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Il futuro di Anagni dipende Sindaco e Giunta

Anagni può tornare a crescere. Ora, dopo i recenti provvedimenti del Governo e della Regione Lazio, il bandolo dell’iniziativa è tutto nelle mani del Sindaco e dell’Amministrazione comunale.

Anagni Palazzo civico Sec. XI XIII 350 250 mindi Nello Di Giulio - E’ trascorso circa un mese da quando, con interventi sulla stampa, abbiamo proposto alla città le nostre idee per un percorso chiaro di sviluppo economico e sociale in risposta alla tremenda crisi da pandemia Covid-19.
Nella consapevolezza che già da mesi “nulla è come prima”, assumono grande importanza i tempi della riorganizzazione del nostro tessuto socio – produttivo attraverso azioni coerenti e coordinate verso chiari obiettivi di crescita della città. Sussidiarietà ed assistenzialismo hanno, per loro stessa natura, il fiato corto.

Un nuovo modello di sviluppo sostenibile ed integrato richiede impegno e capacità degli amministratori nell’utilizzare anzitutto le leve primarie proprie della città per sua vocazione storica, posizionamento geografico, articolazione del territorio, reti di comunicazione.
In tal quadro, il ruolo della cultura ed un marcato sviluppo dell’ industria del turismo sono nella vocazione primaria della città di Anagni. Un settore economico che prima dell’effetto Covid-19 rappresentava nel nostro Paese la principale componente di PIL con una media intorno al 13% ed elevate punte di picco in città storiche con potenziali non sempre superiori a quelli di Anagni.
L’industria del turismo anche nella nostra città fonda la sua ripresa, ancorché in un così mutato contesto, nella capacità di attrazione e nella vivibilità diffusa dell’intera città, in parallelo alla capacità di sviluppo (effetto volano) di tutta una serie di attività connesse che vanno dal piccolo commercio ai prodotti tipici, dalle botteghe storiche alle attività artistiche ed artigianali, dalla filiera dell’accoglienza, dell’agroalimentare e ristorazione tipica alla cura e valorizzazione delle eccellenze, del paesaggio, dell’estetica e dell’ambiente.

L’economia del turismo è, del resto, una scelta complessa (‘Pensare Turismo’) proprio perché articolata su diversi settori capaci, a loro volta, di alimentare ulteriori filiere di attività. Potremmo dire che, al pari del concetto della buona ‘economia circolare’ nella produzione delle merci, il rilancio post Covid-19 nella nostra città passa attraverso quella rappresentazione convenzionale ‘economia circuitale aperta’ propria della macro industria del benessere. Un’economia caratterizzata da una molteplicità di piccole imprese dove la centralità della persona rifugge da forme di gestione delle attività con il cosiddetto ‘pilota automatico’. Un settore particolarmente ‘labour intensive’.

Il turismo su cui lavorare sarà parecchio diverso dalle consolidate abitudini: meno folla, più spazi e distanziamento sociale, meno città, più cultura dei borghi e mete di prossimità; un turismo meno veloce e meno consumistico, più sensoriale, paesaggistico ed esperenziale. In sintesi, un turismo molto più identitario, più slow e più green, con spiccata esigenza verso una maggiore qualità dell’offerta capace di rispondere a nuove sensibilità e bisogni generati dalla vicenda della pandemia.
Ad Anagni non basterà di certo contare il numero dei biglietti staccati nei due principali musei cittadini (Museo della Cattedrale e Palazzo Bonifacio) che, seppur fondamentali, non saranno certo sufficienti ad attivare quel circuito virtuoso capace, solo esso, di promuovere sviluppo di attività, occupazione e benessere diffuso.

Anagni ha bisogno di aumentare la sua fruibilità con un maggior tasso di utilizzo della città e del suo territorio. E’ una necessità fondamentale per sostenere quel ‘valore di scambio’ che, oltre che derivato dall’identità storica, si concretizza e si moltiplica solamente con l’ampliamento quali- quantitativo dell’offerta turistico - culturale.
Una sorta di reciprocità virtuosa deve potersi generare tra l’ampliamento dell’offerta turistica, la crescita del ‘valore di scambio’ (redditività diffusa) e stimoli per nuove attività ed ulteriore implementazione dell’offerta.

Alcuni provvedimenti della Regione Lazio e del Governo di questi giorni possono, in particolare, consentire all’Amministrazione cittadina di avviare concretamente un tale percorso virtuoso post pandemia.
Con riserva di tornare ad approfondire in altre sedi, chiediamo al Sindaco di cogliere a pieno l’opportunità di sviluppo promossa dal bando regionale per la “Valorizzazione dei luoghi della Cultura” (Det. G05347 del 6 u.s. del Settore Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio).

Nel piano complessivo di 5,2 milioni di euro la Regione Lazio pone, tra l’altro, a proprio carico l’80 % dei costi diretti ed indiretti nella valorizzazione di Aree Archeologiche, Parchi Archeologici aperti al pubblico o ancora da istituire ed includere nella OMR (Organizzazione Museale Regionale) con i relativi benefici nelle iniziative di rete.
Diciamo a chiare note alla città ed al Sindaco che è un’occasione imperdibile per realizzare, senza esosi costi per il Comune, il Parco Archeologico di Piscina con il pieno recupero alla nostra città dell’identità storica romana e, con essa, la memoria e le imprese dei nostri personaggi del tempo. Una ricchezza reale ed emblematica in termini storici e ‘market branding’ che potrà giovarsi in seguito anche della riscoperta -in convenzione con privati- delle testimonianze archeologiche del Circo Marittimo e del Tempio di Diana nel ‘Compitum Anagninum’ di Osteria della Fontana.

Va da sé che, anche alla luce delle più comuni considerazioni lasciateci dalla triste esperienza del la pandemia, sarebbe del tutto fuori luogo riprendere nel 2021 il progetto di ampliamento del parcheggio nell’area archeologica di Piscina che, con l’annessa definitiva cancellazione dell’area del Giardino Pubblico, sarebbe del tutto in antitesi con lo sviluppo di un luogo di cultura storico, ambientale, paesaggistico in grado di rispondere alle nuove regole e nuove sensibilità del turismo post Covid-19.
Un moderno piano della mobilità cittadina dovrà trovare certamente adeguate risposte in diverse soluzioni rispetto a quell’esigua decina di nuovi posti auto pensati ad un costo economico ed ambientale assolutamente sproporzionato.

Altra importante opportunità di rilancio della città, atta a generare occupazione e sviluppo, è data dall’approvazione in data di ieri (13 u.s.) da parte del Consiglio dei Ministri della revisione dei provvedimenti già denominati ‘ecobonus’ , ‘sismabonus’ e ‘bonus facciate’ in ambito del decreto ‘Rilancio’. In attesa dei provvedimenti attuativi, l’elevazione del bonus al 110% della spesa e l’introduzione dello sconto fattura con cessione del credito all’impresa ed al sistema finanziario sono provvidenze aggiuntive per sostenere la valorizzazione del nostro patrimonio urbanistico e rilanciare il settore della media e piccola edilizia.
Il nostro corso Vittorio Emanuele, il centro storico, la città tutta potranno beneficiarne grandemente tornando a raccontare storia ed esprimere accoglienza e bellezza in luogo di sensazioni di degrado da incuria e progressivo avanzare del tempo.

Lo Stato legifera creando strumenti di sostegno , le amministrazioni locali dovrebbero promuoverli e finalizzarli stimolandone conoscenza ed utilizzo da parte dei cittadini. Si tratta, in questo caso, di provvedimenti strutturali studiati nel duplice obiettivo del recupero/valorizzazione del prezioso patrimonio urbano, in uno con una decisa ripresa dell’importante filiera dell’edilizia.
Anagni per ‘rinascere’ dopo l’emergenza ha assoluto bisogno di cogliere l’uno come dell’altro obiettivo , ora che lo strumento è consegnato nelle mani dell’Amministrazione comunale.

Pensare di rilanciare il commercio, l’artigianato o l’enogastronomia cittadina agendo sulla TOSAP e su sostegni una tantum rischia di rimanere un’ illusione se, accanto all’adeguamento di norme in deroga per il centro storico, non sono a crearsi nuove condizioni di vivibilità ed accoglienza della città che evitino il progressivo invecchiamento e spopolamento del suo centro urbano.
Puntare sullo sviluppo turistico senza crearne i presupposti e senza interpretarne i nuovi bisogni , dopo lo sconvolgimento del Coronavirus, rischierebbe di essere altrettanto illusorio ed inconcludente. Giusto ricordare che, ancor prima dell’avvento della pandemia, Anagni ha registrato molte chiusure di attività ed un indicativo proliferare di cartelli “Vendesi” già nel corso del 2019.
Solo una nuova politica di qualità potrà consentire il recupero di un percorso di crescita della nostra città a beneficio dei residenti, dei visitatori e della sua più ampia comunità di riferimento nel nord Ciociaria.

Non porsi operativamente all’altezza sarebbe delittuoso verso le giuste attese di tante famiglie e verso le future generazioni.

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Per una reale occasione di crescita di Anagni

Comunicato congiunto Sinistra italiana Anagni e CittàTrePuntoZero

Anagni Piazza Cavour 350La nuova fase che si sta aprendo durante questa emergenza deve essere tassativamente un periodo nuovo e ricco di progettualità, stimolo per una serie di riflessioni anche sulle modalità di uso e destinazione degli spazi urbani.

La critica ai membri dell’opposizione da parte dell’ assessora al Commercio ci lascia quantomeno perplessi poichè ci viene mossa l’accusa di fare polemiche fini a se stesse. In verità, oltre ad un certo stupore, tale rimprovero ci offre lo spunto per mostrarci ancor più propositivi ed animati da una sincera volontà di collaborazione, attraverso proposte concrete per il futuro della città. Dobbiamo essere in grado di fornire risposte immediate alle molte situazioni di crisi e siamo chiamati in ogni modo a cercare di prevenirle. Mai come in questo periodo la Città, come corpus di uomini e donne che stanno soffrendo e vivendo delle difficoltà, è un soggetto collettivo in grado di esprimere un pensiero e un sentire condivisi.

Cosa fare affinché questo sentire comune si radichi negli animi di ognuno e divenga il motore del futuro della città? Le potenzialità dello sviluppo urbano non possono essere valutate solo in una prospettiva di sostegno al settore turistico; oggi serve uno sguardo complessivo e a 360 gradi, capace di tradurre tali potenzialità in risorse fruibili da parte dei cittadini. L’attività economica locale non può prescindere dalla ripianificazione urbana: la parziale chiusura del centro storico alle automobili, ad esempio, regalerebbe maggiore spazio ai ristoratori, che potrebbero occupare piazze, o parti di esse, con tavoli e sedie garantendo la distanza di sicurezza tra i propri clienti. Inoltre, la trasformazione della mobilità interna al centro storico, grazie all’implementazione di navette e di bici elettriche acquistate dal Comune, permetterebbe di rivedere gli spazi volgendoli a servizio di un apparato economico, quello artigiano e della ristorazione, che deve rinascere in un’ottica moderna e sostenibile. La fase successiva al periodo di “lockdown” si potrebbe tradurre in una reale occasione di crescita per Anagni: si potrebbe finalmente concretizzare il progetto della Via degli Orti e realizzare un grande parco cittadino, infrastruttura fondamentale in questa fase di ripensamento urbano.

Tra i promotori del progetto ricordiamo che ad oggi alcuni di loro stanno amministrando Anagni e quindi dovrebbero essere pronti ad accogliere un’istanza come questa, soprattutto se avanzata dai noi concittadini. Bisogna inoltre rivedere il sistema di digitalizzazione dei pubblici uffici anche perché, con una campagna di educazione informatica rivolta ai cittadini, si potrebbe garantire loro la possibilità di sbrigare molte pratiche da casa e, dunque, di decongestionare gli uffici comunali. Si deve perentoriamente potenziare la banda larga per garantire a tutti i più piccoli di fruire della didattica a distanza e, nel frattempo, si dovrebbe ripensare alla ristrutturazione dell’edilizia scolastica, da tempo in sofferenza, pianificando una collaborativa sinergia tra famiglie e servizi sociali. Queste alcune delle proposte possibili ma, per cercare di renderle attuative, abbiamo bisogno di partner membri dell’attuale maggioranza pronti all’ascolto in quanto “se ci vuole coraggio per alzarsi e parlare, ce ne vuole ancor di più per sedersi ed ascoltare”: così si rivolgeva Winston Churchill ai membri del suo governo immediatamente dopo la tragedia e le distruzioni della seconda guerra mondiale...come non essere d’accordo?

 

 

 

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Anagni: uscire dalla crisi economica dell’epidemia Covid 19

Uscire dalla crisi economica a seguito dell’epidemia da Coronavirus

Anagni notturno 350di Nello Di Giulio - Anagni: uscire dalla crisi economica a seguito dell’epidemia da Coronavirus. La pandemia che ha investito l’Italia ed il mondo è causa di sconvolgimenti e lutti che lasciano segni indelebili nell’ordine dello sviluppo economico e sociale in ogni Paese. Un nuovo ordine tra gli stati e nuove priorità politiche dovranno farsi strada in un sistema dimostratosi fragile ed artificioso.

Sta ai diversi organi di governo, a chi ha pubbliche responsabilità, ai cittadini di buona volontà portarsi oltre il conto dei danni e cogliere la sfida per ripartire in un nuovo quadro di sviluppo che coniughi benessere economico ed ambiente, sicurezza sociale e qualità della vita.

Da ogni parte si legge, si ascolta: “tutto è cambiato, nulla sarà come prima”. Ed Anagni, certamente, non potrà essere un’eccezione.

Anagni, per non pagare ingenti costi di astrazione rispetto a tale repentino cambiamento, deve maturare anzitutto consapevolezza che “tutto è cambiato” e che nuove analisi, nuovi modelli e priorità diventano obbligatorie nell’amministrazione della città.

Se è vero che dopo ogni crisi sistemica c’è una ripartenza, è altrettanto vero che questa beneficerà prioritariamente chi sarà in grado di capire prima ed interpretare il nuovo superando idee, schemi e pratiche improvvisamente logore.

Anagni necessita, ora quanto mai, di uno straordinario piano di rilancio partendo dal suo prestigio costituito da grande storia millenaria, posizionamento geografico, potenzialità del vasto territorio, servizi, formazione, scuola, arte e cultura di riguardo.

Anagni non è una città qualsiasi. Anagni ha al suo interno risorse inestimabili da poter mettere a reddito e ridisegnare, con esse, un futuro nuovo con articolato benessere per i cittadini di oggi e di domani. Fondamentale muoversi per tempo e con cognizione, eppoi fare e saper fare in una visione univoca nel settore della cultura, dell’urbanistica, nelle attività produttive come nei servizi e nelle infrastrutture.

Senza voler trascurare la realtà industriale che ha distribuito ricchezza economica per oltre un trentennio, Anagni deve recuperare il suo valore di città storica, culturale, formativa (tre prestigiosi collegi), commerciale, artigianale, terziaria, agricolo alimentare.

Sarà strategico tornare ‘città attrattiva’ con valorizzazione del passato in parallelo a nuova intensità e qualità della vita. Attrattività presuppone il pieno recupero dei caratteri identitari (market branding) in uno con il deciso sviluppo di reti circuiti tematici, nuova proattività e competitività in uno scenario più esigente di quello crollato sotto l’aggressione della pandemia.

Una scelta, una direzione di sviluppo obbligatoriamente opposta all’automatismo della sopravvivenza nella quotidianità. Le piccole città che non ripensano il loro futuro, ora più che mai, rischiano di condannarsi al progressivo spopolamento con impoverimento diffuso ed abbandono delle generazioni più dinamiche.

Al governo cittadino è richiesto di essere all’altezza di una sfida assolutamente inedita che travalica approssimazioni, personalismi e click di gradimento social. Anagni deve saper mettere a reddito la sua ‘materia prima’ (petrolio che non inquina) in chiave di motore di sviluppo di attività economiche dirette, connesse e collaterali. Non si tratta, infatti, di comuni ‘beni economici’ ma di ricchezze identitarie non fruibili in altro luogo; tra esse: l’ambiente, il paesaggio, la storia millenaria, l’arte, il centro storico medievale, il vissuto dei suoi personaggi, l’area archeologica in uno con lo storico parco urbano di fine Ottocento.

Una ‘materia prima’ che costituisce patrimonio a “costo zero” a disposizione di tutti i cittadini, per ogni attività d’impresa o di servizio nella città e nel territorio. Obiettivo dovrà essere il saper riempire il carrello di spesa di ogni visitatore/cittadino con molteplicità di prodotti culturali, ambientali ed esperenziali, tali da caratterizzare la stessa percezione di valore di beni commerciali e di consumo che la città deve tornare a produrre/offrire/vendere.

Anagni deve rendersi fruibile a chi sceglie di viverla, visitarla, amarla, promuoverla. Accessibilità, mobilità, sicurezza, verde pubblico e qualità ambientale devono essere elementi primari nel piano di rilancio post pandemia. Una visione qualitativa che affonda radici nel racconto diffuso di una città densa di memorie e restituita alla mobilità delle persone con stringente regolamentazione per le autovetture. Insomma, una città ed un territorio facile da vivere che induce a restare volentieri o a tornare appena possibile.

Solo una città recuperata nei suoi valori peculiari ed organizzata nella fruibilità potrà promuovere con successo le sue potenzialità nei diversi settori del turismo e dell’ospitalità, come pure nel commercio tipico e di prossimità, nell’artigianato, nella valorizzazione urbanistico - ricettiva, nello sviluppo della filiera agro alimentare e dell’offerta enogastronomica.

Una siffatta ripartenza passa anche attraverso nuova attenzione e cura di tutti quei servizi che la propongono e la relazionano al mondo esterno, unico inflessibile mercato della competizione globale sempre più attento ai giudizi ed umori veicolati dai social. In tal senso, accoglienza, esperienza, sensazioni ed emozioni contano non meno dei grandi valori storico monumentali. Un ventaglio di ‘qualità’ da sviluppare tanto nell’approccio ad un museo quanto nell’esplorare un vicolo cittadino, così come nell’offerta gastronomica o in quella commerciale, oppure, solamente, nell’empatia di relazione o nella disponibilità un servizio igienico ‘post pandemia’ a relativa necessità.

Un articolato salto di qualità si impone, pertanto, all’amministrazione comunale per il rilancio di Anagni a valle di questa terribile crisi da Coronavirus. Una crisi domestica e sistemica che non ha precedenti al di fuori dei due conflitti mondiali. In alternativa si rischierebbe un impoverimento progressivo che, al di là del grande valore della solidarietà, piomberebbe la città in un assistenzialismo prolungato con effetti di deprecabile marginalizzazione economico e sociale di tante famiglie.

 

 

 

 

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Anagni. Vertenza Car fluff chiusa!!

Coordinamento per l’ambiente di Anagni

consigliodistato 390 min“Vi scrivo per trasmettere in allegato la sentenza pubblicata oggi dal Consiglio di Stato, che pone fine alla nota questione del car fluff, rigettando l’appello della Marangoni e quindi dichiarando la perfetta legittimità del provvedimento della Regione Lazio che negò l’autorizzazione alla trasformazione dell’inceneritore di pneumatici”. Con queste parole l'avvocato Alberto Maria Floridi (Studio Legale Gattamelata e associati) ha comunicato la chiusura della vertenza car fluff Marangoni alle associazioni Anagni Viva, Associazione Diritto alla Salute, Comitato di quartiere Osteria della Fontana. Retuvasa.

Con la sentenza n.2248/2020 del Consiglio di Stato, come riferito dall'avv. Floridi alle associazioni rappresentate, è stato affermato come fosse corretto negare l’autorizzazione non solamente in base al principio di precauzione, tenuto conto della grave situazione ambientale e sanitaria della zona, ma anche alla luce delle lacune specifiche del progetto, che non consentivano di considerarlo sicuro e affidabile.

Si conclude quindi una vicenda, quella del car fluff, nel corso della quale è cresciuta la consapevolezza dei rischi ambientali ai quali è sottoposto il nostro territorio.

Tale consapevolezza è stata suscitata, oltre che dalle evidenti criticità ambientali, anche dall'azione continua e persistente, in tutti questi anni, delle associazioni che hanno voluto diffondere una corretta informazione su questi argomenti,con costante impegno organizzativo, eccellenti competenze tecniche e ferma convinzione di lottare per difendere il territorio, mobilitando i cittadini e ricorrendo alla giustizia. Tale lavoro, svolto soltanto da volontari, sta dando i suoi frutti e ha evidenziato che, la Valle del Sacco, è stata da anni oggetto di spericolate sperimentazioni.

Sperimentazioni spesso portate avanti, come evidenzia la sentenza, non da primari istituti di ricerca o sotto la sorveglianza di eccellenti centri di studi, ma da imprenditori che tentano di trarre profitti con i rifiuti, in questo caso anche pericolosi, con minimi investimenti, con superficialità e spesso con sprezzo degli effetti che le loro sperimentazioni possono avere sull'ambiente e sulla salute pubblica.

La collaborazione tra le associazioni ha dunque dato il suo contributo per resistere e vincere la deriva del degrado del nostro territorio, in questo caso con il supporto della Regione Lazio, che non aveva concesso la valutazione di impatto ambientale favorevole.

Da questo risultato, ripartiamo per fare presente sia ai furbetti delle sperimentazioni spericolate, sia ai rappresentanti politici, che alle istituzioni responsabili dei processi decisori, non sempre così lungimiranti come in questo caso e, soprattutto, ai nostri concittadini, che noi saremo sempre attenti e pronti a respingere qualsiasi ulteriore tentativo di ridurci a cavie silenti di sperimentazioni nocive. Chiediamo ai nostri concittadini di seguire ancora le nostre attività e chiediamo alle istituzioni, soprattutto in questa fase, una moratoria assoluta di tutti i procedimenti autorizzativi di produzioni pericolose e nocive per l’ambiente. Per questo ancora una volta diciamo basta al sacrificio della popolazione di una Valle che nonostante sia stata riconosciuta quale Sito di Interesse Nazionale, a fronte del grave persistente stato di inquinamento, continua ad essere aggredita da iniziative ad alto impatto ambientale, quali inceneritori tossici e centri di trattamento dei rifiuti, quali discariche, compostaggi, recuperi di ceneri pericolose.

11 aprile 2020

LE ASSOCIAZIONI: ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, CIRCOLO LEGAMBIENTE ANAGNI, RAGGIO VERDE, ASSOCIAZIONE DIRITTO ALLA SALUTE, COMITATO OSTERIA DELLA FONTANA, COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE AMBIENTE E SALUTE VALLE DEL SACCO E BASSA VALLE DEL LIRI (al quale hanno aderito 32 tra associazioni e comitati), ASSOCIAZIONE QUARTIERE CERERE.
Per informazioni: mail:. telefonare al n.: 3930723990.
Per aggiornamenti:www.anagniviva.org, www.dirittoallasalute.com, www.retuvasa.org

 

 

 

 

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Covid 19. La biblioteca di Anagni e il prestito gratuito

Biblioteche nell'emergenza Covid 19

Anagni biblioteca comunale 350 minQuesta che segue è la lettera che il Direttore della Biblioteca di Anagni ha inviato ai lettori registrati

Gentili Lettori,

l’Assessorato alla Cultura del Comune di Anagni informa che il Sistema bibliotecario della Valle del Sacco ha attivato il prestito gratuito degli ebook, nell’ ambito dell’iniziativa #iorestoacasa… ma #labiblioteca ce l’ho sempre vicina.

Sul nostro catalogo Valle del Sacco sono disponibili delle novità editoriali in formato digitale, sia per adulti che per bambini.
Nel sito sono indicate le modalità per il prestito di ebook recenti;
vi ricordiamo che la durata è 14 giorni:
https://bibliotechevalledelsacco.it/

Per farlo servono delle credenziali. Se siete iscritti alla biblioteca
e non avete le credenziali contattateci pure a:

Se non siete iscritti inviateci i vostri dati anagrafici, così da
poter ricevere le credenziali.

NB gli ebook possono essere letti su diversi dispositivi: computer, tablet, smartphon e e-reader.

Si ricorda che i Kindle non supportano il DRM Adobe quindi non possono essere utilizzati per la lettura di questi eBook.

Ricordiamo inoltre che nel nostro catalogo ci sono anche ebook e audio libri liberi da diritti d'autore che in questa fase emergenziale si possono scaricare liberamente senza credenziali.
Ci sono romanzi di London, Austen, Poe... e favole di Andersen, Capuana, Collodi, Leonardo, Perrault, Tolstoj, ecc.

Cercatelia questo link:https://bit.ly/2Xhg063 

...filtrando sulla destra audio libri e poi filtra il formato MP3. Comparirà la lista.

Noi restiamo a vostra disposizione

Buona lettura!

#iorestoacasa...ma #labiblioteca ce l'ho sempre vicina

Cordialmente
La vostra biblioteca

Biblioteca A. Labriola
Via Garibaldi, 21
03012 Anagni - FR

Email

 

 

 

 

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Codici: vittoria al Consiglio di Stato contro il termovalorizzatore di Anagni

Una sentenza storica per la provincia di Frosinone

codici diritti cittadino 350 minÈ quella emessa dal Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso presentata dalla Marangoni Tyre S.p.A. contro l'ordinanza con cui la Regione Lazio aveva introdotto una serie di prescrizioni per regolare il funzionamento del termovalorizzatore di Anagni.

Dalla parte dei cittadini
L'associazione Codici si è battuta per difendere l'ambiente e la salute di un territorio minacciato dall'attività dell'impianto, che a lungo ha ricoperto di un'inquietante polvere nera l'area circostante, ed ora è pronta ad avviare una nuova iniziativa per tutelare i cittadini.

Azione collettiva popolare
"Stiamo per avviare un'azione collettiva popolare – annuncia l'avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – forniremo il nostro sostegno ai cittadini di Anagni per i danni che hanno subito a causa del termovalorizzatore. Parliamo di un impianto nato per bruciare pneumatici e materiale plastico delle auto, ma che poi si è trasformato in una fonte di inquinamento. La salute e l'ambiente sono due temi che seguiamo da sempre con grande attenzione – sottolinea l'avvocato Giacomelli – ci siamo schierati dalla parte dei cittadini anche per fare luce sui tanti aspetti oscuri della vicenda ed ora la sentenza del Consiglio di Stato fa definitivamente chiarezza. Per noi, però, non finisce qui – aggiunge il Segretario Nazionale di Codici – andremo avanti perché venga fatta giustizia fino in fondo".

Un segnale per la provincia di Frosinone
"Siamo felicissimi per questa sentenza – commenta l'avvocato Giammarco Florenzani, Segretario di Codici Frosinone – sono state accolte le istanze dei cittadini, che abbiamo rappresentato con forza e decisione. Con questo pronunciamento è stata garantita la tutela ambientale nella provincia di Frosinone e ci auguriamo che sia un segnale, l'inizio di una nuova fase per un territorio martoriato dall'inquinamento".

Info e adesioni
L'associazione Codici è al lavoro per avviare un'azione collettiva popolare per difendere i cittadini che hanno subito danni a causa del termovalorizzatore della Marangoni Tyre. Per info o adesioni: .

 

 

 

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Covid 19: riaprire ex-struttura ospedaliera di Anagni

Documento del 19 marzo 2020 del Comitato “Salviamo l’ ospedale di Anagni"

anagni presidio ospedalieroDestinatari

Sindaco di Anagni
Prefetto di Frosinone
Direttore Asl di Frosinone
Presidente Provincia di Frosinone
Presidente Regione Lazio
Assessore sanità Regione Lazio
Direzione sanitaria e amministrativa del Ministero della Salute
Direzione generale e sanitaria dell’ Ospedale Spallanzani di Roma
Capo della Protezione Civile
Commissario straordinario del Governo

In queste giornate di preoccupante emergenza sanitaria per tutto il territorio nazionale nelle quali appare sempre più urgente il ricorso a strutture di supporto e all’ assunzione di medici, infermieri e operatori sanitari, oltre all’ aumento dei posti letto negli ospedali e alla creazione di reparti nuovi, il Comitato scrivente, come ha già fatto nella settimana scorsa, torna a chiedere nuovamente alle autorità competenti di valutare con consapevolezza e responsabilità l’ utilizzo e l’ adeguamento di alcuni reparti della ex-struttura ospedaliera di Anagni, per offrire un concreto aiuto all’ organizzazione di servizi di terapia e assistenza sanitaria nella necessità, purtroppo molto probabile, di un aumento dei casi di contagio da coronavirus. Le richieste attuali non si discostano da quelle ripetutamente avanzate in tempi di “normalità“.

Ora sono drammaticamente imprescindibili :
. riapertura del laboratorio di analisi
. riapertura della radiologia H 24
. assunzione di medici-dedicati per il PUNTO DI PRIMO INTERVENTO. con presenza addizionale di un anestesista H 24 e di un cardiologo H-24; nonché di personale infermieristico ed ausiliario in ragione sufficiente alla rotazione.
A questi essenziali servizi andrebbero aggiunti il rafforzamento del servizio di farmacia e la presenza
di personale di vigilanza e di centralino, così come l’ apertura di un punto di osservazione breve OBI.

Tali urgentissime necessità sembrano evidenziarsi anche dalle dichiarazioni del Sindaco di Anagni che riportiamo volentieri:

“In merito all'ex ospedale di Anagni è bene precisare che, di concerto con la commissione sanità e con tutti i sindaci dell'area Nord, abbiamo formalizzato una richiesta ufficiale per la riapertura straordinaria della nostra struttura, alla Asl, al ministero della sanità e alla regione. È stata data da parte della amministrazione la disponibilità, anche economica, per la riapertura dell'ex reparto UTIC, da destinare a terapia subintensiva per 5/6 posti e per un reparto di degenza. L'amministrazione inoltre si è fatta promotrice ad invitare alcuni imprenditori a donare strumentazioni sanitarie per fronteggiare l'emergenza, ricevendo in tal senso ampia disponibilità”.

Dobbiamo augurarci tutti che alle richieste seguano, tempestivamente, le risposte in termini di concretezza e per tale obiettivo le richieste stesse dovrebbero essere indirizzate anche alla Protezione Civile e al Commissario straordinario Domenico Arcuri che, tra i suoi ampi poteri, avrà anche quello di requisire strutture per una maggiore disponibilità di posti letto, in una situazione difficilissima, aggravata dalla incerta capacità di risposta del sistema sanitario del nostro territorio e concorrere ad alleggerire la pressione sia sulle strutture di Frosinone che di Colleferro.

Il Comitato invita Associazioni e Comitati cittadini ad unirsi per una lotta tanto più difficile quanto irrinunciabile per la Salute, bene prioritario di tutti, e per l’ impegno che vede il nostro paese in prima linea per le iniziative intraprese con coraggio e responsabilità.

Il comitato ”Salviamo l’ Ospedale di Anagni“

Per info telefonare al n.: 3930723990.
mail: .

 

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Anagni: emergenza COVID19 e strutture sanitarie

Covid 19 e Ospedale di Anagni

città3.zero minDal Movimento Cittatrepuntozero
E’ passata una settimana da quando il Governo, con il decreto del 10 marzo, ha imposto a tutti i cittadini misure più restrittive per limitare il diffondersi del COVID-19. In questi giorni siamo tutti chiamati ad avere un comportamento responsabile per salvaguardare noi stessi e gli altri e, per farlo, ognuno di noi ha dovuto cambiare radicalmente il proprio stile di vita.

Siamo tutti invitati a restare in casa ma come Lei ben saprà, in quanto Sindaco, molti dei suoi concittadini ogni mattina continuano a recarsi a lavoro, sicuramente non a cuor leggero, viste le notizie sconfortanti che giornalmente arrivano da tutti i canali di informazione. Le siamo grati perché si sta adoperando affinché le regole vengano rispettate, ma questo non basta.

Deve informare i suoi concittadini giornalmente su cosa sta succedendo ad Anagni, su quale sia la situazione generale dei contagi, delle guarigioni ed eventualmente dei decessi.

Deve tenerci costantemente informati anche su cosa si sta muovendo e decidendo in Regione; riconosciamo lo sforzo da parte dell’Amministrazione nell’affrontare la possibile diffusione del virus; quello che Le domandiamo è questo: qualcuno sta interessando anche la Regione circa la richiesta al Prefetto, sottoscritta dai consiglieri della commissione sanità?

Ha ottenuto riscontro da parte dei Sindaci del comprensorio, cui è stata inoltrata? Sembrerebbe di sì, dato che ieri l’onorevole Ciacciarelli della Lega ha protocollato un documento al Presidente Zingaretti, per chiedere la riapertura della terapia intensiva e sub intensiva presso il nostro ospedale.

Perchè non dirlo? Perché delegare la battaglia dell’ospedale a comitati cittadini che, seppur con grande impegno, non sono sicuramente gli enti preposti a questo? Le chiediamo un piccolo sforzo in più, perché siamo tutti consapevoli del fatto che l’ospedale di Anagni lo abbia chiuso la politica e di come solo la politica lo possa riaprire.

Paghiamo anni di scelte superficiali legate a chissà quali scopi ed obiettivi. Oggi dobbiamo trovare delle soluzioni e non c’è più tempo, devono essere trovate ora.

Dal Consigliere comunale Fernando Fioramonti di cittatrepuntozero

La scorsa settimana, in commissione sanità, abbiamo firmato come consiglieri comunali, all'unanimità e congiuntamente al Sindaco, un documento indirizzato al Prefetto di Frosinone per chiedere che la vecchia struttura di via Onorato Capo venga ripristinata e che vengano implementati almeno cinque o sei posti di terapia subintensiva (postazioni dotate di respiratore automatico), oltre a ripristinare il Punto di Primo Intervento (PPI), il laboratorio analisi e I letti di degenza: la struttura è già predisposta per 20 posti ordinari e per 40-60 per la quarantena. Il Prefetto è il rappresentante monocratico del governo territoriale della provincia, non è un organo politico ed ha la facoltà di riaprire il nostro nosocomio, anche se dotato unicamente di servizi essenziali. Questa è un’emergenza: se mancassero gli anestesisti, si potrebbe derogare ai concorsi ed assumerli; lo stesso vale per tutte le altre figure che servono per mandare avanti una struttura sanitaria. Vorrei e mi aspetto che il Sindaco facesse quanto in suo potere per tutelare i propri concittadini, anche perché in questa tremenda situazione, che ci vede tutti impegnati contro un nemico comune, può assolutamente contare sul supporto di tutti noi consiglieri.

La tragica esperienza del COVID ha messo a nudo quanto ho sempre sostenuto, prima da cittadino e poi da politico: la chiusura dell’ospedale di Anagni ha dimostrato la debolezza sanitaria del nostro amato e martoriato territorio. Ci troviamo davanti a una pandemia di proporzioni paragonabili alla Spagnola di inizio secolo, solo che allora la scienza non aveva mezzi per affrontarla, invece oggi, che avremmo la possibilità di limitare i danni, ci hanno tolto le armi a nostra disposizione.

Se dovesse dilagare anche da noi l’infezione da SARS-Cov-2, così come sta drammaticamente accadendo in Lombardia, i morti sarebbero molti di più perché non abbiamo le strutture sanitarie in grado di accogliere e curare i malati.

 

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Anagni. Tagliaboschi precisa a Necci e non solo, forse

 

Anagni Palazzo della Ragione 350 260La Consigliera comunale di Anagni Sandra Tagliaboschi ci ha inviato la seguente precisazione alla formulazione di una domanda che Antonella Necci ha rivolto al consigliere Nello Di Giulio nella intervista che da lui ha raccolto.

Sandra Tagliaboschi

«Sono rimasta basita, nel leggere in un’intervista effettuata al consigliere comunale Nello Di Giulio da Antonella Necci, una domanda che mi riguarda direttamente.

Dal mio collega si voleva sapere se rispondesse al vero che, nella mia abitazione, si era tenuta una riunione di minoranza alla presenza dell’ex assessore Aurelio Tagliaboschi e dell’attuale presidente del Consiglio comunale Giuseppe De Luca.

Trovo questo un quesito di una scorrettezza professionale enorme, da parte chi l’ha posta. E voglio spiegare i motivi.

Prima di tutto, è assolutamente falso che si sia tenuta una riunione in casa mia con la presenza di De Luca e invito la signora Necci a informarsi bene prima di tirare in ballo persone che rivestono ruoli istituzionali su fronti diversi.

- Addirittura la signora Necci sarebbe al corrente di una fitta chiacchierata tra De Luca e un altro presente, Aurelio Tagliaboschi. Devo riconoscere che di fantasia ne ha, ma la invito ad utilizzarla in maniera meno superficiale.
- In secondo luogo, sarebbe stato più logico e corretto che sul fatto la signora Necci avesse chiesto informazioni a me, dal momento che la fantomatica riunione l’avrei organizzata io.

Un’altra inopportuna affermazione, da parte della signora Necci, riguarda la collocazione politica dei Tagliaboschi, che secondo l’intervistatrice sarebbero in forse se seguire o meno Matteo Renzi in Italia Viva.

Ora la domanda la faccio io, alla signora Necci: in base a quali elementi lo afferma? Quali argomentazioni e circostanze ha a supporto di tale ipotesi? Evidentemente soltanto la sua fantasia. Stia tranquilla, l’intervistatrice. Se e quando i Tagliaboschi decideranno una diversa posizione partitica lo dichiareranno ufficialmente. Solo allora sarà un fatto da riportare, perché “stare in forse” non significa nulla.»

 

 

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Anagni tra coronavirus e cattiva amministrazione

Anagni: il punto della situazione

Anagni Palazzo della Ragione 350 260di Antonella Necci - Da qualche giorno insisto per poter conoscere le risposte ai comportamenti bizzarri che alcuni personaggi politici continuano a mantenere. La linea di demarcazione tra destra e sinistra politica è talmente sottile che alcuni scivolano abilmente da un lato o dall'altro secondo le opportunità.
Nessuno parla. I miracolosi segreti di Anagni che ancora nessuno ha svelato impongono un'analisi da esperto. Chiedo all'unico consigliere di realeopposizione dell'attuale amministrazione: Nello Di Giulio.

 

1. Il caso Marangoni. Pare che l'ex stabilimento sia diventato, o sia in procinto di diventarlo, un punto logistico importante per il centrosud Italia dei magazzini Maury's, che ad Anagni sono gestiti dalla consorte del sindaco Daniele Natalia. Un affare di famiglia?

Se Marangoni abbandonasse per sempre l’idea di riaccendere l’inceneritore di carcasse di pneumatici usati qui ad Anagni sarebbe una buona notizia per l’ambiente, per la salute degli abitanti di Osteria della Fontana, per tutti noi, ma, purtroppo, non siamo ancora a questo.
Certamente la riconversione dell’area ad attività di logistica non sarebbe di grande ausilio occupazionale rispetto a scelte a più alto “labour-intensive” che si sviluppano in realtà più virtuose nei settori a filiera. L’opzione dell’ulteriore polo di logistica sarebbe la più povera in assoluto in termini di creazione di valore per Anagni e rimarrebbe indifferentemente tale anche nella eventuale supposta gestione di qualche membro della famiglia del Sindaco Natalia.

 

2. Due milioni di euro per restaurare un parcheggio già parecchio malfunzionante. Ma allora i soldi ci sono?
Aveva ragione Aurelio Tagliaboschi che, durante l'epoca della gestione amministrativa del sindaco Bassetta, era riuscito a risanare una parte del bilancio in passivo. Ma dove li troveranno così tanti soldi per una sola opera pubblica?

“Duemilioni per un parcheggio malfunzionante”, suppongo che il suo riferimento sia all’insensata delibera di Giunta n. 371 del 19 12 2019 con cui l’amministrazione impegna fondi per oltre due milioni di euro nell’area di Piscina. Per chiarezza va subito detto che, malgrado il titolo della delibera riferisca di “Riqualificazione dell’area archeologica e valorizzazione del parcheggio di Piscina”, l’80% dell’intero importo è finalizzato esclusivamente alNello Di Giulio 350 min fantomatico parcheggio che, a fine corsa, accoglierebbe non più di dieci posti macchina aggiuntivi a quelli già fruiti dai cittadini. Rispetto alla necessità vera di liberare le piazze del centro sarebbe una misera risposta a fronte di un assurdo spreco di risorse ricorrendo all’ indebitamento presso la Cassa Depositi e Prestiti. Uno sperpero di denaro pubblico in parallelo alla definitiva devastazione di una preziosa area paesaggistica che dovrebbe tornare, invece, alla sua natura di “verde pubblico” a disposizione delle famiglie. Altri comuni acquisiscono e realizzano nuovi parchi pubblici, questa amministrazione Natalia vorrebbe distruggere l’ultimo rimasto, ancorché colpevolmente malmesso. La programmazione di nuovi posti auto deve essere ricondotta in ambito di un moderno piano della mobilità volto all’innovativo equilibrato sviluppo dell’intera città. L’aver ereditato una sana situazione finanziaria dell’Ente non autorizza di certo a bruciare risorse come spesso osserviamo in diversi settori di questa amministrazione.

 

3. Non si parla più dell'area dell'ex Polveriera. Caso risolto, o rischia di esplodere tra le mani del prossimo sindaco? Che fine hanno fatto le belle idee sulla riqualificazione dell'area?

L’ex Polveriera permarrebbe un pessimo affare politico – amministrativo se a fronte del gravoso indebitamento di sei milioni di euro sulla testa degli anagnini, continuasse ad essere considerata come un “corpo estraneo” alla città di Anagni. Ho sempre sostenuto che un bene pubblico è realmente pubblico solo nella misura in cui i cittadini lo sentano proprio potendolo conoscere e fruire del suo valore, dei suoi benefici. Ad Anagni pessimi esempi, purtroppo, non mancano e vanno dalla ex Polveriera allo stato di abbandono della Badia della Gloria passando per altri importanti edifici e siti storico paesaggistici consegnati al progressivo degrado. Anche progetti di facile compimento sottoposti a questa amministrazione sono sembrati irrealizzabili mentre si continua a raccontare qui e là di favolosi investimenti volti realizzare centri accademici, città della musica, piscine olimpioniche: favole da impallidire anche personaggi del Collodi! Riteniamo molto più serio recuperare nell’area progetti di filiera agro-ambientale come quelli illustrati, in altre sedi, dalla nostra associazione

 

4. A quanto pare di recente si è svolta una riunione di minoranza a casa della consigliera Sandra Tagliaboschi, alla quale hanno partecipato anche Aurelio Tagliaboschi e Giuseppe De Luca. Questi due impegnati in una fitta conversazione. Cosa c'è di vero sul cambio dell'assessore al bilancio? De Luca a scuola da Tagliaboschi?
.
Negli incontri tra i gruppi di minoranza consiliare, seppur tra storie ed esperienze diversificate, si arriva sempre a concrete sintesi operative per il solo fatto che alla base di ogni confronto vengono poste le reali esigenze dei cittadini ed il rispetto dei buoni canoni di sana amministrazione. I temi della difesa del patrimonio arboreo ed ambientale, del verde pubblico e del recupero dello storico Giardino di Piscina ne sono prova di questi giorni. Va da sé che in una città delle dimensioni di Anagni, stante lo scadimento del confronto politico in sede di commissioni e di consiglio comunale, ci si possa anche ritrovare a dialogare in pubblica via con qualche esponente della maggioranza. No, non sono a conoscenza di incontri organizzati dalla minoranza con attuali esponenti di governo della città con i quali la distanza su metodi e contenuti amministrativi sembra essere ogni giorno più lunga.

 

5. Caso Urban Waste. Tutto tace. Chi deve pagare, sta ancora al proprio posto. La giustizia è davvero uguale per tutti?

La vicenda Urban Waste a cui Lei mi richiama è, oltre che un caso giudiziario, certamente anche tema di rilevanza politica. Ma ancorché la politica, i cittadini vorrebbero tempi decisionali brevi, non si possono certamente anteporre sentenze a quelle della Magistratura. Le acclarate certezze, ad oggi, sono alla fase di “chiusura indagini” che ha portato alla formalizzazione di accuse gravi verso una quindicina di soggetti il cui centro produttivo insiste proprio nel territorio di Anagni. In questo preoccupante contesto è apparso totalmente fuori luogo il ritornello del “livore politico” rivolto, in sede di dichiarazioni in consiglio comunale, dal Sindaco Natalia (nel novero degli accusati di corruzione) contro alcune forze della minoranza. Un metodo di delegittimazione di uomini e fatti che cozza con i valori del rispetto, del pluralismo, della democrazia. Nello specifico, tra l’altro, al Sindaco forse sfuggiva di aver votato lui stesso un documento in Giunta comunale in cui nell’analisi del nostro territorio provinciale (di cui Anagni è il secondo comune per estensione) si riferisce di preoccupanti interessi da “attività illecite … riciclaggio di capitali di provenienza illecita, smaltimento e trattamento di rifiuti tossici e/o speciali”. Così come pure emergono “smaltimenti illeciti di rifiuti” e “pervasione di gruppi criminali propensi a reinvestire capitali illecitamente accumulati nei settori nevralgici del gioco lecito come il bingo, la raccolta delle scommesse, i videopoker e le new slot …”. Penso che in un così articolato contesto ambientale un’indagine nel settore rifiuti che parte da un’azienda di Anagni e che vede una ventina di indagati tra imprenditori, funzionari ed amministratori pubblici dovrebbe preoccupare la città intera cominciando proprio dai suoi amministratori e, di regola, dal suo sindaco. Tutt’altro che il fantasioso "livore della minoranza"! La realtà vera è il complesso ginepraio smascherato dai Carabinieri Forestali e le numerose accuse giudiziali ad oggi formalizzate che vanno dalla corruzione, alla truffa, dall’abuso d’ufficio alla falsa certificazione o alla turbativa d’asta.

 

6. Di recente sono circolate voci che la darebbero in possibile riavvicinamento al circolo PD anagnino, insieme a Baldassarre Sansoni e ad altri esponenti della sinistra anagnina. E anche insieme ai Tagliaboschi, ancora in forse se seguire o meno Matteo Renzi ed Italia Viva. Cosa può dichiare in questo momento?

Non mi affascina la politica delle matrioske e dei giochi di posizionamento di presunti protagonisti. Rispetto alle appartenenze ho sempre preferito il confronto delle idee, dei programmi, della visione di sviluppo della città e del futuro più in generale. Non credo a chi si improvvisa nella gestione della "cosa pubblica" come anche a chi trasforma la politica nel mestiere della vita. Amministrare e sviluppare una comunità presuppone esperienza, capacità, visione, energia e vocazione pubblica che ancora stento a vedere nella politica anagnina.
L’impegno cittadino di "Anagni cambia Anagni" nasce e si sviluppa su una solida base culturale che non ha appartenenza politica. Le alleanze migliori, seppur alcune più naturali di altre, nascono sul campo con i cittadini, le associazioni culturali, le forze politiche che si impegnano per una moderna e coerente visione di sviluppo della città e del suo territorio. Penso che non si debba mai amministrare per soddisfare i propri bisogni, le proprie vanità o le diverse appartenenze ma, esclusivamente, per accrescere il benessere e la qualità della vita di un’intera comunità cittadina.

 

7. Ci sono sviluppi sulla questione inerente la creazione dello stadio comunale e le polemiche sull’assegnazione dei lavori ad una società già in causa con il Comune?

Lo stadio comunale…. una storia infinita. Dopo la caduta dell’ Assessore ai LL.PP spuntò il rifacimento del progetto con un incremento dei costi di quasi il 70%. Ma, forse non bastava. Ora, appare perlomeno imbarazzante quella determina di consegna di questo appalto da un milione di euro ad una società in lite da anni con il Comune per fatture contestate per oltre cinquecentomila euro. Incomprensibile come da una parte si paghi un legale per difendere l’Ente da illegittime pretese e dall’altra si affidi, al medesimo soggetto, un “delicato lavoro” da un milione di euro.
Dire che tutto è formalmente a posto offende il buonsenso dei cittadini.
Che poi la città di Anagni abbia avuto bisogno di un investimento così importante per il campo di calcio mentre manca ancora di una decente segnaletica turistica o di adeguati servizi igienici per accogliere un pullman di visitatori od anche di un’adeguata sistemazione del parcheggio della stazione per ridurre il disagio quotidiano di migliaia di lavoratori e studenti, tutto questo deriva da un’opinabile ordine delle priorità di questa amministrazione.

 

8. Infine concludiamo parlando delle misure messe in atto dalla Città dei Papi per combattere il coronavirus. Sono spariti alcuni negozi gestiti dai cinesi. Anagni poco inclusiva e poco caritatevole?

Ho appreso dalla stampa che in data di ieri (cinque marzo) il Sindaco ha tenuto un incontro di coordinamento con altre istituzioni per coordinarsi relativamente all’emergenza del coronavirus in ottemperanza alle disposizioni del Governo. Ritengo che il tema imponga “far quadrato” tutti in qualsiasi ruolo di responsabilità senza pregiudiziali e pronti, nella massima chiarezza organizzativa, a cogliere il contributo di ognuno. Rispetto alla seconda parte della Sua domanda, non so quanti esercenti cinesi stiano pagando duramente questa crisi ma anche abitudini nostrane cozzano con un’adeguata prevenzione contro la diffusione epidemica. Lo stato di criticità riguarda ormai tutti ed Anagni, che pur ha sempre dimostrato di essere città sensibile, ha bisogno che ognuno rispetti le regole in parallelo al buonsenso ed alle raccomandazioni. Impensabile, ad esempio, vedere ancora allestimenti di casse di frutta su alcuni marciapiedi.
Mi preme , allora, sottolineare e condividere direttamente con i cittadini il senso di responsabilità a cui tutti siamo chiamati in questa fase emergenziale. Sono certo che la somma delle attenzioni di ognuno è già “principio attivo” in grado di battere il COVID-19 e consentire al Paese un rapido recupero della qualità della vita sociale, accanto a quello, certamente più complesso, di carattere reputazionale ed economico–produttivo.

 

Anagni ai tempi del coronavirus

 

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