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Cittatrepuntozero: Bene il ricorso contro il Biodigestore di Anagni

CONTRO IL BIODIGESTORE DI ANAGNI

"Esprimiamo grande soddisfazione per la presentazione del Ricorso al TAR..."

di Cittatrepuntozero
città3.zero min“Esprimiamo grande soddisfazione per la presentazione del Ricorso al TAR avverso il provvedimento autorizzativo del Biodigestore da parte dei consiglieri di minoranza, per l’operato degli attori coinvolti nell’iniziativa ed, in particolare, del nostro Consigliere di riferimento Fernando Fioramonti”.

Esordisce così una nota del Movimento cittatrepuntozero a commento della presentazione del ricorso al TAR contro il Biodigestore firmato dai consiglieri di minoranza, dal Comune di Sgurgola e dal Comitato Contro il Biodigestore - Anagni. “La firma del ricorso – prosegue il movimento di Fioramonti – è l’ultima tappa di un percorso di coerenza ed amore per la città, iniziato nell’assemblea pubblica di luglio a Piazza Innocenzo III. Assemblea, raccolta firme e ricorso erano le tre iniziative che i consiglieri comunali di minoranza avevano promesso di portare in campo. E così è stato. Il consigliere Fioramonti ha mantenuto la promessa fatta ai cittadini così come il movimento cittatrepuntozero: impegno, coerenza e trasparenza . Imperativi che caratterizzano la nostra azione mentre attendiamo fiduciosi il pronunciamento della giustizia amministrativa sul punto”. La nota prosegue: “di una cosa siamo certi: che la nostra determinazione contro un progetto che mira all’esclusivo profitto di pochi a scapito delle attuali e future generazioni continuerà in ogni sede ed in ogni occasione pubblica. Continueremo a spiegare il perché del no al progetto e continueremo la nostra battaglia accanto al consigliere Fioramonti seguendo sempre i valori ed i principi della trasparenza e coerenza.

Teniamo a distinguerci, per il bene ed il rispetto che nutriamo per gli anagnini, da chiunque abbia intenzione, in una fase così delicata per la città, di utilizzare il tema dell’ambiente – conclude la nota – che dovrebbe essere affrontato con unità, onestà e disinteresse, per scopi puramente personali e di opportunità politica.

Ci auguriamo che, nel corso di questa battaglia, furbescamente non si mischino, tra gli onesti intellettualmente, venditori di fumo i quali potrebbero pensare di utilizzare temi sensibili cavalcando l’onda del consenso e del clamore, volti come sono ad accumulare notorietà ed illudendosi di futuri successi politici.

Questo sarebbe intollerabile in nome del rispetto verso gli anagnini, verso le future generazioni e verso l'ambiente”.

 

 

 

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Anagni protesta per Conferenza di servizi in incognito e fa ricorso al TAR

 NO AL BIODIGESTORE DI ANAGNI

Un grave attacco alla libera e democratica partecipazione dei cittadini

Coordinamento Ambientale di Anagni
Biodigestore di Anagni lInchesta 390 minLa prima seduta della Conferenza dei Servizi per il rilascio
dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), procedimento amministrativo conseguente al rilascio della Valutazione di impatto ambientale (Via), all’impianto del Biodigestore di Anagni, si è tenuta in " incognito " presso la Regione Lazio il 31 agosto u.s. Né la Regione, né tantomeno l’ Amministrazione comunale di Anagni ne hanno dato preventiva comunicazione come da prassi e regolamento. Grazie però alla nostra attenta vigilanza, questa “grave disattenzione” non è passata inosservata! E’ la prima volta che avviene una simile mancanza di correttezza istituzionale. Fino ad ora tutti gli interessati sono stati informati pubblicamente, sempre per tempo delle riunioni della Conferenza, a cominciare dalle Associazioni dei cittadini firmatarie del presente comunicato: regolarmente sempre informate e partecipanti.

Si tratta di un grave attacco alla libera e democratica partecipazione dei cittadini (finora sbandierata sfacciatamente ad ogni occasione...utile), che avrebbe potuto impedire una discussione su un problema di enorme rilevanza per il nostro ambiente, per la sua tutela e per la salute della popolazione di tutto il territorio. Tutti i cittadini debbono rendersi conto della gravità dell’approvazione di questo mega Biodigestore e delle conseguenze della sua operatività.

Non si tratta di ribellismo velleitario, né di un accanimento da ambientalisti cattivi, ma di unamotivata e ferma opposizione ad una decisione della cui gravità sono consapevoli tutti a cominciare dai responsabili. La scelta di non coinvolgere nell’iter amministrativo le associazioni firmatarie del presente comunicato
tradisce la cattiva coscienza e la debolezza che l 'accompagna.

Per quanto riguarda il nostro Coordinamento, per lunedì 13 settembre p.v., è convocata una conferenza stampa per la presentazione del nostro ricorso al Tar del Lazio, patrocinato dai legali Alberto Floridi e Angelo Galante. La conferenza stampa si terrà alle ore 19.00 presso la sala parrocchiale S. Giuseppe di Osteria della Fontana.

IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI
LE ASSOCIAZIONI:
ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO,
RAGGIO VERDE, DIRITTO ALLA SALUTE
 8 SETTEMBRE 2021

 

 

 

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PER SOSTENERE LE SPESE CHE IL COORDINAMENTO DELL'AMBIENTE DI ANAGNI STA SOSTENENDO, GIÀ DA DIVERSO TEMPO, PER IL RICORSO AL TAR CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL MEGA BIODIGESTORE, I CONTRIBUTI POSSONO ESSERE VERSATI SULL’ IBAN N. IT 96 X08 344 7429 000000 184 8050 INTESTATO ALL'ASSOCIAZIONE ANAGNI VIVA, PRESSO BANCANAGNI, CON CAUSALE : NO AL BIODIGESTORE.

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Verità biodigestore Anagni. Chi ha deciso

ANAGNI. BIODIGESTORE DA 84.000 Ton.

Quando si vuole provare a girare la frittata

di Cittatrepuntozero
città3.zero minQuando qualcuno si rende conto di aver sbagliato tende a giustificarsi.
A volte però, quelle giustificazioni non sono sincere e cercano solo di rendere le scelte fatte meno gradevoli ai più. In parole semplici, si tratta di rigirare la frittata. Questo è quanto ha fatto e sta continuando a fare il nostro Sindaco: da ultimo con il post del 17 luglio sulla sua pagina ufficiale Facebook.
In breve sintesi sostiene Natalia: la colpa non è assolutamente mia della costruzione di un biodigestore da 84000 tonnellate annue sul territorio di Anagni ma della Regione a guida PD, io sono qui in difesa della città.
Stona con immediata evidenza che tale comunicato sia stato scritto dal Primo cittadino nonostante che, per settimane, avesse difeso a spada tratta e sponsorizzato la SUA decisione, ripetiamo SUA: parere favorevole all’impianto che tratterà 84000 tonnellate di rifiuti organici ogni anno. E ora che fa? Dà la colpa agli altri nel momento in cui si rende conto che la città si sta rivoltando. La butta in caciara, per così dire!
Analizziamo i fatti cercando di fare chiarezza. La Regione Lazio è governata da una giunta a guida PD? SI. L’atto è stato emanato dalla Regione Lazio? SI. L’atto è una delibera di Giunta Regionale (organo politico/esecutivo)? NO.
L’atto è una determina di un ufficio regionale gestito da tecnici che valutano le carte presentate? SI.
Ci lascia perplessi che un Sindaco navigato come Natalia, amministratore esperto che ha fatto il vicesindaco per oltre 12 anni, non sappia la differenza tra una delibera e una determina (atto di un amministrativo, di un dipendente dell’Ente, che siede lì per concorso e non perché eletto in qualche lista).
Zingaretti, Buschini, Battisti citati dal Sindaco hanno firmato quell’atto? NO. Hanno partecipato in qualche maniera alla stesura o al processo decisionale che ha fatto produrre quell’atto? NO.
Natalia ha partecipato al processo decisionale che ha fatto produrre quell’atto? SI. Zingaretti, Buschini, Battisti hanno espresso nella conferenza dei servizi un qualche parere? NO e non avrebbero potuto farlo in alcun modo in quanto sono organi politici e non tecnici.
Natalia ha espresso nella conferenza dei servizi un parere sull’impianto? SI e come rappresentante del Comune era obbligato a farlo.
Che tipo di parere? POSITIVO ovvero favorevole.
Natalia, nell'esprimere il proprio parere, ha presentato documenti prodotti dai tecnici comunali per avallare la propria posizione? ASSOLUTAMENTE NO; ha unicamente espresso un parere personale e politico.
Quando è stato presentato in Regione il progetto? Il 3 gennaio del 2017. Quando è stata votata la moratoria dal Comune di Anagni? Nel mese di marzo, sempre del 2017. Natalia, all'epoca all’opposizione, ha votato tale moratoria? SI ha votato favorevolmente e, attraverso quel voto, ha sancito ufficialmente, nero su bianco, la propria contrarietà alla realizzazione del biodigestore.
Quando c’è stata la prima conferenza dei servizi in Regione? Il 6 giugno del 2017; poi più nulla fino al 18 dicembre 2020, quando è stata convocata la nuova conferenza dei servizi in quanto la società proponente ha presentato integrazioni al progetto.
Chi era il tecnico della Regione che ha presieduto la conferenza dei servizi del 18 dicembre 2020? L’ingegner Tosini, in seguito rimossa perché arrestata per altre vicende. Natalia, nel suo intervento in conferenza dei servizi, ha fatto presente che ad Anagni esiste una moratoria su quegli impianti?
Dagli atti non risulta. Natalia, prima della conferenza dei servizi in Regione, ha avuto mandato dal Consiglio comunale per dare un parere positivo all’impianto? NO e neppure ha informato il Consiglio.
Natalia ha chiesto mandato più di una volta al Consiglio comunale per risolvere la questione dell’ospedale? iI.
Qualche mese fa l’ha chiesto nuovamente per adire attraverso vie legali contro la Regione sempre in merito alla questione ospedale? SI ma ancora non ha fatto nulla.
Rispettando quanto prevede il codice degli appalti, il Sindaco ha chiesto alla popolazione se volesse o meno questo impianto sul proprio territorio? NO.
Queste sono le domande legittime che ognuno di noi si pone e le risposte non sono frutto di opinioni personali ma conseguenza di fatti documentati e documentabili, con tanto di atti ufficiali della Regione e
degli altri Enti preposti.
Mescolare verità ad aria fritta è quello che ha fatto il Sindaco Natalia. Dare parere favorevole all'impianto non è un atto d’amore né verso la città né verso gli anagnini. Per fortuna non tutto è perduto: possiamo ancora batterci per la nostra salute e impedire che questo mostro venga alla luce.
Nei prossimi giorni partirà una raccolta fondi per il ricorso al TAR e, contestualmente, una raccolta firme certificate per chiedere alla Regione di fare un passo indietro.
Uniti e senza colori politici si vince.

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NO Biodigestore Anagni

ASSOCIAZIONI. AMBIENTE E INQUINAMENTO

Associazione Quartiere Cerere <>;; d'intesa con Retuvasa, Circolo Legambiente Anagni e altri, si inoltra il seguente comunicato stampa:

NO Biogas FrosinoneToday 370 minLa lettera aperta del Sindaco di Anagni Daniele Natalia sul tema del biodigestore di Anagni costituisce un maldestro tentativo di autodifesa che giunge a seguito della veemente reazione di migliaia di cittadini.

Di fatto, Daniele Natalia si è svincolato dalla responsabilità primaria di cui è stato investito tre anni fa: anteporre agli interessi privati, il bene della res publica, dei cittadini stessi, del territorio che ci ospita. Da responsabile della salute pubblica dovrebbe sapere che quel parere in conferenza dei servizi è stato dato con superficialità, cosa che non poteva permettersi e che non doveva fare.

E’ mancato lo studio, l’analisi, è mancata una collegialità ragionata con i sindaci di tutta la Valle e con le figure professionali e le realtà associative del territorio. E’ mancato il dialogo con i cittadini che hanno portato le osservazioni in conferenza dei servizi. I cittadini che il sindaco, la Provincia, la Regione, la ASL, hanno il dovere di ascoltare e tutelare. C’è una responsabilità a vari livelli che va rivelata e non rimpallata. Responsabilità da cui nessuna istituzione è esente.

Detto ciò, c’è anche da dire che si fatica a comprendere questo tentativo di “giustificazione” del primo cittadino: la strenua difesa del progetto da parte del Sindaco e la maggioranza tutta ci sono parse lampanti in sede di consiglio comunale aperto. Il fatto che si sia dato ampio spazio alla società proponente e che si sia relegato un minimo spazio alla società civile, ci è sembrato un modus operandi inusuale e poco rispettoso nei confronti dei cittadini. Anche per questo oggi la lettera del primo cittadino, lo stesso Daniele Natalia che da consigliere di Minoranza nella passata consiliatura approvava convintamente una moratoria per l’installazione di impianti di trattamento rifiuti eccedenti le necessità comunali, ci lascia perplessi. Cosa non secondaria, la questione non può essere ridotta a considerazioni di carattere tecnico: essa è ben più ampia, di largo respiro.

La questione è politica. Lo è perché oggi più che mai va ripensata l’economia di una intera Valle. Va ripensata, pianificata, strutturata. E va fatto con la società civile. L’errore nel quale non bisogna cadere è quello di guardare al territorio come a porzioni di terreno a disposizione di chi vuole speculare. La Valle non può essere soggetta a lottizzazioni in vendita ai migliori (?) acquirenti. La Valle è un luogo di condivisione che investe diverse realtà e che attende da troppo tempo una bonifica dal pernicioso inquinamento che la attanaglia. Della sua (e dunque nostra) salute sono responsabili i Sindaci, gli enti provinciali, la Regione, le ASL. Dalla sua salute dipendiamo tutti. Noi cittadini ne siamo responsabili. Per questo chiediamo a gran voce una pianificazione ex novo di tutto il territorio a beneficio dello stesso e non la svendita a privati a danno della collettività.

Ecco, le chiediamo di prendersi questa responsabilità. Sindaco, ora ci rivolgiamo a lei. Lei non è un semplice tecnocrate che dà pareri con leggerezza perché “non vincolanti”. Il parere di un sindaco ha dapprima un valore morale. Dire sì in sede di conferenza dei servizi è stato un errore. Si può riconoscere i propri errori e tornare sui propri passi. Ma lo si deve fare chiaramente e non attraverso un “j’accuse” rivolto ai cittadini. E’ un ennesimo tentativo di fuggire dalle proprie responsabilità e scaricarle sui cittadini stessi. Questo non le fa onore. Lei ha fatto le sue scelte, la comunità della Valle del Sacco farà le proprie.

Firmato:
NO BIODIGESTORE ANAGNI
coordinamento
Associazioni, Comitati, Gruppi e libere cittadine e cittadini di Anagni e della Valle del Sacco.
18 luglio 2021

 

 

 

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Valle del Sacco: per Frosinone e Anagni due biodigestori anaerobici

AMBIENTE&INQUINAMENTO

 Comitati ed associazioni hanno partecipato ai lavori, espresso una posizione negativa

di Ina Camilli
Biodigestore Wikipedia 380 minIl vuoto pianificatorio a cui la Regione ha esposto la valle del Sacco non si risana con incursioni di investimenti privati, ma con politiche positive a salvaguardia della collettività, che potevano già e possono sempre vedere protagonisti i Comuni.

Nei giorni scorsi c’è stato un botta e risposta in diretta tra i Sindaci di Frosinone e Anagni, Comuni che si sono candidati ad ospitare l'ennesimo impianto industriale in materia di rifiuti, da più parti ritenuti insalubri, proposto da cordate finanziarie in grado di spostare centinaia di milioni di euro.

Ottenute intanto queste due autorizzazioni, la valle del Sacco si ritroverà una centrale energetica, che tratterà quasi 100.000 tonnellate annue di rifiuti organici di provenienza urbana ed industriale, e in grado di stoccare il biometano producibile dalla fermentazione anaerobica di tali scarti per migliaia di metri cubi.
Si pensi per esempio ad un serbatoio grande quanto un palazzo di 4/5 piani con appartamenti di 300 mq di superficie, pieno zeppo di gas ad altissimo potere detonante.

E' proprio sul potere detonante del biometano che puntano le cordate finanziarie interessate alla sua rivendita in rete o ad hub esterni, liquefatto e trasportato su camion.
Il rispetto dell’ambiente, mai è stato, per certi amministratori pubblici, un problema qui in valle del Sacco e non lo sarà neanche in questo caso. Quindi semaforo verde ed ogni meccanismo che possa incepparsi può e deve essere sbloccato: da tempo sono a lavoro i manager ed i tecnici di A2A, che sembrerebbe non abbiano convinto gli anagnini e le forze politiche, a parte il Sindaco, pervaso da un fervore miope al punto da non dolersi del silenzio dell'ASL, convinto di non voler neanche lui esprimere il suo parere sanitario, in qualità di massima autorità in materia di salute pubblica comunale.

Se il Sindaco si dichiara apertamente favorevole e l'ASL non batte ciglio, questi sono segni evidenti che inceppamenti non ve ne potevano essere.
In questi mesi e giorni infuria non tanto la polemica tra cittadini, opposizioni consigliari e Amministrazione comunale, quanto la protesta. Gli anagnini avrebbero voluto dire la loro, come cittadini attivi, in una inchiesta pubblica che, seppur obbligatoria per Comuni o raggruppamenti comunali con più di 40.000 abitanti (Anagni, Paliano e Colleferro, tanto per fare un esempio concreto), non risulta ancora chiesta da nessuno di costoro all'Ente regionale procedente. Istituto e/o strumento previsto proprio per la tutela del territorio a fronte di situazioni impattanti, causa di gravi conflitti sociali e di ingiustizia ambientale.
Invece si può parlare solo tramite articoli di giornale e sui blog on line con l’idea di far arrivare questi messaggi ai tanti funzionari in grado di operare liberamente, scevri da condizionamenti.

Su un punto non si può che concordare tutti, senza paura di essere smentiti: se il pubblico, i Comuni, avessero saputo fare la loro parte avviando per tempo atti di pianificazione a livello locale dei servizi di gestione e trattamento dei rifiuti, prevedendo negli anni politiche di riduzione della produzione di scarti alimentari, progettando soluzioni impiantistiche diffuse (compostaggio domestico, di comunità, di prossimità e piccoli impianti comunali) si sarebbe potuta evitare ogni rimostranza.
E chi protesta in Consiglio comunale o in pubblico viene strumentalmente accusato di essere affetto dalla sindrome di Nimby (non nel mio cortile) quando invece proprio i rappresentanti del territorio hanno favorito la diffusione della cultura e della pratica di ignorare quanto accade nel giardino del vicino.
Questa sindrome è insita nelle soluzioni fortemente centralizzate, come quella proposta da SAF e A2A, caldeggiate politicamente da più parti: le pressioni ambientali e logistiche sul territorio più impattanti, oltre agli aspetti della sicurezza della popolazione per gli ingenti stoccaggi di biometano, sono rappresentati infatti dagli altrettanto ingenti trasporti dei rifiuti in ingresso e dei rifiuti digestati in uscita.
La nuova frontiera del trasporto su gomma!

Laddove la pianificazione e la gestione responsabile della cosa pubblica sono barattate con semplici capitolati di appalto a volte copia e incolla, finalizzati a condurre procedure di esproprio e privatizzazione dei servizi locali. Pilatescamente la politica se ne "lava le mani", delegando al privato e alle logiche del profitto sottese a queste gestioni ogni possibile guadagno, a scapito della qualità della vita delle comunità.
Ogni cosa viene pagata con le tasse dei cittadini sempre più alte e con esse la salubrità dei nostri territori è sempre più martoriata.

La situazione è drammatica, eppure c’è scappato un sorriso. il Sindaco Natalia, in un recente confronto pubblico, riportando i dati dei tecnici di A2A ha parlato di circa 7 camion al giorno: sembrerebbe però che non si sia tenuto conto del peso specifico dei rifiuti trasportati per cui i mezzi, facendo bene i conti, sarebbero almeno 10 volte di più....ogni giorno.
L’altro impianto di produzione di biometano ottenuto dalla digestione anaerobica della frazione organica da raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani interessa il Comune di Frosinone, proposto dalla Maestrale srl, impianto che non ha ancora ottenuto la VIA (valutazione di impatto ambientale), ma l’iter amministrativo è quasi arrivato a conclusione. La terza Conferenza di servizi è convocata presumibilmente per il 15 luglio 2021 (si terrà in presenza?).

Comitati ed associazioni hanno partecipato ai lavori, espresso una posizione negativa, depositato osservazioni e da tempo contestano con determinazione questo progetto.
Il Sindaco di Frosinone vuole avviare l’inchiesta pubblica?
Il Comune di Frosinone, a differenza di quello di Anagni, ha evidenziato il mancato parere della Asl e rilasciato parere negativo sotto il profilo sanitario, richiamando il principio di precauzione a tutela della salute degli abitanti della sua città, l’effetto cumulativo con riferimento alle emissioni in atmosfera e la propagazione di emissioni odorigene.
Come il collega anagnino, Ottaviani non ha prodotto un parere tecnico sul progetto, né richiesto una indagine ambientale. Insomma, non è rinviabile una seria volontà di opporsi.

I fronti restano contrapposti. Da un lato le Istituzioni, che dovrebbero tutelare il benessere delle loro comunità, dall’altro i cittadini con le opposizioni comunali, pronti a difendersi.
Si stanno scontrando non due visioni diverse sulla cosiddetta economia circolare o sulla tecnologia degli impianti, ma un orientamento che è già un cambiamento non certo culturale, bensì economico, dove la politica si fa grande imprenditrice.

E’ già accaduto che società private, attraverso partnership con aziende pubbliche, abbiamo costituito gruppi economici, finalizzati ad ottenere finanziamenti statali. Poi una volta ottenuti, accade che il privato ceda la gestione e la proprietà, addossando ai Comuni il peso di scelte imprenditoriali insostenibili.
Il nuovo modello di sviluppo che si vuole imporre nella valle del Sacco, da Artena a Patrica, esclude totalmente i cittadini dal processo di autodeterminazione e di partecipazione attiva.

I corpi sociali, diversamente organizzati e strutturati, attivi nella valle del Sacco, sono stanchi di sollecitare gli amministratori pubblici a rispettare il mandato ricevuto, ad osservare le regole e ad applicare le leggi. Troppo spesso infatti “salta” qualsiasi forma di loro reale e preventivo coinvolgimento.

E’ la parte politico-istituzionale che deve assumersi la responsabilità di ascoltare i cittadini, creare le condizioni per sedersi con i vari rappresentanti ad un Tavolo per prevenire, pianificare e condividere il futuro della valle del Sacco.
2.2.2021

Ina Camilli, Per la Redazione

 

 

 

 

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Anagni: Cittadini all'opposizione del Mega Impianto di Trattamento Rifiuti

ANAGNI. Ambiente

Commento al consiglio comunale di Anagni del 24 giugno 2021

Anagni Palazzo della Ragione 350 260Il procedimento di autorizzazione da parte della Regione Lazio al progetto di un impianto per il trattamento dei rifiuti organici ( Biodigestore ) da installare nel territorio di Anagni ha avuto inizio nel 2017 e giovedì 24 giugno 2021, a tre anni di distanza, si è svolto un Consiglio Comunale “aperto “, richiesto dai consiglieri di minoranza per discutere dell’ argomento.

Al Consiglio erano presenti i Consiglieri di minoranza, alcuni della maggioranza e membri della Giunta, i responsabili amministrativi e tecnici della società proponente, Energia Anagni, il presidente della SAF (Società Ambiente Frosinone) i rappresentanti non soltanto di Anagni delle Associazioni e dei Comitati ambientalisti, esponenti sindacali, la stampa.

Una presenza molto significativa e forse non attesa, è stata quella di molti cittadini, nonostante il giorno lavorativo e l’ ora mattiniera, a riprova che la necessità di essere informati e di capire gli aspetti problematici del complesso problema è, fortunatamente, forte e avvertita da molti cittadini che però l’ Amministrazione non ha ritenuto di dover coinvolgere. Eppure la discussione riguardava un impianto destinato a trattare 84.00 tonnellate circa annue di rifiuti organici in un contesto territoriale gravato da molti e seri problemi di inquinamento ambientale, dalle loro conseguenze sulla salute e senza le necessarie strutture sanitarie.

Nelle tre Conferenze dei servizi che si sono svolte, il Sindaco ha espresso e confermato la sua posizione a favore del Biodigestore, limitandosi a rivendicare il suo impegno risoluto nel pretendere cautele e garantire controlli continui e severi quando l’ impianto sarà operativo.
E questo ha ribadito nei suoi interventi di sabato scorso, senza chiarire con quale struttura tecnico scientifica l’ Amministrazione Comunale pensa di garantire i necessari controlli che, peraltro, rientrano nella sfera di competenza di altri Enti e Autorità.
Negli interventi dei consiglieri di opposizione, concordi nel sostenere il No all’impianto con diverse argomentazioni, è stata sottolineata la grave scelta dell’ Amministrazione di aver ignorato il dettato della Delibera del Comune di Anagni n. 8 del 30.03.2017 “ Atto di indirizzo in materia ambientale. Moratoria per gli impianti di trattamento rifiuti“.

Moratoria che l’allora Consiglio Comunale votò all’ unanimità. Ne facevano parte l’attuale Sindaco e alcuni consiglieri dell’attuale maggioranza, allora schierati all’ opposizione.
Tale delibera è tuttora vigente.

Sono seguiti gli interventi della Società proponente, ampi ed articolati, che non hanno apportato quei chiarimenti richiesti ripetutamente in sede di Conferenza dei Servizi dalle Associazioni Ambientaliste, che li avevano documentati scientificamente e tecnologicamente nelle Osservazioni presentate alle Conferenze e depositate agli Atti.

Nei loro interventi le Associazioni Anagni Viva e Comitato residenti di Colleferro, in rappresentanza del Coordinamento Ambientale hanno illustrato i loro dubbi e le loro perplessità e confermato il loro No all’Impianto per le ragioni seguenti:

1° la capacità di trattamento dei rifiuti, 84.000 tonnellate annue, è più del doppio delle necessità del territorio provinciale che, dal Catasto Rifiuti ISPRA del 2019, risulta aver prodotto 36.488 ton. di Rifiuti. A ciò si aggiunge il problema dei Trasporti e la Regione stessa parla di un TIR ogni 7 minuti per ogni giornata e uno ogni 4 il sabato (senza ancora considerare quelli in uscita). Da ultimo l’ emanazione di odori, non esattamente profumati.

2° la collocazione dell’ impianto in un territorio con livelli di inquinamento alti ( Area SIN ) per la presenza di molte industrie già esistenti e per le conseguenze impattanti sull’ ecosistema e la salute umana, senza trascurare le possibili ricadute sfavorevoli per lo sviluppo economico e occupazionale ( stupefacente in proposito l’ intervento del rappresentante sindacale) oltre che per la penalizzazione delle prospettive turistiche, spesso invocate.

3° da sottolineare come in tutta questa vicenda manchi, come al solito, un parere della ASL, l’ unica autorità a poter dare una valutazione sulla compatibilità dell’ impatto di tale colossale impresa sull’ ambiente e la salute dei cittadini della Valle del Sacco.
Perché la ASL non si pronuncia ? e perché nessuno ne invoca un parere ? In primis le forze sindacali che dovrebbero avere a cuore la sorte della salute dei lavoratori?

Saremo destinati a diventare il Collettore di Rifiuti di altri territori ? leggi Roma !
Al momento sembra proprio così !
Se queste sono le premesse, chi potrà garantire che le lavorazioni avvengano effettivamente secondo quanto assicurato dai tecnici della parte aziendale ?
Esisterà un organo di controllo a cui ci si potrà rivolgere e che potrà intervenire rapidamente in caso di emergenze?
Anagni non ha più nemmeno il Pronto Soccorso né il Punto di Primo Intervento!
Oppure, come al solito, l’attività di vigilanza sarà demandata alla buona volontà del Popolo inquinato?

Il tragico passato dei disastri ambientali della nostra Valle ci insegna che senza chiarire questi elementi non si può approvare nessuna nuova attività industriale.
Ad oggi, con la delibera regionale del 10.06.2021 l’iter autorizzativo per la concessione della VIA – valutazione di impatto ambientale- si è concluso positivamente, ma non ancora definitivamente.
Il Coordinamento Ambientale rafforzerà l’impegno per informare e attivare la collaborazione di quanti, cittadini e associazioni vorranno contribuire ad approntare gli strumenti, anche legali e necessariamente costosi, per opporsi ad un Mega Impianto di Trattamento Rifiuti in questo territorio che non può né accettare né sostenere questa scelta.

IL COORDINAMENTO DI ANAGNI PER L’ AMBIENTE
LE ASSOCIAZIONI: ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, RAGGIO VERDE, ASSOCIAZIONE DIRITTO ALLA SALUTE, COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE AMBIENTE E SALUTE VALLE DEL SACCO E BASSA VALLE DEL LIRI (al quale hanno aderito 32 tra associazioni e comitati), ASSOCIAZIONE QUARTIERE CERERE.
Per informazioni:
mail:
per aggiornamenti:www.anagniviva.org, www.dirittoallasalute.com, www.retuvasa.org
Anagni, 30 giugno 2021

 

 

 

 

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Il Gen. Figliuolo e il Comitato “Salviamo l’Ospedale di Anagni“

ANAGNI. Covid 19

Risposta del Commissario Figliuolo al Comitato “Salviamo l’ Ospedale di Anagni“

Anagni Ospedale 350 260La risposta del Commissario per l’ emergenza COVID19 al Comitato “Salviamo l’ Ospedale di Anagni“

Qualche settimana fa il Comitato ”Salviamo l’ Ospedale di Anagni” ha inviato al Commissario per l’ Emergenza Covid 19, gen. Francesco Paolo Figliuolo una lettera aperta nella quale si sottolineava con fermezza la presenza di spazi attrezzati nella struttura del Presidio sanitario di Anagni, rispondenti alle esigenze di assistenza e supporto richieste attualmente dall' emergenza Covid 19 e, in prospettiva, al ripristino dei servizi di assistenza e urgenza di cui la città e il territorio circostante hanno estrema necessità. La risposta pervenuta, che riportiamo in questa nota, ci fa certamente piacere e, anche se non si annunciano interventi miracolosi a portata di mano, ci dice che le nostre richieste saranno considerate e, in particolare “....alla luce di quanto indicato, le capacità che l’area segnalata offre saranno opportunamente messe a sistema con quelle operative nella Regione ……."

E’ una forma di impegno che ci spinge, in ogni caso, a non rinunciare, né ad indebolire le iniziative avviate in questi anni per poter restituire ad Anagni e al suo territorio l’ assistenza sanitaria dovuta, poiché Anagni è il punto di riferimento di una popolazione di circa 80.000 abitanti che vive in un’area in gran parte montana e disagiata ed è un centro industriale molto importante per la specificità e la qualità degli insediamenti presenti. A ciò si aggiunge la presenza di Istituti scolastici di ogni ordine e grado, frequentati da un numero molto alto di studenti, provenienti anche dai paesi vicini.

Oggi la drammatica esperienza della pandemia continua a chiedere a tutti decisioni all’ altezza del momento e così, come si è riusciti ad avere l’ apertura di un Centro Vaccini, presso l’ Ospedale, apprezziamo la notizia che l’ Amministrazione Comunale propone di allestire, nello spazio del Palasport, un Centro Vaccini in grado di aumentare il numero dei vaccinati per accelerare la campagna in corso.

Un’altra recentissima notizia che potrebbe rimettere in discussione la chiusura dell’ Ospedale arriva dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato quella dell’ex Ospedale San Giacomo in Roma, accogliendo il ricorso presentato.
Si apre in tal modo anche per l’ Ospedale di Anagni la possibilità di un ricorso finalizzato alla richiesta di annullamento della sentenza di chiusura, ma dovrebbe essere presentato dal Sindaco per l’autorità che gli deriva dalla sua funzione. La richiesta raccoglierebbe certamente il sostegno della popolazione, non solo cittadina, e si avvierebbe così un iter giudiziario che potrebbe riservare anche inaspettate soluzioni. Per quanto ci riguarda continueremo a sollecitare l’Amministrazione comunale affinché promuova al più presto le opportune azioni legali e vigileremo sul loro andamento.

Ricordiamo che siamo tuttora in attesa dell’esito del ricorso promosso a suo tempo dal nostro Comitato al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR che respingeva, in prima istanza, il nostro ricorso contro la chiusura dell’Ospedale Civile di Anagni.

 

Nel file che segue la risposta del Generale Figliuolo pdf Anagni e il Gen. Figliuolo (331 KB)

Il Comitato “ Salviamo l’Ospedale di Anagni “
Anagni Scuola Futura, Associazione Anagni Viva, Associazione Diritto alla Salute, Associazione Quartiere Cerere, Associazione Sconfinatamente odv, Comitato Ponte del Papa, Comitato Residenti Colleferro, Re.Tu.Va.Sa.( Rete per la Tutela della Valle del Sacco ).
Per info:
telefonare al n.: 3930723990.
mail: .
Per aggiornamenti: anagniscuolafutura.blogspot.com
www.anagniviva.org
www.dirittoallasalute.com
Anagni, 12 aprile 2021

 

 

 

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"Possibile" Anagni: iniziativa antifascista online

  • Pubblicato in Partiti

PARTITI. Possibile Anagni

“il fascismo non è un’opinione, è un crimine”

Possibile logo 350 260Anagni è salita agli onori delle cronache, in passato, per le avventure del cavaliere oscuro e, più recentemente, per essere il comune più nero d’italia grazie alla presenza di in gruppo neofascista in consiglio comunale. Venerdi, alle 19, sulla pagina Possibile Comitato Provinciale Frosinone (https://m.facebook.com/profile.php?id=1629486700625718&ref=content_filter) sarà possibile seguire la diretta dell’evento FASCISTS ARE NOT WELCOME. Ospite d’onore Maurizio Verona, sindaco di Sant’Anna di Stazzema, promotore della legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista. Non è concepibile che chi inneggia al fascismo possa avere una legittimità politica. Men che meno è opportuno definirsi partiti o movimenti di sinistra e nel contempo fare costantemente comunella con chi va fiero di essere un fascista.

Il ritorno a quelle ideologie è pericoloso ed è stato misurato nel “Rapporto Italia 2020” dell’Eurispes che ha messo in evidenza l’aumento del numero dei negazionisti della Shoah, di chi crede che Mussolini sia stato un grande leader che ha commesso solo qualche sbaglio, che molti italiani sono fascisti e che “ordine e disciplina” sono valori molto amati nel nostro Paese. Per il 37,2% degli italiani i recenti episodi di antisemitismo sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo. Nell’ottica di una memoria che va preservata, saranno ospiti dell’evento anche il Presidente di Anpi Frosinone, Giovanni Morsillo, il Professore Gioacchino Giammaria e Francesca Druetti, autrice e componente del Comitato Organizzativo Nazionale di Possibile. Sarà con noi anche Viviana Cacciatori, coordinatrice di SI Anagni.
Ricordiamo con la citazione di Matteotti che “il fascismo non è un’opinione, è un crimine”.

Lucilla Graziani, Sara Missori - Possibile Anagni

 

 

 

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Anagni. Maggioranza che non sa discutere

ANAGNI. Comuni del Frusinate

Chiedere è lecito e rispondere è cortesia

città3.zero minPartiamo dalla conclusione del nostro articolo: “Attendiamo risposte, sarebbero gradite nel merito oppure dovremo continuare ad abituarci ad improperi gratuiti sia dei diretti interessati sia di fidi scagnozzi?”.

Questa invece la replica da parte della maggioranza: “Fioramonti ha rispolverato il vestito buono da sciacallo professionista”; “è duro di comprendonio”; “è egocentrismo, è spocchia, è polemica è menzogna”.

Questo non è dibattito politico: dibattito politico è rispondere in maniera puntuale ai quesiti posti, anche se scomodi.
Dibattito politico è spiegare a chi potrebbe aver frainteso le ragioni di scelte operate, dibattito politico è non confondere volontariamente le acque.

Chi ha scritto la replica non ha compreso il senso dell’articolo anche se ci sembra di essere stati chiari: non abbiamo accusato gli esercenti di bar e ristoranti cui va tutta la nostra solidarietà in un momento così difficile; abbiamo chiesto unicamente conto dei mancati controlli.

Si può e si deve dialogare con rispetto, assumendosi le proprie responsabilità a patto che si abbiano argomenti per ribattere: le offese e la denigrazione personali non sono risposte ma l’evidenza della pochezza delle argomentazioni. Parlare di “copia e incolla” di frasi in latino è inutile e risibile. Ci stupisce dolorosamente che il nostro sindaco, avvocato e stimato professionista, avalli risposte che scadono al livello delle liti tra bulletti.

Reiteriamo dunque le nostre domande: il controllo sul mancato rispetto delle regole è stato fatto? Come è possibile che si siano visti capannelli di persone in giro?
In piena pandemia, con un indice di contagio in fortissima crescita, la “domenica ecologica” del 21 febbraio era proprio necessaria? È stato utile consentire le visite guidate? O incoraggiare l’apertura dei bar?
È così alto il prezzo che i nostri amministratori sono disposti a pagare pur di ricevere qualche consenso?
Vorremmo porre anche un’altra domanda legata alla triste ed annosa questione della riapertura del nostro ospedale: se le promesse contenute nel vostro programma elettorale, che tanti voti vi hanno portato, fossero state mantenute la cittadinanza tutta non sarebbe stata un po’ più tranquilla?
E non ci riferiamo solo al COVID-19 ma a qualsiasi urgenza che, nelle attuali circostanze, diventa quasi impossibile da affrontare.

Visto che chiedere è lecito e rispondere è cortesia, Sindaco! potrebbe cortesemente rispondere nel merito alle domande poste?

#andateacasa
cittatrepuntozero

 

 

 

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Anche ad Anagni "Possibile" c'è.

  • Pubblicato in Partiti

POSSIBILE Anagni. Partiti

Ora un presidio territoriale di Possibile anche nella città di Anagni

Sara MissorieLucilla Graziani Possibile Anagni 360 minAnche ad Anagni è Possibile.
Si costituisce un presidio territoriale di Possibile anche nella città di Anagni grazie all'adesione al partito di Sara Missori e Lucilla Graziani. Per Possibile, partito che in provincia è rappresentato da Anna Rosà Frate e Gianmarco Capogna, è un risultato importante in linea con le tante nuove iscrizioni specialmente tra i più giovani che si stanno registrando negli ultimi mesi.

"Ci battiamo da sempre per ciò in cui crediamo e la precedente esperienza politica ci ha lasciate con l’amaro in bocca: tante chiacchiere (ben confezionate) e pochi (pochissimi) fatti, ci hanno spinte in un’altra direzione. Seguiamo da tempo Possibile e condividiamo temi e proposte che porta avanti a livello nazionale; sposiamo incondizionatamente la visione di Paese che vuole costruire. Vogliamo una società che sia a misura di tutti quei cittadini che non hanno voce: i bambini, gli anziani e i disabili sono fasce deboli che hanno bisogno di tutela. I diritti civili e umani sono state conquiste pagate a caro prezzo e come tali vanno difesi a ogni costo e senza sconti. E se è vero che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono egualiPossibile logo 350 260 davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, non devono essere più tollerati atteggiamenti razzisti, fascisti, sessisti, omofobi e classisti. Abbiamo deciso di aderire al partito mettendoci in contatto con la realtà locale, confrontandoci sul contributo che potevamo dare per Anagni” - dichiarano Missori e Graziani - “La difesa dell’ambiente e della sanità pubblica, la giustizia sociale, la lotta per i diritti di tutte e tutti e la difesa dell’antifascismo, sono per noi temi centrali nella costruzione di una politica e di un modello sociale che possa rappresentare un’alternativa credibile per la nostra città".

 

 

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