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Concretezza

CRONACHE&COMMENTI

Fare proposte concrete e strutturali per eliminare gli affanni quotidiani

di Aldo Pirone
Alimentari benzina luce gas mutuiLaRepubblica 390 minIeri Romano Prodi dice la sua sull'Ulivo e molte altre cose. Lo fa in un'intervista a Fabio Martini su "La Stampa". "Lo chiamino come vogliono, - dice - anche Fiordaliso! Ma una cosa è chiara: se l'Ulivo non è riproponibile come tale, ogni stagione ha la sua storia, la lezione resta però attualissima: parlare e ascoltare la gente" e "Il centrosinistra può farcela, ma la destra vincerà se non si costruisce un nuovo rapporto tra governanti e governati, tra eletti ed elettori". Il tema è gramsciano e certo non si risolve, con tutta la buona volontà che dovrebbero metterci i protagonisti progressisti, nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni. E di buona volontà nel bradipo progressista non sembra che ce ne sia a sufficienza. Certo è che bisognerebbe mandare segnali sostanziosi per tentare di riportare alle urne almeno una parte di popolo lavoratore che giace sfiduciato nell'astensione quando non vota a destra.

Prodi dice che bisogna prendere esempio dalle città andate al ballottaggio domenica scorsa, in primis dalla Verona di Tommasi. "Quelli che hanno vinto nelle città, hanno vinto con una campagna elettorale che dovrebbe essere replicata da chi vuol vincere le prossime politiche! Hanno vinto quelli che hanno parlato con la gente". Aggiunge che bisognerebbe fare più attenzione alle misure di sollievo sociale che si prendono. "E difficile infatti - osserva - che si possa approvare un sussidio indifferenziato di 200 euro per 31 milioni di persone. La politica deve differenziare per bisogni e per obiettivi" poi indica ad esempio, a proposito di formazione, le mitiche 150 ore degli anni '70.

Tutto Giusto.

"Di che cosa si deve parlare?" Dice. E fa un esempio. "Si scelgano 15-20 temi, ma tra quelli di cui si parla a tavola". Un po' troppi, per la verità.

Non so con chi si siede a tavola Prodi ma a casa dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati il tema centrale sono i salari e gli stipendi che non bastano ad arrivare alla fine del mese, le bollette di luce e gas raddoppiate e triplicate, la precarietà del lavoro di figli e nipoti. Sono i problemi del vivere quotidiano di chi non va più a votare che spesso avvelenano la cena delle famiglie popolari.

Già fare proposte concrete e strutturali per eliminare questi affanni sarebbe un passo avanti, evitando la dispersione dei 15-20 temi.

 

 

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PD Cassino: oppositori stravaganti come vecchi orologi ad acqua

PD CASSINO

Insipienza e la volgarità di un’opposizione a corto di argomenti

manifestoCassino controPD minCon la puntualità stravagante di un vecchio orologio ad acqua, uno sparuto gruppetto di consiglieri di opposizione, da tempo specializzatosi in polemiche infondate a buon mercato, è ritornato sulla vexata quaestio dell’autenticità delle firme apposte nella presentazione delle liste alle elezioni amministrative di tre anni fa. L’intento volgarmente provocatorio del manifesto traspare già dalla stampigliatura del logo del PD che sovrasta un’inopinata e fantasiosa censura su fatti e circostanze nelle quali non è coinvolto nessun esponente della maggioranza che sostiene il sindaco Enzo Salera e, tanto meno, di rappresentanti istituzionali del Partito Democratico. In mancanza di concrete obiezioni e/o riserve critiche sull’operato dell’attuale amministrazione cittadina, il manifesto riprende, con l’aggiunta di una generosa dose di gratuita maldicenza, il problema della autenticità delle firme, ampiamente discusso ed analizzato, con un serrato confronto tra maggioranza e opposizione, nella seduta consiliare del 4 aprile scorso. In quella sede, l’Amministrazione cittadina e gli esponenti del PD, a cominciare dal Sindaco Salera, con rigorosa correttezza istituzionale e politica, espressero piena e totale fiducia nell’operato della magistratura per l’individuazione delle responsabilità sugli eventuali illeciti commessi.

Quali novità, quali inediti risvolti politici hanno spinto i firmatari del manifesto a diffondere nelle bacheche della città una serie di contumelie e di illazioni calunniose, indegne persino di un alterco da osteria ? Forse che dall’indagine della magistratura sono emerse irregolarità e ipotesi di reato sull’eventuale voto di scambio, comunque ascrivibili ad esponenti politici dell’Amministrazione? Ahimé, nessuna di queste motivazioni viene richiamata nel manifesto, semplicemente perché non ce ne sono. L’esigenza che ha mosso i suoi firmatari ha radici puramente psicologiche ed assolutamente impolitiche: non avendo alcun argomento per affrontare un confronto serio sui temi reali della città, si è preferita la strumentalizzazione di incidenti procedurali al vaglio dei magistrati. Perciò si è imboccata la più comoda e consueta delle scorciatoie polemiche, manipolando l’opinione pubblica con notizie inventate e dirottandone l’attenzione su problematiche fittizie, prossime all’insulto e al pettegolezzo senza fondamento.

Siamo certi, tuttavia, che i cassinati sapranno leggere in questi tentativi maldestri di distrazione di massa, nient’altro che l’insipienza e la volgarità di un’opposizione a corto di argomenti, incapace perciò di esercitare, anche attraverso il dissenso e la critica democratica, il ruolo di classe dirigente che una città come Cassino meriterebbe.

Romeo Fionda Segretario Circolo Pd Cassino;  Sergio Marandola Presidente circolo Pd Cassino

 

 

 

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Acqua. Un bene prezioso

ACQUA PUBBLICA

“Chiunque tu sia, ovunque tu sia, l’acqua è un tuo diritto umano”

di Ermisio Mazzocchi
acquapubblica 2si 350 260Oggi, 22 marzo, si celebra la Giornata mondiale dell'acqua, stabilita dalle Nazioni Unite nel 1992 per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini del mondo sulla preziosità dell'acqua, per ridurre il suo spreco e assumere un atteggiamento per contrastare il cambiamento climatico. Un risorsa naturale contesa e fonte di conflitti violenti, di guerre e di immani disuguaglianze.
Un rapporto della Banca mondiale parlava di ben 507 conflitti nel mondo legati al controllo delle risorse idriche. Le guerre del futuro, quasi con certezza, si combatteranno per “l’oro blu”.

Mentre tutto il mondo è concentrato sull’analisi delle risorse energetiche come principale fattore di guerre, poco si parla, invece, dell’acqua, la cui scarsità potrebbe mutare i destini dei futuri conflitti globali. In un rapporto dell'Unesco è stimato che nel mondo 2,1 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 4,5 miliardi non hanno servizi igienici sicuri. In questo dramma che coinvolge miliardi di persone, di cui spesso ci si dimentica della loro esistenza, un prezzo altissimo in termini di vita è pagata dai più deboli in particolare i bambini.

Secondo il rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia, i bambini sotto i 15 anni nei Paesi colpiti da conflitti protratti nel tempo, in media, hanno probabilità 3 volte maggiori di morire a causa di malattie diarroiche dovute alla mancanza di acqua sicura e servizi igienico-sanitari che per violenza diretta.
Il rapporto Acqua sotto attacco (Water Under Fire) mostra i tassi di mortalità in 16 paesi durante conflitti prolungati e mostra che, nella maggior parte, i bambini sotto i 5 anni hanno probabilità 20 volte maggiori di morire per malattie legate alla diarrea dovuta alla mancanza di accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari sicuri che per violenza diretta. L'Unicef dichiara: “La realtà è che ci sono più bambini che muoiono per la mancanza di accesso ad acqua sicura che per proiettili”.

I dati pubblicati lo scorso marzo dall’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, il World Water Development Report 2020, affermano che circa il 52 per cento della popolazione mondiale entro il 2050 vivrà in regioni con carenza d’acqua. I disastri ambientali legati all’acqua sono già numerosi: circa il 74 per cento di tutte le catastrofi naturali tra il 2001 e il 2018 è stato causato dall’acqua. Negli ultimi 20 anni inondazioni e siccità hanno inoltre colpito oltre tre miliardi di persone, in particolare quasi un quarto della popolazione mondiale (1,6 miliardi di persone) non ha le infrastrutture necessarie per accedere all’acqua.
In Paesi in cui le risorse idriche sono scarse, la competizione per l’acqua può sfociare in un conflitto violento, soprattutto se associato a migrazioni, insicurezza alimentare e altre minacce ai mezzi di sussistenza.

La competizione per l’acqua e altre pressioni sulle risorse - come la diminuzione di terreni coltivabili - possono sfociare, secondo l’IHE Delft, il più grande istituto internazionale per l’educazione all’acqua, in un conflitto violento, specialmente se associato a migrazioni, insicurezza alimentare, epidemie e altre minacce alla vita e ai mezzi di sussistenza. I rischi di conflitti sono alle porte dell'Italia e coinvolgono l'UE.
Destinata a diventare il più grande sbarramento idroelettrico d'Africa, la "Grande diga della rinascita etiope" (Gerd) lungo il fiume Nilo (74 miliardi di metri cubi d'acqua per un bacino lungo 250 chilometri, cinque volte il lago di Garda) è al centro di un conflitto che investe tre Paesi - Etiopia (dove la diga sorge), Sudan ed Egitto - e promette di sconvolgere gli equilibri già precari del Corno d'Africa e dell'intero continente. Con ripercussioni immediate - sul piano geopolitico e della sicurezza - per la stessa Europa.

La Gerd riguarda da vicino soprattutto l'Italia, non solo per la sua posizione geografica che l'espone assieme a Cipro e alla Grecia all'arrivo in massa di migranti egiziani, ma si deve tenere presente che è italiana la società di costruzioni che ha edificato la diga, anche se Roma si era pronunciata contro la realizzazione dell'impresa, e ciò probabilmente su richiesta del Cairo per la firma di lucrosi contratti per la vendita di armi. Il cantiere Gerd è di sicuro il più ambizioso per dimensioni e complessità tecnica, eppure, per non irritare l'Egitto, di cui l'Italia è il primo partner commerciale, la nostra diplomazia anziché esaltarlo preferisce ignorarlo. Questo è solo un caso di quelli che possono sfociare in guerre che potrebbero alterare l'equilibrio internazionale, su cui oggi si innesta la guerra Russia-Ucraina con tutte le conseguenze immaginabili.
L'acqua bene comune ha interessato per la sua difesa paesi come l'Italia.

Al referendum del 12 e 13 giugno 2011, 26 milioni di cittadini italiani sancirono che sull’acqua non si sarebbe potuto più fare profitto. Decisero di abrogare una norma relativa alla tariffa dell’acqua che prevedeva l’“adeguata remunerazione del capitale investito”. Togliere quel passaggio comportava niente più margini, finanza speculativa o business, semmai un servizio efficiente a fronte di investimenti sulla rete tangibili, ad esempio per ridurre le perdite. Nulla di questo si è realizzato e nel paese, come anche nella provincia di Frosinone, si sono tenute numerose manifestazioni di cittadini e iniziative istituzionali. Tuttavia si fatica a livello parlamentare a introdurre in un quadro legislativo unitario, modelli di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico, procedendo subito alla pubblicizzazione della gestione delle risorse idriche.

Questa giornata deve essere utilizzata per rafforzare processi di dialogo e cooperazione al fine di prevenire, mitigare o adattarsi ai rischi idrici e convertire le risorse idriche da fonte di conflitto in strumento di pace.
Se le guerre del XX secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del XXI secolo potrebbero aver come oggetto l’acqua. L'UE potrà svolger un ruolo importante per prevenire e risolvere i conflitti, contribuire a una gestione equa, sostenibile e integrata delle risorse idriche, promuovere iniziative nei confronti dei cambiamenti climatici e a qualsiasi altra cosa abbia un impatto sull’acqua.

Un impegno di tutti per tutti per mantenere fede al motto della giornata mondiale dell’acqua fissata dalle Nazioni Unite che recita: “Chiunque tu sia, ovunque tu sia, l’acqua è un tuo diritto umano”.
22 marzo 2022

 

 

 

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Acqua: "I Sindaci si smarchino dal gioco di Pompeo"

  • Pubblicato in Partiti

PRC FROSINONE

Pompeo e i Sindaci si schierino finalmente dalla parte dei cittadini.

Bandieraprc 350 260L'avvocato Pompeo, Sindaco di Ferentino e presidente della Provincia di Frosinone, non perde occasione per offendere l'intelligenza ciociara. Ha convocato l'assemblea dei Sindaci per il 28 ottobre con all'ordine del giorno: proposta di conciliazione con Acea predisposta dal collegio di conciliazione.

VERGOGNA!
E' l'unica immediata reazione a questa notizia, resa nota soltanto grazie al comitato acqua pubblica.
Ci uniamo alla protesta del movimento e con loro chiediamo ai Sindaci di smarcarsi dal gioco di Pompeo.
Il suo è un chiaro tentativo di dare copertura alla multinazionale, mostrandosi come il più strenuo difensore degli interessi di Acea a scapito dei cittadini ciociari.

Acea deve pagare tutte le vessazioni propinate. Non bastasse la presenza subjudice sul territorio in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato; è ancora in corso il processo contro ex funzionari di Acea e della STO , per reati contestati che vanno dal falso in bilancio al peculato e reati tributari; senza dimenticare la sentenza della corte di cassazione in cui sono dichiarate illegittime le partire pregresse.

Tutto ciò dovrebbe consigliare a Pompeo e ai Sindaci di schierarsi finalmente dalla parte dei cittadini.
Chiediamo ai Sindaci pronunciamenti chiari ed inequivocabili: le dimissioni di Pompeo e della STO.

Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Frosinone
La Segreteria

 

 

 

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Torrice: Troppi disagi per la carenza e perdita di acqua

TORRICE VERSO IL VOTO

Torrice, Santangeli: “In questo periodo di siccità, questi disagi si amplificano e devono essere risolti immediatamente”

TorriceNumerose interruzioni idriche, perdite frequenti e tanti disagi per i cittadini in varie zone di Torrice, l’avv. Alfonso Santangeli (nella foto) si fa portavoce di questi disagi e si sta adoperando insieme ai candidati della sua lista “Torrice C’E’” , per la risoluzione delle varie problematiche dovute alla carenza idrica. «Sto riscontrando numerose richieste di intervento da parte di cittadini di Torrice, in più zone del paese, per segnalare perdite, e mancanza di acqua – afferma l’avv. Santangeli- .

La situazione in cui versa la rete idrica, appare meritevole di uno studio approfondito per verificare un intervento più organico ed organizzato che garantisca certezze sulla stabilità della condotta e, conseguentemente, sull’erogazione del servizio. In zona Colle San Pietro continua a mancare l’acqua con disagi per i residenti che vivono con grande difficoltà questa situazione che persiste, così come in zona San Antonio e San Mosè qui coinvolge anche la Parrocchia di San Antonio con disagio anche durante le funzioni religiose, dove tante persone anziane non hanno possono usufruire dei servizi igienici, inoltre in via Colle Impasto vi è una grossa perdita di acqua a causa della rottura della conduttura.

Il tutto è assurdo, come del pari è assurda la situazione nel resto del paese. Poiché nostro obiettivo è di limitare il più possibile i disagi ai cittadini e di informarli in modo puntuale e tempestivo, sottolineando che il problema dell’acqua è molto serio, e merita un mirato intervento perché ciò non si ripeta, specie in questo periodo di grande siccità e di afa, nel programma di “Torrice C’E’” sarà inserito l’acquisto di un’autobotte che consentirà di tamponare in situazioni di emergenza come questa. Nel frattempo –conclude Alfonso Santangeli- insieme agli amici anziani residenti in località S. Antonio, ci stiamo attivando per installare un’autoclave a servizio della parrocchia».

 

 

 

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Torrice: rete idrica "fa acqua"

TORRICE VERSO IL VOTO

Perdita di acqua in zona Capanna e via Fornace

Pardita Acqua Torrice 350 minTorrice, Santangeli: “E’ fondamentale un intervento immediato ed efficiente,da parte di Acea. A seguito della segnalazione, i candidati della lista Torrice C’E’”: Cristiano Marcoccia e Massimo Fiacco, hanno sollevato la questione legata alla corposa perdita di acqua che investe un’area del Comune di Torrice.

L’avv. Alfonso Santangeli ha chiesto l’intervento di Acea per riparare il guasto in via , Fornace e zona Capanna dove si è formata una grande pozza d’acqua. Il candidato a Sindaco della lista “Torrice C’E’” chiede ad Acea un intervento immediato: “Ho inviato una nota all’Acea –scrive Santangeli- al fine di segnalare due copiose perdite della conduttura Acea, in Torrice via Fornace e zona Capanna. Trattasi di importanti guasti, tanto che la strada comunale adiacente ha subito un abbassamento. Acea ha il dovere di intervenire per risolvere la grave perdita d’acqua che allaga la strada con conseguenti rischi per la viabilità. L’auspicio è di un intervento immediato, che risolva la questione, “Torrice C’E’” vigilerà affinchè ciò accada”

 

 

 

 

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Ma a Ceccano che acqua potabile c'è?

Segnalare, registrare e argomentare tutto quello che non funziona nel nostro comune in merito ad Acea

acqua inquinata e no 350 mindi Maddalena Maura - Studiando scienze già dalla scuola elementare ci insegnano che l'acqua ha delle caratteristiche fondamentali:non ha colore, non ha sapore né un odore (vedi foto).

Questa mattina aprendo il rubinetto dell'acqua ho invece notato che l'acqua ha un colore marroncino, l'odore è quello di terra bagnata e il sapore non saprei( invito chiunque a provarlo!!) (foto a sinistra).

Tutte le sere da due anni oramai ACEA chiude l'acqua dalle ore 21:00 alle ore 6:00 creando un disservizio ai cittadini. Inoltre alla riapertura l'acqua è inutilizzabile perché è piena di terra e le tubature sono piena d'aria che fanno comunque girare il contatore aumentando le bollette. La terra inoltre intasa i filtri creando danni alle caldaie, quindi oltre a pagare l'acqua come l'oro noi cittadini dobbiamo spendere altri soldi per risolvere i problemi che Acea ci crea. Sull'intero territorio si riscontrano innumerevoli perdite idriche e condizioni deplorevoli dello stato della rete fognaria.

Chi ha detto di aver cacciato Acea alla luce dei fatti, non ha fatto rispettare la carta dei servizi permettendogli di fare il bello e il cattivo tempo su tutto il territorio ceccanese visto che non ha mai effettuato controlli. La mia posizione e quella dei miei compagni della lista Ceccano a sinistra è quella di mettere AceaCeccanoasinistra 350 min con le spalle al muro e portarla a rispettare tutto quello contenuto nella carta dei servizi e nel disciplinare tecnico che fino ad oggi non hanno rispettato.

Dobbiamo segnalare, registrare e argomentare tutto quello che non funziona nel nostro comune in merito ad Acea in modo da rafforzare la nostra posizione per una risoluzione contrattuale da discutere nelle sedi opportune. La lotta contro Acea deve continuare in questo senso.

 

 

 

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Acqua: restituzione della quota riferita alla depurazione

logocodiceeticocompleto 260h3 milioni e mezzo di euro da restituire a 25 mila ciociari. restano solo pochi mesi prima della prescrizione. L'appello dell'avv. Angelo Terrinoni.

"Ancora 60 giorni di tempo per richiedere ad Acea Ato 5 spa la restituzione della quota di tariffa riferita al servizio di depurazione, che migliaia di utenti hanno indebitamente pagato nel periodo compreso tra il 2003 ed il 2008. Scaduto tale termine, il diritto al rimborso sarà irrimediabilmente prescritto".
È l'Avv. Angelo Terrinoni, Presidente dell'O.t.u.c. della Provincia di Frosinone nonché responsabile del servizio idrico dell'associazione Codici Onlus, a lanciare l'allarme.
Cifre considerevoli: oltre 25mila utenti ciociari aventi diritto; un ammontare complessivo di circa 3 milioni e mezzo di euro.
Una vicenda che prende le mosse dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008, con la quale la il Giudice delle leggi dichiarava l'incostituzionalità dell'obbligo del pagamento della depurazione “anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”.
Una battaglia giudiziaria lunga e travagliata, che ha visto in prima linea il Codici – Centro per i diritti del cittadino. Infatti, solamente a seguito di tre distinti ricorsi al Tar del Lazio (2011-2012-2013) promossi dall'associazione dei consumatori, Acea Ato 5 ed Assemblea dei Sindaci si decidevano finalmente ad avviare, con grave ritardo, le procedure di restituzione.
Ad oggi, pochissimi utenti hanno presentato l'istanza di rimborso. La stessa Acea Ato 5 spa certifica che, nel corso dell'anno 2018, ha provveduto a rimborsare solamente 100 mila euro, stimando “che le richieste di rimborso avranno carattere residuale”.
"Per questo credo sia necessario lanciare, da queste colonne, un appello a tutti i cittadini ed alle amministrazioni locali – prosegue l'Avv. Terrinoni – è possibile verificare se si ha diritto al rimborso e scaricare l'apposito modulo, direttamente sul sito di Acea Ato 5 spa. Per gli utenti si tratta di un'opportunità che non può essere persa per la mancanza di informazioni. Per le amministrazioni locali, invece, rappresenta un vero e proprio obbligo di legge. E' evidente, infatti, che la mancata richiesta dei rimborsi per le utenze pubbliche potrebbe integrare un danno erariale, censurabile dalla Corte dei Conti. In alcuni casi i rimborsi potrebbero valere oltre 20mila euro, da reimpiegare per alleviare il disagio sociale dei nuclei familiari in difficoltà, per contrastare fenomeni di “povertà energetica” o per specifiche iniziative di sensibilizzazione, rivolte agli studenti, sulla sostenibilità ambientale, sulla riduzione dei consumi e degli sprechi idrici, sull'economia circolare".

 

 

 

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A proposito dell’erogazione dell'acqua a Fontana Liri

logo NoiXFontanaliri 350 minA seguito del nostro comunicato dello scorso 5 gennaio, con estremo piacere abbiamo letto la comunicazione, da parte del Comune di Fontana Liri, pubblicata in data 8 gennaio sulla propria pagina ufficiale, inerente i problemi sull’erogazione del flusso idrico nel nostro comune.

Dobbiamo sottolineare solo un'incongruenza e cioè che il disservizio in alcune zone ha superato la soglia dei 10 giorni dal momento che più cittadini ci hanno riferito la problematica.

Inoltre si registra l’ impossibilità per molte famiglie di riempire recipienti sufficienti in quanto il flusso di acqua emanato nelle poche ore nell’ arco della giornata e spesso solo di notte, e in la bassa pressione, non permette di raggiungere i piani più alti delle abitazioni per permettere anche a quest’ultimi un minimo di approvvigionamento idrico.

Questo movimento, come già comunicato, nasce per mettere in evidenza le problematiche esposte dai cittadini che come da diritto devono poter esprimere le proprie perplessitá.

Noi siamo lontani dalla vecchia politica di silenzio e di assenza di comunicazione perché la popolazione per poter migliorare il proprio stile di vita deve CONOSCERE tutto quello che si fa o non si fa per loro.

L' inconsapevolezza porta soltanto ad inutili lamentele.

Il coordinatore “Noi Per Fontana Liri” Loreto Chiarlitti

 

 

 

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Anagni. L’acqua: un bene per pochi

Municipio di AnagniMovimento cittatrepuntozero - La settimana scorsa si è molto parlato di San Bartolomeo e del problema con Acea. Ricordiamo brevemente la questione: la mancata regolarizzazione delle utenze idriche all’interno del Villaggio ha portato Acea Ato 5 ad inoltrare formale richiesta al Comune di Anagni per l’istallazione dei contatori; in caso di ulteriore inerzia da parte del Municipio, Acea aveva prospettato l’interruzione del flusso idrico su tutta la zona a partire dal giorno 30 settembre, cosa che non si è verificata...

Menomale, diciamo noi!! Il Villaggio è un quartiere popoloso, dove sono presenti circa 400 utenze tra cui una scuola e diverse attività commerciali, per non parlare di anziani e persone disabili, quindi ribadiamo...Menomale!! Eppure noi ci chiediamo: è possibile dover arrivare ad una tale minaccia per affrontare una questione così importante? Cosa ha fatto l’amministrazione in tutto questo tempo? Perché nell’ultima settimana il tutto è nuovamente ripiombato nel più assoluto silenzio? È dal 16 ottobre 2018 che il Sindaco doveva emettere un’ordinanza che non è mai stata neppure abbozzata. Ora che ci troviamo alla resa dei conti con Acea, i cittadini attendono risposte che non arrivano. Il Sindaco, nel frattempo, accoglie nel proprio ufficio ristrette delegazioni di presunti rappresentanti autoinvestitisi di tale carica e non viene a parlare con i propri concittadini che ancora brancolano nel buio. Cosa succederà?...Non si sa.

Quanti arretrati dovranno essere pagati? Nessuno lo sa!! Il Sindaco manda a dire (!!) di stare tranquilli, ma come diceva mia nonna: “Tranquillo... ha fatto una finaccia”!! Lunedì prossimo 7 ottobre 2019 ci sarà un incontro tra il Sindaco Daniele Natalia e una delegazione Acea: i cittadini hanno il diritto di sapere quali saranno le proposte dell’Amministrazione al gestore idrico perché il dovere di informazione è un caposaldo della democrazia.

A questo punto ci sorge un dubbio: non è che per caso si sta confondendo il principio di divisione del lavoro con una gestione privatistica della cosa pubblica? La responsabilità dei capi di fronte ai propri concittadini è un tratto fondamentale della democrazia reale e le persone, per poter valutare, hanno bisogno di trasparenza e di un costante flusso di informazioni poiché la pubblica amministrazione è prima di tutto un servizio. Noi come cittatrepuntozero chiediamo al Sindaco Natalia e all’Assessore Cicconi che, tra le altre, ha delega per i rapporti con il gestore idrico, di interfacciarsi direttamente con i propri concittadini e non, come sempre, tra pochi, nelle ristrette stanze del palazzo, altrimenti la cosa pubblica, così come l’acqua, continuerà ad essere un bene per pochi.

 

 

 

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