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Vertenza Frusinate scrive ai Vescovi

Agenda dei disoccupati

vertenza frusinate definitivodi Luigi Carlini - Ho provveduto a lanciare anche un ennesimo grido di allarme economico e sociale, questa volta rivolto ai Vescovi affinché anche loro, spero, si attivino verso chi di dovere per far luce su questo drammatico problema "firma dell'accordo quadro ed erogazione immediata della mobilità in deroga", perchè, per chi non lo avesse ancora capito, siamo arrabbiatissimi e allo stremo delle forze.

La mail è stata inviata ai Vescovi delle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, Anagni-Alatri, Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo e per conoscenza anche alla caritas di Frosinone.

Sicuramente chi è delegato a questa risoluzione, starà lavorando per il continuo della mobilità, però non si riesce a capire perché ai diretti interessati non è dato da sapere, se chiedi qualche aggiornamento non ti rispondono, qualcuno si urta, qualcun'altro ci accusa che siamo degli irresponsabili, aggiungendo «perché in questo momento così critico voi pensate alla mobilità», come se i disoccupati non avessero nessun diritto, anzi dovremmo essere i primi ad essere tutelati anche perchè il diritto alla mobilita ce lo siamo conquistati nel 2017.

Forse entro il 15 aprile pagheranno le casse integrazioni straordinarie causa Covid 19, vorrei ben sperare che anche a noi disoccupati ci erogheranno il dovuto per legge.

Vorrei sperare inoltre che noi tutti disoccupati spingessimo verso la stessa direzione e ricordo sempre che sarebbe utile tirare in ballo i sindaci spingendoli a fare dichiarazioni in nostro favore.

 

 

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Enzo Valente (UGL) su CIGD e Ammortizzatori sociali in genere

Una dichiarazione di Enzo Valente

enzo valente ugl 350 minValente (UGL): “preoccupati per i tempi dell’erogazione della cig. il governo riveda la posizione sugli artigiani e la regione non dimentichi vertenza frusinate e area di crisi complessa”
“Siamo preoccupati per i tempi relativi all’erogazione della Cig e degli strumenti messi in campo dal Governo. Non vorremmo che le lungaggini burocratiche penalizzino oltremodo i lavoratori in questo periodo di emergenza sanitaria, sociale ed economica. Ad oggi ci sono già numerose famiglie senza sostegno al reddito”. Il Segretario Provinciale dell’UGL Frosinone Enzo Valente esprime dubbi e perplessità sull’iter deciso dal premier Conte per l’erogazione dell’ammortizzatore sociale: “Passare attraverso l’Inps con le modalità attuali significa perdere mesi – sottolinea Valente – tempo che le famiglie non possono permettersi certamente. Dipendenti delle aziende ma anche lavoratori indipendenti stanno esprimendo allarme e preoccupazione anche per i bonus, per questo auspichiamo che nel momento dell’emergenza venga pensato un percorso più veloce per la Cig e il resto dei provvedimenti di sostegno al lavoro e alle famiglie”. Preoccupazione che aumenta se si pensa che anche le grandi aziende del territorio ciociaro stanno accedendo al pagamento diretto da parte dell’Inps: “Molti degli stabilimenti più importanti della provincia hanno annunciato di ricorre all’istituto di previdenza sociale, ragione per la quale pensiamo che gli uffici saranno ancor più intasato rallentando ulteriormente l’iter. L’emergenza va affrontata con strumenti altrettanto emergenziali, senza vincoli, lacci e laccioli che la nostra burocrazia contempla al suo interno”. Da parte di Valente un pensiero anche agli artigiani del territorio: “Ad oggi, i lavoratori delle imprese artigiane che non sono in regola con i versamenti all’ente bilaterale non possono ricever gli aiuti, a mio avviso si tratta di un errore che la Regione Lazio deve correggere. Adesso è il momento di sostenere il tessuto produttivo dei territori, per il resto ci sarà tempo di affrontare tutte le questioni”. Per il Segretario UGL “nel momento in cui i lavoratori e le famiglie avranno la libertà di potersi di nuovo muovere sarà difficile governare i processi sociali. In questo quadro chiediamo alla Regione Lazio di non dimenticare i lavoratori di Vertenza Frusinate e dell’area di Crisi Complessa perché è da Gennaio che aspettiamo di ridefinire l’accordo per gli ammortizzatori sociali”.

 

 

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Finanziaria 2020 e ammortizzatori sociali

finanziaria2020 350def minLa Legge finanziaria 2020, presentata dai Relatori al Senato contiene una proposta di modifica al DDL di bilancio. E' previsto il recupero di risorse economiche da destinare al finanziamento del trattamento della mobilità in deroga per l'anno 2020 (aree di crisi industriale complessa Lazio, Sardegna e Sicilia).

Una notizia di grande interesse per i lavoratori disoccupati delle aree di crisi complessa del frusinate e del reatino.

Fra questi punti che potrebbero essere rivisti al Senato c'è un nuovo provvedimento, il numero 58.0.10, salva esodati (rivolto a una platea di 6mila persone). Pd e Leu mirano ad una nuova salvaguardia, seppur per una limitata schiera di lavoratori, che tuttavia finora sono comunque rimasti fuori per un problema di coperture. Ovviamente c’è il consueto problema di coperture: tutto dipenderà dai conti che l’INPS porterà in Commissione. L’emendamento in questione prevederebbe di equiparare per tutte le categorie dell’Ottava Salvaguardia la maturazione del requisito pensionistico al 31/12/2021 – come finora concesso solo ai lavoratori in mobilità – per una platea quantificata in massimo 7.000 Esodati. Come copertura si utilizzerebbero le risorse del FOSF, che raccoglie i fondi avanzati dall’ultima Salvaguardia, destinati per legge proprio agli Esodati.

58.0.2001

I Relatori hanno anche inserito il seguente "Art. 58-bis" (Interventi in materia di ammortizzatori sociali, sostegno al reddito e sistema duale) che recupera misure già adottae nelle finanaziarie del 2017 e 2018.

1. Al fine del completamento dei piani di recupero occupazionale previsti, le restanti risorse finanziarie di cui all'articolo 44, comma 11-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, come ripartite tra le regioni nonché le restanti risorse finanziarie previste dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 9 maggio 2018, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 2018, n. 83 per le specifiche situazioni occupazionali insistenti nella Regione Sardegna, dall'articolo 1, comma 254, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 per le specifiche situazioni occupazionali insistenti nella regione Lazio, dagli articoli 9 e 10 del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 novembre 2019, n. 128 per le specifiche situazioni occupazionali insistenti nella regione Sicilia e Sardegna e per l'area di crisi industriale complessa di Isernia, nonché ulteriori 45 milioni di euro a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, da ripartire tra le regioni sulla base delle risorse utilizzate nel 2019 e tenuto conto delle risorse residue dei precedenti finanziamenti nella disponibilità di ogni singola Regione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, possono essere destinate, nell'anno 2020, dalle predette regioni, alle medesime finalità del richiamato articolo 44, comma 11-bis, del decreto legislativo n. 148 del 2015, nonché a quelle dell'articolo 53-ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.

2. Il trattamento di cui all'articolo 44, comma 11-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 può essere concesso, per l'anno 2020, anche alle imprese operanti nelle aree di crisi industriale complessa riconosciute ai sensi dell'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 con i decreti del Ministro dello sviluppo economico del 12.12.2018 e del 16.04.2019, entro il limite massimo di spesa di 10 milioni di euro a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Le risorse di cui al primo periodo del presente comma possono essere inoltre destinate a finanziare il trattamento di mobilità in deroga di cui all'articolo 53-ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 in favore dei lavoratori che alla data del 31 dicembre 2019 risultino beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, le risorse sono proporzionalmente ripartite tra le regioni in base alle richieste, entro il limite massimo complessivo di spesa di euro 10 milioni di euro per l'anno 2020.

3. All'articolo 44 del decreto-legge n. 109 del 28 settembre 2018 convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, dopo il primo periodo è inserito il seguente periodo: ''Per l'anno 2020, fermo restando il limite complessivo delle risorse finanziarie stanziate, può essere autorizzata una proroga di sei mesi, previo ulteriore accordo da stipularsi in sede governativa presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la partecipazione del Ministero dello Sviluppo Economico, qualora l'avviato processo di cessione aziendale, per le azioni necessarie al suo completamento e per la salvaguardia occupazionale, abbia incontrato fasi di particolare complessità anche rappresentate dal Ministero dello Sviluppo Economico''.

4. Limitatamente all'esercizio finanziario 2020, le risorse di cui all'articolo 1, comma 110, lettera b), della legge 27 dicembre 2017 n. 205 sono incrementate di euro 46,7 milioni a valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Conseguentemente il Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 è incrementato di 21,7 milioni di euro per l'anno 2020 al cui onere si provvede mediante corrispondente riduzione per tale anno 2020 dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 3, lettera f), della legge 24 dicembre 2007, n. 247, con conseguente corrispondente riduzione degli importi di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, e successive modificazioni.

I disoccupato sono interessati a sostenere con i metodi democratici della partecipazione e della mobilitazione a sostenere questo emendamento e il suo finanziamento fino all'apprpvazione. Nel 20220 mci sarannop altre risorse da trovare per avviare unn percorso virtuoso di politiche attive per tornare lavorare.

 

 

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Un caso da manuale in fatto di ammortizzatori sociali

Romeo Caruso ridimensionatodi Romeo Caruso - Giovedì 13/07/2017, alle ore 17,00 la Sala Della Ragione del comune di Anagni è parzialmente gremita di lavoratori interessati all'importante incontro organizzato dal sindaco Bassetta sul tema "Nuovi strumenti a sostegno del Lavoro e dello Sviluppo Economico".
Sono presenti oltre al sindaco, i Deputati Nazzareno Pilozzi e Renzo Carella, il Senatore Francesco Scalia, l'Assessora Lucia Valente, alcuni sindaci dei comuni interessati, i sindacati di categoria, i rappresentanti delle società per i lavori interinali, consulenti del lavoro, dottori commercialisti e tutti coloro che sono interessati a conoscere tutti gli strumenti messi a disposizione per fronteggiare la grave crisi occupazionale, a cominciare dall'emendamento per la proroga della mobilità presentato come primo firmatario dall'onorevole Pilozzi, con l'importante partecipazione nelle varie fasi di preparazione, della senatrice Maria Spilabotte e del senatore Francesco Scalia. Questo provvedimento fondamentale è frutto dell'impegno di Vertenza Frusinate, in associazione con i vari strumenti per le politiche attive, concordate fra sindacati e Regione Lazio.

Importante nota di costume è la disposizione dell'assemblea di fronte al tavolo delle "Autorità", siedono in prima fila a sinistra i rappresentanti di Vertenza Frusinate e a destra i sindacati. E' la prima volta ed è un evento storico che un gruppo di disoccupati "organizzati" siede con pari dignità (conquistata sul campo) nelle prime file a fianco di quelle presiedute dai rappresentanti dei sindacali, simbolo del cambiamento dei tempi, che sancisce come istituzioni, la politica, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti della società civile, tutte insieme hanno operato unite per ottenere il massimo risultato, insomma "uniti si vince".
Ma ancora più straordinaria è l'impresa compiuta da Vertenza Frusinate nel perseguire l'obiettivo della mobilità in deroga, contro lo scetticismo mostrato da molti, ivi compresi i sindacati, espresso anche durante l'incontro di chiarificazione, dove riconoscevamo a loro il ruolo insostituibile e dove Vertenza vuole essere semplicemente un valore aggiunto. L'assemblea inizia con l'introduzione di Pilozzi che ricostruisce tutti i passaggi per arrivare all'approvazione dell'emendamento, si nota una certa difficoltà ,quando si rivolge ai lavoratori per rendere omaggio al loro impegno a nominarci come Vertenza Frusinate, così come faranno anche quando sarà la volta dei segretari sindacali, nel timore che nel nominarci ci diano un riconoscimento giuridico ( che non abbiamo e non vogliamo) e un prestigio a danno del loro, conseguenza di un antico retaggio mentale che fa fatica a comprendere che un sindacato moderno deve aprirsi ai valori aggiunti proprio per ottenere il massimo risultato nell'interesse dei lavoratori.
Gli interventi si susseguono, è la volta dell'Assessora al lavoro Valente che elogia la costanza e la capacità dei lavoratori (non ce la fa a dire vertenza, gli si strozza in gola) nel raccontare il dolore, la sofferenza del territorio martoriato dalla crisi occupazionale, ambientale e della convivenza civile sempre più a rischio. Noto che sul momento manca un aggettivo importante che ci identifica al meglio, la competenza dimostrata al tavolo del ministero del lavoro, successivamente si riprende e afferma ( finalmente e questo gli fa onore ) che si è trovata di fronte delle persone preparatissime, in un confronto basato su conoscenza di cifre, di capacità di distinguere dal punto di vista giuridico fra mobilità ordinaria e proroga della mobilità nell'ambito di un territorio in stato di crisi complessa e infine quello del punto vincente, ovvero la capacità di smontare gli stereotipi che definiscono per convenzione gli strumenti passivi in senso negativo (la mobilità) e l'altro, le politiche di incentivazione al lavoro, politiche attive, dando il senso che la prima sia qualcosa di controproducente e la seconda qualcosa di virtuoso.
In quel tavolo abbiamo dimostrato il paradosso dato dai risultati di questi due provvedimenti, la mobilità aveva permesso di sostenere se pur a fatica le esigenze delle famiglie, aveva sostenuto l'economia del territorio e perfino data la possibilità ad alcuni di avere il tempo di trovare una nuova opportunità di lavoro.! Al contrario le politiche "attive" basate sugli incentivi alle assunzioni (ben 8.000 euro l'anno per tre anni di sgravi fiscali) pur essendo finanziati 400 posti di lavoro, venivano assunti 187 lavoratori a contratto a tempo indeterminato che probabilmente sarebbero stati assunti comunque, anche se con contratti a tempo determinato, un vantaggio costato molto caro. Mesi prima, presso la sede distaccata della Regione a Frosinone l'avevamo previsto, mostrando anche allora competenza (indagine di mercato).
Queste lucide esposizioni dei fatti, il riferimento agli esempi virtuosi dei paesi del nord Europa, che prima sostengono con il reddito i lavoratori che perdono il posto di lavoro, quindi li formano e poi con gradualità li reinseriscono nel circuito di produzione, senza i patemi d'anima che ben conosciamo in Italia hanno avuto l'effetto di ottenere il riconoscimento della nostra tesi e quindi la proposta di un altro anno di deroga a condizione del successo dell'emendamento, dell'unione con le politiche attive, della progettazione di un cambiamento strutturale per evitare che il prossimo anno ci si possa irrimediabilmente ritrovare nella stessa condizione.
Tutto questo insieme è una politica attiva!, un caso da manuale, persone che prima si occupavano dei normali problemi quotidiani, si son messi a studiare e si son trasformati in eccellenti mediatori. La fortuna premia l'audacia, infatti arriva inaspettata la notizia che c'è la possibilità di sbloccare ben 60 milioni di euro fermi presso l'Inps, be, in un solo incontro credo che mai nella storia delle trattative dei "dilettanti" abbiano raggiunto mai questi risultati.
Torniamo quindi all'assemblea, grazie all'efficacia e qui va riconosciuta al sindacato la capacità presso la Regione Lazio di inserire nel pacchetto firmato, la soluzione per quei lavoratori che risiedevano nei territori al di fuori dell'area di crisi (residenza anagrafica) che rischiavano di essere esclusi di trasformarla in residenza lavorativa, i provvedimenti a favore dei lavoratori dell'ottava salvaguardia. Tutti si dichiarano consci che sarà un anno interlocutorio, che i provvedimenti sono solo un tampone per un piano di rilancio, viabilità, infrastrutture, accesso al credito, semplificazione burocratica, ricerca di una imprenditoria qualificata sono le prossime sfide alle quali dovranno partecipare tutti, ivi compresa VERTENZA FRUSINATE !

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Le speranze accese dall’incontro con i Vescovi

Tre Vescovi con i disoccupatidi Donato Galeone - Nei primi mesi del nuovo anno, tanto in queste ultime settimane quanto giorno dopo giorno, la previsione dell'acceso agli “ammortizzatori sociali in scadenza” colpirebbero quel minimo di sopravvivenza personale e famigliare pur in presenza di “dichiarate crisi di aree complesse e non complesse” che dovrebbero favorire ristrutturazioni di imprese in crisi mediante investimenti agevolati mirati alla ripresa produttiva, con la “ricollocazione a lavoro” e la cessazione di ogni indennità previdenziale di sostegno al mancato reddito.

Io penso, reagendo, nel contare gli anni dall'agosto 2013 che, ad oggi, le “dichiarate crisi nelle aree complesse e non complesse” se hanno favorito, con norma nazionale e regionale, la sopravvivenza con l'assistenza pubblica, programmata e determinata nel breve e medio tempo a migliaia di lavoratori, il rilancio produttivo incentivante pubblico verso le imprese è stato tanto scarso quanto più che nullo in posti di lavoro, mentre la disoccupazione di giovani e meno giovani continua a crescere e si aggiunge alla diffusa povertà, con l'eccezione della FCA-Fiat del cassinate.

Lo hanno osservato, unanimemente e chiaramente, i tre Vescovi quali “pastori di popolo” dell'area di Frosinone- Veroli - Ferentino Mons. Ambrogio Spreafico; dell'area di Anagni-Alatri Mons. Lorenzo Loppa e dell'area di Sora-Pontecoro-Cassino Mons. Gerardo Antonazzo che, mentre auspicherebbero un intervento straordinario nelle area del basso Lazio co-finanziabile da un piano straordinario di investimenti pubblici e privati pensano, questi tre Vescovi, di sostenere nei Comuni delle loro tre diocesi tutte quelle Amministrazioni Comunali che attivassero “progettazioni manutentivi e di ristrutturazione dei centri storici e circuiti turistici” come leggo su www.unoetre.it a conclusione dell'incontro concesso alla delegazione rappresentativa dei “disoccupati vertenza frusinate” ricevuti non casualmente presso il Collegio di Anagni, fondato dal Vescovo romano Leone XIII, padre dell'Enciclica universale sulla questione sociale operaia del 1891.

Concessione di residui terreni demaniali, di enti locali da trasformare in “qualificate imprese agricole sociali”

Mi permetto aggiungere proprio nel merito e momento della “questione sociale e del lavoro nel terzo millennio” di quantificare, rilanciare e sostenere la concessione dei residui terreni demaniali, degli enti locali o di proprietà di enti religiosi, da trasformare e capitalizzare in “qualificate imprese agricole sociali” da assegnare a giovani professionalizzati, preferibilmente, in forma associata cooperativa, le quali, se congiunte alle “misure per favorire la riconversione e la riqualificazione delle aree industriali dismesse” (disegno di legge n.1836 al Senato delle Repubblica presentato il 24 marzo 2015 e protocollo d'intesa tra ASI e CGIL-CISL-UIL della provincia di Frosinone del 10 maggio 2015) non sarebbero “parole astratte di circostanza ma parole nella concretezza” come diceva e ripeteva negli anni '70 il coraggioso prete della Caritas romana don Luigi Di Liegro.

E proprio nel segno della sensibilità umana e la concretezza del ruolo affidato ai “pastori del popolo di Dio”- credenti e non credenti - quali sono i nostri Vescovi, accennavo l'11 gennaio 2017 anche a Mons. Ambrogio Spreafico, che peraltro dichiarava di essere figlio di un sindacalista operatore nella CISL lombarda, quanto e come i suoi predecessori Vescovi Mons. Marafini e poi Mons. Federici riconobbero e condivisero negli anni '70 le azioni della CGIL-CISL-UIL in tanti mesi di intense “vertenze aziendali per il lavoro” e, con fraterno amore spirituale e umano, divulgarono questo documento il 13 febbraio 1975 che per l'occasione mi permetto ripubblicare:

“ Il Clero e i Fedeli della Diocesi di Veroli - Frosinone in comunione con il loro Vescovo:
* considerato lo stato di grave disagio in cui versano moltissimi operai del comprensorio industriale interessante la Diocesi o perché in Cassa Integrazione o addirittura senza stipendio da diversi mesi per la crisi che ha colpito le industrie della zona, con conseguenze gravi per intere famiglie ridotte alla fame;
* mentre auspicano una sollecita conclusione delle vertenze in atto secondo i principi di equità e di giustizia cristiana, sollecitando a riguardo l'interessamento delle autorità competenti e di quanti a diverso livello trattano la questione;
* proclamano la loro solidarietà umana e cristiana con gli operai e le loro famiglie tanto duramente colpite e invitano i fedeli della Diocesi a dare un fraterno aiuto a questi fratelli disoccupati.
* A tale scopo viene indetta in tutte le Chiese della Diocesi per Domenica 23 febbraio p.v – 2^ Domenica di Quaresima – una colletta da devolvere ai disoccupati della zona nei modi che si riterranno opportuni.
Ringraziai - con lettera dell'8 marzo 1975 - il Vescovo Mons. Michele Federici sia personalmente che in rappresentanza della Federazione CGIL-CISL-UIL per l'iniziativa del Consiglio Diocesano e della “scelta solidaristica umana verso i disoccupati e gli operai in cassa integrazione, si collocava in una realtà economica e sociale da rimuovere e entro la quale siamo chiamati tutti ad un'attenta riflessione per l'assunzione di conseguenti impegni finalizzati al superamento di una situazione locale non voluta dai lavoratori”

Lo sviluppo economico-produttivo-industriale avviato non risponde ai bisogni della collettività

Evidenziai al Vescovo la urgenza e la necessità di una approfondimento e verifica già richiesta nelle sedi istituzionali competenti e nei luoghi di lavoro “tanto per le condizioni ambientali quanto per la incertezza dei livelli di occupazione che, peraltro, privilegiavano un modello economico di sviluppo territoriale non dimensionato nei suoi aspetti sociali e di riequilibro produttivo tra industria, agricoltura e servizi civili”.
Conclusi rinnovando il grazie al Vescovo e riaffermando che “il tipo di sviluppo economico-produttivo-industriale avviato non rispondeva al servizio della collettività perché non raggiungeva neppure i preannunciati livelli di occupazione nelle fabbriche insediate ma produceva riduzioni di personale e casse integrazioni generalizzate mentre le comunicazioni di licenziamenti con figuravano una trasformazione economica territoriale di tipo coloniale - similmente di rapina – che di fatto non estendeva benessere comune a persone che attendevano lavoro e un reddito dignitoso per soddisfare le primarie esigenze di vita personale e famigliare”.

Papa Francesco: "L'economia liquida toglie la concretezza e la cultura del lavoro"

Ricordo bene che nel primo decennio del 2000 - mi sfugge la data del giorno - partecipai a un incontro organizzato, sempre al Collegio Leoniano di Anagni, sulla “Globalizzazione: sfide e scenari”. Sull'invito a quell'incontro si leggeva anche questo messaggio: “solo a nome del profitto senza alcuna considerazione per la dignità della persona umana”.
A quell'incontro - una delle sue ultime visite ciociare - partecipò anche Giulio Andreotti che richiamando un incontro tematico svoltosi al CNEL nell'aprile 1977 “sulla partecipazione dei lavoratori alla ripresa economica” sottolineava per i neo-liberisti di turno del nuovo millennio di leggere l'art.46 della nostra Costituzione - scritto e ancora non attuato - che propone una duplice finalità: “quella della elevazione economica sociale del lavoro e quella della produzione di beni e servizi anche nella classica forma della partecipazione”.
Aggiunse, con la sua riconosciuta ironia, che il richiamo costituzionale alla “partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese” non era una bestemmia neppure per i cattolici-democratici credenti impegnati sia nella politica che nei sindacati.

 

E ieri, 17 febbraio, alla domanda di un giovane studente universitario rivolta al Vescovo di Roma, Papa Francesco, sulle scelte economiche, sociali, culturali del terzo millennio e sul diritto al lavoro, se con le sole parole, si creano comunità. Il Papa, rispondendo, ha detto che “tante volte una comunicazione rapida e leggera può diventare liquida, senza consistenza” e ha aggiunto “pensiamo all'economia liquida che toglie la concretezza e la cultura del lavoro”.
Io penso che la riproposizione di un tavolo di confronto aperto continuo - non liquido come ci dice Papa Francesco - sulle realtà vere del basso Lazio e con proposte concrete in merito alle misure di riconversione, ristrutturazioni e riutilizzo degli immobili nelle aree industriali dismesse, congiunto alla bonifica dei suoli e all'utilizzo produttivo agricolo dei terreni, raccoglie il messaggio lanciato indirettamente, dai tre Vescovi al Leoniano di Anagni, tutte le rappresentanze politiche e sociali locali e regionali laziali.

 

 
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Pci. Chiarezza sugli ammortizzatori sociali in deroga

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260dal Pci di Frosinone - "Una settimana fa leggevo su molti quotidiani locali che in Regione i Sindacati confederali avevano firmato un accordo con la Regione Lazio per gli ammortizzatori in deroga.
Dissi tra me e me "buona notizia!!", è passato del tempo, ma purtroppo non si c'è ancora chiarezza su quando i lavoratori interessati potranno andare ai Caf di appartenenza a fare le domande di adesione. Ancora non sappiamo se con i soldi stanziati potranno rientrarci tutti i lavoratori con gli scaduti o in scadenza nel 2016.
In questi giorni il mio telefono sta scoppiando per le telefonate che ricevo per sapere come e quando il tutto sarà praticamente attivo...
Io non sono un sindacalista...quindi chiedo ai Sindacati confederali firmatari dell'accordo di fare chiarezza, subito, sui fatti e di spiegare ai lavoratori i tempi e i modi per accedere al beneficio della deroga.
Il partito comunista chiede chiarezza e trasparenza verso chi in questo momento è in assenza di reddito.
E un fattore di buon senso.

Vice segretario provinciale PCI
Ziroli Tiziano

 
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