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L'Assessore Di Berandino risponde ai disoccupati

Mobilità in deroga

Vertenza FrusinateQuesta è la risposta alla mail che Vertenza Frusinate ha mandato all'assessore domenica 17/05/2020 ORE 20:50.
L'assessore ha risposto martedì 19 /05/2020 ore 11:32

«Gentile Sig. Carlini
sin dall’insediamento della Giunta Zingaretti, la Regione Lazio ha posto il massimo impegno e la massima attenzione per trovare soluzioni idonee a superare la grave crisi industriale che ha colpito la provincia di Frosinone ottenendo il riconoscimento di area di crisi complessa per questo territorio e proponendo due accordi di programma per favorire una reindustrializzazione capace di riportare lavoro e sviluppo nella provincia.

In questo contesto, abbiamo introdotto negli anni misure straordinarie di intervento coinvolgendo le Istituzioni territoriali e le Parti Sociali.
Insieme a loro e grazie al costante ascolto di ognuno di voi abbiamo ottenuto, da diversi anni, il finanziamento di misure di sostegno al reddito per quei lavoratori, appartenenti alle aree di crisi complessa, che da diversi anni hanno perso ogni forma di sostegno al reddito.

Abbiamo da sempre ritenuto l’importanza di sostenere tali persone con ulteriori misure di politica attiva: un percorso non semplice in un tessuto produttivo non ancora capace di riassorbire molti lavoratori che nel tempo sono fuoriusciti dal mercato del lavoro.
Impegno che non abbiamo disatteso e che non intendiamo assolutamente disattendere posto che non ci siamo mai sottratti, in questi anni, al dialogo costante relativamente a tematiche importanti e delicate come quelle dell’occupazione.
Per questa ragione, nei mesi precedenti la crisi del COVID19, avevamo avviato specifici tavoli di confronto sia con le organizzazioni sindacali che datoriali nonché con le principali amministrazioni comunali delle aree di crisi complessa al fine di costruire un nuovo percorso e tentare ancora la strada della ricollocazione nella consapevolezza che solo un impegno di tutti può determinare il successo di una siffatta iniziativa.

Conoscete gli strumenti messi in campo nella provincia di Frosinone: a partire da questo territorio, l’Assessorato al lavoro già nel 2017 mise in campo il bonus assunzionale per incoraggiare le aziende ad assumere disoccupati. Un intervento che ha visto all’inizio con quello specifico bando oltre 200 bonus attivati che corrispondono a 200 nuovi contratti di lavoro. Non è un caso che il numero dei disoccupati delle due aree di crisi complessa è leggermente diminuito. Partimmo da oltre 1600 disoccupati per arrivare ad oggi a 1175. Alcuni hanno raggiunto i requisiti pensionistici e altri hanno trovato una nuova occupazione.

C’è ancora molto da fare per trovare ad ognuno di voi una ricollocazione.
Come Assessorato abbiamo messo a disposizione di ogni disoccupato in cerca di lavoro uno specifico strumento il “contratto di ricollocazione”: si tratta di una misura di politica attiva destinata alla ricollocazione di persone disoccupate con la quale viene offerta un’assistenza intensiva e personalizzata, destinata all’accompagnamento al lavoro dipendente o autonomo. Questo strumento può essere utilizzato anche da voi ed è consultabile sul sito.»

 

 

 

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Precisazioni dei disoccupati all'Assessore Regionale

Agenda dei disoccupati

vertenza frusinate definitivoQuesto è il testo de l'email di Vertenza Frusinate all'assessore Claudio Di Berardino in risposta alle sue dichiarazioni.

Gentilissimo assessore al lavoro e alla formazione della regione Lazio Claudio Di Berardino, a nome di Vertenza frusinate mi permetto di fare alcune osservazioni alle sue dichiarazioni di seguito riportate.

«Priorità garantire sostegno al reddito in aree di crisi complessa”. Ora più che mai è necessario proseguire con il sostegno al reddito per i lavoratori in mobilità nelle aree di crisi industriale complessa di Frosinone e Rieti.
Gli effetti della crisi sanitaria renderanno ancora più difficile il percorso di reinserimento al lavoro (politiche attive) e siamo convinti che i 1.175 lavoratori delle aree di crisi debbano poter contare sul sistema degli ammortizzatori sociali di cui hanno goduto negli ultimi anni. Sono 15,68 i milioni di euro stanziati dal Ministero del Lavoro e dal Ministero delle Finanze per la Regione Lazio, di cui, di concerto con le associazioni sindacali e datoriali, 11,6 milioni verranno utilizzati per la mobilità in deroga e i restanti per la cassa integrazione straordinaria.

Come Regione Lazio abbiamo proceduto a inoltrare l’elenco dei beneficiari della mobilità in deroga al Ministero del Lavoro per poi procedere, previo nullaosta ministeriale, all’inoltro all’Inps per la liquidazione. Non solo: crediamo che il momento storico che stiamo vivendo renda ancora più fragili coloro che da anni sono fuoriusciti dal mercato del lavoro e che ora non possiamo lasciare senza alcuna protezione. E’, al contrario, necessario poter assicurare a tutti i lavoratori in mobilità la prosecuzione degli ammortizzatori sociali in deroga. Per questo abbiamo inviato anche una richiesta specifica al Ministero del Lavoro e all’Inps affinché sia garantita, con qualsiasi modalità, la copertura economica e l'erogazione delle liquidità per gli ulteriori 6 mesi del 2020 e comunque capaci di agganciare il sostegno al reddito al 2021».

1) Non diamo colpe al COVID19 diciamo che le politiche attive che sin dal 2016 avete tanto sbandierato, non sono mai partite, a meno che non si ha qualcuno che spinge per te, vai a lavorare e l'imprenditore assumendoti usufruisce degli sgravi fiscali;

2) Di denaro per le politiche attive ce ne sono svariati milioni di euro, ce ne sono anche per la bonifica della valle del sacco. Nella nostra area di crisi complessa la vera politica che dovrebbe proteggere il proprio territorio è assente, non ha progetti per il futuro e non si impegna minimamente;

3) Assessore mi spieghi perché, alla scadenza dell'anno in corso (legge di bilancio ormai diventata strutturale dal 2016) vengono rifinanziati gli ammortizzatori sociali e un disoccupato dell'area di crisi complessa deve aspettare tutti questi mesi prima che gli venga erogata questa miseria di mobilità, dovete cominciare da gennaio ad erogare quel denaro stanziato per poi trovare altro denaro per coprire tutto l'anno, facendo così i disoccupati avranno meno affanno;

4) A noi disoccupati ci erogano circa 500 euro mensili, vorrei sapere come fa una famiglia mono reddito a sopravvivere dignitosamente, perché si attua questa pesantissima decurtazione? Forse sarà il caso di rivedere la questione della decurtazione;

5) In 2 anni ci avete decurtato 6 mesi, almeno per la seconda finestra, vi ricordo che 6 mesi sono importanti per chi sta sulla soglia dei 60 anni perché si potrebbero agganciare a qualche strumento per ottenere la pensione.

 

Vertenza Frusnate disoccupati uniti

 

 

 

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La bufera sull'Assessore Di Berardino non s'arresta

art1mdp 350 260Coordinamento Provinciale Articolo Uno - Viterbo. Date le recenti vicissitudini e sulla base dell’esperienza pregressa, noi di Articolo Uno – Viterbo, riteniamo concluso il rapporto politico e di rappresentanza con l’attuale Assessore al Lavoro Di Berardino, in realtà mai coltivato da quest’ultimo, nonostante le continue sollecitazioni e tentativi provenienti dal nostro Coordinamento Provinciale, così come dagli altri coordinamenti locali della Regione Lazio, come ad esempio quello di Frosinone, di cui condividiamo e sottoscriviamo le recenti dichiarazioni in merito.

Giudichiamo l’assessore pertanto privo di fatto della capacità rappresentativa delle istanze provenienti dagli elettori di Articolo Uno e di Liberi e Uguali, i cui voti sono stati determinanti alla sua nomina e alla vittoria del Governatore Zingaretti. E’ inoltre opportuno rammentare di come la sua nomina sia avvenuta senza alcun tipo di reale confronto con le realtà locali e calata sostanzialmente dall’alto, atteggiamento che si è riverberato fino ad oggi.

Per tutte queste ragioni risulta inadeguato all’interno di una nuova stagione politica che si è aperta e che dovrà essere caratterizzata da una ricucitura del rapporto fra i cittadini e le istituzioni a tutti i livelli, dalla trasparenza, il ritorno alla politica fatta dai rappresentanti politici e non dai “tecnici prestiti a”, nel rispetto delle diverse sensibilità individuali e collettive, e del confronto dialettico costruttivo ed edificante fra le diverse forze politiche e le realtà sociali che esse rappresentano, che è il vero motore della democrazia.

Gli elettori della Regione Lazio di Articolo Uno invece si trovano oggi completamente privi di un punto di riferimento nella giunta regionale, le cui esigenze sono perciò subalterne alle decisioni del Partito Democratico, a cui ribadiamo si la fedeltà nei confronti dell’ampia e inclusiva coalizione che ci ha portato alla vittoria, ma rammentando però che si è conclusa la fase degli uomini soli al comando e rivendicando il nostro fondamentale ruolo all’interno di essa; è quindi necessaria una riconfigurazione del nostro ruolo, che non può che passare attraverso le dimissioni dell’attuale Assessore Di Berardino e la conseguente nomina di un successore che sia in grado di fornire una reale rappresentanza al corpo elettorale di Articolo Uno, oltre che di coltivare un duraturo e stabile rapporto con le realtà locali, aprendo una nuova fase in cui la parola d’ordine e il leitmotiv dovrà essere ineluttabilmente la collegialità.

Solo in questo modo potremmo rimettere al centro dell’azione politica le esigenze dei cittadini, a partire dal contrasto alla disoccupazione giovanile, dell’abbandono scolastico, delle carenze circa le politiche attive del lavoro e sopratutto i problemi della sanità, la cui situazione nel Lazio rimane drammatica.

Coordinamento Provinciale Articolo Uno - Viterbo

 

 

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Capoluogo: Urbanistica, – né seria programmazione né Assessore competente.

M5S logo minMarco Mastronardi, Consigliere Comunale M5S Frosinone - Urbanistica. Mancano una seria programmazione e un Assessore competente.

Qualche giorno fa ho letto l'intervento della consigliera del Polo Civico Debora Patrizi, nonché presidentessa della commissione urbanistica, di cui mi onoro di far parte tra l'altro ed ho elaborato alcune considerazioni che mi accingo ad illustrare.
Non posso che convenire circa la volontà di potenziare gli uffici del settore urbanistica, così come trovo altrettanto condivisibile la necessità di risolvere al più presto alcune questioni specifiche che alimentano il malcontento tra i cittadini e tra gli operatori del settore, oltre che a generare situazioni a dir poco “imbarazzanti” come quella per i de hors. Per quanto attiene al potenziamento degli uffici, mi permetto di auspicare che si vada al di là di un mero – seppur necessario – aumento del numero di risorse umane, ma che vi sia anche e soprattutto la volontà di un innalzamento della qualità del servizio; e mi riferisco al ricorso alle tecnologie ed ai sistemi informatici avanzati come i S.I.T., ad esempio, che tra l’altro contribuirebbero sensibilmente a migliorare e rendere più efficienti anche altri settori, come quello dei tributi o dell'anagrafe, ad esempio.
Condivisibile anche il fatto che la rigenerazione urbana possa essere un’occasione, ma in assenza di un’idea chiara di ciò che si vuole diventare da qui ai prossimi 20/30 anni, potrebbe rivelarsi l’ennesimo fallimento per la città. Così come non può assurgere a risposta “adeguata” la sciagurata (visti i pregressi capestri esperimenti molto simili) applicazione dell’art. 28/bis del TU per l'edilizia, che il Sindaco/Assessore si ostina a difendere a spada tratta, nonostante il forte sospetto di inapplicabilità - che potrebbe anche recare danni all’Ente - e che, comunque, non risolverà i problemi dell'assetto urbanistico della città, ma che al contrario – a mio modesto giudizio – contribuirà a peggiorarlo sensibilmente.

In altre parole ai buoni propositi andrebbero aggiunti il “coraggio” e l’ambizione di immaginare e di disegnare la Frosinone di domani e ciò potrà avvenire solo avviando un processo di “Pianificazione”, che sia innanzi tutto partecipato e che guardi specialmente alla qualità più che alla quantità, che sappia coniugare la crescita economica con la sostenibilità ambientale, con la coesione sociale. Se ciò non avverrà il nostro futuro continuerà a disegnarlo il caso, nella migliore delle ipotesi o, peggio, resterà nelle mani di qualche ristretto gruppo di soggetti “interessati” solo al proprio profitto. Bisogna iniziare a pensare ad un “sistema città” dove l’edilizia sia messa in subordine all’ambiente, ai servizi collettivi, alle infrastrutture, alle reti (reali e virtuali), alla crescita sociale, alla sicurezza; fin quando si continuerà a pensare il contrario continueremo inesorabilmente a rincorrere - senza mai raggiungere – quei livelli di “qualità urbana” che invidiamo ad altre realtà, nazionali ed europee e che se studiate un po’ più approfonditamente scopriamo essere sempre il frutto di un progetto. L’edilizia è solo il “risultato” della “pianificazione”

Scambiare l’edilizia con l’urbanistica o invertirne i ruoli - com'è stato per Frosinone ed è ancora purtroppo - oltre ad essere un errore “tecnico” è una pratica molto pericolosa, perché rende sempre più irraggiungibile quel livello “qualità urbana” quantomeno accettabile, che ha reso la città poco appetibile e non è un caso se Frosinone continua inesorabilmente a perdere residenti ed in ambito universitario sia considerata come “esempio da non seguire”.

Sono certo che la consigliera Patrizi, anche e soprattutto in quanto collega architetta, condivida appieno queste mie considerazioni ed è proprio per questo motivo che auspico che ella stessa e l’intero Polo Civico spronino il Sindaco ad affrontare seriamente il tema dell’urbanistica e che quindi, più che accelerare, si adoperi a porre solide basi per poter “partire” – visto che siamo praticamente fermi all’anno zero – iniziando col richiedere la nomina di un Assessore all'Urbanistica a cui affidare il difficile compito, che presuppone un lavoro costante e continuativo, visto il gravissimo ritardo che abbiamo accumulato nel corso degli anni e che il Sindaco, seppur stoicamente, non può assolvere con la dovuta dedizione (e direi anche competenza) viste le già tante incombenze a cui deve fra fronte come Primo cittadino.

 

 

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Frosinone, i giovani e l'assessore ombra

PalazzoComunaleFrosinone 350 260di Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone - Durante lo scorso Consiglio comunale del comune capoluogo, tenutosi il 4 luglio, ho avuto l'onore di rappresentare alcune istanze formulate dalla Rete degli Studenti Medi di Frosinone, sotto forma di interpellanza rivolta all'Amministrazione.

I giovani studenti del territorio nel maggio dello scorso anno avevano convocato tutti i candidati sindaco di Frosinone in un incontro, durante il quale hanno esposto i problemi maggiormente avvertiti dagli studenti nella città capoluogo: trasporto pubblico insufficiente a coprire le esigenze; mancanza di spazi di aggregazione in ambito sociale, culturale e sportivo; mancanza di eventi culturali rivolti ai giovani; mancanza di aule studio; welfare scolastico carente. Ad un anno dall'incontro hanno constatato amaramente che l'Amministrazione Ottaviani non è intervenuta su nessuno dei suddetti punti di criticità. Per questo motivo hanno deciso di riproporre le loro richieste al Sindaco e alla Giunta.

Va detto che anche questa volta, purtroppo, dall'Amministrazione comunale non c'è stato alcun segnale di apertura verso le richieste degli studenti, che, tra l'altro, sono ampiamente condivisibili, specialmente da parte delle generazioni più giovani della città. Sui trasporti l'assessore di riferimento si è limitato a dire che i fondi provenienti dalla Regione Lazio sono diminuiti e che il Comune non ha investito risorse limitandosi a gestire il bando solamente con fondi regionali. Un'amministrazione attenta alle necessità dei cittadini quantomeno avrebbe dato filo da torcere alla regione per ottenere dei fondi supplementari e avrebbe messo qualche risorsa propria in più su un servizio strategico come il trasporto pubblico. Ma di tutto ciò nulla all'orizzonte. Sugli spazi di aggregazione e sulle aule studio si è registrata la stessa indifferenza, nonostante abbiamo una biblioteca comunale che ha spazi largamente insufficenti per le aule studio e un centro storico letteralmente svuotato e riempito di finte vetrine con tanto di manichini esposti. La cosa più grave che ho voluto sottolineare però è stata la mancanza in aula dell'assessore alle politiche giovanili. L'anno scorso avevo interpretato come un segnale positivo la creazione di un assessorato alle politiche giovanili, certamente come un'opportunità per i giovani della città.

Raccogliendo l'invito dell'Amministrazione a condurre un'opposizione propositiva e non solo all'insegna della polemica, mi sono messo a disposizione dell'assessore. Il primo risultato di questa collaborazione è stata la riapprovazione della delibera sul “consiglio dei giovani” nel dicembre 2017, con l'intenzione di dotare la città di uno strumento di dibattito e confronto tra i giovani e l'Amministrazione comunale. Ho creduto, forse ingenuamente, che per la prima volta nella storia politica recente di questa città fosse possibile incominciare a invertire la tendenza sulle politiche giovanili, invece, il tutto si è rivelato un grande bluff, come al solito.

Sono passati ben sette mesi, il consiglio dei giovani non si è mai realizzato, e l'Amministrazione Ottaviani ha destinato ai giovani e alle politiche giovanili uno 0 tondo tondo durante l'approvazione del bilancio, roba che avrebbe dovuto far dimettere qualsiasi assessore al ramo. Tuttavia, va detto che in sette mesi un risultato è stato raggiunto: un pulsante virtuale sul sito del comune che segnalava la presenza del consiglio dei consiglio dei giovani. Peccato che questo consiglio nella realtà non è mai stato realizzato!

A questo punto, colto dalla disperazione, ho voluto lanciare un'ultima proposta all'Amministrazione e all'assessore che non c'era: se l'assessorato non è stato in grado in sette mesi di fare nulla per i giovani, realizzate almeno un tavolo di discussione permanente con le associazioni e le organizzazioni politiche giovanili della città. Fatelo seriamente, però, perché in una città inclusa fra i 50 Comuni italiani che ha perso più giovani di età compresa fra i 18 e i 30 anni fra il 2008 (le statistiche parlano dell'11,59% di giovani emigrati) il problema giovani non è un problema ordinario ma straordinario. Qualche volta ascoltiamoli i giovani, dopo tutto non costa nulla!

 

 

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Ferentino. Bernardini chiede la revoca dell'assessore Bacchi

Ferentino municipio 350 260La revoca dell’assessore sarebbe un atto di rispetto, di trasparenza, di legalita’ nei confronti della Citta’ di Ferentino
Gianni Bernardini Consigliere comunale «In data 28 Aprile ho presentato un’interrogazione consiliare al sindaco Antonio Pompeo, poi illustrata nel Consiglio comunale, riguardante somme di indennita’ di carica, indebitamente percepite dall’assessore comunale Luca Bacchi. Risulta anomalo che essendo un lavoratore dipendente, cosi’ come dichiarato nella sezione trasparenza del sito web ufficiale del comune lo stesso percepisca 16.340,00 annui invece dei 8.170,00 euro previsti dalla normativa vigente, ogni anno approvata con determina dal segretario generale Dott. Franco Loi, Det. N. 120 del 20/02/2017 e che conferma le determine per indennita’ degli anni precedenti.»

«Il sindaco ha nominato suo delegato l’assessore il 12/06/2013, e lo stesso amministra e rappresenta la Citta’ per la Sicurezza cittadina, Turismo, Manutenzione, Sport e Agricoltura. Ho chiesto inoltre al sindaco Pompeo di avviare un’indagine interna al comune e di eventualmente denunciare le anomalie all’autorità giudiziaria. Per una questione morale e di rispetto alla Città, il sindaco Antonio Pompeo non dovrebbe assecondare la grave vicenda ma bensì sollevare immediatamente l’assessore dal ruolo ricoperto, un atto dovuto, in quanto non meritevole di amministrare e rappresentare istituzionalmente una Comunità di 21.000 abitanti, nonchè Città insignita della Medaglia d’Oro al Valor Civile. E’ grave anche il fatto che chi dovrebbe controllare e vigilare su queste situazioni incresciose non lo fa. La politica è servizio alla Città, è dedizione e passione, con queste azioni allontaniamo definitivamente la gente dalla stessa, sfiduciamo definitivamente i giovani dal credere in una società dai sani principi. Sindaco Pompeo e Consiglieri di maggioranza avete una grande responsabilità in questo momento, mettete fine a tutto ciò, non rendetevi complici in queste vicende, e liberate il cielo di Ferentino da tutte queste nubi nere.»

Gianni Bernardini Consigliere Comunale

 

 Clicca il link che segue per leggere il testo dell'interrogazione in Pdf   pdf Interrogazione: Gianni Bernardini chede la revoca dell'assessore Bacchi

 
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Intervista ad Aurelio Tagliaboschi, assessore al bilancio del comune di Anagni

Anagni Palazzo della Ragione 350 260di Antonella Necci - Dopo diverso tempo di attesa, Aurelio Tagliaboschi, assessore al bilancio dell’attuale amministrazione Bassetta, ha acconsentito a rispondere ad alcune domande di carattere generale.
Certo, non ci ha fornito alcuna soluzione al gravoso problema delle bollette Acea restate inevase nel periodo che va dal 2002 al 2007, lasciando aperta la polemica tra le due amministrazioni, quella attuale e quella di centrodestra che fino al 2013 era al governo della Città di Anagni.
L’impegno che, però, l’assessore Tagliaboschi ha sottoscritto con noi, ma soprattutto con i nostri lettori, di tenerci aggiornati su eventi futuri di importanza finanziaria che mai dovessero sopraggiungere a gravare l’amministrazione anagnina, ci rassicura.
Io personalmente, sono interessata al destino dell’ex-polveriera, oltre che a capire come si risolverà il “caso delle bollette pazze”. Infine non sarebbe male capire meglio, una volta che i mutui del Comune saranno sbloccati, cosa si intende fare con tali denari.
Insomma, presumo di dover contattare l’assessore Tagliaboschi ancora in altre occasioni future. Intanto, qui di seguito, vi riporto la prima di una lunga serie di interviste.

1. Assessore Tagliaboschi, mi saprebbe spiegare perché per parlare di realizzazione di opere pubbliche nella città di Anagni, bisogna risalire ai tempi del sindaco Bruno Cicconi?

Le opere pubbliche si realizzano se ci sono le disponibilità economiche che lo consentono, i bilanci di un tempo avevano queste disponibilità oggi gli indebitamenti strutturali non consentono con facilità questo tipo di attività, bisogna prima mettere a posto i conti e riottenere liquidità ed è quello che stiamo facendo, fatto questo si tornerà a fare investimenti per realizzare opere pubbliche.

2. Ritiene che alcuni acquisti realizzati dalle amministrazioni di centrodestra ( ex- polveriera) siano stati negativi, finendo con l’affossare ancora di più il bilancio già pericolante? Non pensa che forse non c’è stata una vera capacità manageriale nella gestione di tali “risorse”?

L’acquisto della ex Polveriera è stato un importante investimento per la città che ha impegnato e continuerà ad impegnare il bilancio del comune di Anagni per diversi anni ancora, l’ammortamento annuo del costo di acquisto supera i trecento mila euro l’anno che sono una consistente somma.

3. Lei, nell’ultima conferenza stampa, fa riferimento allo sblocco dei mutui per la realizzazione di opere pubbliche. Può spiegare chiaramente cosa intende? Che tipo di opere pubbliche si intende realizzare in tempi brevi?

Quando si parla di forti passività mi riferisco, ovviamente, a quelle strutturali e tra queste ci sono anche i mutui che pesano in modo particolare sulla gestione corrente del bilancio. Il mutuo di sei milioni di euro stipulato qualche anno fa per l’acquisto della polveriera non consente al momento di farne altri.

4. La vicenda legata ai due milioni di euro per bollette inevase dal 2002 al 2007 ha creato non poche polemiche con l’opposizione. Ma che tipo di gestione si è verificata nelle amministrazioni di centrodestra? È possibile che l’opposizione, in quel periodo, non si rendesse conto e soprattutto non denunciasse nulla?

Le bollette dell’acqua non pagate nel passato all’Acea per oltre cinquecentomila euro provocano oggi difficoltà di liquidità all’amministrazione comunale per quanto alla gestione dell’opposizione del tempo posso dire che questi aspetti sono stati esposti e riportati nei vari Consigli Comunali tenuti negli anni, le nostre osservazioni al tempo non furono prese in considerazione in alcun modo.

5. La questione del parcheggio in prossimità di via Bagno ha acceso grandi polemiche. mi sa spiegare perché, in più di vent’anni la soprintendenza non ha dato il suo consenso alla realizzazione di alcuna opera pubblica in tale sito? Quale è la sua opinione in proposito?

Non mi risultano atti da parte della soprintendenza per quanto riguarda la localizzazione del parcheggio di piazza Cavour, per quanto ai fondi necessari per realizzare l’opera, che è l’aspetto di cui posso parlare, sono disponibili grazie al fatto di aver pagato parte del debito pregresso, consentendo di liberare gli avanzi di amministrazione per la realizzazione di opere pubbliche.

6. Infine, assessore Tagliaboschi, lei sarebbe disponibile a concedere una intervista ogni 4-5 mesi, per discutere su eventuali realizzazioni di opere pubbliche e per tenere aggiornati i nostri lettori?

Sono disponibile a periodiche interviste che ci possono consentire di affrontare gli argomenti salienti della vita amministrativa della nostra città e ringrazio la vostra testata per l’occasione che ci viene offerta.

4 febbraio 2017

 
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Anagni. M5S controreplica all'Assessore Pace

Anagni ScuolePantanello(riceviamo e pubblichiamo) da Anagni Cinque Stelle - «Leggendo la risposta dell'assessore Pace ci viene spontaneo fare ulteriori riflessioni sulla vicenda della presenza di calcinacci caduti/staccati due giorni fa dal cornicione della scuola di Pantanello.

In particolare stando a quello che l’Assessore asserisce, quand'anche fossero stati gli operatori dell‘ufficio tecnico a staccare i pezzi di intonaco “per poter intervenire su un'infiltrazione di acqua piovana, dovuta esclusivamente al deterioramento della guaina impermeabilizzante esistente da anni” facciamo notare che:

1) La zona era ed è ancora oggi tutt'altro che messa in sicurezza poiché non adeguatamente segnalata e delimitata (come dimostrano le foto scattate)

2) I calcinacci avrebbero dovuto essere rimossi immediatamente (vedi foto)

3) Qualora fosse un intervento programmato i genitori DOVEVANO essere informati

Apprendiamo, inoltre, che la “manutenzione straordinaria coperture” sia stata parziale - “Questi sono stati infatti eseguiti in un'altra ala dell’edificio" e non completa come lasciato sottintendere in altre dichiarazioni dello stesso Pace. Perché non prevedere un progetto di rifacimento completo del tetto, in maniera omogenea e in un unico intervento, invece di farlo parzialmente? È ovvio che, con il passare degli anni e le stagioni, anche altre parti del tetto sarebbero state oggetto di usura e magari “al deterioramento della guaina impermeabilizzante esistente da anni” Considerando che il progetto, della copertura di una parte della scuola, è stato programmato due anni fa, ma eseguito solo adesso, vorremmo sperare che non debbano passare altri due anni prima di rifare la copertura completa della zona interessata e per il momento mettere solo la cosiddetta “pezza”.

Non si può affermare che una scuola sia sicura se esistono infiltrazioni d’acqua. Infine Pace perdonerà il nostro eccesso di preoccupazione (??) ma, dopotutto, notizie di crolli nelle scuole sono all'ordine del giorno e non vorremmo doverci trovare in situazioni tragiche a causa della leggerezza nell'affrontare un tema così importante come la sicurezza negli edifici scolastici. Meetup Anagni 5 Stelle

PS: Ricordiamo che i fondi per il triennio 2015/2017 di interventi straordinari in materia di edilizia scolastica su edifici scolastici pubblici di cui al D.M. 23 gennaio 2015 NON SONO STATI RICHIESTI dal comune di Anagni come da determinazione 29 aprile 2015 n. G05255 della Regione Lazio e ora potevano essere utili.

Nota: da Treccani "calcinàccio" s. m. [der. di calcina]. – 1. Frammento di calce secca, pezzo d’intonaco staccato o caduto dai muri»

 

Cliccare sulle foto per ingrandirle

 

Anagni - Scuola Pantanello - calcinacci Anagni - scuola di Pantanello - calcinacci Anagni - scuola di Pantanello - calcinacci
Anagni - scuola di Pantanello - calcinacci Anagni - scuola di Pantanello - calcinacci Anagni - scuola di Pantanello - calcinacci

 

 
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Anagni. L'Assessore Pace replica al M5S

Anagni ScuolePantanelloAi sensi dell'art.8 della legge 47/1948 sulla stampa pubblichiamo una nota dell'assessore ai lavori pubblici del Comune di Anagni, Simone Pace che precisa:

«Smentiamo categoricamente che dall'edificio siano caduti cornicioni o calcinacci. E' stato il personale dell'Ufficio Tecnico comunale, nella giornata di ieri, a far cadere una parte di intonaco di un cornicione – dopo aver delimitato l'area interessata e proprio per garantire l'incolumità degli alunni - per poter intervenire su un'infiltrazione di acqua piovana, dovuta esclusivamente al deterioramento della guaina impermeabilizzante esistente da anni, che quindi nulla ha a che vedere con i lavori di copertura portati a termine di recente a Pantanello e in altri plessi scolastici.
Questi sono stati infatti eseguiti in un'altra ala dell'edificio, in base ad un progetto di circa due anni fa che non poteva prevedere, essendosi presentato di recente, il problema delle infiltrazioni di acqua piovana.

Sull'infiltrazione segnalata, l'Ufficio Tecnico è intervenuto immediatamente con un sopralluogo eseguito martedì scorso per la valutazione del problema e gli interventi sono stati programmati in sintonia con il responsabile della sicurezza dell'Istituto Comprensivo Secondo. Lanciare allarmismi infondati – conclude l'assessore Pace – non è un’azione responsabile, soprattutto se si parla di scuole e quindi di bambini».

UNOeTRE.it resta in attesa di eventuali repliche o messe a punto da parte del M5S.

 
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L'Assessore Mastrangeli prima di parlare guardi il calendario. E non solo lui

frosinonedematthaeisaerea 350 260dall'Ufficio Stampa del Circolo PD di Frosinone - Da tifosi e da cittadini abbiamo gioito della storica promozione in serie A del Frosinone, e dal punto di vista politico amministrativo continuiamo a seguire l'evoluzione dei lavori per la costruzione del nuovo stadio. Pensiamo, in relazione all'accelerazione imposta dalla recente promozione del Frosinone in serie A, che nonostante la nostra proposta per la realizzazione dello stadio non sia stata tenuta nella giusta considerazione, sia giusto da parte di tutti impegnarsi e spingere affinché il nuovo impianto sportivo proposto, si realizzi al più presto. Faremo il tifo anche per questo!
Un aspetto tuttavia totalmente diverso da quanto espresso ci preme sottolineare.
Il tentativo di volerci indicare come frenatori della costruzione del nuovo stadio e responsabili di eventuali ritardi è stato smascherato dalle false dichiarazioni dell'Assessore Riccardo Mastrangeli e di altri esponenti dell'Amministrazione Ottaviani. L'Assessore
Mastrangeli ha ripetutamente affermato di essere stato "costretto per un mese ad andare a Roma anche per una sigla su un foglio. Una parte del Pd, coloro che hanno firmato questa cosa, ha creato un nocumento alla città, perché ruspe e gru invece di partire oggi potevano partire anche 20 giorni fa o un mese fa. Hanno rallentato le normali procedure. Se non ci fosse stato l'esposto, il parere si sarebbe avuto quando abbiamo presentato la progettazione un mese fa. Questa vicenda dell'esposto ha fatto rivedere tutta la procedura" e inoltre afferma "La Cassa depositi e prestiti è una partecipata dello Stato.
Dunque l'esposto è stato girato immediatamente. La Corte dei Conti era stata informata che ci sarebbe stata una revisione dei mutui. Quando è arrivato l'esposto lo ha passato pari pari alla Cassa depositi e prestiti. Così è partita la procedura di accertamento e revisione".
L'Assessore Riccardo Mastrangeli mente sapendo di mentire per il semplicissimo motivo che nel momento in cui pronunciava le sue parole di accusa nei confronti del PD, la segnalazione alla Corte dei Conti non era ancora arrivata perché inviata solo in data 25 maggio 2015.
Il rispetto per i cittadini passa soprattutto attraverso la verità e non cercando di mistificare i fatti nell'intento di prefigurare eventuali responsabilità del PD nell'ipotesi di ulteriori ritardi nel completamento del nuovo stadio.

Il Segretario del Circolo Pd di Frosinone
Norberto Venturi
Il Presidente del Circolo Pd di Frosinone
Francesco Brighindi
Il Capogruppo del Pd al Consiglio Comunale
Michele Marini

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