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Anagni: lo Stadio della discordia

stadiodiAnagni 350 260di Antonella Necci - Nel leggere i comunicati stampa pubblicati a poche ore l'uno dall'altro sul quotidiano online anagnia.com, non si può non bacchettare sia Egidio Proietti, segretario in carica del circolo PD di Anagni, sia il sindaco Daniele Natalia, indagato a piede libero per il caso Urban Waste e che ora, novello Robin Hood, si scaglia contro la malagestione(a suo dire) della precedente amministrazione, di cui Egidio Proietti era consigliere di maggioranza, per l'incapacità di riuscire ad avviare la gara e i lavori per il nuovo stadio della città dei Papi.

Rimprovera, il sindaco Natalia, il segretario Proietti, di aver concesso, durante tale periodo amministrativo, appalti e concessioni a ditte che direttamente o indirettamente (?) avevano rapporti di parentela con membri del consiglio comunale.
Dimentica, il sindaco Natalia, che invece lui, per ciò che è finito nell'inchiesta Urban Waste, ha deciso di aiutare un compagnetto di scuola al quale era affezionato e che adesso si trova nei guai.

Ma tralasciando i possibili rapporti di parentela o meno (i direttamente o indirettamente parenti), e tralasciando anche la sciatteria del comunicato stampa del circolo cittadino PD che offre il fianco ai furbi rimproveri del sindaco Natalia, resta aperta la questione sulla gestione della gara pubblica che ha visto la concessione ad una impresa che si trova ancora in contenzioso con il comune di Anagni.

Se anche fosse vero che non esiste incompatibilità in tale assegnazione (tutto da verificare), resta, comunque, l'ombra del ragionevole dubbio nell'azione di affidare la concessione per il nuovo stadio cittadino ad una impresa che per altri lavori aveva esibito una fattura ben superiore ai 500,000 euro, che il comune della città dei papi ha pensato bene di non pagare e di affidare al tribunale di Velletri.

Ben strano.
Sarebbe come se, dopo le varie vicissitudini di Urban Waste, i Carabinieri Forestali decidessero di affidare una indagine delicata a Daniele Natalia e Antonio Corsi, perché non esiste incompatibilità.
Oppure, per parlare di soldi, sarebbe come se voi rifiutaste il pagamento di una parcella troppo cara del vostro avvocato, per poi nominarlo vostro difensore in un processo delicato, lungo e difficile.
La percepite la sottile ed impalpabile incongruenza?

È evidente che qualcosa non quadra, ma Egidio Proietti, che ha di certo espresso tali dubbi, magari arricchendo le sue parole con un briciolo di animositá, doveva essere più cauto e parlare con maggiore cognizione di causa, conoscendo il modus operandi del sindaco Natalia.
Il quale sindaco, nell'accusare bonariamente il segretario PD, si riferisce ad un appalto concesso ad una società per il rifacimento dell'illuminazione pubblica il cui titolare è parente diretto di un'altra società, ormai cessata al tempo dell'aggiudicazione, che aveva un contenzioso storico (addirittura risalente al sindaco Cicconi), risolto in via transattiva con una delibera di Consiglio comunale (non di giunta) alla quale aveva egli stesso dato voto favorevole. La vicenda del campo di calcio e l'eventuale conflitto di interessi della società aggiudicatrice, che ha essa direttamente un contenzioso con il comune, avrebbe dovuto indurre la stazione appaltante ad una valutazione discrezionale dell'eventuale esclusione dalla gara (cosa che non ha fatto avendo aggiudicato la stessa gara). La stazione appaltante non è obbligata ad includere un'impresa che ha un pregresso contenzioso con l'amministrazione (vedi delibera n. 815 del 2018 dell'Anac).

E perché l'amministrazione del comune di Anagni non ha escluso tale impresa?

Inoltre, l'appalto del campo di calcio ha profili problematici sotto diversi punti di vista.
Perché è stato revocata la precedente gara (quello dal contenuto economico molto più ridotto)?
La stazione appaltante ha valutato se il contenzioso in atto, per l'oggetto del contendere e le eccezioni formulate alle richieste avanzate, sia tale da rendere dubbia l'integrità e l'affidabilità dell'operatore economico, valutandone eventualmente la sua esclusione?

Ecco sindaco Daniele Natalia risponda a queste semplici domande e lasci perdere i cavilli dei direttamente o indirettamente parenti, e delle pregresse azioni della passata amministrazione, alle quali, peraltro, lei aveva espresso voto favorevole! Risponda invece a domande concrete. Direttamente.

http://www.anagnia.com/2020/01/26/laffondo-del-partito-democratico-di-anagni-sullo-stadio-comunale-la-giunta-natalia-e-la-sua-maggioranza-sembrano-essere-andati-letteralmente-nel-pallone/

http://www.anagnia.com/2020/01/27/stadio-comunale-il-sindaco-di-anagni-daniele-natalia-replica-al-segretario-cittadino-dem-egidio-proietti/

 

 

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Legalità e trasparenza negli appalti pubblici

istituto brunelleschi frosinone 350 mindi Jacopo Nannini - L’evento di questa mattina, (svolto presso l’aula magna dell’Istituto Brunelleschi – Da Vinci in via Piave,39 a Frosinone), organizzato dalla Filcams-CGIL, con la partecipazione di decine di lavoratrici e lavoratori e del sottosegretario all’istruzione Giuseppe De Cristofaro, ha rappresentato un momento essenziale per la vita politica del capoluogo.

Il calvario di questi dipendenti di appalti pubblici, costretti a mesi senza busta paga o cifre irrisorie, testimonia uno degli elementi più fragili dell’assetto democratico del nostro Paese. In rappresentanza degli studenti e di molti giovani del territorio, non potevo esimermi però dal segnalare anche la situazione dei lavoratori (quasi tutti/e ultra cinquantacinquenni) della biblioteca comunale di Frosinone, costretti a buste paga ridotte a poco più di 100 euro unite al conseguente disservizio per tutta la città.

Non ho segnalato questa situazione per dovere di cronaca, ma per sottolineare lo svilimento complessivo del concetto di lavoro in italia, ancor più drammatico se proveniente dagli appalti pubblici dove la dignità del lavorare dovrebbe essere rispettata come non mai.

Accolgo con piacere il progetto del ministero di internalizzare e stabilizzare i lavoratori degli appalti pubblici in vari comparti, ma questa battaglia necessità di costanza e lungimiranza politica per adottare soluzione radicali e chiare nell’interesse del Paese.

La lotta al precariato, sentito moltissimo in una zona di crisi complessa come la Ciociaria, è un obbligo per tutti coloro che si affacciano sulla scena politica, per ricreare quelle condizioni sociali di dignità sul lavoro che la nostra Costituzione sancisce già nei principi fondamentali.

La lotta sindacale e politica, se non ripartirà dalla formulazione di un nuovo paradigma di sviluppo fondato sulla ridistribuzione del reddito e maggiori tutele lavorative nella stabilizzazione dei contratti, si arenerà in una crisi che annida i rancori di una democrazia incompiuta e di una rabbia sociale che sfocerà in nuovi volti autoritari.

 

 

 

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Appalti delle pulizie per le scuole. M5S: confermato che stavamo nel giusto

movimento 5 stelle bandiera 350 260dall’Ufficio Stampa del Deputato Luca Frusone, M5S - Il Governo, con la legge sulla Buona Scuola, aveva prorogato alle 4 società coinvolte gli affidamenti senza necessità di fare nuove gare fino al 31 luglio 2016.

«L’Antitrust ci ha dato ragione, la gare d’appalto per la pulizia delle scuole pubbliche italiane erano tutte truccate, sono mesi che il M5S si batte per denunciare queste irregolarità, sono mesi che ci battiamo affinché venga riconsiderato il metodo d’internalizzazione per i lavoratori che si occupano delle pulizie delle scuole pubbliche. Perché bisogna dirlo che l’esternalizzazione ha portato il sistema degli appalti all’utilizzo di scellerate tecniche di ribasso delle offerte, con pesanti ricadute sulle condizioni lavorative degli impiegati e una conseguente incapacità di garantire un servizio adeguato nelle scuole. Tale sistema non ha prodotto mai alcun risparmio reale e ha invece contribuito a far sprofondare le scuole nel degrado più assoluto. Io stesso ho denunciato la situazione assurda che stanno vivendo i lavoratori della Ma.ca, Servizi generali e Smeraldo s.r.l, società che hanno vinto l’appalto per la pulizia delle scuole nelle province di Frosinone e Latina. Anche su queste società chiederei di operare gli stessi controlli da parte dell’Antitrust, perché anche per il lotto Frosinone – Latina ci sono delle gravi irregolarità. Senza contare che i lavoratori di queste cooperative sono vittime di soprusi e vessazioni di ogni genere, tra cui il mancato pagamento dello stipendio, il mancato rispetto dei parametri orari, il non riconoscimento degli istituti di legge previsti come malattia, maternità o altro e questo lo ha detto anche il Ministero del Lavoro. A fronte di ciò e delle innumerevoli denunce fatte dai lavoratori al MIUR, totalmente inascoltate, ho interrogato il Ministro del Lavoro, chiedendo un intervento immediato sulla situazione, trattandosi di una gara indetta dal Consip. Ma purtroppo le mie domande non hanno ancora avuto risposta.»

A dichiararlo è il Deputato 5 Stelle Frusone che continua

«Siamo però contenti di avere avuto la conferma che stavamo nel giusto, l'Antitrust ha certificato la totale irregolarità riguardo gli appalti delle pulizie per le scuole, di tutte le gare pubbliche bandite negli ultimi anni. Da qui la decisione del Garante della concorrenza, di multare per 110 milioni le quattro società che si erano aggiudicate le gare. Sappiamo che questa è solo l'ultima di una serie di anomalie che rendono ormai necessario un intervento della magistratura.» Che la vicenda fosse opaca era apparso evidente già da luglio, quando un comma del maxiemendamento alla riforma della buona scuola prorogava per un anno i servizi di pulizia affidati alle imprese che avevano vinto le gare bandite da Consip tra la fine del 2013 e l'inizio del 2015 in tutta Italia. E Frusone continua –

«Ci troviamo davanti alla situazione in cui la gara da 1,63 miliardi per la pulizia delle scuole pubbliche italiane è stata truccata, ma nessuno pensa a revocare gli appalti alle 4 società coinvolte. Anzi, il Governo e il Parlamento lo scorso mese di luglio hanno addirittura inserito nella legge sulla Buona Scuola una norma per prorogare a queste società gli affidamenti senza necessità di fare nuove gare fino al 31 luglio 2016.A tal proposito interrogheremo nuovamente il Governo affinché si assuma le proprie responsabilità e revochi immediatamente gli affidamenti degli appalti alle società coinvolte.” – e conclude – “Nella mia interrogazione chiedevo inoltre al Ministro se non ritenesse opportuno adottare iniziative normative urgenti volte a rendere il servizio di pulizie nelle scuole, di diretta competenza statale, non ricorrendo quindi alle esternalizzazioni, al fine di evitare un inutile spreco di denaro pubblico. Spero che arrivi presto una risposta nel merito.»

 
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Firmare per una nuova legge sugli appalti

bandiere cgil 350 260da Cgil Frosinone riceviamo e pubblichiamo - "Proposta di legge sugli appalti: la Cgil inizia la raccolta di firme". Sotto lo slogan "Gli appalti sono il nostro lavoro, I diritti non sono in appalto!" anche a Frosinone inizia la campagna di raccolta firme, per la proposta di legge di iniziativa popolare, promossa dalla CGIL, in materia di garanzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati nelle filiere degli appalti privati e pubblici, contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra imprese, tutela dell'occupazione nei cambi di appalto.

Lavoratrici e lavoratori esposti per una vita al precariato, senza carriere contributive dignitose, con basse retribuzioni, senza valorizzazione professionale. Il lavoro negli appalti è intenso, frammentato, precario, faticoso, mal retribuito.

La cattiva gestione degli appalti, caratterizzata da una diffusa illegalità, alimenta, il fenomeno della corruzione, che in Italia fa diminuire gli investimenti esteri del 16% e aumentare del 20% il costo complessivo degli appalti stessi.

Nel mezzo di questi sprechi ed inefficienze si trovano centinaia di migliaia di lavoratori che non hanno tutele adeguate né sociali né nella legislazione in particolare sul tema della responsabilità in solido e nella clausola sociale nei cambi di appalto su cui si scaricano l'abbattimento dei costi di fornitura e realizzazione di beni e servizi troppo spesso a danno della qualità delle opere e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Tutta la cittadinanza è chiamata, anche nella nostra provincia, ad apporre la propria firma per poter contribuire ad un reale cambiamento che si realizza attraverso una legge che garantisca tutele dei trattamenti retributivi e previdenziali, che contrasti l'illegalità, l'evasione e le gare al massimo ribasso.
Inizieremo con un banchetto nei mercati cittadini e con i nostri delegati nei comuni della Provincia.
Crediamo che i consiglieri Comunali e Provinciali debbano condividere la necessità di questa importante legge, per questo siano insieme a noi, nei banchetti, anche per vidimare le firme che i cittadini apporranno sui modelli di raccolta.

La Segreteria Provinciale Cgil Frosinone

Frosinone lì,17.01.2015

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