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Lungo le rotte dei migranti naviga l’arte

 Quando la voce dell’umanità e dell’empatia tace, si fa sentire quella dell’arte

Migranti e mare 390 mindi Tania Castelli - Dinanzi alla tragedia dei naufragi dei migranti nel Mediterraneo e nell’Atlantico, molti artisti hanno sentito il bisogno di esprimersi e dedicare loro una opera d’arte.
Quando la voce dell’umanità e dell’empatia tace, in favore delle leggi e dei trattati internazionali, maggiormente si fa sentire quella dell’arte, dando corpo al sentire personale degli autori e delle persone comuni al tempo stesso, che sempre meno concordano con le politiche anti immigrazione e xenofobe.

Due di queste mi hanno particolarmente colpito: “La Zattera di Lampedusa” di Jason De Caires Taylor e “La voce dei sommersi” di Ennio Morricone. Entrambe dedicate alla tragedia del 3 ottobre 2013 avvenuta a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa.
Jason DeCaires Taylor – “La Zattera di Lampedusa” – Museo Atlantico di Las Coloradas, Yaiza – Lanzarote (Canarie).

L’eco-scultore Jason DeCaires Taylor, già autore del Parco sottomarino di Grenada e del Musa - Museo subacqueo della Isla de las Mujeres in Messico, nel 2016 ha realizzato il Museo Atlantico nell’area sottomarina di Las Coloradas del Comune di Yaiza nei pressi di Lanzarote (Canarie). Questo è il primo museo sottomarino d’Europa (14 metri di profondità) in cui l’artista racconta i dilemmi del mondo contemporaneo con 34 statue e due gruppi scultorei: una coppia che affonda mentre scatta un selfie e l’opera principale “La Zattera di Lampedusa”, dedicata alla strage in mare dei migranti.
Di particolare forza espressiva quest’ultima opera, ispirata a un dipinto di Théodore Géricault, è costituita da 13 soggetti posti su di un gommone apparentemente alla deriva e rappresenta i terribili viaggi della disperazione, con donne, uomini e bambini lasciati in balia del mare, dove si possono verificare decessi e si viaggia per giorni con i cadaveri.
Una testimonianza dolorosa con cui l’artista mette tutti dinanzi alla responsabilità collettiva di un eccidio che si consuma nell’indifferenza dell’occidente.
Alla notizia del naufragio avvenuto il 3 ottobre 2013 a mezzo miglio da Lampedusa, in cui morirono 386 migranti, Ennio Morricone, uno dei più grandi compositori del nostro tempo, ha composto di getto “La voce dei sommersi”, una partitura di 5 minuti e mezzo di struggente e rara potenza evocativa.
In essa il Maestro esprime la disperazione dei naufraghi, la loro solitudine profonda e dignitosa tanto nelle necessità di vita che li spingono a partire, quanto nella infausta fine invece di trovare salvezza da guerre, fame, persecuzioni, terrorismo e sofferenze di ogni genere.
Mescolando il rumore del mare sempre più tumultuoso, cori vibranti e dolenti e particolari armonie, ci narra una storia purtroppo ancora infinita e lo fa mediante una sorta di canto di affrante sirene che si spegne tra i flutti.
“All’inizio volevo chiamarlo “cantico” dei sommersi. Ma chi è morto non può cantare, dobbiamo onorarne laEnnioMoricone 350 min memoria” (Cit. E. Morricone)
Ennio Morricone (60 years of music – edizione musicale “UNIVERSAL CLASSIC(A” – 2016) >>

Vi invito ad ascoltare questo brano bellissimo e terribile insieme, facendolo vostro, divenendo anche voi corpo e voce di chi, ora in fondo al mare o dentro anonime tombe, voce non ha più.
La voce dei sommersi - Ennio Morricone 

 

 

Cinque minuti di musica e voci. Le grida dei disperati trascinati via dalle onde, a poche centinaia di metri da terra. Sono l'omaggio di Ennio Morricone ai migranti morti nella tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013.

 

già pubblicato sul CiesseMagazine n.13 del 31 luglio '20

 

 

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Wanda Miller: grande cantante che ha onorato l’arte e la città di Cassino

 Una grande soprano

Wanda Luisa Miller 350 mindi Franco Di Giorgio - Nel 130° della morte della cittadina emerita di Cassino Wanda Czechowska Miller in Silvestri

Wanda Luisa Miller sposata Silvestri nasce a Varsavia nel 1851 e muore prematuramente a Pignataro Interamna nel 1890 dove viene sepolta con l’epitaffio:
“ visse nella bellezza dell’arte e nell’amore della famiglia”.

Sposata con Vincenzo Silvestri ufficiale di cavalleria, di Cassino, fu una grandissima cantante lirica. Ebbe due figli Antonio e Carlo.
La sua voce da soprano, si affermò nei più grandi teatri lirici del mondo. San Carlo di Napoli, la Scala di Milano, la Fenice di Venezia. I teatri dell’Opera di Rio de Janeiro, Il Cairo, Odessa, Parigi.

Nel 1872 con “L’Africana” di Meyerbeer si esibì al teatro imperiale di Mosca. Opera che fu replicata con grande successo al San Carlo di Napoli nella stagione 1878 – 79.Nella stagione lirica 1874-75 con l’Aida di Verdi incantò il teatro reale di Madrid con ben 16 repliche.

Tra i numerosi riconoscimenti alla sua arte Luisa Miller fu nominata, insieme al tenore Campanini, Socia Onoraria dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma.
Il marito della Miller, Vincenzo Silvestri, per seguire la moglie nei suoi gravosi impegni artistici e di famiglia, l’8 novembre 1880 si mise in aspettativa da ufficiale dell’Esercito italiano. Morì a Cassino il 22 novembre 1917.

E’ auspicabile che, epidemia permettendo, le Istituzioni culturali della Regione Lazio possano programmare un concerto lirico in memoria di questa grande cantante che ha onorato l’arte e la città di Cassino.

 

 

 

 

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Frusone: FCA, sgombrare gli equivoci generati ad arte

FCA_Piedimonte«La riconferma degli investimenti da parte dei vertici di Fca in Italia con lo stabilimento di Cassino che può assumere un ruolo centrale grazie all’ibrido e al Levantino (il suv più grande di Stelvio ndr) è una buona notizia, ma restano le difficoltà del comparto pagate a caro prezzo dai lavoratori» dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone-

«Bisogna liberare il campo da un equivoco generato ad arte sulla questione - prosegue il deputato M5S -: chi continua a strumentalizzare la situazione per attaccare il nuovo governo fa finta di non tenere in conto, per propaganda o ignoranza sui numeri, che è il diesel, con i suoi fumi cancerogeni e i divieti di accesso che molte città stanno attuando verso tali veicoli, a trascinare il settore nella negatività mentre sistemi più rispettosi dell'ambiente come l'ibrido e l'elettrico hanno triplicato le vendite». «L’ecotassa/ecobonus, provvedimento del governo che sarebbe l’origine di tutti mali per gliLucaFrusone in Parlamento 350 260 esponenti di partiti che hanno abbandonato i lavoratori e le imprese come PD e Forza Italia - spiega Frusone - serve proprio ad accelerare la transizione dal vecchio all’innovativo, ma per i personaggi che vogliono imprigionare la Ciociaria nel passato è difficile da capire: al futuro bisogna correre incontro e noi, per colpa loro, abbiamo tanta strada da recuperare».

 

 

 

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L'arte vista dai bambini

arte bimbi 2 350 mindi Valentino Bettinielli - Lo scorso 27 dicembre, la Sala “De Sio” della Biblioteca Comunale di Ceccano ha ospitato una mostra intitolata “L’arte vista dai bambini”. L’esposizione ha visto protagonisti i lavori realizzati da dieci giovanissimi, tra bambine e bambini, guidati dalla storica dell’arte Vanessa Loffredi, riconosciuta esperta nel settore dell’introduzione all’arte dei bambini .

Nell’arco di dieci divertenti lezioni, i piccoli pittori hanno avuto l’occasione di conoscere a fondo artisti di grande valore ma a volte poco conosciuti e di cimentarsi con le diverse tecniche e tematiche da loro affrontati. Le sale della biblioteca comunale si sono trasformate in un luogo vivace e colorato, dove imparare divertendosi.

Nei dieci appuntamenti sono stati tanti gli aspetti trattati dai piccoli avventori dell’arte. Tra i vari artisti incontrati, oltre ai famosi Matisse, Klee, Mirò, Rotkho, i giovani artisti si sono potuti cimentare con le idee di Warhol, Haring, Mimmo Rotella, Boetti, Baj, conoscendone lo stile e provando ad imitarne la tecnica.arte bimbi 350 min

Al colore delle rappresentazioni figurative si è unita la magia del racconto. Ogni laboratorio è stato, infatti, introdotto da Vanessa Loffredi utilizzando un libro diverso per ogni autore, anche attraverso l’ausilio del Kamishibai, un teatrino giapponese utilizzato nella nostra provincia solo dalla storica dell’arte ceccanese.

La mostra andata in scena giovedì pomeriggio ha raccolto tutti i lavori dei dieci giovani artisti, riscuotendo un grande successo. Tante persone accorse ad ammirare le creazioni dei bambini. Le loro opere si sono dimostrate praticamente di pari valore rispetto agli “originali” degli artisti citati. Notevole la soddisfazione dei genitori, entusiasti per il coinvolgimento mostrato dai propri figli.

I laboratori sono stati l’occasione per imparare in modo divertente e costruttivo, evidenziando l’amore e la propensione per l’arte che i bambini nutrono. In chiusura di manifestazione la stessa curatrice, la Professoressa Vanessa Loffredi, ha voluto ringraziare il Comune di Ceccano e lo staff della Biblioteca che “con la loro sensibilità, hanno reso possibile lo svolgimento di questo splendido progetto”.

 

 

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R-Esistenze: dedichiamoci tre belle giornate di filosofia, musica, arte e cultura

restiamoumani mindi Daniela Mastracci - La nostra sembra essere la Società della Comunicazione. Ma è proprio così? Non sembra, piuttosto, la società della notifica, la società dei consumi, la società tecnologica, la società delle competenze e la società... dei conti pubblici? E tutte sembrano sotto un'unica lente di ingrandimento, un unico occhio che osserva, avverte, raccomanda, indica, ma poi ammonisce, riprende, sanziona.

Anziché un Pluralità di voci, sembra dominare una sola voce, vociante prodotti d'ogni tipo, suadente e ammiccante, tenace, inappagabile. A quella voce sembra corrispondere una grande bocca che si nutre di desideri, di assenze, di attese, sempre rinnovate, mai paghe. E però assai costose: non appagano, ma si fanno assai pagare. E ciò che paga di più sembra essere proprio la relazione, lo stare insieme, la conversazione, la tranquillità di esseri umani, contenti di stare fra esseri umani. Paga, perché proprio la comunicazione comunitaria viene sacrificata di più. Paga, perché è la carta moneta scambiabile.
La società della comunicazione comunica assai poco perché non si incontra, non si guarda negli occhi, parla, ma non parla dopo aver ascoltato, né ascolta dopo aver parlato. Comunica senza vedere né vedersi, in spazi pubblici virtuali, dove però la presenza reale, fisica, sensibile, non c'è.
In tale società di consumi e comunicazione virtuale sembra che proprio la conversazione sia lasciata cadere, sembra in disuso. E l'uomo in carne ed ossa sembra evanescente.

Tra i desideri desiderati sembra che l'uomo non si desideri; l'uomo non è un'attesa, non è un desiderio, non è aspettato da nessun uomo. E allora ogni uomo sembra essere, e valere, meno di qualsiasi prodotto in commercio. Meno desiderabile, meno cercato, meno amato.
“Restiamo umani” e cerchiamoci: potrebbe essere un nuovo richiamo, una nuova voce, accanto, almeno, alla voce che ci chiama ad acquistare e ad accumulare: prodotti consumabili, che spariscono nelle nostre bocche, case, borse, cartelle, computer, smartphone... Spariscono nelle finanziarie che acquistiamo per acquistare; spariscono nelle banche, nelle assicurazioni.

“R-Esistenze” vorrebbe nascere come un tempo ed uno spazio dove ci si incontra per incontrarsi, per stare insieme, per interrompere il ciclo perpetuo dei consumi, per essere e significare una alternativa possibile, conviviale, sociale, comunitaria; donne e uomini che parlano insieme e si confrontano per il piacere di parlarsi e confrontarsi, piacere in sé, non mezzo per niente di altro. “R-Esistenze” vorrebbe essere innanzitutto conversazione. Perciò questo luglio inauguriamo le giornate filosofiche nello spazio pubblico del Castello dei Conti, a Ceccano (Fr), in un fine settimana, dal 13 al 15 luglio 2018, che può essere tempo pubblico, speriamo libero dal lavoro, dagli impegni quotidiani impellenti, così da poter essere dedicato a se stessi nella scelta libera dalle necessità. Vogliamo incontrarci per parlare di noi, delle nostre fragilità, delle nostre forze, e del coraggio di vivere ogni giornata, nonostante la fatica, la durezza, ricordandoci che insieme siamo più saldi, possiamo darci una mano; ricordandoci valori come la solidarietà e la reciprocità, antichi e moderni insieme, immortali.

Alla Filosofia si unirà la Musica, l'Arte, la Fotografia: con la lingua parlata si coniuga la lingua delle note musicali e la lingua visiva delle immagini. Si coniuga il cibo e il vino ciociari, il paesaggio e la storia del borgo ceccanese e del suo Castello.
Incontriamoci, dal 13 al 15 luglio 2018, con “R-Esistenze” e iniziamo insieme un'esperienza di bella e buona lingua per nutrire l'anima, e di bello e buono cibo e vino per nutrire il corpo, liberi da incombenze e preoccupazioni. Ci vediamo e ci ascoltiamo al Castello dei Conti di Ceccano, in Provincia di Frosinone.
L’Associazione “R-Esistenze” organizza e promuove la I° Edizione di Filosofia in Ciociaria “Restiamo umani”. La scuola di filosofia avrà luogo dal 13 al 15 luglio 2018, a Ceccano (Fr), e verrà ospitata dal Castello dei Conti de Ceccano, Piazza Camillo Mancini, CAP 03023, Ceccano (Fr).

 

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Incontri di Storia Arte Cultura 2017/2018

CevtroStudiSorani

 

Incontri di Storia Arte Cultura 2017/2018

 Programma

Mercoledì 23 Maggio 2018 - ore 17
SORA - Abbazia di San Domenico, Sala R. Courrier
Con la collaborazione della comunità monastica

LORENZO CHIARINELLI
Vescovo emerito

I “segni” di san Domenico Abate
___________________________________________________________

Giovedì 31 Maggio 2018 - ore 17
SORA - Sala S. Tommaso d’Aquino, Piazza Indipendenza

MARCELLO CARLINO
Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

La similitudine nell’architettura
della Commedia di Dante

Collana “Verso il VII centenario (1321-2021) - Cinque anni con Dante”, 2.
Centro di Studi Sorani “Vincenzo Patriarca”, Sora 2018.
___________________________________________________________

Giovedì 7 Giugno 2018 - ore 17
SORA - Abbazia di San Domenico, Sala R. Courrier
Con la collaborazione della comunità monastica

DONATELLA DI PIETRANTONIO
Scrittrice

L’Arminuta
Einaudi 2017, Premio Campiello 2017
____________________________________________________________________________________________

Promozione e organizzazione
CENTRO DI STUDI SORANI “VINCENZO PATRIARCA”
www.centrodistudisorani.it


Patrocinio
Città di Sora - Assessorato alle politiche culturali

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Impara l’arte e non metterla da parte

corsodivanessa 350 260 minPresso la Scuola dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo di Ceprano, dirigente Prof. Roberto Pellegrini, è stato portato a termine il progetto: Impara l’arte e non metterla da parte, realizzato dalla professoressa Vanessa Loffredi.

Fin dalla prima lezione i bambini si sono dimostrati entusiasti ed hanno espresso il meglio di loro stessi.

Al termine del laboratorio è stata allestita una Mostra con deliziose “ opere d’arte “, realizzate dai piccoli artisti. Il lavoro ha ottenuto un grande successo e i genitori, entusiasti, hanno richiesto nuovi incontri per il prossimo anno.

La professoressa Loffredi, laureata in storia dell’arte, da anni organizza Laboratori artistici per bambini. Ha iniziato presso il Museo Muve di Giuliano di Roma, per proseguire nelle scuole del Circondario. Attualmente organizza Laboratori anche presso la Libreria Mondo Incantato di Ceccano.

Lo scopo che la professoressa si prefigge in questi incontri è di creare un approccio personale del bambino con il mondo artistico. Attraverso l’uso di svariate tecniche riesce a catturare l’interesse dei piccoli artisti rendendoli protagonisti ed interpreti di un mondo artistico attraente e appassionante.

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Acuto: l'Officina dell'Arte e dei Mestieri apre i battenti

AtelierLiumiere Acuto 350 260dall'Ufficio Stampa del Sindaco di Acuto - Udite, udite, gente, accorrete tutti, mercoledì 27 Luglio, alle ore 17.00, l'Officina dell'Arte e dei Mestieri di Acuto apre i battenti, grande fervore si preannunzia in Ciociaria per l'inaugurazione. L'Albero delle Meraviglie stende i suoi rami carichi di corsi, di proposte, di eventi, prodigo di promesse e di lusinghe, si pone al servizio della gioventù per arricchire la loro esperienza creativa, formarla, aiutarla in un percorso didattico di qualità teso a fargli raggiungere mete importanti, grandi traguardi, obiettivi ambiziosi. Cinema, teatro, danza, musica, web-giornalismo, scrittura creativa, animazione, clowneria, grafica digitale, taglio e cucito, apicoltura, olivicoltura, viticoltura, ricamo tradizionale, ricamo in oro, eventi, spettacoli, performance, incontri artistici, festival, concerti, seminari, flashmob, workshop. Un caleidoscopio di attività artistiche, creative e artigianali vi aspetta per soddisfare le vostre esigenze. Il progetto è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e dalla Regione Lazio. All'inaugurazione parteciperà l'assessore regionale Mauro Buschini per il tradizionale taglio del nastro, insieme con alcuni funzionari della Regione e al sindaco di Acuto Augusto Agostini. Saranno presenti i responsabili dell'ATS, Fernando Popoli, presidente di Atelier Lumiere, tutor e direttore artistico, Maurizio Lozzi, presidente di Conscom, Luca Simonelli, presidente del teatro dell'Olmo e con loro Elisabetta Grossi, Altea Harley Mattei, Sara Carapellotti, Enrico Pro, Marco Grande, Maurizio Sparagna e tanti altri artisti interessati all'Officina. La grande sfida culturale comincia e porterà una grande crescita artistica dei giovani ciociari.

 
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La Piazza

Una piazza 450 260di Irene Panici* - Ogni luogo ha la sua storia, segnato dal tempo, modellato dalle persone che lo abitano. La piazza è dove lei amava andare, passare ore ad osservare l'arte. Riusciva a trovare l'arte ovunque, si stupiva che gli altri non riuscissero a coglierla, se non nei soliti luoghi dove la trovano tutti. Musei, mostre d'arte, aveva passato l'infanzia affascinata da quei posti, per poi rendersi conto di essere lei stessa in un quadro, insieme a tutti gli altri, di essere in un'opera grandissima, piena di particolari, di storie e di emozioni. La piazza per lei è questo. Il centro di un quadro, un quadro da dover osservare in silenzio. Lei lo faceva, camminava, guardava e si faceva trasportare dalle emozioni, dai pensieri. Osservava i monumenti antichi, quelli malandati erano i suoi preferiti, peini di scritte e di segni lasciati da persone. Non è anche questa, arte? Si chiedeva.
La storia che si cela dietro una scritta lasciata sul muro, sotto un ponte, per strada, era quello che la affascinava. Immaginare la vita scorrere più veloce di quanto lei camminasse, scivolarle attorno, tra le dita, tra i pensieri.

Il tempo poteva solo farla crescere

La vita di tutti, la vita della piazza che come una persona, con il passare del tempo invecchia, si vede passare davanti migliaia di storie e di eventi. Il tempo poteva solo farla crescere, farla maturare, ma mai morire. La morte non esisteva. Molti pensano che il progresso sia la morte della vera arte, quella formata di statue e monumenti antichi. Per lei il cambiamento è la vera arte, vedere un'opera trasformarsi nel tempo, modificata dal luogo in cui si trova e dalla gente che ha intorno, plasmata dalle altre storie che non fanno altro che arricchirla di sfaccettature, di sfumature, ingrandendola e rendendola più unica. Chi la conosce lo sa quante ne ha passate e come è cambiata, e non aspetta altro che osservare ancora, per farsi ammaliare e catturare dalle nuove sfaccettature che si aggiungono nel tempo. Chi non la conosce deve solo osservare, come fa lei, in silenzio, a immaginare la vita degli altri che hanno contribuito a rendere quell'opera, quella piazza, quello che è adesso. Per lei la piazza è questo, il cuore che racchiude tutta l'arte di un luogo, dove tutte le vite si incontrano e riportano alla memoria quello che è e quello che sarà della piazza. Semplicemente arte.

*Classe 2°B del Liceo Artistico A.G. Bragaglia

 

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"Un luogo in cui si materializza l’impossibile: l’arte”

murales 350 260di Beatrice Sisti* - L’arte, secondo un esponente del Dadaismo Man Ray, è dipingere ciò che non può essere fotografato, ciò che proviene dai sogni, dall’immaginazione o da un istinto inconscio. L’arte rispecchia noi stessi e ciò che riusciamo a vedere tramite i nostre stessi occhi, ciò che può essere giudicato ed interpretato in qualsiasi modo, dove, come affermava Gustave Courbet, l’immaginazione consiste nel saper trovare l’espressione più completa di una cosa esistente, ma mai nel supporre questa cosa o nel crearla

L’arte consiste nel dipingere secondo ciò che vediamo dentro di noi, ciò che pensiamo, ciò che immaginiamo e sognamo: non è più il dipingere la semplice realtà, tutto ciò che ormai la fotografia ci permette di avere e di ricordare in un modo istantaneo, ma una realtà distorta dal nostro essere, dalle nostre preoccupazioni e dalle nostre paure. La paura di non riuscire, di non essere mai abbastanza o di non essere ciò che gli altri vorrebbero che tu fossi. La paura di non essere amati, di non essere apprezzati e di non essere capiti. Le mie paure rispecchiano quelle appena citate, perché il mio dipingere proviene da un mondo immaginario, dove i sogni e le speranze fanno capolino, dove al centro vi sono mille problemi con cui combatto da tutta la vita. La mia insicurezza si percepisce dal momento in cui prendo in mano il pennello quando mi trema la mano mentre intingo la punta morbida nel colore, per poi portarla sul foglio e tracciare una linea leggera e distorta dai miei pensieri.
Il soggetto ricorrente che disturba la mia quiete, che non mi fa dormire la notte, che mi costringe a rimuginare sulle mie scelte, sulle mie parole; che distorce i miei sogni, che mi porta ad immaginare ciò che in realtà non c’è, non esiste, è lui. Lui è ciò che non può essere semplicemente fotografato, è il colore più vivo e misterioso che un artista possa aver visto. Non è semplice bellezza, ma è tutto ciò che lo circonda. Perché quando provi a sfiorargli la nuca, a scostargli i leggeri capelli dorati che gli coprono il viso, scopri quella piccola parte di lui che se fotografata non renderebbe l’immaginazione che lascia estrapolare dal tuo essere quando la guardi. I suoi occhi che non sono né verdi né azzurri, che non hanno nulla di particolare o diverso dagli altri, lasciano intravedere il loro interno, di un castano misterioso, che una volta che il suo sguardo si posa sul tuo, allora non riuscirai più a distoglierlo. Hai sete e fame di lui, hai voglia di scoprire ciò che si nasconde dietro a quell’intensità di colore. E ciò che sento, ciò che mi provocano quei suoi occhi, lo lascio intravedere in piccole opere che hanno significati enormi, opere che nessuno mai potrebbe trovare nella realtà, perché sono il puro frutto dell’immaginario.
Lui è come avvolto da un’aura celestiale, è colui che nasconde le sue grandi paure dentro di se, che non ti lascia avvicinare per non far scorgere questi suoi occhi cupi e intensi, questo suo vuoto che fa paura e ti lacera dentro con il passare del tempo, che solo lui può esprimere tramite la sua arte.
Quando mi si avvicina e devo alzare lo sguardo per osservare il suo viso solare; quando devo mettermi in punta di piedi per sfiorare le sue labbra con le mie, facendolo chinare verso di me; quando mi sfiora la mano per schiuderla nella sua ed intrecciare le dita nelle mie per non lasciarmi scappare; quando tremo in sua presenza; quando mi stringe a se e mi fa sentire protetta; quando mi bacia la nuca e mi accarezza i capelli; quando mi morde e mi assapora, mi trasmette emozioni che, senza neanche pensarci, senza volerlo, riesco a portare sul foglio, sulla tela bianca, attraverso la semplice matita o il colore. E quando non posso vederlo, quando non posso osservare i suoi occhi profondi, sfiorare i suoi capelli dorati ed ammirare la sua altezza, mi manca, mi manca più dell’aria, perché è colui che mi permette di creare qualcosa di nuovo, di diverso, di estremamente misterioso, cupo e solare allo stesso. Mi sento persa quando non riesco a capirlo; quando non si lascia avvicinare da me, quando mi priva di un suo sguardo, di una carezza, quando dice di star male, mi sento sola e chiusa in un angolo buio quando non si lascia osservare, quando sono tesa aspettando che lui mi lasci sfiorare il suo pennello intriso di un nero intenso, che mi trasmette paura e dolore.
Calde lacrime mi scorrono sulle guance mentre immergo le mani in barattoli di acrilico nero, e le porto sulla tela, sporcandola di quel colore cupo e triste, quel colore che mi ricorda lui quando penso a quanto possa essere stato difficile affrontare un’adolescenza che lo ha portato a non avere più fiducia nelle persone che vorrebbero aiutarlo, ma nonostante tutto, nonostante il grande peso che gli duole sulle spalle, continua a sorridere.
E attendo il momento in cui si fiderà di me tanto da lasciarmi vedere l’opera nascosta dentro di lui, quell’opera misteriosa che nessuno potrebbe mai fotografare, che in pochi potrebbero capire; un’opera rara e cosi bella che mi spinge verso di lui come api al miele. Quella grande, piccola opera che mi incuriosisce e che mi trasmette emozioni forti che lascio scorgere nella mia arte che non può essere fotografata.
Ed ora le mie guance rigate da strisce salate che mi scaldano le guance e il mio corpo che lascia segni neri su quel rettangolo bianco che simboleggia la sua luce, trascinano dolore e disperazione.

“E quando tutto sembra diventare difficile, cupo, insuperabile, c’è un rifugio in cui trovare forza e ristoro. Un luogo in cui si materializza l’impossibile: l’arte.” - Anton Vanligt

Quinta B VB Liceo Artistico A. G. Bragaglia

 

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