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Lettera aperta al Sindaco e ai Consiglieri Comunali di Frosinone

Il Grande Capoluogo

frosinonedematthaeisaerea 350 260di Ivano Alteri - Illustre Sindaco, illustri Consiglieri,
approfitto di queste pagine e della voce che mi forniscono per ricondurre la vostra attenzione su una questione che considero di particolare importanza per tutti noi ciociari.

È di qualche giorno fa la notizia relativa alla decisione delle Ferrovie di prevedere due fermate della Tav in provincia di Frosinone, e di realizzare in breve tempo un'apposita stazione in territorio ferentinate. È senz’altro un’ottima notizia. Ma, potrà sembrare strano, non è questa la notizia migliore. Quella che maggiormente dovrebbe farci compiacere e riflettere è che a questo risultato hanno contribuito molti amministratori, politici e cittadini ciociari associati, di vario colore politico, una volta tanto capaci di perseguire e conseguire un obiettivo comune, pur in ordine sparso, per il bene collettivo di questa nostra terra. (Bisogna continuare così finché non sarà concretamente, completamente e al più presto realizzato.)

Infatti, mentre possiamo non aver dubbi sulle qualità individuali di molti ciociari, in numerosi campi e ad importanti livelli, dobbiamo senz’altro averne, e di gravi, riguardo la nostra capacità di sentire, pensare e agire collettivamente. L’intera storia della nostra provincia, nei suoi quasi cento anni di esistenza, infatti, sembra essere una lunga sequela di inettitudini collettive, con rarissime eccezioni (qualcuno direbbe: nessuna), dal 1926-27 ad oggi. Sempre proni nei confronti di volontà esogene, la nostra classe politica, amministrativa e noi stessi in qualità di semplici cittadini, abbiamo spesso consentito (qualcuno direbbe: sempre) che la nostra terra e la nostra comunità venissero calpestate, bistrattate, sfruttate e, non di rado, vilipese. Dobbiamo dolercene assai, e prenderne coscienza.

Ora, proprio in presenza di quel progetto di così grande importanza, abbiamo l’opportunità di apportare un cambiamento radicale a questa nostra non lusinghiera condizione, se solo riusciamo a renderci consapevoli che possiamo aggiungere ad esso un progetto tutto nostro, che ci veda protagonisti; e che, una volta tanto, ci faccia dire con soddisfazione: questo l’abbiamo fatto noi ciociari. Senza ulteriori indugi, mi sto riferendo alla proposta, anch’essa proveniente da più parti, di creare una città intercomunale, il Grande Capoluogo: l’Unione dei Comuni del Frusinate. Essa, com’è noto, dovrebbe comprendere i comuni di Frosinone, Veroli, Alatri, Ferentino, Supino, Patrica, Ceccano e Torrice.

Sono perfettamente consapevole che questa idea suscita perplessità in molti nostri concittadini; so che molti amministratori, specialmente quelli direttamente interessati, sono contrari, temendo una diminutio del proprio ruolo; e so della contrarietà anche di altri semplici cittadini, per le ragioni più varie, non sempre all’altezza della discussione. Timori a volte fondati, altre no.

Non voglio entrare nel merito della proposta; l’ho già fatto in altre occasioni e tornerò a farlo in futuro. Ma penso che sia una proposta di eccezionale valore, di grande svolta, e foriera di grandi progressi per la qualità della vita dei ciociari; e che la concomitanza dell’apertura della stazione Tav con questa nostra iniziativa darebbe il segnale, soprattutto e innanzitutto a noi stessi, che in Ciociaria non solo qualcosa sta cambiando, ma che sta cambiando radicalmente. Sarebbe, si può dire?, un evento storico. Penso, quindi, che sarebbe importantissimo riprendere la discussione avviata nel 2019, poi bruscamente interrotta, forse per scansare il peso delle responsabilità e lasciare che il tutto cadesse nell’oblio.

Ma questo, penso io, non si può fare. Non si possono scansare tali responsabilità senza far pagare ulteriori prezzi alla comunità ciociara e alle sue generazioni future. Penso che i nostri rappresentati politici e voi rappresentanti amministrativi dobbiate, con la nostra consapevole e responsabile partecipazione di semplici cittadini, assumere la responsabilità di una scelta chiara a precisa.

La città di Frosinone è il capoluogo di provincia, e in quanto tale ha l’onore e l’onere di indirizzare la politica territoriale, soprattutto per quanto riguarda scelte fondamentali. Non mancano le energie affinché questo ruolo sia svolto con grande dignità, assumendo la guida, sin da ora, dell’intero processo anche nei confronti degli amministratori e dei cittadini degli altri comuni interessati.

Chiedo perciò all’intero consesso municipale, Sindaco e Consiglieri, di prevedere al più presto possibile una discussione pubblica e formale in Consiglio Comunale, con tutti i mezzi compatibili con l’emergenza pandemica, sulla proposta di realizzare l’Unione dei Comuni del Frusinate, per decidere, responsabilmente, in un senso o nell’altro.

Certo di un vostro concreto interessamento, invio i miei più cordiali saluti.

Frosinone 8 maggio 2020

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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Lettera aperta del Prof. Giorgio Buonanno

Prof GiorgioBuonanno 350 minLa lettera aperta del prof. Giorgio Buonanno in cui precisa alcune problematiche relative alla gestione del contrasto alla diffusione del virus SARS-CoV-2 (COVID19).  riteniamo importante perché, sulla base di dati scientifici, espone le cause oggettive per le quali non si riesce a fermare la diffusione di questa pandemia.
La chiarezza scientifica esposta dal prof. Buonanno rende giustizia, dal nostro punto di vista,su tanta propaganda strumentale che diffonde paura e ci allontana da quelle pratiche sociali che hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella nostra società.

Lettera aperta del Prof. Giorgio Buonanno

Cassino, 27 marzo 2020

Un nuovo coronavirus umano in grado di causare la patologia della Sindrome Respiratoria Acuta Grave, il cui nome scientifico è SARS-CoV-2 (COVID19), è apparso a Wuhan, in Cina, alla fine del 2019 per poi diffondersi rapidamente nel mondo, diventando, oggi, una pandemia globale. Altre pandemie si sono verificate nella storia recente e passata: ciò ci potrebbe far pensare di essere in grado di fronteggiare con più efficacia il virus rispetto al passato. Abbiamo, infatti, identificato rapidamente la sequenza genetica del virus e, di conseguenza, dato il via alla corsa per lo sviluppo di un vaccino protettivo. Conosciamo e condividiamo in tempo reale tutti i dati del contagio, avendo quasi l’illusione di poter localizzare il virus istante per istante e di seguirne il contagio nel mondo. Abbiamo messo in campo tutta la scienza e tutti gli strumenti necessari per combattere il virus. Ed allora perché non riusciamo a fermare il contagio con efficacia? La verità è che continuiamo a trascurare un aspetto critico: come si trasmette un virus.

Una persona può essere ritenuta una sorgente di particelle liquide emesse ogni volta che respira, parla, starnutisce, tossisce. La caratterizzazione di questo tipo di aerosol ha portato a distinguere due tipi di regioni: la regione in prossimità del soggetto (1-3 m), all’interno della quale ricadono per gravità le particelle più grandi, e quella più esterna, nella quale possono diffondere le particelle più piccole. Immediatamente a seguito dell’emissione delle goccioline, il loro contenuto liquido inizia ad evaporare ed alcune di esse diventano così piccole che restano più facilmente in aria anziché precipitare per gravitazione. Tali goccioline sono, quindi, libere di viaggiare nell'aria e trasportare il loro contenuto virale a distanza. Nel caso di un soggetto contagioso, ogni gocciolina potrà avere al centro come nucleo il virus e si disperderà in ambiente secondo le leggi della fisica.

Covid19 Evaporazionegoccioline min

Il frequente lavaggio delle mani e il mantenimento di una distanza di un metro sono considerati le principali precauzioni contro la diffusione dell'infezione. Ma queste azioni di contenimento del contagio hanno poca efficacia rispetto al trasporto a lunga distanza nell'aria.

È possibile che il virus SARS-CoV-2 si diffonda per via aerea? Il suo predecessore, il virus che ha causato l’epidemia SARS del 2003, noto come SARS-CoV-1, si è diffuso per via aerea. Questo è stato riportato in diversi studi scientifici, spiegando retrospettivamente il percorso di trasmissione nel complesso residenziale Amoy Gardens di Hong Kong (329 contagiati) e nell'ospedale Prince of Wales, nonché nelle strutture sanitarie di Toronto, in Canada, e negli aerei. Questi studi hanno concluso che la trasmissione per via aerea era la principale via di trasmissione nei casi investigati. Ma la trasmissione a “distanza” è stata dimostrata anche per altri virus, come il Norwalk (norovirus) e l’influenza A/H5N1. Esiste un unico documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che tratta della trasmissione su lunghe distanze del carico virale (Natural ventilation for infection control in health-care settings. 1-106, World Health Organization, 2009): considerando le molte somiglianze tra i due virus SARS (quello del 2003 e quello attuale) e le prove sul trasporto dei virus in generale, è molto probabile che il virus SARS-CoV-2 si diffonda anche per via aerea. In tal senso, stanno anche arrivando conferme “dell’aerosolizzazione” del coronavirus da studi di recente pubblicazione che hanno valutato la capacità di contagio del SARS-CoV-2 in aria. Pertanto, dovrebbero essere prese tutte lemprecauzioni possibili contro la trasmissione aerea, soprattutto negli ambienti chiusi dove una ventilazione non adeguata porterebbe a concentrazioni elevate del virus in aria, con rischi di contagio anche a distanze superiori ad un metro. In questo caso l’utilizzo di mascherine non è decisivo, dal momento che la loro capacità di filtrare particelle piccole come il coronavirus, è ridotta.

In Italia, che si è rivelato come uno dei principali punti caldi dell’epidemia a livello mondiale, la distanza di 1 metro tra le persone è imposta sul territorio nazionale, ma non si fa menzione al trasporto a lunga distanza. Con l’adozione delle misure di contenimento del governo, il rischio negli ambienti chiusi aperti al pubblico (farmacie, banche, supermercati, uffici postali) è diminuito per la minore co-presenza di persone e non per il distanziamento in sé. Dalle statistiche nazionali, sta emergendo un dato inquietante: il 10% dei contagiati sono operatori sanitari, esperti e dotati di dispositivi di protezione. Operatori che agiscono in ambienti chiusi ed in presenza di soggetti che emettono carico virale.

È difficile spiegare perché le autorità di sanità pubblica non considerino la rilevanza della trasmissione aerea del coronavirus, ma una possibile ragione potrebbe risiedere nella difficoltà di rilevare direttamente i virus dispersi nell’aria con le tecniche di misura oggi disponibili. Il fatto che non esistano metodi semplici per rilevare il virus nell'aria non significa che i virus non viaggino nell'aria. Oggi per la prima volta siamo in grado di prevedere con sofisticati modelli teorici quante “particelle virali” sono emesse da un malato di coronavirus, anche asintomatico, ed è quindi possibile valutare il rischio del contagio con le conseguenti azioni di contenimento. Queste valutazioni confermano la necessità di ventilare opportunamente i luoghi chiusi e permettono la gestione degli ambienti chiusi aperti al pubblico in modo da ridurre il rischio del contagio.
Questa lettera ha come obiettivo quello di evidenziare l'importanza della trasmissione aerea affinchè le autorità nazionali riconoscano la realtà della diffusione del virus nell'aria e raccomandino l'implementazione di adeguate misure di controllo per prevenire un'ulteriore diffusione del virus SARS-CoV-2.
Cordialmente

Giorgio Buonanno
Prof. ord. di Fisica Tecnica
Università di Cassino e del Lazio Meridionale Queensland University of Technology, Brisbane, Australia
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Disagi a Ceccano in una lettera aperta

 Voci dalla città

Ceccantrafficoautobloccatoportoniinnaccessibiliaipedoni 350 minCeccano: Mercato del mercoledì. Abbiamo pubblicato in questi giorni comunicati di partiti e del Comitato Spontaneo Cittadino compreso quello emesso subito dopo l'incontro con l'incontro con la SubCommissaria dottoressa Stefania Galella. Oggi vogliamo far conoscere una delle voci che hanno consentito un primo risultato di ascolto. E' la lettera aperta di Titti Tina del 15 febbraio 2020.

La lettera aperta di Titti Tina*

«All'ATTENZIONE dell'ex giunta, ROBERTO CALIGIORE, Del COMUNE di CECCANO.

Leggendo il quotidiano Ciociaria, salta agli occhi, l'elogio a se stessi di alcuni ex assessori e consiglieri, compreso Stefano Gizzi, dell'ex giunta Caligiore.

Di cosa ci si dovrebbe beare, dal momento, che, forse involontariamente, per incapacità, più persone, abitanti lungo il percorso di via Magenta e credo di piazza xxv luglio siano state sequestrate? La sottoscritta, e non solo, ha dovuto rivolgersi ai vigili urbani, poiché la strada in cui abita, non è per la mattinata, accessibile ai mezzi, seppur piccoli, di trasporto.

La sottoscritta avrebbe dovuto trasportare materiale ingombrante e necessario. Avrebbe dovuto, successivamente, recarsi presso la ASL e alcuni uffici dello stesso Comune, ecc...ecc... per necessità, non per svago e, a tali sevizi, ha dovuto rinunciare.

Questa situazione sicuramente si ripeterà, per la prossima settimana e, ancora dopo... Si chiede, gentilmente, che, vengano presi povvedimenti idonei, per la viabilità. Metri e metri di strada, per raggiungere un posto auto ,non sono possibili a chiunque. Si pensi, alle persone anziane, molto anziane, ai disabili, ai giorni di pioggia, già ostacoli per chi ha problemi. Il mercato, su via Magenta e piazza xxv luglio, ben venga, ma con il dovuto criterio.

Ci si improvvisa architetti di ogni cosa, ma, occorrerebbe usare, anche, il cervello e, non pensare soltanto, a se stessi e, agli eventuali elogi, senza motivo. NON bearsi, di aver fatto questo o quello... perché alla fine ciò che si fa è per se stessi e danni al cittadino.

Altro pensiero è: se fosse necessaria, sperando il contrario, l'ambulanza di mercoledì mattina nella zona del mercato? Brava gente, della giunta CALIGIORE, un po' di umiltà e più raziocinio. Per questo nuovo mercato, ci sono voluti tre anni per la decisione. Complimenti! La sottoscritta, si augura, altresì, che il Commissario Prefettizio, reggente, possa prendere decisioni in merito.

P.S. Altra cosa intelligente: Gli unici due posti per disabili sono stati occupati dagli ambulanti! I disabili voleranno!»

Scritta mercoledi 26 febbraio 2020

 

 *Titti Tina pseudonimo usato su Facebook da Tina Bragaglia
Opinioni dai cittadini

 

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Lettera aperta a Valentina Cuppi Presidente PD

  • Pubblicato in UE

Da Guido Liguori

valentina cuppi assemblea nazionale pd 350 minCara Valentina,
ti conosco da molti anni, come studiosa di Gramsci e dell’America Latina, iscritta alla IGS Italia, e come appassionata militante politica di sinistra. Abbiamo organizzato insieme convegni internazionali, abbiamo partecipato più volte agli stessi eventi gramsciani (l’ultima volta a Bruxelles, il convegno promosso dal GUE/NGL e dalla IGS presso il Parlamento europeo). Ho salutato a suo tempo con piacere la tua elezione a sindaca di Marzabotto con una lista civica di sinistra.

Ora leggo che sei diventata Presidente del Partito democratico. La cosa mi sorprende non poco. Ciò che mi sorprende non è tanto la scelta di un partito che resta distante dal mio modo di pensare alla soluzione dei problemi del Paese: è una tua scelta, che non intendo discutere in questa sede. Ciò che mi sorprende è soprattutto che la sindaca di Marzabotto diventi dirigente in un partito, il PD, che pochi mesi fa ha votato l’indecente Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre, ovvero un documento che equipara nazismo e comunismo, riscrivendo in modo errato – con partigianeria e strumentalità – alcuni eventi fondamentali del Novecento.

Scrissi allora, per conto di Transform! Italia, un appello contro la Risoluzione, sottoscritto da moltissime persone. A partire da quell’appello, e dalle firme raccolte, abbiamo chiesto al Presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli di incontrarci per discuterne, cosa che non ha mai voluto fare. Siamo stati purtroppo buoni profeti sugli effetti di quel documento: esso già ha trovato, anche nel nostro Paese, ovviamente a destra, soggetti interessati che lo hanno assunto come vessillo, che ne hanno fatto un’arma contro i comunisti, i quali in Italia e altrove sono stati, come sai bene, tra i principali protagonisti della Resistenza al nazifascismo, della lotta di liberazione, della stesura della Costituzione repubblicana, della rinascita della democrazia. Del resto, proprio con questo scopo quel documento è stato concepito e fatto approvare dal Parlamento europeo: per contribuire a ridisegnare i contorni di una memoria collettiva che in molti Paesi (tra i quali anche alcuni di quelli che hanno dato vita al processo di unificazione europea) ha ricordato per decenni e tutt’ora ricorda la storia drammatica del Novecento in modo del tutto diverso.

Ora tu, cara Valentina, siederai a fianco di quei parlamentari europei del Pd che vergognosamente hanno votato la Risoluzione, a quel Presidente Sassoli che non ci ha voluto ricevere e non ha voluto discutere con noi la questione. Ti chiedo: hai intenzione, come sindaca di Marzabotto, e direi a nome di Marzabotto, e anche come gramsciana, di fare qualcosa perché i tuoi nuovi compagni di partito, i parlamentari europei che ora ti riconoscono come loro Presidente, ripensino quell’ignobile Risoluzione, quella vergognosa equiparazione di nazismo e comunismo, la cui assurdità storica da Marzabotto, soprattutto da Marzabotto, appare del tutto evidente? Hai intenzione di chiedere loro di mettere in discussione quella Risoluzione e di operare perché essa sia posta in revoca?
Aspetto fiducioso. Ti saluto con affetto,
Guido Liguori

 

Guido Liguori insegna Storia del pensiero politico contemporaneo presso l'Università della Calabria è presidente della International Gramsci Society Italia (IGS Italia) e capo-redattore della rivista di cultura politica Critica marxista. E' tra i fondatori Futura Umanità, Associazione per la Memoria e la Storia del Pci.
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'Asilo Nido Pollicino', lettera aperta al Sindaco

Pollicino Frosinone 350 260 mindi Gaetano Ambrosiano - Lettera aperta al Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani

oggetto: “Asilo Nido Pollicino”

«Caro Sindaco
In Italia, il 17 giugno 1850 a Milano viene fondato il primo asilo-nido “Ricovero per lattanti” per i figli delle operaie, istituzione laica e gratuita, grazie alla filantropa Laura Solera Mantegazza e a un gruppo di studiosi che denunciano il fenomeno dell’abbandono minorile. Altri asili-nido verranno fondati successivamente a Milano, e nella stessa città, grazie a questi interventi, verrà abolita, nel 1868, la Ruota degli esposti, dove i bambini venivano abbandonati. Il regime fascista istituisce nel 1925 l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, che ha come obbiettivi la difesa ed il potenziamento della famiglia e della natalità. “Anche se nel pieno spirito del regime fascista, lo scopo dell’opera è quello di espellere le donne dal mondo del lavoro affinché possano dedicarsi esclusivamente alla maternità per dare figli al regime”. Accanto a questo proposito, l’opera però sostiene le madri bisognose e indigenti, promuove la diffusione di conoscenze scientifiche riguardo alla puericultura e istituisce la creazione di asili nido, con carattere assistenziale, nelle fabbriche in cui lavorano più di 50 donne.

La legge che istituisce gli asili nido veri e propri è però del 1971, ed è la legge 1044/71, che definisce il nido come un “servizio sociale di interesse pubblico”. La sua funzione è però ancora solo assistenzialistica, e non viene fatto cenno alle potenzialità educative di un asilo nido.
L’asilo nido è una istituzione di carattere assistenziale ed educativo derivante da esigenze della società moderna: la madre, pur avendo il diritto di usufruire di periodi di assenza dal lavoro per il primo anno di vita del bambino, ha spesso difficoltà a provvedere all’assistenza del piccolo; qui si inserisce il nido, che le viene in aiuto accogliendo minori dai sei mesi ai 3 anni di età.

Le finalità dell’asilo nido di base sono sostanzialmente tre:
1) Educative, affiancando i genitori nella crescita dei loro figli , attraverso anche un Progetto Educativo stilato dagli operatori che comprende attività che cercano di soddisfare i bisogni dei bambini nel rispetto dei loro tempi di crescita;
2) Sociali, offrendo ai bambini un luogo di socializzazione e di relazione con gli altri bambini;
3) Culturali, in quanto offrono un modello culturale che non opera discriminazione nell’erogazione del servizio, e sono inoltre luoghi di promozione della cultura dei diritti dell’infanzia.

Non vi è dubbio che l’asilo nido goda attualmente di molti consensi in vasti strati della popolazione, poiché sembra risolvere il problema di dove e a chi lasciare i piccoli, specie quando un genitore è solo o quando in una famiglia lavorano entrambi i coniugi. Inoltre, poiché l’asilo nido si propone come un luogo più ricco di stimoli sociali, culturali, linguistici ed educativi rispetto a una normale famiglia, questa istituzione sembra adattarsi benissimo sia a tutti i bambini normali sia a quelli che presentano qualche disabilità: ritardo mentale, autismo e altre patologie invalidanti. Per tale motivo, da parte di molte componenti della società: famiglie e associazioni, sindacati e politici, medici e amministratori, è sempre più pressante la richiesta di più asili nido, così da soddisfare il “bisogno” di ogni comune, di ogni quartiere, di ogni famiglia, ma anche di ogni donna che intende impegnarsi pienamente nelle attività lavorative e sociali.
Vivamente speriamo di arrivare all’istituzione degli asili nido di quartiere atti a garantire un efficienza ed un incremento nella qualità della vita della nostra città. Ma al momento speriamo vivamente che si risolva in direzione positiva lo stato di servizio dell’asilo nido “Pollicino” per quello che riguarda il termine di fine anno scolastico come speriamo in maggiori attenzioni per quello che noi crediamo la base per il futuro della nostra società. E’ chiaro che sui bambini non devono cadere le nostre colpe o le nostre diverse visioni, al contrario dobbiamo prodigarci affinché essi trovino un mondo migliore di quello che noi viviamo e la politica come noi che la pratichiamo ci conduce a delle responsabilità da cui non possiamo sottrarci.

Il 19 gennaio data del prossimo consiglio comunale ci attendiamo dalla sua figura con carica di Primo Cittadino, attraverso i responsabili del settore una relazione di bilancio positiva a riguardo della situazione del Pollicino, che oltre arrivare a termine di fine anno abbia un futuro a seguire per il lavoro che svolge all’interno della nostra comunità. Ma quello che chiediamo per il futuro è un maggiore investimento e progettazione sia nel pubblico che nel privato in quelli che sono i servizi della prima infanzia.»

*Gaetano Ambrosiano
Coordinatore Provinciale ART.1 MdP

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Colle Fagiolara: discarica aperta per ogni emergenza

Discarica colleFagiolara incendio 350 260 mindi Ina Camilli - I camion entrano ed escono dalla via Palianese dopo aver scaricato i rifiuti a colle Fagiolara, nel Comune di Colleferro.
La riapertura della discarica e la sua individuazione come sito di conferimento per rifiuti provenienti da fuori ATO (Ambito territoriale ottimale) è una responsabilità politica direttamente imputabile alla regione Lazio e al Comune di Colleferro, costruita attraverso l’adozione di una serie di provvedimenti.
Dall’8 ottobre 2018 i rifiuti prodotti nei TMB (impianti industriali per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti) vengono abbancati a colle Fagiolara, smentendo clamorosamente le promesse fatte in campagna elettorale.

L’ultima Determinazione regionale (G15996, 7.12.2018), in ordine di tempo, ha stabilito che gli scarti e sovvalli derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati conferiti da AMA alla SAF spa di Colfelice, vengono abbancati a Colleferro, con l'esplicita indicazione che la discarica di Colle Fagiolara è asservita al fabbisogno dell'intero ATO di Roma, confermando quanto stabilito nel precedente provvedimento regionale (G07509, 11.6.2018), che ha individuato colle Fagiolara come sito per lo smaltimento degli scarti derivati dal trattamento dei rifiuti urbani di Roma e provincia.
Lo scorso anno è intervenuta l’Ordinanza del Sindaco del Comune di Colleferro (n.192, 1.12.2017) che ha ordinato lo spostamento dei tralicci situati all’interno del sito per far spazio ai rifiuti e l’esecuzione di interventi “urgenti” (erano stato richiesti fin dal 2009!) per la messa in sicurezza della discarica.

 

Questi provvedimenti erano preordinati alla riapertura della discarica e sono figli della Delibera della Giunta regionale (G11840, 14.10.2016) che ha dettato l’indirizzo politico e di programmazione in materia di gestione dei rifiuti: sopraelevazione della discarica di Colle Fagiolara da 280 a 287 metri sul livello del mare; autorizzazione a Lazio Ambiente spa a conferire oltre 24 mila tonnellate, 32 mila metri cubi, circa 300 tonnellate di rifiuti al giorno, di scarti del TMB della Rida Ambiente srl, in Latina, che raccoglie i rifiuti di Roma e provincia.

Regione Lazio e Comune di Colleferro, nonostante i proclami, continuano con una gestione dei rifiuti che vede la discarica come impianto per la chiusura del ciclo, senza una attendibile politica di prevenzione, che salvaguardi la qualità della vita e il benessere dei residenti, e misure concrete a tutela della salute pubblica.
Colleferro è nella realtà e per grandezza la Nuova Malagrotta, la prima discarica laziale.
Le conseguenze ormai non sono recuperabili e nel passaggio dalla vecchia alla nuova Amministrazione comunale la situazione non è migliorata, nonostante le narrazioni: colle Fagiolara resta il “tesoretto” anche di questa Giunta!
Al Comune vanno gli incassi, ai cittadini è stata restituita nocività, degrado e depauperamento delle risorse naturali, dentro e fuori i cancelli della discarica. Cittadini e lavoratori hanno chiesto il rispetto delle promesse elettorali, offerto e aspettato inutilmente dal Comune di Colleferro collaborazione e solidarietà nella difesa dei loro diritti.
Nessuna risposta peraltro è stata data alle recenti e frequenti segnalazioni che abbiamo inoltrato sui maleodori provenienti dalla discarica!
Abbiamo diffidato la Regione e impugnato al TAR del Lazio questi provvedimenti regionali, nei quali abbiamo posto in evidenza l’obbligo inottemperato di esibire le garanzie fideiussorie a favore della discarica.

 

Il Comune di Colleferro non intende chiedere la loro esibizione, nonostante la Determinazione regionale (G04202, 4.4.2017) per il Rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), subordini l’efficacia della stessa alla presentazione, entro e non oltre 90 giorni dalla data di notifica, dell’aggiornamento delle garanzie per la coltivazione del bacino di discarica, scadute il 9.7.2016.
Nel frattempo, dopo l’incendio del TMB salario e la paralisi della politica, che non trova una risposta al problema della gestione dei rifiuti si tenta, anche a livello governativo, di individuare una strada alternativa per affrontare la situazione, compreso lo smaltimento dei maggiori quantitativi di rifiuti prodotti nel periodo natalizio.
Va chiarito che fin da luglio scorso colle Fagiolara è stata indicata dalla Regione come discarica a servizio di Roma!
“Proprio l’assessore regionale all’Ambiente, Massimiliano Valeriani, ieri ha annunciato che Lazio Ambiente ha assicurato l’apertura domenicale della discarica di Colle Fagiolara (Colleferro). Oggi non servirà perché non c’è tempo per portare gli scarti, ma il 23 l’impianto sarà comunque a disposizione, in via eccezionale (Messaggero, 16/12/2018).
Stessa assicurazione dal Comune di Colleferro e da quello di Paliano?

 

Oggi intanto è stato raggiunto un accordo tra Lazio Ambiente spa, la società regionale che gestisce colle Fagiolara, e Rida Ambiente srl, che detiene il TMB di Aprilia, per trattare presso gli impianti di quust’ultima 300 tonnellate di rifiuti indifferenziati, in aggiunta alle 100 già autorizzate.

Questo tipo di risposta alla nuova emergenza era prevedibile con certezza ed è stata da noi anticipata più volte.

Rappresentante CRC

 

 

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Lettera aperta per dichiarare il proprio voto

votare 350 260di Donato Galeone - Caro Ignazio, buonasera di una domenica trascorsa, seguo dal tuo giornale i comunicati elettorali che tu ospiti a pagamento ed è interessante conoscere gli impegni - non certo propagandati - ma coerenti con le attività svolte e la potenziale credibilità del candidato verso l'elettore persona- cittadino-lavoratore con proposte e iniziativa politica.

Tu sai che io voto a Roma (da qualche anno) e ho avuto il piacere di conoscere anche la nipote del grande prete romano del secolo scorso don Luigi Di Liegro, eccellente persona che potrai conoscere meglio dagli scritti, dalle opere e dalle lotte fatte a favore dei poveri, emigranti senza dimora - occupando la Pantanella - e poi con la Caritas romana, l'uomo don Luigi, che pur non facendo politica si misurava giorno per giorno con problemi e situazioni ai quali dovrebbe attendere proprio la politica sociale.

Se il Suo generoso personale impegno di prete cessò, con il ritorno al Padre, nella Cattedrale di San Giovanni in Laterano - nell'ottobbre 1997 – anche con il libro “La Roma di don Luigi Di Liegro” edito dalla www.fondazionediliegro.com - animata dalla nipote Luigina – i suoi amici e compagni comunitari romani continuano con la Fondazione Di Liegro a difendere i diritti degli ultimi e dei marginali: tossicodipendenti, malati di aids, migranti, anziani e persone senza fissa dimora.

Non e casuale che Luigina - proposta dal PD - ha accettato un territorio popolare periferico oltre i Comuni di Pomezia e Ciampino i Municipi 6-7-8- e 9 di Roma, in quanto persona, candidata coerente, con il suo impegno sociale......conosciuto in periferia ma che appare scarsamente così identificabile nella grande parte del PD... ma certamente è e sarà gradito agli elettori che riuscirà a contattare Luigina anche in quest'ultima settimana dal 4 marzo.

Impegno sociale che Luigina continuerà, comunque, in Fondazione Di Liegro e, se i voti e le nuove tecniche elettorali, lo permetteranno....anche in Parlamento.

Ignazio, ti ho voluto informare come persona ultra ottuagenaria “VOCE DI UN ELETTORE” motivandoti pubblicamente come sarà il mio voto, coerente con quanto sostenuto dal 2014 sul “reddito di inclusione a lavoro” senza se e senza ma, - come si usa dire oggi - estendendo anche al Candidato Luigina la condivisione - peraltro accettata - di una battaglia per il lavoro e il suo sostegno al reddito in assenza di lavoro.
Un caro saluto
Donato

Roma, 25 febbraio 2018

 

Dagli stralci seguono si può ricavare un giudizio su quanto ti scrivo.

23 febraio 2018

Luigina richiama in ogni suo incontro, nel suo Collegio Elettorale di Roma 7, i “bisogni delle persone” nel contesto dei bisogni dei piccoli e degli anziani sottolineando, essenzialmente, che l'idea efficace della politica deve dare “concretezza” all'obiettivo di politica sociale mediante lotta contro la “esclusione sociale” che deve essere il “primo pilastro” verso il “reddito di inclusione attiva con il lavoro” ai componenti anche delle famiglie romane, per superare quelle difficoltà economiche che si sono cumulate durante la crisi.

Si tratta di una visibile politica sociale che deve rispondere consapevolmente, concretamente e con misure soddisfacenti alle emergenze familiari mediante il “sostegno al reddito” alle persone – componenti attivi in età di lavoro dopo cicli scolastici – dichiararatisi individualmente disponibili ad impegnarsi in un percorso formativo professionale adeguato e mirato verso l'accesso al lavoro, equamente compensato.

Accesso al lavoro, quindi, quale primo diritto costituzionale, non solo scritto, ma attualizzato mediante la rimozione di ostacoli e resistenze di ordine economico, elevando il primato della politica popolare sull'economia, nella dimensione e nei rapporti sovranazionali verso gli Stati Uniti europei.

Con queste scelte di politica sociale, il 4 marzo non si vota contro qualcuno – dice e scrive Luigina Di Liegro – ma si vota per sostenere la ripresa dell'economia e del lavoro, portandola fino alle famiglie, ai giovani, nei quartieri e nei territori, ripete la Candidata Luigina Di Liegro per la Camera dei Deputati Collegio Roma 7.
Avanti, sempre nel sociale Luigina !! I democratici, cittadini e lavorartori – insieme – sosterranno anche il tuo dichiarato imnpegno parlamentare.

Luigina di Liegro Candidata risponde:
Grazie Donato, i tuoi contributi sono sempre molto preziosi.

15 febbraio 2018

Il Candidato alla Camera dei Deputati, Luigina Di Liegro, l'unica donna Candidata nel Collegio Uninominale Roma 7 di Pomezia, Ciampino e Municipi 6,7,8 e 9 di Roma, si identifica ampiamente per “competenza e sensibilità” anche dalle risposte alle domande fatte nella conversazione-intervista, dal giornalista Marco Ferri.

Luigina evidenzia, con sofferenza, la diffusa e altrettanta sofferenza popolare per la crisi che dal 2008 ha inciso sulla “carne e sulla mente” delle persone colpite da “disagio sociale” per la incertezza e la perdita del lavoro – del “futuro lavorativo” - nelle aziende in crisi e nel contesto delle innovazioni tecnologiche dei sistemi produttivi, della lentissima e bassa ripresa della crescita avviatasi, tanto in prodotto interno che in posti di lavoro, prevalentemente a breve termine – di una flessibilità precaria – pur avendo favorito le imprese con incentivi pubblici verso rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

Luigina, Candidata al Parlamento, nelle 10 risposte coerenti sulla linea politica del “centrosinistra” attivissima e programmata e sulla negatività della “personalizzazione della politica” oltre che sulla “onestà” di cui "non si dice in giro” e che si deve praticare giorno dopo giorno -dice Luigina- nel segno della solidarietà sociale.

Leggere, tutta l'intervista sarebbe interessante e soddisfacente per conoscere ancora di più e votare una persona candidata, competente per le attività che ha svolto e svolge nel sociale e che intende continuare a rappresentare anche nel Parlamento italiano.

 
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Cgil aperta a tutti i cittadini sabato 6 dicembre

bandiere-cgil 350-260riceviamo e pubblichiamo - La CGIL di Frosinone "apre le porte". Sabato 6 dicembre le sedi delle Camere del lavoro di Frosinone e Cassino saranno aperte a tutti, in particolare a quei cittadini che abitualmente non frequentano le nostre sedi.

Dalle 10.00 alle 12.00 oltre alla normale attività di tutela individuale, nelle sedi di Cassino e Frosinone, i componenti della segreteria Provinciale , si confronteranno e discuteranno con tutti quei cittadini che generalmente non hanno un luogo dove rappresentare le proprie difficoltà.

Uno scambio di opinioni con chi la pensa anche in maniera diversa, con chi , magari, non condivide le nostre iniziative di mobilitazione e scioperi di questi giorni e anche con chi, più semplicemente, vuole conoscerci meglio.

Un' iniziativa diversa dalle solite mese in campo, per respingere al mittente le accuse di conservatorismo e per dimostrare che la crescita e la ripresa non possono essere la negazione di diritti e mancati rinnovo di contratti di lavoro, perché siamo convinti che solo un lavoro tutelato e di qualità possa consentire la vera ripresa del Paese.

Appuntamento a sabato mattina nelle sedi della Cgil di Cassino e Frosinone, anche per preparare al meglio lo SCIOPERO GENERALE NAZIONALE di Venerdì 12 Dicembre, contro Jobs Act, legge di stabilità, le politiche economiche di questo Governo e la finta Riforma delle Pubblica Amministrazione, affinché tutti sappiano che " COSI NON VA ".

LA CGIL HA PROPOSTE CONCRETE PER CAMBIARE L' ITALIA

La Segreteria Provinciale

( Tomassi -D'Emilo- Moretti- Campoli)
Frosinone, 04.12.2014

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Manifestazione Fiom aperta a tutti

Maurizio Landini 350-260Redazione - "La manifestazione di venerdì a Milano non è solo della Fiom ma di tutti quelli che pensano sia necessario cambiare le politiche del governo. Le porte dei nostri pullman saranno aperte a tutti quelli che vogliamo partecipare, non solo metalmeccanici ma anche giovani e precari". Così il segretario generale della Fiom Maurizio Landini a proposito dello sciopero generale proclamato per venerdì, lo stesso giorno dello sciopero sociale. Domani Landini è atteso alla Sapienza per un confronto diretto con il Laboratorio dello sciopero sociale. Una occasione per vedere all'opera contaminazione e attraversamenti. La Cgil, invece, dopodomani deciderà sullo sciopero generale. Con il passare delle ore aumentano gli elementi a favore, come dimostra la vicenda del pubblico impiego, ma anche le resistenze. La Cisl rimane granitica nel no, mentre la Uil nicchia. Quanto sarà importante per Susanna Camusso?
A chi accusa la Cgil e la Fiom di andare avanti da sole senza coinvolgere gli altri sindacati Landini replica: "Molti lavoratori di altre organizzazioni sindacali partecipano alle iniziative di mobilitazione che abbiamo messo in campo in queste settimane. Il nostro non è uno sciopero contro gli altri sindacati, chiunque è d'accordo può essere con noi in piazza". "Se c'e' qualcuno che ha usato il lavoro come terreno di scontro e' il governo Renzi. Se ora ha capito che le sue azioni portano allo scontro si renda disponibile al confronto, non metta la fiducia in Parlamento, apra un confronto con i sindacati, tolga dal tavolo l'articolo 18 e avvii una politica che impedisca alle imprese di licenziare", aggiunge Landini a margine di un'inziativa promossa dalla Cgil sul contratto nazionale delle piu' importanti categorie dell'industria.
"Se non vuole lo scontro. - prosegue Landini - deve tenere conto che i sindacati a partire dalla Cgil e dalla Fiom stanno dimostrando di essere molto rappresentativi e quindi si metta a discutere con i rappresentanti dei lavoratori anziché scegliere le politiche di Confindustria".
La piattaforma della Fiom parte dalle modifiche alla legge Fornero sulla previdenza. "Se il governo vuole creare occupazione deve abbassare l'età pensionabile a 60 anni e ridurre l'orario di lavoro", aggiunge Landini ricordando le proposte da tempo avanzate dal sindacato che, oltre alla riduzione dell'età, riguardano "il ripristino delle pensioni di anzianita' a partire dai lavori manifatturieri piu' pesanti e al superamento del sistema pensionistico contributivo per i giovani. Oggi le forze politiche stanno discutendo di tutto tranne che dei problemi della gente, noi invece e' di questo che vogliamo parlare", conclude.
fonte, controlacrisi.org

 

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