdite, razionamenti e autobotti sono sempre gli stessi e, per essere più precisi, proprio gli stessi che per il capo del governo della città avrebbero dovuto giustificare la risoluzione immediata del contratto, annunciata lo scorso anno e mai vista.

Mistero dunque, o forse più semplicemente la decisione per Caligiore di gettare la maschera finalmente e di dire la verità su una crociata contro ACEA che appare sempre più quello che è, o che è stata: un mero e strumentale stratagemma elettorale, peraltro insostenibile alla lunga.

Intendiamoci bene, i socialisti hanno sempre amministrato per implementare l'offerta di servizi e di infrastrutture del territorio, avendo determinato in seno ai governi di Centro Sinistra del passato la realizzazione a Ceccano della maggior parte degli impianti attivi nel comprensorio comunale, fino a ieri tanto cointestati da Caligiore e i suoi.

Lo abbiamo fatto anche concordando nel tempo con la STO e con ACEA i piani di di investimento da attuarsi a Ceccano per esempio, come nel caso dell'ampliamento del depuratore di Via Gaeta e per i nuovi chilometri di fognature.

Insomma, proprio quelle stesse opere riconosciute ora da Caligiore stesso importantissime per l'ambiente e per lo sviluppo della città e a cui però, negli ultimi due anni, sono state riservate solo sporadiche e fortunose implementazioni, dovute quasi unicamente al buon cuore di gestori e/o di altri Enti preordinati e soprattutto all'eredità progettuale e di pianificazione lasciata in dote dal Centro Sinistra.

Meglio forse per Caligiore allora passare al piano B, quello della tattica dello sviluppo condiviso con ACEA per nuovi impianti e con anticipazioni di nuovi chilometri di fognature.

Del resto i cittadini di Ceccano che hanno continuato e che continueranno a pagare la bolletta ACEA sono consapevoli del bluff messo in atto dalla Destra negli ultimi tre anni (uno di campagna elettorale più due di governo della città) e iniziano sempre di più a capire di avere a che fare con una compagine politica che continua a criticare a vanvera, mentre invece, in quanto a strutture e servizi, non disdegna di vivere di rendita per meriti non suoi ma che arrivano dritti dritti dalla buona amministrazione del Centro Sinistra del passato.

E per Caligiore e i suoi, probabilmente e a questo punto, vale anche la pena di correre il rischio per una nuova strategia comunicativa, magari proprio -per sorridere, si intende- all'insegna dello slogan "più fogne x tutti", parafrasando il ben più noto e divertente La Qualunque di Albanese.

Insomma nel senso più generale del concetto, magari con le elezioni regionali ormai alle porte qualche opera infrastrutturale in più potrebbe non guastare: che porti la firma di ACEA, della Regione, della Provincia, o dell'universo-mondo-intero, perfino, potrebbe avere poca importanza; nastri da tagliare, sorrisi da elargire e vagonate di strette di mano rassicuranti potrebbero essere sempre in agguato, con buona pace della coerenza e, soprattutto per i ceccanesi, delle tariffe.

Antonio Ciotoli, segretario sezione 'Pertini' PSI Ceccano

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Come andrà a finire la rescissione del contratto con Acea?

acquapubblica 2si 350 260di Severo Lutrario - Buona Notte. Dunque, il Presidente Pompeo ha convocato la Consulta dei Sindaci per discutere sulle procedure per l’individuazione del nuovo gestore del servizio idrico.

Se a questa convocazione ci si fosse giunti con un ruolo attivo dell’amministrazione Raggi su ACEA S.p.A., controllante di ACEA ATO 5 S.p.A. che ha predisposto il ricorso contro la risoluzione del contratto votata il 13 dicembre;
se la Regione Lazio avesse ripreso la procedura applicativa della legge 5/2014 con la definizione degli Ambiti di Bacino Idrografico;
se sul territorio e tra le amministrazioni locali fossero state veicolate la possibilità e la fattibilità, anche economica, dell’affidamento in house e, magari, della costituzione di un soggetto gestore di diritto pubblico;
questa convocazione poteva assumere un valore particolarmente significativo.

Al massimo un nuovo gestore e niente diversa gestione con la legge regionale 5/2014?

Al contrario, l’unica alternativa che sarà scodellata nel piatto sarà l’individuazione di un “nuovo” gestore attraverso una gara europea.
E con questo si conclude la partita giocata con diversi ruoli dalle diverse parti.
Questo perché non sarà altri che ACEA S.p.A. ad assicurarsi l’appalto nella conclamata assenza di un qualsiasi competitor che le faccia concorrenza.
Alla faccia della stupidità - o, peggio, malafede – di comitati ed amministratori che in questi anni hanno creduto o hanno fatto credere ai cittadini che tutto si racchiudesse nella risoluzione del contratto, tutta la partita iniziata nel 2008 si concluderà con piena soddisfazione di ACEA che in un colpo solo vedrà cancellate le malefatte del passato e avrà in mano un nuovo contratto scritto su misura dei suoi interessi dall’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Servizio Idrico.

La partita è chiusa? Di chi la colpa?

La partita è chiusa.
La partita è chiusa ed è colpa di chi è in mala fede, di chi, ignorante, non si è mai preso la briga di informarsi.
La colpa è degli imbecilli per la loro stupidità, ma per me la colpa è soprattutto di chi sapeva e ha deciso di non fare nulla, di chi sapeva e ha scelto di girarsi dall’altra parte, di chi sapeva ma aveva altro a cui pensare.
Ce l’ho anche con gli iscritti a questo gruppo (Comitato provinciale Acqua Pubblica Frosinone ndr).
Negli ultimi due mesi c’era una partita, c’era la partita, che doveva essere giocata.
Non sempre, quasi mai, è data la possibilità di scegliere il campo, il giorno e l’ora in cui giocare. Sono le cose, le circostanze che dettano le condizioni ed i tempi e a “chi sa” non resta che mettere le scarpette chiodate e scendere in campo.
Chi non lo fa in realtà scende in campo con l’avversario.
Poteva andare tutto male, potevamo essere sotterrati sotto una valanga di reti, ma almeno ci avremmo provato.
Così non è stato.
Personalmente prendo atto della cosa e riprendo la mia totale autonomia.
Come sempre dirò quello che penso quando, come e dove lo riterrò opportuno, ma sempre e solo come singola persona.
Chiedendo scusa ad Elena (l’unica persona che c’è stata) da oggi chiudo l’esperienza con gli sportelli (a questo punto Acea riuscirà a vincere qualunque contenzioso) e non sono disponibile a togliere le castagne dal fuoco a nessuno.

 
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L'autentico significato del voto contro ACEA

acquapubblica 2si 350 260di Mario Antonellis dalla pagina FB "Acqua Pubblica Frosinone" - L'errore piu grande commesso da Acea e quello che adesso non dobbiamo commettere noi.

Forse non si è capito perfettamente quello che è successo il 13 Dicembre a Frosinone

La risoluzione contrattuale del GESTORE ACEA apre scenari impensabili in tutta ITALIA, depotenzia la "strategia sotterranea" attuata dalla Multi-utility Romana di giungere ad acquisire un monopolio di fatto dei Sistema Idrico a livello Nazionale, ma soprattutto evodenzia in tutta la sua debolezza, la mediocre qualità di un managment allo sbando. Il cosidetto "danno di immagine" che ACEA vorrebbe addebitare al popolo ciociaro, di fatto invece, il "gestore" se lo è costruito da solo.
Perchè si è giunti a tutto questo? Perchè l'ACEA in tutti questi anni ha fatto tutto, meno che quello che doveva fare ovvero gestire in modo efficiente i Sistema Idrico dell'ATO5. Lo ha ammesso lo stesso A.D. Ing. Saccani al Fornaci Village il 17 Novembre scorso. Piuttosto che fare impresa, ha pensato bene a massimizzare i ricavi consolidando rapporti più o meno visibili ma utilissimi, con la politica, gli Amministratori di turno, l'Autorità d'Ambito le Istituzioni dello Stato, i media etc.

Piuttosto che abbattere le perdite idriche, ad esempio, le ha fatte lievitare fino alla percentuale, dell'ottanta per cento, la massima in Italia, perchè l'attenzione preminente era finalizzata a salvaguardare gli equilibri in seno alle varie ASSEMBLEE dei Sindaci, in modo da garantirsi lo status quo con tanto di approvazione di tariffe da sballo e piani finanziari da ridere, ma con in cambio il nulla.

La sottovalutazione di ACEA, ma non solo sua e le responsabilità della STO

C'è però un elemento che il Gestore ha sottovalutato sempre. La rabbia crescente dei cittadini vessati da bollette da usura e disservizi di ogni genere. E quando in una velleitaria quanto incomprensibile mania di onnipotenza HA VOLUTO SFIDARE in modo vergognoso il POPOLO CIOCIARO definendoli “intellettualmente inferiori”, per non dire altro, i rappresentanti dei cittadini hanno risposto nell’unico modo possibile: “TE NE DEVI ANDARE” !!!!!!
Ora è l’ACEA che deve rincorrerci e lo farà da subito mettendo mano a tutte le sue armi.
Appunto per questo L’ERRORE piu grande che adesso dobbiamo evitare è che questa fase delicatissima del "trapasso" dalla vecchia alla nuova Gestione, ma soprattutto del CONTRASTO ai contenziosi che inevitabilmente si apriranno non può essere affidata alla attuale Segreteteria Tecnica Operativa dell’ATO5, tra l’altro abusiva, quella che: ha confezionato delibere maldestre, sul piano tecnico-amministrativo, per non dire aberranti, censurate dai tribunali e dall’AEEGSI; omesso sistematicamente i controlli; evitato di indirizzare l’Assemblea dei Sindaci verso l’unico percorso utile e obbligato ovvero la Ris. Contrattuale, come invece avevano ben evidenziato i precedenti Funzionari della STO già nel 2008.
In una parola non "possimo poermettere" all’apparato tecnico, che ha creato danni inenarrabili per centinaia di Milioni di euro alle tasche dei cittadini "utenti" e ai Comuni, di rimanere al suo posto e governare processi che si è dimostrato non è stato in grado neanche di comprendere.
Ma poi c’è una ragione Fondamentale che deve essere valutata nella sua estrema gravità. La Delibera di Risoluzione Contrattuale votata a grande Maggioranza e che nelle premesse "scardina" punto a punto l’operato della STO e del Consulente legale Farnetani contiene un parere negativo, da parte di chi? Della stessa STO!!!!!
In pratica l’Ing. Colasanti e Company hanno voluto lasciare il loro timbro di IGNAVIA a favore di eventuali appigli di ACEA. Un affronto a un intero popolo.
Dunque costoro devono essere messi alla porta, subito. Se entro il fine settimana i membri della STO non trovano meglio da fare che rassegnare le dimissioni, come minimo atto di dignità, dovranno essere rimossi da Pompeo. Ciò deve essere preteso anche dai Sindaci visto che ormai è certo, che in tutti questi anni, sono stati indotti in errore dalla STO. Se questa cosa non dovesse succedere nessuno in provincia si sentirà garantito con tutte le conseguenze del caso.

Via la Segreteria Tecnica Operativa per essere garantiti

"NOI ORA VOGLIAMO ESSERE GARANTITI."
Penseremo più in là ai Sindaci che hanno votato no a questa "liberazione" senza argomentazioni tangibili, senza essersi documentati e con dichiarazioni espresse nella Assemblea dei Sindaci del 13 dicembre addirittura puerili perché semplicemente apprese dai media o, sarebbe meglio dire, attinte da un “giornale”.

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