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A Ceccano, basta con il rancore. Idee e programmi

ceccano palazzo antonelli 350 253di Antonio Nalli - “Hanno vinto gli assassini del confronto” Mario Sodani; “Hai fatto trapelare solo gelosia e invidia nei confronti di chi ti avava asfaltato politicamente sul campo. Lunedì hai completato l’infamia politica” Stefano Gizzi in risposta a Filippo Misserville; “La mini passerella con le dimissioni di massa è stata solo un’operazione propagandistica che qualcuno ha maldestramente architettato per rifarsi una verginità politica” Daniele Maura; “Cari impresentabili” Massimo Ruspandini; “Ma il sindaco (lo scrive lei in lettera minuscola) è la persona che è stata eletta da noi cittadini 5 anni fa e che ieri è stato sfiduciato per scelta di 9 burattini arrivisti che hanno deciso al posto di 7.000 persone?... MA DO IAT?” Alessandra Bianchini, sorella della consigliera comunale Ginevra Bianchini.

Sono questi soltanto alcuni esempi di parole pronunciate in merito alla sfiducia nei confronti di Roberto Caligiore. Commenti carichi di livore, che in questi giorni abbiamo letto in massa sui social, luogo ideale per sfogare la propria rabbia ed i propri istinti, con il solito accanimento da bullo.

Le parole non descrivono il mondo ma lo creano. Del resto il racconto della Genesi biblica ci indica che Dio chiama l'uomo a nominare il mondo e ciò che lo abita. Quando si dice una cosa, quella cosa “è”, “sta”, è messa al mondo.

Ciò che stanno mettendo al mondo i più incalliti sostenitori di Roberto Caligiore, è un carico di rancore, rabbia ed odio che mi fa paura, soprattutto se pronunciate addirittura da chi opera nel mondo della scuola, tra i più giovani. Parole che creano un mondo che non rappresenta assolutamente un modello da seguire come esempio.

Non vi è alcuna riflessione politica, nessuna autocritica nel merito del proprio operato. Nessun accenno a programmi futuri da mettere in atto.

Solo autocelebrazione ed insulti nei confronti degli avversari, nei quali si dimentica perfino il ruolo del Caligiore dimissionario in quel del 2014, ma allora, evidentemente, faceva comodo.

Con molta attenzione, invece, ho letto la riflessione politica di Maurizio Cerroni. Mi è piaciuta e si percepisce, ovviamente, l'abisso tra un politico di lunga esperienza come la sua e la rabbia dei cosiddetti "rottamatori". Non nascondo di aver fatto parte o comunque tifato in passato per quest'ultima categoria.
Come ha ben sottolineato Cerroni, di lavoro, per chi vuole fare politica, ce ne è molto.

L'idea di raggiungere subito il traguardo, dettata sempre più da una società figlia dello spettacolo e del berlusconismo, ha arenato però tanti delle giovani generazioni, compresa la mia.
Allo stesso tempo, l'idea di credersi immortali, anch'essa figlia del berlusconismo, porta taluni a restare sul piedistallo, anziché passare il testimone, facendo da affiancamento e dando fiducia a chi ha meno esperienza.
Occorre riscoprire l'impegno politico figlio della vita di sezione ed allo stesso tempo si rende necessaria la consapevolezza e l'esigenza di un giusto equilibrio tra chi ha rappresentato il passato amministrativo e coloro che dovranno rappresentarne il futuro.

Ciò che può iniziare a dare equilibrio, al momento, è proporre ai cittadini un programma concretamente attuabile nei 5 anni di governo che il futuro Sindaco sarà chiamato ad affrontare, offrendo con i fatti risposte alle tante problematiche che affliggono oggi i ceccanesi, a partire dalla questione ambientale.

In che modo?

Ecco un esempio di punti che ho in mente:

- Facendosi promotori, ad esempio, della predisposizione con Prefettura ed aziende private insistenti sul territorio e classificate a rischio di incidente rilevante, di un adeguato Piano di Emergenza Esterno, previsto dalle Normative Vigenti e dalla Normativa Europea, alla quale sempre più dobbiamo fare riferimento;

- Predisponendo sul sito internet istituzionale dell’Ente, una sezione completamente dedicata alla trasparenza degli atti in fatto di autorizzazione ambientali, stipulando al tempo stesso una convenzione con le industrie locali, il Consorzio Asi e la società che gestisce il depuratore consortile, obbligando ognuno a rendere di pubblico dominio i dati giornalieri riscontrati e misurati, che potrebbe avere effetto sulla salute delle persone, in modo particolare relativo alle emissioni in atmosfera delle più svariate sostanze da essi lavorate. Piena visibilità, inoltre, ai dati relativi sui ripetitori di telefonia mobile ed ancora sull’elettrodotto della linea Tav;

- Il rilancio del patrimonio culturale dei beni immobili a disposizione dell’Ente, come pure del materiale archivistico e documentario, dando maggiore vitalità alla biblioteca comunale, letteralmente fatta a pezzi in questi 4 anni di amministrazione Caligiore, priva totalmente di idee e servizi da parte di amministratori senza passione per la cultura ed il patrimonio librario. Non era un caso che l’assessore del ramo fu autore del rogo di un romanzo bestseller in pubblica piazza, tale da riportare alla memoria avvenimenti storici tra i più bui del XX secolo;

- La predisposizione di un importante progetto per il recupero dell’area dell’ex Annunziata, con il coinvolgimento della Fondazione delle Ferrovie, per la realizzazione di un’officina meccanica per il recupero ed il restauro di locomotive storiche o in fase di dismissione, la realizzazione di un apposito museo di riferimento a pochi chilometri da Roma capitale e facilmente raggiungibile rispetto all’analogo museo di Pietrarsa, di una scuola di formazione per macchinisti e di un interscambio ferroviario merci in grado di rilanciare occupazione nel territorio, nonché di una nuova viabilità nel centro urbano, con ampi spazi verdi;

- Il rilancio dell’ex struttura del Santa Maria della Pietà attraverso la creazione di un grande centro sperimentale incentrato sulla cura e conoscenza della psiche, ampliando il servizio di assistenza attualmente fornito dal Centro di Salute Mentale, per una maggiore fruizione del servizio in grado di snellire le liste di attesa. Un centro sperimentale di cura in grado di omaggiare figure come quelle di Franco Basaglia, Jaques Lacan, o Massimo Fagioli, promotore quest’ultimo delle sedute collettive, intervenendo allo stesso tempo sul pregiudizio con cui ancora oggi viene affrontato l’approccio sui disturbi e la malattia mentale;

- La realizzazione di una nuova viabilità per Piazza XXV Luglio, attraverso un adeguato progetto che tenga in considerazione esigenze di cittadini residenti, commercianti ed automobilisti;

- La totale rivisitazione del Corpo di Polizia Municiapale, con la creazione di un apposito nucleo destinato ai controlli ambientali, in particolare a tutela del fiume Sacco, ed agli abusi edilizi, formato in modo adeguato, in grado di saper fare fronte alle nuove tecnologie, come pure la guida di sistemi a pilotaggio remoto (droni).
- Il ritiro immediato della vergognosa Delibera “bavaglio” 66;

- Il recupero del Palazzetto dello Sport attraverso i fondi previsti nel programma di finanziamento “sport e periferie”;

- Ma anche un recupero della memoria storica e collettiva, propensa ad una maggiore accettazione della diversità e della figura femminile, con l’intitolazione di nuove arterie a Pier Paolo Pasolini ed Ilaria Alpi.

Arrivare alle elezioni con improvvisazione e senza un programma condiviso e realmente attuabile, ma solo con una sfilza di nomi di candidati "unti dal Signore", significherebbe consegnare la città al nuovo Caligiore di turno, ovvero un improvvisato senza arte né parte, circostanza questa che un territorio ed una cittadina morenti, dopo 4 anni di amministrazione neofascista, non possono certo permettersi.

 

 

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"Urge giornalismo d’inchiesta basta con quello ….a richiesta"

inquinamento del sacco pompeo ordina piu controlli e convo 350 260 mindi Angelino Loffredi - Il Convegno tenuto a Frosinone sabato 5 ottobre promosso dalla Diocesi di Frosinone e da altre organizzazioni cattoliche sebbene sia già stato ben riportato da Valentino Bettinelli sul sito unoetre.it ,merita di essere ripreso proprio per sviluppare ulteriori elaborazioni poste dalle relazioni ascoltate.

Con molta soddisfazione mi sento di scrivere di aver partecipato ad un incontro necessario, che mantiene aperta l’attenzione su un tema epocale e attorno al quale sono necessari approfondimenti, puntualizzazioni e apporti. Confesso che mi ha favorevolmente colpito la notevole presenza giovanile; gran parte dei presenti con carta e penna li ho visti prendere appunti e mantenere una generale attenzione per circa tre ore di impegnative relazioni.

Abbiamo ascoltato interventi profondi che hanno spaziato a largo raggio ma quello che ha colpito e diffusamente riportato dalla stampa è stato quello del Vescovo Ambrogio Spreafico: senza fronzoli, privo di ipocrita diplomazia, diretto, coraggiosamente autocritico ma anche di impegno progettuale. Riporta infatti Valentino Bettinelli:

“Il dramma della Valle del Sacco è frutto di più di cinquant'anni di silenzi. Il processo di bonifica va affrontato con una visione a lungo termine, altrimenti sarà l’ennesimo intervento palliativo e non concreto. Mi impegnerò personalmente a vigilare sui 53 milioni che saranno impegnati per l’avvio delle bonifiche dei siti previsti dall’Accordo di Programma di marzo”. Un occhio anche all’interno della sua stessa Diocesi: “Grazie alla cooperativa Diaconia abbiamo trovato le prime risposte ai problemi ambientali: verranno infatti costruite due nuove chiese con criteri di ecosostenibilità, e gli edifici principali della nostra Diocesi saranno dotati di pannelli solari e di sistemi di recupero delle acque piovane”.

SScrivevo di un intervento autocritico perché il Vescovo ha riconosciuto che da parte dei cattolici esiste un ritardo nell’affrontare il tema ambientale mentre le chiese evangeliche e quella ortodossa da tempo ne sono impegnate. Mi è parso molto dirompente, anche per il tono ( quasi arrabbiato) quel riferimento al controllo della spesa dei 53 milioni previsti per la bonifica dei siti inquinanti esistenti nella provincia di Frosinone ( Ceprano, Ceccano, Frosinone, Ferentino Guarcino e Anagni ). “Siamo nella Valle del Sacco“ ha detto “io adesso controllerò che fine faranno i fondi stanziati dal governo Conte-1 anche perché come accade in questi casi ci saranno consulenti, progettazione per cui è il momento di vedere dove vanno i fondi“. Un impegno che va sostenuto sia perché sono passati sei mesi dalla fase della prevista “caratterizzazione“ e sia perché dai Comuni interessati e dalla Regione non arrivano segnali.

Da quel 6 marzo, quando venne firmato nella Prefettura di Frosinone l’accordo di programma fra il Ministro Costa e il Presidente Zingaretti tutto tace. In questi sei mesi, insomma, non abbiamo visto momenti di informazione né di partecipazione. Tutto si svolge in gran segreto, al di fuori di ogni rapporto con altri soggetti a cominciare dalle Associazioni ambientaliste. Non si conoscono le dinamiche del lavoro e nemmeno come verranno effettuate le assunzioni. Per esempio se per quest’ultime verranno applicate le Politiche attive, spesso promesse.
Mi permetto inoltre di ricordare che la catastrofe Valle del Sacco ha una priorità: l’inquinamento del fiume Sacco o se si preferisce il suo avvelenamento, che diventa avvelenamento anche dei terreni lungo le sponde. Esistono dirette responsabilità, spesso dimenticate: quelle degli imprenditori e volutamente parlo di una categoria e non di singole persone, perché abbiamo a che fare con un ceto omertoso e corresponsabile che non ha il coraggio di mettere fuori dalla propria organizzazione gli avvelenatori e che si rifiuta di lanciare o condividere l’allarme sempre più diffuso.

Il Vescovo ha annunciato che due chiese della Diocesi verranno costruite con criteri di eco sostenibilità e gli edifici principali verranno dotati di pannelli solari e di sistemi di ricupero di acque piovane. Nel momento in cui esprimo il mio sostegno a tale prospettiva nello stesso tempo intendo riprendere l’invito stesso fatto dal Vescovo: non accontentarci di scelte singole o settoriali che rischiano di essere solo dei palliativi ma di ad avere una visione complessiva, ha accennato addirittura ad un sogno. Ecco dunque la necessità di avere un’azione collettiva per costruire un vasto movimento che riesca ad incidere sulle scelte pubbliche e le tecnologie da usare.

E’ E’ necessario dunque unire le lotte ambientali a quelle della difesa del patrimonio artistico, dell’istruzione e della ricerca scientifica. Nello stesso tempo con grande preoccupazione riporto, a proposito di comunicazione, che qualcuno ci ha ricordato che purtroppo non esiste più come sarebbe necessario il giornalismo d’inchiesta ma quello ….a richiesta.
Preciso che non è stata una battuta ma la messa in evidenza che le campagne pubblicitarie di piccoli e grandi colossi imprenditoriali riescono a oscurare o sterilizzare valide iniziative e molto spesso a fare opera di distrazione di massa.

 

aggiornato lunedì 7 ottobre '19 alle oren16,59

 

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7 ottobre 2019

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#Colleferrodicebasta!

comitatoresidenticolleferro 350 260di Ina Camilli - Valle del Sacco Futuro, Ambiente e Salute. Dimostrazione #Colleferrodicebasta!

Il Comitato residenti Colleferro, dopo un ciclo di incontri per avvicinare i cittadini alle problematiche del territorio, promuove una mobilitazione contro l’inquinamento ambientale, il 18 e il 27 settembre 2019, su Futuro, Ambiente e Salute.

Il primo appuntamento è fissato per Mercoledì 18 settembre 2019, ore 11.00, piazzale A. Moro, antistante l’ospedale di Colleferro, da dove partirà il bus per un breve “viaggio” tra i luoghi cittadini, simbolo dell’emergenza rifiuti.

Il secondo appuntamento è per Venerdì 27 settembre 2019, ore 17.00, piazza Italia, a Colleferro, sotto la Casa comunale.
Invitiamo tutti a partecipare: cittadini, comitati e associazioni della valle del Sacco per dire con un’unica voce che l’inquinamento del territorio è ormai insostenibile e per denunciare le gravi mancanze delle Amministrazioni locali e regionale.

#Colleferrodicebasta: due dimostrazioni, in coordinamento con lo sciopero globale Fridays for Future, per criticare il silenzio e l’inerzia delle Istituzioni e dall’altro il fermento e il fervore con cui le stesse portano avanti nuovi progetti contro la valle del Sacco.

È ora di alzare nuovamente la testa. Paliano, Anagni, Genazzano, Artena, Segni, Valmontone, tutta la Valle è a rischio. Il futuro della nostra terra e la nostra salute sono a rischio. Dobbiamo difenderli!

Sulla reale situazione in cui versa la valle mancano azioni radicali e di rottura rispetto al passato e nessuna iniziativa pubblica viene presa per informare gli abitanti sullo scenario che delinea il nuovo piano rifiuti, adottato dalla Regione Lazio il 2 agosto 2019.

Il Piano rifiuti regionale conferma lo stesso ciclo dei rifiuti fino al 2022, introduce l'ATO (ambito territoriale ottimale) unico per la libera circolazione dei rifiuti in tutto il territorio regionale, privilegia i grandi impianti industriali per il trattamento dei rifiuti, prevede un “miracoloso” mega compound industriale a Colleferro, punta sul 70% di differenziata entro il 2025 e introduce il sub ambito di Roma.

Le questioni ambientali di maggiore aggravio, dove più fioca è stata la voce degli Enti locali, riguardano inoltre le attività industriali di siti sensibili, legati alla nascita di Colleferro e che ancora oggi hanno un forte impatto ambientale.

Poche o nulle le informazioni intorno ad alcuni complessi industriali e grandi produzioni, mentre è certo che Italcementi spa ha chiesto l’ampliamento (non adeguamento) dell’attività già esistente per il recupero di rifiuti speciali non pericolosi (non rifiuti urbani, ma “inerti provenienti da cicli industriali”), con una capacità di trattamento di 226.000 tonnellate l’anno di rifiuti. In termini di qualità dell’aria, l’inquinamento è dato da circa 100 punti di emissione, nel totale disinteresse del Comune.

Ogni giorno circa 100 TIR entrano ed escono per scaricare 1.000 tonnellate di rifiuti a Colle Fagiolara, uno scempio che la Regione vuole prorogare fino a dicembre 2019.
Ignorati dalla politica, contro gli odori mefitici della discarica ci siamo rivolti alla Magistratura. Il 19 e 20 settembre il Comitato residenti Colleferro testimonierà al Tribunale di Velletri e dirà cosa ci hanno fatto subire dal 2014!

La Regione ci condanna a pattumiera del Lazio, mentre il Comune assiste in silenzio alle proroghe e alle prese in giro, abbandonando i cittadini di Colleferro, che dovrebbe tutelare, alle polveri incontrollate dei cantieri Vailog-Amazon e ai miasmi della monnezza.

L’idea geniale dei nostri Amministratori è convertire gli inceneritori con il mega impianto, dismettere le quote societarie di Lazio Ambiente spa, affidare alla società la progettazione del compound, da almeno 500 mila tonnellate di rifiuti l'anno prodotti dalla Capitale e dalle province, per eseguire processi di lavorazione ed estrarre risorse dai rifiuti in uscita da tutti i TM e TMB regionali (trattamento meccanico biologico).

Il mega ecodistretto riceverà e tratterà rifiuti urbani, sia la frazione organica stabilizzata, sia gli scarti non combustibili per trasformarli in materie prime seconde, sottoprodotti e prodotti (DGR 26.10.2018, n. 614). Da valutare con quale procedimento, quando prima o poi sarà reso noto.

“Si potrà ricavare dalla FOS (frazione organica stabilizzata) il metano da trasformare in biofuel, gassoso o liquido, per autotrazione; il carbone da destinare ad impieghi civili e industriali; la biomassa da trasformare in biofuel liquido; quella da trasformare in substrati sostitutivi di torbe e quella mineralizzata per conglomerati inerti, mentre dagli scarti dei Tmb si potrà ottenere plasmix da inviare a stampaggio; inerti da raffinare per reimpieghi civili e matrici da inviare a recupero nei circuiti dedicati (cellulose, alluminio, banda stagnata, ecc.). “

Cosa abbia di virtuoso il mega impianto non è dato sapere, visto che i rifiuti indifferenziati dovranno arrivare a Colleferro su gomma. Nè ha nulla di green e di ecologico sia per la tecnologia, non ancora chiarita, sia per le dimensioni extra, sia infine per la sua allocazione. Il Comune di Colleferro, dopo un anno, non è in grado di sapere e di dirci dove fisicamente nascerà.

Anzi il nuovo presidio industriale si presenta sul mercato in aperta concorrenza con i 4 impianti di Minerva (trattamento rifiuti elettronici, rifiuti secco da differenziata, indifferenziata, biogas). Il consorzio intercomunale autorizzato alla costruzione e gestione anche per conto terzi di impianti per il recupero, riciclaggio, trattamento e smaltimento dei rifiuti e bonifica delle aree da sostanze contaminanti.

Gli inceneritori di colle Sughero sono inattivi, un risultato ottenuto soprattutto per le pressanti proteste dei cittadini organizzati, ma il piano rifiuti regionale li prevede come “riserva” a cui ricorrere, qualora il mega compund entro il 2022 non dovesse andare a regime. Chiediamo quindi la chiusura definitiva di ogni procedimento autorizzativo ancora in essere.

Regione Lazio, Lazio Ambiente spa e Comune di Colleferro nulla dicono del cromo esavalente e delle sostanze contaminanti presenti nelle acqua di falda e dello stato del sottosuolo di colle Sughero.

Dalla Relazione annuale di Lazio Ambiente spa, ottenuta con l’accesso agli atti presso la Regione Lazio, risulta che la contaminazione da cromo esavalente si è estesa, con diversi e ripetuti superamenti dei livelli di concentrazione degli inquinanti. Le misure di messa in sicurezza – tanto sbandierate dal Comune di Colleferro - sono risultate del tutto inefficaci.

Colle Sughero infine non rientra nel programma di bonifica e si tace sugli enormi costi da sostenere per disinquinare il sito e che ricadranno sulle tasche dei contribuenti.

I cittadini respingono il ricatto di sempre: salute in cambio di lavoro e reclamano tempi certi per la bonifica e investimenti per mantenere efficiente l’ospedale di Colleferro.

*Rappresentante CRC, aderente al Coord. Interprov. Ambiente e Salute valle del Sacco e bassa valle del Liri

Colleferro, 14.9.2019

 

 

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Ziroli (PCI): basta soliti rinvii sulla pelle dei lavoratori

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260Regione Lazio. Dopo incontro aree crisi, Ziroli (PCI): basta soliti rinvii sulla pelle dei lavoratori.
In un comunicato che riportiamo riassunto, (Agenzia Nova) sembrerebbe accennarsi a un qualche passo positivo. Purtroppo, come commenta Tiziano Ziroli, responsabile Lavoro del PCI Lazio, è la macchina del rinvio. Che non consente ,ad esempio, neppure di intervenire da parte dei Comuni che hanno ormai tempi strettissimi per eventuali presentazioni di progetti specifici!

"Si è tenuto oggi un incontro con l'assessore regionale Claudio Di Berardino per avviare le politiche attive nei territori di area di crisi complessa. Dopo una lunga discussione la Regione ha deciso di riconvocare… Poi sugli over 58 - continua la nota - la Regione convocherà il 13 settembre gran parte dei comuni …”. Questo, invece, il pensiero critico, che è stato esposto anche ai rappresentanti della Vertenza Frusinate da Ziroli: Ieri si e svolto un incontro in regione per le aree di crisi complessa Frosinone e Rieti. “L'incontro secondo il mio punto di vista non ha portato risultati ma solo un solito rinviare". Le questioni che dovevano uscire fuori erano:
1) le determine per il pagamento delle mobilità sono state inviate al Ministero?
2) la Regione ha già chiesto al nuovo governo...di cui ora il PD fa parte...la deroga per il 2020?
3) loro convocano i sindaci e gli imprenditori...ma con quali progetti?...con quale politiche industriali?

"Inoltre i lavoratori finiranno la deroga il 21 novembre...e ci siamo oramai... il tempo è breve.. quindi perchè tutti questi rinvii?”. Gli over 58 se tutto va bene nei lavori di pubblica utilità lavoreranno solo per 12 giorni...e per ultimo ma forse ancora più grave i soldi che la regione Lazio ha per le deroghe potrebbero non bastare in quanto vanno suddivisi tra le mobilità e le casse integrazioni straordinarie. ...
“Il PCI, - come ricorda anche il segretario del Lazio, Oreste della Posta -, continuerà a monitorare e ad essere sempre disponibile a sostenere le lotte dei lavoratori e dei senza lavoro. Non per nulla sia le iniziative regionali che le priorità nazionali che stiamo attivando, sono tutte con il Lavoro quale faro di analisi, di intervento sociale, di scelta politica. Dignità e qualità del lavoro in sicurezza per i lavoratori, sia di tipo già noto, la fabbrica, i campi, gli uffici, ma anche i cosiddetti nuovi mestieri".

 

 

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Basta decapitare gli alberi

capitozzatura b 350 mindi Giuseppe Sarracino* - In questi giorni per le strade e giardini della città di Ferentino, si aggirano squadre di operai armati di motoseghe, che eseguono interventi di capitozzatura e abbattimenti di alberi che nulla hanno a che fare con una corretta cura e gestione del verde. Il comune non solo non tutela il patrimonio arboreo ma spreca denaro pubblico.
Con troppa facilità si dimentica che gli alberi producono ossigeno, fanno ombra, riducono gli inquinanti, abbattono le polveri sottili, riducono l’effetto battente delle piogge, ecc. dovremmo ringraziarli ogni giorno per l’erogazione di questi servizi che ci offrono gratuitamente. Invece assistiamo alla “decapitazione” sistematica di decina di alberi come Platani, Tigli, Catalpe. Cedri e Abeti sono abbattuti mentre ai Prunus vengono tagliati i rami in fiore. Secondo la Società internazionale di arboricoltura, sono almeno sette le ragioni per dire no all’attuale modo di trattare gli alberi e in particolare alla barbara pratica della capitozzatura.

Ripeto quanto già denunciato esattamente quattro anni fa, con la speranza che sia ascoltato da chi è deputato al controllo sulla corretta cura degli alberi. Gli interventi di capitozzatura minano non solo l’aspetto estetico della pianta ma la rendono nel tempo pericolosa. Infatti, con tali operazioni la pianta perde il suo naturale equilibrio, tra radici, fusto e chioma, e “per non morire di fame”, è costretta ad attivare le gemme latenti forzando la crescita di nuovi germogli attorno al taglio, tale meccanismo richiede molto sforzo alla pianta, portandola, talvolta, alla morte; oltretutto i forti tagli effettuati alle branche provocano continui attacchi da parte di numerosi patogeni. capitozzatura sarracino gli alberi di ferentino sono a rischio 350 min
Un albero capitozzato è più vulnerabile agli insetti e alle malattie. Alcuni insetti sono effettivamente attratti dalle sostanze chimiche rilasciate dai tessuti interni esposti. Infine è solo un’illusione momentanea immaginare di risparmiare, perché in seguito alla capitozzatura, la pianta produrrà molti ricacci fornendo alla nuova chioma una forma disordinata, caotica e innaturale. Questi rami cresciuti velocemente saranno predisposti alla rottura. Paradossalmente, al contrario di quanto si voleva ottenere il risultato è una pianta più pericolosa di prima. Se l’albero sopravvive, richiederà costanti potature per diversi anni; se muore, deve essere abbattuto e rimosso. «La capitozzatura (non la potatura a testa di salice o “pollarding”) è sempre e comunque una pratica scellerata (non solo sbagliata), pericolosa, economicamente svantaggiosa, che accorcia la durata naturale di un albero, ecc. Insomma: "NON SI DEVE FARE"».

La potatura è una nobile arte utilizzata nei magnifici giardini del nostro paese e invidiata per secoli da molti stranieri, oggi essa è affidata a improvvisati “giardinieri” che spesso causano danni irreversibili alle piante.
Non è pensabile quindi che il denaro pubblico possa essere utilizzato per danneggiare un patrimonio arboreo che appartiene a tutti i cittadini, è compito soprattutto degli uffici tecnici affidare a ditte qualificate la cura del patrimonio a verde della nostra città.
Per legge nazionale (n.10/2003 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”) tutti i comuni con più di 15.000 abitanti sono obbligati a dotarsi di un catasto degli alberi e di un regolamento di buona gestione del verde, mentre a fine mandato gli amministratori devono produrre un “bilancio del verde” in cui dimostrate il proprio operato in materia di verde urbano.

Sarebbe utile e necessario che il Comune di Ferentino in ottemperanza alla suddetta legge promovesse iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, attraverso una pianificazione degli interventi e l’adozione di un regolamento del verde pubblico e privato.

*Dott. Agronomo Giuseppe Sarracino
Delegato Regione Lazio
Associazione Italiana Direttori Tecnici Pubblici Giardini

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Basta genericità senza interventi concreti e immediati

Industria ed ambientedi Angelino Loffredi – Dalla genericità alla concretezza. Con molta soddisfazione il giornale ww.unoetre.it in questo ultimo periodo rileva una lunga serie di prese di posizione e di iniziative attorno al tema inquinamento, su cui da tempo sta sollecitando interventi e proposte. La nostra iniziativa di Ceccano del 25 gennaio dunque produce effetti tali da mantenere ancora alta l’attenzione attorno alla grave questione. Registriamo infatti prese di posizione provenienti dal Movimento 5 Stelle, dal Sindaco di Ceccano e dal senatore Ruspantini. Certo sentire intervenire quest’ultimo attorno ai temi della sanità è sorprendente, visto che dal 2009 da Assessore alla provincia di Frosinone è ricordato come il più fedele pretoriano della Presidente Polverini, nel sostenerla appunto nella missione di disintegrare la sanità pubblica nella provincia di Frosinone: meno ospedali, meno posti letto, meno servizi, più privato, più sfruttamento dei dipendenti delle imprese private, più sofferenze per gli ammalati. Infausta opera proseguita purtroppo anche dal Presidente Zingaretti.
Come sottovalutare inoltre le convocazione straordinarie del Consiglio Comunale di Frosinone e del Consiglio Regionale del Lazio. Momenti che vanno evidenziati perché dopo anni di solitudine dell’associazionismo ambientale finalmente si sta facendo strada una sensibilità nell’interno delle Istituzioni?

Nel valutare positivamente queste novità e lasciando ai nostri lettori il giudizio sulle forze politiche e sugli amministratori che irresponsabilmente ancora tacciono, fiancheggiando gli inquinatori, è altresì necessario evidenziare alcuni tratti del confronto fra le parti che meritano essere evidenziati: prevale ancora una discussione generica, sostenuta da buone intenzioni, spesso dello scarica-barile ( Comuni contro la Regione, Regione contro il Ministero, i governanti di oggi contro quelli di ieri). Anche se importante, non mi sembra essere sta all’altezza della situazione la stessa discussione avvenuta in Consiglio Regionale. Per trasparenza ne riportiamo la sintesi non fatta da unoetre.it ma A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio.

La sottoponiamo alla vostra attenzione affinché chi legge possa elaborare un autonomo giudizio.
Questo è il documento votato dalla maggioranza «il Consiglio ha impegnato la Giunta regionale a: predisporre una Struttura di missione formata da personale specializzato in materia di bonifica di siti inquinati con il compito di dare corretta attuazione a tutte le azioni ad oggi programmate; promuovere il coordinamento di tutti gli interventi sulla Valle del Sacco a livello sanitario, ambientale, agricolo, di bonifica e di sviluppo, in accordo con gli altri enti; a farsi parte attiva nei confronti del Ministero per la redazione di un accordo di programma dettagliato e puntuale».

Questo è il documento proposto dal centro destra «istituire un Tavolo istituzionale sulla Valle del Sacco con la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ispra, l’Arpa Lazio, la Città metropolitana di Roma Capitale, la provincia di Frosinone, le prefetture di Roma e Frosinone, le Asl competenti, i comuni ricadenti nella zona interessata e i Consorzi industriali, per approvare in Consiglio regionale, entro 180 giorni, un “Piano straordinario per la bonifica della Valle del Sacco”; ad attivare entro 90 giorni un “Piano straordinario di assistenza sanitaria per i residenti della Valle del Sacco».

«Il documento del Movimento 5 stelle, respinto dall'Aula, chiedeva tra l'altro alla Regione Lazio di firmare subito l'accordo di programma con il Ministero dell'Ambiente, di aggiornare i Piani di bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano e di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti».

Proviamo interesse invece al modo preciso, incisivo e propositivo di alcune dichiarazioni sentite e prese di posizione provenienti da persone che non vivono di politica, ma ugualmente impegnate nella ricerca scientifica e nella proposta.

La dottoressa Teresa Petricca, intervenendo nella discussione nel Consiglio Comunale di Frosinone ha dichiarato «Una morte su quattro è dovuta all^inquinamento, Ischemie cardiache in primis. A Frosinone tra marzo e settembre 2018 al Pronto soccorso del capoluogo su 436 accessi, il 69 % è per malattie cardiovascolare. A Frosinone bassa si sono registrati 314 casi. Il 72% contro il 28% di Frosinone alta. Il 61% degli accessi di Frosinone bassa proviene da Madonna della Neve»Ceccano fiume Sacco h260 min

Pregnante è la sollecitazione proveniente da Margherita Eufemi della Università di Tor Vergata «In particolare ritengo importante la proposta di uno screenig sanitario sopratutto negli adolescenti. In effetti considerando la pleiotropicità degli inquinanti presenti nella Valle del Sacco (metalli pesanti, solventi organici, composti organoclorurati, amianto, polveri sottili), che una pletora di ricerche scientifiche, li correlano nell’uomo a patologie di tipo cronico-degenerativo, ai tumori, alle disfunzioni dell'apparato riproduttivo, risulta imprescindibile una azione sanitaria, rivolta in particolare alle giovani generazioni, che valuti lo stato di contaminazione delle persone nei diversi contesti ambientali e gli eventuali effetti sulla loro salute. Quindi un’azione di screening sanitario permetterebbe una valutazione precoce del danno biologico causato da tali inquinanti, e quindi un immediato intervento di protezione sulla salute.
Importante altresì lo “svegliarino” di Elisa Guerriero, Assessora all’ambiente presso il Comune di Ceprano, rivolto al Ministero Ambiente a proposito della prevista bonifica di otto siti in provincia di Frosinone per i quali sono previsti complessivamente 53 milioni di euro..
“ avevamo richiesto la visione dell’Accordo di programma quadro prima della sottoscrizione. Chi farà, che cosa, come e quando nel Sin Bacino del Fiume Sacco, oggi, è ormai di vitale importanza. Perciò sono seguite già due note dove è stato rinnovato questo invito. Ancora due mesi di silenzio.
Noi gli impegni del 20 dicembre li abbiamo rispettati, ora - e siamo a ben 60 gg dopo l’incontro dal vivo - il Ministero, ben più strutturato di noi piccoli enti, dovrebbe fare quanto promesso, concordato e dovuto. Continuare a spostare le decisioni sul SIN SACCO e le relative discussioni altrove, fuorchè nell’unico posto deputato, nel MINISTERO, non fa altro che aggiungere confusione e creare inutili forme di esibizionismo».

Prima di concludere mi sento di rilevare che una coerente e continua lotta all’inquinamento va portata avanti tenendo conto contemporaneamente dell’inquinamento dei terreni, di quello delle acque, di quello atmosferico e delle azioni sanitarie di tipo preventivo e non affrontando fra questi solo un tema.
Per ultimo, anzi per primo, è necessario fronteggiare una emergenza, spesso dimenticata o comunque sottovalutata: l’area vicina al fiume riconosciuta come contaminata su cui esistono attività agricola e di allevamento. Non si può rimanere a guardare o girare la faccia da un’altra parte. E’ necessario al contrario intervenire.

 

 

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Ceccano, basta un eurogol di bomber Carlini

AlessioCarlini 350 minTommaso Cappella, Ufficio Stampa - CECCANO – Ancora una vittoria, la quindicesima su diciotto gare disputate, per il Ceccano che supera 1-0 tra le mura amiche anche il Castro dei Volsci. E così ragazzi di Caracci, dopo aver fermato sul nulla di fatto i rossoblu nella gara di andata, non si ripetono al “Popolla” e devono lasciare l'intera posta, con la classifica che continua ad essere preoccupante in funzione salvezza. Di contro una vittoria da parte di Tiberia e compagni, anche se molto sofferta e decisa da un eurogol del suo bomber Alessio Carlini, che consente di rafforzare la leadership in vetta alla classifica del girone I di Prima categoria. Prima del fischio d'inizio viene osservato un minuto di raccoglimento e la Curva Nord omaggia con un mazzo di fiori il supertifoso Davide Tomassi per l'improvvisa morte del papà Antonio detto “Peppetto”. Nel primo tempo accade poco o nulla. Al 15' ci prova Mancini ma il suo tiro di sinistro termina di pochissimo a lato. Dieci minuti dopo è la volta di Mercuri, para Olini e al 40' Alessio Carlini tira a botta sicura e ancora Olini si supera e respinge. Nella ripresa il Ceccano spinge per arrivare al gol, ma difesa del Castro, con Imperiali che non sbaglia un intervento, controlla molto bene. E così ci vuole un'autentica invenzione di Alessio Carlini al 25' per sbloccare la gara e regalare i tre punti alla capolista. L'attaccante rossoblu riceve palla da Bignani e dal limite dell'area ospite lascia partire un vero e proprio “siluro” che va ad insaccarsi all'incrocio dei pali. E domenica prossima, con calcio d'inizio alle ore 11,00, impegnativa trasferta in casa dello Sport Virtus Guarcino.

 

CECCANO-CASTRO DEI VOLSCI 1-0

CECCANO: Monti, Zeppieri (43' st Natalizi), Mercuri (1' st Filippi), Bruni (18' st Cipriani), Padovani, Tiberia, Bignani, Mancini (11' st Colafrancesco), Tarquini (44' st Mattone), Carlini E., Carlini A.

A disposizione: Del Zio, Pizzuti.

Allenatori: Padovani-Bragaglia.

CASTRO DEI VOLSCI: Olini, Nicolia, Ricci (44' st Carlesi), De Giuli, Imperiali, Avitabile (30' st Migliori), De Santis, Apponi (41' st Bracaglia), Perfili C., Ciotoli, Adragna.

A disposizione: Santopadre, Perfili D., Cecere.

Allenatore: Caracci.

Arbitro: Campobasso di Formia.

Marcatore: 25' st Carlini A.

Note: espulso al 32' st il massaggiatore Caracci pef prtoteste; ammoniti Tiberia, Zeppieri, De Giuli e Ricci.

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Fiume Sacco: bonificare subito e basta chiacchiere

ilfiumesacco 350 260 mindi Angelino Loffredi - La mia "Nota" apparsa sul sito unoetre.it e leggibile attraverso il link https://www.unoetre.it/notizie/ambiente/ambiente/item/6386-fra-schiumate-e-depuratori-povero-fiume-sacco.html ha ottenuto un buon numero di letture e qualche lusinghiero commento da parte del professore Antonio Limonciello: «Finalmente un articolo/intervento che mette un po' d'ordine nelle responsabilità dei vari soggetti. Avevo già esposto le mie perplessità in altri luoghi sul fatto che troppo facilmente si lasciava la parola ai sindaci senza chiedere loro il conto, senza pretendere gli interventi che da sempre potevano mettere in atto e che non hanno fatto» e di Anna Maria Tedeschi, già Consigliera Regionale: «Leggendo attentamente questo articolo scritto da chi conosce bene il territorio tutto diventa tragicamente chiaro. Non ci prendiamo in giro. Grazie Angelino».

Inoltre, per completare la ricognizione, debbo rilevare una ventina di mi piace e nessun commento sfavorevole. A me, persona interessata a conoscere sotto ogni aspetto il parere di tutti e lo sviluppo degli avvenimenti legati al tema inquinamento e bonifica del Sacco, preme anche rilevare che esistono in giro dichiarazioni che pur non replicando direttamente al sottoscritto sono direttamente legate al tema da me sollevato: funzionamento dei depuratori e le scadenze riguardanti la Bonifica.
Francesco De Angelis, Presidente dell’ASI dall’aprile del 2015 e responsabile del (mal) funzionamento del Depuratore sito in territorio di Ceccano, con la sfrontatezza che gli è naturale arriva a dichiarare «L’ASI è sempre stata in prima linea per la difesa dell’ambiente. Noi parte lesa in questa situazione». Ogni commento a questa ridicola e surreale presa di posizione mi sembra superfluo, ma è incomprensibile il silenzio dei Sindaci dei comuni rivieraschi, la loro subalternità ad accettare e subire un evidente e ingannevole dichiarazione.
A proposito se sia necessario individuare una cabina di regìa, così come ipotizzavo, mi accorgo che Mauro Buschini, capogruppo PD presso il Consiglio Regionale del Lazio, dice «Serve un tavolo tecnico per coordinare il regime dei controlli nell’area evitando la sovrapposizione dei livelli istituzionale». Nelle linee generali concordo con lui ma purtroppo non precisa, non argomenta, non definisce le caratteriste del tavolo tecnico. Temo che ci troviamo di fronte alle solite, inconcludenti buone intenzioni.

Sara Battisti, Consigliera Regionale, a proposito di una riunione tenuta giovedi in Regione, sui depuratori afferma che «tolta la questione di Anagni (depuratore non funzionante, di cui non motiva le cause, l’ammontare dei costi sinora sopportati e l’indicazione di inizio di attività) che rappresenta una questione nota che la Regione sta cercando di affrontare, è stato rimarcato come i depuratori funzionino meglio che in passato e che il vero problema è chi sversa aggirando la depurazione».

La Consigliera Battisti forse non è sfrontata come De Angelis ma comunque poco allenata a descrivere e approfondire la situazione e il suo è completamente privo di proposte. Per argomentare e convincere dovrebbe indicare il numero e le sedi dei depuratori che funzionano e poi dovrebbe anche dirci cosa hanno fatto sia l’ARPA, struttura regionale, che i Sindaci (a cominciare da quelli PD. Quando erano in carica) per fronteggiare e sanzionare gli scarichi abusivi direttamente nel fiume.
I tre autorevoli rappresentanti sopra indicati invece di far conoscere, alimentare con i dovuti approfondimenti, sostenere e provare ad indirizzare il movimento di lotta emerso in questo periodo preferiscono percorrere la solita via della serie “Va tutto bene madama la marchese“ per cercare di devitalizzare il movimento buttando in giro tanto cloroformio.

Per quanto riguarda invece la Bonifica della Valle non ho letto prese di posizione di politici ciociari, ma una dichiarazione del Ministro Sergio Costa «Per quanto riguarda la Valle del Sacco abbiamo già firmato 40,8 milioni di euro per l’avvio delle bonifiche che è già una cifra significativa per partire. Aspettiamo i progetti della Regione Lazio. Il Ministero finanzia e coordina, ma chi progetta è la Regione. Di questo si parlerà in un vertice fissato per il 20 dicembre. Incontreremo i 19 sindaci per fare il punto della situazione».

Il giornale indipendente www.unoetre.it ed il sottoscritto seguiteranno a seguire gli avvenimenti, a sostenere il movimento di lotta, ad evidenziare la coerenza dei comportamenti, la coniugazione fra il dire e il fare, ma anche ed in particolar modo a verificare i metodi che verranno usati per progettare e per assegnare i lavori necessari alla Bonifica della Valle del Sacco.
Insomma rimarrà aperta l’urgenza per affermare i valori della partecipazione e trasparenza. Per evitare, appunto, truffe, inganni e ruberie.

 

 

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Basta prese in giro

assemblea 19ott18 350 260 minIeri, giovedì 18 ottobre 2018, i sin­dacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno incontrato la Re­gione Lazio per affrontare le ragioni del ritardo nell'attuazione dell'accordo definito il 28 febbraio scorso che prevedeva la proroga della mobilità in deroga ancora per unanno, attraverso 4 finestre di erogazione (che fecero sorgere tanti dubbi ai disoccupati) e l'avvio delle politiche attive pattuite e definite non solo in quella data ma sin dal 9 maggio 2017. Risposte sfuggenti, evasive, insoddisfa­centi e scoraggianti sono la conclusione di un incontro inconcludente: le determine per i beneficiari della seconda finestra non sono state ancora inviate al Ministero, ancor­ché pronte, perché la Regione vuole prima la certezza dei finanziamenti ministeriali. (??)

Ieri, alla Provincia l'assemblea di Vertenza Frusinate: il sa­lone vede una presenza di disoccupati senza precedenti. Alla loro richiesta di attingere ai 60 milioni di euro giacenti presso l'INPS, inutilizzati e, che sarebbero dovuti essere stati sbloccati da più di un anno, qualcuno è caduto dalle nuvole chiedendo ma quali sessanta milioni? «Ma ancora mi stai a quali...?» Poi si viene a sapere che l'assessore regionale Di Berardino, reatino di origine, non vuole utilizzarli nel Frusinate, ma solo nel reatino...perchè, sono entrambe due aree di crisi complessa e quella di Rieti è stata dichiarata tale in seguito al riconoscimento di quella di Frosinone? Comunque, in questo modo, ora anche lui ammette che quelle somme esistono.

Gino Rossi con forza richiede chiarezza e verità. «Se qualcuno vuole mettermi il bavaglio sta sulla strada sbagliata»; e subito dopo ricorda le "certezze" che oggi non sono più tali come accade per la seconda finestra che invece non è più "certa". La sala rumoreggia. Rossi vuole sapere chi dice la verità.
Se poi i disoccupati s'indignano qualcuno si me­raviglia e magari ritira fuori la sfiatata storiella che lo Stato li ha mantenuti per oltre un decennio. Dabbenaggini. Per­dono il posto di lavoro, la Regione con fondi europei pro­pone loro di fare inutili corsi per manicure, le fabbriche chiudono nel frattempo e, che avrebbero dovuto fare, riaprire  bottegucce da ciabattini di vicolo nei nostri paesi di ciociaria per mettere alla prova la loro capacità imprenditoriale?
Suvvia, bisogna essere seri, evitando di appellarsi alla furberia che qualcuno ha svolto lavoro nero. Ci sono stati fior di funzionari regionali che richiamavano questa "furberia" per suggerire ai senza lavoro di non lamentarsi e di smetterla di chiedere interventi pubblici. Quel periodo è passato, dopo tanta sordità è stata riconosciuta la legittimìtà di affrontare l'emer­genza anche come presupposto per creare le condizioni di attesa di un nuovo lavoro. E' quanto stanno facendo, anche per quest'anno, due parlamentari ciociari, Segneri e Frusone, che hanno pronto un nuovo emenda­mento per la proroga della mobilità da inserire nella pros­sima finanziaria.Marcelli Segneri Tomaselli

Ma chi si è posto il problema di nuove e diverse politiche del lavoro? Che fine hanno fatto i tirocini regionali e i la­vori sociali per gli over 60? Perché i sindaci che sono senza fondi non richiedono questi lavoratori che sarebbero pagati dalla Regione? Poi non si vada in giro a raccontare che i disoccupati non vogliono lavorare.
Ci vuole un cambio di passo. Da parte di chi governa e da parte di chi lotta. Rossi chiede quali iniziative prenderanno i sindacati? Rossi chiede che guidino una vasta mobilitazione nelle prossime ore e la sala si abbandona ad applausi scroscianti. Arriva An­tonio Pompeo mentre parla Stefano Tomaselli della Cisl: «I sindacati ieri hanno ribadito alla Regione che l'unico ac­cordo valido per le organizzazioni dei lavoratori è quello del 28 febbraio. Abbiamo lasciato l'incontro perché entro 10 giorni vogliamo conoscere che le risorse necessarie a soddisfare quanto previsto nell'accordo firmato, sono state reperite».
Il malumore ormai è vera e propria insofferenza rumorosa: «andiamo noi alla Regione». Enzo Valente, se­gretario generale dell'Ugl, invita subito con un accorato ap­pello, a non considerare nemici i sindacati. «La nostra posizione è ferma: l'intesa va onorata senza ripensamenti».
La sala si rasserena un po'. Ci sono circa 50 milioni di­ sponibili. Eccoli che finalmente rispuntano. Grazie Ver­tenza Frusinate, che nell'ultima assemblea ponesti come determinanti e insostituibili queste somme individuate già nel maggio 2017.
«Chi deve Trovare i fondi necessari, Caro Valente?» -chiede Rossi. «Per il 2018 è la Regione che deve recuperare le somme nei 5O milioni. Il Governo deve invece trovare le somme fino al 2020», è la risposta.
Il consigliere regionale dell'M5S, Loreto Marcelli, dichiara ancora una volta la sua «dispo­nibilità e critica gli assenti impegnati a tagliare nastri come Buschini» ad esempio. Enrica Segneri, deputata pentastel­lata della Commissione Lavoro di Montecitorio, viene in­terrotta nel suo dire appena avviato. Rossi interviene di nuovo per placare gli animi anche redarguendo chi alza la voce. Riprende la Segneri. «La Regione Lazio deve prendersi la responsabilità degli im­pegni presi il 28 febbraio. Zingaretti allora si assunse l'onere di utizzare le somme giacenti all'INPS. Ora lo deve fare. Per il rifinanziamento di tutte le aree di crisi com­plessa le somme saranno nel bilancio che si voterà a dicembre».da Rossi a Valente
Danilo Magliocchetti, consigliere provinciale e comunale dii Forza Italia, sottolinea che «gli impegni presi con i di­ soccupati vanno rispettati perché si tratta della vita delle loro famiglie», ricordando la propria disponibilità ricono­sciutagli da tutti i disoccupati presenti. Un applauso conferma le sue parole.
La parola passa al Presidente Pompeo. «Non sto qui a giocare a ping pong (l'abusato giochino del rimpallo fra istituzioni). Qui con voi la Provincia c'è stata ed io pure, certamente. Con il ping pong ci rimettono i disoccupati o chi ha bisogno di aiuto. Il riconoscimento dell'area di crisi complessa per questo territorio lo abbiamo conquistato qui in questa sala».

Ora, viene da dire per dare una speranza, bisogna allargare lo sguardo. Occorre chiudere rapidamente questa emergenza e avviare una campagna di proposte per il lavoro. «Vogliamo lavorare». Ritorna con decisione questa parola d'ordine.
E noi che ascoltiamo, aggiungiamo: si deve allargare lo sguardo e far pesare tutti i numeri dei disoccupati di ogni età. Da tutti loro deve par­tire una spinta poderosa anche preparandosi, se necessario, ad una battaglia di re­sistenza, senza perdere ficducia.
Un impegnato Gino Rossi ha governato brillantemente questa difficile e sofferta assem­blea. I senza lavoro, d'intesa col presidente Pompeo, si sono riconvocati per venerdì 26 ottobre con l'intento di sollecitare risposte urgenti.

 

 

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Il primo gol in A non basta, anche il Genoa passa allo 'Stirpe'.

CamilloCiano in azione 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Niente da fare! Il Frosinone anche contro il Genoa si deve arrendere e subisce la quinta sconfitta di fila. Un ko di misura per 2-1 che francamente poteva essere evitato se, nel giro di tre minuti, dal 33' al 36' della prima frazione di gioco non si fosse fatto sorprendere, per la solita amnesia generale della difesa, da un Piatek che rafforza così la leadership nella classifica marcatori con 8 reti. Tra l'altro la notizia positiva, dopo il primo e, fino ad oggi, unico punto conquistato nella seconda giornata contro il Bologna, è arrivato anche il primo gol in questo campionato, anche se su calcio di rigore, realizzato da Ciano. Magra consolazione per una squadra che contro i grifoni aveva l'obbligo morale e materiale di conquistare i tre punti. Si ha l'impressione che questo Frosinone faccia fatica a diventare squadra con una parvenza di gioco che stenta a decollare. Ed ora Longo è a rischio esonero? Non è dato sapere, anche perché la dirigenza potrebbe decidere nelle prossime ore (al momento in cui si sta scrivendo non è dato sapere ndc).

Tornando alla gara con il Genoa sin dall'avvio è il Frosinone a fare la gara, ma non riesce a finalizzare. Ci provano Zampano al 6' con un gran tiro da fuori che Radu respinge e al 14' con Campbel e pallone che termina in calcio d'angolo. Subito dopo la mezz'ora passa il Genoa proprio con Piatek, il giocatore più atteso e capocannoniere del torneo: sponda di Kuame, controllo del polacco che spiazza Sportiello. Si attende la reazione del Frosinone e invece arriva il raddoppioCamillo Ciano in azione dei rossoblu tre minuti dopo. Questa volta è Salamon a farsi rubare palla dallo stesso Kouame il quale serve lo smarcato Piatek che realizza a porta vuota. Accorciano i giallazzurri al 40' su calcio di rigore assegnato per un fallo di Spolli su Perica. Nella ripresa accade poco o bulla. Longo manda in campo sia Ciofani che Soddimo e fa esordire Vloet, ma il risultato non cambia. Il Genoa, dopo la Sampdoria e la Juventus, passa al' “Benito Stirpe”.

In conclusione occorre dire che serve una inversione di rotta per una squadra che questa estate, è bene ricordarlo, forse è stata rinnovata troppo. E' chiaro che quindi ci vorrà del tempo prima che si amalgami un gruppo che individualmente ha un suo valore tecnico, ma che ha bisogno di trovare i meccanismi in campo necessari per creare pericoli e soprattutto giocare con una certa tranquillità. Ora mancano proprio queste due fondamentali componenti.

*giornalista volontario in pensione

 

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