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Andremo avanti da soli, se il 16 non ci saranno novità positive

Lo faremo noi il Sit-in.

vertenza frusinate definitivoGiusto per ricordare: quest’anno la nostra situazione della mobilità sarebbe stata più veloce come affermato dalle istituzioni, sembrava così, perché con il covid 19 abbiamo evitato di fare le domande presso il sindacato e si è risparmiato tempo (nel 2019 il tempo utile per fare le domande al sindacato scadeva a fine Agosto).

Poi come ben sappiamo tutti, le domande presso il ministero avrebbero dovuto stazionare circa 10/12 giorni e nel frattempo Regione, ministero e INPS di Roma avrebbero incrociato i dati (come riporta la procedura di mobilità di quest'anno) per poi inviarle all'INPS territoriale.

Si è perso tanto questo tempo! Perché? Hanno incluso anche quelli che non avevano più diritto alla mobilità, perché questa leggerezza??? Nell’elenco inviato, le organizzazioni sindacali hanno dato evidenza di coloro che raggiungono i requisiti pensionistici nel corso del 2020??
Che li abbiano già raggiunti o che abbiano trovato nuova occupazione?? Quante domande senza risposta!

Per questi motivi Vertenza Frusinate Il 21 maggio 2020 inviava una richiesta a tutte le sigle sindacali CGIL CISL UIL e Ugl per organizzare un sit-in sotto la prefettura, perché almeno il Prefetto poteva fare un po di chiarezza.
il 25 maggio Vertenza Frusinate riceveva una nota da tutto il sindacato che affermava che il Sit-in non si poteva fare perché si dovevano evitare assembramenti, per cui hanno organizzato un incontro ristretto con una delegazione di Vertenza Frusinate presso la Cisl di frosinone per giovedì 28 maggio 2020.

 

Giovedì 28 maggio 2020 ore 16:00 una piccola delegazione di Vertenza frusinate si è incontrata con le sigle sindacali CGIL CISL UIL e Ugl per fare il punto della situazione.

E quale è stato il punto della situazione??

Abbiamo capito che si sta perdendo tempo prezioso per dare risposte ai disoccupati senza nessun reddito da gennaio. Se le organizzazioni sindacali non si attiveranno per fare il Sit-in sotto la piazza della prefettura come da accordi presi il 28 maggio durante la riunione con Vertenza Frusinate andremo avanti da soli, lo faremo noi il Sit-in.

Aspettiamo martedì prossimo, perché il BUR dovrebbe uscire martedì, se ancora non abbiamo notizie certe, agiremo di conseguenza.

P.S. Le determine giacciono in regione dal 3 giugno.

 

 

 

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Vieni avanti cretino

Per lui era "una influenzetta"

bolsonaro 350 mindi Aldo Pirone - Tanti anni fa in TV Carlo Campanini e Walter Chiari facevano una gag esilarante. Mi pare che s’intitolasse “vieni avanti cretino”.

La parte del cretino la faceva Walter Chiari che si presentava sulla scena con una bombetta calata sugli occhi e con la tipica espressione del minus habens. Mi è rivenuta in mente leggendo che dopo l’americano Trump e l’inglese Johnson è arrivato anche Bolsonaro a capire la gravità dell’epidemia da Coronavirus. E’ l’ultima conversione di uno dei leader più in vista della destra occidentale.

Solo qualche giorno fa il presidente brasiliano aveva definito il coronavirus "una influenzetta". Ieri sera ha cambiato registro comunicando a reti unificate ai poveri brasiliani che la pandemia è “la più grande sfida per la nostra generazione”. Ha aggiunto che per affrontarla sono necessari “unione e collaborazione” da parte dei poteri dello Stato, per “salvare vite, senza perdere posti di lavoro”.

Questo conversione nei toni è stata provocata, a quanto pare, dalla rivolta di molti sindaci e governatori regionali dell’immenso paese latino americano e anche da molti esponenti dello stesso partito di Bolsonaro. Ma è una conversione a parole perché quanto a provvedimenti il destrorso presidente brasiliano non dimostra di avere idee precise su cosa fare.

L’epidemia di coronavirus è certo una grande disgrazia globale, soprattutto quando a farvi fronte in grandi paesi sono personaggi cialtroneschi, scettici e incompetenti come Trump, Johnson e il suddetto Bolsonaro.
Speriamo che americani, britannici e brasiliani se ne liberino e ce ne liberino al più presto.

 

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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I partiti facciano un passo avanti

  • Pubblicato in Partiti

conte di maio zingaretti come le tre grazie e renzi e cupido 350 mindi Ivano Alteri - Si continua a perseverare nell'errore che tanti danni ha causato e sta causando al nostro Paese (e non solo). Le dichiarazioni di Di Maio a proposito delle elezioni regionali umbre, lo confermano. Dice Di Maio: “Giunta civica per l'Umbria, i partiti facciano un passo indietro” (Il Fatto online). Ma, secondo il nostro parere, è l'esatto opposto di ciò che si dovrebbe fare.

Contrariamente a quanto si pensa e dice, infatti, se il nostro paese è attanagliato dai tanti mali che conosciamo e se molti dei nostri concittadini sono ridotti letteralmente alla fame, non è a causa dei partiti, ma, a pensarci un po' meglio, della loro assenza. I non-partiti e i partiti-fluidi esistenti, il M5S e il Pd in particolare, tutt'al più possono servire a vincere le elezioni, ma non certo a produrre una solida politica popolare, poiché nessuna politica popolare sarà mai possibile senza popolo. Le organizzazioni politiche esistenti, allora, soprattutto quelle proiettate verso il cambiamento sostanziale della società, dovrebbero tornare a farsi da tramite tra il popolo e le istituzioni, organizzando la partecipazione dei cittadini, affinché essi possano effettivamente “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, come Costituzione comanda.

Chi ha vissuto il tempo dei partiti del Novecento conosce la differenza tra un partito vero e un mero comitato elettorale, quali sono invece i partiti di oggi. Sa che mentre quelli producevano una partecipazione di massa mai vista nella storia, questi producono astensionismo di massa; mentre quelli producevano avanzamenti sociali sostanziosi, questi producono sostanziosi, dolorosissimi e generalizzati arretramenti; mentre quelli edificavano dalle macerie un'Italia che riusciva a stupire il mondo, questi la lasciano sprofondare tra la disperazione di milioni di persone, tra i rifiuti, tra le macerie di ponti crollati e paesi terremotati mai ricostruiti.

Quando, però, ci si trova a discorrere di questo argomento nelle varie occasioni, non manca mai chi, dall'alto della sua saggezza, ti dica “eh, ma non possiamo ricostruire i partiti del Novecento”, accusandoti, di fatto, di essere un nostalgico. Ma non c'è nessuna nostalgia, né si vogliono riesumare i partiti del Novecento: essi hanno abbondantemente mostrato tutti i loro limiti, se è vero che siamo giunti alle disperate condizioni attuali. I sinceri democratici, di qualsiasi orientamento politico, dovrebbero invece perorare la nascita di partiti adatti al ventunesimo secolo, e con i mezzi che questo fornisce, tendendo conto della recente e straordinaria esperienza storica maturata. Quell'esperienza, secondo la nostra opinione, non è una storia finita lì, ma solo l'inizio di un'altra storia, che attende di essere vissuta e scritta; ma solo per mezzo di partiti strutturati.

I due partiti al governo, il M5S e il Pd, per quanto destrutturati siano oggi, potrebbero contribuire alla ricostruzione di partiti veri ed operanti secondo Costituzione: il primo, con la sua originale carica democratica neo-partecipativa; il secondo, con la sua esperienza, la sua storia e la voglia di esserci ancora.

Perciò, altro che passo indietro: i partiti facciano un passo avanti. Potrebbe essere questa la prima, fondamentale, prova di effettivo Cambiamento.

Frosinone 16 settembre 2019

 

 

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Avanti un altro

formigoni alemanno 350 260 mindi Aldo Pirone - Ieri il tribunale di Roma ha condannato in primo grado l’ex sindaco Alemanno a 6 anni di carcere per corruzione e finanziamento illecito. Il filone dell’indagine era stato stralciato da quello più ampio su “Mafia capitale”. Il PM aveva chiesto una pena più mite. Ovviamente Alemanno ricorrerà in appello e bisognerà aspettare il giudizio finale.

Sabato scorso ad andare in carcere a scontare una condanna definitiva era stato il “casto” e devoto Formigoni, per 18 anni Presidente della Lombardia e dirigente di primo piano del centrodestra nazionale, nonché dell’associazione cattolica e integralista “Comunione e Liberazione” fondata da Don Giussani. Il paganeggiante “Celeste” era stato condannato dai giudici per corruzione.

L’elenco dei condannati, circa 40, di dirigenti del centrodestra berlusconiano in tutte le sue componenti e nelle sue diverse denominazioni, si allunga. Alcuni sono in galera, altri in attesa di appello e Cassazione, altri condannati ma liberi. Senza contare, soprattutto per il capo della confraternita, Silvio Berlusconi, le numerose prescrizioni.
“Il Fatto Quotidiano” di sabato scorso ne ha fatto una non breve lista: Berlusconi, Bossi, gli ex parlamentari Previti, Dell’Utri, Cosentino, Matacena, Verdini, Brancher, Papa, Grillo (omonimo del guru del M5s), Frigerio, Borghezio, Vito, Matteoli, Catone, Speciale, Belsito, Sirchia, Salini, Sgarbi, Romani, Laboccetta, Minzolini, Farina, Brigandi, Sciascia, Angelucci. Poi ci sono i governatori delle Regioni: il “Celeste” già detto, Cota, Cuffaro, Lombardo, Scopelliti, Pili, Maroni, Galan e Iorio. Poi ci sarebbe un altro “pezzo da novanta” fondatore del centrodestra che fu: Gianfranco Fini che, però, è solo a processo per la casa di Montecarlo.

Viene spontaneo domandarsi se a sgovernare questo disgraziato paese nell’ultimo quarto di secolo, in senso stretto e lato, negli otto anni di governo e anche in quelli di opposizione, nei Comuni e nelle Regioni, sia stata una compagine politica o una banda a delinquere.
La risposta va da sé con la lettura della “black list”. Destinata, probabilmente, a prolungarsi.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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Passi avanti della Globo BPF Sora, Tuscania battuta

Abbraccio GloboBPF Sora 350 260 mindi Carla De Caris, Uff.Stampa Globo BPF Sora - GLOBO BPF SORA-TUSCANIA 5-0
GLOBO BANCA POPOLARE DEL FRUSINATE SORA: Kedzirski 5, Petkovic 15, Joao Rafael 8, Nielsen 6, Di Martino 8, Caneschi 6, Bonami (L), Marrazzo 1, Bermudez 14, Esposito 3, Fey 4, Rawiak 6, Farina, Mauti (L). I All. Mario Barbiero; II All. Maurizio Colucci. B/V 12; B/P 19; muri: 7.

MAURY’S ITALIANA ASSICURAZIONE TUSCANIA: Peslac, Osmanovic 15, Bertoli 8, Formela 6, Fabi 7, Pizzichini 10, Sorgente (L), Buzzelli 6, Panciocco 6, Fall 3, Gentilini (L), Cappelletti 3, Piedepalumbo. I All. Morganti, II All. Russo, III All. Perez Moreno. B/V 4; B/P 18; muri: 7.
PARZIALI: 25-20; 25-20; 25-21; 25-21; 15-11.

SORA - Ottimo risultato e prestazione per la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora che nell’amichevole di ritorno con la Maurys Italiana Assicurazione Tuscania, al PalaGlobo “Luca Polsinelli” mostra un buon gioco. Pronta dunque a riscattarsi la compagine sorana con il 3-0 che ha trasformato nel 5-0 dopo che i coach Barbiero e Morganti hanno deciso di continuare l’allenamento congiunto. Quasi due ore di test match durante i quali il peso della preparazione si è fatta ovviamente sentire ma in campo comincia a esserci più padronanza.
“Partita positiva nel risultato – commenta a caldo coach Mario Barbiero -. La brillantezza si è vista solo a tratti ma credo che sia abbastanza normale: stiamo lavorando molto sia dal punto di vista fisico che tecnico, quindi ci può stare un po' di poca reattività soprattutto in difesa e a muro. Tutto sommato la squadra ha giocato in maniera abbastanza ordinata, quello su cui stiamo lavorando sta crescendo, i sistemi di ricezione e la costruzione del gioco iniziano ad andare meglio. Dobbiamo sistemare alcune situazioni soprattutto in momenti difficili ma sono abbastanza soddisfatto di quanto visto sul campo. Anche gli altri, i più giovani, stanno crescendo e rispondendo positivamente, e questo è importante perché quest'anno in campionato saranno importanti tutti”.

Dal versante ospite è il capitano ed ex atleta sorano, Pierlorenzo Buzzelli, a offrire la sua analisi: “Come la precedente, anche questa è stata una prova interessante, siamo riusciti a giocarcela quasi alla pari per buona parte di ogni set, poi è normale che sulle situazioni più delicate viene fuori la differenza di categoria che c’è tra le due squadre. Sia la partita di andata, però, sia questa di ritorno, sono stati due bei banchi di prova per entrambi perché penso siamo riusciti a farli allenare ad un certo livello. Sono contento della mia squadra e penso sia la strada giusta per affrontare il nostro campionato di Serie A2. Sora la vedo bene, mi piacciono tanto sia Petkovic che Joao Rafael, due giocatori che reggono molto bene la categoria. Caneschi poi, penso che confermerà il livello dell'anno scorso. Sora per me è una seconda casa, quindi le faccio il mio più grande in bocca al lupo”.

Allo starting players coach Mario Barbiero scende in campo con Kedzirski al palleggio opposto a Petkovic, Joao Rafael e Nielsen in posto 4, Di Martino e Caneschi al centro, e Bonami libero. La guida tecnica locale invece propone la diagonale Peslac-Osmanovic, i martelli Bertoli e Formela, i centrali Fabi e Pizzichini, e Sorgente libero. Si mette subito alla guida del set la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora con l’ace di Petkovic per il 4-2 e l’attacco di Joao per l’8-6. Fabi e Bertoli rosicchiano punti e soffiano sul collo degli avversari, ma con due mini break positivi i volsci si riportano avanti. Uno porta la firma Di Martino e l’altro quella dello schiacciatore brasiliano entrambi all’ace per il 19-15. Continua a essere la battuta il fondamentale che fa la differenza con Petkovic a destabilizzare la ricezione di Panciocco per il 23-17. Si riscatta subito lo schiacciatore della Tuscia con il servizio in salto che annulla la prima palla set sorana. Delle quattro che restano però Di Martino archivia il game alla prima, 25-20.

Più equilibri nel secondo parziale con il punto a punto mantenuto fino al 13-12 quando la Globo prova a scappare ma Tuscania rincorre bene per la nuova parità del 16-16. Qualche azione dopo sono le bocche da fuoco sorana a mettere la distanza con il 21-18 che con Petkovic diventa 23-19. Resta solamente il tempo di un attacco dal centro di Fabi prima che il muro di Esposito ai danni di Bertoli si trasformi nel nuovo 25-20e nel 2-0 in fatto di computo set.

Redini in mano a Kedzirski e compagni nel terzo game con l’ace di Di Martino che sul 7-3 costringe coach Morganti a richiedere il time out discrezionale. Il gioco però continua a scorrere nello stesso modo con la Globo a tenere stretta le sue 4 lunghezze di vantaggio e la Maurys a non andare oltre il cambio palla al 14-10 e 18-14. Richiama nuovamente i suoi la guida tecnica ospite ma Sora affonda il fendente con il parziale positivo che si traduce in un gap incolmabile per Bertoli e soci che trovano le forza di reagire solo sul 24-18. Annullano 3 palle set ma poi la battuta sull’asta di Formela dichiara il 25-21 e la chiusura del match in favore dei padroni di casa per 3-0.

Si continua a giocare al PalaGlobo un quarto game che, dopo il galleggiamento iniziale per il 10-10, mostra il largo che prendono i bianconerial 14-12 e al 18-15. È con il mini break di 4-0 che il set arriva alle battute finali, 24-19, con la chiusura al 25-21. C’è il tempo anche per un tie break che sul 4-0 e 9-6 sembra non offrire più nulla, invece arriva il guizzo di Tuscania che si riporta sotto fino al 12-11. Bermudez, in attacco e a muro su Cappelletti, dice che è ora di chiuderla, e allora a Caneschi non resta altro che inchiodare sulla rete le intenzioni offensive di Buzzelli, per sentire il fischio conclusivo dell’arbitro sul 15-11.

 

 

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Nessun passo avanti per l’Ospedale di Colleferro

Colleferro DifendiamoOspedale 350 260da Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro”, Coordinamento territoriale - Con il servizio andato in onda il 29 luglio 2017, sulla rete nazionale La7, nell’ambito del programma “Coffee breack”, a cura della giornalista Lavinia Bruno, abbiamo portato all’attenzione del grande pubblico la drammatica situazione del nosocomio L. P. Delfino di Colleferro (per il video vai alla pagina FB https://www.facebook.com/ospedaleacolleferro/).
Durante le riprese in piazza A. Moro, davanti l’ospedale, si sono avvicendati cittadini, medici in pensione, curiosi e rappresentanti di associazioni e comitati locali.
Sono intervenuti anche i responsabili della Direzione sanitaria (la dott.ssa Bianchi e il dott. Nicolò), su autorizzazione del Direttore generale, dott. De Salazar, finora “indifferente” alle frequenti richieste di incontro del Comitato. Presenza inattesa, che ha stupìto tutti, e affermazioni fuorvianti, che abbiamo duramente contestato.
Il tono rassicurante in versione televisiva delle voci della Direzione aziendale non ci hanno convinto e non cambiano lo stato di fatto in cui versa l’ospedale!
Pesanti le responsabilità della Direzione generale della Asl Rm 5, della Regione Lazio e dei Sindaci del territorio: è inutile cercare di sminuirle! Semmai agite per garantire nel territorio i livelli essenziali di assistenza (LEA), a cominciare dalla riduzione dei posti letto, alla mancanza di coordinamento dei servizi esistenti, che penalizzano l’intera valle del Sacco, un bacino di circa 130 mila abitanti tra Roma e Frosinone.
Con la nuova normativa sulla “Sicurezza delle cure” (Legge 8.3.2017) cambia anche il ruolo dei Comuni, soprattutto nella prevenzione dei cosiddetti “eventi avversi” attraverso il rispetto dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.
E’ eclatante la sottoutilizzazione della Nuova Ala dell’ospedale, priva del collaudo definitivo, nonostante la Direzione sanitaria continui ad affermare il contrario. Non conosciamo il disegno innovativo - se c’è - per la valorizzazione degli spazi, delle professionalità e delle risorse economiche investite nella sua ristrutturazione!
Gli organi della Direzione sanitaria sono stati capaci solo di trasferire i reparti (letti e complementi di arredo) dal vecchio ospedale alla Nuova Ala!
Abbiamo posto l'attenzione sui disagi causati dall’accorpamento di 4 reparti presso l’ospedale di Palestrina, e che abbiamo difeso presentando ricorso al TAR del Lazio e al Presidente della Repubblica, di cui attendiamo le sentenze. Gli altri reparti hanno bisogno di sangue ma non c’è più il servizio trasfusionale. Molti, anzi troppi reparti e da troppo tempo, non hanno un Direttore a coordinare l’attività delle unità ospedaliere!
Non vogliamo rinunciare all’Anatomia Patologica, Nefrologia, Dialisi, Neurologia, Emoteca H24, che ci sono stati promessi! Ma serve personale e le assunzioni di medici, infermieri e figure di supporto, di cui si parla da anni, slittano a fine 2017! Ci riferiscono che la condizione degli addetti delle pulizie continua ad essere precaria
Per la Direzione sanitaria i pazienti devono avvalersi delle strutture sanitarie territoriali (se le trovano) e ricorrere all’ospedale solo per le “emergenze“. Sono proprio le “emergenze” la nostra maggiore preoccupazione! Da Colleferro e dai vari Comuni del territorio non abbiamo i mezzi pubblici di trasporto per raggiungere gli ospedali, come sanno i Sindaci.
Oltre ai problemi logistici non abbiamo assicurazioni sull’efficienza della rete dell’urgenza-emergenza e sulla attivazione dei servizi territoriali integrativi e sostitutivi dei distretti sanitari, anche questi promessi!
Siamo in Agosto e non sappiamo quale sia la reale situazione organica del Pronto Soccorso e la capacità di rispondere alle urgenze! Alla domanda sul numero di ambulanze a disposizione dell‘ospedale abbiamo ricevuto come risposta i nomi delle società che gestiscono il servizio!
Visti questi risultati denunciamo il fallimento della “Facility Manager” a cui la Regione ha affidato la strategia, la gestione e l’operatività del sistema sanitario. Qual è stato finora il controllo e i risultati di gestione sulla riduzione dei costi a fronte della diminuzione delle risorse per la spesa sanitaria?
Il Comitato e i Sindaci (di Colleferro, Artena, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Labico, Montelanico, Segni e Valmontone) hanno chiesto il 16.2.2017 al Direttore Generale, Dott. De Salazar, una serie di misure per garantire il diritto alla salute della popolazione della valle del Sacco, che a tutt’oggi non sono state adottate! (http://www.cronachecittadine.it/ospedale-di-colleferro-il-sindaco-sanna-e-tutti-i-sindaci-rmg-6-chiede-al-dg-dellasl-un-incontro-ed-invia-una-lista-di-richieste/).
Il Comitato è inascoltato, ma i Sindaci, che nel 2015 hanno occupato virtualmente i reparti, cosa fanno oggi per tutelare la loro gente?
La valle del Sacco e Colleferro sono gravati da problemi ambientali “storici” (area SIN, sito di interesse nazionale, e RIR, zona industriale a rischio di incidente rilevante) e tra cementificio, cave, turbogas, discariche e inceneritori abbiamo bisogno di più sanità pubblica e non di ricevere, come vuole la Regione, più rifiuti! E più servizi li devono chiedere (non con i comunicati stampa) i Sindaci!
Manca, dott. Nicolò, sia la sanità pubblica, sia i servizi territoriali di un distretto sanitario! Vedremo, dott.ssa Bianchi, quali e quanti saranno gli incarichi medici entro il 2017, posto che ad oggi non sono stati ancora pubblicati i bandi di assunzione!


Gabriella Collacchi, Portavoce
Ina Camilli, Coordinatore
Colleferro, 1 agosto 2017
Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale
Mail
FB A difesa dell’ospedale di Colleferro

 
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Renzi e la polemica su “Avanti...”

renzi alla leopolda 350 260di Elia Fiorillo - Sì, le "rogne" Matteo Renzi se le va proprio a cercare. Anche quando potrebbe farne a meno. Anche quando potrebbe raccontare i suoi mille giorni passati a Palazzo Chigi, a governare un Paese non certo facile, senza sparare a destra e manca. Senza alzar polemiche sui suoi predecessori, o robe simili. Perché alcune intuizioni il suo governo le ha avute. Iniziative valide ci sono state, ma passano in second'ordine proprio perché la "vis polemica" dell'ex presidente del Consiglio ingloba tutto e mette in second'ordine le azioni, i fatti, che dovevano essere raccontati per quello che sono, senza aggiunte super critiche che finiscono per snaturare il tutto.

Il libro di Matteo Renzi, "Avanti, perché l'Italia non si ferma", è la storia di un uomo solo al comando del Paese - anche se Renzi sostiene nella pubblicazione proprio la tesi opposta - che ha cercato di sradicare un vecchio modo di far politica, dove "i salotti romani" e non, frequentati dai soliti noti, provavano, e continuano a farlo – spesso riuscendoci –, a determinare i destini di un'intera comunità. Un libro puntiglioso sulle tante iniziative che il governo ha realizzato ma anche sulle sconfitte subite, a partire dal referendum. Ecco, in sintesi, i punti positivi e negativi, secondo l’ex sindaco di Firenze, della sua azione di governo.

“Primo punto, positivo: il carico fiscale”. “Tutti promettono in campagna elettorale di abbassare le tasse, noi lo facciamo sul serio”.

“Secondo punto, negativo: le banche”. “Ci affidiamo quasi totalmente alle valutazioni e alle considerazioni della Banca d’Italia… E questo è stato il nostro errore…”.

“Terzo punto, positivo: il lavoro”. “…basta una norma di semplificazione del mercato del lavoro, il Jobs Act, per ottenere 800.000 posti di lavoro in più e dimezzare le ore della cassa integrazione”.

“Quarto punto, negativo: la scuola”. “…nessuno ha messo tanti soldi come noi sulla scuola e sull’edilizia scolastica. Eppure non ha funzionato”.

“Quinto punto, positivo: i cantieri”. “Ho iniziato a fare i sopralluoghi nei cantieri almeno un paio di giorni al mese”.

C’è poi il “mea culpa” giustificatorio sul referendum: “Il mio vero errore è stato non leggere in tempo la politicizzazione del referendum”. Meglio dire i possibili risultati della politicizzazione referendaria. Perché fu proprio il presidente del Consiglio ad imprimere una marcia, diciamo così, non tecnica ma politica a quel referendum confermativo. Sarebbe bastato per depotenziare il rischio politicizzazione, il “sì” o “no” contro Renzi, che la domanda referendaria non fosse unica ma articolata sulle varie tematiche referendarie: abolizione del Cnel, modifica del Titolo V della Costituzione, ecc.. No, in quel caso non ci fu un errore ma un calcolo risultato poi sbagliato.

Alla cena di saluto del presidente degli Stati Uniti alla delegazione italiana alla Casa Bianca c’era anche Roberto Benigni. E che disse Benigni a Obama? “Stai attento, Barack, questo che hai accanto è un pericolosissimo dittatore. Lo sappiamo tutti in Italia. Facciamo anche un referendum per questo”. In fondo a certe battute scherzose c’è sempre un pizzico, anche minimo minimo, di verità.

Scriveva Oscar Wilde: “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante e che se ne parli”. Sembra proprio questa la traccia di pensiero dell’ex boy scout che non si rende conto che così facendo butta al vento anche le cose buone che ha realizzato. E, utilizzando quel suo modo di fare, tradisce anche il pensiero del fondatore degli scout, Robert Baden-Powell: “Lasciare un po’ migliore il mondo di come lo si è trovato”. Certo, non lasciarlo in balia delle polemiche.

Chi scrive ha avuto la possibilità di frequentare le riunioni delle parti sociali a Palazzo Chigi, all’epoca del governo Berlusconi. Quando l’allora Cav. stava per “scantonare” per qualche provocazione del segretario generale della CGIL Cofferati o di altri, c’era il fido consigliere Gianni Letta che interveniva, stringendo il braccio al presidente per bloccarlo e contemporaneamente lanciando qualche invito per far ritornare la discussione nel binario dell’ordine del giorno. Berlusconi si calmava, sorrideva e, a volte, cominciava a raccontare amenità. Chi ha il “potere” di bloccare il braccio e di far riflettere Matteo Renzi?

Dice a Renzi Oscar Farinetti: “Tu hai questa capacità di stare antipatico a tutti quando vinci. Ma quando perdi sei il numero uno… Dovresti perdere più spesso”. Già ha perso abbastanza l’ex presidente del Consiglio, dovrebbe solo, quando è in sella vincente, pensare e comportarsi come quando perdente riflette sulle sue sconfitte. Troppo difficile?

 
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Maliziola al Sindaco: "Questa maggioranza va avanti a tentoni"

ceccano palazzo antonelli 350 253da Manuela Maliziola Consigloiera comunale dell'URD Ceccano - Volendo fare il punto sull’amministrazione Caligiore, possiamo affermare con assoluta certezza che è fallimentare sotto ogni punto di vista, e la mancanza di risultati confermano tutta l’incapacità politico-amministrativa dell’attuale Sindaco e nel complesso evidenziano una maggioranza disorganizzata e priva di programmazione ben dopo 15 mesi di mandato.
La situazione peggiora sempre di più e la città sta soffocando sotto la pressione di provvedimenti che non tengono assolutamente conto dei reali interessi dei cittadini, creando di fatto un sostanziale scollamento tra maggioranza e problemi effettivi della gente.
Quel che peggio è che tutte le questioni da me sollevate con interpellanze, interrogazioni, e le numerose proposte avanzate per la crescita della nostra città, sono rimaste lettera morta o passivamente accettate dall’attuale maggioranza, senza che mai la stessa assumesse una posizione chiara in merito, o dibattesse in maniera altrettanto chiara e democratica sulle stesse. Una per tutte la mancata convocazione di un consiglio comunale aperto sul lavoro, da me formalmente richiesto il 18\01\16 nel quale potersi effettivamente confrontare su tematiche importanti di cui un amministrazione deve tener conto. Richiesta quest’ultima reiterata qualche giorno fa, al fine di poter discutere in tale assise anche del problema dei nove dipendenti comunali ultrasessantenni, destinati alle pulizie dei palazzi comunali, senza che per gli stessi ci fosse stato data la possibilità di una discussione democratica nelle commissioni consiliari preposte. Un atteggiamento questo negligente e poco rispettoso delle opposizioni, cui fa da contraltare l’assoluta mancanza della dovuta considerazione dei cittadini e dei loro diritti.
Questa maggioranza va avanti a tentoni, amministra con inerzia, ignorando colpevolmente le esigenze effettive della città, il profondo stato di bisogno in cui versa gran parte della popolazione, la necessità di forti prese di posizione in materia ambientale, ed una seria e concreta battaglia per l’apertura della “nostra” casa della salute.
Per l’ambiente il Sindaco Caligiore è completamente latitante e rimanda “a dopo” questioni di fondamentale importanza, come ad esempio il mettere in campo, anche in sinergia con gli altri comuni, una vera strategia per combattere le dannosissime pm10 che ogni anno si ripresentano destando allarme e preoccupazione sia nei cittadini che nella classe medica.
Le iniziative adottate dall’attuale maggioranza non hanno l’impronta del coraggio ed appaiono più di facciata che di sostanza, dato che ad oggi la “svolta” tanto annunciata, in concreto ancora non è stata attuata. Manca inoltre la consapevolezza da parte del Sindaco che le partite strategiche, per la crescita economica e sociale della comunità, non si giocano solo all’interno della nostra città, nè in consiglio comunale, ma in sinergia con gli altri comuni e sui tavoli provinciali e regionali.
Bisogna dare atto al Sindaco Caligiore, a più di un anno dal suo insediamento, che è riuscito in un sol colpo a distruggere tutto il lungo, paziente e faticoso lavoro, compiuto dalla precedente amministrazione da me guidata, per far acquisire credibilità e prestigio alla nostra città in ambito provinciale e regionale, lasciandola di fatto in uno stato di completo abbandono ed in totale isolamento.
Ormai è evidente “la deriva a destra” di questa maggioranza, rimarcata qualche giorno fa dalla giovane ed inesperta consigliera Bianchini in un suo post, senza essere in alcun modo smentita dalle forze politiche che sostengono il Sindaco Caligiore. Per dirla in breve il loro rinnovamento è passato dal motto ”libro e moschetto” a “fiori e ramazza”.

 
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Disoccupati si incontrano e si parlano per andare avanti insieme

Rossi parla ai lavoratori della Multiservizi 350 260di Alessia Lambazzi - La protesta va avanti da 509 giorni, ma Il “Comitato lotta per il lavoro” non ha intenzione di desistere e continua a manifestare la propria delusione dopo la chiusura della Frosinone Multiservizi.
Durante l’evento, che ha avuto luogo venerdì 28 agosto nel presidio della tenda che ormai da tempo si è stabilizzata davanti al Comune di Frosinone, è stato Paolo Iafrate a dare voce ai tanti senza lavoro che continuano ad aumentare.
La difesa della dignità dei lavoratori vittime di un sopruso da parte delle Istituzioni, che hanno deciso di affidare i servizi appaltati dall’ex fabbrica alle cooperative sociali di tipo B, sembra essere stato il motore di quest’azione di protesta che si propone come primo obiettivo quello di ripristinare le condizioni per cui tanti lavoratori hanno lottato. Questo presidio è paragonabile, secondo Iafrate, ad una trincea che ha individuato il suo nemico nell’amministrazione comunale attualmente incapace di interventi concreti, responsabile di aver svenduto i servizi necessari con la speranza di trarne un profitto.
Presenti all’incontro alcuni delegati del “Comitato Promotore per la Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà”. Ad intervenire è stato Gino Rossi, il quale ha sottolineato l’importanza di sensibilizzare le Istituzioni di fronte alla disoccupazione, nuovo cancro della provincia, in modo da distruggere l’aura di indifferenza nella quale i disoccupati sembrano essere avvolti. L’obiettivo, come sottolinea Rossi, è quello di dare vita ad un’iniziativa di stampo provinciale, in modo da unire le forze a prescindere da orientamenti o colori politici che davanti ad una medesima condizione di sofferenza perdono di senso.
Degno di nota l’intervento di Francesco Notarcola, ex dirigente Cgil, che ha espresso il suo parere sulla situazione attuale del nostro paese. La rovina di questa provincia sono i Sindaci e quella mentalità che spinge gruppi di centro destra e di centro sinistra ad unirsi, non certo per servire gli interessi dei cittadini o dei lavoratori, piuttosto per mettersi al servizio dei potentati economici della provincia.
Il blogger Luciano Granieri, in conclusione, ha dipinto un quadro più generale della situazione, attraverso un excursus che parte dall’Italia degli anni 70 e che ci mette di fronte ad una società improntata al capitalismo, un fine a cui politici sembrano aver totalmente aderito, diventando macchine nelle mani di multinazionali che traducono le necessità in occasioni di guadagno.
La Multiservizi di Frosinone si è impegnata a portare avanti un progetto che viaggi nella stessa direzione del “Comitato Promotore per la Vertenza Frusinate”, proponendo tra le altre cose l’organizzazione di una manifestazione di protesta che permetta di unire le forze e ricordando ai presenti che, se necessario, la loro tenda diventerà una dimora stabile.

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Un passo indietro e due avanti

logo forum democratico 350dal ForumDemocratico - Ceccano - Facciamo un passo indietro, proviamo a farne un paio avanti e fissiamo qualche punto.
ForumDemocratico - Ceccano ha chiaramente espresso le proprie valutazioni in merito alle vicende di crisi amministrativa delle scorse settimane.
Abbiamo voluto prendere una posizione decisa e trasparente a riguardo, ritenendo che determinati passaggi politici e relative cause ed effetti, non debbano essere taciuti, tantomeno avallati da atteggiamenti ambigui ed equivocabili. Ribadiamo quindi i nostri giudizi negativi sulla gestione politica di una crisi che, forse anche a causa d'interventi di figure istituzionali superiori, ha portato al muro contro muro causando di fatto il commissariamento del paese. Rintracciamo nell'ormai "celebre" foto dei consiglieri comunali dimissionari quei tratti della politica che riteniamo sia indispensabile superare. Gli sguardi tronfi e soddisfatti dei protagonisti di questa triste vicenda, che alla bisogna s'azzuffano e s'accordano, ancora nascondono ai cittadini i reali motivi di una così grave crisi.

Tutto questo riteniamo debba essere definitivamente archiviato attraverso una trasparente riflessione, sia degli altri soggetti politici che della cittadinanza tutta. La valutazione che oggi diamo delle azioni e prese di posizione dell'ex sindaco non ci tramutano automaticamente in suoi sostenitori, abbiamo espresso giudizi e non ci preme fare il "tifo".
Il colpevole ritardo nella presa di coscienza della Maliziola riguardo le reali intenzioni di buona parte della maggioranza che la sosteneva, hanno concorso alla definizione di un contorto e tentacolare intreccio, da cui era forse difficile districarsi.

Tuttavia abbiamo letto positivamente alcuni segnali che debolmente erano emersi dalla palude politica ceccanese. Esiste uno spazio di riflessione differente, ci sono logiche diverse, si possono ribaltare alcuni capisaldi. Un primo passo importante per l'inizio di un nuovo corso è stato fatto, ora siamo al punto zero. Adesso bisogna trovare il coraggio di riformare l'orchestra, impegnandoci tutti per cambiare musica.
Lo spartito possiamo scriverlo insieme. Il tempo che ci divide dalle prossime amministrative è ancora lungo. Ma può anche passare in fretta.

Noi come Forum Democratico abbiamo deciso di metterci i guanti da lavoro e provare ad aprire un "cantiere".

Continuiamo ad interpretare con rammarico le posizioni che vedono contrapposti laureati e non, vecchi e giovani, veterani contro novellini.
Futili e strumentali diatribe che hanno contagiato ormai gli spazi lessicali delle nostre piazze, sintomo di una classe politica, di un paese e della sua cittadinanza che faticano a rimettere al centro del discorso temi d'interesse pubblico, azioni da intraprendere, bisogni da soddisfare.

Vorremmo riuscire a superare questo scoglio, provando ad aprire uno spazio comune, guardando in faccia la reale portata delle questioni che ci circondano, provando a tracciare un percorso di soluzione ampio ed allargato.
La ridefinizione degli obiettivi della nostra comunità è operazione difficile ed ambiziosa, ma la ricerca di un campo di confronto collettivo, alimentato dalle forze sane, oneste e disponibili al dialogo è un atto dovuto verso il nostro paese.
L'alternativa già la conosciamo, un tutti contro tutti che al momento opportuno per logiche di tornaconto tramuta in tutti insieme appassionatamente.
Conosciamo anche il prodotto di questa politica, l'abbiamo davanti agli occhi, ci viviamo! Vogliamo essere chiari e ribadire due concetti, il taglio col passato dev'essere netto, l'obiettivo è sempre alzare l'asticella. Come può essere protagonista di una ripartenza chi per anni ha concorso colpevolmente a frenare questo paese? Come può concorrere alla definizione di obiettivi di miglioramento collettivi chi da sempre s'affanna per raggiungere un traguardo personale?

I processi di profondo cambiamento in ambito politico nazionale devono spingerci ad una riflessione. La sfida è interpretare e lavorare affinchè questo rinnovamento riesca a contagiare anche Ceccano.
Trovare raccordo su temi e traguardi anche tra forze apparentemente distanti potrebbe certamente aiutare a far rinascere una dialettica politica argomentata, finalmente libera dai tatticismi personali, purché l'obiettivo comune resti chiaro e definito, voltare pagina e cambiare musica.

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